La7 nel 2010 avrà tre novità di punta in prima serata. Innanzitutto l’auspicato ritorno di Maurizio Crozza, a cui erano state promesse due puntate speciali a dicembre come risarcimento per la mancata conferma di Crozza Italia. Queste due puntate non sono mai andate in onda, ma è ancora presto per dargli dell’epurato, come lui stesso si autodefiniva alla presentazione dei palinsesti. Il ritorno di Crozza, infatti, è solo rimandato ad aprile, in cui il comico tornerà con un ciclo di sei puntate tratte in parte dal suo spettacolo teatrale Fenomeni.
La vera novità è il ritorno in tv di Luca Barbareschi che, smessi i panni istituzional-politico-sociali, oltre che quelli di attore, torna al suo primo amore: la conduzione. Sarà suo il venerdì sera orfano di Niente di personale: dal 22 gennaio condurrà Barbareschi Sciock, un talk show scoppiettante.
E, per chi già ha nostalgia di Ilaria D’Amico assente per maternità, niente paura. Dopo il parto, previsto a marzo, tornerà sul piccolo schermo già da aprile per condurre Le inchieste di Exit, una versione tutta nuova del vincente programma di approfondimento, questa volta incentrata sulle interviste. Perché, allora, parlare di inchieste e, soprattutto, perché fare un altro programma di interviste di cui la tv è piena?

L’autunno 2009 di La7, presentato questa mattina alla Triennale di Milano, è all’insegna di poche novità e tante conferme, visto che la squadra più radical-chic della tv è dura a cambiare schieramento. Oltre ai programmi già noti, il palinsesto verrà arricchito da due nuovi spazi ascrivibili al genere “tv di servizio”: un programma di economia in seconda serata, curato da Myrta Merlino, e un’ambiziosa fascia pomeridiana in diretta condotta da Luisella Costamagna (le servirà la “gavetta” con Costanzo a Buon Pomeriggio), dedicata alla cronaca e all’attualità. Dopo La Vita in Diretta e Pomeriggio Cinque avremo una terza scelta più autenticamente giornalistica, un po’ come accade al mattino con l’immancabile appuntamento di Omnibus.
Per l’informazione, oltre alle consuete edizioni del TgLA7, si confermano anche i reportage di Reality, e il successivo arricchimento di Omnibus Life. L’area news, diretta da Antonello Piroso, accenderà l’attenzione come sempre sui più importanti fatti di cronaca con dirette e speciali del TG.
In prime time tornano la nuova stagione de L’Infedele di Gad Lerner al lunedì, il rinnovato presidio al venerdì sera di Antonello Piroso con Niente di Personale (è ormai l’erede in quanto a identità e ascolti delle Invasioni barbariche), Exit con Ilaria D’Amico al mercoledì. Inoltre, ritroveremo Lilli Gruber al timone di Otto e Mezzo, mentre tra i nuovi arrivi si è parlato di Luca Barbareschi senza ulteriori dettagli sul suo ruolo effettivo (in realtà starebbe per lasciare la politica e questo dimostra la sua improvvisa nostalgia per la tv).
Anche sul fronte dell’intrattenimento LA7 non cambia di troppo le carte in tavola. Per ora appare “decurtato” l’ingaggio di Maurizio Crozza, che condurrà soltanto due appuntamenti a dicembre in prima serata in attesa di una nuova trasmissione (per ora in forse) da realizzare entro la primavera 2010. Dopo l’iniziale scusante della tv che si deteriora, è emerso ai margini della conferenza stampa, alla presenza del vicepresidente e dell’amministratore delegato di Telecom Italia Media, Giovanni Stella e Mauro Nanni, insieme col direttore di La7, Lillo Tombolini, che anche sul ridimensionamento di Crozza avrebbe influito la variabile del budget, il che ha prodotto un improvvisato show del comico.
Vladimir Luxuria interviene nuovamente sulla questione X Factor 3, e lo fa sulle pagine di Queerblog, in una lunga intervista in cui si parla di molti argomenti, non solo di televisione.
Stuzzicata sull’argomento, Luxuria risponde:
Ne stanno dicendo davvero tante su questa cosa. Sai che ricevo delle telefonate “Vlady, Vlady, so cantare”; vi prego, non è vero, la notizia è destituita di ogni fondamento. Sai, mi telefonano anche in radio, chiedendomi cosa ne penso di X Factor, e rispondo che è una bella trasmissione, mi piace, ci sono persone capaci. Ma non mollano il colpo: “ma se te lo chiedessero, lo faresti?”[…] Certo, io rispondo: magari! e immediatamente lanci di agenzia: “Luxuria si autocandida”. Guarda, ci vediamo il 16 luglio, tutti a Sarzana, quello sì, ma lasciamo stare, al momento TV e X Factor.
