
X Factor 2 si prepara al grande passo dello sbarco su RaiUno per la finalissima di domani. A transitare Simona Ventura e Francesco Facchinetti sull’ammiraglia ci ha già pensato Bruno Vespa: mercoledì sera è andato in onda uno speciale Porta a Porta per rendere il marchio più familiare alla prima rete di stato. Ma, a rendere X Factor una trasmissione meno inusuale per RaiUno, ci pensano soprattutto i superospiti.
Saranno Riccardo Cocciante, Elio e le Storie Tese e Gianluca Grignani a duettare in una cover con i finalisti Matteo Becucci, The Bastard Sons of Dioniso e Juri Magliolo (sfruttando la formula degli accompagnatori di Sanremo Giovani dove lo stesso Cocciante aveva supportato Perbellini). A questi si aggiunge un ospite musicale a parte, a quanto pare chiamato solo per prestigio e per la marketta del suo album Presente. Stiamo parlando di Renato Zero, che in una recente intervista si era così espresso su X Factor e i suoi concorrenti:
“I coach di programmi come X Factor o Amici richiamano alla mente la leggendaria figura dell’assistente musicale. Li trovavi nei corridoi della Ricordi o della Rca, e nelle loro mani c’erano le sorti di una canzoni. Suggerivano l’intonazione a esordienti come Endrigo o Paoli, e il gioco era fatto. Ora però tutto questo lo vedi in tv: fossi al posto di quei ragazzi scapperei a gambe levate. Neanche sono nati, come cantanti, e gli sbattono addosso sette telecamere, con i maestri che li nevrotizzano a forza di suggerimenti. Tutto questo mi disturba”.
Vabbè che, dopo aver visto Gerry Scotti gigioneggiarsi al Grande Fratello, da lui tanto odiato, non dovremmo stupirci più di niente. Ma come fa un artista come Zero a rinnegare quello che ha detto esibendosi domani su quel palco? Pecunia non olet o oggigiorno ai talent show non può voltare più le spalle nessuno?
Non ci si credeva quasi più, all’uscita del primo album degli Aram Quartet. A quasi un anno dalla loro vittoria della prima edizione di X Factor, oscurata dal fenomeno Giusy Ferreri, il gruppo formato da Antonio Maggio, Michele Cortese, Antonio Ancora e Raffaele Simone ha presentato a Quelli che il calcio il primo singolo, Il pericolo è il mio mestiere, che anticipa il disco Il pericolo di essere liberi, in uscita il 17 aprile.
Un pezzo decisamente perfetto, che media tra il pop commerciale e la qualità vocale (per quanto l’intro ricordi troppo “Meravigliosa” di Francesco Renga). Nel talk a margine della loro esibizione Malgioglio ha definito “l’inciso interessante e il brano ruffiano e di facile presa, che ricorda i Pooh ma ha anche qualcosa di internazionale”: è bastato sentire un pezzo inedito per farlo ricredere sul loro conto. Il loro supporter Morgan, che gli affidò il primo inedito di difficile presa Who (Chi), ha detto di averli ritrovati in grande forma, chiedendo loro la differenza che hanno riscontrato tra le due edizioni:
“Tutte le cose che trovano una nuova edizione hanno qualcosa di più costruito, non nel senso brutto ma che viene migliorato quello che si fa. Quest’anno è cresciuto un po’ tutto”.
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