



Mi perdonerete se vi ammorbo quotidianamente con la nuova soap di RaiDue che si scontra con Centovetrine, quella di Milo Infante e Lorena Bianchetti, ovvero i nuovi Luca Telese e Luisella Costamagna della tv italiana. Se insistiamo su un caso sciocco come questo è perché sappiamo di molti lettori appassionati di tv che ci seguono dagli uffici e dicono di recuperare le chicche del daytime grazie a noi.
Torniamo a parlare di Italia sul Due, allora. Rispettando alla perfezione il piano di recupero previsto su Facebook, in cui aveva promesso di rientrare in forza oggi, il conduttore è ritornato al suo posto “in piena forma” (cit. Bianchetti). Al suo ingresso in studio, ha ancora una volta commentato la sua assenza con grande ironia:
“C’è una notizia buona e una cattiva. La cattiva è che sono tornato. La buona è che è il compleanno di Lorena, tanti auguri”.
Poco dopo sono subito partiti gli applausi scroscianti in studio alla conduttrice, che si è detta commossa (sullo sfondo, intanto, campeggiava ‘Auguri Lorena’). E Milo, anche qui, non ha risparmiato l’ennesima frecciatina:
Milo Infante ‘fa la feste’ a Lorena, poi scappa via




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Isola dei Famosi 2012 - Nina Moric, secondo quel che apprende TvBlog - sta per lasciare la poltroncina da opinionista e sta per sbarcare sull’Isola, a prendere il posto di Flavia Vento, che ha dato forfait in settimana.
Il punto interrogativo e il condizionale, che lasciamo solo perché manca ancora la conferma ufficiale, dovrebbero trasformarsi in affermazione indicativa a breve: probabilmente, l’annuncio verrà dato nel corso della puntata di questa sera e la Moric tornerà a vestire (o meglio, svestire) i panni della naufraga dalla prossima puntata (la partenza per l’Honduras sarebbe prevista per lunedì prossimo).
La produzione è, naturalmente, alla ricerca di altri naufraghi. La Moric, rimossa dal - per nulla utile - terzetto di opinioniste, bisserebbe dunque la partecipazione a un solo anno di distanza (il 2011 fu l’anno dei lati B, fra le altre cose).
Nina Moric - Isola dei Famosi 2012
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“Dr. House” chiuderà con l’ottava stagione, attualmente in onda in America sulla Fox. La notizia, che ha iniziato a circolare stanotte, sul web, è frutto di mesi di voci secondo cui il medical drama con Hugh Laurie avrebbe chiuso i battenti alla fine della stagione. La rete aveva promesso di prendere una decisione entro gennaio, decisione poi slittata di qualche settimana e che arriva direttamente dai produttori dello show, che hanno preferito porre fino alla serie prima che fosse il network a cancellarla.
“Con rammarico ed il groppo in gola”, ha commentato Kevin Reilly, presidente della Fox, “rispettiamo la decisione di Hugh Laurie, David Shore e Katie Jacobs (produttori dello show, ndr). Per otto stagioni, l’intero cast ha dato a noi -ed ai fan in tutto il mondo- alcuni dei più irresistibili personaggi e storie mai viste in televisione. Sono stati creativamente grandiosi durante questo percorso, e sono tra i migliori talenti in circolazione. Per questo, ringraziamo loro ed i fan che hanno amato lo show”.
La nona stagione della serie era improbabile fin dall’inizio dell’ottava: dopo l’uscita di scena di Lisa Edelstein (poi approdata in “The Good Wife”), e le difficoltà nel chiudere i contratti con gli altri attori dello show, a completare un quadro poco favorevole su una possibile prosecuzione della serie erano stati gli alti costi di produzione che la Fox deve sostenere per produrre lo show. Ricordiamo, infatti, che a differenza degli altri suoi telefilm, “Dr. House” viene prodotto dalla Universal, e poi venduto al network. Questo, oltre ovviamente al budget di produzione ed ai contratti con gli attori (solo Laurie percepisce 400 mila dollari a puntata), ha reso sempre più improbabile la possibilità di scrivere altri episodi di “Dr. House”, la cui ultima puntata sarà scritta e diretta dal suo creatore, David Shore, ed andrà in onda a maggio in America (in Italia l’ottava stagione dovrebbe partire ad aprile su Canale 5).
Questo era lo spot per Sanremo 2012 di Adriano Celentano che la Rai ha deciso di bloccare.
