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Dal Telethon nasce con Super Club una seconda serata per Rai1

pubblicato da Hit

Dal Telethon nasce con Super Club una seconda serata per Rai1, un esperimento da non disperdere

Prima la notizia: si è chiusa domenica sera nello studio dell’Eredità la maratona televisiva Telethon che ha attraversato le reti Rai in questo ultimo fine settimana e si è chiusa con oltre 30 milioni di euro raccolti, grazie alla generosità dei telespettatori italiani, un risultato che acquista ancora maggiore significato visto il periodo difficile che stiamo attraversando. Nello studio della Dear sono arrivati i complimenti ed i ringraziamenti del Presidente di Telethon Luca Cordero di Montezemolo a tutta la squadra capitanata da Fabrizio Frizzi che ha condotto dallo studio centrale della Dear con Arianna Ciampoli, Paolo Belli, Mara Venier e a tutti i conduttori Rai impegnati nei loro rispettivi programmi.

All’interno del Telethon televisivo è nata poi a sorpresa una trasmissione che a nostro giudizio potrebbe essere una vera seconda serata alternativa d’intrattenimento per la prima rete della Rai, finora occupata esclusivamente da Porta a porta e dagli Speciali del Tg1. Sabato sera infatti al termine dell’edizione speciale di Soliti ignoti, è tornata la linea allo studio 6 della Dear, dove è andato in onda un inedito esperimento, con al centro della scena una nuova coppia televisiva formata da Luca Barbarossa e Max Giusti in Super Club. L’esperimento era inedito, televisivamente parlando, partendo dal titolo del programma che proveniva da due programmi radiofonici d’intrattenimento fra musica e comicità in onda su RadioDue, fusi in un unico progetto.

I due programmi sono: Super Max condotto da Max Giusti dal lunedì al venerdì alle ore 11 e Social Club condotto da Luca Barbarossa il sabato e la domenica sempre alla stessa ora, entrambi come detto su RadioDue. Delle capacità d’intrattenitore di Max Giusti, visti i suoi precedenti come conduttore di quiz, primo fra tutti Affari tuoi e varietà come Attenti a quei 2 proprio con Fabrizio Frizzi già si sapeva, mentre ha colpito per la naturalezza e la capacità di intrattenere oltre che nell’interagire con gli ospiti Luca Barbarossa, perfetto padrone di casa nel clima che si è creato nello studio. La formula della trasmissione che virava dalla comicità pura, forse alle volte un po’ troppo urlata (Giusti dovrebbe urlare un po’ di meno) verso gli interventi musicali, per niente banali, fatti dal vivo grazie all’orchestra presente in studio con ospiti come Max Gazzè o Emma, ha creato quel clima particolare che giocava in perfetta sintonia con una scenografia che sembrava fatta appositamente per quel tipo di programma.

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Adamo e Eva: la tv regredisce alla pochezza del varietà anni '90

pubblicato da Lord Lucas

adamo eva

L’amore sta dilagando nuovamente in tv e noi siamo basiti, o forse recalcitranti a fare gli avvocati delle cause perse, o gli artefici di stroncature troppo facili. Da giorni non fanno che chiederci, a TvBlog, perché non si stroncano più i programmi, se stiamo diventando troppo buoni, perché, soprattutto, non ne abbiamo criticato uno. Posto che quell’uno non merita neanche la nostra considerazione (essendo un aborto spontaneo a detta degli stessi autori, che stanno esternando la propria vergogna ben pagata su Facebook), ce n’è un altro andato in onda ieri sera che merita una riflessione. O più che altro un pauroso interrogativo.

In che razza di tv ’sperimentale’ ci stiamo cacciando? L’ennesimo numero zero andato in onda ieri sera, Adamo e Eva, è la conferma della brutta china presa dall’intrattenimento nostrano in una preoccupante congiuntura come quella attuale. I dirigenti non sanno più che pesci prendere: il reality è in agonia, il talent è in overdose e da qualche parte bisogna pur ripartire. Così si torna a riprodurre varietà rosa, nella convinzione che i buoni sentimenti in tv tirano sempre. E si pensa di affidarne uno “nuovo” a una mascotte del buonismo catodico come Fabrizio Frizzi.

