Sarà Barbara D’urso la protagonista della domanda della settimana che la redazione di “Tv Talk” le farà tra quelle giunte su TvBlog nella puntata di sabato prossimo. La conduttrice di “Pomeriggio 5″ e “Domenica Live” sarà al centro dell’analisi del programma di Raitre, con Claudio Brachino.
Si parlerà anche di informazione, e di come i media hanno trattato le notizie di questi giorni sul possibile ritorno in campo di Silvio Berlusconi, ma si osserveranno anche le reazioni di Mario Monti e Beppe Grillo. In studio, per parlarne, oltre a Brachino, Gianni Boncompagni e Marcello Masi.
Spazio poi alla nuova edizione di “Masterchef”, con Bruno Barbieri ed Ilaria Dalla Tana, amministratore delegato di Magnolia, e di Rai 5, con il direttore Massimo Ferrario e Francesca Lancini, alla guida di “Cool Tour”. Infine, per analizzare i programmi tv della settimana ci sarà anche Luca Dondoni.
Silvio Berlusconi è tornato in maniera prorompente sulla scena politica e non poteva mancare una sua entrata a gamba tesa sulla Rai. Durante la presentazione dell’immancabile libro natalizio di Bruno Vespa, appositamente rinviata più volte proprio per consentire al leader del PDL di intervenire con le idee più chiare sul “Che fare“, Berlusconi è stato assoluto protagonista. L’ex presidente del consiglio è rimasto “in scena” (su PolisBlog abbiamo seguito le sue spericolate dichiarazioni) fino a pochi minuti fa, ma non possiamo non sottolineare la sua uscita sulla Rai.
Secondo lui alle prossime Elezioni Politiche, quelle della sua sesta candidatura consecutiva, vincerà “certamente” se “la Rai non continuerà a fare quello che sta facendo”. Il riferimento è allo sfogo di Luciana Littizzetto a Che tempo che fa o meglio alla mancata “punizione” che l’ospite fissa di Fabio Fazio non ha subito da parte dei vertici della tv di Stato e avrebbe dovuto subire secondo il proprietario di Mediaset.
Già, perché secondo Berlusconi soltanto un complotto ordito dall’odiata Boccassini o dai suoi colleghi magistrati, dai grandi giornali “che amano più la Germania che il nostro paese” o dalla Rai potrebbe alterare l’ovvio risultato delle elezioni: la vittoria del PDL (qualsiasi forma dovesse prendere da qui al 17 febbraio) e della coalizione che sosterrà la candidatura di Berlusconi (o chi per lui).
La sua nuova “discesa in campo”, infatti, non è ancora certa e la confusione regna sovrana. Il cavaliere appare confuso, disperato, mollato da parte da buona parte degli stessi maggiorenti del suo partito e dalla Lega Nord con cui cerca di mercanteggiare la candidatura alle regionali della Lombardia per Maroni minacciando la caduta delle giunte di Veneto e Lombardia. Insomma, il tutto è assolutamente delirante, ma una cosa è certa: Silvio ha paura della Rai, covo di pericolosi comunisti.

Tutto inizia domenica scorsa con il pezzo satirico di Luciana Littizzetto. La comica torinese in diretta a Che tempo che fa dice in maniera esplicita ai politici italiani e a Silvio Berlusconi in particolare che hanno leggermente stancato gli italiani. La battuta scatena la bufera in Rai, con il consigliere Verro (Pdl) che parla di artisti che devono “avere anche maggiori responsabilità nei confronti dei cittadini” e che non devono “trasformarsi in predicatori“. Da questo momento si diffondono indiscrezioni e voci su un possibile spostamento del Festival di Sanremo. Motivo? Le elezioni politiche che dovrebbero tenersi proprio a ridosso del Festival di Sanremo, in programma dal 12 al 16 febbraio. Al momento non si conosce la data esatta (il 17-18 o il 24-25 febbraio) in cui si terrà la consultazione elettorale (politiche e regionali in Lombardia e Molise), ma è evidente che se la kermesse canora dovesse svolgersi nei tempi prestabiliti si sarebbe in piena campagna elettorale.
