Gli appassionati di fantascienza gioiranno alla notizia, giunta in questi ultimi giorni, del progetto Fox: il network americano sta sviluppando infatti una versione statunitense della fortunata serie britannica Torchwood. In questi ultimi anni è accaduto spesso che un telefilm non prodotto negli Stati Uniti venisse riproposto in una nuova versione - a volte più longeva e di successo dell’originale - riadattata per il pubblico americano. Possiamo citare, tra le altre, The Office e Queer as Folk.
La prima stagione della serie originale, formata da tredici episodi, venne commissionata nel 2005 dalla BBC come spin-off di Doctor Who, la serie più longeva della televisione britannica. Ma anche nella versione americana, stando a quando si dice, Torchwood si dovrebbe avvalere dello sceneggiatore della serie originale Russell Davies, che è già al lavoro sulla stesura del nuovo pilot.
Oltre a Davies, dovrebbero essere della squadra anche Julie Gardner e Jane Tranter, altre due “teste” della società di produzione all’originale. Inoltre si mormora che sia prevista la presenza, almeno nel pilot, di John Barrowman, che in Torchwood della BBC interpreta l’immortale Capitano Jack Harkness. In Italia, la prima stagione del telefilm è andata in onda a partire dal 3 settembre 2007 sul canale Sky Jimmy (140).

“Primeval” è un’interessante serie sci-fi già trasmessa da Jimmy, che stasera debutta su Raidue in prima serata, con tre episodi a settimana. Tanti effetti speciali, una sceneggiatura avvincente e dei personaggi che ci buttano fin dal primo episodio dentro un mondo fatto di “anomalie spazio temporali”, tramite le quali creature del passato giungono nel mondo contemporaneo.
Creata per Itv da Adrian Hodges e Tim Haines, che aveva già lavorato ai documentari “Walking with”, in Italia visti ne “La macchina del tempo”, la serie britannica vanta numerose scene d’azione computerizzate, grazie alla collaborazione con la Framestore CFC, che ha realizzato i numerosi animali preistorici che si vedono puntata dopo puntata.
Ad indagare su di loro c’è lo zoologo Nick Cutter (Douglas Henshall), che nel cercare di catturarli intravede la speranza di reincontrare la moglie Helen (Juliet Aubrey), sparita da otto anni e forse “inghiottita” proprio da una delle anomalie. Ad aiutarlo, troviamo il suo amico ex studente Stephen (James Murray), la zoologa Abby (Hannah Spearritt) e Connor (Andrew-Lee Potts), vera e propria enciclopedia vivente sulla preistoria.

Grande occasione per gli addetti ai lavori del nostro Paese per fare un salto nel futuro relativamente alle prossime ghiottissime serie televisive americane che sbarcheranno prima in loco e poi sulle nostre reti. Domani 24 maggio partiranno da Roma e Milano, destinazione Los Angeles, ben 70 italiani, cifra record, che saranno coinvolti nel principale mercato televisivo americano, ovvero i Los Angeles Screenings.
Compito (molto invidiabile!) di questo pool di esperti - tra programmatori di società come Mediaset, Rai, Mtv, Axn, Digicast (Jimmy) - sarà di visionare (”to screen”, appunto) i piloti delle nuove serie ordinate dai network americani agli studios. Non presenzieranno all’evento La7, Comedy e Babelgum. A questi potenziali acquirenti vanno aggiunti altri dieci rappresentanti degli “studi” nostrani, come Giovanni Pedde (Cbs-Paramount) e Domizia De Rosa (Warner Bros) che valuteranno al meglio cosa potrebbe essere potenzialmente gustoso per noi spettatori e cosa no.