E’ desolante, come uno che ha imparato a rimodernarsi nei Soliti Ignoti sia condannato a tornare quello di una volta. Frizzi, ieri sera, è riuscito di un botto ad azzerare anni di corsi di aggiornamento, regredendo al livello zero del conduttore cerimonioso, dai tempi lentissimi e fintamente entusiasta. Il programma era quello che era: gigantismo monumentale dello studio di X Factor a parte, si è subito rivelato in tutta la sua pochezza di contenuti e atmosfera.

Il concept era quello di un gioco delle coppie con pretese sociologiche (come se si possano ricavare paradigmi adamitici dal tempo impiegato a chiudere un bagagliaio o dal dimostrarsi multitasking). Alla fine la si butta sempre su stereotipi come l’affinità di coppia e chi ricorda quando c’è stato il primo bacio. E per tutto questo bisogna in ogni caso comprare il format dall’estero e farlo co-produrre a Endemol, perché la Rai da sola non ce la fa. Poi c’è la solita maledizione degli autori, in questo caso un Chicco Sfondrini evidentemente troppo preso da Kalispéra per spremersi le meningi, mentre Piparo e Fasulo sono assuefatti alla scuola di Milly Carlucci, tutta camomilla e leziosaggini.

Foto dal numero zero di AdamoFoto dal numero zero di AdamoFoto dal numero zero di AdamoFoto dal numero zero di Adamo

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Il portale Video.Mediaset.it annuncia un palinsesto estivo di fiction e intrattenimento. Tra i titoli: Ris, Intelligence, Elisa di Rivombrosa, Scherzi a Parte e Grande Fratello

pubblicato da Michele Biondi

Video.Mediaset.it
Il portale video di Mediaset, Video.Mediaset.it, chiude la sua prima stagione (da gennaio a maggio) con oltre 110 milioni di filmati visti e ben 28 milioni solo a febbraio. I più visti sono stati nell’ordine quelli di “Le Iene”, “Grande Fratello 10″ e “Pomeriggio Cinque”. In attesa di riprendere gli aggiornamenti con l’avvio della stagione televisiva autunnale, il portale del gruppo di Cologno Monzese presenterà per il periodo estivo sul proprio sito un vero e proprio palinsesto ‘amarcord’ di fiction e intrattenimento.

Gli appassionati del genere potranno quindi rivedere, giorno dopo giorno e gratuitamente fino a metà settembre le fiction di maggior successo trasmesse da Mediaset: da “Elisa di Rivombrosa” a “L’Onore e il Rispetto 1 e 2“, a “Squadra Antimafia“, “Intelligence“, le prime 5 stagioni dei “RIS“, le tre di “Un ciclone in Famiglia” e altro ancora.

Non solo fiction su video.mediaset.it ma anche intrattenimento, sempre sulla scia dell’amarcord di Canale 5. Innanzitutto il primo Grande Fratello verrà riproposto in edizione integrale sia nella sua versione prime time (in onda su La5) sia in quella delle strisce giornaliere. Un’occasione per scoprire quanto fosse diverso il primo reality italiano 10 anni fa rispetto all’edizione odierna.
In più, in attesa della nuova stagione prevista da gennaio, il meglio di “Scherzi a Parte“, con tutte le burle di successo realizzate dal 1992 ad oggi nel programma curato da Fatma Ruffini.

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Pierluigi Diaco a TvBlog: "Vi racconto come sarà la nostra Unomattina Estate"

pubblicato da Hit

“L’idea che due ragazzi di trent’anni abbiano la possibilità di dare il buongiorno agli italiani su Rai1 con un punto di vista sereno, allegro ma anche autorevole è la sfida che vogliamo vincere.”

Pierluigi Diaco racconta a TvBlog la sua Unomattina Estate su Raiuno

Oggi su TvBlog arriva Pierluigi Diaco. Una carriera iniziata a 15 anni alle dipendenze dell’indimenticato Alessandro Curzi allora direttore di Tmc news proseguita con tanta radio di qualità, l’approdo al neonato Sky Tg24, poi Rainews 24, editorialista di quotidiani fino all’arrivo in questa stagione a Rai1 come opinionista fisso ne “La Vita in diretta”. Un curriculum professionale davvero invidiabile per un ragazzo di trent’anni che dal 31 Maggio prenderà le redini, con Georgia Luzi, di un marchio storico ed importantissimo di Rai1 come “Unomattina Estate”. Come risulta da questa chiaccherata lo farà con educazione e rispetto verso questa nuova avventura e verso la rete che lo ospiterà. Chiaccherata che ci mostra aspetti per certi versi sconosciuti di Pierluigi, un ragazzo pronto a fare il salto verso il grande pubblico della prima rete della Rai, con le idee ben chiare in testa su quello che dovrà essere questa nuova edizione di “Unomattina Estate”. Scopriamole insieme.

