Prosegue il nostro viaggio nel sistema della tv americana. Quest’oggi parliamo delle stazioni televisive a bassa potenza (LPTV) e della transizione alle trasmissioni digitali via etere, prevista per il mese di febbraio 2009.
LPTV sta per Low Power Tv e attualmente la FCC ha concesso la licenza a circa 2.000 stazioni televisive di questo tipo per operare via etere, la meta’ delle quali e’ stata rilasciata dopo il 1991. Una LPTV serve un’area geografica molto ristretta, dell’ordine di 20-40 miglia quindi, per definizione, queste stazioni tv operano su una scala ristretta e i costi di start-up si aggirano intorno ai 250.000$, i costi operativi annuali dai 500 ai 750 mila dollari e vedono circa 6-10 impiegati nello staff. Nei casi piu’ estremi non necessitano neppure di personale. Solitamente piu’ LPTV fanno capo agli stessi propiretari e vedono un sistema di gestione centralizzato, per massimizzare efficienza e profitto. Le LPTV non sono un sistema tradizionale di trasmissione televisiva dal momento che non “comprano” i programmi tv come le affiliate, bensi’ veicolano i segnali di altri network minori, come ad esempio i feed low cost di network via satellite. I programmi trattano per la maggior parte temi religiosi, home shopping e canali in lingua spagnola. I palinsesti prevedono anche dei programmi locali che consentono alle LPTV di vendere pubblicita’ locale. Casi esemplari di LPTV sono le televisioni universitarie e dei college, realizzate per e dalle comunita’ di studenti a fini di intrattenimento ed educativi.
L’area degli Stati Uniti dove la concentrazione di LPTV e’ maggiore e’ Fresno, in California. In questa zona vi sono il maggior numero di esempi di impiego di questo sistema televisivo: Jewelry Television (vendita di gioielli), Aztec America (in lingua spagnola), Shop at Home (homeshopping), MTV2 (uno spinoff di MTV), Almavision ecc. Le stazioni LPTV comunque non beneficiano della clausola del cosidetto “must-carry” cioe’ gli operatori via cavo locali non sono obbligati a includere nella loro offerta questi canali. Da qui ne risulta che le aree di maggior successo delle LPTV sono quelle dove la penetrazione del cavo e’ minore.
Martedi’ 17 febbraio 2009: e’ questa la data X stabilita dalla FCC e dal Congresso per la transizione al sistema di trasmissione digitali via etere per l’intero territorio degli Stati Uniti d’America. Anche qui, come in Italia, le frequenze devono essere liberate per un nuovo impiego delle stesse: rete cellulare e pubblica sicurezza. Siccome ad ogni affiliata al momento e’ concesso l’uso di 2 frequenze analogiche, e’ stato chiesto per ora di liberarne una in cambio di una frequenza digitale. Dal 17 febbraio dovra’ essere liberata anche l’altra frequenza analogica rimasta. Per come e’ strutturato il sistema televisivo negli Stati Uniti, in una sola frequenza (equivalente a 24 Mbit/sec di capacita’ trasmissiva) potra’ essere veicolato tranquillamente un segnale televisivo in alta definizione oppure piu’ canali in definizione standard. I canali dedicati alla trasmissione digitale operano nelle frequenze dal 2 al 51. E, di fatto, i network generalisti trasmettono gia’ tranquillamente in digitale e in alta definizione da diversi mesi e per vederli basta predisporre solo di una tv HD con sintonizzatore digitale integrato. I nostri telefilm preferiti, le news e molti film e produzioni sono gia’ trasmessi in formato 16:9 e nella perfetta qualita’ digitale in alta definizione, senza che sia obbligatorio e/o indispensabile usare decoder o apparecchiature terze. Il che, rispetto all’Italia, e’ un ottimo modo per utilizzare la banda e per offrire davvero una diversa qualita’ video.
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Mentre si stanno chiudendo i primi seggi nell’est degli Stati Uniti, si continua a votare in California e in molti altri stati.
