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Tutti gli articoli con tag intrattenimento

L'Osservatore Romano contro Amici di Maria De Filippi: "Una scuola di perfidia"

pubblicato da Stefano Sgambati

Maria De Filippi e Alessandra AmorosoEssere d’accordo con l’Osservatore Romano. Un atto spesso innaturale ma una tantum possibile. Leggendo oggi le righe firmate da Marcello Filotei e Giuseppe Fiorentino, infatti, non ho potuto fare altro che annuire sistematicamente. Il quotidiano religioso se l’è presa - sconfinando, com’è solito fare - con “Amici” di Maria De Filippi accusando il talent show di Canale5 di essera una “scuola di perfidia”.

L’Osservatore Romano se l’è presa, anzitutto - e forse con troppa, ingiustificata acredine - con il successo ottenuto da Alessandra Amoroso, vincitrice della scorsa edizione:

“Sembra quasi che si voglia centrare il bersaglio a ogni costo, per precostituire un successo obbligato. D’altro canto, se l’industria dell’intrattenimento investe così massicciamente in un personaggio non può certo rischiare di fallire, dilapidando enormi risorse finanziarie. Forse anche per questo le inconsapevoli future ‘popstar per un anno’ vengono filtrate in quel crudele imbuto che sono diventati i talent show. Nati con l’intento di dare una possibilità di emergere a chi ha particolari qualità artistiche, sono progressivamente scaduti in vere e proprie scuole di perfidia”.

Continua l’articolo, che allarga pertanto la visuale a tutto il panorama dei talent show italiani:

“La vita nell’ambiente artistico non è contraddistinta da solidarietà e sincera amicizia, ma in alcuni di questi spettacoli - un fenomeno certo non solo italiano - la rivalità esacerbata pare richiesta per contratto. Alessandra Amoroso e gli altri vincitori dei troppi talent show che affollano i palinsesti televisivi saranno felici del loro successo, anche se a scadenza, ma agli altri concorrenti resta il nulla. Ai milioni di telespettatori, adolescenti di tutte le età, resta ancora meno: modelli comportamentali unicamente miranti alla notorietà televisiva. Lo dimostrano le decine di migliaia di persone che partecipano ai casting di trasmissioni per ottenere anche solo una fuggevole comparsata. I più fortunati, potranno fregiarsi dell’ambito titolo di tronisti e magari riusciranno a urlare in diretta improperi solo apparentemente spontanei. Chi non ce la farà dovrà limitarsi a saltare la fila alla posta. Sentendosi autorizzato a farlo e godendosi il suo piccolo momento di successo”.

Fino alla conclusione sacrosanta (è il caso di dirlo):

“E’ proprio opportuno che adulti artisticamente sulla via del tramonto avviino adolescenti sognanti sulla strada della notorietà a ogni costo?”.

Staraoke: il game show in onda ad ottobre su Cartoon Network

pubblicato da Francesca Camerino

Staraoke: game show su Cartoon Network I game show si rincorrono per i palinsesti. Ogni occasione è buona per organizzare una gara, forse perchè gli italiani amano cimentarsi e mettersi alla prova sempre con lo scopo di divertirsi.

Oggi ve ne segnalo una, canora, indirizzata ai ragazzi (sarà la risposta al reality di RaiGulp?), e prodotta da Cartoon Network. Si tratta di uno scontro diretto animato dal tifo del pubblico dal vivo. Non è un reality o un talent show, non é una sfida per accaparrarsi un contratto musicale ma un programma di intrattenimento, fatto di musica e gioco di squadra a cui tutti possono partecipare, anche i telespettatori da casa.

Il programma in 13 puntate, della durata di 30 minuti, andranno in onda a partire dal 2 ottobre ogni venerdí alle 20.00 in anteprima esclusiva su Cartoon Network.
Le due squadre saranno composte da 2 amici dai 10 ai 12 anni, mentre i giovani telespettatori con la passione per il canto saranno accompagnati nel karaoke da Andrea Dianetti, ex concorrente di Amici, e da Carolina Benvenga, attrice nella fiction I Liceali. I due giovani volti della televisione non solo presenteranno il programma, ma daranno il via allo show cantando una grande hit insieme al pubblico da casa che leggerà il testo sullo schermo.