E’ altrettanto pacifico affermare - come fatto dalla consigliera Luisa Todini - che sulla carta al teatro Ariston va in scena una semplice gara di canzoni. Ma è ipocrita non riconoscere che il Festival di Sanremo per l’attenzione mediatica che richiama su di sè rischia in qualsiasi momento di essere strumentalizzato in senso politico. E poi c’è la questione del servizio pubblico: la Rai, che fa pagare il canone, può permettersi di dedicare le 5 prime serate della rete ammiraglia che anticipano il voto a un evento musicale? Oppure, per adempiere al suo ruolo, deve garantire massima visibilità ai temi della politica?
Continua a leggere: Sanremo 2013: è giusto spostarlo? - Sondaggio

Spostare Sanremo, e perché mai? Bisognava spostare le elezioni. I conduttori del Festival, i direttori di rete e il cda della Rai sapranno vigilare affinché sia un festival dedicato alla canzone e non alla politica. Perché ricodiamocelo: pensare di spostare Sanremo perché siamo in par condicio vuol dire aver dimenticato che è un festival delle canzoni.
La Todini ha anche detto la sua in merito alle polemiche nate dopo il monologo di Luciana Littizzetto su Berlusconi e i politici
E’ stata una questione di educazione e di volgarità, che non va bene a quell’ora e non va bene in Rai.

UPDATE 18.45 Lo spostamento del Festival di Sanremo, concomitante con il voto anticipato, è certo ma sarà deciso dal Cda Rai la prossima settimana. E’ quanto diramato da una notizia Flash di Dagospia.
Il Festival di Sanremo 2013 slitta a marzo? L’appuntamento con la kermesse musicale, in programma ufficialmente dal 12 al 16 febbraio, potrebbe slittare di qualche settimana. La voce si rincorre da ieri pomeriggio e stamattina ha trovato spazio anche sui giornali. A determinare la possibile variazione nel palinsesto sarebbero le elezioni politiche, che, dopo le dimissioni (annunciate) di Mario Monti, dovrebbero tenersi proprio a febbraio (anche sulle date del voto però ci sono molti dubbi: il 10, il 17 o il 24 febbraio?). Aldo Vitali, direttore di Tv Sorrisi e Canzoni, ha confermato su Twitter che “in Rai si medita se spostare il Festival di Sanremo in caso di elezioni il 10 o 17 febbraio“:
In rai si medita se spostare il Festival di Sanremo in caso di elezioni il 10 o 17 febb. Rinvio a marzo. E se le elezioni sono il 24?
— aldo vitali (@aldovitali) Dicembre 11, 2012
Continua a leggere: Sanremo 2013 cambia date, Luisa Todini: "No, è solo Festival delle canzoni"
Noi l’avevamo subodorato ed in effetti non avevamo torto: l’edicola di Fiorello, portata alla ribalta dal suo Più Grande Spettacolo dopo il Weekend e tuttora attiva su Twitter e Youtube, approda in tv su SkyUno.
La rubrica, che prende il nome di @edicolafiore, si propone come una rassegna stampa semiseria che riporta le opinioni di un gruppetto di “gente comune” sulle principali notizie d’attualità di giornata e le verrà riservata da oggi su SkyUno una striscia quotidiana alle 10 del mattino e poi in replica alle 21.05 (quindi siete ancora in tempo per gustarvi la prima imperdibile (?) puntata.
La dinamica di ciò che si vedrà in ogni appuntamento con @edicolafiore è quella a cui lo showman ci ha abituati: Fiorello entra ogni giorno nella solita edicola e chiede ai presenti di commentare le prime pagine dei quotidiani insieme a lui. Gli effetti sono spesso (involontariamente?) comici alla faccia del talk popolare tanto caro a Barbara D’Urso nella sua Domenica Live (e di cui abbiamo assistito alle peggiori degenerazioni proprio ieri).
