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Abbonati contro Minzolini: presa d'assalto la pagina di Facebook del Tg1

pubblicato da Stefano Sgambati

Abbonati contro Minzolini: presa d'assalto la pagina di Facebook del Tg1

La rimozione del caporedattore Massimo De Strobel, Paolo Di Giannantonio, Tiziana Ferrario, e Piero Damosso (in attesa di capire che fine farà esattamente la rivoltosa Maria Luisa Busi) ha scatenato, com’era ovvio, la reazione dei cittadini liberi e indipendenti, dotati di spirito critico e capaci di discernere informazione da censura. E’ molto divertente, per esempio, andare a scoprire che la pagina del Tg1 su Facebook è stata letteralmente presa d’assedio da spettatori inferociti per la decisione, l’ennesima fuori da ogni vergogna, del direttore Minzolini di liberarsi di coloro i quali non si sono dimostrati abbastanza schierati dalla sua parte. Così quella che dovrebbe essere una vetrina per il primo telegiornale italiano è diventata una fucina di proteste, insulti e grandi messaggi di solidarietà ai colleghi epurati: non si contano, com’è naturale, gli inviti a Minzolini a farsi da parte, per un’informazione che finalmente racconti la realtà e non la accomodi per il bene di un governo, qualunque esso sia.

La cosa curiosa è che tale ondata di proteste si accoda ad ogni pubblicazione dell’edizione del telegiornale del giorno in bacheca: gli utenti, dunque, anziché commentare le notizie e quant’altro, si limitano a sommergere quel singolo video di insulti e sdegno (parliamo di una media di 30, 40 commenti ogni volta): una delle pagine più nere del giornalismo italiano, quell’assoluzione data in luogo della prescrizione al caso Mills, è ovviamente in cima alla classifica dell’indignazione. Ma è in generale uno sgomento bipartisan e apolitico quello che si avverte scorrendo tale bacheca: non posso dirlo, ovviamente non ho potuto legger tutti i commenti, ma a una prima occhiata (provate voi stessi) risulta del tutto impossibile riscontrare un solo commento positivo o che provi ad argomentare gli strambi sillogismi del direttore Minzolini. Richiedere 109 euro di canone all’anno produce tanti abbonati svegli.

Speciale Roberto Saviano su Current: dal 21 aprile

pubblicato da Stefano Sgambati

Speciale Roberto Saviano su Current: dal 21 aprile

“Voglio una vita, ecco. Voglio una casa. Voglio innamorarmi, bere una birra in pubblico, andare in libreria e scegliermi un libro leggendo la quarta di copertina. Voglio passeggiare, prendere il sole, camminare sotto la pioggia, incontrare senza paura e senza spaventarla mia madre. Voglio avere intorno i miei amici e poter ridere e non dover parlare di me. Sono un oggetto che viene trasportato. Ma sono libero. Perché la vera libertà è quella che hai nella tua testa”.

Dal 21 aprile, alle ore 21.10 su Current Tv (canale 130 di Sky) prenderà il via un nuovo straordinario ciclo: Saviano racconta Saviano. Proprio dello scrittore campano sono le parole riportate qui sopra e proprio lo scrittore campano, com’è ovvio, sarà al centro di questa manifestazione mediatica a lui dedicata. Tutti i membri della community di Current che prenderanno parte all’evento, di volta in volta, indosseranno una maschera con il volto dell’autore, nella consueta didattica solidale che da sempre accompagna Roberto Saviano, ghettizzato ed isolato dai poteri forti della mafia e della camorra.

La nota curiosa è che sul sito del programma è stato pubblicato un video di presentazione che vanta una caratteristica molto importante: le immagini partono solo se è presente una webcam attiva capace di riprendere il nostro stesso viso mentre osserviamo. Anche qui lo stesso messaggio, la stessa simbologia di grande partecipazione e comunanza: siamo tutti Saviano, dobbiamo esserlo, se vogliamo che la parola di questo straordinario giornalista non vada perduta e non sia vincolata al suo corpo di carne. Facendo di noi stessi il veicolo delle informazioni che Saviano ci tramanda renderemo ora e per sempre inutile il lavoro diffamatorio della camorra. Le parole sono importanti.