La giuria sarà tutta particolare. Sará infatti un software imparziale che valutara le esibizioni canore dei ragazzi. La voce del giovane cantante di turno guiderà un avatar, un personaggio animato noto agli spettatori di Cartoon Network, che comparirá sullo schermo e che dovrá percorrere un itinerario prestabilito: se le performance saranno buone, l’avatar completerá man mano il percorso, raccogliendo delle stelline che verranno poi convertite in premi. Se invece la voce del cantante stonerá, l’avatar sbanderá facendo perdere punti al concorrente.

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Dove c'è Belen c'è scandalo: genitori scatenati contro la volgarità di "Sarabanda". Promosso "Reazione a Catena"

pubblicato da Stefano Sgambati

Belen RodriguezCuriosa sfida a distanza tra due programmi “preserali” di cui si è ampiamente parlato qui su TvBlog: Sarabanda e Reazione a Catena. Secondo i dati elaborati dall’Osservatorio Tv del MOIGE - Movimento Italiano Genitori - è proprio la trasmissione condotta da Teo Mammucari e Belen su Canale5 la portatrice della bandiera nera per quanto riguarda le segnalazioni giunte al numero verde 800.93.70.70. Apprezzatissimo, invece, il programma di Pupo su RaiUno.

Il problema, secondo i genitori, sarebbe dato dalla figura di Belen che annienterebbe ogni possibilità di concepire Sarabanda come un gioco per famiglie: “Le inutili riprese legate a Belen impediscono alla sua bellezza di essere una cornice alle sue capacità di intrattenimento televisivo attraverso una continua, eccessiva, fastidiosa e volgare messa in mostra del suo corpo con arricchimento di doppi sensi, ammiccamenti e sensuale tuffo in piscina in chiusura”. Colpevolizzati anche le numerose battute svilenti di Mammucari.

Bene Reazione a Catena: “A differenza di Sarabanda - spiega Elisabetta Scala, responsabile dell’Osservatorio Media del Moige, ripresa da DigitalSat - che potenzialmente potrebbe essere un programma per famiglie ma che invece viene declinato in maniera del tutto opposta, ‘Reazione a catena’ è divertente e senza volgarità o eccessi. La conduzione di Pupo è simpatica e la trasmissione riesce a coinvolgere da casa pubblico di ogni età, adattandosi così alla visione familiare”.

Ancora una volta, insomma, il sesso, l’ammiccamento, il doppio senso, e il trash vincono sul fronte degli ascolti ma perdono dal punto di vista “morale”: il che interesserà davvero pochissimo gli investitori.

Poveri noi: ogni 8 minuti assistiamo a un litigio o a una rissa verbale in Tv. Dai reality alle trasmissioni sportive

pubblicato da Stefano Sgambati

LitigiUno studio originale e, al contempo, che rischia di rappresentare meglio (fin troppo…) la natura televisiva nostrana, viene dall’associazione no profit, “Comunicazione Perbene”, che ha analizzato i contenuti dei dibattiti del tubo catodico, rivelando come ogni 8-10 minuti noialtri telespettatori siamo costretti ad assistere a un litigio, a una rissa con insulti e compagnia cantando. Senza alcuna pretesa di originalità, invece, viene fuori che tra i programmi più litigiosi spiccano in senso assoluto i reality show (nonostante i recentissimi slanci di entusiasmo di Piersilvio Berlusconi…).

Per disegnare tale tracciato l’associazione si è avvalsa di un pool formato da 130 esperti tra psicologi, sociologi e pubblicitari, che ha monitorato le principali reti nazionali nell’arco delle 24 ore. Da qui l’incredibile dato di cui sopra che, attenzione, si riferisce anche alla cosiddetta fascia protetta. Dicevamo dei reality. Non sono soltanto loro, naturalmente, i contenitori litigiosi più smaccati di tale panorama, anche se rappresentano il gradino più alto con i famosi otto minuti. D’altra parte abbiamo tutti potuto constatare come solo nell’ultima edizione del GF ci siano state due litigate furibonde tra concorrenti, altrettanti risse verbali e un lancio di un bicchiere.

Secondo posto, a pari merito: talk show e programmi di informazione. Qui le liti sono in particolar modo verbali e scoppiano ogni 10-11 minuti di trasmissione.

