
Mancava solo la conferma, per una notizia che in tanti aspettavano ma che molti davano per scontata: “Una grande famiglia”, la fiction di Raiuno che ha ottenuto ascolti eccellenti, sfondando per due volte finora il tetto dei sette milioni di telespettatori, avrà una seconda serie. A rivelarlo è Ivan Cotroneo che, sulle pagine di “Tv Sorrisi e Canzoni”, spiega che “Stiamo già scrivendo la seconda serie. Le riprese dovrebbero iniziare in estate”.
“Il successo ha sorpreso anche noi”, ha detto l’autore. “Il nostro voleva essere un racconto sulla fiducia nei confronti delle persone che ami, conquista sempre fragile. Una delle paure che ci spaventa di più, ha affermato tempo fa David Lynch, è quella di non conoscere davvero chi ci dorme accanto. Così la scomparsa di Edoardo (Alessandro Gassman) svela segreti e tradimenti. E poi c’è tutto il resto, un affollato mondo familiare, buffo e drammatico, esattamente come le nostre vite.”
Il successo della serie, un family drama le cui dinamiche, a dire di molti -compresi noi- per certi aspetti ricordano quelle raccontate nella serialità americana, con riferimento a “Brothers and sisters”, è stato a tratti inaspettato: la fiction, infatti, a fronte di una scarsa promozione prima del debutto, è riuscita invece ad imporsi tra pubblico e critica.

Ancora una famiglia protagonista di una fiction, questa volta su Raiuno: stasera alle 21:30 e domani alle 21:10 andranno in onda le prime due puntate di “Una grande famiglia”, la serie tv in sei episodi prodotta da Raifiction e Magnolia e scritta da Ivan Cotroneo, Stefano Bises e Monica Rametta, già dietro a “Tutti pazzi per amore”, con la regia di Riccardo Milani.
Un family drama, con tinte di commedia e mistery, che ha come protagonisti i Rengoni, proprietari di una fabbrica tessile della Brianza, alle prese con intrighi, amori, crisi economiche e misteri. A reggere la famiglia sono Eleonora (Stefania Sandrelli) ed Ernesto (Gianni Cavina). Lei si è sempre occupata dei cinque figli, lui, invece, dell’azienda, che ha dovuto abbandonare a causa di un ictus. A dirigere l’impresa, ora, il più grande dei figli, Edoardo (Alessandro Gassman), sposato con Chiara (Stefania Rocca) e con un figlio.
I Rengoni, però, sono anche composti da Laura (Sonia Bergamasco), Raoul (Giorgio Marchesi), Nicoletta (Sara Felberbaum) e Stefano (Primo Reggiani), personaggi tanto diversi tra di loro quanto uniti dal legame della famiglia. Tutti si ritrovano per il sessantaciquesimo compleanno del padre, tranne Edoardo che, mentre era in viaggio, ha un incidente su un idrovolante.
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L’avranno notato in molti: in nessuna delle 26 puntate di “Tutti pazzi per amore 3″, conclusosi lo scorso 1 gennaio su Raiuno, è stato ricordato Pietro Taricone, che nella fiction, fino alla stagione precedente, aveva interpretato Ermanno e scomparso quasi due anni fa. Non una dedica, nè una foto commemorativa ad inizio o fine stagione.
Possibile che autori e produttori della fiction non abbiamo voluto ricordare Taricone? A sottolineare la mancanza, nei giorni scorsi, è stato Massimo Falcioni su Daw-Blog. “Pietro Taricone”, scrive Falcioni nel suo pezzo, “avrebbe meritato un trattamento differente, soprattutto da parte di una serie che l’aveva definitivamente sdoganato dall’insopportabile icona di ‘guerriero gieffino’ e lanciato come attore brillante di commedia.(…) Ma immaginare che persino un fotogramma al momento dei saluti finali di Solfrizzi&Co fosse un peso per gli sceneggiatori, lasciatecelo dire, provoca immensa tristezza. E imbarazzo.”
Il tutto, mentre su Canale 5 Taricone veniva ricordato ampiamente nei promo (e nella scena d’apertura della prima puntata) di “Baciati dall’amore”, il suo ultimo lavoro in televisione. Come mai la scomparsa di un personaggio entrato nel cuore di molti telespettatori è stata trattata in maniere così diverse? A spiegare, dal canto suo, le ragioni per cui la fiction di Raiuno non ha omaggiato Taricone con immagini e dediche in testa o in coda della stessa è stato Ivan Cotroneo, creatore di “Tutti pazzi per amore”, che ha risposto così a Falcioni:

