Daria Bignardi, ne Le invasioni barbariche, è riuscita venerdì scorso dove altri hanno fallito: portare in trasmissione Tricarico e fargli raccontare qualcosa di sé. Certo, Daria non è nuova ad interviste importanti e/o particolari e la sua trasmissione gode (giustamente) di una popolarità e di un “rispetto” che altri talk show si sognano. Proprio per questo il suo salotto è preferito spesso ad altri con maggiore visibilità, ma evidentemente minor appeal. Deve averla pensata così anche Tricarico, vincitore del premio della critica al Festival di Sanremo e personaggio che più ha fatto discutere per originalità e bizzarria.
Quello di Daria, dicevamo, è stato un “colpaccio”, visto che a parte un’apparizione al Dopofestival e una a Scalo 76 (successiva a quella in oggetto), Francesco Tricarico si è sottratto alle regole dei media che lo avrebbero voluto perennemente al centro di interviste su giornali e tv. Dietro le quinte, la presentatrice deve aver detto “le cose giuste” al cantante, perché fin dall’inizio è sembrato che Tricarico avesse la buona volontà di aprirsi e farsi conoscere, almeno un po’.
Un inizio di intervista scoppiettante, come potete vedere dal video che segue l’articolo, con un Francesco che scherza e si lancia, dopo continue richieste della presentatrice, addirittura nel racconto di una barzelletta. E che diventa protagonista assoluto quando ipotizza che Daria possa avergli avvelenato la birra, e gliela fa assaggiare, o quando la corregge sulla parola autobiografia: “se la fai tu, è una biografia, se la facessi io sarebbe autobiografia”.
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Daria Bignardi non risparmia niente e nessuno nell’intervista rilasciata a Franco Bagnasco su Sorrisi e Canzoni Tv. A qualche giorno dal ritorno de Le invasioni barbariche, gioca per la prima volta allo scoperto rivelando opinioni e rapporti con molti suoi colleghi:
“Con Chiambretti ho fatto una sciocchezza e lui giustamente se l’è segnata. Per lavoro e famiglia mi ero allontanata dalle logiche della tv. Lui mi aveva invitato a Markette. Accettai, ma il giorno dopo gli diedi una sòla. Non ricordo quale problema, ma avevo veramente un casino. Se lo fanno a me, ora mi arrabbio molto: è una cosa che crea grossi problemi. Aveva ragione, non ci sono giustificazioni: gli impegni vanno mantenuti”.
“Maria De Filippi ha molto più di me. E’ ancora più appassionata di me al suo lavoro. Io stacco anche per lunghi periodi, da maggio a settembre. Lei mi pare veramente innamorata del mezzo. Io ho fughe anche in altri mondi: scrivo, faccio altro. Me la vedrei direttore di un network. Mi sembra una che ne capisce di tv. Io la faccio, ma non potrei dirigere una rete”.
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Qualche giorno fa, in un’intervista al quotidiano Libero, Paolo Bonolis ha dichiarato che un suo grande desiderio sarebbe quello di rivedere in tv Lorella Cuccarini, dopo anni ed anni di (assurda) assenza dal piccolo schermo e magari di poter lavorare con lei.
Parole sicuramente sincere, perché senza alcun tornaconto per il presentatore, che hanno fatto sperare in un piccolo “miracolo televisivo”.
“Miracolo” che in qualche modo è avvenuto, perché casualità ha voluto che quello stesso giorno, venerdì scorso, la brava Lorella fosse ospite di punta di una sempre più frizzante e padrona dello schermo Daria Bignardi a Le invasioni barbariche. Un’intervista, quella alla Cuccarini, che ha il merito di aver mostrato qualche lato nascosto e piacevole dell’eterna brava ragazza, l’ex “più amata dagli italiani”, ora lanciatissima in teatro.
Il suo contratto con la Rai, tra alti e bassi; gli anni a Mediaset, con Buona Domenica e Paperissima; gli esordi con Pippo Baudo a Fantastico: 20 anni di storia della televisione in una lunga intervista imperdibile (e visibile dopo il salto). In attesa, si spera, di rivedere davvero la Cuccarini alla guida di un programma.
