
Come trasformare un appuntamento mancato in un’occasione di approfondimento. Lo fa SKY Calcio Show, con Ilaria D’Amico che domani, in una edizione un po’ particolare del suo programma, che avrebbe dovuto occuparsi della prima giornata di campionato di Serie A, ospiterà due protagonisti di questo sciopero dei calciatori.
Saranno ospiti dello speciale i due contendenti: il presidente dell’Aic - Associazione Italiana Calciatori Damiano Tommasi (che sarà in studio a Milano) e il Presidente della Lega Serie A Maurizio Beretta (in collegamento da Roma).
Chissà che non sia una buona occasione per uscire dalla retorica trita e ritrita che si è sentita in questi giorni e perché anche il pubblico che non ha troppa voglia di informarsi possa sapere esattamente come stiano le cose.
Di Ilaria D’Amico a Sky in esclusiva avevamo detto a suo tempo. Ora Libero pubblica un’intervista alla conduttrice, rimpiazzata, su La7, da Corrado Formigli alla conduzione di Exit.
Nella scelta della D’Amico pare aver pesato una sorta di debito di riconoscenza nei confronti di SKY, oltre all’aver avvertito che il network crede in lei. Così, a Libero dichiara:
A Sky sento di dovere tutto. E poi ho avvertito un progetto molto forte su di me. Si riparte a fine agosto con il calcio e dopo sette anni non avrò più in studio Mario Sconcerti, che avrà un programma tutto suo. Così mi toccherà ricostruirmi il ruolo, magari diventare un po’ più battagliera con allenatori e giocatori e sostituirmi a Mario nella polemica…
E poi c’è un accenno alle prospettive future, che erano già state ventilate al momento dell’annuncio del contratto che la lega in esclusiva al network di Murdoch fino al 2014. Perché la D’Amico non ha alcuna intenzione di rinunciare al giornalismo non sportivo, evidentemente.
Le novità infatti non finiscono qui. Una donna si aspetta sempre molto dal matrimonio [quello con SKY, ndr]. Lo show della domenica è il calcio d’inizio della stagione, per così dire. Per il 2012 abbiamo in cantiere un programma d’informazione. Posso sbilanciarmi ancora poco. Certo, rifare Exit non avrebbe senso. Non è escluso però che stavolta l’appuntamento da settimanale diventi quotidiano. Magari su Sky Uno, la rete che più dà l’imprinting a tutto il mondo Sky. Per dirla tutta però, il progetto è ancora sul tavolo, bisogna capire anche quel che accadrà nell’azienda nelle prossime settimane; il nostro Ad è appena stato trasferito a Londra e tutto andrà ridiscusso con chi lo sostituirà. Quel che è sicuro però è che tenteremo di cambiare il modo in cui si fa opinione in Italia. Altrimenti, non è neanche il caso di cominciare.
Sul tema della tv d’approfondimento la conduttrice ha le idee chiarissime:
Francamente, non se ne può più. Il dibattito e l’informazione in tv oggi si reggono per lo più su urla, strappi e provocazioni. Credo si avverta il bisogno di un nuovo linguaggio.
Vedremo se su SKY questo nuovo linguaggio, la D’Amico, saprà davvero proporlo.
Continua a leggere: Ilaria D'Amico su Sky Sport e SkyUno con l'informazione

Ilaria D’Amico resterà il volto femminile per eccellenza di Sky per almeno altri tre anni.. La conduttrice ha firmato oggi un contratto triennale con la pay tv satellitare, contratto triennale fino al giugno 2014 ed per di più in esclusiva. Non sarà più possibile vederla alla conduzione di altri programmi, compreso Exit su La 7. La D’Amico non nasconde la sua soddisfazione:
Sono sempre stata a Sky. Ora, accettando questa esclusiva, mi sento ancora più Sky. Non riesco ad immaginare oggi un luogo diverso dove condurre il calcio con lo stesso entusiasmo e la stessa passione. Qui ci sono le idee, la migliore tecnologia ed un gruppo dirigente che affronta le sfide per il futuro con la voglia di innovare e sperimentare. Con queste premesse e con queste persone sono certa che riusciremo a sviluppare anche nuovi progetti per gli altri canali Sky.
Sky ha intenzione di impegnarla anche in format che non sono esclusivamente calcistici nel corso di questo triennio, d’altra parte la carriera della conduttrice romana non è mai stata legata al calcio, anche se le trasmissioni di Sky Sport le hanno regalato la definitiva notorietà.