Che cosa c’entra Pierluigi Diaco con “Unomattina Estate”?

“Che domanda! Unomattina è un programma di approfondimento ed infotainment, un brand consolidato di Rai1 da moltissimi anni. Negli ultimi tempi la mia cifra professionale si è divisa fra il giornalismo e l’intrattenimento quindi credo che sia un luogo a me molto naturale. Quando il direttore di Rai1 Mauro Mazza mi ha proposto di condurre Unomattina con Georgia ho trovato la proposta aderente alla mia identità professionale. Chiaramente in passato in termini di conduzioni televisive mi sono misurato maggiormente sull’approfondimento politico in Sky Tg24 e Rainews 24. Questo però è vero in parte perché sia alla radio che in TV o anche nei programmi che ho condotto a Canale Italia ho sempre tentato di occuparmi del costume del paese. Evidentemente il costume e quindi anche un po’ l’umore che il paese vive è una cosa che mi ha sempre incuriosito raccontare.”

Con “Unomattina Estate” arrivi così alla conduzione su RaiUno. Una bella soddisfazione ma anche una bella responsabilità?

“Sono grato al direttore Mazza. Ho fatto negli ultimi mesi un percorso a Rai1 grazie al capostruttura Toaff e a Lamberto Sposini che mi hanno voluto alla Vita in diretta. Sono entrato in punta di piedi nella famiglia di Rai1. Mi son fatto conoscere da quel tipo di pubblico che mi conosceva in parte, anche se in passato avevo già lavorato per Rai1 avendo condotto alcune edizioni di “Sanremo rock”,ma evidentemente di altra cosa si trattava, avevo vent’anni e mi occupavo per lo più di musica. “

Condurrai “Unomattina Estate” dopo aver fatto l’opinionista in varie trasmissioni, ti piace fare l’opinionista ?

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La Tv che c'era - Macao

pubblicato da Hit

TvBlog.it - La Tv che c'era
La Tv che c'era - Macao con Alba Parietti
Eternamente ospite, pronta a disquisire di questo e di quello, dal programma d’intrattenimento fino alla trasmissione giornalistica, un destino che la segue di rete in rete. Ma non sempre era cosi, ci fu un tempo in cui Alba Parietti, conduceva, dalla primissima “Piscina” sulla RaiTre di Angelo Guglielmi, alla tormentatissima “Domenica in” dagli studi di Napoli condotta con Toto Cutugno. Ma è di un programma, lanciato e trasmesso nella RaiDue del 1997 di cui stasera vorremmo parlarvi nella nostra rubrica della Tv che c’era.

Andava in onda in seconda serata, dalla domenica al giovedì. Racchiuso in una voliera di bambù, con il pubblico appollaiato come una schiera di volatili, si svolgeva “Macao” . Un territorio di pura nullità, nel senso buono del termine, la cui comicità di facce allora per lo più sconosciute come quelle di Paola Cortellesi, Biagio Izzo, Sabrina Impacciatore, Fabio Canino, Enrico Brignano, Valentina Pace, Gigliola Aragozzini, Lucia Ocone, era il semplice pretesto per intrattenere il pubblico televisivo, la cui personalità spiccata e spiccante di Alba era il vero collante, chiamata a condurre solo pochi giorni prima del debutto.

In cabina di regia, oltre che in fase di creazione con Irene Ghergo, c’era Gianni Boncompagni, reduce negli anni precedenti dal successo di un altro territorio di leggerezza e svago come era “Non è la Rai” su Italia1. Gianni, preso in ostaggio dall’allora direttore di RaiDue Carlo Freccero, la cui idea di televisione, stabiliava e strabilia, mette in piedi questa trasmissione che da quel poco che voleva essere, poco rimane, ma con una nutrita schiera di telespettatori (oltre 3 milioni ogni sera) che la rendono un successo inaspettatto ed insapettabile, tanto che l’anno dopo ce ne sarà una seconda edizione, dal percorso più travagliato.

Dopo il salto l’epilogo della storia di “Macao” con alcuni video e una analisi fatta da Carmelo Bene, ospite di una puntata del programma.