Così, Vladimir si chiama fuori dai giochi. Non c’è ufficialità, non c’è nient’altro che apprezzamento per il programma. E allora, non ci resta che aspettare, e intanto continuare a votare nel nostro game-sondaggio per capire chi vorrebbero al posto di Simona Ventura, i lettori di TvBlog.
Al momento, la più votata dai lettori resta Ambra Angiolini, che precede di pochissimo Victoria Cabello, a sua volta quasi a pari merito con Lorella Cuccarini. Staccato di pochissimo, Elio. Nel frattempo, fra coloro che erano state nominate, ha già fatto sapere che non farà parte dei giochi - ma era abbastanza evidente - Antonella Clerici.
Simona Ventura ne sa una più del diavolo. Non a caso è appena stata incoronata regina del gossip 2008 con il 78% di preferenze, stando a un’indagine del settimanale Novella 2000 che ha visto il piccolo schermo al centro del pettegolezzo italico.
Visto che Mediaset non ha occhi che per David Beckham, neo-prestito del Milan e dunque “in esclusiva” sulle reti del Biscione per un eventuale cameo al Grande Fratello, la primadonna di RaiDue continua a tener fede al suo motto ‘l’unione femminile fa la forza’. Cosa c’è di meglio, dunque, del Girl Power promosso da un’ex Spice doc come Victoria?
Pare che possa essere proprio la signora Beckham il nuovo feticcio di SuperSimo, da coccolare a tutti i costi per un’eventuale partecipazione a X Factor. La conduttrice più internazionale della tv italiana ha avuto l’opportunità di conoscere in privato la coppia più glamour dello showbiz, cioè David e Victoria. E’ successo proprio sabato scorso al ristorante “Giannino” di Milano, designato dall’amministratoire delegato del Milan, Adriano Galliani, per far cenare la coppia britannica prima dell’incontro con i tifosi milanisti, in occasione del match di campionato a San Siro.
Continua a leggere: Simona Ventura è la regina del gossip 2008. E vuole Victoria Beckham a X Factor?
Le polemiche legate al raddoppio dell’Iva per la Pay-tv, o meglio per la fine delle agevolazioni che consentivano alle tv criptate satellitari e via cavo di usufruire di un’aliquota del 10%, non sembrano voler cessare. Ieri il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha risposto alle accuse rivolte dai vertici di Sky Italia e delle opposizioni liquidando la faccenda con un’alzata di spalle e dichiarazioni sprezzanti.
La sinistra aveva dato un privilegio alle televisioni con gli abbonamenti, la sinistra aveva buoni rapporti con Sky. Noi abbiamo tolto un privilegio e portato il livello dell’Iva uguale per tutti e in questo modo abbiamo penalizzato anche Mediaset che sta facendo partire una tv con gli abbonamenti. Questo dimostra che la sinistra si è inventata il conflitto di interessi, oltretutto Mediaset non è concorrente di Sky che va sul satellite e ha altre regole.
Il provvedimento di Iva agevolata in realtà nasce nel ‘95 e viene riconfermata nel ‘97, quando Sky non esisteva e, dell’allora gruppo Telepiù, Mediaset deteneva il 10% (il massimo consentitogli dalla Legge Mammì allora in vigore). Inltre, come abbiamo già spiegato è difficile comparare le situazioni di Sky Italia e Mediaset Premium che viene colpita dal raddoppio dell’Iva solo per quanto riguarda gli abbonamenti stipulati con la formula “Easy Pay” (per le schede ricaricabile l’aliquota applicata era quella del 20%) che secondo un’interpretazione estensiva dell’agevolazione veniva parificata alle “tv satellitari e via cavo” pur trasmettendo in Digitale Terrestre.
Da questa sera tornano su La7 Ilaria D’Amico e le inchieste di Exit. Un programma, giunto già alla sua quarta edizione, che inizialmente non convinceva fino in fondo, ma che con il tempo è cresciuto molto, così come la sua conduttrice, più moderata degli esordi e più equilibrata padrona di casa nei confronti dei propri ospiti. Nel primo appuntamento si parlerà di un tema importante, di sanità, di liste d’attesa che continuano ad aumentare nonostante le manovre e gli stanziamenti statali tesi ad abbatterle. Sarà affrontato anche il tema della privatizzazione degli ospedali, con un sorprendente affresco della realtà in cui, di fatto, è già in atto una privatizzazione strisciante, guadagni privati a carico del pubblico.