Continua a leggere: @edicolafiore: Su SkyUno la rassegna stampa semiseria a cura di Fiorello
UPDATE 18.00 Come prevedibile, sono arrivate le reazioni indignate della politica al monologo di Luciana Littizzetto ieri sera a Che tempo che fa. In particolare Antonio Verro, consigliere del cda Rai in quota Pdl, ha detto:
L’autonomia editoriale e la libertà di satira rappresentano valori fondamentali per il servizio pubblico ma non si può arrivare a tollerare espliciti insulti in diretta tv di fronte a milioni di persone.
Nutro rispetto per le idee politiche della Littizzetto anche se diverse dalle mie, ma non credo che la Rai debba diventare il suo megafono o il suo pulpito. Gli artisti, specialmente quelli più pagati e apprezzati dal grande pubblico, dovrebbero comprendere di avere anche maggiori responsabilità nei confronti dei cittadini. A volte, e purtroppo sempre più spesso, sembrano dimenticare quale sia il loro vero ruolo in televisione e finiscono così per trasformarsi in predicatori.
In merito a Sanremo 2013, che andrà in onda a ridosso delle elezioni politiche, Verro ha aggiunto:
Saremo in piena campagna elettorale, se non addirittura qualche giorno prima delle elezioni. Personalmente confido nella grande professionalità di Fabio Fazio che saprà sicuramente moderare le intemperanze verbali della signora Littizzetto
Esplosivo più che mai il pezzo di ieri sera di Luciana Littizzetto, come di consueto nell’epilogo di Che Tempo che fa, il talk condotto da Fabio Fazio. Il tema, caldissimo, è quello politico e in particolare l’annunciato ritorno in campo di Silvio Berlusconi. Ecco le parole della comica torinese, poche ore dopo le annunciate (anche queste) prossime dimissioni di Mario Monti:
Lui è fatto così: quando vede che il Paese si sta riprendendo, deve intervenire. E’ più forte di lui. (…)
Ma lo capite che non ne possiamo più, che ci siamo rotti le balle?! Che ogni volta che vi vediamo in televisione ci si chiude lo stomaco e si allargano le vie di smaltimento! Non è antipolitica, la politica è una cosa bella. Noi ce l’abbiamo con voi, che vi fate i fatti vostri sulla nostra pelle. Noi ci siamo fatti un mazzo così.
Una volta accettavamo le vostre cazzate: mangiavate la mortadella in Parlamento, facevate finta che Ruby era nipote di Mubarak. Ci siamo messi anche a ridere, adesso basta. Monti ci ha messo tutte ’ste supposte una per una come le cartucce della cerbottana. Adesso torna Berlu e sale lo spread.
Non dico un pudore, che è un sentimento antico, ma una pragmatica sensazione di aver rotto il caz*o.
Continua a leggere: Luciana Littizzetto contro i politici (video). Scoppia il caso in Rai
“A causa di un’indisposizione del conduttore Paolo Del Debbio, il previsto appuntamento di questa sera con Quinta Colonna non andrà in onda. Al suo posto sarà programmato il film Decisione Critica. La trasmissione tornerà regolarmente in tv, lunedì prossimo, 17 dicembre, alle ore 21.10, su Retequattro”.
E’ il comunicato che ci ha appena mandato Mediaset, assolutamente a sorpresa. Augurando a Del Debbio di riprendersi al più presto - nella speranza che non gli sia accaduto nulla di grave - occorre notare due cose.
La prima è che stasera va in onda l’ultima puntata dell’Infedele, che dopo un decennio di onorato servizio chiude i battenti soprattutto per colpa di Quinta colonna. L’arrivo di Del Debbio al lunedì sera ha, infatti, sottolineato le difficoltà già evidenti del talk di Gad Lerner.