La scena ripresa era quella di uno storico Fantastico in cui il cantante, che conduceva (con la partecipazione di Marisa Laurito, Heather Parisi, Massimo Boldi, Maurizio Micheli) l’edizione numero 8 del popolare varietà, invitava i telespettatori a cambiare canale e sintonizzarsi su Canale5.
Era il 1987, l’anno dell’album La pubblica ottusità, l’anno dell’invito a spegnere il televisore, l’anno del monologo contro la caccia e dell’invito a votare per il referendum (che causò più d’una grana al molleggiato).
Oggi, 25 anni dopo, la Rai non è più in grado di tollerare simili provocazioni: è diventata più conservatrice, meno autoironica, meno pronta, meno reattiva, specchio, probabilmente, di un’Italia regredita.
Come riporta il Corriere della Sera, secondo il direttore di RaiUno Mauro Mazza
Che la Rai mandi in onda uno spot in fascia di massimo ascolto, in prime time, dove si dice - sia pure come citazione ironica, provocatoria e sarcastica - “andate su Canale 5″, è autolesionistico e sconveniente per l’azienda. Se Celentano in diretta fa una provocazione come questa va bene, così no.

La parte più curiosa del Super Bowl 2012, giocatosi questa notte in America, oltre allo spettacolo di Madonna sono state anche le pubblicità che hanno intrattenuto i telespettatori durante l’intervallo della partita. Anche quest’anno, le grandi aziende non si sono fatte mancare l’occasione di stupire e, soprattutto, divertire il pubblico. Dopo il salto, una selezione dei migliori spot andati in onda.
Sono soprattutto le produttrici di auto a puntare sull’evento (su Autoblog trovate tutti gli spot delle automobili andati in onda, con le loro specifiche tecniche), con pubblicità che, anche per l’effetto della crisi, puntano più sui testimonial che sugli effetti speciali per conquistare il pubblico (ricordiamo che questi spot sono visti da centinaia di milioni di persone). Chrysler, ad esempio, dopo aver puntato su Eminem lo scorso anno, questa volta ha chiamato Clint Eastwood con una pubblicità che chiama l’America a rialzarsi ed a non mollare.
La Fiat, invece, punta su Catrinel Meeenghia (o Catrinel Marlon, la fotografa di “Chiambretti Sunday Show”), in uno spot interamente in italiano e senza sottotitoli, mentre H&M non fa parlare David Beckham, ma lo fa spogliare, per pubblicizzare la sua linea di intimo. Ma la maggior parte degli spot cercano di far ridere, come la Volkswagen ed un cane sovrappeso, Audi ed un party tra vampiri, Matthew Broderick che salta il lavoro per guida la nuova Honda e Jerry Seinfield che vuole a tutti i costi l’ultimo modello della Acura. Ma tra gli spot più apprezzati spicca quello degli snack Doritos, con un ricatto tra un cane ed il suo padrone.
Roberto Saviano è stato nuovamente ospite di Fabio Fazio nella puntata di Che tempo che fa andata in onda stasera, 5 fennraio 2012, ed ha parlato prima di Scampia, poi della poetessa e saggista polacca Wisława Szymborska, scomparsa il 1° febbraio 2012.
Fazio e Saviano, lo ricordiamo, saranno presto di nuovo insieme con la versione di Vieni via con me di La7.
Nella prima parte dell’intervento dell’autore di Gomorra si è parlato dell’articolo del 2 febbraio scritto dallo stesso Saviano per Repubblica.
Saviano ha espresso anche il proprio apprezzamento per la guardasigilli Paola Severino: «Con il Ministro dell’Interno c’è grande empatia, è una donna di grande coraggio e ha in mente importanti progetti», anche se, ha aggiunto lo scrittore, sulla lotta alla mafia «questo governo è persino in ritardo». Poi ha ribadito che ritiene sia indispensabile definire come bloccare i beni delle mafie, come riutilizzarli.
Infine, Saviano ha parlato, come dicevamo, della poetessa Wisława Szymborska. Ne ha parafrasato alcuni componimenti, ha letti alcuni stralci delle di lei poesie e quello che, per lui, è il più bel verso d’amore del ‘900.
Poi, a tentare di dissacrare un po’ il tutto, è arrivata, come di consueto, Luciana Littizzetto.
