La clip qui sopra, parte di uno degli episodi più riusciti dei Simpson, “King-Size Homer” della settima stagione non potrà più andare in onda in Svizzera. Dopo l’incidente di Fukushima la televisione svizzerotedesca SRF ha deciso di oscurare tutti quegli episodi dei Simpson ritenuti “inopportuni” rispetto al tema della sicurezza nucleare.
Come noto l’allegra gestione della centrale nucleare del Signor Burns è uno dei temi centrali della serie animata ideata nel 1987, non a caso pochi più di un anno dopo il drammatico incidente di Chernobyl, da Matt Groening. Basti ricordare che Homer Simpson è uno dei responsabili del controllo del raffreddamento del reattore e sin dalla celeberrima sigla si vedono barre di combustibile nucleare che rimbalzano tranquillamente sui marciapiedi della città di Springfield.
Sarebbe dunque inopportuno mostrare Homer che sceglie di ingrassare per poter lavorare da casa rischiando di far esplodere la centrale perché aveva affidato il suo compito (schiacciare “Y” sulla tastiera per “Yes”) ad un picchio di legno. Non si capisce bene quale sensibilità si possa urtare, ma tant’è.
Homer é un tipo famoso si sa, ma che addirittura fosse il numero uno della tv e del cinema é un grande traguardo raggiunto dal capofamiglia dei Simpson. Il mangiatore di ciambelle Homer Simpson é il miglior personaggio del cinema e della tv creato negli ultimi 20 anni, secondo la classifica stilata da Entertainment Weekly in occasione del ventesimo anniversario della rivista statunitense.
Il personaggio “in giallo” batte l’apprendista maghetto Harry Potter (secondo) e la cacciatrice di vampiri Buffy (al terzo posto). Il creatore della serie, Matt Groening, ha sempre detto che milioni di persone si sarebbero identificate facilmente con Homer. E questa é ancora una volta la conferma che aveva ragione. La serie televisiva statunitense trasmessa in 90 paesi, e giunta alla sua ventunesima stagione, continua a mietere successi nonstante abbia ormai una veneranda età.
“La gente si immedesima in Homer, perché segretamente tutti desiderano cose che non possono ammettere”, afferma il creatore della serie Matt Groening. “Homer si lancia in tutto quello che gli passa per la testa…questo è ciò che piace al pubblico”.
Non possiamo che essere d’accordo. La lista dei personaggi é stata pubblicata nel numero della rivista di lunedì scorso in base ad un’ inchiesta fatta tra gli americani. A fare compagnia a Homer, c’è anche un altro personaggio animato, la spugna Spongebob che occupa la decima posizione.
[via ToonZone]

Il mitico cartoon di Matt Groening, I Simpson, stimola molte iniziative divertenti - forse perchè ha come protagonista uno dei più burloni personaggi animati che siano mai esistiti, Homer- Una fra queste é quella ideata da Fox per festeggiare il ventesimo compleanno della serie animata “in giallo”. Si tratta di un’ applicazione per il desktop e di un vero e proprio videogame gratuito che vede Homer e compagni come protagonisti. Per trastullarvi con la famiglia di Springfield, come prima cosa dovete installare Adobe Air, poi andare sulla home del sito ufficiale The Simpson Unleashed e cliccare su “Install Now” per avviare l’installazione della app per Windows e Mac Os. Non é altro che uno screenmate, grazie al quale Homer, in automatico, vi terrà compagnia mentre siete davanti al computer.
Una volta installata l’applicazione consentite l’accesso al vostro account Facebook (con Facebook Connect). A quel punto potrete iniziare ad invitare i vostri amici a utilizzare l’applicazione e sfidarvi a colpi di gavettoni, bombe, uranio radioattivo, e lattine di Birra Duff esplosiva e altri strumenti di distruzione di massa. Diventerete il “Prince o’ Pranks” (principe delle burle) come il buon Homer. Guardate il video-promo qui.
Se vedendo “Dr. House 6″ o “Fringe” vi dovesse capitare di scorgere Marge o Homer Simpson, non siete in preda alle allucinazioni: avete semplicemente trovato uno degli indizi che la Fox ha deciso di inserire all’interno dei suoi telefilm nella scorsa settimana, quella tra il 9 ed il 13 novembre.
