Ecco una bella iniziativa di Alfonso Signorini direttore di Sorrisi (Nr.39) che chiede di riportare la prima serata alle 21,00. L’idea è partita quando lo scorso editoriale “Gli orari della televisione? Pensati per chi vive di rendita” ha scatenato l’interesse dei telespettatori.
Scrive il direttore:
Mi ricordo che da piccoli noi bambini si andava a letto tutti dopo il Carosello. E guai a fare più tardi. I programmi “per i grandi”, almeno a quello che sapevamo noi, come i film, Rischiatutto, gli sceneggiati andavano in onda subito dopo. Erano i tempi in cui la prima serata incominciava puntuale come il Big Ben, alle 20,40.
Ebbene, lo sperimentiamo noi telespettatori tutti i giorni, oggi accade che la prima serata inizi anche alle 21,30. Ieri, L’Onore e il Rispetto su Canale5 è iniziato alle 21,15 ed è terminato alle 23,30. Sono mamma di due bambini e la levataccia stamattina è stata pesante: svegliarsi alle 6,30 dopo poche ore di sonno effettivamente non fa bene alla salute. Come me milioni di italiani.
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Su Raiuno, 007-Il mondo non basta, quando ancora a fare James Bond c’era Pierce Borsnan. La bellona di turno, stavolta, è Sophie Marceau.
“Mai rubare a casa dei ladri”: è questo l’avvertimento dell’Ispettore Coliandro che poi, puntualmente, se ne frega degli avvertimenti degli altri.
Voglia di film a episodi? Su Raitre c’è Pappa e Ciccia, con Lino Banfi, Paolo Villaggio e, ancora lontana dai fasti di Miss Italia, Milly Carlucci.
Per chi è particolarmente ottimista, consigliamo la visione di Deep Impact su Canale 5. Tanto per farsela un pochino sotto, che non guasta mai.
Continua a leggere: Cosa vedrai? Prime time del 25 agosto 2009
Segno dei tempi vuole che, nella serata conclusiva del Roma Fiction Fest, in cui verrà tributato un meritato premio alla carriera a Virna Lisi, a essere consacrati migliori attori dell’anno, a insindacabile giudizio dei lettori di Sorrisi, siano Alessandra Mastronardi e Gabriel Garko. Un verdetto figlio dei tempi, ormai alla mercé dell’acritico fanatismo, che getta fango sul sacro fuoco della recitazione. Dinanzi alla premiazione di due volti-feticcio della fiction di massa, c’è da stupirsi da parte degli stessi diretti interessati, con un atteggiamento che alterna modestia a seria consapevolezza dei propri limiti artistici (tanto è la popolarità che conta).
Prendete Gabriel Garko, uno che recita da anni in esclusiva per i prodotti Janus, di cui rappresenta a pieno il trionfo delle apparenze. E’ grazie alle sue “performances” in Io ti assolvo e Il sangue e la rosa che l’attore è considerato addirittura “il migliore”, migliore dei Tirabassi, dei Flaherty o dei protagonisti di serie di qualità come Squadra antimafia:
“Ero molto perplesso sull’accettare il ruolo di un sacerdote, temevo di essere poco credibile. E Nel Sangue e la rosa ho fatto molto fatica a recitare con un forte accento romanesco”.
Poco credibile, appunto, nonché ridicolo nel tentativo vernacolare e restio ad ammettere che, grazie a quella faccia d’angelo, può permettersi di tutto. Altra miracolata della serialità italiana Alessandra Mastronardi, ormai diventata una vera e propria eroina (nel senso cocainomane del termine) per gli adolescenti. Lei sa di dovere tutto ai Cesaroni, in primis il potersi permettere di recitare biascicando e con un’espressività monolitica. Tant’è che ha subito reagito così alla bella notizia:
“Miglior attrice io? Giuro, sono rimasta di stucco. Non me lo aspettavo”.
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