Continua a leggere: Roberto Saviano a Che tempo che fa del 5/2/2012 (Video)

Camila Raznovich, presto mamma per la seconda volta, conduce - lo presentavamo la settimana scorsa - un programma dal doppio volto: settimanale su La7, la domenica pomeriggio. Quotidiano su La7D. Raggiungiamo Camila telefonicamente per parlar con lei dopo la prima messa in onda di Mamma mia che domenica. E’ un meccanismo che funziona, quello della conversazione a posteriori, e che permette, se non altro, di aver visto in onda quello di cui si deve parlare. In Mamma che domenica c’erano alcuni elementi convincenti, altri che ci hanno fatto un po’ storcere il naso. La conduttrice - che domani sarà impegnata nella seconda puntata in diretta -, si sottopone, di buon grado, alla chiacchierata.
«Allora, facciamo una premessa: l’idea ci è sembrata buona. E’ un tema sicuramente da trattare, interessante, che può avere sviluppi accattivanti. Però come sai, noi su TvBlog siamo cattivelli - abbiamo anche una mamma in redazione - e abbiamo anche qualche critica. Tanto per cominciare: ma c’era proprio bisogno degli ospiti vip (nella prima puntata erano Concita De Gregorio e Giampiero Mughini, ndr)»?
«Secondo noi sì, anche per una questione di grammatica televisiva. Poi vedrete anche che tipo di scelte faremo negli inviti: Concita De Gregorio alle cinque del pomeriggio non è una scelta facile, è stata una scelta voluta, perché non è una donna che potresti trovare facilmente nei salotti del pomeriggio. Quindi, gli ospiti saranno, in generale, personaggi che non frequentano la tv italiana salottiera: domenica dovrebbe venire Oliviero Toscani. Quindi, sì ai vip, ma sì in quanto legati al tema che trattiamo, in quanto genitori e non in quanto personaggi pubblici. Spesso ci si dimentica che anche i personaggi pubblici sono genitori, hanno una famiglia. Secondo me è anche interessante vedere come si relazionano alla loro famiglia, scoprire la loro umanità, la semplicità, la tenerezza nella sfera familiare che magari non ci si immaginava».
«Però, guardando il programma da un punto di vista contenutistico, erano molto più interessanti le tre mamme “qualunque”, molto diverse fra loro, che raccontavano la loro esperienza. La striscia quotidiana, poi, approfondisce…
«Quella parte è una specie di micro-reality dove si segue la quotidianità di queste persone che gentilmente ci hanno aperto, letteralmente, casa loro, e lasciano che noi con le telecamere andiamo a cogliere i momenti belli, le contraddizioni, la crisi della coppia durante la maternità. E’ un segmento che ho voluto fortemente.»
«E in effetti sviscerava tematiche interessanti. Mentre, se devo dire la verità, alcuni discorsi della De Gregorio, e altre cose che si sono dette in studio, mi sono sembrate, invece che semplici, un po’ banali».
«Il rischio di banalizzare c’è, è presente in tutta l’ora e mezza della trasmissione. Trattare il tema famiglia-genitori-bambini, se non hai un taglio molto chiaro o preciso o anche scomodo - per alcune mamme può esserlo, perché sembra che la maternità si debba affrontare solo in maniera molto seria - ti fa correre questo rischio. Ma banalizzare non è quello che voglio io, nè l’editore. Così abbiamo scelto un taglio ben preciso. L’ovvietà è dietro l’angolo ed evitarla sarà una nostra priorità. Cerchiamo di affrontare gli argomenti da un altro punto di vista.
Poi, non ti nascondo che quella di domenica è stata una “prima”, ma di fatto, visto che non avevamo fatto una prova generale, è stata una “zero” in onda e ovviamente - sto andando proprio ora in riunione - ci sono molte cose da rimettere a posto, molti punti da riequlibrare. C’è da lavorare come dopo una zero. Nella squadra cerchiamo di riguardarci, di essere critici e di mettere a punto tutto: non sono preoccupata delle piccole cose non riuscite bene ma dobbiamo migliorare quelle in cui siamo stati più superficiali.
Io raramente sono contenta, ma dopo la prima diretta ero comunque soddisfatta, anche perché di fatto il cast non si conosceva, molti di loro si sono conosciuti in onda: il contenuto c’è, un programma su questo tema si può fare e si può fare in maniera diversa, quella che abbiamo scelto».
«Dici che avete avuto poco tempo per provare, ma la diretta, la collocazione, erano già previste o sono nate in corsa?»
