Sono proprio contenta che Kabir Bedi, alias Sandokan, sia stato nominato Cavaliere Ordine al Merito della Repubblica italiana. La cerimonia è avvenuta a Mumbai in India e la croce è stata consegnata da Giacomo Sanfelice di Monteforte ambasciatore dell’Italia in India. La popolarità dell’attore indiano nel nostro Paese è strettamente legata allo sceneggiato Sandokan (qui un sito che lo omaggia) che andò in onda nel 1976. Lo ricorda Hit nel suo Auditel-rewind che sottolinea la cifra record di ascolti di oltre 27milioni di telespettatori.
Ebbene Sandokan fu un vero e proprio fenomeno di costume capace di coinvolgere l’Italia dell’austerity e di trasportarla nel sogno esotico di una Malesia che al pari di Salgari non conoscevamo. Tutti, dai nonni ai ragazzini eravamo incollati al piccolo schermo in bianco e nero a guardare le gesta del pirata malese immortalate da un corpo a corpo con una tigre. Praticamente diventammo tutti esperti di scimitarre, assalti e agguati. Fu uno dei pochi esempi in quegli anni anche di un merchandising aggressivo: dalle figurine alle copertine dei quaderni, alle magliette ai costumi di carnevale il marchio Sandokan faceva rivivere le avventure del nostro eroe.
E che dire della storia d’amore con Marianna la principessa di Labuan? Centinaia di spose italiane in quella primavera del 1976 misero la perla sulla fronte proprio come la protagonista femminile interpretata da una bellissima Carole Andrè. Infine, il ricordo va anche agli altri protagonisti di questo indimenticabile sceneggiato: Adolfo Celi nella parte del cattivissimo Governatore James Brooke e Philippe Leroy nella parte del fedele amico Yanez.
Insomma, Sandokan e dunque Kabir Bedi nell’immaginario degli italiani prima e del tedeschi poi ebbe e ha un posto di riguardo. L’attore, anzi il Cavaliere Bedi, ha poi proseguito la sua carriera nel cinema avendo anche apparizioni prestigiose come in Beautiful e in Un medico in famiglia. Ma per noi, di una certa generazione, resta sempre e solo Sandokan.
Comincia questa sera, 18 luglio 2010, alle 21:00 su RaiTre e per sette puntate, la versione last minute di Alle falde del Kilimangiaro, condotto da Licia Colò che si avvale di due compagni di viaggio decisamente appetibili per tutti i gusti: la splendida Analù Campos Da Silva e l’affascinante Dimitri Alexandrou.
Per sette puntate, molti “viaggiatori famosi” (Sandra Milo, Kabir Bedi, il filosofo Stefano Zecchi, Ela Weber, la pallavolista Tai Aguero) racconteranno il mondo che hanno visto, coppie famose parleranno dei loro viaggi romantici (Aldo Montano e Antonella Mosetti, Roberta Armani e Vittorio Brunotti, Antonio Caprarica e Consorte, Fabio Testi e compagna, Norma Blu - regina del burlesque - e il fidanzato) e verranno proposte soluzioni di viaggio per chi ancora non sa dove andare in vacanza… o per chi, proprio, non ci andrà e dovrà accontentarsi di vedere i posti più belli del mondo alla tv (magra consolazione).
Nella prima puntata, tocca a Mosetti-Montano raccontarsi.
Poi ci sarà uno spettacolo di danza del gruppo polinesiano Aloha Tahiti Show; Kabir Bedi racconta la Malesia, Licia Colò porta il pubblico a Malta.




La famiglia è sempre la famiglia. Chissà se è questo uno dei motivi che hanno spinto Giulio Scarpati e Pietro Sermonti ad accettare la proposta di ritornare nella prossima stagione di “Un medico in famiglia”, le cui riprese inizieranno in primavera (nella foto il cast della prima serie).
La notizia, che troverete in anteprima domani su “Sorrisi e Canzoni”, farà contenti numerosi fan che, come il sottoscritto, con l’andare avanti delle vicende della famiglia Martini e di chi bazzicava dalle loro parti, si erano un po’ disaffezionati a questa serie che via via perdeva i suoi protagonisti che ne avevano decretato il successo.
Sarà curioso, perciò, rivedere Lele -partito anni fa per l’Australia- sedersi dopo una lunga assenza (se escludiamo il breve ritorno alla fine della quarta serie) accanto a Nonno Libero- Lino Banfi, senza però l’amata compagnia delle prime due stagioni Alice. La sua interprete Claudia Pandolfi (che troveremo presto ne “I Liceali”) ha infatti categoricamente escluso ogni possibilità di partecipazione alle riprese.
La fiction “Distretto di polizia” gode di ottima salute. Nonostante gli ascolti siano diminuiti rispetto alle prime stagioni (ma in fondo, quasi tutti i programmi d’annata hanno subito un calo negli ultimi anni) e nonostante le trame degli episodi a volte siano un po’ deludenti o un po’ troppo vicine alla realtà, ogni settimana la serie di punta di Canale5 accoglie una media di oltre 5 milioni di telespettatori.
Forte di questo successo, il produttore della Taodue (quella di “Ultimo”, “R.I.S.”,“Maria Montessori” e del prossimo “Aldo Moro”, tanto per citare alcuni titoli) Pietro Valsecchi ha dichiarato, a seguito di incontro avvenuto con dei produttori indiani in occasione del Festival del Cinema di Roma, che “Distretto” verrò esportato in India, e probabilmente anche in Cina.
“Siamo i migliori creativi del mondo, basta comprare format”, ha detto Valsecchi, che si è lasciato anche scappare che molto probabilmente nei panni del protagonista della versione indiana di “Distretto di Polizia” ci sarà Kabir Bedi, visto di recente nel “Medico in famiglia” (a sua volta importato in Italia dalla Spagna).
Non si sa se il plot subirà modifiche (sarei curioso di vedere come “trasformeranno” il personaggio di Mauro Belli-Ricky Memphis), ma Valsecchi è già al lavoro sulla riscrittura del prodotto che gli ha dato più soddisfazioni, certo che continuerà a dargliele in futuro.
Una volta ogni tanto, una notizia di esportazione ed adattamento di un format italiano, anziché straniero: la strada per imporre (o solo proporre con una buona garanzia di risultato) i nostri prodotti sul grande mercato internazionale è ancora lunga (a meno che non si collabori con altre tv di altri paesi, come è avvenuto col recente “Guerra e Pace”), ma già questo è un passo…
(via TgCom)