Chissà che stasera, che avrà di nuovo campo libero, non ci siano sorprese tali da indurre un ripensamento sulla sua chiusura, per far posto a un nuovo programma nella seconda serata del venerdì.
Tv Talk: la puntata di sabato 8 dicembre 2012





Telethon cambia veste in chiave innovativa. Telethon “solo per te” ha per protagonista il paziente, intorno a cui ruotano artisti vari e il conduttore. La normalità della sua vita, nonostante la malattia, sarà raccontata come nella notte degli Oscar. Frizzi:
“Si cerca sempre di fare un passo avanti, come i ricercatori. In prima serata è una grande responsabilità. Fino all’anno scorso c’erano programmi preesistenti abbinati a Telethon”.
Scotti conclude: “Lo voglio dire pubblicamente. Frizzi, che è una brava persona, è un mio amico. L’altro mio amico tra i conduttori è Carlo Conti”.
Lui e Bonolis, insomma, non sono amici.

Laura Carafoli, boss di Real Time e DMax, spiega qual è il segreto e la scommessa vinta di questo canale digitale:
“Abbiamo dato un’offerta a tutti gli uomini italiani che non si riconoscevano nel resto della televisione. Con Real Time era più facile, perché ci sono più donne davanti alla televisione. Parlare ai maschi senza calcio e fiction era più difficile”.
Il target di DMax è 20-49. La serata motori del lunedì sera, con Top Gear, supera i 300.000 spettatori. Scotti:
“Mi avevano chiesto di rifare Top Gear in Italia, ma non si riesce a fare un programma così sincero. Sulla generalista ci tolgono le inserzioni. Non si può dire da noi che un modello in vendita è una schifezza”.
Paragone apprezza che DMax abbia cominciato ad autoprodurre subito, rispetto a Real Time, format molto particolari. La Comazzi si domanda se è vero che Real Time e DMax hanno effettivamente differenza di genere. La Carafoli risponde:
“Ci sono programmi assolutamente trasversali, come quelli sulle malattie e le spese. Ci sono titoli che prendono tutti. I tutorial, invece, è ovvio siano più portati per le donne”.
C’è una diatriba tra Comazzi e Bellavita: per la prima si sta tornando alla vecchia tv pedagogica, per il secondo Clio con i suoi tutorial non è il maestro Manzi. E intanto la Carafoli dice che vorrebbe tanto Scotti per un nuovo programma sul cibo estremo: peccato che lui costi troppo. Scotti risponde diplomaticamente:
“Se avessi vent’anni in meno… sarebbe il mio genere preferito. Ma senza per forza insistere sul disgusto”.

La Motta porta le conseguenze della frammentazione nella sfida del sabato sera: tre milioni in meno sulla generalista, ma un aumento complessivo della platea. Scotti:
“Il calcio è diventato protagonista, come non si pensava un decennio fa ai tempi della Corrida. Le risposte di allora dei dirigenti non erano mai preoccupate. Il pubblico di Mediaset è anche quello che segue le partite. Ora che anche il lunedì hanno funzionato gli esperimenti ci vedremo tutti il giovedì”.
La Comazzi dice che al giovedì va bene anche Carlo Conti. Qualcuno la corregga: è il venerdì.
Quanto a Ti lascio una canzone, il conduttore di Io canto commenta con signorilità la sua sopravvivenza:
“Sono felice del successo della formula di Ti lascio una canzone e della signora Clerici. L’essermi misurato contro di lei con un’altra cosa ha ridato dignità a tutti e due. Che Io canto sia vivo o no lascio ad altri l’ardua sentenza. Comunque la gente a casa, coi programmi coi bambini, ha meno la puzza sotto al naso di voi che analizzate la tv”.