«Era tutto previsto. A novembre abbiamo iniziato a parlarne e da subito abbiamo iniziato a parlare in diretta per fare un’interazione con i genitori (non solo per mamme, anche per papà); è una formula interessante, anche radiofonica. Non è solo un talk show ma è un’esperienza peer-to-peer, una specie di “forum” televisivo.
E’ chiaro che è una cosa che va tarata: è domenica pomeriggio, orario molto “per famiglie”. Quindi, proviamo a dare consigli senza dare la verità: vogliamo provare a dare un momento di scambio di esperienze. Che è proprio quel che fa una mamma oggi: molte mamme, per dire, quando il figlio ha una macchia sulla pancia, cosa fanno? Vanno sul web, digitano su Google e vanno a vedersi le esperienze delle altre mamme suoi forum.
Hai visto, anche gli ospiti non davano mai verità ma opinioni, come persone con più esperienza nel campo, ma sempre alla pari. Niente cattedre, niente istruzioni per l’uso, figurati, io sono una mamma imperfetta. E trovo che sia ok riconoscere i propri limiti, ironizzarci su. E noi vogliamo ironizzare sul tema, che in Italia sembra intoccabile: non è una cosa sacra, non è che essere madri ti collochi in una striscia di superiorità assoluta, né ti colloca nella casella degli “esseri perfetti”. L’autoironia è la cosa che manca su questo tema, in Italia».
«Forse in Italia manca un po’ su tutti i temi.»
Ma certo. E’ chiaro, lo diamo per scontato che siamo tutti madri, padri innamorati dei nostri figli. Ma si può andare oltre? Religione, morte, sesso, sono tutti tabù in Italia, e io un po’ di lavoro su questo, per dire, sul sesso, l’ho fatto. La famiglia è cambiata, cambiano le relazioni fra i nuclei familiari, non abbiamo quasi più i nonni (almeno, è diversa la figura del nonno, rispetto a quello che c’era anche solo una generazione prima). E quindi, vorrei trattare il tema con un po’ di irriverenza. Certo che non prendo in giro nessuno. Ma anche il vip è lì, per una volta, con un occhio un po’ autocritico. Per esempio, Concita che ammette i suoi limiti di madre, non lo farebbe mai, come direttore di giornale, come giornalista. Detto ciò, è chiaro che facciamo televisione, è ovvio che dobbiamo sottostare a dinamiche televisive.

Attenti a quei due: Lorella Cuccarini contro Mara Venier




Non è giusto, quello che stiamo vedendo questa sera ad Attenti a quei due. A sfidarsi ci sono due grandi signore della televisione che in comune hanno solo Domenica In, ma per puro caso. Una è la regina del talk popolare (Mara Venier), l’altra del varietà (Lorella Cuccarini). Ma gareggiano prevalentemente in quest’ultima specialità, il che suona impari in partenza.

A questo va aggiunto che a Lorella brillano gli occhi tutto il tempo, perché non le sembra vero di tornare al suo pane, sigle e intrattenimento, alla faccia del relitto della Costa Concordia. D’altro canto, invece, Mara si sente un pesce fuor d’acqua. E, anziché brillarle gli occhi, le si vedono le occhiaie.
Si dà il caso che lei, fino a qualche ora prima, abbia lavorato a La vita in diretta a Roma, per poi prendere il primo mezzo utile - in pieno maltempo - a raggiungere l’Auditorium Rai di Napoli (la puntata è stata registrata ieri sera). Ma si vede che ha “dovuto” accettare per forza quest’invito, come quelle cene di rappresentanza a cui non vorremmo andare dopo una giornata di lavoro e invece ci tocca.
La Venier è apparsa stanca morta per tutto il tempo, oltre che svogliata e praticamente inerme di fronte al figurone di Lorella. Quest’ultima non solo ha ricantato due grandi successi come Sugar Sugar e La notte vola, con il candore di sempre, ma ha anche affiancato straordinariamente Fausto Leali in Ti lascerò.
Mara Venier si commuove per una sorpresa della mamma




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Isola dei Famosi 2012 - Cristiano Malgioglio furioso
Cristiano Malgioglio lascia l’Isola? Non si sa, ma di sicuro il paroliere e cantante chiude una puntata dell’Isola dei Famosi che passerà alla storia per la diretta-reality più fuori controllo di sempre. Sì, persino più dell’uscita di Rudolf Mernone dal Grande Fratello.