Simona Branchetti, sexy telegiornalista del Tg5, fa perdere la testa a un cantautore. Che le dedica un tormentone...

pubblicato da Stefano Sgambati

Da un telegiornale
mi appari come un sogno celestiale
Sarà l’effetto di questo caffè
Notevole.
Allora è vero
t’ho vista alle edizione delle 8
Ma alle 13 fai più effetto
Incredibile.
Farei di tutto per dimostrarti che c’è dell’affetto
E non lo dico per portarti a letto.

Un po’ di sano trash musical-televisivo-pruriginoso-giornalistico all’ora di pranzo è quello che ci vuole. Sentite che storia: il signor Daniele Profilo è un cantautore dell’isola di Lipari. Abituato, evidentemente, al sole, alle insolazioni, e ai volti salutari propri dei luoghi di mare, ha deciso d’essersi innamorato della signorina Simona Branchetti, volto noto, sexy e professionale, del Tg5. Essendo cantautore, il signor Daniele Profilo, cosa decide bene di fare? Prende armi e bagagli, chitarra e spartito e scrive una canzone interamente dedicata a Simona, dal titolo La Telegiornalista. Mette il tutto sul Web e, come sempre, la cosa si trasforma in un tormentone nel giro di 24 ore. E’ stato proprio il portale Telegiornaliste.com (da cui sono state prese le foto di questa gallery) a pubblicare in esclusiva il videoclip. La diretta interessata ha fatto sapere d’aver gradito ma non si conoscono, al momento, gli sviluppi rosa della liaison.

Dimmi cosa resterà di noi
Tu la Telegiornalista
Ed io il Musicista…

Simona Branchetti

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Par condicio - Il Tar boccia la norma-bavaglio: via libera ai talk show. Intanto Il Fatto Quotidiano svela clamorose intercettazioni: Berlusconi chiedeva la chiusura di Annozero e Parla con me

pubblicato da Stefano Sgambati

Par condicio - Il Tar boccia il regolamento-bavaglio: via libera ai talk show. Il Pd: "La Rai prenda atto. Subito in onda"Il Tar del Lazio ha accolto la richiesta di Sky e Telecom Italia Media a favore della sospensione del regolamento varato dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni che disciplina la par condicio in vista delle elezioni Regionali. Tradotto: i talk show possono andare in onda. Le richieste sono state discusse davanti alla III sezione ter del Tribunale amministrativo regionale, presieduta da Maria Luisa De Leoni.

Prime reazioni da parte del Pd:

“E’ una chiara bocciatura della norma-bavaglio imposta dalla destra in commissione di Vigilanza. Ora la Rai deve intervenire, e il Cda di Viale Mazzini, che il presidente Garimberti si è impegnato a convocare immediatamente dopo la sentenza, non può che prendere atto dell’interpretazione del giudice amministrativo. I programmi giornalistici devono riprendere subito”.

Intanto Il Fatto quotidiano ha rivelato oggi in prima pagina alcune intercettazioni clamorose che dimostrano come il Premier Silvio Berlusconi, ormai sempre più abbandonato da cortigiani e cani da riporto, volesse scientificamente mettere il bavaglio ad Annozero e altri programmi attigui, “chiacchierando” dalle stanze del potere con Giancarlo Innocenzi (membro dell’Agcom) e Augusto Minzolini.

“Silvio Berlusconi voleva “chiudere” Annozero. Un membro dell’Agcom - dopo aver parlato con il premier - sollecitava esposti contro Michele Santoro. Il direttore del Tg1 Augusto Minzolini - al telefono con il capo del governo - annunciava d’aver preparato speciali da mandare in onda sui giudici politicizzati. E le loro telefonate sono finite in un fascicolo esplosivo. Berlusconi, Minzolini e il commissario dell’Agcom Giancarlo Innocenzi: sono stati intercettati per settimane dalla Guardia di Finanza di Bari, mentre discutevano della tv pubblica delle sue trasmissioni”.