Ve l’avevamo già anticipato ad agosto: per celebrare il ventennale del cartoon di Matt Groening, il network ha indetto una “scavenger hunt week” (dopo il salto il promo), una caccia al tesoro, i cui indizi sono stati disseminati tra gli show più di successo della rete, compresi quelli non prodotti dalla Fox (come “Fringe”, di proprietà della Warner Bros.).
Durante la settimana, i telespettatori americani che avessero individuato alcuni tra gli indizi (nella gallery potete vedere quelli tratti da “Dr. House”, “Fringe”, “Glee” e “Bones”, ma se ne doveste individuare altri non esitate a farcelo sapere; mentre gli indizi presenti in “Dollhouse” li vedremo solo a dicembre, quando la serie tornerà in onda) hanno potuto connettersi al sito ufficiale del concorso e, rispondendo in maniera corretta ad un quiz, si sono candidati alla vittoria di un premio ancora misterioso, ma sicuramente targato Simpson.

Marc Cherry ha rinnovato il contratto con la Abc fino al 2013. Questo potrebbe voler dire che fino a quell’anno “Desperate Housewives” sarà garantito, raggiungendo così le nove stagioni. Ovviamente, questo dipenderà da una serie di fattori.
Prima di tutto l’interesse del pubblico: per ora, “Desperate Housewives 6″ viaggia sui 13 milioni di telespettatori di media, e quindi è in ottima salute. Se gli ascolti dovessero mantenersi così alti, la Abc non si farebbe scappare troppo facilmente uno show di successo come questo.
L’unico problema potrebbe essere, quindi, il cast: fino a quando le attuali attrici protagoniste saranno disponibili a vestire i panni delle casalinghe di Wisteria Lane? E’ ancora troppo presto per saperlo. Cherry, nel frattempo, s’è portato avanti, e con questo accordo con la Abc si garantisce anche l’attenzione della rete verso il nuovo show che sta scrivendo e che dovrebbe essere trasmesso dalla prossima stagione. Ma torniamo alla sesta stagione di “Desperate Housewives”:a breve a Wisteria Lane gli americani sentiranno una voce molto familiare, ovvero quella di Homer Simpson (seguono spoiler).
Il 14 gennaio 2010, ne ha già parlato Francesca, cade il ventesimo anniversario della nascita de “I Simpson” come vero e proprio show (nel 1990 è nata la serie, ma la loro prima apparizione risale a tre anni prima all’interno del “Tracy Ullman Show”). Se il decennale fu festeggiato con una stella nella Walk of fame di Hollywood, per i 20 anni la Fox vuole fare le cose più in grande.
Oltre al documentario -dall’ironico titolo “The Simpsons Anniversary Special - In 3-D! On Ice!”- diretto da Morgan Spurlock, per festeggiare l’evento sono in arrivo altre originali iniziative. Tra queste, incuriosisce una sorta di “caccia al tesoro” che la Fox sta organizzando all’interno del suo palinsesto tra il 9 ed il 15 novembre.
Molti dei telefilm e dei programmi -e non saranno risparmiati neanche i promo- che andranno in onda durante quella settimana, infatti, conterranno citazioni ed omaggi (o “homarges”, come sono già stati definiti in America) al cartoon di Matt Groening. Una vera e propria invasione simpsoniana, che coinvolgerà serie tv come “Dr. House”, “Lie to me”, “Dollhouse”, “Bones”, “‘Til Death”, “Fringe” e la nuova “Brothers”.

“Miticù!”. Questa volta, però, ad usare la famosa espressione non è stato Homer Simpson ma Dan Castellaneta, colui che, in America, dà la voce al capofamiglia del cartoon creato ormai vent’anni fa da Matt Groening. Lui ed il resto delle voci dello show, infatti, hanno raggiunto un accordo con la Fox per ottenere un aumento di stipendio per la realizzazione della prossima stagione, in onda dal 28 settembre.
I doppiatori avevano chiesto, qualche settimana fa, un nuovo contratto di 500 mila dollari ad episodio (e pensare che nel 1998 ne guadagnavano 30 mila…) e, di fronte al rifiuto del network, avevano deciso di interrompere la registrazione dei dialoghi della ventesima stagione.