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Analisi Auditel – La potenza del calcio e la forza di Quelli che il calcio

pubblicato da Hit


La rincorsa della Roma sull’Inter finalista di Champions League infiamma questo appassionante finale di campionato. Se sul satellite e sul digitale terrestre ci sono i match in diretta, sulle reti generaliste è il programma condotto da Simona Ventura “Quelli che il calcio” a tenere banco su questo fronte. Ieri i risultati di audience hanno premiato questa proposta con 2.451.000 telespettatori ed il 16,79% ed oltre 8 milioni di contatti, dimostrando come questa formula, sport più intrattenimento, sia potenzialmente fortissima, se gestita nel modo giusto.

Con la nostra analisi grafica andremo a radiografiare i contorni di questo risultato mettendo come sempre tutte le curve dello share minuto per minuto una di fronte all’altra per vedere come il pubblico si è diviso fra le 6 reti generaliste ed il totale satellite. Domenica all’insegna dello sport con la curva azzurra del Moto GP su Italia1 che supera brillantemente sul finale di gara il 35% di share, lasciando la seconda curva che segue, la blu dell’Arena, di circa 20 punti al di sotto. Con la partenza delle partite di calcio ecco che la curva nera del satellite prende il volo arrivando fin verso il 30% di share.

In questo frangente è la curva rossa di RaiDue con “Quelli che il calcio” a prevalere su quella arancione di Canale5, nella corsia fra il 15 ed il 20% di share. Al terzo posto la curva blu di RaiUno attorno alla linea del 10%. Fra gli uomini vediamo la curva del MotoGP toccare quasi il 50% di share, mentre la nera del satellite scorre fra il 30 ed il 40%. Al secondo posto nettamente la curva rossa di RaiDue che con Quelli che il calcio sfiora il 20%. Solamente terza la curva arancione di Canale5 attorno al 10%. Fra le donne…

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Federica Panicucci riconfermata per la prossima stagione a Mattino Cinque

pubblicato da Marina

Federica Panicucci riconfermata per la prossima stagione a Mattino cinque

Federica Panicucci non perde mai il controllo e sembra che questa sua caratteristica sia talmente piaciuta ai vertici di Mediaset da preferirla alla più effervescente Barbara D’Urso che al mattino portava una sferzata di energia tripla, troppa, forse, per alcuni italiani desiderosi di toni bassi e risveglio soft.

Dunque, già si parla di riconferme per la prossima stagione di Mattino Cinque e lo annuncia Il Giornale intervistando proprio Federica Panicucci, la quale non smentisce e non conferma, come nella migliore tradizione:

Non so ancora nulla di preciso. Ma spero sia così. Ne sarei davvero felice. Una conferma che abbiamo lavorato bene e che al pubblico sono piaciuti il programma e la mia conduzione.

In realtà starebbe trattando per il rinnovo del contratto biennale incluse alcune serate.

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Il ritorno di Mr. Fantasy su RaiSat Extra con sei nuove puntate. Intervista esclusiva

pubblicato da Marina

Carlo Massarini alias Mr.Fantasy

Ecco che ritorna in Tv Mister Fantasy, alias Carlo Massarini, capostipite dei vj e icona del futuro in tv. Da domani, su RaiSat Extra sei puntate del nuovo programma Mister Fantasy reload&rewind, ogni mercoledì dalle 23,15 con replica il giorno successivo alle 17.45 e la domenica alle 19.4. Accanto a Massarini, il mitico Mario Luzzatto Fegiz che riprenderà lo stile insolito delle sue interviste ai personaggi della musica. Ovviamente spazio alla grafica che ha sempre contraddistinto i programmi di Mr. Fantasy, anche questa volta affidata allo Studio Convertino. Gli autori del programma restano invariati, anzi a Massarini e a Paolo Giaccio si è aggiunto Stefano Pistolini. Location delle riprese le bianche sale del Maxxi, il Museo di arte moderna a Roma, progettato da Zaha Hadid che sarà inaugurato il prossimo maggio e la terrazza dell’Auditorium di Ravello progettato da Oscar Niemeyer.

Per chi, invece, è desideroso di scoprire la cultura musicale, da oggi alle 18,45 e dunque dal martedì al sabato,viene ritrasmessa la collezione delle 120 puntate di Mr.Fantasy che dal 1981 al 1984 tracciarono la storia musicale nella tv italiana.