Terzi, con una lite, un’accusa o un insulto ogni 12-15 minuti, troviamo i programmi sportivi.

In ultima posizione i programmi di intrattenimento, con una lite ogni 18-20 minuti, praticamente una casa di riposo per anziani. Tra questi spiccano i contenitori della domenica, come “L’Arena” di Massimo Giletti o “Questa Domenica” di Paola Perego, autentici crogioli di violenza verbale trash, più o meno voluta.

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Endemol e Murdoch investono fortissimo sul mercato italiano. Prepariamoci a un'invasione di nuovi (strambi) format

pubblicato da Stefano Sgambati

EndemolParliamo ancora di satellite, di fatto il futuro del piccolo schermo per come lo conosciamo. Abbiamo visto ieri come qualcosa di molto concreto si stia già muovendo nel nostro Paese da tale punto di vista; due delle principali società internazionali di produzione televisiva hanno scelto l’Italia come nuova terra di conquista: si tratta di Talpa Media e Shine Entertainment, due realtà che nominate così potrebbero non innescare nulla nel processo mnemonico e deduttivo di ciascuno. Solo specificando che le aziende fanno capo, rispettivamente, a John De Mol e a Elisabeth Murdoch che l’ampiezza del fenomeno prende realmente corpo.

John De Mol in persona, tra i padri fondatori di Endemol, la società che forse più di ogni altra ha cambiato drasticamente, con forza, il modo di fare televisione in tutto il mondo - oltre che di fruirlo - ha deciso di inaugurare filiali della sua Talpa Media in 6 Paesi europei, tra cui, per l’appunto, il nostro. Stesso discorso per Elisabeth Murdoch, lei invece figlia del magnate australiano Rupert, nonché boss assoluto di Sky, la quale Elisabeth nel 2001 ha fondato in Gran Bretagna la Shine Entertainment che produce per le principali reti britanniche, come BBC, ITV e C4, show, fiction e programmi di intrattenimento tra cui “Sugar Rush” (serie tv dai temi sociali forti che tratta dei sentimenti del personaggio Kim per Sugar e sulla graduale scoperta della propria omosessualità, complicata dal progressivo sfascio del matrimonio dei suoi genitori), “Masterchef” (una sorta di reality che racconta la cronaca di un pranzo con gli interventi dello stesso chef e backstage dalla cucina che seguono la preparazione dei vari piatti), “The Clothes Show” (che spiega grazie ad esperti e partecipanti di volta in volta diversi, come seguire le ultime mode nel campo dell’abbigliamento senza fare bancarotta), “Project Catwalk” (un altro reality show sulla moda, in cui un gruppo di stilisti si scontrano a colpi di creazione per evitare l’eliminazione).

Per entrambi lo sbarco nel Bel Paese non è affatto casuale. Sia Murdoch che De Mol, infatti, hanno già individuato in Marco Tombolini, ex direttore generale di Endemol Italia e dimessosi opportunamente dall’incarico giusto poche settimane fa, il perfetto responsabile per l’avvio sul mercato delle nuove società. Di Elisa Ambanelli abbiamo, come detto, parlato già ieri. A questo punto è scontato che le aziende prenderanno a sviluppare format per l’Italia quanto prima. Vedremo di che tipo e di quale interesse.

Continua la campagna acquisti di Murdoch: dopo Fiorello, Panariello. Anche lui da aprile su SkyUno

pubblicato da Stefano Sgambati

Anche Panariello, dopo Fiorello, su Sky

Sky fa come il Milan dei tempi belli e acquista tutti. Campagna rafforzamenti da Champions League, verrebbe da dire, perpetrando la parafrasi calcistica: così, dopo Fiorello, sulla tv di Murdoch arriva Giorgio Panariello. Secondo quanto anticipato da Dagospia, e confermato questa mattina ufficiosamente da fonti Sky, il comico toscano comincerà la sua avventura digitale dall’inizio di aprile, intervenendo con decine di brevi micro-show della durata di 30 secondi ciascuno nei quali non apparirà in video ma solo in voce. Durante tutta la giornata del 1 aprile, il palinsesto sarà interrotto da tali incursioni con un effetto tipo “barre colorate”. Ciascuna conterrà uno sketch in voce di Panariello.