Fortunatamente, però, le parti sono giunte ad un compromesso dal valore di 400 mila dollari ad episodio, per un totale di 20 episodi -invece dei soliti 22-. A percepire il lauto aumento, alcune delle voci più popolari dello show, che danno la voce a più di un personaggio.
Continua a leggere: 400 mila dollari ad episodio per i doppiatori dei Simpson
Premessa: a me “La vita secondo Jim” piace. La trovo una divertente sit-com, con un buon ritmo, dialoghi ben scritti e bravi attori protagonisti. Certo, mi è dispiaciuto quando “E alla fine arriva mamma!”, altrettanto bel prodotto seriale, è stato sospeso per bassi ascolti, ma il ritorno di Jim Belushi nella fascia preserale non me l’ha fatto rimpiangere.
In questa sit-com, Belushi interpreta un padre di famiglia un po’ sopra le righe: scorbutico ma affettuoso, premuroso ma pasticcione, una sorta di “eterno incompreso” a cui comunque si perdona tutto.
Più lo guardavo, però, più mi veniva in mente qualcuno di già visto, già conosciuto. Jim è pigro, una buona forchetta, testardo, educa i figli sempre alla sua maniera e spesso andando contro i giudizi della moglie, ama far festa, la sua poltrona e la birra: non è che Jim Belushi si è ispirato un po’ troppo ad Homer Simpson?
Cinismo, sarcasmo, irriverenza e…teologia. Oltre alla filosofia ed alla scienza (già trattati con opportuni libri), “I Simpson” ora diventano portavoci anche di una loro personalissima teologia, fatta di comunità, valori e famiglia.
Ad affermarlo dalle pagine della rivista “Jesus” è Brunetto Salvarani, che si sofferma non tanto su quegli aspetti che spesso, negli anni passati, hanno fatto storcere il naso a molti, quanto piuttosto su quegli elementi che hanno reso la serie ideata da Matt Groening “la migliore del ventesimo secolo” secondo il “Time” e, al di là del titolo provocatorio di questo post, gli aspetti a suo parere degni di osservazioni teologico-culturali.
Nella sua interessante analisi, Salvarani infatti mette in luce le numerose battute e colpi sferrati da Homer alle istituzioni religiose, sostenendo però, appunto, che
“In realtà, a essere presa di mira non è tanto l’istituzione Chiesa, ma i suoi rappresentanti”.
Fenomeno inarrestabile da vent’anni a questa parte, con una schiera di fedelissimi invidiata anche dai più grandi show televisivi americani e non, “I Simpson” continuano a far parlare, anche fuori dallo schermo.
Il film, di cui sia CineBlog che TvBlog si sono occupati, è entrato di diritto tra le pellicole d’animazione più famose del cinema: a testimoniarlo non ci sono solo i 500 milioni di dollari incassati in tutto il mondo, ma anche l’effetto tormentone creato dal nuovo personaggio di SpiderPork.
Fin quando si parla di Homer & Co. come di semplici personaggi televisivi, però, tutto torna nell’ambito di una normale analisi televisiva e sociologica.
Ma quando iniziano ad uscire una serie di libri dedicati alla famiglia più gialla d’America sotto aspetti che usano solo come pretesto gli episodi andati in onda per trattare temi di più ampio respiro, la situazione diventa unica nel suo genere.
Una situazione che si rispecchia anche negli episodi, in cui è possibile rintracciare diversi livelli di lettura: quello della singola puntata, ma anche quello della vita dei personaggi, così come il livello umoristico, quello ironico, e le numerosissime citazioni, che di fatto creano (così come gli stessi autori hanno spesso dichiarato) un “gioco” tra chi segue lo show e chi lo fa, nel quale ci si diverte da un lato ad inserire riferimenti artistici più o meno noti e dall’altro si cerca, addirittura con l’aiuto del fermo immagine, di rintracciare la suddetta citazione.
Un trend, questo, che ha fatto scuola: basti pensare ai “cugini” dei Simpson, ovvero “I Griffin”, che nelle varie citazioni inseriscono tutto il cinismo di cui gli autori sono capaci, senza badare troppo alla censura.