In totale, a L.A., saranno presenti oltre 1200 dirigenti delle reti tv di tutto il pianeta: l’evento ha inizio, puntualmente, subito dopo la conclusione dei cosiddetti “upfront”, vale a dire l’asta che le reti bandiscono per la pre-vendita degli spazi televisivi in prime time della stagione in arrivo: quest’anno il 19 maggio. Da qui si passa alla presentazione e all’acquisizione vera e propria dei nuovi prodotti di fiction. La conclusione è prevista per il 28. Il nostro è uno dei Paesi con il più alto numero di rappresentanti, superiore a quello di Gran Bretagna, Irlanda e America Latina: la testimonianza di come tale mercato sia assolutamente ancora vivo e vegeto dalle nostre parti, nonostante crisi e ammorbamento da tv-spazzatura.

Mancano meno di 24 ore alla cerimonia di premiazione degli Emmy Awards, la numero 60, che verrà trasmessa live dalla Abc ed in Italia da Jimmy a partire dalle due di stanotte. Quella che si terrà allo Shrine Auditorium di Los Angeles è la cerimonia più attesa per gli addetti ai lavori e non solo: gli Emmy sono infatti riconosciuti da tutti come gli Oscar televisivi, che ogni anno premiano i migliori show andati in onda e conferiscono a questi maggior prestigio nel panorama televisivo internazionale.
Quest’anno le premiazioni saranno presentate da Kristin Chenoweth (“Pushing Daisies”) e Neil Patrick Harris (“How I Met Your Mother”) ma, come vuole la tradizione per degli show del genere in America, saranno tante le star del piccolo schermo a salire sul palco ed assegnare l’ambita statuetta.
Tra i vari telefilm nominati -qui trovate l’elenco completo-, quelli che sono in cima alle previsioni di vittoria degli ultimi giorni sono “Mad men”, “Damages” e “30 rock”, mentre tra i migliori attori ed attrici i favoriti sono Jon Hamm per “Mad men”, Glenn Close per “Damages”, Steve Carrel per “The Office” e Tina Fey per “30 Rock”. Vinceranno davvero loro? Nell’attesa di saperlo, giocate con TvBlog: qui trovate il game per decidere il miglior telefilm drama che secondo voi dovrebbe vincere, mentre qui potete esprimere la vostra preferenza per la migliore comedy.

E4 ha finito di trasmettere la seconda stagione di “Skins” il 14 aprile. Ora, a distanza di poco più di due mesi, la serie controversa ma molto fedele ai sentimenti ed al linguaggio degli adolescenti d’oggi debutta in Italia, grazie a Jimmy, che da stasera ne trasmette un episodio a settimana, ogni giovedì alle 21:30 (qui potete trovare la gallery).
Come la prima stagione, anche la seconda avrà al centro di ogni puntata un ragazzo diverso, non dimenticandosi però degli altri personaggi, alle prese con la scuola, l’amore, la famiglia e gli amici. La serie si apre con la situazione di Tony (Nicholas Hoult), in ospedale dopo il brutto incidente che l’ha coinvolto nel finale della prima stagione. Ma questo è solo l’inizio per raccontare quello che accade a chi gli sta vicino, come Maxxie (Mitch Hewer), alle prese con una nuova protagonista, Sketch (Aimee-Ffion Edwards), innamorata di lui e restia ad arrendersi nonostante l’omosessualità di lui.
Torneranno anche lo “sfigato” Sid (Mike Bailey), la problematica Cassie (Hannah Murray) e l’amore di Tony, ovvero Michelle (April Pearson), oltre ad Anwar (Dev Patel), Jal (Larissa Wilson) e Chris (Joseph Dempsie). Insomma, tutta la “prima generazione” al completo. Una generazione, però, che vedremo per l’ultima volta: nella terza stagione, ad eccezione di Effy (Kaya Scodelario), la sorella di Tony, il cast sarà rinnovato, per lasciare spazio a nuovi personaggi e nuove storie.
Si parla molto spesso di sesso in The L Word, ma non lo so fa in modo gratuito o pruriginoso. Si parla di amore, amore tra donne, sentimenti profondi, discussioni, litigi, riappacificazioni. Ma non solo. Carriera, figli, problemi con i propri genitori: storie normali - forse un po’ esagerate, ma siamo pur sempre in tv - che però, per colpa di qualche capezzolo di troppo, sono costrette ad andare in onda in terza serata, alle 23.50 su La7. La tv del gruppo Telecom proporrà infatti da questa sera, con un certo ritardo, la terza stagione (gallery) del telefilm sul mondo lesbo, ambientato a Los Angeles.
