“In Treatment” è stato cancellato da Hbo. Più o meno. Il drama con Gabriel Byrne nei panni del psicoterapeuta Paul Weston, in onda quotidianamente con un paziente diverso al giorno, non tornerà con una quarta stagione. D’altra parte, il format originale israeliano si è fermato dopo due anni, ed alcuni sostengono che proprio la mancanza di una linea narrativa da seguire, insieme all’uscita di scena dello showrunner Warren Leight, abbia contribuito alla decisione.
Ma c’è dell’altro. Consapevole di avere tra le mani un prodotto che potrebbe ancora rendere molto, il network starebbe pensando ad una rivisitazione proprio del format dello show, abbandonando l’appuntamento quotidiano del protagonista con diversi pazienti e realizzando una stagione canonica (non si raggiungerebbero più, quindi, i 45 episodio a stagione, come avvenuto al secondo anno di messa in onda) con l’attenzione focalizzata su un minor numero di pazienti.
“E’ vero che non abbiamo piani per proseguire ‘In treatment’, ha ammesso la Hbo. “Ad ogni modo, siamo in continua discussione con i produttori esecutivi per trovare un altro modo per raccontare delle storie così intense”. Buone notizie, invece, per i fan di “Mad Men” che, dopo la conferma che lo show sarebbe tornato con una quinta stagione, ora possono stare tranquilli per ben due anni: lo show avrà infatti anche una sesta stagione.

Un rumor che dura più di una gravidanza. E’, infatti, da un anno che gira voce di una delle novità più attese: il debutto di Nanni Moretti nella serialità televisiva con un ruolo di eccezione. Potrebbe essere il regista-attore, come ribadito giorni fa sul paginone di Repubblica dedicato alla serie In Treatment, l’erede italiano di Paul Weston, interpretato oltreoceano dal pluripremiato Gabriel Byrne.
Sarà il volto adatto? Il sottoscritto è un po’ scettico, visto il rischio di esporre il personaggio originario, carico di un suo fascino identitario neutro, a una eccessiva caratterizzazione ideologica. Eppure, Carlo Freccero rincorre Moretti sin da quando ha un chiodo fisso: puntare sul riadattamento italiano della serie psicanalitica targata HBO. Peccato che per la sua Rai4 non sia facile riuscire a portare a segno il progetto, visto il budget limitato della rete.
A realizzare la versione italiana di In Treatment sarà la società di produzione WildSide, fondata da Lorenzo Mieli, Saverio Costanzo, Mario Gianani, Fausto Brizzi e Marco Martani. Un gruppo di sceneggiatori è già al lavoro, per adattare in chiave italiana le vicende di uno psicoterapeuta alle prese con le sedute settimanali dei suoi pazienti (dal lunedì al giovedì), per un ciclo di nove settimane. La peculiarità è quella che vede lo stesso psicoterapeuta in terapia al venerdì da un suo superiore - di sesso femminile - ormai in pensione.
Il segreto del suo successo? Lo ha spiegato lo scrittore e regista Hagai Levi, giunto in Italia nell’ambito di un ciclo di inviti a grandi firme della serialità, alla vigilia del Roma FictionFest:
Continua a leggere: In Treatment: Nanni Moretti sarà il Paul Weston italiano?
Per chi non conoscesse Lorenzo Mieli, basti citare in primo luogo Boris. Senza di lui, storico presidente della casa di produzione Wilder, “un’altra televisione non sarebbe stata possibile”, motto della prima fuoriserie tutta italiana. E’ poi, ancora, Mieli ad aver prodotto il talk show Tetris condotto da Luca Telese su La7 e poi la serie “Amore Criminale”, le serie “Delitti”, “Complotti” e altre produzioni factual e factual entertainment, su cui la Wilder ha costruito la sua fama e la sua esperienza.
Tutto questo per dirvi che ora le produzioni Wilder non verranno cestinate, ma “diventeranno più grandi”. Lorenzo Mieli è stato infatti nominato Amministratore Delegato della divisione in Italia di FremantleMedia, leader mondiale nell’ideazione, produzione e distribuzione di programmi d’intrattenimento, che ora amplia le sue attività sul mercato italiano e nomina Lorenzo Mieli nuovo Amministratore Delegato della divisione in Italia.
La società continuerà a produrre i titoli finora realizzati come Grundy Italia, e attualmente in fase di produzione, tra cui le serie “La Nuova Squadra” e “Un posto al sole”, “Tutti i padri di Maria” (titolo provvisorio del sequel di Scusate il disturbo con Lino Banfi e Lino Toffolo), “Le due facce dell’amore” (titolo provvisorio per Sin tetas no hay Paraiso con Lola Ponce e Daniele Liotti, qui anticipato in anteprima), la sitcom “Quelli dell’intervallo cafè”, il quiz “Sei più bravo di un ragazzino di 5a?” e i talent show i cui diritti sono distribuiti a livello internazionale da FremantleMedia, come “Italia’s Got Talent” (co-prodotta con Fascino), “X Factor” (realizzata da Magnolia).