Andiamo con ordine, per quanto possibile: Rossano Rubicondi se ne va, con l’atteggiamento di quello che non gioca più e vorrebbe portarsi via il pallone. Ma il pallone resta e lui sparirà nel dimenticatoio. Ce ne faremo tutti una ragione. Flavia Vento minaccia di andarsene pure lei, anche se aveva promesso che stavolta non si sarebbe ritirata. Ma siccome per la fanciulla era solo una questione di capricci, comodità e cibo, la convincono a rimanere fra gli eletti, dove non ci sono ristrettezze e dove lei può declamare le sue stralunate poesie per un pubblico nuovo. Ci faremo una ragione anche di questo.
Ma il fattaccio vero e proprio accade perché viene mandato in onda - con poco tatto, diciamolo - un rvm in cui Apicella dà del ricch#@ne a Malgioglio. Già che c’è, in diretta nelle nomination Apicella offende pure Den Harrow, il quale non piange come in passato, risponde a tono («C’hai una voce di m@#da», ma vuole andarsene - sì, pure lui). Poi si trattiene. Nel frattempo, per non farsi mancare nulla, il divino Otelma dà del tricheco a Valeria Marini.
E così, dopo questo surreale scambio di cortesie, arriviamo a Cristiano Malgioglio che, in chiusura, sbotta, completamente fuori di sé: «Io me ne voglio andare», dice a un Nicola Savino disperato da una serata davvero difficile e tenta di calmare il concorrente. Ma Malgioglio non ne vuole sapere, anche se è stato difeso da Savino. Anche se una lucidissima Vladimir Luxuria ha abbondantemente biasimato (lo si vede nel video) il greve appellativo di Apicella, non ne vuole sapere.
«La signora Ventura non mi avrebbe mai fatto questo» attacca Malgioglio. «Gli autori hanno sbagliato, io non sono stato protetto. Non mi diverto più, voglio andarmene a casa», rincara, attaccando tutti.
In effetti, non si vede perché mandare in onda, nell’rvm, l’appellativo apicelliano (a dire la verità, non si vede nemmeno perché Apicella debba essere fra i concorrenti, ma questo è un altro discorso): Savino cerca di fare ammenda per questo - non dovrebbe essere lui a scusarsi, naturalmente - e promette una lettera di Apicella in cui il cantante arcoriano, a sua volta, porgerà le proprie scuse. Ma Malgioglio insiste: «Me ne vado, non è questa l’Isola che sognavo, la signora Ventura mi avrebbe protetto». In studio, Savino prova a stemperare questo dualismo con la Ventura: Cristiano afferma di non avercela con lui, ma di non voler rimanere. E già che c’è, si aggrega pure Den Harrow, che comincia a salutare tutti.
Mario Monti è ospite, per la prima volta, in un programma Mediaset (nell’immagine © TM News). Intervistato a Matrix da Alessio Vinci, Monti ha sviscerato per l’ennesima volta le linee guida del suo Governo (dopo essere apparso al Tg5). E proprio a Matrix, fra le altre cose, ha fatto una dichiarazione che fa già molto discutere:
«Tutte le cose che stiamo cercando di fare sono operazioni di creazione di consapevolezza, perché il mondo non è più quello che era dieci anni fa. I giovani devono abituarsi all’idea che non avranno un posto fisso per tutta la vita. Del resto, diciamo la verità, che monotonia, un posto fisso per tutta la vita. E’ bello cambiare, avere delle sfide, purché siano accettabili».
Insomma, in tv il premier - come già nelle scorse apparizioni - non fa che esaltare la bontà dell’operato del proprio Governo, anche a costo di far passare il precariato come un’alternativa alla noia del posto fisso.
Al di là di questo, ancora una volta si replica il format-Monti: il premier è in studio con il solo interlocutore a far domande (in questo caso tocca a Vinci, prima erano stati Bruno Vespa, Fabio Fazio, Lilli Gruber e Lucia Annunziata). Niente dibattito, niente ospiti a contorno, niente contraddittorio, niente vero giornalismo.
Forse, da qualche punto di vista, qualcosa, i dibattiti delle Presidenziali Usa 2012, dovrebbero insegnarci qualcosa. A meno che non si pensi che quella con cui Vinci chiude l’intervista si possa definire una domanda giornalistica: «Che rapporti ha con Silvio Berlusconi e quanto spesso lo sente?»