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Rai per una notte, dal PalaDozza la rivolta via web dei giornalisti contro il bavaglio dell'informazione

pubblicato da Marina

Michele santoro

I giornalisti sono una bestia rara assai, lo avevo scritto qualche post fa, che non ammette ingerenze e riesce a malapena a tollerarle solo se provengono da quelli della sua stessa razza. Ecco dunque la rivolta alla par condicio e allo stop ai talk show in tv benedetta nientemeno che dalla FNSI che si concretizzerà il 25 marzo al PalaDozza di Bologna con lo show serale Rai per una notte condotto da Michele Santoro e a cui ha aderito tra gli altri anche Giovanni Floris. La trasmissione andrà in onda via web e sarà costruita basandosi sul format di Annozero, con la partecipazione della redazione, ma non sarà una puntata di Annozero.

La FNSI, giusto per chiarire come stanno le cose ha inviato una lettera firmata da Franco Siddi ai vertici RAI, Garimberti e Masi in cui si specifica che:

L’informazione, la circolazione delle idee, il confronto delle voci non si possono interrompere. La Federazione Nazionale della Stampa Italiana ha deciso di promuovere iniziative e manifestazioni per sostenere la libera informazione e assicurare la circolazione di punti di vista e di espressioni culturali e professionali. Nell’ambito di questa iniziativa sindacale, vi comunichiamo che per il 25 marzo si terrà a Roma o a Bologna una pubblica manifestazione da noi indetta avente ad oggetto la difesa della libertà di informazione. Ad essa parteciperanno, su nostra richiesta e a titolo gratuito, anche giornalisti aventi con voi rapporti contrattuali, come ad esempio Giovanni Floris ed altri nelle sue condizioni e la redazione di Annozero nel suo insieme. La Fnsi e l’Usigrai – Organismo sindacale di base dei giornalisti Rai - metteranno a disposizione su internet le riprese video e audio della manifestazione e consentiranno a tutti coloro che vorranno di riprendere e trasmettere in Tv o per radio l’intero evento.

Via | FNSI

La cultura non piace alla Rai: dopo Per un pugno di libri, mobilitazione anche contro la chiusura di Neapolis

pubblicato da Stefano Sgambati

La cultura non piace alla Rai: dopo Per un pugno di libri, mobilitazione anche contro la chiusura di NeapolisNeapolis come Per un pugno di Libri. Succedono cose strane in Rai. Molto strane. Mentre il popolo italiano che ragiona si mobilita per impedire la chiusura della storica trasmissione letteraria, si scatena un nuovo putiferio destinato, sperabilmente, ad impedire l’ottusa censura di un altro programma di approfondimento e di nicchia: Neapolis, da 11 anni l’unica risorsa televisiva per gli appassionati di Web e nuove tecnologie. Perfino il rettore dell’Università Federico II si è schierato nel momento in cui si è saputo il destino di questo programma:

“La trasmissione Neapolis della Rai ha svolto un ruolo importante, sul piano culturale, soprattutto nell’area delle nuove tecnologie e dell’informatica”.

La trasmissione è interamente prodotta nel Centro Rai di Napoli ed è l’unico format realizzato dal distacco partenopeo della tv di Stato: l’improvvisa cancellazione dal palinsesto ha provocato un subbuglio interno non indifferente, al punto che la redazione del Tgr risulta tutt’ora in forte stato d’agitazione. C’è stato a Roma un incontro tra il dirigente Maccari e il comitato di redazione, il redattore capo Massimo Milone e il segretario Usigrai Carlo Verna. Nei prossimi giorni è previsto un summit con i vertici Rai.

Al fianco di Neapolis anche Leonardo Impegno, presidente del Consiglio comunale di Napoli:

“La decisione di chiudere una trasmissione unica nel suo genere, col suo studio virtuale e coi suoi affascinanti contenuti multimediali, è davvero incomprensibile. Auspico un ripensamento da parte della direzione della testata giornalistica di viale Mazzini che mette a repentaglio, oltre che un’informazione che si occupa di internet e tecnologie, anche un gruppo di lavoratori del bacino dei precari Rai, dai giornalisti, ai grafici, montatori e agli addetti al programma, ai quali va tutta la mia solidarietà e vicinanza”.