Passaggi di consegne e ritorni per “In Treatment”, “Weeds” e “Desperate Housewives”, che nelle scorse ore sono stati al centro di tre notizie sul cast delle prossime stagioni. Cominciamo da “In Treatment”, che nella terza stagione (che sarà girata a breve) avrà tra i protagonisti Debra Winger, attrice tre volte nominata all’Oscar.
La Winger sarà uno dei tre nuovi pazienti che vedremo interagire con Paul (Gabriel Byrne): gli altri due saranno il giovane Dane DeHaan e Irrfan Khan, visto in “The Milionaire”. La terza stagione di “In Treatment”, inoltre, sarà la prima a prendere una strada tutta nuova rispetto al format israeliano da cui è tratta.
Passiamo a “Weeds” dove, invece, dobbiamo segnalare l’uscita di scena di una delle protagoniste, ovvero Elizabeth Perkins, interprete di Celia, presente fin dalla prima stagione. L’attrice ha rifiutato di tornare nella sesta stagione per dedicarsi al cinema, e nello specifico a “Hop”, pellicola a metà tra il live action e l’animazione al computer. Infine, per quanto riguarda “Desperate Housewives 7″, potrebbe tornare un volto già noto ai fan della serie. Per sapere di chi si tratta, cliccate dopo il salto, ma attenzione allo spoiler.

In treatment, ennesimo gioiellino forgiato da Hbo, avrà una terza stagione. A confermarlo The Hollywood Reporter, secondo cui le riprese dei nuovi episodi avranno luogo a New York nel 2010, con data ancora da definire. Non si hanno ancora notizie sulla collocazione della terza stagione, mentre la seconda ha visto negli States un cambiamento di programmazione sensibile, rispetto alla prima, per venire incontro al gusto espresso dal pubblico.
Hbo ha preferito, infatti, mandare in onda due episodi la domenica e tre il lunedì nel 2009, anziché spalmare gli episodi con uno al giorno dal lunedì al venerdì, perché gli spettatori hanno manifestato la volontà di vedere più appuntamenti di In Treatment per volta.
Cult si è ispirata alla stessa strategia cambiando rotta rispetto alla prima stagione, i cui 43 episodi sono stati programmati a partire da settembre 2008. Se l’anno scorso In Treatment andava in onda su Sky con un singolo appuntamento quotidiano, in seconda serata, da domenica 11 ottobre, ogni settimana alle 21.00, vanno in onda i 5 casi settimanali del dr. Paul Weston, interpretato dal magistrale Gabriel Byrne.
Quanti tra voi stavano aspettando il ritorno dello psicoterapeuta Paul, protagonista de “In treatment”, una delle più brillanti serie tv degli ultimi anni, smetteranno di soffrire in data 11 ottobre, quando comincerà su Cult (canale 319 di Sky) la seconda stagione inedita. Gli attori protagonisti, Gabriel Byrne e Dianne West, sono già stati insigniti di un Golden Globe e di un Emmy per le rispettive interpretazioni. La data di partenza ufficiale è prevista per domenica 11 ottobre alle ore 21.
L’evento ci dà il “la” per parlare di Cult, un canale che è cresciuto enormemente negli ultimi anni di programmazione, tanto da “meritare” il transito da canali ordinari a quelli “Cinema”, per il dispiacere e la rabbia degli abbonati Sky che si sono visti scivolare via una programmazione - fatta di cinema d’autore, documentari e serie tv - a cui si erano affezionati. Giusto in questi giorni è partita la nuova campagna promozionale che anticipa le tematiche dell’imminente stagione televisiva. Tra le novità annunciate, la prima edizione del CSF - Cult Summer Festival 09, con una selezione pregiata di film internazionali che proporrà in televisione numerose pellicole trionfatrici nei festival e che scarso spazio hanno trovato nella distribuzione consueta, almeno per quanto riguarda l’Italia. Da tenere d’occhio Cult, che insieme a Current è forse il canale più interessante dell’intero pacchetto Sky, ormai fin troppo incentrato sulla grande tecnologia dell’alta definizione, sui pop corn movie e su Fiorello.