Facile il paragone con le meravigliose inchieste di Report, ma nonostante il tema possa creare una sorta di “confusione”, la formula dei due programmi è totalmente differente: più indagine approfondita il primo, più talk-show il secondo, anche se li accomuna il fatto di appartenere alla cosiddetta “tv di servizio”. Durante la serata Ilaria D’amico inviterà al confronto gli ospiti in studio: l’On. Maurizio Gasparri, Presidente dei Senatori PDL; Piero Marrazzo, Presidente Regione Lazio; Ferruccio Fazio, Sottosegretario al Welfare con delega alla Salute; l’On. Livia Turco, deputato PD ed ex ministro della Salute; Carlo Rienzi, avvocato e Presidente del CODACONS; e Stefano Biasioli, Presidente CIMO-ASMD (Sindacato Medici Ospedalieri).
Nella seconda parte Exit darà ampio spazio all’attualità, in particolare all’economia. La tempesta economica americana può investire i risparmi degli italiani? Questa la domanda che verrà posta in studio. Se ne discuterà con il firmatario delle legge sulla portabilità, il ministro ombra dell’economia del Pd Pier Luigi Bersani e con l’On. Maurizio Gasparri, l’On. Elio Lannutti, Senatore IdV e presidente di ADUSBEF (Associazione difesa consumatori ed utenti bancari, finanziari ed assicurativi) e Marco Ferrante, giornalista economico.
Ieri si è tenuta in una sala conferenze del prestigioso hotel Principe di Savoia di Milano la presentazione dei palinsesti autunnali de La 7, l’emittente che fa capo al gruppo di Telecom Italia Media e che, contrariamente a quanto si era letto e scritto nei giorni scorsi, si presenta con un palinsesto, compatibilmente con i propri budget, agguerrito e ricco atto a generare soprattutto redditività.
Giovanni Stella, vicepresidente esecutivo di Telecom Italia Media ci tiene a sottolineare che non bisogna decretare il de profundis della rete e che si sta lavorando per portare i conti economici a livelli accettabili rivedendo costi ma investendo sul prodotto e sulle idee. “Lillo Tombolini e gli altri responsabili stanno facendo un buon lavoro e questo lavoro” - afferma il massimo dirigente di Telecom Italia Media - “Sarà più evidente quando nel 2009 il tasso di innovazione sarà più profondo. Dobbiamo come sapete rispettare dei contratti in essere pertanto alcuni prodotti che noi giudichiamo ancora ad alto budget in autunno ci saranno ancora; stiamo lavorando per mantenerli anche da gennaio in avanti rivisitando i costi“.
Lillo Tombolini, prima assistente di Antonio Campo Dall’Orto e ora promosso a direttore programmi, inizia parafrasando un modo di dire che era consono di Gianfranco Funari: “Jela fa“, riferendosi alla televisione che tutti davano ormai per spacciata dopo la dipartita di nomi importanti e la richiesta della proprietà di ridurre i costi visto il buco di bilancio cospicuo a cui era arrivata. Non c’è Piero Chiambretti, sempre più vicino a passare a Mediaset su Canale 5 e Italia 1, ma per tutto l’inverno almeno ci sarà ancora Daria Bignardi con Le Invasioni Barbariche e qualche chicca di palinsesto che, come le altre reti ammiraglie, inizierà alle 21:10 (ridotto quindi lo spazio di 8 1/2 per il quale si sta cercando un forte sostituto di Giuliano Ferrara). “La 7 è al terzo posto come unica televisione insieme alle due spagnole che nonostante la contrazione del mercato della generalista è aumentata rispetto allo scorso anno” - cita il direttore - “E a questo si aggiunge anche il buon risultato dell’ultimo semestre e il record di ascolti di giugno (3,3%) mai raggiunto da questa emittente. In autunno proprio per questo il bacino pubblicitario sarà portato al livello delle altre tv generaliste, compatibilmente con quanto ci consente la legge.”

Questa sera alle 21.10, una nuova puntata per Exit di La7, il programma “d’inchiesta” di Ilaria D’Amico dedicato quest’oggi al mondo dei fannulloni, quelli che un contratto di lavoro lo hanno ma lo rispettano in maniera poco meno che abbozzata. Terza edizione per questo programma di informazione che viene continuamente ricondotto a “Report“, quasi come se ci fosse un vero filo conduttore che le lega.
L’impressione generale è che la densità struggente dell’inchiesta venga disciolta nel solito modo di fare talk politico, con contributi lunghi, accavallati e poco chiari. I temi sono di grande interesse, tanto quanto gli ospiti presenti, che almeno nella prima puntata di questa serie non sono i “soliti noti” da salotto tv.