Il canale, naturalmente, è lo stesso che ospiterà il Fiorello Show, cioè SkyVivo che, com’è ormai noto, dal 2 aprile sarà ribattezzato per l’occasione SkyUno: considerata la tipologia di acquisizioni che sta facendo Sky, è ormai evidente che dietro questo cambio di nome si nasconde qualcosa di più di un semplice rinnovamento di brand. SkyUno sarà, di fatto, la rete ammiraglia di NewsCorp in Italia, l’antagonista ufficiale dei canali generalisti dell’altra tv.

Ha spiegato tuttavia Kathryn Fink, direttore dei programmi Sky:

“Sky Uno sarà un canale nuovo, rivolto a un pubblico certo più ampio rispetto al canale attualmente al 109 del bouquet Sky e con volti popolari. Ma non somiglierà a Raiuno e neanche a Italia 1. Cioè non avrà nulla a che vedere con un canale generalista. SkyUno sarà incentrato sull’intrattenimento, con particolare attenzione al varietà e alla comicità, reinventate come solo una tv a pagamento può fare. Offrirà una programmazione complementare agli altri nostri canali, arricchendo la piattaforma Sky anche in termini di ascolto”.

Così Andrea Scrosati, vice presidente di Sky Italia:

“L’intrattenimento è uno dei generi della pay tv, noi abbiamo deciso di investire sulla produzione originale italiana. Ma è un intrattenimento diverso da quello della tv generalista. La televisione in chiaro ha come obiettivo quello di trasmettere programmi che raggiungano il maggior numero possibile di ascoltatori nello stesso momento, i nostri programmi sono pensati e costruiti sulla base delle specifiche passioni dei nostri clienti”.

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Crisi economica uguale più spettatori davanti alla tv. E' la fine o la rivincita della vita stile "Happy Days"?

pubblicato da Stefano Sgambati

La crisi porta spettatori alla televisione

Succede questa cosa qui, alla gente, c’è poco da fare: chiamatela, se volete, rivincita della vita, o come vi pare, certo è che esiste un modo, tutto umano, forse bestiale, più ancestrale, per il quale le persone in bilico sul baratro, pure quando non c’è più alcuna speranza gravitazionale, si affidano alle braccia, disperatamente, le fanno ruotare per cercare di ritrovare un equilibrio ormai andato. Si chiama sopravvivenza, si chiama istinto. A sentire l’ultima ricerca di mercato dell’Eurisko, si chiama televisione.

Non è un caso se la risposta più massiccia degli italiani al disagio sociale che stanno vivendo in questi mesi - la crisi economica e compagnia bella - sia piazzarsi davanti al tubo catodico, telecomando alla mano e testa da un’altra parte. I dati emersi parlano di una crescita netta di tutta l’offerta televisiva, da quella generalista alle pay tv, con particolare riferimento all’intrattenimento, ai cartoon e alle news.

Non è una novità, non lo sarà mai, per carità: scorgiamo sempre un puntino di luce in fondo al tunnel, o almeno è così che tendiamo a credere, e pazienza se quel puntino di luce, la metà delle volte, non è l’uscita ma i fari di un tir che ci stanno puntando. Nel Medioevo, un’epoca buia per antonomasia, la gente come non mai riusciva a compensare la brutalità, la durezza del quotidiano con una fantasia e una vitalità che permettono oggi pochi paragoni: c’era la caccia, c’era lo sport, c’erano i banchetti interminabili, c’erano i grandi abiti, c’erano le feste religiose, c’era l’alcol, naturalmente, i giochi, il sesso, gli scacchi e i dadi. La gente è questo che fa, quando fuori tutto è buio: prende e accende un fiammifero, anche se è l’ultimo della scatola.