Leonardo Facco, autore del libro “Umberto Magno. La vera storia dell’Imperatore della Padania“, è stato escluso della puntata dedicata alla Lega Nord del programma d’informazione Exit condotto da Ilaria D’Amico su La 7. Facco ha lanciato la sua denuncia attraverso il blog della sua casa editrice. Le sequenza degli eventi sembra chiara: dopo aver registrato due interviste negli scorsi mesi e dopo aver ricevuto un invito ufficiale in studio per partecipare al dibattito Facco è stato prima estromesso dalla puntata, poi tagliato completamente dalla scaletta.
Nessuno degli interventi del giornalista, militante “pentito” della Lega Nord ed ex collaboratore del quotidiano di partito “La Padania” (qui la sua intervista a PolisBlog), è stato mandato in onda e nemmeno la promessa di consentirgli un intervento telefonico in diretta è stata mantenuta. Il sunto della vicenda è fornita dallo stesso Facco:
Della mia intervista nemmeno l’ombra. Oltre alla censura vera e propria, ciò che dà fastidio è anche il comportamento iporcrita della mia interlocutrice in redazione, la quale sicuramente avrà obbedite alle direttive della D’Amico. Mi chiamano, mi intervistano per due volte e io do loro disponibilità. Mi invitano in trasmissione, poi si rimangiano l’invito. Mi dicono che comunque il mio intervento sarà trasmesso e non è stato trasmesso. Mi propongono di intervenire in diretta, ma quando chiamo evitano che io lo faccia dicendo che a minuti sarebbe andata la mia intervista. E come per il sottoscritto, la stessa sorte è toccata a molti altri che si son resi disponibili ad essere intervistati dalla inviata di Exit. La Lega Nord è regime, lo ho dimostrato col mio libro e vado in giro a denunciarlo ogni volta che mi invitano a presentarlo.
Continua a leggere: Exit censura l'autore del libro scomodo sulla Lega Nord
Ilaria D’Amico conduce una puntata decisamente interessante di Exit. Una puntata difficile e complessa, dove si parla dell’Aquila e della ricostruzione mai cominciata. Dove si parla della delicatissima questione di Terzigno, con una popolazine in rivolta e scenari da guerriglia urbana: camion di rifiuti incendiati, barricate di spazzatura e, su tutto, almeno due questioni centrali, anche se (quasi) nessuno ne parla: il capitalismo dei disastri e la comunicazione propagandistica.
Antonello Caporale ci prova e parla dell’economia dell’emergenza, ovvero, per tutti coloro che non avessero letto The shock doctrine di Naomi Klein, di quel capitalismo sfrenato che vede in qualsiasi situazione emergenziale (sia essa dovuta a una catastrofe naturale oppure all’intervento umano) una splendida occasione di profitto. Ma il discorso cade un po’ nel vuoto, probabilmente perché non è molto “televisivo”, in quanto a concetti e ritmo.
Ci prova anche Ilaria D’Amico, ad un certo punto, a invitare i politici in studio a evitare le cartoline e a provare a parlare di fatti. Perché sembra essere centrale, ormai, per un programma di informazione e di approfondimento, ribadire ogni volta che, nelle situazioni più disparate che riguardano l’attualità della nostra Italietta, la comunicazione, l’informazione, il messaggio veicolato dalla televisione diventa parte integrante della questione. La modifica, la influenza, a volte la stravolge.
Tuttavia, la sensazione, guardando Exit, è ben precisa.
Continua a leggere: Exit - Ilaria D'Amico e il capitalismo dei disastri

I nuovi diritti tv del calcio italiano, che Sky si è aggiudicata, ridisegnano il palinsesto della pay tv satellitare. Tutte le gare del campionato, telecamere negli spogliatoi e un calendario sul modello della Premier League inglese con partite in orari diversi, scaglionate durante tutto il weekend. Tanto calcio al sabato, ma soprattutto domenica, con due nuove partite alle 12.30 e alle 18 che permettono una 12 ore di calcio non stop.
Sky Calcio Show, condotto da Ilaria d’Amico, non andrà in onda “solo” dalle 17 alle 19, ma diventerà anche l’appuntamento per il pre partita del posticipo delle 20.45 e per il post partita, fino a mezzanotte. In studio anche Billy Costacurta, rinforzo alla squadra di commentatori di Sky Sport già in occasione dell’ultimo Mondiale di Calcio.
Fabio Caressa, che aveva sostituito la D’Amico durante gli ultimi mesi di gravidanza, si vede affidata la conduzione della trasmissione dedicata alla Champions League in compagnia di Gianluca Vialli e Massimo Mauro. Il telecronista di punta di Sky sempre più conduttore. Così Giorgio Porrà, altro volto storico di Sky, passa a condurre il programma che coprirà dallo studio il pre e post gara dell’inedita partita di Serie A delle 12.30.