Bernardini esordisce dicendo che lo show di Scotti non ha fatto come la De Filippi, ma “ha dato filo da torcere”. Eppure la Motta sottolinea che Ti lascio una canzone si è ripreso proprio nelle ultime settimane:
“Non avevate ancora la popolarità del titolo”.
Scotti puntualizza che l’anno prossimo il programma avrà una lunga serie di otto puntate, anche se si valuta una versione preserale dedicata alle selezioni. Per il resto Scotti non ama le critiche: rinfaccia alla Comazzi la sua recensione negativa, contro la mazzetta di soldi sventolata dal conduttore a The Winner is. Poi termina:
“Sono stato obbligato a condurre tre titoli in inglese, Money drop, Italia’s got talent e The winner is. Io ce li avevo pronti i titoli. Quello che ci stava bene con la metrica era Italiani che talento, ci poteva stare. The winner is è, però, una formula talmente universale che la capisce la sciura Pina. Sono comunque tutti programmi che sento nel mio spirito, quello dei soldi, del gerrysmo”.
Rispondendo alla domanda di un analista sul suo ritiro ai sessant’anni, ne mancano tre. Per il resto Gerry vorrebbe lavorare a diretto contatto con la terra. Lavorerebbe dietro le quinte solo se suo figlio facesse il presentatore e glielo chiedesse. Quanto all’ossessione delle giurie nei talent Scotti risponde:
“Preferisco che mi facciate questa domanda e non l’abuso di vallette. Per il resto il televoto puzza di vecchio, le votazioni sui social network non sono alla portata di tutti”.
La Bancone si chiede come mai Scotti sia sparito da Twitter in cui interveniva compulsivamente (media di 74 tweet al giorno):
La Leggenda di Korra, nuova serie animata americana, e sequel della serie Avatar: la leggenda di Aang è partita lo scorso aprile negli States ed è attualmente in corso. Il cartoon arriva finalmente anche su Nickelodeon Italia l’8 dicembre alle 20.30 e il 9 alle 18.40, con i primi due episodi “Benvenuti a Città della Repubblica” e “Foglia nel vento”. Il seguito degli episodi, sempre in prima tv, arrivano a partire dal 17 dicembre tutti i giorni alle 20.30.
Il cartone animato si è appena conquistato due nomination agli Annie Awards 2013, per cui il cartoon si preannuncia interessante come sembrava dalle informazioni che ci erano giunte da Oltreoceano. La produzione ideata e scritta dagli stessi autori della serie orginale -Michael Dante DiMartino e Bryan Konietzko- si sviluppa settanta anni dopo gli eventi di Avatar, ed ha come protagonista la diciassettenne Korra la nuova avatar coraggiosa, e ribelle coma una qualsasi teenager ma con delle grandi responsabilità sulle spalle. La serie era stata concepita inizialmente come miniserie composta da 12 episodi, poi è stata suddivisa in due stagioni -suddivise a loro volta in libri- per un totale di 52 episodi.
In Usa il Book 1 ha raggiunto 3 milioni e 800mila telespettarori, mentre il Book 2 -composto da 14 episodi- andrà in onda nel 2013. Ma non è finita, perchè è stata ordinata anche una seconda stagione che sarà composta da 26 episodi. Ad alcuni è piaciuto, ad altri non è piaciuto -attenti agli spoiler!-. I primi affermano che si aspettavano molto di più dai due autori americani, gli altri che il livello è lo stesso di “Avatar: The Legend of Aang” con un pizzico di commedia in più, che non guasta.