“Tutti pazzi per amore 3″ debutta, stasera alle 21:30, su Raiuno. 26 puntate (per tredici serate) ricche di novità, per la serie ideata da Ivan Cotroneo (a cui si deve anche “La Kryptonite nella borsa”, in questi giorni al cinema), scritta da lui con Monica Rametta e Stefano Bises, prodotta da Raifiction e Publispei e diretta da Laura Muscardin. Nell’attesa della messa in onda di stasera (pubblicizzata attraverso una divertente campagna di guerrilla marketing), dopo il salto potete vedere uno sneak peak del primo episodio.
Si torna, quindi, a seguire le avventure della famiglia Giorgi-Del Fiore e dei personaggi che la circondano, alle prese con crisi esistenziali, il lavoro, ed, ovviamente, l’amore. Sarà sempre questo, infatti, il motore che animerà i protagonisti e che li porterà al centro di numerose reinterpretazioni dei più famosi brani pop italiani e stranieri.
Molte le conferme nel cast di questa stagione, altrettante, però, le uscite e le new entry, che daranno nuova linfa alla fiction. Inoltre, a differenza delle due stagioni precedenti, in questa il racconto non si snoderà lungo un anno, ma l’arco di tempo in cui avverranno i fatti sarà di 26 giorni, ovvero dal 7 dicembre al primo gennaio: ogni puntata, quindi, racconterà una giornata dei protagonisti. Dopo il salto, spoiler.
Tutti pazzi per amore 3, Emilio Solfrizzi disturba Claudia Andreatti


Due settimane dopo la messa in onda del finale della seconda stagione torniamo a parlare della fiction più innovativa di Rai1: “Tutti Pazzi Per Amore”. Dopo aver ospitato gli attori principali ed aver analizzato nel dettaglio il responso auditel, oggi su TvBlog vi proponiamo una lunga intervista all’ideatore della fiction Ivan Cotroneo. Con lui, scrittore e sceneggiatore per cinema e Tv, faremo un bilancio sui risultati ottenuti in questa seconda annata con uno sguardo rivolto anche alle novità della terza stagione già in lavorazione.
Nei giorni scorsi abbiamo pubblicato una nostra analisi auditel sulla composizione del pubblico di “Tutti pazzi per amore” ed il dato più eclatante è forse quello relativo al target giovane che è risultato molto più alto della media di Rai1. E’ soddisfatto di questo risultato?
“Sono contento, ovviamente. Io, Monica Rametta e Stefano Bises, che hanno scritto con me questa serie, pensavamo di proporre un’avventura narrativa che trattasse l’amore a tutte le età – e in tutte le forme – e che potesse interessare un pubblico ampio, da quello dei bambini e giovani a quello degli adulti e degli over 65. Devo dire anche che scrivendo ci siamo molto affezionati a giovani della nostra famiglia: Emanuele, Cristina, Nina, e ai loro nuovi compagni: Yang, Raoul e Viola. Forse sono state anche le loro avventure, oltre che un linguaggio narrativo un po’ più veloce e inusuale, ad attrarre il pubblico più giovane.”
Com’è stato proporre e poi realizzare un prodotto come TPPA su una rete come Rai1, tradizionalista e conservatrice da sempre? Scrivendola non avete pensato di catturare anche il pubblico più maturo da sempre la maggioranza della prima rete?
“Spesso ci chiedono come abbiamo convinto produzione e rete a realizzare TPPA. La verità è che fin dall’inizio, quando sono stato contattato per scrivere il soggetto di serie, ossia per scrivere una storia sentimental-familiare destinata ad andare su Raiuno, la richiesta sia della Rai che della Publispei era quella di non replicare serie già esistenti, ma di sperimentare, osare nel linguaggio, nei temi, nei personaggi, nei dialoghi. Ovviamente ricordandoci dove saremmo andati in onda, cioè su una rete generalista. E’ chiaro che se noi autori avessimo dovuto scrivere una serie per Sky, e quindi diretta a un pubblico diverso e più limitato, avremmo fatto scelte diverse. Ma la sfida era proprio questa: portare un prodotto con una dose di innovazione al pubblico della domenica sera su Raiuno. Contavamo però di essere seguiti anche dal pubblico che segue nornalmente Raiuno, e in questo non siamo stati delusi. Abbiamo una media di età più bassa di quella della rete, ma abbiamo anche una buona fetta di pubblico per così dire più classicamente di Raiuno. “
Com’è nata e poi si è sviluppata l’idea di Tutti pazzi per amore?