Continua a leggere: Tra scienza e filosofia, i Simpson fanno scuola
E’ nata la Spider-Pork mania. Il maialino protagonista de ‘I Simpson-il film’ è un vero eroe o meglio un divertente antieroe come il suo padrone Homer Simpson che lo fa camminare sul soffitto accompagnandolo con una simpatica canzoncina (vero tormentone). Se non conoscete l’esilarante scenetta cliccate qui.
Anche in Italia l’animale rosa ideato da quel geniaccio di Matt Groening sta diventando un fenomeno: addirittura è nato un fan club ufficiale, Spiderpork by Homerata. E se andate su you tube e mettete come voce di ricerca le parole ‘Spider Pork’ vi appariranno tutta una serie di video amatoriali di gente che impazzisce per il porcello ( anche su cineblog ce ne ne sono una serie). Ma anche il tema musicale della versione inglese (’Spider Pig’) che si sente nei titoli di coda fa troppo ridere: eccolo .
Intanto qui ho trovato l’introduzione alla 19a stagione ancora inedita: indovinate chi c’è sul divano accanto alla famiglia in giallo? Date un’occhiata.

L’attesa finisce per i fan “della famiglia più amata d’america“, come viene definita giustamente nel trailer: esce oggi, 14 Settembre, anche nelle sale italiane I Simpson - Il Film.
Il primo e (chissà) forse non l’ultimo lungometraggio della serie animata più longeva della televisione sbarca finalmente nel nostro paese in palese ritardo rispetto al resto del mondo, in anticipo solo rispetto al Giappone dove dovranno aspettare fino al 1 Marzo 2008. Il mese e mezzo di attesa forzato ha generato, come ovvio, le prime fuoriscite del film sul P2P e con tanto di sottotitoli realizzati dai Team di Subbers italiani che solitamente si occupano di tradurre le puntate che vanno in onda negli Stati Uniti.
Il fenomeno, piuttosto prevedibile, non spaventa certo la distribuzione italiana che ha previsto un’autentica invasione “gialla” nei nostri cinema, con 700 copie a disposizione di tutti i cinema della penisola. In termini di incassi ci si attende moltissimo dall’ultima fatica di Matt Groening anche qui da noi, dopo che il film ha già raccolto in giro per il mondo poco meno di 500 milioni di dollari (contro i 75 spesi per la realizzazione e la campagna di marketing di cui vi abbiamo proposto qualche esempio).
La scelta di Groening e del suo staff è stata quella di non snaturare del tutto lo stile dell’animazione a cui i fan sono appassionati, per cui niente CGI o Live Action, spazio ad alcuni dettagli in 3D, ma con un disegno “volutamente imperfetto che rappresenti un omaggio all’animazione hand-made“.
Il successo del film dei Simpson è una realtà nei paesi anglossassoni dove è stato presentato al pubblico lo scorso weekend. Solo negli Stati Uniti e solo nei primi 4 giorni ha incassato la bellezza di 72 mln di dollari.
Il numero di appassionati che hanno seguito le 18 (prossimamente 21) stagioni dei Simpson in tutto il mondo è incalcolabile, anche in Italia il disappunto per l’uscita in ritardo del film è stata notevole. La Fox ha comunque voluto fare le cose in grande per il lancio del primo lungometraggio della sua più prolifica creazione animata. Il numero di iniziative tese a promuoverne l’uscita e a sfruttarne commercialmente il successo è impressionante, ma anche in questo caso, trattandosi della creatura di Matt Groening, un tocco di originalità e follia non poteva mancare.
Quella che vedete qui sotto è la foto dell’alto della collina nei pressi di un villaggio nella regione del Dorset, in Inghilterra, nella quale spicca il cosidetto Gigante di Cerne Abbas, una enorme figura lunga più di 55 metri, formata da un tracciato di 30 cm di larghezza e altrettanti di profondità scavato nello strato di gesso che si trova sotto l’erba. Di origine incerta è considerata la rappresentazione di una divinità pagana.

Nella settimana precedente l’uscita del film un altro gigante, molto particolare, è andato a fare compagnia al Gigante di Cerne Abbas….