Forza Lorella, questa tv aspetta te!
I cultori del trash contemporaneo, ultimamente - va detto - un po’ mitigato dal ridimensionamento del reality, che vanta fuoriclasse come Antonio Zequila, Adriano Pappalardo, Antonella Elia e Carmen Di Pietro (visto che vi siete fatti un’idea mi fermerei qua), vanta un’altra professionista che fa paura solo ad invitarla.
Stiamo parlando di Marina Ripa Di Meana, la contessa più pepata dell’etere che, oltre a dispensare aneddoti eccentrici sulla sua vita mondana (?!?), ha animato negli ultimi anni i più divertenti dibattiti sulla tv spazzatura.
Come dimenticare la celebre lite con Nadia Rinaldi nella prima edizione de La Talpa o il battibecco sulle pellicce con Patrizia De Blanck, in collegamento dal Ristorante della Clerici, che le valse l’estradizione dalla Rai per trash indotto?
Visto che da un po’, salvo sparute ospitate a Festa Italiana e ne La Vita in Diretta, di lei si erano perse le tracce, quale buona occasione per far parlare di sè se non promettendo una nuova rissa?
E questa volta non si tratta di una querelle verbale, visto che la signora Di Meana ha promesso di mettere le mani addosso nientemeno che a Daria Bignardi, in una vera sfida a duello che si rispetti:
”Cara Daria Bignardi, in attesa di sapere dai miei avvocati se ci siano o meno i presupposti per chiederti i danni per quello che hai detto su La7 nella trasmissione ‘Le invasioni barbariche’, ti sfido a duello. Scegli l’arma: 1) pesci in faccia; 2) frustate; 3) calci in culo. Ho trovato poco professionale da parte tua, e per me molto dannoso, che tu, che sei una discreta giornalista di un’importante televisione nazionale, ti sia permessa per una buona mezzora di darmi ripetutamente, durante un’intervista a mia figlia Lucrezia, della ‘matta’ quasi sanguinaria. Per giunta nella sera della sentenza di Cogne, lo considero particolarmente vile. ‘Riserva queste tue opinioni, se proprio vuoi, a quando ti sono davanti e posso controbattere, e non quando intervisti mia figlia e non sono li”’.
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Quante volte, innamorandoci di un personaggio di un telefilm, sogniamo che possa esistere nella vita reale?
Io mi sono imbattuto in un simpatico dejavù assistendo alla splendida intervista rilasciata a Daria Bignardi da Walter Weltroni.
Va detto che la prima puntata de Le Invasioni Barbariche non ha fatto il botto come nelle edizioni precedenti, ma alla conduttrice va dato atto di non aver puntato su personaggi di grido come Simona Ventura o Luciana Littizzetto, privilegiando la riflessione sull’attualità, la cultura e il sociale, veri fiori all’occhiello della trasmissione.
Inizialmente ammetto di essere stato prevenuto di fronte a una chiacchierata presumibilmente ruffiana (vista la sempiterna devozione attestata da Daria all’auspicato leader del Partito Democratico).
E invece la conduttrice ha saputo destreggiarsi in una sapiente alternanza di complicità e contradditorio, reazione e rispetto dell’interlocutore, ponendo le domande giuste e intervenendo al momento opportuno senza strafare.
Sarà che alcuni suoi interventi erano diventati un po’ macchiettistici o talora forzatamente vincolati ai foglietti degli autori, il pregiudizio verso il suo stile, talvolta un po’ troppo sopra le righe, rischiave di inficiarne la credibilità.
E invece, nell’intervista a Veltroni, Daria ha dimostrato di sapere quando bisogna essere seri e sfoderare gli artigli, dando la prova di saperne di politica molto più che di tv.
Veltroni deve aver accettato l’invito per stima e inizialmente l’atmosfera seriamente benevola era dalla sua, ma quando la Bignardi lo ha incalzato per il suo tormentone ‘è importante’, come per la sua moderazione che sa di furbo o le sue velate frecciatine ironiche (contro Gad Lerner e la Prestigiacomo), allora si è compiuta una vera e propria imboscata che è nello stile autentico delle Invasioni.