E veniamo all’intervista a Carlo Massarini avvenuta al telefono qualche ora fa, in cui gli ho fatto delle domande a proposito del suo rientro televisivo e chiesto qualche anticipazione sulla puntata di domani.

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Teen Days di Maurizio Nichetti da oggi su RaiDue per 26 episodi: "Siamo arrivati prima dei talent show"

pubblicato da Stefano Sgambati

Teen Days di Maurizio Nichetti da oggi su RaiDue: "Siamo arrivati prima dei talent show"Se ne parlava già da due anni di questo progetto nuovo ed entusiasmante di Maurizio Nichetti, l’istrionico e poliedrico artista milanese: Teen Days, la prima lunga serie animata dedicata ai bambini dagli 8 ai 12 anni partirà oggi con 26 episodi trasmessi ogni martedì e giovedì alle 7.25 su RaiDue. Nichetti ne è autore e regista. Al centro della trama un talent show musicale à la X Factor che ha per protagonisti sei giovani: Elia, Leo, Sara, Max, Isabel e Thomas.

Racconta Luca Milano in conferenza stampa - responsabile della produzione cartoni per Rai Fiction:

“Sono cinque anni che Rai Fiction e Cartoon One lavorano a questo progetto. L’obiettivo è raggiungere il target di 8-11 anni. Sempre di più i ragazzi un po’ più cresciutelli smettono di guardare i cartoni animati e seguono l’intrattenimento. La nostra sfida è coinvolgerli con una serie animata di 26 episodi autoconclusivi da 30 minuti ciascuno, il che equivale a 13 ore di produzione audiovisiva. In Francia Disney Channel ha iniziato a trasmettere la nostra serie il 4 novembre”.

Queste, invece, le parole dello stesso Nichetti:

“La scommessa per me è stata accettare la lunga serialità d’animazione. La mia esperienza con i cartoni risale agli anni ‘70, ai tempi di Allegro ma non troppo e Signor Rossi. Qui ci sono 13 ore di plot narrativo, è difficilissimo. Nella serie ci sono 35 videoclip, tutti pezzi originali creati per l’occasione che potrebbero essere proposti ai ragazzi persino estrapolati dal cartone. Tutto è stato adattato in inglese e nelle altre lingue dei Paesi in cui andrà in onda: in Francia tutti i dialoghi e le canzoni sono state tradotte in francese. Cinque anni fa X Factor, Hannah Montana non esistevano, esisteva solo Fame. E’ in questi ultimi anni che i talent show sono diventati di moda, ma l’idea della Mora è arrivata prima qui in Rai. In una tv di belli questo prodotto così si diversifica e permette a tutti i personaggi di essere protagonisti anche se non sono necessariamente Tronisti. Abbiamo tentato di mettere nella serie i contenuti più vicini alla nostra sensibilità. Ci sono le storie di sei famiglie europee, di cui volutamente non si capisce il Paese di provenienza: la città che rappresentiamo rappresenta qualunque città. La tipologia sociale nella serie è ampia, dai ricchi ai proletari, dalle ragazze carine a quelle simpatiche e grassottelle. I giovani potranno identificarsi nei diversi protagonisti e soprattutto, all’interno della storia, abbiamo cercato di non mantenere i cattivi sempre cattivi e i buoni sempre buoni”.

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Il più grande (italiano di tutti i tempi) (non) rischia la chiusura. Il direttore di RaiDue Liofredi: "Fiducia a Facchinetti"

pubblicato da Stefano Sgambati

Il più grande (italiano di tutti i tempi) rischia la chiusura. Il direttore Liofredi: "Fiducia a Facchinetti"

Esprimo un giudizio personale, da critico libero e sereno: la trasmissione Il più grande, senza voler entrare nello specifico qualitativo relativo, fa alla televisione italiana un danno gigantesco. Un format per cui “si eliminano” (cliché falso-democratico di cui non se ne può più…) personaggi storici e della cultura che hanno contribuito a rendere questo Paese la culla della civiltà che è (che era?), insieme a presunti artisti moderni, complici, invece, della nostra svalutazione culturale, questo format non è divertente, non è innocente, non è intrattenimento. Un format così è soprattutto anticulturale: appiattente, livellante verso il basso. Un format così è uno stereotipo. Naturalmente è anche questione di gusti: ad altri stimati colleghi il prodotto è piaciuto, sebbene al pubblico assolutamente no (ascolti mostruosamente sotto le aspettative) e, in assoluto, possiamo dire che i problemi legati al decadimento italiota stiano altrove. La televisione, tuttavia, non va mai sottovalutata come grande fucina di responsabilità critiche.