Su Rete4 arriva Quarto Grado, approfondimento di cronaca in prime time condotto da Salvo Sottile

pubblicato da Debora Marighetti

Salvo Sottile Quarto Grado
Come avevamo anticipato, un nuovo programma in prima serata sta per approdare su Rete4: si tratta di Quarto Grado, approfondimento giornalistico di Videonews in onda dal 7 marzo 2010, ogni domenica. Al centro di ogni puntata ci saranno i gialli irrisolti della cronaca più recente, immagini, interviste e documenti inediti sui grandi e piccoli casi che hanno appassionato e diviso l’opinione pubblica, con una prospettiva nuova e ben precisa: il punto di vista della vittima. Ha dichiarato oggi Salvo Sottile, conduttore del programma, in conferenza stampa a proposito del linguaggio utilizzato:

Sarà semplice e nuovo al servizio di un flusso narrativo unico per raccontare una vicenda come fosse tutto un grande film, partendo dai dettagli e cercando quell’elemento che può riaprire la discussione.

Le storie prese in esame, saranno ricostruite in studio con il contributo di protagonisti, testimoni, esperti e collegamenti esterni con gli inviati del programma. Ma il direttore generale dell’informazione Mediaset, Mauro Crippa, chiarisce:

Non saremo citofonisti, non produrremo forzature né fuoripista di cronaca strapagando protagonisti che nella vita hanno l’unico merito di aver ucciso, strangolato o simili. Se domani dovessimo vedere Omar sulle reti di Stato lo denunceremmo: non entreremo nel mercato della testimonianza a pagamento e denunceremmo chiunque dovesse, invece, profittarne.

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Par condicio - Stasera manifestazione Annozero-Fnsi davanti la Rai. Intanto Santoro lo dice: "Le elezioni solo un pretesto"

pubblicato da Stefano Sgambati

Par condicio - Stasera manifestazione Annozero-Fnsi davanti la Rai. Intanto Santoro lo dice: "Le elezioni sono solo un pretesto"

Il silenzio assoluto non è il contrario di faziosità. Il silenzio assoluto, come tutti gli estremi, le schiavitù e le dannazioni, è esso stesso una faziosità. Così il blocco totale imposto dalla Vigilanza (e quindi dal Governo) alla Rai per questo mese di par condicio elettorale fa parlare, fa discutere, aizza più di qualsiasi talk show politico. Tremano anche Mediaset e La7 (Gad Lerner ha minacciato di lasciare l’azienda dopo che la sua ultima puntata de L’Infedele, dedicata al caso Fastweb-Telecom, è stata sospesa per motivi, spiegano, niente affatto inerenti alla par condicio). Per questa sera, martedì 2 febbraio, alle ore 20 presso gli studi Rai di Via Teulada 66 è prevista una manifestazione, indetta da “quelli di” Annozero con l’appoggio incondizionato di Fnsi, il sindacato, Giovanni Floris, Gianluigi Paragone e Vespa, addirittura, proprio lui che ha accusato Santoro di aver contribuito a costruire il clima di fuoco che adesso sta portando l’Italia alla censura totale.

Proprio il conduttore di Annozero ha rilasciato un’intervista molto piena e onesta a la Repubblica che parte dall’accostamento di questo momento storico a quello che portò all’editto bulgaro:

“Ma la Rai oggi, come soggetto editoriale, è più debole di prima. E’ un’azienda che sta morendo. E non l’ho detto io, l’ha detto il presidente Garimberti. Che gli spazi di autonomia di tutta la televisione sono ancora più stretti perché ai partiti non è rimasto niente dell’eredità della Prima repubblica: ideologia e cultura. Sono gruppi di potere e basta. Mentre eravamo tutti agitati per il regolamento uscito dalla commissione, il Direttore Generale della Rai stava in vacanza. E’ chiaro: non aveva bisogno di essere qui. La decisione era già stata presa e non a Viale Mazzini. La par condicio è un pretesto, come le elezioni regionali. La questione è più grande. Da un po’ assistiamo a un attacco senza precedenti ai poteri di controllo: la magistratura, l’informazione, la burocrazia, come nel caso della Protezione civile. Cercano una militarizzazione della società. Di questo disegno Berlusconi è il principale architetto. Ma non agisce da solo”.