Rieccoci con un altro round del nostro Toto Emmy 2009: dopo gli uomini, questa volta saranno le interpreti femminili a passare sotto il giudizio di voi lettori. Nello specifico, oggi parleremo delle categorie riguadanti la miglior attrice non protagonista di una serie drama e la miglior attrice non protagonista di una serie comedy.
Alcune di loro le conosciamo bene, di altre ricordiamo alcuni loro personaggi passati, altre ancora, invece, ci sono quasi sconosciute. In comune, però, hanno tutte il merito di aver regalato delle ottime interpretazioni nei loro show.
Scoprite insieme a noi chi sono le candidate dopo il salto, mentre in alto e a seguire trovare i due game. Vi ricordiamo che potete ancora votare per le categorie Miglior attore protagonista di una serie drama, miglior attore non protagonista di una serie drama e miglior attore non protagonista di una serie comedy.


Con l’avvicinarsi della cerimonia di premiazione degli Emmy 2009, TvBlog vi offre, da oggi fino a pochi giorni prima dell’evento (che si terrà il 20 settembre e sarà trasmesso sulla Cbs), la possibilità di dire la vostra sui nominati per le categorie più importanti degli Oscar della televisione americani.
Miglior attore e attrice protagonisti e non, miglior drama, miglior comedy e miglior show d’animazione: queste saranno le categorie su cui vi inviteremo, nel corso delle prossime settimane, ad esprimere la vostra preferenza, attraverso una serie di game (come quello che potete vedere in alto) che rimarranno aperti, appunto fino a metà settembre.
Partiamo oggi, quindi, con una delle categorie più prestigiose, ovvero Miglior attore protagonista di una serie drama: dopo il salto, potrete trovare una breve descrizione degli attori candidati alla vittoria nella categoria e dei personaggi per cui è stato nominato.
Continua a leggere: Toto Emmy 2009: miglior attore protagonista di un drama
Ecco tutti i nomi dei vincitori dei Golden Globe 2009 (edizione n. 66).
Se volete leggere lo svolgimento dettagliato della serata (e scoprire quali erano tutte le nominations) potete sempre consultare il nostro Liveblogging.
PREMI TELEVISIONE
Miglior serie tv drammatica
MAD MEN (AMC)
Miglior attrice in serie tv drammatica
ANNA PAQUIN - TRUE BLOOD
Miglior Attore in serie tv drama
GABRIEL BYRNE - IN TREATMENT
Miglior Serie Tv comedy
30 ROCK
Miglior Attrice in serie tv comedy
TINA FEY - 30 ROCK
Miglior Attore in serie tv comedy
ALEC BALDWIN - 30 ROCK
Rai4 non è solo cult e extended version, ma anche autoproduzione. Il 23 dicembre alle 23.15 debutta Sugo, sessanta minuti di gusto e disgusto, la nuova sfida del canale Rai visibile sul digitale terrestre e diretto da Carlo Freccero (già direttore di RaiSat su Sky). Sugo è un magazine sui consumi mediatici, i culti e le manie della generazione web, ideato da una firma di garanzia come Gregorio Paolini. Quest’ultimo, reduce da una consulenza creativa per Tutti Pazzi per la Tele, ha sempre dimostrato di saper intercettare umori e gusti del momento. In questo caso sarà coadiuvato da una conduttrice decisamente adatta allo scopo (come tutti i volti dei suoi programmi del resto): l’ex veejay Carolina Di Domenico.
Nella prima puntata di Sugo vedremo un servizio sui rischi per la privacy connessi all’uso di Internet e un reportage sul fenomeno dei Subs, ovvero i sottotitoli messi a supporto online di chi vuole vedere le serie Usa in tempo reale. Già questo dimostra come il programma ammicchi a bloggers e facebook-addicted, diventando un appuntamento televisivo da non perdere.
Intanto la sfida digitale di Rai4 non cenna ad arrestarsi. Il canale, infatti, sta riscontrando un successo enorme in Sardegna, unica regione dove è avvenuto il mitico switch-off con addio all’analogico e avvio dell’era interamente digitale. Questo ha fatto sì che Rai 4 goda della stessa visibilità delle altre reti generaliste, rappresentando in compenso un’isola felice al riparo dal dio Auditel e dalle pressioni pubblicitarie. Stando a quanto pubblicato sul Corriere Rai4, misurandosi senza (ancora) ansia di prestazione con gli altri canali nella gara Auditel, registra un’audience media del 2.9% ma con punte prossime al 5% con sorpasso, dunque, di La7 e pressing a Rete4.