E lì una riflessione mi è sorta spontanea: abbiamo un’altra donna in tv che sappia tirar fuori le palle nelle interviste di spessore come la Bignardi?
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Torna la nostra amata Daria Bignardi con uno dei programmi più godibili della tv, Le invasioni barbariche. La collocazione in palinsesto resta invariata: ogni venerdì sera dalle 21.30 in poi su La7, per oltre due ore e mezza di interessanti interviste e momenti talk.
Dopo i nomi tarocchi fatti da alcuni quotidiani, sono stati resi noti gli ospiti che verranno intervistati nel corso della prima puntata: l’attuale sindaco di Roma nonché candidato come segretario del Partito Democratico Walter Veltroni, il famoso scrittore, scultore e alpinista Mauro Corona e l’immobiliarista ed ex marito di Anna Falchi Stefano Ricucci. Tre colpi niente male messi a segno da Daria, che confermano come la trasmissione e (soprattutto) la sua conduttrice godano di ottima fama e stima tra i personaggi noti.
Torneranno anche quest’anno i momenti talk-show. Questa settimana si parlerà di cronaca nera, di delitti “in bianco e nero”. Fra gli ospiti Cecilia Scerbanenco, figlia del più grande scrittore di gialli in Italia e curatrice delle sue opere, Franca Leosini, conduttrice di “Ombre sul Giallo” e “Storie maledette”, Pino Corrias e Giorgio Dell’Arti, giornalisti e scrittori, entrambi appassionati di cronaca nera.
Il secondo talk si occuperà invece di ecologia e delle piccole cose che cambiano il mondo. Fra gli ospiti Folco Terzani (figlio del grande Tiziano, ndr), diviso fra la vita contemplativa in India e quella contemporanea a Los Angeles, la cantante Amalia Grè e Regina Orioli, attrice di professione ma ecologista per passione.
Nessun cambiamento quindi per Daria rispetto all’anno scorso, a parte la sigla. Qualche cambiamento invece per quanto riguarda i palinsesti delle reti concorrenti, visto che il programma quest’anno si dovrà scontrare con dei veri e propri pezzi da 90: Ballando con le stelle, Il capitano 2, Mi manda Raitre, Zelig, CSI e addirittura le due puntate serali di Tempesta d’Amore. Della serie, o niente, o troppo…
La Bignardi però ha un suo pubblico di fedelissimi e saprà senza dubbio raggiungere gli ottimo risultati delle precedenti edizioni.
Ormai non ci si può più fidare neanche dei giornali. Nello specifico, dell’autorevole Venerdì di Repubblica che questa settimana commette una caduta di stile niente male.
A segnalarci la cantonata - fino a qualche minuto fa ci eravamo cascati inevitabilmente anche noi - è un nostro lettore, che ha appreso la smentita della notizia dal BarbaBlog della diretta interessata.
Secondo la testata in questione, Daria Bignardi avrebbe avuto in serbo l’ennesimo colpaccio ad effetto per il salotto più radical-chic della tv (di ritorno dal 28 settembre su La7). Per le sue Invasioni Barbariche, giunte alla quinta edizione, prometteva un’attenzione ancora più particolare per i personaggi che non si concedono facilmente alle telecamere.
E’ stata dunque ufficilizzata come grande evento della prima puntata l’intervista a Veronica Lario, moglie dell’ex premier Silvio Berlusconi reduce dalla fantomatica rivalsa epistolare a mezzo stampa.
In più, la Bignardi avrebbe avuto in agenda una chiacchierata con Monsignor Ravasi, fine biblista nonché neo-presidente del Consiglio Pontificio per la Cultura e conduttore de Le Frontiere dello Spirito su Canale5.
E poi ancora sarebbe arrivato il turno delle pistole alla tempia per Kakà, noto calciatore particolarmente rinomato per la sua integrità morale e le recenti dichiarazioni sulla verginità pre-matrimoniale.