Si tratta di una prima visione in chiaro, anche se la serie tv è già andata in onda sul canale satellitare Jimmy. Nell’ultimo episodio della seconda stagione, dal titolo Lacuna, avevamo lasciato Bette (Jennifer Beals) e Kit Porter (Pam Grier) addolorate per la perdita del padre e Tina Kennard (Laurel Holloman) partoriente, non senza complicazioni. Alice Pieszecki (Leisha Hailey), invece, pur cercando di non darne dimostrazione, era particolarmente gelosa del rapporto venutosi a creare tra Dana Fairbanks (Erin Daniels) e Lara, mentre Shane McCutcheon (Katherine Moennig), aveva invitato Carmen de la Pica Morales (Sarah Shahi) alla festa organizzata da Gloria per la “Fondazione delle donne”. Jenny Schecter (Mia Kirshner) nel frattempo era molto scossa per alcune scoperte sul proprio passato.
La terza stagione si apre a sei mesi di distanza dagli ultimi accadimenti. A farla da padrona nei primi episodi sarà ovviamente la relazione tra Bette e Tina, ora alle prese anche con la piccola Angelica e con un rapporto da costruire nuovamente. Alice non si sarà ancora ripresa totalmente dalla rottura con Dana e farà di tutto per riconquistarla, mentre la relazione tra Shane e Carmen prosegue e si fa più seria. Tra le new-entry della stagione troveremo Moira Sweeney (interpretata da Daniela Sea), un ragazzo che sta compiendo un percorso di trasformazione di genere. Moira, il cui vero nome è Max, appare già nel primo episodio della terza stagione dal titolo Labia Majora.
Continua a leggere: The L Word: la terza stagione su La7, ancora una volta a notte fonda
Le casalinghe, in televisione, sono già protagoniste assolute a Wisteria Lane, ma nella prossima stagione c’è il rischio che il loro monopolio cessi, per colpa (o grazie) alle protagoniste di “Suburban shootout”, che Hbo ha in cantiere.
Ennesima serie made in Inghilterra -due stagioni su Channel Five, in Italia trasmesse da Jimmy-, è un vero mix tra il genere pulp e british humor: tutto ha inizio con l’arrivo in una località all’apparenza tranquilla di Joyce e di suo marito, un poliziotto. Il contesto idilliaco del luogo ben presto però viene meno per via della scoperta dell’esistenza di due bande rivali, i cui attacchi per difesa o vendetta sono all’ordine del giorno.
La cosa singolare, è che i membri delle due gang sono le stesse casalinghe che hanno cure meticolose per le proprie case e non rinunciano ad una pedicure con le amiche pur di fare quattro chiacchiere. La protagonista si trova così in mezzo ad una vera e propria guerra, nella quale non mancano spari, esplosioni, ma anche momenti di pura comicità.
Continua a leggere: Suburban shootout, casalinghe...armate, per Hbo
Se siete di Milano o vi capitasse di andare nel capoluogo lombardo nei prossimi giorni, non fatevi strane idee sulle abitudini dei milanesi quando vedrete mezza città addobbatta con reggiseni di tutti i tipi: è “solo” l’innovativo modo di pubblicizzare la serie tv “Californication”, in arrivo su Jimmy (Sky, canale 140) dal 6 marzo alle 21.00.
Chi sarà rimasto incuriosito dalle immagini che il video dopo il salto vi propone, o chi ha avuto una reazione divertita dall’incontro ravvicinato del terzo tipo con uno delle centinaia di indumenti intimi appesi su tram, autobus e metrò della città, allora non deve perdersi questo telefilm, articolato in dodici episodi da mezz’ora l’uno, che oltreoceano hanno già fatto discutere ed appassionare.