Continua a leggere: Nuovo palinsesto Sky Sport per il calcio: tante novità
Nell’estate in cui i Mondiali Fifa 2010 assicurano quotidianamente il recordi di ascolti a Rai1 e Sky, torniamo indietro di qualche anno per ricordare uno degli esperimenti più strani proposti in Italia per il genere reality show. La forza di “Campioni, Il Sogno” sembrava alla vigilia della messa in onda rivoluzionaria, unendo alla passione storica degli italiani per il calcio quella per il reality show scoperta più recentemente. Dopo case, isole e fattorie Italia1 decise così di organizzare il primo reality show al mondo ambientato in un campo di calcio.
In un enorme studio da Mirabilandia, con una sigla creata per l’occasione da Gigi D’Alessio, il 6 settembre 2004 in prima serata partì su Italia1 con la regia di Roberto Cenci “Campioni Il sogno” condotto da una autoritaria Ilaria D’Amico, concedendo per la prima volta al telespettatore la possibilità di scegliere la formazione di una squadra grazie al televoto. Tramite appositi casting la produzione riunì infatti 25 aspiranti calciatori professionisti per formare il Cervia, capitanato da Ciccio Graziani. Le sorti però della squadra nel campionato di Eccellenza, seguite anche da Sky, non appassionarono il telespettatore e con il tempo le telecamere si spostarono maggioramente negli spogliatoi e nella residenza dei calciatori, con grande felicità della Gialappa’s Band che dedicò memorabili servizi alle vicende di Ciccio Graziani e ai suoi allievi.
Dopo il salto continua la storia di “Campioni Il Sogno” con notizie a alcuni video cult:

Oggi, 23 giugno 2010, nello studio de “L’Infedele” (e di “Victor Victoria”) è stato presentato davanti ad un folto gruppo di giornalisti e un parterre d’eccezione formato da tutte (o quasi) le star della rete, il Palinsesto autunnale di La7. La grande novità della giornata è stata la conferma ufficiale dell’acquisto di Enrico Mentana in qualità di direttore del Tg La7 e della Testata Giornalistica al posto di Antonello Piroso. A quest’ultimo il vicepresidente Stella avrebbe offerto di mantenere la conduzione di “Omnibus” e probabilmente anche “Niente di Personale” da mandare nella serata domenicale, ma l’ormai ex direttore del Tg non avrebbe ancora dato risposta.
Inutile dire che buona parte della presentazione (e delle domande dei giornalisti) sono state incentrate sull’arrivo dell’ex direttore del Tg5, ma c’è stato modo anche di raccontare da parte dei dirigenti della rete e del Gruppo Telecom Italia Media l’andamento degli ascolti nell’anno in corso. La rete del gruppo Telecom, come ha spiegato il direttore generale Marco Ghigliani, sostanzialmente tiene negli ascolti mantenendo un 2,81% complessivo rispetto al 2,96% e raggiungendo nel mese in corso una media del 3,2% nonostante i Mondiali di calcio. Un risultato positivo nonostante il leggero calo considerato che le altre reti generaliste hanno pagato con il passaggio al digitale circa 2,5 punti percentuali.
“Dal mese di giugno viene rilevato da Auditel anche l’ascolto di La7d che oggi è stimato nello 0,10% di share, già a livello di altri canali semigeneralisti come RaiSat o RaiExtra e superiore a SkyUno”.
Il motivo della nascita di un canale dedicato ad un pubblico femminile ma non solo è spiegato da Ghigliani:
“Il valore che ha costruito il nostro canale nel tempo e nei suoi programmi è confermato dalle nostre ricerche: parole come qualità dell’offerta, originalità, innovazione, alternatività sono quelle che rappresentano meglio ciò che il pubblico riconosce ne La7 e i suoi programmi. Da questo brand abbiamo pensato di sviluppare nella nuova offerta del digitale terrestre il canale La7d che è partito il 22 marzo e in coerenza con il valore della rete principale si propone ad un target giovane e femminile. La D sta ovviamente per Donna, ma anche per Digitale, Divertente e altro ancora…”.
La7 nel 2010 avrà tre novità di punta in prima serata. Innanzitutto l’auspicato ritorno di Maurizio Crozza, a cui erano state promesse due puntate speciali a dicembre come risarcimento per la mancata conferma di Crozza Italia. Queste due puntate non sono mai andate in onda, ma è ancora presto per dargli dell’epurato, come lui stesso si autodefiniva alla presentazione dei palinsesti. Il ritorno di Crozza, infatti, è solo rimandato ad aprile, in cui il comico tornerà con un ciclo di sei puntate tratte in parte dal suo spettacolo teatrale Fenomeni.
