Contrariamente alla procedura standard, la Fox ha dato il via al casting di una serie che ufficialmente non ha ancora ricevuto l’ok per la produzione dell’episodio pilota. Stiamo parlando di “Inseparable”, per cui è stato scelto il protagonista: Toby Stephens (gallery).
L’attore londinese, 38 anni, sposato con l’attrice Anna-Louise Plowman ed una nomination ai Saturn Award alle spalle, non ha ancora interpretato nessun ruolo che lo rendesse popolare al grande pubblico, sebbene non si sia mai fatto mancare il lavoro. Numerosi film per la tv (“Napoleon” o “Jane Eyre”, per citarne due), e qualche ruolo per il cinema: in questo caso spiccano la parte di Harris nel recente “Severance-tagli al personale” e Gustav Graves, l’antagonista di James Bond in “La morte può attendere” (2002).
Tornando alla nuova serie, di cui TvBlog aveva già parlato, si tratta di una sorta di rivisitazione in chiave moderna del celebre personaggio del Dottor Jekyll, alle prese col suo alter ego Mr.Hyde. Il personaggio di Stephens, uno psicologo paralizzato dalla doppia personalità criminale, è al centro di questo nuovo show, ideato da Shaun Cassidy, che qualche anno fa ci stupì col suo “Invasion”.
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E’ possibile pensare alla nuova stagione televisiva quando gli autori stanno scioperando da più di due mesi senza tracce di speranza di trovare un accordo prima possibile?
In America, il paese dove “tutto è possibile”, sì. E così circolano le prime voci delle nuove serie che dovrebbero andare in porto per il prossimo autunno, anche se stiamo parlando di progetti totalmente in via di definizione, per cui, nulla è certo.
Le nuove idee vengono da casa Fox e Fx, e trattano temi non proprio innovativi: una serie avrebbe come protagonista una famiglia, l’altra il tema più che noto del “doppio”, con chiari riferimenti alla storia di Dr. Jekyll e Mr.Hide.
“Anarchy”, il primo titolo per la nuova stagione proposto da Fx -che ci ha abituati a serie fuori dal coro come “Nip/Tuck”, “Dirt” e “The shield”-, è un drama con protagonisti padre e figlio, a capo di una banda di motociclisti chiamati “Sons of anarchy”. La sceneggiatura è stata affidata a Kurt Sutter, già al lavoro su “The shield”, mentre tra i protagonisti dovrebbero esserci Charlie Hunnam (nel 2000 in “Queer as folk”), Scott Glenn (di recente ne “The Bourne ultimatum”) e Katey Sagal (vista in “8 semplici regole” e voce americana di Leela in “Futurama”).
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Caro Dr. House,
finalmente ce l’hai fatta. Ci voleva il tuo cinismo, la tua cattiveria, i tuoi “housismi” per fare in modo che Canale5 si decidesse a trasmettere telefilm in prima serata per la prima volta dopo quindici anni (certo, c’è stata la parentesi di “Invasion”, ma non si può considerare una gran scelta aziendale quella di mettere una serie di cui si sa già che non ci sarà una seconda stagione in piena estate, per quanto fosse in prima serata).
Mercoledì sera ti abbiamo seguito, un po’ increduli, mentre facevi il tuo “sporco lavoro” sulla rete ammiraglia, e intanto io pensavo ” e dire che la prima volta che da noi è andato in onda era luglio…”.
E già, caro Gregory, tu sei uno dei fortunati. Uno di quelli che hanno goduto di un cosiddetto “trattamento” di rispetto: prima d’estate, poi d’autunno, ora addirittura programma di punta.
Se non ti sembra che ti abbiano trattato coi guanti, guardati un po’ intorno: molti dei tuoi colleghi telefilmici sono stati relegati ad orari e canali non proprio in linea col loro stile. Non essere cattivo quindi se incontri per via catodica Jack Bauer o Temperance Brennan, a loro è andata molto peggio.
D’altra parte, Gregory, qui da noi le cose funzionano ben diversamente rispetto che dalle tue parti: quelli come te e come i tuoi colleghi, di solito, sono trattati come carne da macello. Con la sola differenza, come ha scritto nel suo Forum Aldo Grasso (uno che la sa lunga), che “i macellai almeno fanno bene il loro mestiere. Questi sono degli incapaci.”
Chi sono questi? Quelli che ieri sera (anzi, mi correggo, tutte le sere) hanno tagliuzzato a loro piacere ogni episodio di qualsiasi telefilm pur di inserirci lo spot giusto al momento giusto (cioè anche a seconda di quello che va in onda sulle altre reti): troppo difficile rispettare i blocchi che voi in America preconfezionate per inserire gli spot. Ho detto troppo difficile? Volevo dire troppo pochi.