Non saprei dire se il tutto è più consolatorio o disperante. Immaginarsi, oggi, tutti questi tizi in poltrona, non particolarmente di buonumore, che osservano ciecamente quanto lo schermo propone: può portare da qualche parte? Suggeriva il poeta De André che la gente dà buoni consigli quando non può più dare il cattivo esempio. La televisione cosa farà? Giacché il compito relativo al dare il cattivo esempio mi sembra esaurito da un pezzo, adesso come agirà la televisione? Dove potranno mai portare i “buoni consigli” della televisione? Avranno la funzione di quelle braccia rotanti che l’uomo in bilico sul baratro agita per recuperare l’equilibrio? Serviranno a ritrovare il baricentro? Mi permetto di dubitare: soprattutto se queste grandi percentuali, questi impressionanti dati relativi al numero di telespettatori attivi si concentrano intorno ai soliti noti, cioè i reality show, i grandi fratelli, le fattorie, le marie de filippi. Niente di male: la gente se lo merita, perché il periodo è bruttissimo. E’ solo che torniamo a bomba: a quel puntino di luce all’orizzonte che non si sa se è l’uscita o i fari di un minacciosissimo tir contromano.

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L'Espresso in crisi: All Music chiude i battenti e taglia le produzioni interne: "Avviate le procedure sindacali"

pubblicato da Stefano Sgambati

Lucilla Agosti, volto storico di All Music

All Music chiude i battenti. Poche ore fa è stata giustappunto annunciata la cessazione delle attività “di produzione interne”: lo ha comunicato l’Espresso, gruppo editoriale proprietario della rete televisiva. Alla base dell’amara decisione - precedentemente conosciuta come Rete A, All Music era stata acquisita solo nel 2004 - la crisi economica che sta imperversando nel nostro Paese e ben oltre il confine. La decisione, si legge nel comunicato, è “diretta conseguenza dei risultati negativi registrati negli ultimi anni”. Il primo passo sarà la chiusura degli studi di produzione, che comporterà anche il licenziamento di 29 tecnici. La programmazione televisiva e i notiziari giornalistici proseguiranno secondo quanto previsto dagli obblighi di legge: anche l’intrattenimento a sfondo musicale andrà avanti senza cambiamenti particolari. “Sono state avviate le procedure sindacali, nel rispetto della normativa vigente”, tiene a specificare L’Espresso.

Il canale resterà disponibile sul digitale terrestre e sulla piattaforma SKY al canale 128.

Vale la pena ricordare alcuni tra i nomi più noti che lavoravano attualmente per l’emittente: Albertino, Chiara Tortorella, DJ Francesco, Lucilla Agosti, Linus, Nicola Savino, Jonathan Kashanian, Marta Cecchetto. Tra i programmi in onda più famosi: Albakiara, Cash (viaggio di una banconota), Classifiche Ufficiali, DeeJay chiama Italia, Inbox, m2 All Shock. Tra le trasmissioni storiche, infine, ricordiamo: All Moda, All Music Show, Bi Live, Cornetto Free Music Live, Pelle (e seconda pelle), Stelle e Padelle, The Club, Tutti Nudi.

La fiction su Puccini smielata e imprecisa. Operisti e soprani contro la Rai: "Banalità e luoghi comuni"

pubblicato da Stefano Sgambati

Tutti contro Puccini

Successo di pubblico per la fiction Rai incentrata sul personaggio di Giacomo Puccini. Il problema, a quanto pare, è proprio lui, il protagonista, il compositore italiano, considerato tra i più grandi operisti della storia, lui, la sua musica e gli eventi legati alla sua vita, privata e professionale. L’auditel vince su tutto, questo è pacifico, ma gli esperti di opera, i “colleghi” di Puccini, quelli che oggi fanno scricchiolare le assi di legno dei palcoscenici italiani e internazionali e fanno alzare in piedi le signore impellicciate, tuonano, perché, a loro dire, la sceneggiatura del prodotto fa acqua da tutte le parti. Lo riferisce quest’oggi il Corriere della Sera.

“Volevo vederla ma dopo aver sentito ripetere per l’ennesima volta ‘Turandò’, alla francese, ignorando che sia un nome cinese, inventato da Gozzi, ho pensato che era meglio lasciar perdere e ho spento la tv”.