Di fronte a ciò non si può che restare attoniti. Poi, la surrealtà: Monti se ne va ed ecco gli altri ospiti in studio (giornalisti e politici), che commentano in differita le dichiarazioni del premier.

La “bomba” la tira il Secolo XIX, che ipotizza che si stia preparando una serata al Festival di Sanremo - la terza - con Beppe Grillo insieme ad Adriano Celentano.
Il quotidiano ligure mette insieme una serie di indizi che giustificherebbero questa ipotesi: Celentano e Grillo si sono già ritrovati insieme il 3 dicembre scorso, per uno spettacolo di beneficenza in favore degli alluvionati liguri. La terza serata di Sanremo avrà uno spazio dedicato anche alla tragedia dell’alluvione che ha colpito anche il capoluogo di regione, e si dice che Celentano vorrebbe con sé proprio Grillo per bissare l’evento di due mesi fa.
Ma si tratta davvero di una vicenda che, se dovesse essere confermata, avrebbe dello storico. Perché Beppe Grillo - a parte alcune interviste - non appare in Rai dal 1993, quando la cosiddetta Rai dei professori lo convinse a tornare in tv con il suo Beppe Grillo Show: due puntate, evento televisivo e poi l’ostracismo definitivo.
In casa Rai arriva già il «no» (scontato) del consigliere Antonio Verro:
«Spero che Celentano non abbia tutta questa autonomia. Dare a un personaggio come Celentano l’autonomia sulle prestazioni artistiche e sui suoi famosi silenzi va benissimo, ma che possa decidere anche gli ospiti non lo so. C’è una direzione artistica. Io Beppe Grillo non lo inviterei».
Potrebbe trattarsi semplicemente di una voce - una delle tante pre-Festival - ma con Celentano tutto è possibile. Persino quel che appare altamente improbabile.
Foto | © TM News
Continua a leggere: Beppe Grillo a Sanremo con Celentano? Il cantante smentisce

Un vero disastro in casa Rai, questa nomina di Alberto Maccari al Tg1 (oggi scadeva il mandato ad interim come direttore. Maccari è stato confermato). A parte le modalità e il voto di un cda che si spacca in due, sembra proprio che nel servizio pubblico non sia cambiato nulla e che continuino a governare le solite vecchie logiche partitiche. Così, il consigliere di “minoranza” Nino Rizzo Nervo si è dimesso con una lettera durissima indirizzata al presidente Paolo Garimberti (cui il consigliere riconosce di aver fatto il possibile).
«Si tratta di un atto scriteriato, di una gestione condizionata da logiche di parte che sta spingendo l’azienda verso un rapido declino. Ho più volte denunciato anche in Consiglio la gravità della situazione e ti do atto (a Paolo Garimberti, ndr) degli sforzi che hai compiuto in questi anni per preservare l’autonomia delle decisioni e per tutelare gli interessi aziendali.
Dal canto suo, Paolo Garimberti non le manda a dire e dirama una nota in cui si legge:
Ciò che è accaduto oggi è la conferma che questa governance condanna la Rai all’ingovernabilità e che è urgente affrontare il problema delle norme che regolano la vita e l’attività dell’Azienda. Il voto di stasera indica che a forza di star chiusi nel Palazzo della Rai si perde la sintonia con il Paese. Si poteva ragionare su un mandato dei direttori legato a quello della durata del Cda ma la pervicacia con cui si sono portate avanti le nomine al Tg1 e alla Tgr dimostra che non si tratta di nomine di emergenza ma di nomine che hanno spaccato il Consiglio e che per questo non possono che incontrare la mia disapprovazione, soprattutto perchè il Direttore Generale aveva preso altri impegni al momento del primo interim consegnato ad Alberto Maccari».
La d.g. Lorenza Lei si difende.
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Adriano Celentano devolverà in beneficenza il proprio compenso per il Festival di Sanremo. Questa la notizia che emerge dalla conferenza stampa del Festival, e che placherà una volta per tutte i cani rabbiosi pronti a mordere sull’annoso tema delle cifre date alle guest star per le loro apparizioni in eventi del servizio pubblico.