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Tutti contro Minzolini e la Rai dopo "l'assoluzione" di Mills: un appello di quasi 10mila cittadini chiede una reazione esemplare

pubblicato da Stefano Sgambati

Il Tg1 che “assolve” Mills, senza specificare che trattasi di prescrizione del reato, è probabilmente il momento più basso dell’informazione televisiva a livello mondiale di tutti i tempi. Qualcosa che dovrebbe far rotolare teste, giornalisticamente parlando, a destra e a manca, non lasciando in piedi niente e nessuno. Ovviamente siamo in Italia e tutto va bene. Scodinzolini resta al suo posto circondato dagli allori e così chi si è prestato a leggere quel testo disinformativo, falso e disastroso per la salute della verità nel nostro Paese.

Tutto intorno, però, laddove la realtà ha ancora un valore, è un fiorire di proteste. Un gruppo di quasi diecimila cittadini italiani si è riunito in un apposito gruppo su Facebook, sottoscrivendo un appello indirizzato a Lorenzo Del Boca, presidente dell’Odg, e Paolo Garimberti, presidente della Rai, domandando una reazione esemplare della Rai:

“Non si tratta di destra e sinistra, Minzolini ha il diritto di esprimere le proprie opinioni. Ma nell’edizione delle 13 e 30 del Tg1 del 26 febbraio è stata data una notizia falsa”.

L’appello è intitolato alla “dignità dei giornalisti e al il rispetto dei cittadini” e il volto di Enzo Biagi è stato scelto come anima rappresentativa. Viene chiesto ufficialmente, oltre all’intervento dell’Ordine dei giornalisti, anche le scuse e la rettifica da parte del Tg1 e della Rai. Gli organizzatori dell’appello stanno pensando di andare a consegnare le firme a mano martedì.

Viva Enzo Biagi, viva Indro Montanelli, viva i giornalisti liberi, viva la verità.

Maria Luisa Busi e L'Aquila

pubblicato da Malaparte


Succede anche questo, in Tv. Succede che alle 00:11 di ieri notte, RaiUno manda in onda il servizio di Maria Luisa Busi realizzato a L’Aquila il giorno in cui la stessa Busi veniva contestata in piazza dagli aquilani e prendeva le distanze dalla linea editoriale del suo stesso Tg, suscitando la reazione del direttore Augusto Minzolini.

Il servizio va in onda all’interno di Tv7, settimanale di approfondimento del Tg1, come se niente fosse. Dieci minuti anziché quindici, seguiti da altri cinque di ben altro tenore.

La Busi realizza un servizio onesto e chiaro che racconta, per la prima volta sull’ammiraglia RAI, tutte le criticità dell’aquilano a quasi undici mesi di distanza dal terremoto del 6 aprile. Si parla di tutti coloro che non hanno avuto una sistemazione, dei problemi di appalti e subappalti - anche alla luce dei recenti scandali -, si parla, finalmente, di numeri e dati in maniera realistica e corretta.

E’ un niente, nel mare magnum dell’informazione televisiva, un niente che arriva a tarda notte, subito seguito da un altro servizio a tema, decisamente più allineato. Ma è un bene che sia accaduto, ed è bene segnalarlo anche qui, su Tvblog.

Par condicio nei talk show: resta la norma del radicale Beltrandi. La maggioranza ha posto il veto alle modifiche

pubblicato da Stefano Sgambati

Par condicio nei talk show: resta la norma del radicale Beltrandi. La maggioranza ha posto il veto alle modificheIl tanto criticato regolamento sulla par condicio, varato dalla Vigilanza Rai, non cambia. Ricordiamo in una riga: una norma del Radicale Marco Beltrandi impone agli approfondimenti e ai talk show (quindi, in buona sostanza, a qualsiasi cosa abbia uno studio televisivo) determinate regole sulla comunicazione politica fattivamente impossibilitanti alla messa in onda della trasmissione stessa (pensiamo ad Annozero che non può parlare di politica: una manna per molti, certo, ma volendo sollevare di un minimo il ragionamento oltra la soglia delle capre e delle vacche, si può dire che questa cosa qui sia censura, fine del discorso).

La maggioranza, nella bicamerale, ha posto il veto a modifiche del testo: “La mediazione è fallita, non per colpa della Vigilanza, ma per responsabilità che sono al di fuori di questa commissione”. Questo il commento del presidente della bicamerale, Sergio Zavoli.