E la tv, senza problemi, rivela gia’ exit-polls e i risultati dei primi scrutini. Questo non potrebbe mai succedere in Italia e non solo perche’ l’intero paese rientra nello stesso fuso orario. Si parte dal principio, qui, che se qualcuno ha gia’ deciso chi votare va avanti per la sua strada senza curarsi di cio’ che dice la tv il giorno delle elezioni. Trovo questo un gesto di grande rispetto e civilta’ nei confronti dei cittadini/pubblico. La tv non e’ costretta a stare zitta, ma assolve ai suoi doveri informativi rivelando i risultati man mano che si rendono disponibili. I messaggi pubblicitari di Obama e McCain (a pagamento) sono continuati a passare tutto il giorno in televisione tra la speranza dei candidati di convincere gli ultimi indecisi (una modesta percentuale, peraltro) e la consapevolezza che chi ormai ha deciso chi votare, probabilmente non si fara’ influenzare ulteriormente. Questo non significa che tale modello sia automaticamente importabile in Italia: ci sono molti fattori da valutare. Ma prendo (prendiamo) atto di come funzionano le cose qui.
Le elezioni sono state vissute oggi con moltissima passione da qualsiasi programma di intrattenimento in tv e il messaggio positivo che tutti hanno lanciato e’ stato proprio “andate a votare”, “fate sentire la vostra voce”. Da questo punto di vista c’e’ da imparare da un paese che sembra curarsi del proprio futuro e che si e’ messo in coda, pazientemente, per deciderne il prossimo rappresentante del Paese. Abbiamo gia’ parlato nei giorni scorsi della campagna VIP di sensibilizzazione alla responsabilita’ del voto.
Per quanto riguarda la copertura dei media e’ forse CNN la rete che piu’ si e’ data da fare introducendo tra l’altro diverse innovazioni tecnologiche e di contenuto che costituiscono davvero un salto qualitativo. Per citarne alcune, sono stati utilizzati dei touchscreen verticali della dimensione di oltre 50″ su cui vengono proiettate le statistiche demografiche dei votanti suddivise in base alla preferenza di voto. Inoltre sono stati proiettati diversi sondaggi ed exit polls che ci fanno capire che il 93% degli americani e’ molto preoccupato per l’economia e che la stragrande maggioranza ha effettuato la propria scelta di voto in base a questa ragione piuttosto che per motivi legati alla lotta al terrorismo o alla copertura assicurativa sanitaria. Due giornalisti “selezionano” dallo schermo gli stati e aprono, in un modo “magico” agli occhi degli spettatori, statistiche e grafici. In uno studio televisivo e’ stato inoltre testato per la prima volta un collegamento olografico. Il giornalista a New York ha infatti “ospitato” a pochi centimetri di distanza l’inviata a Chicago in 3 dimensioni, ripresa a 360 gradi grazie a 35 telecamere HD: e’ la prima volta che tale tecnologia trova spazio in un programma news. Inoltre grafici a 3 dimensioni con animazioni perfette appaiono al centro dello studio per illustrare i risultati stato per stato. Dopo il salto, in esclusiva per TvBlog, le immagini di queste nuove tecnologie televisive a poche ore dalla loro messa in onda negli Stati Uniti.
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Saranno felici in molti nel sapere che MySky, il servizio che permette a tutti gli abbonati Sky di registrare (con qualche limitazione) i programmi dei vari canali e rivederli in qualsiasi momento, diventerà gratuito. E’ un’indiscrezione riportata dal Corriere secondo cui la gratuità inizierà a decorrere dal primo di luglio. Fino ad allora, quindi ancora per pochi giorni, tutti gli utenti continueranno a pagare i canonici 7 euro mensili. L’abolizione dell’abbonamento MySky, aggiunto al recentissimo potenziamento dell’hard disk negli ultimi modelli di decoder (che da 160 GB sono passati a 250 GB), fanno intravedere una nuova politica Sky più attenta all’on-demand.
Non sarà questa l’unica novità. Anche i canali in alta definizione (Cinema hd, Sport hd 1 e 2, Next hd e National Geographic hd) diventeranno gratuiti per tutti, ancora una volta a partire dal primo luglio. Anche per questo servizio, dopo i primi 12 mesi di gratuità, il canone mensile di abbonamento era di 7 euro. A fronte di queste innovazioni però, i prezzi degli abbonamenti subiranno un leggero rincaro. Nessun aumento per il pacchetto base, che rimarrà di 15 euro mensili, mentre per i pacchetti con sport e cinema l’aumento sarà di 2 o 3 euro.
