A quasi un mese dal sorprendente successo di Cenerentola su Rai1, che il 7 dicembre sbaragliò la concorrenza de “I Cesaroni” radunando davanti al televisore 7.168.000 telespettatori e conquistando il 26,58% di share (24,41% su t.c. - 28,03% sui 15-34 - 26,82% sui 55+), stasera nella prima domenica del 2011 Rai1 conclude la trilogia delle principesse Disney trasmettendo “Biancaneve e i sette nani“. Una prima Tv per la Rai alquanto datata, visto che la favola di Walt Disney uscì nei cinema nel lontano 1937, ma sempre attuale.
La storia senza tempo di Biancaneve e dei 7 nani ha già conquistato generazioni e generazioni e pronta stasera a riconquistare i telespettatori italiani anche nella nuova versione restaurata nel nuovo formato HD (visibile sull’apposito canale Rai 501 HD). Un appuntamento con il primo lungometraggio d’animazione che incuriosisce anche dal lato degli ascolti visto che, oltre a Cenerentola, anche “La Bella Addormentata nel Bosco” il 26 dicembre si è portata un ottimo ascolto con 6.027.000 telespettatorie il 24,80% (23,99% su t.c./28,11% sui 15-34/23,86% sui 55+). Biancaneve invece come si piazzerà?
Il concerto d’inaugurazione trasmesso ieri in diretta su Rai2 ha ufficialmente aperto i Mondiali Fifa 2010 del Sudafrica. E’ però con la prima partita oggi in calendario che l’evento sportivo entrerà nel vivo tragettando i telespettatori in una overdose di partite fino alla finale dell’11 luglio 2010. Gli appassionati potranno seguire gli sviluppi dei Mondiali 2010 in parte su Rai1, che detiene i diritti per trasmettere 25 delle 64 partite o interamente su Sky che trasmetterà tutte le partite anche in alta definizione.
In attesa dell’esordio della nazionale italiana fissata per lunedi 14 giugno alle 20.30 contro il Paraguay, oggi si partirà alle 16.00 con SudAfrica-Messico anticipata alle 14.00 dalla cerimonia d’apertura con Shakira, Alicia Keys, John Legend e Black Eyed Peas. Ancora in forse la presenza di Nelson Mandela, che nella notte ha perso la bisnipote Zenani in un incidente stradale. L’evento darà il calcio d’inizio ai vari appuntamenti Tv su Sky e Rai.
Alle 13.30 partirà “Sky Mondiale Show” con Fabio Caressa, Beppe Bergomi e Malu Mpasinkatu con il collegamento live dallo stadio Soccer City di Johannesburg per la cerimonia d’apertura trasmessa sul canale 109 (Sky Uno) e sul canale 205 (Sky Mondiale 1), alle 14.45 si tornerà in studio con Ilaria D’Amico, Gianluca Vialli, Paolo Rossi e Mario Sconcerti ci si dedicherà alla partita inaugurale tra Sudafrica e Messico commentata da Fabio Caressa e Beppe Bergomi. Su Rai1 invece la cerimonia sarà commentata da Gianni Cerqueti e Marino Bartoletti mentre la partità avrà la telecronaca di Gianni Cerqueti con commento tecnico di Fulvio Collovati.
Continua a leggere: Oggi su Sky e Rai1 il calcio d'inizio ai Mondiali Fifa 2010
Nella retorica generale populista all’acqua di mimose che sta imperversando il day after il trionfo agli Oscar di Kathryn Bigelow - con tutta la manfrina della donna e dell’otto marzo - riportiamo soprattutto un dato che farà felice gli appassionati di cinema e di televisione: Sky, infatti, dopo aver assicurato ai propri abbonati la messa in onda di Lost e Flash Forward sottotitolati in lingua originale a tempo di record, domani sera, martedì 9 marzo, su SkyCinema 1 e 1 HD (e in replica a marzo e aprile su SkyCinema Max), dopo averlo tramesso durante la scorsa stagione cinematografica, riproporrà il film in questione, The Hurt Locker, autentico dominatore della notte degli Academy Awards con sei statuette vinte. Tanto per ricordarci che la regista Bigelow è un’ottima regista in quanto tale, e non solo perché donna. Per tutto quanto il resto, naturalmente, relativo agli Oscar e ai film premiati, potete rifarvi ai puntualissimi colleghi di Cineblog.