Peccato che sia tutto infondato e a sconfessare letteralmente l’attendibilità dell’articolo sia la conduttrice stessa.
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Dell’arrivo di Ilaria D’Amico su La7 vi avevamo già anticipato qualcosa, quando vennero annunciate le sue trattative con la rete di proprietà Telecom per un nuovo talk show al femminile.
Già da allora si sprecavano le allusioni sulla problematica convivenza coatta con la neo-dirimpettaia Daria Bignardi, rappresentante per eccellenza del glamour catodico. Ma il loro, più che un affiancamento, è un vero e proprio passaggio di consegna che vedrà la D’Amico ereditare giorno di collocazione e fascia oraria delle Invasioni Barbariche ma con un taglio più giornalistico.
Il nuovo programma della regina di Sky, come anticipato su Vipline, si chiamerà Exit – uscita di sicurezza e dovrebbe andare in onda da venerdì 20 aprile alle 21.30.
Al centro, i problemi di tutti i giorni con le armi della curiosità e della tenacia, utilizzando al contempo vari linguaggi televisivi, dall’inchiesta alla docu – fiction, dalla candid camera ai “punti di vista” di importanti firme del giornalismo. Una via di mezzo tra Report, le Iene (pare che abbia saccheggiato a Mediaset Alessandro Sortino, disperso dopo la promozione iniziale a Matrix), e Mi manda Raitre come esempio di tv per il sociale.
Nelle sei puntate previste, allo spettatore verrà indicata una via di fuga praticabile, un’ “uscita di sicurezza”, come appunto suggerisce il titolo del programma, prodotto dalla Magnolia di Giorgio Gori. Ogni settimana, inoltre, assisteremo all’incontro con un grosso personaggio, che rischia di deviare l’interesse verso l’impronta trendy-chic apportata dalla Bignardi nelle sue mitiche interviste.
Quasi quasi, Daria farebbe bene a stare in guardia… il rischio del plagio è in agguato.
Uno decide di andare a dormire pensando di averle viste tutte e invece… le Invasioni barbariche si accendono a tarda sera.
Dopo il destabilizzante face to face Mentana-Bignardi, che ha visto l’intervistatrice decisamente provata dall’incontenibile humour del giornalista (pronto a deriderla quando scambia l’Azouz del caso Erba per Aziz dicendo di non seguire troppo la cronaca), la clamorosa chicca è arrivata con l’intervista ad Ambra (come apprendo questa mattina da Vipline).
La rivelazione del nuovo film di Ferzan Ozpetek pare essere stata messa alla porta da Play Radio a causa degli impegni promozionali che l’hanno allontanata per due settimane.
Nel corso di una chiacchierata confidenziale tra donne, la compagna di Francesco Renga ha manifestato una certa delusione per il trattamento ricevuto dall’emittente radiofonica in questione:
“Al rientro ho telefonato e mi hanno detto: puoi anche startene a casa, è troppo tardi. Oltretutto mi dispiace perché Play Radio l’ho vista nascere e amo tantissimo il mezzo radiofonico”.
Sembrava di assistere a uno degli scoppiettanti dialoghi che hanno reso celebri le commedie di Katherine Hepburn e Spencer Tracy, coppia che faceva scintille sullo schermo come nella vita. Nel più “modesto” set delle Invasioni barbariche, lontani chilometri e decenni dai salotti della East Coast anni ‘40, questa sera un’altra coppia di colleghi, non più attori bensì giornalisti, metteva in scena un pepato e saporito incontro fra pari, senza lesinare ammiccamenti e battutacce.
Da una parte la padrona di casa, una Daria Bignardi più in forma che mai, sciolta e divertente, dall’altra il conduttore del momento, Giovanni Floris, protagonista delle ultime serate televisive “grazie” alla crisi nel governo, un ospite rilassato e divertito.
