


Lino Banfi, con “Il Commissario Zagaria”, fugge da Nonno Libero e cerca sè stesso. Col rischio di rimanere intrappolato nel personaggio che l’ha reso noto anche alle nuove generazioni, l’attore barese ha preso la palla passatagli da Canale 5 al balzo ed ha cercato di ritrovare la sua identità. E quale modo migliore se non tornando ad interpretare un commissario, proprio come fece negli anni ‘70 per registi del calibro di Dino Risi, ed utilizzando il suo vero cognome?
Ecco che, allora, “Il Commissario Zagaria” è prima di tutto un’operazione nostalgia per Banfi stesso, che cerca con una miniserie divertente e con tinte di giallo (solo tinte: qui il poliziesco fa da sfondo alla commedia e non viceversa, come il titolo e la presentazione della fiction volevano farci credere) di riappropriarsi del proprio calibro di attore comico lontano da camici bianci, famiglie allargate e buoni sentimenti.
Il risultato è una fiction dallo stampo tipicamente italiano, senza particolari colpi di scena e con una storyline servita sul piatto e pronta ad essere srotolata davanti al pubblico in maniera semplice e lineare. Insomma: considerato che la serie è stata già rinnovata per una stagione da sei episodi, potremmo dire che Canale 5 potrebbe avere trovato ne “Il Commissario Zagaria” la sua risposta frizzante (ma, ahimè, anche banale) alle fiction Rai dove alle indagini si associano situazioni comiche (o che dovrebbero essere tali).
Il Commissario Zagaria


Risale al film del 1973 di Luca Davan “Il brigadiere Pasquale Zagaria ama la mamma e la polizia” il protagonista de “Il Commissario Zagaria”, la miniserie in due puntate in onda stasera e domani alle 21:10 su Canale 5. Un personaggio interpretato, oggi come allora, da Lino Banfi, che ha puntato molto sul progetto, tanto da averne scritto il soggetto (con Edoardo Bechis e Leopoldo Pescatore) e produrlo con la sua Alba Film 3000.
Rispetto al film, ovviamente, sono tante le differenza: intanto Zagaria non è più brigadiere ma Commissario, un uomo tenace, testardo, che si fida tantissimo del proprio intuito al punto da rinnegare ogni strumento all’avanguardia che la Polizia potrebbe fornirgli nelle sue indagini. Esperto del Salento, i cui luoghi fanno da sfondo non solo ai casi, ma anche alle riflessioni del protagonista (che si rifugia spesso a casa degli amici Felice ed Alice per trovare un po’ di pace davanti al mare), Zagaria è un Commissario affidabile ma difficile da capire.
Ne saprà qualcosa il Vicequestore Stefano Amato (Marco Cocci), trasferito da Firenze per mettere su una squadra scientifica, e che dovrà lavorare proprio con Zagaria. Lo scontro tra i due modi di lavorare e di pensare alle indagini sarà inevitabile, ma Stefano e Zagaria dovranno imparare a sopportarsi l’un l’altro non appena un difficile caso gli si presenterà davanti.

Lino Banfi sta per approdare su Canale 5, riportando sulle scene il personaggio di Pasquale Zagaria (che altro non è che il suo vero nome) per “Il Commissario Zagaria”, due puntate che andranno in onda a settembre per la regia di Antonello Grimaldi. Un progetto che, però, non si esaurirà nella messa in onda di questa miniserie, ma che avrà nuove puntate per il 2012.
L’agenzia Asca ci informa infatti che Lino Banfi, insieme a Grimaldi, tornerà in Puglia ad ottobre per girare sei nuovi episodi della serie, sempre con la produzione dello stesso Banfi, del figlio Walter e di Bruno Altissimi.
“Il Commissario Zagaria”, stando alla descrizione ufficiale ed ai commenti del protagonista, vuole essere una commedia poliziesca che, come abbiamo detto, riporta davanti alla platea il personaggio che è stato visto nel film di Luca Davan del 1973 “Il brigadiere Pasquale Zagaria ama la mamma e la polizia” con, ovviamente, i dovuti cambiamenti.

I palinsesti autunnali delle reti generaliste non propongono grosse novità, è un dato di fatto. Ma in quanto a fiction, non ci si può certo lamentare - se si ama il genere, ovviamente -, visto che Rai e Mediaset ne manderanno in onda un numero notevole, anche se la fantasia pare mancare un pochettino. Aiutati da due articoli apparsi ieri su Il Giornale, vediamo di fare un po’ il punto su quello che vedremo nella prossima stagione televisiva, iniziando dal Biscione.
In casa Mediaset spuntano ben 60 nuove produzioni, anche se, gira e rigira, i volti sono più o meno sempre gli stessi. Troveremo quindi il bello della fiction per eccellenza, ossia Gabriel Garko, con ben due produzioni: Sangue caldo, 6 puntate accanto a Manuela Arcuri - ormai fanno coppia fissa, o quasi - e ad Asia Argento; e Viso d’angelo, 4 puntate con Cosima Coppola e Angela Molina. Ritroveremo anche Claudio Amendola che, smessi i panni del Cesaroni, si cimenta in un un ruolo drammatico, quello di un padre alla ricerca della propria figlia in Dov’è mia figlia?, con Serena Autieri.
Ritorno anche per Alessandro Preziosi, alle prese con una rivisitazione de Il Conte di Montecristo dal titolo Un amore e una vendetta, con Anna Valle, e per Raul Bova, che vestirà ancora i panni di Ultimo per 3 puntate. Rivedremo anche Sabrina Ferilli in Anna e i cinque, nonché Lino Banfi ne Il Commissario Zagaria. Tra le novità, invece, il debutto alla regia di Diego Abatantuono con Area Paradiso (con Ale, Franz e Ricky Memphis) e Il tredicesimo apostolo, con Claudio Gioè nelle vesti di un prete e Claudia Pandolfi in quelle di una psicologa.
Da segnalare infine, tra le altre, Giuseppe Zeno e Stefano Accorsi ne Il Clan dei camorristi, produzione Taodue.