Sono le parole, mica tanto velate, di Fiorenza Cedolins, soprano più volte impegnata nell’interpretazione di Puccini, da Turandot a Bohème, Tosca, Manon Lescaut. Certo, diranno i puristi dell’intrattenimento, l’etimologia del lemma “fiction” parla chiaro, seppure nella sua “anglosassonità”: finzione, recitazione, fantasia. Viene da fare una riflessione, a questo punto, ma sarebbe troppo lunga, sull’arte, sulla creazione: di cosa parliamo quando parliamo di arte? Parliamo di qualcosa che rispecchia, e fedelmente, la realtà, oppure di un martello che la plasmi, la trasformi, questa realtà, secondo necessità drammaturgiche e, perché no, commerciali, di botteghino? La risposta la affidiamo volentieri a filologi e apologeti del ragionamento.

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Liveblogging (in differita) dell'81esima serata degli Oscar da Los Angeles (+ Gallery)

pubblicato da corbetz


winners oscar boyleEcco per tutti i lettori di TvBlog la cronaca (in differita) dei momenti piu’ importanti della serata degli Oscar che si e’ svolta questa notte a Los Angeles al Kodak Theatre. Gli Oscar sono un importante evento per l’intero business dell’intrattenimento mondiale, oltre che un evento televisivo di grande rilievo. Ecco perche’ rivestono un ruolo primario per individuare anche quali sono le nuove tendenze di linguaggio/temi e tecnologie che hanno colpito i membri dell’Academy e quindi l’industria in generale.

Il Red Carpet ha visto - come di consueto - una sfilata di star in grande stile. Segnalo una Kate Winslet davvero raggiante oltre agli immancabili Brad Pitt e Angelina (cheppalle). Un palco eccezionale, immenso, perfettamente addobbato con mille luci e lustrini. La struttura circolare in primo piano ricorda un po’ il palco di quest’edizione di Sanremo all’Ariston: che a Los Angeles abbiano copiato Bonolis ?! Non dimenticate di visitare la Gallery con tutte le immagini della serata.

Per chi ha fretta o per chi vuole un approfondimento dettagliato e molto piu’ “cinematografico” vi rimando agli ottimi “cugini” di Cineblog. Per chi vuole invece un riassunto molto piu’ POP: continui pure qui. Avviso tutti i fan e i non fan: Marco Carta non ha potuto partecipare all’evento di Los Angeles, quindi in questo articolo NON troverete alcuna notizia su di lui.

Il primo premio della serata e’ quello per la Best Supporting Actress che viene vinto da una raggiante Penelope Cruz per Vicky Cristina Barcelona. Bella la scelta di far “elencare le nomination” da cinque attrici che hanno vinto il premio in passato. In questo caso si tratta di Whoopi Goldberg, Tilda Swinton, Goldie Hawn, Angelica Huston e Eva Marie Sain.

Tocca a Tina Fey (tirata a lustro con un bel vestito argentato) e a Steve Martin introdurre le categorie legate alla sceneggiatura. Da notare la bella grafica adottata per la presentazione delle nomination, che riprende - per questa categoria - tutti gli elementi del copione: i font, le pagine che scorrono, i dialoghi tratti dai film ripresi in grafica come se fossero scritti sul copione. Il premio per la miglior sceneggiatura viene vinto da Dustin Lance Black (Milk) che ne approfitta per lanciare un appello al paese (e al mondo) in difesa dei diritti degli omosessuali e in particolare del (suo) diritto a sposarsi. Subito dopo la categoria del Best Adapted Screenplay, vinto da Slumdog Millionaire (ritira il premio lo sceneggiatore Simon Beaufoy).

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Hollywood si prepara alla notte degli Oscar, in diretta tv su ABC e Sky Cinema 1

pubblicato da corbetz


kodak theatre los angeles oscarsDomenica 22 Febbraio 2009, ore 17 (California), ore 2 del mattino (in Italia). Tutti gli occhi dell’intrattenimento mondiale saranno puntati su Hollywood Boulevard a Los Angeles dove, al Kodak Theatre, si terra’ la cerimonia piu’ importante dell’anno ovvero la consegna degli Academy Awards, meglio noti come “Premi Oscar”. Edizione numero 81, condotta dall’attore australiano Hugh Jackman.

I preparativi sono iniziati una settimana fa e proseguono senza alcuna sosta, giorno e notte. Proprio ieri sera mi e’ capitato di passare davanti al Kodak Theatre, presidiato da decine di guardie e operai impegnati in fervide attivita’ di pulizia e costruzione dei palchi esterni che si affacciano sul Red Carpet (ovvero su Hollywood Boulevard) dove sfileranno di fronte agli occhi di tutto il mondo numerose celebrita’ del mondo del cinema e della televisione.