In tal senso, allora, non arriva del tutto inaspettata la reazione a doppia mandata del direttore di RaiDue Massimo Liofredi che ha riunito a Viale Mazzini i responsabili del programma e gli autori per discutere del flop. Risultato: Il più grande sarà un programma su cui continuare a puntare. Esattamente come Francesco Facchinetti sarà un conduttore che avrà ancora il pieno sostegno dell’azienda.

”Facchinetti è una risorsa della rete sul quale personalmente sono pronto a scommettere oggi e in futuro. Abbiamo voluto sperimentare un prodotto totalmente nuovo e raccontarlo con un linguaggio innovativo: non ci spaventa il rischio della novità. Il più grande è un prodotto forte, che con qualche correzione, piacerà al pubblico Rai e a quello di Raidue: mercoledì sera ci ha seguito il 9% del pubblico che era davanti ad una tv, un punto in meno della media di ascolto dei programmi di rete. Anche per questo sono ottimista’. Mi conforta in questa mia convinzione l’omogeneità degli ascolti in tutte le regioni italiane”.

Il più grande
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Rai a tutto varietà: arrivano Secondo Canale e Due Risate su RaiDue e Chek-in su RaiUno

pubblicato da Lord Lucas

braida beppe chek in UPDATE: In attesa di un comic show in prime time in Rai - il ritorno di Aria Fresca nel 2010 sta a cuore a Carlo Conti - la fine dell’anno sarà all’insegna dell’intrattenimento, a base per lo più di “risate vintage”.

Su RaiDue arriva domenica 29 novembre, dalle 19.00 alle 20.30, Due… Risate, un montaggio di sketch a tema. Nella prima puntata, intitolata Affari di famiglia, vedremo brani tratti da Strati d’animo con Francesca Reggiani, Mettici la faccia con Max Giusti, Completamente spettinato con Paolo Migone, Regna la rogna con i Legnanesi.

Da giovedì 3 dicembre alle 19.00, al posto del daytime di X Factor ormai concluso, è la volta di Secondo canale. La novità, se così la si può chiamare, è quella di un striscia quotidiana, presentata da Dario Salvatori, con il meglio della 2a rete Rai nata nel ‘61. Rivedremo varietà indimenticabili, come Portobello e Indietro tutta, passando per amarcord d’autore, con protagonisti cantautori come Gaber e De Andrè.

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La televisione è donna. Perché gli uomini non "tirano" più sul piccolo schermo?

pubblicato da Stefano Sgambati

La tv è rosaE’ finita l’era patriarcale in televisione? Quest’oggi, lunedì 23 novembre, il quotidiano la Repubblica ha deciso di rimarcare, secondo statistiche precise, lo storico momento, cioè quello attuale, in cui l’apparato femminile in tv sembra aver superato quello maschile (fatta eccezione per RaiUno). Insomma, volendola fare breve, i volti femminili sono maggiormente premiati dai numeri d’ascolto sulle tv generaliste. La ricerca, perciò, è interessante proprio da questo punto di vista mica tanto da poco: non si sta parlando delle scelte dei direttori di rete, che semmai decidono di piazzare una donna in luogo di un uomo a presentare questa o quella trasmissione, ma proprio delle preferenze degli spettatori. Laddove c’è una donna lì si alza un punto auditel. Perché? Questo non lo dice l’articolo di Repubblica, dal quale però possiamo ancora prendere qualche spunto, soprattutto dal punto di vista dei dati numerici.

Sono 178 le ore di conduzione settimanale affidate alle donne, 155 agli uomini. Quindi l’articolo, firmato da Leandro Palestini, si sofferma sui nomi di queste miracolate delle pari opportunità: Lucia Annunziata (In 1/2 ora), Daria Bignardi (L’era glaciale), Milly Carlucci (Ballando con le stelle), Antonella Clerici (da La prova del cuoco a Sanremo) Serena Dandini (Parla con me), Ilaria D’Amico (Exit), Maria De Filippi (Amici, Uomini e donne, C’è posta per te), Barbara D’Urso (Domenica Cinque e Pomeriggio Cinque), Milena Gabanelli (Report), Alessia Marcuzzi (Grande Fratello), Monica Setta (Il fatto del giorno e La donna è mobile nel 2010), Federica Sciarelli (Chi l’ha visto?), Victoria Cabello (Victor Victoria), Simona Ventura (da Quelli che il calcio all’Isola dei famosi). Costoro stanno facendo dell’industria televisiva italiano il colossale business che conosciamo.