Una parte ad Emergency e il resto a famiglie bisognose, e tanti saluti alla questione-compenso (a meno che non si vogliano sollevare problemi anche sui destinatari della beneficenza) e alle polemiche. Per gli ansiosi di scoprire se sia tutto vero, ecco la spiegazione di Mazzi:
«Ha contattato sette sindaci: quello di Verona Tosi, di Milano Pisapia, di Firenze Renzi, di Roma Alemanno, di Napoli De Magistris, di Bari Emiliano e di Cagliari Zedda e ha chiesto loro di segnalargli i nomi di famiglie in condizioni di assoluta povertà. Se percepirà 350 mila destinerà 100 mila euro ad un ospedale di Emergency e 250 mila a tredici famiglie. Nel caso di 700 mila euro di compenso, 200 mila andranno a due ospedali di Emergency e 500 mila a venticinque famiglie; gli eventuali 50 mila euro in più consentiranno di portare a ventisette il numero delle famiglie aiutate. Celentano si farà carico di tutte le tasse».
Gianni Morandi - insieme a Rocco Papaleo nell’immagine - non nasconde la propria soddisfazione:
«Celentano è la storia, è la musica, non si discute averlo. Celentano è l’Italia. Lo conosco da 49 anni e la cosa che mi sorprende è come riesca sempre a creare una rivoluzione ogni volta che arriva, ad attrarre l’attenzione. È come se il festival di Sanremo fosse il festival di Celentano, all’insegna di Celentano, e questo ci aiuterà».
Non si sa ancora in quale o quali serate sarà presente il molleggiato. In conferenza stampa, Lorenza Lei ha rinnovato la propria fiducia a Gianni Morandi e Gianmarco Mazzi.
Fra gli ospiti annunciati, Sabrina Ferilli, Geppi Cucciari e i Cranberries. Mazzi ha fatto sapere di avere anche l’adesione di due allenatori doc: Cesare Prandelli (che attualmente allena la nazionale di calcio italiana) e Fabio Capello (allenatore della nazionale inglese).
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Il Presidente del Consiglio Mario Monti torna in tv: domani, mercoledì 1 febbraio, sarà infatti ospite di Matrix, a partire dalle 23:30, su Canale 5. Il programma di approfondimento giornalistico di Videonews condotto da Alessio Vinci ospiterà il premier insieme ad altri ospiti, trattando gli argomenti più caldi dell’agenda politica italiana.
Diversamente a quanto accaduto con gli altri programmi che da quando è diventato Presidente del Consiglio lo hanno ospitato, “Matrix” accoglierà Monti insieme ad altri esponenti del mondo politico: Enrico Letta, vicesegretario del Pd, Maurizio Lupi, vicepresidente della camera dei deputati del Pdl, e Roberto Castelli, senatore della Lega Nord.
Si tratta, inoltre, della prima presenza di Mario Monti in un programma Mediaset, dopo essersi concesso per te volte alla Rai (la prima a “Porta a porta”, a dicembre; la seconda a “Che tempo che fa”, ad inizio mese e la terza il 22 gennaio ad “In mezz’ora”) ed una a La 7 (ad “Otto e mezzo”, il 20 gennaio scorso).
Ancora poche le indiscrezioni sugli argomenti che saranno affrontati in puntata (anche perchè, con ogni probabilità, la trasmissione deve ancora essere registrata), ma è certo che Monti interverrà sui temi delle riforme di queste settimane e sul confronto dell’esecutivo con le parti sociali e con le rappresentanze politiche.
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Come nasce questa conversazione con Salvo Sottile? Nasce da Twitter, una decina di giorni fa. Perché, quando ci arriva in redazione il comunicato che annuncia che anche Quarto Grado si occuperà del naufragio della Concordia, chiediamo al giornalista, che usa parecchio il popolare social network, se non sia «un po’ troppo». Lui se la prende un po’, ci chiede perché non abbiamo criticato anche altri che ne hanno parlato, ne nasce una discussione online in cui, alla fine, diventa chiaro che bisogna parlarne più approfonditamente. Così, ci si accorda per una chiacchierata telefonica che vada al di là delle interviste-fotocopia cui il mondo dello spettacolo è anche troppo abituato. Il confronto fa parte parte del “formato” che abbiamo chiamato Conversazioni di TvBlog. E Salvo Sottile si è sottoposto di buon grado alla chiacchierata.
«Intanto, è un piacere parlarti finalmente di persona, dopo il nostro “scambio di vedute” su Twitter», gli dico al telefono
«Piacere mio» (ride)
«Guarda, vorrei entrare subito nel merito. Io ho visto la puntata in diretta (la prima in cui Quarto Grado ha parlato della Concordia, quella del 20 gennaio), poi mi sono rivisto alcuni pezzi in differita. Mi chiedo e ti chiedo: a posteriori, sei convinto che fosse necessario parlarne ulteriormente?