Dalla presa in giro di routine sull’immagine da “primo della classe” del conduttore di Ballarò al gioco di specchi da insiders del giornalismo (”Tu che sembri così allegra e fai le battute”, dice più o meno lui a lei, “in realtà nascondi una grande concentrazione lì dietro, chissà se imparerò anch’io”, lei abbassa lo sguardo e incassa lieta questa dichiarazione di lesa maestà professionale), velocemente si è arrivati alla domanda “ti depili il torace?” e al botta e risposta “No, adesso mi fate come ad Alemanno?”, “Cosa nascondi lì sotto, una croce della Roma?”, “no, solo tanti peli”, “mmm, tanti peli”. Senza peli sulla lingua, insomma, questa intervista barbarica tra colleghi, ma soprattutto intelligente, curiosa, “costruttivamente fine a sé stessa”, insomma diversa dalla pigra maestosità che talvolta ci si aspetta dal confronto tra due colleghi “arrivati”.
A Le invasioni barbariche stasera ho assistito ad una delle più belle interviste di sempre. In studio il giornalista Mediaset (vicedirettore del Tg5) Toni Capuozzo, persona che ho sempre stimato per il suo modo “diretto” di fare giornalismo, per il suo modo alternativo di trattare temi scottanti.
Non è uno di quei giornalisti incravattati ed impettiti che legge le notizie. Il suo accento friulano ed il suo modo di vestire, le sue camiciole a maniche corte e i suoi smanicati, le sue borse sotto gli occhi lo rendono indubbiamente un giornalista unico, e questo indipendentemente dalle idee politiche.
Tra un argomento politico ed una domanda attinente al suo lavoro di inviato, l’intervista è giunta - involontariamente - su un tema molto personale, quello dei figli. Capuozzo ha rivelato di avere due figli naturali ed un “mezzo” figlio, un bambino che ha portato via da Sarajevo durante la guerra quando aveva 7 mesi e che ha cresciuto, almeno fino all’età di 5 anni, dandogli tutto ciò che poteva. Il motivo che l’ha spinto a strappare il bambino alla sua terra e a portarlo in Italia è quanto di più nobile ci possa essere: orfano di madre e senza una gamba da quando aveva 3 mesi a causa dello scoppio di una bomba, il bimbo aveva bisogno di una protesi, di un “aiuto” per quando, come tutti i piccoli della sua età, avrebbe provato ad alzarsi in piedi, a camminare.
Parlando di questo bambino Capuozzo è un fiume in piena. Apre mille parentesi senza richiuderle per la voglia di raccontare questo affetto che lo lega ancora oggi al ragazzo, ora adolescente, nonostante l’abbia dovuto riportare in patria quando aveva 5 anni. Portarlo in spiaggia quando viveva con lui non era facile, racconta, perché molti lo guardavano e chiedevano che cosa fosse successo…e per non parlare di continuo dello scoppio della bomba, un giorno Capuozzo si è inventato un presunto attacco di uno squalo, provocando il rifiuto del bagno in mare da parte di tutti i bambini che avevano ascoltato la storia.
Si imbarazza e gli occhi gli si bagnano quando parla dell’ultimo incontro, in gennaio. Ora il figlioccio è un 15enne, avrà probabilmente le prime cotte, vivrà le prime storie e farà, prima o poi, l’amore per la prima volta. Riportarlo a Sarajevo è stato difficile, ma ora si rende conto di quanto quella vita più “semplice”, per il ragazzo, sia migliore di quella che avrebbe potuto avere da noi. Lì non deve raccontare a nessuno per quale motivo sia senza gamba.
Commovente.
E pensare che proprio ieri voleva smentire la sua nomea di giornalista disimpegnato. Ma a quanto pare Carlo Rossella ha scelto proprio il momento sbagliato. Quello di apparire in un’intervista glamour alle Invasioni Barbariche mentre da qualche altra parte si consumava il dramma di scottante attualità.
Ma, in fondo, direte voi, il programma della Bignardi va in onda da Milano mentre la redazione del Tg5 è a Roma e non ci sarebbe stato il tempo di un forfait dell’ultimo minuto per urgenze professionali.
Tant’è, di fronte a un avvenimento così importante e meritevole di un’edizione straordinaria, il direttore non poteva dare direttive alla sua redazione perchè fuori servizio.