Perché, ci si domandava?

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Editoriale - Dal reality al varietà, l'intrattenimento che non c'è

pubblicato da Malaparte

Mauro Marin

Paradossalmente, non si possono citare bassi dati d’ascolto per giustificare questo editoriale. Lo giustificano, però, gli occhi, le orecchie, i fatti, il gusto. Dal reality al varietà, che fine ha fatto l’intrattenimento? Mi riferisco ovviamente a quello di punta, quello che dovrebbe far sfracelli e che dovrebbe divertire, far compagnia agli spettatori, fare grandi numeri.

Grazie a tutti va bene - ma la concorrenza dov’era? - ma non mi si racconti che è un varietà di nuova generazione. Morandi che canta, qualche sketch, presenze giovani che però non bastano a ringiovanire, una scenografia talmente minimal da sembrare sciatta, un programma che appare quantomeno improvvisato: un po’ grave, per un one man show di prime time. Un po’ grave, per un gruppo di autori così forte sulla carta. Ma gli ascolti ci sono - anche se a Morandi non importavano - e quindi si va avanti come se niente fosse, immaginiamo, a canzonette e chiacchiere più o meno interessanti. Forse meno. Questa è Atene. Vediamo Sparta.

Il Grande Fratello 10 le prende da Un medico in famiglia, dopo averle prese da Pinocchio, ma è stabile in termini di share e valore assoluto. Il che non ne fa certo un successo. Anzi. Fin dalla prima puntata - ma non ci voleva una scienza - mi permisi di avanzare più d’una perplessità sul cast. Ora arrivano le conferme: ci si devono inventare pseudoeliminazioni a sorpresa (che poi non avvengono) per stimolare i concorrenti, Daniela Caneo doveva essere un elemento di punta del cast ma esce subito, deludendo le aspettative. La stessa Marcuzzi glie lo rinfaccia in qualche modo, commentando la sua uscita. Ma di chi è la colpa se un gruppo non funziona? Se non ci sono dinamiche interessanti? Se quelle poche che emergono devono essere rinfocolate come braci in via di spegnimento, soffiando ben forte con il vento di tutte le forme pubblicitarie possibili e immaginabili? Un casting che suscitava perplessità, dopo tre settimane suscita tenerezza e sembra amorfo. Persino i Gialappi hanno difficoltà a sfotterli e si devono concentrare sui - riuscitissimi - montaggi di provini improbabili (che tuttavia gettano qualunque normodotato cerebrale in un profondo sconforto pre-depressivo). E così, l’unico elemento di disturbo, tal Mauro Marin, salumiere, bisogna tenerselo stretto sperando che continui a “funzionare” quel poco che funziona. Un po’ pochino: come si pensa di tirare a campare per 5 mesi?

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Paolo Bonolis a TvBlog dal successo di “Chi ha incastrato Peter Pan” all’assenza di pionierismo nella televisione di oggi

pubblicato da Hit

Paolo Bonolis a TvBlog dal successo di “Chi ha incastrato Peter Pan” all’assenza di pionierismo nella televisione di oggi

“Esiste una leggerezza della pensosità, così come tutti sappiamo che esiste una leggerezza della frivolezza; anzi, la leggerezza pensosa può far apparire la frivolezza come pesante e opaca”
(Italo Calvino)

Reduce dall’ennesimo successo nel mercoledì sera televisivo, dove con “Chi ha incastrato Peter Pan” ha superato il grande calcio, prima della nazionale e poi anche dei grandi club nella Champions League, è graditissimo ospite oggi delle colonne del nostro TvBlog Paolo Bonolis. Nell’intervista che segue, ci ha parlato delle ragioni del successo di questo piccolo gioiello dell’artigianato televisivo fatto di leggerezza ed allegria condite da tanto sano divertimento con i bambini protagonisti. Abbiamo poi parlato della televisione di oggi, di quella di ieri, delle differenze fra le due epoche, dei suoi impegni futuri, Festival di Sanremo compreso, in un colloquio davvero pieno di spunti di riflessione. Buona lettura

Partiamo con il grande successo di questo autunno televisivo, “Chi ha incastrato Peter Pan” che sta inannellando trionfi su trionfi nei mercoledì televisivi superando prima la nazionale e ora anche la grande Champions league con una partita come Real Madrid-Milan, alla vigilia di queste sfide catodiche vi aspettavate dei risultati così eclatanti?