Una piccola, ma significativa, novità arriva da Sky in questo weekend. In coincidenza con la diretta delle gare di Serie A in programma fra sabato e domenica verranno lanciati “i nuovi canali” Calcio HD. L’intero programma delle partite avrà una copertura in Alta Definizione. Fino alla scorsa giornata le gare che vedevano in campo le squadre “minori” potevano essere programmate su uno dei canali Sky Calcio ancora non dotati di un omologo in alta definizione.
Non sarà più così: con uno sforzo produttivo sempre crescente Sky vuole continuare a far crescere la sua offerta HD, solo uno degli elementi “qualitativi” che spiegano l’enorme differenza di prezzo con la concorrenza di Mediaset Premium, e non ha più intenzione di trascurare nessuno degli eventi sportivi live per i quali investe milioni di euro nell’acquisto dei diritti.
Si tratta di una scelta precisa che valorizza un target di clienti nei fatti molto ristretto: anche il tifoso del Livorno, del Bari o del Siena potrà godere dello stesso trattamento riservato ad un tifoso di una “big” come Inter, Milan o Juventus. Quanto questi rappresenti un valore aggiunto lo diranno i numeri degli abbonati che, secondo gli ultimi dati, sono in calo per Sky e in aumento per Mediaset Premium almeno in attesa di giugno quando sul satellite tornerà la più importante esclusiva calcistica: il Campionato del Mondo in Sud Africa.
Il vicepresidente di Mediaset Piersilvio Berlusconi difende la scelta dell’azienda di muoversi contro Sky alla voce chiavetta digitale. Il ricorso presentato dal Biscione all’Antitrust, secondo il figlio di Papi, è più che legittimo e, anzi, è soltanto un atto propedeutico a nuovi, imminenti e clamorosi ribaltoni. In breve: Mediaset prova a gabbare Sky, Sky risponde con un geniale hardware usb da collegare ai decoder Hd per poter aggiungere tutti i canali free to air del digitale terrestre; Mediaset allora s’arrabbia sul serio e urla ai quattro venti che no, così non si fa, stando così le cose non si gioca più, e prova a portarsi via il pallone: la chiavetta è contraria alla normativa comunitaria e nazionale in materia di concorrenza e buonanotte al secchio. “Perché la concorrenza andrebbe bene - ha detto Piersilvio - ma purtroppo siamo quasi alla guerra”. Vediamo perché:
“Sky ha proposto un’iniziativa che secondo noi è anticoncorrenziale: quindi riteniamo l’esposto all’Antitrust giusto, addirittura doveroso, per tutelare gli interessi di Mediaset, ma anche dei consumatori finali, visto che con la chiavetta Sky offrirà solo un’offerta parziale del digitale terrestre”.
“Consumatori finali” richiama alla mente qualcosa. Risolto il deja-vù, vediamo come Piersilvio Berlusconi chiarisca - sempre dalle colonne de la Repubblica anche un altro aspetto fondamentale, cioè quello legato alla possibile fuoriuscita del canali generalisti Mediaset dal pacchetto Sky:
“Su Sky non ci siamo mai andati, perché sono loro che captano e trasmettono il nostro segnale nel loro bouquet, ma ad oggi non abbiamo motivi per pensare di scendere”.
Adesso il punto è: fate chiarezza, per favore. Trattateci bene. Vi abbiamo riempito le tasche per decenni, abbiamo comprato i prodotti pubblicizzati dai vostri canali, abbiamo appeso in camera i poster dei beniamini proposti da voi, abbiamo fatto tutto quello che volevate. Adesso, cari Signori della Televisione Che Conta, non approfittatevene. Parlateci come parlereste a un bambino di tre anni e non smettete mai di pensare che noi pendiamo dalle vostre labbra. Non provate a farci fessi, ecco.