Improponibile, di conseguenza, la priorità nell’allestire uno speciale di seconda serata, da anteporre a una puntata registrata e decisamente fuori luogo (viste le goliardate a go go) di Matrix.
Questioni logistiche a parte, Carlo Rossella poteva rifarsi con una citazione della notizia, con un adempimento alla propria missione giornalistica, con un monito alla conduttrice a deviare la conversazione verso temi più edificanti e consoni alla serata.
E invece, dopo averlo provocato ricordandogli quello che dicono di lui, dipingendolo come l’autore di Capri e della posta del cuore su Chi, la mitica Daria ha approfittato della pseudo-confidenzialità di fine intervista per il colpo di grazia…
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A La7 ce n’è per tutti (che vogliano sperimentare senza l’ansia degli ascolti).
Perché, dunque, non sdoganare anche la D’Amico, pronta al grande salto dal giornalismo sportivo all’intrattenimento impegnato?
La giornalista più competente e conturbante della categoria, ormai incontrastata regina della cronaca post-partita, sta per sbarcare su La7 (si parla di fine gennaio) con un nuovo show in prima serata e rigorosamente in diretta.
Un programma di infotainment, più che un talk vero e proprio - ci tiene a ribadire - che le malelingue già vedono in competizione con le Invasioni Barbariche. Ma Ilaria è subito pronta a mettere i puntini sulle i.
“Abbiamo un taglio diverso. Daria punta sul costume con occhio ironico e scanzonato. Qui l’ossatura centrale è l’attualità che tende al sociale. Il mio modello? Mi manda Raitre: mi piace il modo diretto in cui affronta un tema. Si parla di un caso e dell’ipotetica soluzione”.
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Torna domani su La7 Daria Bignardi con Le invasioni barbariche.
La trasmissione, in onda per 12 settimane, avrà come nella precedente edizione tanti ospiti provenienti dal mondo dello spettacolo, della politica, della cultura e dell’economia, anche se per la prima puntata Daria ha scelto di non avere in studio dei politici. Intervisterà infatti Luciana Littizzetto, Barbara Palombelli e…Simona Ventura.
Non solo interviste però. Ci saranno anche due spazi per discutere, come si può leggere sul sito di La7:
Uno si occuperà di attualità e uno di costume, e avranno ancora più spazio visto che i blocchi sono diventati sei (per dirla tutta: ci hanno rifilato un nero di pubblicità in più: segno che il programma gode di buona salute, se non altro).
Lo spazio dedicato all’attualità presenterà un filmato realizzato a New York riguardante alcuni giovani punk che dicono di andare in trance inneggiando a Gesù, mentre in quello dedicato al costume si parlerà di naturismo.
Le invasioni barbariche, dal 6 ottobre, ogni venerdì alle 21.30 su La7.
Il post è di ieri, domenica 12 giugno. Visto che il lunedì è foriero di visitatori, lo spostiamo per raccogliere qualche altra impressione: chi è, per voi, il personaggio televisivo dell’anno?
Sono quindici, le scelte proposte da Repubblica e dall’associazione Ennio Flaiano, per eleggere il personaggio televisivo dell’anno. I risultati parziali sono abbastanza chiari: Fabio Fazio conduce di gran lunga sull’elenco degli illustri avversari. Ma quale sarebbe, secondo i lettori di TvBlog, il personaggio dell’anno in tv? Lungi dal voler fare concorrenza a Repubblica - non possiamo permettercelo: i voti sono già oltre 35 mila - ci piacerebbe sapere cosa ne pensate voi.
L’elenco dei quindici (in realtà ci sono due coppie) è questo: Daria Bignardi - Victoria Cabello - Milly Carlucci - Maurizio Crozza - Fabio Fazio - Giuliano Ferrara - Giovanni Floris - Ficarra e Picone - Fiorello - Milena Gabanelli - Luciana Littizzetto - Enrico Mentana - Pupo - Fabio Volo - Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu.
Ma non vogliamo condizionarvi: potete proporre chi volete.