In effetti è un risultato che non ci aspettavamo di così imponenti dimensioni, soprattutto contro qualcosa di affascinante con un minimo comun denominatore del divertimento italico come il calcio, sia nella sua versione della nazionale che in quella dei grandi match di club come Real-Milan. Però mi rendo conto che quando andiamo contro il calcio vinciamo noi ma le partite finiscono sempre 3-2, adesso spero che la prossima volta che incroceremo anche l’Inter in champions sia la mia squadra del cuore a vincere 3-2 contro la Dinamo, almeno abbino l’utile al dilettevole…

Ed invece a settembre, prima della prima, ti aspettavi un’edizione di Peter Pan cosi strepitosa in termini di audience?

No, non me l’aspettavo ma ero convinto che potesse garbare, perché è cambiato il contesto attorno a Peter Pan. La televisione oggi è molto urlata è molto gridata è poco strutturata. E’ fatta molto spesso di persone che si riuniscono in uno studio televisivo per gridarsi in faccia il proprio fiele, la propria acrimonia, raramente le proprie opinioni. Peter Pan è un piccolo programma gentile dove non litiga nessuno, dove le persone tendono a giocare insieme per favorire il divertimento di chi gioca e di chi sta guardando chi sta giocando. Questo credo sia un contesto che rende Peter Pan in questo periodo, in questa stagione della nostra socialità un prodotto più apprezzabile che in passato.

Quindi a ragion veduta sei felice di aver accettato di condurre questo programma, nonostante magari alcune titubanze quando te l’avevano proposto?

Per la verità io non avevo dubbi, con Mediaset avevo concordato una stagione nella quale si sarebbero rifatte cose che avevano avuto un discreto successo nel passato, fra le quali una che ebbe un successo straordinario come “Ciao Darwin” che riprendremo in primavera. Peter Pan è una trasmissione che l’ultima volta che è andata in onda, nel 2000, ebbe un buon successo, sicuramente non con i numeri di quest’anno; ma mi piaceva l’idea con Mediaset di fare qualcosa che fosse distonico rispetto all’attuale situazione televisiva, dove ti ripeto urlano un po’ tutti e c’è molto sferrìo di spade. Ecco Peter Pan è un oasi serena e mi piaceva l’idea di proporre un prodotto che non si rintraccia facilmente di questi tempi nell’ambito televisivo. E questa cosa ha pagato perché è come se improvvisamente tutte quelle urla si sedassero lasciando posto ad un bel panorama dove l’allegria, la gentilezza, la piccola bellezza dell’artigianato della vita che sono i bambini, ti danno un respiro piacevole, si sta bene a vedere Peter Pan.

Evviva dunque questo tipo di TV ed abbasso la TV urlata

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Mediaset, Claudio Brachino esulta: "Siamo il meglio dell'infotainment"

pubblicato da Marina

Claudio Brachino esulta per i successi Mediaset Claudio Brachino fa la ruota come i pavoni e dalle pagine de Il Giornale dice: “Con politica e gossip siamo un modello“. Annuncia che con Vittorio Sgarbi si stringe la collaborazione sia settimanale sia domenicale e il suo ruolo sarà una sorta di super partes nella discussione tra fazioni opposte. Il do ut des per la partecipazione di Sgarbi è la rubrica “Quello che non fa ascolto” destinato all’arte sacra. Rispetto alla polemica sollevata da Massimo Giletti di una Domenica Cinque che copia l’Arena spiega:

È ridicolo: il fiore all’occhiello di Pomeriggio Cinque è il caso, un segmento di programma dove si tratta l’attualità con il criterio della polarizzazione, con posizioni distinte e contrastanti. Un modello genetico che ispira anche la prima parte della nostra domenica. Se poi andiamo in cerca di padri, dal cilindro della tv escono Funari e Costanzo, non Giletti.

Insomma Brachino ne ha per tutti e non le manda a dire e dall’alto del suo osservatorio, cioè VideoNews, analizza le trasmissioni che segue: Mattino Cinque, Pomeriggio Cinque e Domenica Cinque, Verissimo, Secondo voi, Super partes, Storie di confine e Top Secret.

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