«Sì, assolutamente sì. Perché abbiamo fatto un lavoro di approfondimento. Certo, Quarto Grado, sulla nave Concordia è arrivato una settimana dopo l’evento e nel frattempo questa storia era stata macinata da tutti i telegiornali e da tutti i contenitori possibili. Però Quarto Grado ha, come “core business” - per chiamarlo così - i delitti o i gialli. E, questo, a mio avviso, e anche secondo Siria Magri (la curatrice del programma) è un grande giallo. Noi raccontiamo delle storie. Lo abbiamo fatto con la Concordia come in altri casi; in questo, per esempio, cercando di andare oltre la guerra tra schettiniani e defalchiani (dopo l’ormai celeberrima telefonata fra De Falco e Schettino, ndr). Abbiamo cercato di capire quale potesse essere lo sviluppo di questa vicenda. Perché dare addosso solo a Schettino? C’erano forse delle responsabilità anche da parte della Costa? C’erano questioni di soldi, questioni assicurative? Ci siamo posti delle domande e su quelle abbiamo fatto tre ore di trasmissione in diretta. Poi, se i numeri valgono qualcosa, abbiamo fatto il 12% su un argomento che non era prettamente di Quarto grado (il 12% è riferito alla puntata del 20. La puntata successiva ha fatto poi il 10,28%, la conversazione si colloca temporalmente fra le due puntate ndr). Quindi evidentemente la gente ci è venuta a cercare perché apprezza di noi il fatto di essere seri e di essere credibili.»
«Io però ci tengo a fare una precisazione importante: se anche la motivazione fosse stata: “è un argomento che tira, facciamo ascolti”, non ci vedo nulla di male, è nella logica televisiva. L’importante è giocare a carte scoperte».
«Io sono convinto, poi magari mi sbaglio, che Quarto Grado abbia il suo zoccolo duro di pubblico: non abbiamo bisogno di fare esperimenti. Se volessi fare le cose che tirano davvero, farei dell’altro, perché i gialli sono comunque un argomento di nicchia. La gente viene da noi per vedere quelle cose. E noi cerchiamo di immaginare il programma come un libro a capitoli, perché le storie si evolvono. Va avanti la vicenda Parolisi, va avanti la storia di Sarah Scazzi, sulla quale veniamo spesso accusati di esagerare. Ma il processo va avanti: io non so ancora come è stata uccisa Sarah Scazzi, quindi credo che sia giusto seguirlo, senza morbosità, mettendo in primo piano le vittime.
E poi, tornando agli ascolti, il venerdì sera non è una serata facile. C’è Zelig, Perego, la Bignardi. Una rete piccola come Rete 4 fa comunque fatica. La differenza la fanno gli argomenti. E nel caso di Quarto Grado, non è che parlare della Concordia ci faccia fare molto più del solito: non siamo un programma che fa il 4% e d’improvviso sale al 12%.»
«Comunque io, per dire, ho trovato sconveniente anche la doppia serata contemporanea della Rai sulla concordia».
«Eh, però poi hai criticato solo Vespa, vedi: programmi come “Chi l’ha visto” sono come una messa cantata. Siccome lo fa la Sciarelli, non viene mai criticata e quello è “servizio pubblico”. Tu mi hai chiesto: «Non è sbagliato parlarne troppo?» La risposta è sì, però era la prima volta che noi ce ne occupavamo. Vespa l’ha fatto, lo fanno i programmi del pomeriggio, per non parlare anche dei programmi Mediaset. Alla fine anche la critica a Vespa mi era sembrata…»
«Per esser chiari, se “Chi l’ha visto” dovesse rioccuparsene credo che non avrebbe più senso. Ma in quel momento mi sembrava che avesse più a che vedere con il programma, rispetto a Quarto grado.»
«Invece questo lo contesto: “Chi l’ha visto” si occupa di scomparsi, è un ottimo programma e ha fatto bene a parlare della questione, perché c’erano i dispersi. Ma allo stesso modo, io col mio programma mi occupo gialli, su questo caso c’è un giallo enorme. E’ questo che rivendico: ne parlo perché ci sono dubbi. Certo, ci occupiamo prettamente di delitti. Ma il giallo c’era anche qui».