Ilaria D’Amico, preparatissima, gioca più ruoli: difende il proprio lavoro, media in maniera a volte un po’ passiva, gestisce i primi venti minuti senza presentare i nodi problematici di cui discutere, il centro più intrigante del programma: sentire cosa dicono i diretti interessati delle questioni gravi che vengono portate alla luce dai suoi giornalisti. Poi questi ospiti come al solito non rispondono, deviano, soffiano sabbia negli occhi. Ma è fondamentale vedere l’effetto che fa.
Senza scatenare risse, sarebbe utile arrivare alla chiarezza dei contenuti, dove la presentatrice domina e cerca risposte per il pubblico, non assecondando la vanitosa autoreferenzialità dei suoi ospiti.
La nuova stagione televisiva è pronta ad esplorare l’ennesima frontiera scandalistica. A far parlare di sè questa volta, con toni più o meno pruriginosi, sono i preti, categoria apparentemente integerrima e proprio per questo più allettante in termini sensazionalistici.
Ad aprire le danze di un nuovo preoccupante trend è Buona Domenica, che nella prima puntata propone un’intervista esclusiva a Don Sante Sguotti. Il parroco in questione è balzato da diverse settimane agli onori delle cronache per aver rivelato di avere un legame affettivo con una donna. La sua vicenda è stata definita da Il Giornale, che vi ha dedicato interessanti editoriali, qualcosa a cavallo tra una telenovela e un discutibile reality show, visto che sono girate voci di una sua presunta paternità come di altri scheletri sentimentali nell’armadio.
Fatto sta che, dopo aver sottolineato la propria devozione al sacerdozio e la voglia di preservarlo ad ogni costo, ora anche un uomo di Chiesa va a lavare i panni sporchi in tv.
L’affaire si ingrossa con un’inchiesta clamorosa sui preti gay, i cui “segreti” - come titola oggi Il Corriere come se si trattasse delle casalinghe di Wysteria Lane - verranno svelati ancora una volta in tv.
Ma questa volta, almeno, si passa dalla porta principale del giornalismo, o meglio dall’uscita di sicurezza.
Sarà Exit, il programma di informazione di Ilaria D’Amico, a dedicarvi la prima puntata in onda lunedì prossimo.
Continua a leggere: La nuova frontiera della tv: i preti che fanno scandalo
Non c’è un tg oggi che non abbia parlato dell’inserto del Financial Times dedicato all’Italia, a quell’Italia piena di donne nude, aspiranti veline o, in alternativa, di casalinghe disperate e disinteressate ad una carriera professionale.
La maggiore aspirazione delle giovani italiane è apparire e, perché no, “spogliarsi” in tv: questo è in breve, secondo l’autore dell’articolo (un giornalista che da tre anni vive a Milano), il ritratto che programmi e spot televisivi danno del nostro Paese. E tra l’accusa di aver dimenticato le battaglie del femminismo e quella di utilizzare le donne come oggetto sessuale, non è mancato un riferimento anche ad Ilaria D’Amico, giornalista sportiva che “ne sa”, ma che non perde occasione per mostrarsi in abiti succinti tra maschi in giacca e cravatta. Ad accompagnare lo speciale del quotidiano, la foto di Elisabetta Canalis dell’ultima pubblicità Tim.
Quasi tutti i tg, nei servizi dedicati all’argomento, hanno criticato pesantemente l’articolo e più in generale gli inglesi che “predicano bene e razzolano male”, visto che sono i primi a dedicare ampio spazio nei giornali a nudità e gossip. E c’è stato anche chi, scrivendo un articolo a riguardo, ha addirittura citato vecchi episodi accaduti in qualche reality-show d’oltremanica (come la masturbazione al maiale della Fattoria versione inglese) per dire che abbiamo dei “buoni maestri”.
Insomma, si è cercato di mettere le mani avanti e di difendere - sbagliando - l’indifendibile, visto che le immagini dei servizi parlavano da sole: sculettamenti a L’eredità, docce di veline seminude, backstage di calendari e chi più ne ha più ne metta.
Continua a leggere: L'Italia piena di aspiranti veline? Ha ragione il Financial Times
Ilaria D’Amico è davvero fiera di sè. Una sua reputazione in tv se l’è conquistata e nulla ora la ferisce perchè i veri problemi della vita sono altri.
A raccogliere un bilancio della sua vita attuale, professionale e non, è una splendida intervista realizzata da Candida Morvillo (ex Vanity Fair) per A di Maria Latella.
Ilaria confida apertamente, senza temere di passare per presuntuosa, di non aver mai desiderato il successo ma di sapere che sarebbe arrivato, di avere la convinzione che ce l’avrebbe fatta.