Per quanto riguarda tutte le nominations, vi rimando a questo prezioso articolo di Cineblog. La trasmissione televisiva in diretta dell’evento avverra’ negli Stati Uniti a cura dell’emittente Disney ABC, mentre in Italia sara’ Sky Cinema 1 ad iniziare una lunga diretta a partire gia’ dalle ore 23.45 di Domenica 22 febbraio con l’inviato a L.A. Francesco Castelnuovo e il critico cinematografico Gianni Canova.

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Guida alla Tv USA: Indice Generale

pubblicato da corbetz


indice indexSi e’ concluso con la puntata numero 15 il nostro viaggio alla scoperta della tv americana: un modello cosi’ diverso dal nostro a livello organizzativo, ma cosi’ vicino alla tv italiana per via dei tantissimi diversi prodotti che inevitabilmente finiscono poi con l’andare in onda nelle nostre reti.

Per agevolare chi si fosse perso qualche puntata, vi ripropongo qui - in un unico post - l’ indice generale di tutti gli argomenti che sono stati trattati. Dopo il salto anche qualche consiglio bibliografico per approfondire meglio alcune tematiche.

1) I Mercati e il sistema Network-Affiliate
2) La Struttura Organizzativa di un Network
3) Costi e Revenue Pubblicitarie
4) LPTV e Transizione al Digitale
5) Cable Tv
6) Satellite Tv
7) Ascolti Tv: Ratings e Share
8) Segmentazione Demografica degli Ascolti
9) DVR: ovvero come la tecnologia cambia la misurazione degli ascolti
10) Syndication e Vendita dei Programmi
11) Principali Media Company
12) Public Television
13) Programmazione: Intrattenimento in Prima Serata
14) Programmazione: le News
15) Programmazione: Sport

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Oprah fa da se' e lancia il suo nuovo canale: OWN

pubblicato da corbetz


oprah own
Le condizioni di mercato per il lancio di un nuovo canale il prossimo anno non sono proprio ottimali, ma le previsioni sono comunque rosee per il progetto della Regina-Mida Oprah che con il suo partner Discovery Communications lancera’ a fine 2009 o inizio 2010 il proprio canale via cavo denominato OWN (Oprah Winfrey Network, OWN in inglese significa anche “mio/proprio”).

Il nuovo canale, con sede operativa a Los Angeles puo’ gia’ contare sui migliori manager del mercato, reclutati da Oprah in persona e provenienti da altri canali come Fox, Lifetime, MTV. Robin Schwartz, che presiedera’ il canale, annuncia che inizialmente vi saranno programmi dedicati a storie di vita vere, senza copione. La missione e’ quella di creare il primo canale interamente dedicato ad educare su “come vivere la vita nel modo migliore”, intento perpetrato da Oprah con il suo show negli ultimi anni. Programmi di self-help, storie a cui ispirarsi e intrattenimento con una morale pare saranno gli ingredienti principali.

Oprah, che controlla l’operato dell’intero canale in qualita’ di CEO, approfondisce il carattere del nuovo canale: “Tratteremo argomenti come il denaro, la salute e le relazioni. Voglio creare una nicchia, uno spazio in cui la gente possa andare, sentirsi meglio e migliorare la propria vita“. Il canale, precisa Oprah, non aspira a diventare competitor di Lifetime (noto canale femminile), Oxygen (che Oprah ha contribuito a fondare) o We. L’obiettivo di OWN e’ quello di raggiungere differenti segmenti dell’ascolto televisivo e non solo il pubblico femminile e l’operazione di market per conquistare anche il pubblico maschile verra’ perpetrata da Oprah attraverso tutti i potenti strumenti in suo possesso: il suo show in syndication, la sua rivista, il suo programma alla radio.

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Hard Time for Primetime: cambiamenti in vista per il sistema televisivo americano

pubblicato da corbetz


tv esplosione explodingTempi duri per i canali generalisti americani.
La minaccia dello sciopero degli attori all’orizzonte, la crisi economica e un progressivo calo di ascolti stanno scuotendo alle fondamenta i modelli su cui si sono basati per anni i network televisivi statunitensi e presto potrebbero essere messi in pratica drastici cambiamenti che mai si sarebbero potuti ipotizzare fino a qualche anno fa.