La vera novità è il ritorno in tv di Luca Barbareschi che, smessi i panni istituzional-politico-sociali, oltre che quelli di attore, torna al suo primo amore: la conduzione. Sarà suo il venerdì sera orfano di Niente di personale: dal 22 gennaio condurrà Barbareschi Sciock, un talk show scoppiettante.
E, per chi già ha nostalgia di Ilaria D’Amico assente per maternità, niente paura. Dopo il parto, previsto a marzo, tornerà sul piccolo schermo già da aprile per condurre Le inchieste di Exit, una versione tutta nuova del vincente programma di approfondimento, questa volta incentrata sulle interviste. Perché, allora, parlare di inchieste e, soprattutto, perché fare un altro programma di interviste di cui la tv è piena?

Ebbene sì, agli italiani in tv piace il talk show e l’informazione sopratutto sui canali RAI. Il dato emerge dal consuntivo di fine anno presentato da Auditel che vede tra i programmi più seguiti Annozero di Michele Santoro, Ballarò di Giovanni Floris e Porta a Porta di Bruno Vespa.
Santoro però sbaraglia tutti con una media, nel ciclo della prima serie di 13 puntate (tornerà con il nuovo ciclo il 7 gennaio), del 21.18% di share, pari a 5milioni 244mila spettatori. La puntata più vista è stata il primo ottobre con ospite Patrizia D’Addario che fece registrare il 28.92% di share cioè oltre 7,3 milioni di telespettatori; seguitissima anche la puntata con tema l’aggressione a Berlusconi con il 24.81% di share pari a 6,1 milioni di telespettatori.
Dà soddisfazione anche Porta a Porta di Bruno Vespa su RaiUno che conferma il suo zoccolo duro di affezionati telespettatori e totalizza il 17.50% e stacca di 7 punti share Matrix che porta a casa il 14.1% di share, cioè 1milione e 33mila spettatori. Anche Ballarò, su RaiTre, che riparte il 12 gennaio 2010, fa registrare il pienone di ascolti e mostra un trend in crescita rispetto allo scorso anno e chiude con il 16.18% di media; la puntata più seguita è del 15 dicembre con tema l’aggressione al premier Berlusconi che ha fatto totalizzare il 21.03% di share pari a 5milioni 165mila spettatori.
L’informazione regge e cresce anche su La7 dove Otto e mezzo di Lilli Gruber fa registrare un interessante 3.3% di media con 884mila spettatori e con Gad Lerner e L’Infedele che chiude al 4.3% e 1milione di telespettatori. La curva di crescita del programma di Lerner è tra le più stupefacenti, +77% rispetto all’edizione dello scorso anno. Infine, buone soddisfazioni per Antonello Piroso con il 3.7% di share e 726 spettaori di Media e Exit di Ilaria D’Amico con il 4.3% di share e 930mila spettatori di media.
Foto | Flickr
Una creatura mitologica, Ilaria D’amico. Bella, in carriera, col pancione e a tutto spiano su due network nazionali, La7 e Sky, con medesimo riscontro. Qualcuno potrebbe storcere la bocca, certo: in fondo la presentatrice sta lì ad occuparsi di due argomenti prettamente maschili, di quelli che guai a chi li va a toccare, cioè il calcio e la politica. Ilaria, però, resiste, con la sua cartellina in mano, a fare quello che le donne, di solito, non fanno: parlare di pallone con la gravidanza in bella vista. Addirittura quelli di Sky l’hanno messa pure a fare la pubblicità del rugby. Storia curiosa, raccontata, in parte, in un’intervista al Corriere della Sera:
“Non è banale sentire la gioia per la tua gravidanza in un ambiente prevalentemente maschile, specchio di un Paese in cui non si ha più paura a diventare madri. Non so se è così dappertutto. Questa è la mia esperienza. Mi ritengo fortunata, ma io non sono tipo da sgabello. Ho bisogno di gesticolare, di stare in movimento. Quando sarà il momento verrò sostituita da uno dei molti colleghi validi che lavorano a Sky. Preferenze? Non spetta a me dirlo. Ce ne sono almeno una decina adatti al ruolo. Una donna? Perché no?”.
Tutto, insomma, pur di continuare a lavorare fino a quando possibile. Chissà che nella testa di Ilaria non vi sia prepotente la storia professionale e umana di Antonella Clerici, collega bionda e gravida, la quale proprio per i medesimi motivi, fu costretta a scegliere tra famiglia e professione, pagandone ancora oggi le conseguenze:
“Ho pensato di fermarmi del tutto. Ma mi chiedevano di continuare e a me stava bene. La maternità non è invalidante. Il fisico ti manda segnali stupendi e in diretta senti solo l’adrenalina. Maternità è sperimentazione: ti tira fuori energie nuove. Mi piace l’idea di passare un messaggio di normalità e tenerezza”.