Quante volte, negli ultimi anni, abbiamo sentito parlare di cospirazioni all’interno delle serie televisive? Tante (l’ultimo caso è “The Event”, ma non possiamo non ricordare “24″, in cui Jack Bauer doveva lottare ogni “giorno” con nuovi complotti ai danni dell’America), e “Rubicon”, la nuova serie in tredici episodi che Joi di Mediaset Premium manda in onda da stasera alle 21, non è da meno.
Potremo anzi dire che questo drama, scritto da Jason Horwitch, ha nell’idea di cospirazione il suo punto di forza (non è un caso che l’autore abbia dichiarato di essersi ispirato a film come “I tre giorni del condor” e “Tutti gli uomini del Presidente”), che ci trascina in una storia fatta di misteri, strane coincidenze ed enigmi risolvibili solo da menti contorte.
Come quella di Will (James Badge Dale, “The Pacific”), giovane analista di un’associazione politica non governativa, che non si è mai ripreso dalla perdita di moglie e figlia negli attentati alle Torri Gemelle dell’11 settembre 2001. Il lavoro di Will lo aliena dal resto del mondo, di cui lui vuole sapere il meno possibile, fin quando una serie di coincidenze contenute in alcuni cruciverba non farà scattare nella sua mente una molla che darà il via ad una serie di sospetti.
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Era il 2006 quando la Abc lanciò “The Nine” (13 puntate da stasera, un episodio a settimana, alle 22:40, su Raidue, a cui dedichiamo una gallery). Posizionata subito dopo “Lost”, avrebbe dovuto raccogliere i telespettatori ancora assetati di misteri, colpi di scena e storie corali. Evidentemente, qualcosa è andato storto, perché “The Nine”, sebbene si riveli all’inizio appassionante, non ha coinvolto abbastanza il pubblico, che ne decretato la sospensione all’ottavo episodio.
Perché non è stato apprezzato? Andiamo con ordine. L’idea è originale: raccontare quello che è successo a nove persone –trovate l’elenco dei personaggi dopo il salto-, tra cui un poliziotto (Tim Daly, ora in “Private Practice”), un procuratore (Kim Raver, “24” e “Lipstick Jungle”) ed un medico (Scott Wolf, “Cinque in famiglia” ed “Everwood”), quasi tutte sconosciute l’una all’altra, durante le 52 ore in cui sono state tenute in ostaggio da due criminali, neanche così tanto pericolosi. Entrati con l’intento di prelevare il bottino, qualcosa va storto, e dalla “semplice” rapina ad un sequestro di persona dalle tragiche conseguenze il passo è breve.
Nel primo episodio, vengono introdotti i protagonisti, ma soprattutto si presentano i primi indizi su ciò che potrebbe aver peggiorato la situazione: errori da parte della polizia, troppa intraprendenza degli ostaggi, o c’è qualcosa che i nove non vogliono rivelare? Peccato che, dopo un buon primo episodio, la trama si perda in tante parole, ed i telespettatori diventano ostaggi a loro volta, di una lentezza che, in telefilm del genere, non ci si aspetterebbe.
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