Con l’ondata in arrivo di decoder da piazzare sul mercato per lo switch over e lo switch off, mille dita e mille occhi vorranno frugare nei nostri borsellini: chiunque abbia un’azienda si inventerà un Nuovo e Prodigioso Decoder da Immettere Sul Mercato. A scapito del consumatore, ovviamente, il quale, già spaesatissimo, correrà il rischio di impazzire dietro la necessità di adeguarsi e la voglia di risparmiare.
Avevamo già trattato la questione relativa ai bollini. Dei 100 milioni di decoder necessari nei prossimi cinque anni, non tutti saranno “buoni”. Nei giorni scorsi il vice ministro Paolo Romani aveva lanciato l’allarme per riconoscere quelli “cattivi”.
Ricordiamo il meccanismo della “certificazione”: bollino “Gold”, per i decoder e le Tv dotate di sintonizzatore Hd per l’alta definizione e “Grigio”, per i ricevitori cosiddetti “zapper”, quelli cioè a basso costo che consentono la sola ricezione dei programmi digitali trasmessi in chiaro ma sono privi delle funzioni interattive.
Fino alla questione relativa all’incentivo di Stato di 50 euro per l’acquisto del decoder. Polemiche anche qui. Perché tale “aiutino” sembrerebbe dovuto solo in caso di acquisto dei decoder più cari, ben più cari di 50 euro. Il che significa che, comunque vada, l’utente, cioè noi, dovrà comunque mettere mano al portafoglio. L’Adiconsum, che si occupa della tutela e dell’assistenza dei consumatori, ha inoltrato a tal proposito un comunicato stampa che riportiamo per intero:
“Le modalità con cui lo Stato ha stabilito l’incentivo di 50 euro per l’acquisto del decoder digitale ha dell’assurdo. Destinare l’incentivo solo all’acquisto dei decoder più cari, quelli con l’interattività e la pay-tv è una scelta inaccettabile per le famiglie a basso reddito.
Con l’incentivo di 50 euro sarebbe possibile acquistare almeno un decoder gratuito, poiché il costo dei c.d. zapper per la sola visione dei canali in chiaro si aggira fra i €30 e i €50.
Adiconsum denuncia questa scelta di limitare l’incentivo solo ai decoder più cari, che di fatto costringe le fasce deboli a sostenere un costo di propria tasca di circa €50.
Questa scelta rappresenta anche, ad avviso di Adiconsum, una misura di concorrenza sleale, tenendo anche conto che gli zapper sono presi in considerazione dallo stesso ministero dello sviluppo economico che fornisce l’elenco di quelli testati per una corretta visione.
Adiconsum invita pertanto l’Autorità Garante per la concorrenza ed il mercato e l’Agcom di valutare questa misura.
Adiconsum chiede che l’incentivo sia garantito soprattutto per l’acquisto dei decoder più economici per consentire anche alle famiglie disagiate di accedere al digitale gratuitamente”.
Raccogliamo l’appello di Adiconsum, perché il passaggio al digitale sia effettivamente un cambiamento tecnologico dovuto e non soltanto una corsa all’affare del secolo.
L’Alta Definizione è uno dei tanti fiori all’occhiello di Sky. Recentemente il vicepresidente di Sky Italia Andrea Scrosati aveva ricordato come gli investimenti in questo senso sarebbero stati corposissimi. D’altra parte, nonostante i primi tentativi degli altri poli, la grande qualità audio e video è concretamente qualcosa su cui il colosso di Murdoch può basare una delle principali peculiarità esclusive. Al momento sono sette i canali con qualità HD disponibili nel bouquet, tra quelli di cinema e sport a quelli dedicati a musica e documentari. Entro fine agosto passeremo a 14: un raddoppio secco. Questo il comunicato sul sito ufficiale:
“Il mondo della TV inizia a cambiare: a partire da luglio SKY diventa sempre più HD e niente sarà più come prima. Con 14 dei nostri canali più emozionanti trasmessi in Alta Definizione avrai il meglio di Serie TV, Documentari, Cinema, Sport e Calcio. In più, una qualità di visione senza paragoni, immagini più nitide, colori più vivi e particolari quattro volte più dettagliati”.