Discutere perchè la trama, fin dal pilot -ben recensito dal nostro Malaparte- lascia poca possibilità di affezionarsi ai telespettatori più morigerati ad una serie del genere, in cui le ipocrisie sono bandite. Appassionare perchè tale schiettezza, sia nelle imagini che nei dialoghi, si riflette nei personaggi, tra tutti il protagonista Hank Moody, il noto David Duchovny. E proprio sull’attore famoso per il cult “X-files” che gioca la campagna pubblicitaria, usando slogan come “Da X-files a xxx-files”, o al più esplicito “Non ne poteva più di farsela con gli alieni”.
Continua a leggere: Reggiseni in metrò a Milano per Californication

Ve l’avevamo anticipato il 15 novembre scorso, in occasione del “compleanno” per i 10 anni di Jimmy, ora la data stabilita è ormai prossima. Californication, una delle grandi esclusive del Canale 140 di Sky, debutterà il 6 marzo alle 21 con il primo episodio. La programmazione andrà avanti per 12 settimane, proprio come il numero degli episodi che compongono la prima stagione. La serie tv più spregiudicata dalle stagione, acclamata dalla critica sbarcherà così anche nel nostro paese in un’orario da prime time vecchio stampo, anche se confinata per il momento solo nella “terra della libertà” del Satellite.
Nel travagliato anno contraddistinto dallo Sciopero degli sceneggiatori il telefilm prodotto per Showtime da David Duchovny, premiato con il Golden Globe per la sua interpretazione di Hank Moody, protagonista e personaggio centrale attorno al quale ruotano tutte le vicende di Californication, è stato uno dei pochi ad ottenere una rapida e decisa conferma per una seconda stagione.
C’è naturalmente grande attesa per un telefilm che ha già conquistato una buona fetta di appassionati fra i tanti che amano scaricare dai programmi p2p le puntate in anticipo facendosi aiutare nella comprensione dai team di subbers. La curiosità starà anche nel valutare l’adattamento in italiano, particolarmente delicato per via dei dialoghi molto brillanti e con una buona dose di volgarità della versione originale. Noi in ogni caso vi consigliamo di non perdere la possibilità di vedere tutti i 12 episodi, difficilmente rimarrete delusi. Dopo il continua vi proponiamo una gallery tratta proprio dal Pilot di Californication, qui invece potrete trovare la recensione completa del nostro Malaparte.
Continua a leggere: La Prima di Californication su Jimmy dal 6 Marzo
In Italia il trattamento riservato ad alcune serie tv non è proprio dei migliori. Spesso i periodi di garanzia, l’inizio di nuove trasmissioni e, soprattutto, i dati auditel decretano le sorti di un telefilm più del rispetto verso chi l’ha seguito fino alla sua interruzione.
Paradossalmente, però, può anche capitare che si “abusi” di alcune serie, trasmettendone episodi alla rinfusa, senza tenere conto della timeline o degli episodi non ancora trasmessi. La situazione peggiora se a detenere i diritti di una serie ci sono più reti.
A questo proposito, ci è giunta una mail di un nostro lettore, Francesco, che ci segnala il trattamento alquanto bizzarro che viene riservato a due serie in particolare, sia da parte delle generaliste che dei canali a pagamento: “Law&Order-criminal intent” e “Law&Order”. Ecco cosa ci dice a proposito della prima:
Parte questa sera alle 21.00 su Jimmy un’avvincente telefilm carico di tensione, tra atmosfere inquietanti alla Twin Peaks, una trama enigmatica e tinte scure e surreali alla Lost. Prodotto per Channel 4 da All3Media, Cape Wrath è diretto dal pluripremiato Duane Clark, noto per essersi già occupato, tra gli altri, di CSI, The Practice, Boston Public, One Three Hill e Medium.
In fuga da un passato misterioso e protetta dal programma di protezione testimoni, la famiglia Brogan si trasferisce in quello che sembra il paradiso terrestre: la piccola e tranquilla cittadina di Meadowlands, libera dal crimine, dalle droghe e dalla violenza. Il capofamiglia Danny (David Morrissey), sua moglie Evelyn (Lucy Cohu) e i loro figli gemelli Zoe (Felicity Jones) e Mark (Harry Treadway) sono in cerca di un’esistenza lontana dai problemi, persino quelli personali.