Il capogruppo del Pdl in Vigilanza, Alessio Butti, ha così spiegato la mancata modifica:

”Non ci sono le condizioni per rivedere il regolamento, che è stato votato e ampiamente discusso. Certi conduttori Rai ne fanno di tutti i colori. Stiamo parlando di un regolamento utile per dare la massima informazione all’opinione pubblica. E non si chiude nessun tipo di trasmissione di approfondimento, anzi si ampia l’offerta formativa”.

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Studio Aperto cambia direttore: da lunedì si insedia Giovanni Toti. Mario Giordano va a fare l'All News

pubblicato da Stefano Sgambati

Studio Aperto cambia direttore: da lunedì si insedia Giovanni Toti. Mario Giordano va a fare l'All NewsStudio Aperto cambia direttore. Il 22 febbraio l’attuale Mario Giordano verrà sostituito dall’attuale vice Giovanni Toti. E’ il primo passo, decisivo, per il definitivo sommovimento che porterà l’informazione di casa Mediaset ad un autentico ribaltone. Giordano, infatti, andrà a dirigere la nuova agenzia d’informazione News Mediaset, avventura all news su cui il Biscione punta moltissimo per il futuro prossimo venturo e l’implementazione delle nuove tecnologie. La decisione è stata comunicata ufficialmente in una nota di Cologno Monzese che sottolinea:

“Toti è uno dei più giovani direttori del panorama giornalistico italiano che ha già dimostrato grande valore e professionalità nei precedenti incarichi che gli sono stati affidati. Siamo certi che saprà interpretare al meglio lo stile unico e vincente del telegiornale di Italia 1. A lui vanno i migliori auguri di buon lavoro”.

Parla Alessio Vinci dopo un anno di Matrix: "Un ritorno di Mentana non mi spaventa"

pubblicato da Stefano Sgambati

Parla Alessio Vinci dopo un anno di Matrix: "Un ritorno di Mentana non mi spaventa"E’ trascorso un anno di Matrix. Un anno di Matrix condotto da Alessio Vinci e abbandonato, suo malgrado, da Enrico Mentana. L’ex corrispondente della Cnn ha ottenuto così uno dei ruoli più delicati possibili, quello di sostituire “Mitraglia”, sedotto e abbandonato dalla grande casa Mediaset in seguito ai fatti che tutti conosciamo, quelli legati alla vicenda della morte di Eluana Englaro. Intervistato dal Corriere della Sera, il Vinci tira fuori un nuovo carisma, dettato dalla maggiore consapevolezza di se stesso. D’altra parta dodici mesi sotto i riflettori cambiano i connotati più di un’iniezione di botulino:

“Continuo a sentirmi un marziano. Per scelta mi sono tenuto distante dai palazzi della politica e dai salotti romani. Un bilancio del primo anniversario? Matrix è un programma in grande salute: di chiudere non se ne parla. E ho mantenuto la mia promessa iniziale: valorizzare la redazione. La trasmissione è una sinfonia di lavori. Non amo il protagonismo del conduttore”.

Anche Vinci si dice contrario alle normative imposte dalla par condicio in periodo elettorale:

“Non credo sia giusto che la politica decida il contenuto di un programma: è compito del giornalista. Altra cosa sono le tribune politiche, che devono esserci. Ma non penso che se vai più spesso in tv ottieni più voti. Berlusconi ha vinto e perso le elezioni avendo lo stesso numero di tv. Obama ha vinto con la Fox contro: per lui ha contato di più il contatto con la gente. Mi verrebbe da dire il “porta a porta” ma non mi conviene…”.

Si torna a parlare, inevitabilmente, di Enrico Mentana, predecessore e mentore. Secondo l’attuale conduttore di Matrix sono maturi i tempi per un rientro dell’ex direttore:

“Quest’anno si è ipotizzato a più riprese un suo ritorno a Matrix. E’ possibile un suo ritorno a Mediaset ma non a “Matrix”. E’ un grande professionista ma non sono d’accordo quando dicono che l’informazione del gruppo abbia sofferto con la sua uscita. Ora ci sono più approfondimenti”.

Sui prossimi obiettivi di lavoro, Vinci rivela di stare lavorando al lancio di un canale all news Mediaset: “E’ uno dei miei grandi sogni, da sempre”.