Dopo aver riportato la crisi delle reti Mediaset la scorsa settimana, Variety Weekly punta ora i riflettori in terra americana prendendo atto che i Big Five Network (ABC, CBS, NBC, Fox e The CW) hanno perso - dato aggregato - il 13% degli ascolti nella fascia 18-49 rispetto alla stessa stagione dello scorso anno. Il che fa avvicinare sempre piu’ l’ascolto aggregato delle reti via cavo a quello delle reti generaliste. Questo unito al fatto che i tre principali costruttori d’auto (i primi inserzionisti del mercato televisivo americano) sono in grande difficolta’ economica, cosi’ come molti altri investitori pubblicitari. Accompagna l’articolo un’immagine che riporta il confronto dei dati in milioni di household (famiglie) di tre tra i piu’ grandi successi televisivi di tutti i tempi: I Love Lucy (1954, 49,3 milioni), The Cosby Show (NBC, 1985, 33,7 milioni) e CSI (CBS, 2008, 12,7 milioni).

Ben Silverman (co-chair di NBC-Universal Media Studios) sostiene pero’ che non sono tanto importanti gli ascolti quanto i profitti. E riporta il caso dello show My Own Worst Enemy, che e’ stato da poco cancellato per gli ascolti molto deludenti. Si e’ aspettato tanto per decidere per via di un importante contratto di sponsorizzazione che legava General Motors a questo prodotto. Ma a un certo punto i dati si sono rivelati controproducenti anche per l’inserzionista.

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Guida alla TV USA (8): la Segmentazione Demografica degli ascolti

pubblicato da corbetz


Nella scorsa puntata abbiamo finalmente analizzato i diversi indicatori dell’ascolto della tv negli Stati Uniti. Abbiamo anche capito che quando vengono comunicati, si riferiscono generalmente allo allo slot demografico 18-49 anni. Naturalmente investitori pubblicitari e network vogliono sapere non solo quante famiglie si sono sintonizzate, ma QUALI. Alla domanda rispondono gli indici demografici che si basano su distribuzione gografica, eta’ e livello di retribuzione economica. I canali generalisti ABC, NBC, CBS tentano di proporre per il prime time programmi che almeno siano di equo appeal tanto per le donne quanto per gli uomini. Diversa la situazione per i canali cable tematici che mirano invece a intercettare ben specifiche fette di ascolto.

Ecco la classificazione di Nielsen Media nella quale vengono incasellati i diversi profili sociodemografici di coloro che guardano la tv negli States:

Children 2-5
Questa categoria ufficialmente non viene rilevata da Nielsen, che non ne riporta i relativi dati. E’ possibile pero’ determinarne la quantita’ dal momento che vengono regolarmente riportate le categorie 2-11 anni e 6-11 anni. Vi sono 19,5 milioni di bambini di eta’ compresa tra i 2 e i 5 anni.
Le radici della programmazione pre-scolare sono state gettate da CBS con il suo show mattutino Captain Kangaroo. Troviamo il maggior numero di prodotti destinati a questa fascia di eta’ soprattutto su PBS (Sesame Street, Teletubbies ecc.) e su Nickelodeon, Disney.


Boys and Girls 6-11
Questa fetta di mercato conta 25 milioni di individui, complessivamente.
Nickelodeon e’ una chiara scelta per questo segmento, che si e’ accaparrata questo pubblico dopo che le generaliste hanno abbandonato il presidio su questo tipo di contenuto. La programmazione del sabato mattina di CBS e’ a base di contenuti made by Nickelodeon. Cartoon Network e’ un’altra popolare alternativa. Le altre reti generaliste propongono prodotti per bambini soprattutto la mattina o il tardo pomeriggio e in particolare Fox e The Cw tornano alle loro radici di 40 fa proponendo questo tipo di programmazione in questa fascia oraria. Ovviamente per gli investitori ci sono differenze tra bimbi e bimbe. Per entrambi si fa leva su fast food, soft drinks, caramelle e cerali. Per quanto riguarda i giocattoli ovviamente si opera una maggiore differenziazione.

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