Ma, ad ogni episodio (8 in totale), la famiglia finisce sempre più incastrata in una spirale di eventi inquietanti, mascherati sotto la patina di perfezione della cittadina. In un gioco ambiguo di identità celate, in una quotidianità solo apparentemente normale, tutti gli abitanti della piccola comunità nascondono ben più dei soliti segreti. Con un crescendo di paranoia, delusione e, infine, di aperta ribellione, i Brogan si troveranno dunque a fare i conti con il loro nuovo inferno.
Compie oggi 10 anni il canale satellitare Jimmy (Canale 140 di Sky) e annuncia le novità per il prossimo gennaio. Il più anticonformista e vintage canale dell’offerta di Sky Italia, sopravvissuto alle trasformazioni del mercato dalla Pay Tv satellitare italiana, fece il suo esordio il 15 Novembre 1997 come dote del passaggio da DStv (partecipata da Murdoch e dal tedesco Kirch, nota al pubblico come D+) e Telepiù Satellite (proprietà di Canal Plus, pay tv francese).
Nella “lieta occasione” del decennale vengono annunciate altre grande novità ed esclusive per il prossimo gennaio, a partire dalla Serie Tv più chiacchierata del momento negli Stati Uniti, Californication interpretata da un inedito David Duchovny e di cui vi parlammo già qualche tempo fa. (Qui la Galleria di foto tratte dal Pilot) Californication si è rivelata un autentico “caso” in tutti i paesi in cui è stata già trasmessa e il successo della prima stagione su Showtime (tv via cavo), appena conclusasi dopo 12 episodi, ha indotto il network a rinnovarla per un’altra stagione.
Continua a leggere: Jimmy compie 10 anni e si prepara per Californication
La notizia farà contenti i numerosi fan di “Buffy” ed “Angel”: Joss Whedon, creatore delle due serie appena citate, torna in tv dopo il flop di “Firefly” (da noi andato in onda su Canal Jimmy) con un nuovo telefilm, “Dollhouse”, che avrà come protagonista una sua (e nostra) vecchia conoscenza: Eliza Dushku, già Faith nelle serie sopra citate e protagonista delle due stagioni di “Tru Calling” (in fondo al post la sua gallery)
Trovo Whedon uno dei migliori sceneggiatori degli ultimi anni. Nei suoi lavori non manca mai quel mix di azione, suspence ed ironia, che rende ogni episodio dei suoi telefilm una sorpresa, proprio perché non si sa dove andrà a parare.
Con le serie passate, infatti, Whedon si è occupato non solo di mistero (e non poteva non essere così, essendo i suoi telefilm appartenenti al filone dello sci-fi), ma ha anche dato sfogo alla sua creatività, in particolare con “Buffy”, attraverso una gamma di caratteri imprevedibili ed in continua evoluzione: un esempio tra tutti è l’episodio-musical (“Once more with feeling”, sesta stagione), che ha ispirato “Scrubs” (“My musical”, sesta stagione), e “Desperate housewives” (stagione attualmente in onda).
Nel nuovo telefilm, la Dushku sarà Echo, una ragazza che vice con altre persone in un moderno laboratorio nel quale, a lei così come ai suoi compagni, di volta in volta viene “installato” un carattere ed una memoria sempre nuova, in modo da poter compiere per conto dello stesso laboratorio una serie di missioni sempre diverse. Una volta compiuto il proprio dovere, Echo ed i suoi amici vengono “svuotati” e lasciati vivere senza memoria e senza esperienza, pronti ad essere riutilizzati un’altra volta, proprio come delle bambole (da cui il titolo).