Sky Italia: parte oggi il nuovo canale di viaggi Dove Tv

pubblicato da Stefano Sgambati

Si aggiunge oggi, giovedì 18 febbraio, un altro canale al pacchetto Sky. Trattasi di DoveTv, per l’editore Rizzoli-Corriere della Sera Mediagroup, consultabile sul canale 412 del bouquet regolare. Il neonato canale sarà dedicato interamente ai viaggi, in quanto versione televisiva del mensile Dove (rivista RCS, appunto). Nel primo anno il palinsesto di DoveTv prevederà una programmazione composta dal 75 per cento di programmi d’acquisto, cioè format selezionati sul mercato internazionale e importati da noi; il restante 25% tratterà produzioni Digicast, la divisione televisiva e multimediale di Rcs.

Come segnalato dal quotidiano Il Riformista, DoveTv è anche la prima mossa autentica di Alberto Rossini, il nuovo capo dell’area televisiva del gruppo, ex manovratore Mediaset e Telecom Italia (è stato responsabile cinema di Canale5). Durante il suo insediamento in Rcs, Rossini aveva dichiarato qualcosa che poi ha effettivamente mantenuto, visto il suo primo obiettivo raggiunto con Dove Tv: “Parallelamente all’implementazione del piano di interventi sui costi, prosegue e si rafforzerà l’impegno multimediale per lo sviluppo di sinergie tra testate storiche e nuovi prodotti e verso nuove forme di fruizione dei contenuti”.

Qualche informazione sul palinsesto: ogni sabato alle 21.00 a partire dal 20 febbraio, L’Italia Segreta, programma che racconterà i lati meno conosciuti della nostra penisola, presentato da Melba Ruffo di Calabria: si tratta della prima produzione originale del programma. Poi un esperimento docu-reality dal titolo: Il finanziere giramondo. Protagonista della serie è Conor Woodman, analista di mercato londinese che, abbandonata la scrivania, si darà al giro del mondo con 25.000 sterline. Con un obiettivo da autentico finanziere: raddoppiare i suoi soldi. I weekend di Samantha, invece, sarà dedicato, prosaicamente, ai fine settimana, con la presentazione di mete fuori dal comune: conduce la più famosa presentatrice di programmi di viaggio degli Stati Uniti, Samantha Browm.

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Blocco dell'informazione - il radicale Marco Beltrandi querela Santoro: "Non può parlare di abuso di potere"

pubblicato da Stefano Sgambati

Blocco dell'informazione - Marco Beltrandi querela Santoro: "Non può parlare di abuso di potere"… E così il signor Marco Beltrandi, deputato Radicale eletto nelle liste del Pd e geniale relatore del regolamento-bavaglio approvato dalla Commissione di Vigilanza Rai, ha espresso la sua volontà di querelare Michele Santoro. Lo ha fatto, per la precisione, questa mattina ai microfoni di Radio Radicale, in riferimento alle dichiarazioni del conduttore di Annozero. Un altro fendente inferto al fianco della libertà d’informazione italiana, tra il beneplacito del governo e i il disinteresse di una larga fetta d’elettorato.

“Con ogni probabilità querelerò Michele Santoro. Ieri ha parlato di abuso di potere, illegalità e violazione della Costituzione. Lo chiameremo in giudizio a dimostrare dove sarebbero state violate leggi, costituzioni e addirittura compiuto un reato come l’abuso di potere, dovrà spiegarcelo in tribunale”.

Queste le parole di Beltrandi. Queste il massimo grado d’indignazione raggiunto oggi dalla politica mentre intercettazioni telefoniche hanno rivelato come i responsabili della Protezione Civile ridessero di fronte alla sciagura del terremoto aquilano. Ma, si sa, in questo Paese conta più quello che accade dentro un tubo catodico: la realtà, quella che c’è fuori, è del tutto accessoria. Beltrandi si dice “orgogliosissimo” del regolamento approvato e asserisce che le trasmissioni potranno regolarmente andare in onda. Sempre che non parlino di politica, certo. Una trasmissione di approfondimento politico che non parla di politica, in effetti, è un tantino paradossale come valutazione.