Intervista Incrociata
TvBlog oggi vi vuole proporre qualcosa di più rispetto ad un semplice botta e risposta nella nostra rubrica “Intervista Incrociata”. Vi proponiamo un viaggio davvero all’interno dei meccanismi, spesso e volentieri sconosciuti al grande pubblico della nostra televisione. Un viaggio che va a scoprire e carpire degli elementi, anche esclusivi, su quello che sono i veri tasselli che governano la nostra televisione. Attraverso anche dei racconti inediti oltre che personali dei due protagonisti dell’Intervista Incrociata di oggi, possiamo arrivare a capire qualcosa di più di questo mondo, che ogni giorno cari lettori, qua su TvBlog, tentiamo di raccontarvi. Ma ecco che vi presento gli ospiti ed allo stesso tempo padroni di casa della nostra rubrica: Carlo Freccero, non ha bisogno certo di presentazioni, è l’attuale direttore di Rai4, ex direttore di Rai2 e di Italia1 e proprio quest’ultimo incarico menzionato fa da elemento comune con il suo partner di oggi, parliamo di Luca Tiraboschi, attuale direttore della rete cadetta Mediaset. Spazio dunque a questo bel botta e risposta, partendo come sempre in ordine alfabetico con le domande di Carlo Freccero a Luca Tiraboschi.
Freccero: Caro direttore ti parlo con molta franchezza, Berlusconi sta lasciando la politica (almeno sembra) per cui credo che il problema del conflitto di interessi sia terminato. Ti chiedo quindi, quale programma d’informazione e di approfondimento vorresti fare sulla tua rete. Per esempio modello Gabanelli, modello Santoro o quale altro modello?
Tiraboschi: Informazione e approfondimento sono argomenti che non si collocano ai primissimi posti del ranking delle preferenze del nostro target di riferimento, ciò nonostante siamo sempre stati attenti a non abdicare relativamente a queste tematiche. L’eccellente lavoro svolto da Studio Aperto (e da tutte le sue emanazioni) in questi anni ha portato il nostro tg ad essere un vero punto di riferimento per le giovani generazioni (fa tre milioni di ascoltatori alle 12.30!). Se, però, tu intendi riferirti esclusivamente all’approfondimento “politico”, allora ti confermo che mi piacerebbe ospitare un prodotto con queste caratteristiche. Ne ho parlato più volte in Azienda ed è stato anche fatto qualche buon esperimento in passato, penso, per esempio a L’Incudine o a L’Alieno…il riferimento che ho in mente è il programma di Radio24 La Zanzara. Credo che l’adattamento televisivo di questo modello possa essere molto funzionale per noi. Vedremo…ah, sei proprio sicuro che Berlusconi stia lasciando la politica?
Freccero: Quando io lavoravo a Mediaset e c’era un conduttore, un personaggio che noi ritenevamo “nostro” anche se era iniziato su un’altra rete gli facevamo una corte spietata. Perché non pensate di portare “I soliti idioti” su Italia1, che io ritengo fondamentali per la tua rete ?
Tiraboschi: Capisco cosa vuoi dire. Tuttavia, oggi, è cambiato molto e le dinamiche decisionali non possono non tenere conto di questi cambiamenti. Mediaset vanta un “parco artisti” di livello e, con i tempi che viviamo, mi parrebbe poco virtuoso andarne a cercare altri chissà dove. Il caso che tu citi, quello de “I solidi idioti”, in effetti, fa letteratura un po’ a se’. Anche a me piacciono molto e, sicuramente, anche i fan di Italiauno gradirebbero la loro presenza sulla Rete. Dal momento, però, che a noi tocca anche l’oscuro compito di non urtare troppo le varie suscettibilità dei molti organismi pronti alla critica purchè sia, ti confesso che il taglio editoriale del prodotto in questione è, probabilmente, troppo, diciamo così, “sopra le righe” per una realtà tanto in vista come la nostra, mentre risulta più coerente a una dimensione più nascosta come quella di Mtv.
Freccero: Non ti sembra caro direttore che voi non utilizzate al meglio il vostro grande magazzino, che nel tempo è diventato uno dei più forniti della televisione italiana. Ad esempio, perché programmare “Fringe” al pomeriggio alle ore 15?
Continua a leggere: Intervista Incrociata: Botta e risposta fra Carlo Freccero e Luca Tiraboschi