Per Sky e per i suoi abbonati sono giorni di frenetici preparativi e di grande attesa per l’inizio del campionato. Come dimostra il fuoco di fila di novità presentate in conferenza stampa Sky punta tantissimo sulla nuova stagione calcistica.
Una delle novità minori è in realtà la più importante per lo sviluppo e la crescita dell’Alta Definizione in Italia. Sky HD è, nei fatti, l’unica possibilità in Italia per godere dell’Alta Definizione entratata prepotentemente nei salotti del belpaese grazie al crollo dei prezzi delle tv al plasma e LCD. C’è oggettivamente uno squilibrio fra il numero di abbonati a Sky HD e i possessori di un televisore che sia almeno HD Ready (in grado di riprodurre i contenuti dell’alta definizione).
Come vi avevamo anticipato a giugno Sky punta molto su questa nuova opzione, la versione inglese della pay tv di Murdoch ha oramai 200 mila abbonati solo per HD, e ha previsto un programma di “crescita” del numero dei canali a partire dalla fine del 2007: il primo di questi nuovi arrivi farà il suo esordio Sabato prossimo. Stiamo parlando Sky Sport HD 2 (Canale 208) che va ad aggiungersi alla ristretta famiglia che oggi include Sky Cinema HD, Next HD, National Geographic e naturalmente Sky Sport HD 1.
Sky Sport HD 2 permetterà di far crescere l’offerta di eventi sportivi, prevalentemente calcio ma non solo, disponibili in alta definizione. Possono così divenire 4 per ogni giornata le partite di Serie A trasmesse (i due posticipi e due partite delle 15 alla domenica), per non parlare della possibilità di mostrare due partite di Champions League in contemporanea nei martedì e mercoledì di coppa e del calcio estero.
Il costo di 7 euro mensili, al momento in promozione per 12 mesi a fronte del pagamento dei 99 euro di installazione, comincia ad essere giustificato da un’offerta più completa. Siamo lontani dai 10 canali in Alta Definizione offerti da Sky in Inghilterra, ma le prospettive sono buone. Sky ha inoltre confermato in via ufficiosa che in autunno inoltrato inizierà la distribuzione dei nuovi decoder MySky, al momento in fase di test avanzato, in grado di supportare l’HD.
Rimbalza dalla sezione Affari e Finanza di Repubblica una notizia molto interessante per gli abbonati a Sky che hanno già sottoscritto l’opzione HD o che hanno intenzione di farlo in futuro.
Ad un anno del lancio i numeri non sono straordinari, le cifre parlano di 50 mila abbonati sul totale di 4.2 mln, oggettivamente pochi. Le ragioni del poco entusiasmo per quello che si può definire un servizio scelto da pochi “coraggiosi pionieri” sono presto dette: l’ovvia necessità di avere in casa un televisore Hd Ready, l’esiguo numeri di canali SkyHD inclusi comparati al costo di 7 euro mensili aggiuntivo rispetto a quello dei pacchetti tradizionali e l’impossibilità di registrare i contenuti HD anche se si è in possesso del decoder MySky.
Se la diffusione dei televisori LCD e al Plasma superiori ai 30-32 pollici, gli unici che consentono la buona fruizione dell’alta definizione può essere favorita dalla rapida discesa dei prezzi già in atto da diversi mesi, Sky sembra intenzionata ad aumentare nel corso della seconda metà del 2007 il numero di canali HD che si andranno ad aggiungere a quelli già presenti (Cinema, Sport, National Geografic e Next).
La ragione di questo aumento è legata al miglioramento della tecnologia di compressione Mpeg4 che consentirà di comprimere ed inviare ai clienti un maggior numero di canali utilizzando una quantità minore della preziosa e non illimitata banda a disposizione. Con la quantità impressionante di canali da trasmettere non sono infrequenti i rimbrotti dei puristi che non amano l’eccessiva compressione di molti canali “minori” dell’offerta Sky, l’avanzamento tecnologico potrebbe risolvere anche questo genere di problemi.