E dunque ora la vediamo al timone di Exit - uscita di sicurezza, un programma di cui forse non si sentiva il bisogno e che non aggiunge molto alla missione sociale di certe rubriche della generalista, ma pare creato ad hoc per suffragare l’impegno della conduttrice.
La D’Amico, infatti, verrà anche dal calcio (prima La giostra del gol su Rai International e tuttora Sky Calcio Show che la vede primadonna incontrastata della tv satellitare) e avrà pura presentato un reality come Campioni, ma ha anche condotto Cominciamo Bene su Raitre e dato prova di carattere in un’intervista a Gheddafi nel pieno della crisi tra Italia e Libia.
L’approdo alla tv progresso, dunque, non è inatteso nè forzato, ma si pone in continuità con il profilo intellettuale di Ilaria, da molti additata come la rivale più temibile per Daria Bignardi.
Eppure, lei rivela di aver sempre saputo quello che non voleva e di aver sempre ammesso che tutto il resto si poteva tentare:
“Non ho mai voluto l’intrattenimento, il varietà, il vallettume. Il sabato sera. Non mi sono mai sentita una showgirl”.
Di qui, i tre no a proposte apparentemente allettanti come Domenica In, Uno Mattina e Verissimo (anche se in quest’ultimo caso pare averle nuociuto una fuga di notizie), ma che avrebbero rischiato di spersonalizzarla. Altro rifiuto secco verrebbe per un’eventuale conduzione dell’Isola dei Famosi, che potrebbe esserle proposta da Gori visto che la stessa Magnolia produce il suo Exit…
Continua a leggere: Ilaria D'Amico, orgogliosa di non essere una showgirl
Dell’arrivo di Ilaria D’Amico su La7 vi avevamo già anticipato qualcosa, quando vennero annunciate le sue trattative con la rete di proprietà Telecom per un nuovo talk show al femminile.
Già da allora si sprecavano le allusioni sulla problematica convivenza coatta con la neo-dirimpettaia Daria Bignardi, rappresentante per eccellenza del glamour catodico. Ma il loro, più che un affiancamento, è un vero e proprio passaggio di consegna che vedrà la D’Amico ereditare giorno di collocazione e fascia oraria delle Invasioni Barbariche ma con un taglio più giornalistico.
Il nuovo programma della regina di Sky, come anticipato su Vipline, si chiamerà Exit – uscita di sicurezza e dovrebbe andare in onda da venerdì 20 aprile alle 21.30.
Al centro, i problemi di tutti i giorni con le armi della curiosità e della tenacia, utilizzando al contempo vari linguaggi televisivi, dall’inchiesta alla docu – fiction, dalla candid camera ai “punti di vista” di importanti firme del giornalismo. Una via di mezzo tra Report, le Iene (pare che abbia saccheggiato a Mediaset Alessandro Sortino, disperso dopo la promozione iniziale a Matrix), e Mi manda Raitre come esempio di tv per il sociale.
Nelle sei puntate previste, allo spettatore verrà indicata una via di fuga praticabile, un’ “uscita di sicurezza”, come appunto suggerisce il titolo del programma, prodotto dalla Magnolia di Giorgio Gori. Ogni settimana, inoltre, assisteremo all’incontro con un grosso personaggio, che rischia di deviare l’interesse verso l’impronta trendy-chic apportata dalla Bignardi nelle sue mitiche interviste.
Quasi quasi, Daria farebbe bene a stare in guardia… il rischio del plagio è in agguato.
A La7 ce n’è per tutti (che vogliano sperimentare senza l’ansia degli ascolti).
Perché, dunque, non sdoganare anche la D’Amico, pronta al grande salto dal giornalismo sportivo all’intrattenimento impegnato?
La giornalista più competente e conturbante della categoria, ormai incontrastata regina della cronaca post-partita, sta per sbarcare su La7 (si parla di fine gennaio) con un nuovo show in prima serata e rigorosamente in diretta.
Un programma di infotainment, più che un talk vero e proprio - ci tiene a ribadire - che le malelingue già vedono in competizione con le Invasioni Barbariche. Ma Ilaria è subito pronta a mettere i puntini sulle i.
“Abbiamo un taglio diverso. Daria punta sul costume con occhio ironico e scanzonato. Qui l’ossatura centrale è l’attualità che tende al sociale. Il mio modello? Mi manda Raitre: mi piace il modo diretto in cui affronta un tema. Si parla di un caso e dell’ipotetica soluzione”.
Continua a leggere: La D'Amico approda al talk su La7 (contro Daria?)