Ai reality fa male il dibattito parasociologico: titola così un articolo recentemente pubblicato da Roberto Levi su Il Giornale. Che, oltre all’ l’effetto boomerang della vittoria di Luxuria all’Isola, ha previsto una sorte analoga anche per La Talpa:
“Ormai anche i reality hanno il loro post partita che prolunga il gioco oltre i suoi limiti… Per la vittoria di Karina si attendono ora altri parallelismi arditi e analisi altrettanto spinte sul crinale di un opinionismo permanente che non si ferma davanti a nulla e anzi avanza impavido, incurante di trasformare un semplice gioco in un concentrato di segni pregnanti. Magari adesso ci verranno a dire che la vittoria di Karina ha connotati e significati shakesperiani (fragilità, il tuo nome è femmina), che è il trionfo della vulnerabilità rispetto alla pragmatica spregiudicatezza di altri concorrenti, oppure verremo invitati a celebrare, in Karina, il successo di una donna che ha saputo sconfiggere innanzitutto le proprie debolezze. Mutando l’ordine dei fattori psicologici il risultato non cambia, l’importante è far debordare il reality oltra la sua dimensione ludica… che viene valicata ogni stagione per spirito di enfatizzazione utile a darle un simulacro di sostanza, una parvenza di peso specifico e un ulteriore rimbalzo mediatico”
Non gli si può dar torto, specie se a Cesare Lanza che definisce Karina un incrocio tra Dostojevski e Eduardo De Filippo si aggiunge lo psicologo che fa diagnosi in diretta tv. E’ accaduto quest’oggi - e molte altre domeniche - a Questa Domenica, dove Alessandro Meluzzi si è ritagliato un ruolo di perfetto opinionista vate dalle verità rivelate. Si è finalmente realizzato l’incontro tanto atteso, ovvero quello con la sua aspirante paziente Karina Cascella. Qualche settimana fa lui aveva smentito la fondatezza dei suoi attacchi di panico, ritenendo più appropriata per lei la sindrome da nevrosi isterica. Quest’oggi ha meglio motivato, appunto, la sua diagnosi:
“Quando dissi che lei non soffriva di attacchi di panico non intendevo negare il fatto che lei abbia di crisi di ansia. Dico solo che non si può dire che lei non è un attrice perfetta, perché non si può essere attori se non si è agitati da qualcosa che ti prende e che va oltre di te. Quello che distingue un vero attore da un finto attore è di essere animato da un daimon, da qualcosa che viene da dentro”.

C’è ancora tanto tempo prima del 21 settembre, giorno in cui si terrà la 60esima cerimonia di premiazione degli Emmy Awards. Per dare il via definitivo al toto-vincitori ed all’attesa per la serata, sono state annunciate le nomination, che potete trovare dopo il salto.
Scarse le candidature per le serie più famose: 2 per “Lost”, “Dexter”, “Ugly Betty” e “Desperate Housewives”, 3 per “House”, tra cui una fantastica regia del penultimo episodio della quarta stagione, e “Grey’s anatomy”-, buoni riscontri invece per “Boston Legal” e soprattutto “30 Rock”. A risaltare quest’anno sono le novità della stagione appena conclusa.
In particolare, spiccano due serie trasmesse sulla tv via cavo: “Mad Men”, che si porta a casa più nomination, ben 16 (tra cui Miglior serie e Miglior attore protagonista), e “Damages” -7 candidature, come quella per la Migliore attrice protagonista a Glenn Close-. Successo, anche nella categorie “minori”, per “Pushing Daisies” e “Samanta Who?”. Ecco la lista dei candidati alla vittoria per i premi di maggior rilevanza:
Un Roma FictionFest più popolare? E’ questa l’ambizione del nuovo direttore artistico Steve Della Casa, coadiuvato da Raimondo Astarita in qualità di direttore generale. Sono state appena annunciate le novità della seconda edizione del festival, che si terrà dal 7 al 12 luglio a Roma:
“Puntiamo alla fiction popolare, ma fatta bene. Abbiamo l’ambizione di rivolgerci non solo agli addetti ai lavori ma anche alla signora Cecioni”.
Quest’anno la manifestazione potrà contare su un budget di 7,5 milioni di euro, visti gli sponsor istituzionali coinvolti dalla Regione. La madrina sarà Elena Sofia Ricci, regina dei Cesaroni. Le proiezioni, tra Auditorium della Conciliazione e multisala Adriano, saranno più di 200. Tra le più attese, Einstein di Liliana Cavani, targata RaiFiction, con Vincenzo Amato e Maya Sanza (sulla vita del fisico premio Nobel) e Anna e i Cinque di Monica Vullo (Mediaset) con Sabrina Ferilli, Pierre Cosso e Riccardo Garrone, incentrata sulla storia di una tata-spogliarellista.
Continua a leggere: Roma FictionFest, le anteprime dell'edizione 2008