Continua a leggere: Il papà di Buffy ed Angel torna con Dollhouse

Oggi voglio parlarvi di una serie che abbiamo colpevolmente trascurato, qui su TvBlog, e che merita interesse, sia da parte nostra sia da parte dei nostri lettori. Si tratta di Entourage, una produzione HBO created by Doug Ellin e che annovera fra i suoi produttori esecutivi nientemeno che Mark Wahlberg (Boogie Nights, Il Pianeta delle Scimmie, The Departed).
Entourage, la cui premiere risale al 2004, in Italia è programmata da Jimmy (siamo alla seconda stagione - in America invece sono arrivati alla fine della quarta ed è in programma una quinta stagione di 14 episodi a partire dal mese di giugno 2008), è una serie di cui ci si innamora poco a poco, così come non si può fare a meno di innamorarsi dei suoi personaggi.
Vincent Chase (Adrian Grenier, nell’immagine), giovane attore di belle speranze e ancor più bell’aspetto, lanciato verso un roseo - ma vedremo che non ci sono rose senza spine, come la saggezza popolare insegna - è attorniato da una cricca - un entourage, appunto - decisamente originale. C’è Johnny “Drama” Chase, il fratello maggiore che non ha avuto successo come attore ma che ci spera ancora (interpretato, guarda un po’, dal fratello di Matt Dillon, Kevin Dillon) e che fa da personal trainer e cuoco a Vinnie. Poi c’è Eric “E” Murphy (in lingua originale chiamato semplicemente E.), interpretato da Kevin Connolly, manager e miglior amico di Vincent. Il quartetto (che si vede anche nell’immagine in alto, tratta da un episodio della quarta stagione. Ma tranquilli, non è spoiler) di amici del Queens è completato da Turtle (Jerry Ferrara), autista e assistente della star.
Fra i personaggi ricorrenti, poi, merita ben più di una menzione lo straordinario Ari Gold (Jeremy Piven, che per questa sua straordinaria, eclettica performance, si è abbondantemente meritato un Emmy come miglior attore non protagonista in una serie comedy), agente della star, le cui movenze, battute e cattiverie sono un vero e proprio must per la serie.
Inutile dirvi, dunque, che questa non è una serie che parla di gente comune (Dopo il continua ci addentriamo nella recensione. E per chi lo segue c’è la possibilità di votarlo).
In pieno agosto Dario Vergassola arriva sul satellite per proporre un programma nuovo e mai andato in onda. La cosa potrebbe sembrare strana, lo è meno visto che stiamo parlando di una produzione di Jimmy (una volta era Canal Jimmy), Canale 140 del bouquet Mondo Sky, una delle piccole, ma interessanti realtà dell’offerta di Sky Italia.
Il format, dal titolo “Vediamo se abboccano“, prevede che Vergassola e il personaggio a cui è dedicata la puntata s’incontrino per una gita in barca a Portovenere con lo sfondo del Parco Nazionale delle Cinque Terre. La classica intervista surreale, con domande rapide ed incalzanti, che Vergassola propina agli ospiti di Parla con me dopo le parte “istituzionale” della Dandini deve cambiare forma per adattarsi ad un contesto diverso, ad un dialogo prolungato con l’ospite di turno.
Nella scheda di presentazione sul sito ufficiale viene sottolineato come la particolare ambientazione abbia il fine di creare un clima disteso e informale tra il conduttore e l’ospite, che può così esprimere veramente se stesso e le sue vicende umane.
Il programma è composto da 10 puntate ed andrà in onda ogni sabato, a partire da oggi, alle 19.25 su Jimmy. La prima vittima del comico ligure sarà lo psicologo prezzemolino Paolo Crepet, mentre i protagonisti delle altre nove “interviste in barca” saranno Vladimir Luxuria, David Riondino, Sabrina Impacciatore, Ermete Realacci, Lucrezia Lante della Rovere, Gigi Moncalvo, Alessia Merz, Ignazio La Russa e Helen Hidding.
La curiosità di vedere Dario Vergassola in una “veste nuova” c’è, soprattutto per verificare se ci sia davvero sostanza e originalità nel format scacciando così il timore che si tratti della riproposizione del classico schema che nacque nell’edizione di Zelig del lontano 2002.