E’ la fiction italiana che è riuscita a portare su Raiuno un pubblico più giovane di quello a cui la rete è abituata, e sicuramente confermerà questo trend anche da stasera quando, alle 21:30, partirà “Tutti pazzi per amore 2″ (che andrà in onda anche domani alle 21:10). Su Blogapuntate troverete i riassunti degli episodi.
Ancora una volta, Ivan Cotroneo, Monica Rametta e Stefano Bises, insieme al regista Riccardo Milani, hanno dato vita a 26 episodi in cui le storie d’amore e di ordinaria follia dei protagonisti si uniscono a momenti di ballo e di canto grazie ai brani italiani e non di maggiore successo.
“Tutti pazzi per amore 2″, quindi, mantiene la sua formula, anzi, la rafforza: in questa stagione aumentano i momenti musicali e coreografici, tant’è che per realizzarli sono stati chiamati 520 ballerini, per un totale di oltre 300 ore di prove. Ma la novità più importante è il passaggio del testimone da Stefania Rocca ad Antonia Liskova nell’intepretazione della protagonista Laura: la Rocca, infatti, rimasta incinta poco prima dell’inizio delle riprese, ha dovuto rinunciare alla seconda stagione. Dopo il salto, spoiler sui nuovi episodi.
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E’ una delle fiction più attese dell’autunno: stasera (21:10 21:30, in modo da non sovvrapporsi al Littizzetto-show a “Che tempo che fa”) e domani (21:30) Raiuno manda in onda la miniserie in due puntate “Pinocchio”, tratta dalla favola italiana più famosa al mondo e scritta da Carlo Collodi nel 1881, diretta da Alberto Sironi.
Per l’occasione, la miniserie prodotta per Raifiction, Lux Vide e Power da Matilde e Luca Bernabei è stata sceneggiata da Carlo Mazzotta (”Boris”) ed Ivan Cotroneo (“Tutti pazzi per amore”), i quali non hanno intaccato la sostanza della favola come noi la conosciamo.
I due, però, hanno preferito focalizzare il loro racconto sul tema della forza della narrazione, introducendo ad inizio storia il singolare incontro tra lo stesso Collodi (interpretato da Alessandro Gassman) ed il falegname Geppetto (Bob Hoskins, doppiato da Massimo Ghini). Grazie all’empatia tra i due, lo scrittore -in crisi- troverà l’ispirazione per scrivere la storia di un ceppo di legno che Geppetto lavorerà ad arte fino a dargli le sembianze di un bambino, il cui nome sarà Pinocchio.


Missione compiuta: gli italiani sono tutti pazzi di Tutti pazzi per amore, il cui titolo iniziale doveva essere Questo è amore. Chi, però, finora fosse rimasto scettico, per la marcata componente sentimental-buonista della serie, verrà deluso. Nella quarta puntata in onda domani ci sarà, infatti, un grande colpo di scena destinato a sovvertire il tipico schema tradizionalista delle fiction di RaiUno. L’omosessualità, infatti, verrà sdoganata “in famiglia” e diventerà uno dei temi fissi della trama, che iniziava ad essere stantia e prevedibile visto il tipico iter da amore romanzato.
Non c’è da stupirsi, visto che a immaginare questa fiction anomala, e meno prevedibile rispetto alle aspettative iniziali, è stato lo scrittore Ivan Cotroneo, da sempre sensibile a tematiche gay nei suoi romanzi e non a caso transitato nei lidi di Queerblog. Il suo intento può essere stato quello di scardinare certi pregiudizi dall’interno, non sottovalutando il potere educativo della fiction in quanto a sensibilizzazione dell’opinione pubblica.
Poiché di spoiler si tratta e non vogliamo togliere l’effetto sorpresa agli aficionados della serie, soltanto chi vorrà può trovare ogni dettaglio dopo il salto.
Un telefilm sull’amore divertente e frivolo, questo sulla carta è Tutti pazzi per amore, una scommessa iperpubblicizzata con la quale RaiUno cerca di attirare un target più giovane del consueto. Tutti pazzi per amore, che inizierà questa sera in prima serata, è una commedia che il regista Riccardo Milani ha realizzato da un soggetto di Ivan Cotroneo. Amore in tutte le sue sfaccettature: non solo quello dei protagonisti, ma di tutti i personaggi che ruotano intorno a loro che si scoprono a loro volta “pazzi per amore”. Tutti sorpresi e travolti dalle imprevedibili conseguenze di un sentimento a cui nessuno può resistere, litigano e si amano, discutono e si fraintendono, ma non possono fare a meno di cercarsi. Amori tra milioni di altri, in mezzo al continuo traffico di una metropoli di oggi.
La serie in ventisei episodi di 50’ ciascuno, proposta in tredici prime serate, racconta le vicende sentimentali che nascono nelle case della gente comune, negli uffici o tra i banchi di scuola, e affronta, con uno stile narrativo che si propone come brillante, i piccoli grandi problemi quotidiani. Stati d’animo, emozioni e paure di tutti i giorni visualizzati e scanditi attraverso numeri musicali con canzoni pop degli ultimi quarant’anni, da quelle di Burt Bacharach al Jovanotti di ’Ragazzo fortunato’. La musica, infatti, riveste un ruolo inedito, non solo colonna sonora ma parte viva del racconto. I personaggi sognano di diventare protagonisti di celebri scene di film d’epoca.
Tutti pazzi per amore vede al centro della vicenda un uomo e una donna, alla soglia dei quarant’anni: Laura (Stefania Rocca) e Paolo (Emilio Solfrizzi), i due protagonisti. Paolo Giorgi è vedovo con una figlia a carico di sedici anni: Cristina. Va a vivere nell’appartamento adiacente a quello di Laura Del Fiore, separata e con due figli: Emanuele di sedici anni e Nina di sette. Laura e Paolo, come vicini di casa, pur non incontrandosi mai, si detestano cordialmente; il volume della musica troppo alta, l’antenna parabolica su uno dei terrazzini confinanti, sono queste le futili ragioni per le quali litigano scambiandosi bigliettini e minacce tramite persiana.