Questa lo specifico delle novità di luglio:
Agosto (il 15):
Un’altra nota importante, sempre da comunicato, rivolta a coloro i quali godano già dell’abbonamento ai canali HD:
L’estate scorsa avevamo parlato dell’idea della Abc di portare in America il format argentino “Hermanos & Detectives”, serie di successo già esportata in Spagna per due stagioni. L’Italia è però arrivata prima, e potremo vedere il risultato dell’adattamento di questo telefilm lunedì sera dalle 21.10 su Canale 5, quando andrà in onda “Fratelli Detective”, puntata pilota che nel caso di un buon riscontro potrebbe dare il via ad una nuova serie.
Girata per R.T.I. e Eyeworks Cuatro Cabezas Italia da Giulio Manfredonia (vincitore quest’anno del David di Donatello per il film “Si può fare”), la versione italiana del format ha come protagonista Enrico Brignano nei panni dell’Ispettore Francesco Forti. Un uomo appassionato al suo lavoro che dopo l’abbandono del padre anni prima è riuscito a ricostruirsi una vita. Ma proprio la scomparsa di suo padre segnerà una svolta per lui: Francesco si ritrova infatti “in eredità” il piccolo Lorenzo (Marco Todisco), 13 anni ma una mente geniale, tanto da essere già in odore di università.
Lorenzo dimostrerà da subito le sue doti, aiutando il fratello a risolvere un caso di omicidio di un giovane scrittore a cui stava lavorando. Tra i due, però, non è amore a prima vista: inizialmente Francesco non se la sente di badare a Lorenzo, ma una serie di eventi, tra cui l’avvicinamento tra il poliziotto e la barista Valentina (Tiziana Lodato) -di cui Francesco è sempre stato innamorato- potrebbe cambiare le cose.

Il CorriereEconomia di oggi, inserto del Corriere della Sera, ha redatto un interessante approfondimento sulla questione Italia-Rai-Mediaset-Sky che capita a fagiolo in un momento informativo piuttosto carente, dopo l’overbooking di notizie relative all’affaire tra il rinnovo di contratto tra la piattaforma di Murdoch e la tv di Stato. Ricordiamo che in ballo non c’è poco: la presenza nel bouquet Sky dei canali free (RaiUno, RaiDue e RaiTre, Rai4, la prossima Rai5, RaiStoria, RaiSportPiù, RaiGulp e RaiNews24) e di quelli RaiSat (RaiSat Extra, Prem1um, Cinema, Smash Girls, YoYo), è pericolosamente in bilico.
L’ultima richiesta di Viale Mazzini è stata formalizzata subito dopo le nomine: 1.5 miliardi di euro in 7 anni, cioè 215 mln di euro l’anno. Ma perché c’è tanta difficoltà nel formalizzare un accordo che non è mai sembrato in discussione prima di oggi? E perché potrebbe convenire sia a Rai che a Mediaset se Sky non dovesse più trasmettere i canali “free”? Sono le domande cui ha provato a rispondere l’inchiesta di CorriereEconomia.
Scrive Edoardo Segantini:
“In termini di fatturato, l’anno prossimo, secondo IT Media Consulting, Sky potrebbe superare Rai e Mediaset, diventando il ‘primo polo’ televisivo italiano. E forse il più concentrato sull’evoluzione dei gusti del pubblico. […] Ma nel cielo di Sky si addensano le nubi. La Rai potrebbe non rinnovare il contratto che la lega all’azienda guidata da Tom Mockridge, contratto in scadenza a fine luglio, che consente agli abbonati al satellite di ricevere le tre reti Rai e i canali Raisat. Il progetto dell’emittente pubblica, insieme a Mediaset e con una piccola quota di Telecom Italia Media, è infatti quello di lanciare un ’secondo polo’ satellitare che partirà a luglio - Tivù Sat, la società presieduta da Luca Balestrieri - sfidando il monopolio di Rupert Murdoch.
Rinunciando a un super-veicolo come Sky, Viale Mazzini farebbe una scelta unica tra i servizi pubblici, che al contrario stanno cercando di utilizzare tutti i canali disponibili per raggiungere il pubblico ‘là dove si trova’ (le parole sono della manager della Bbc Caroline Thomson), e tanto più il pubblico della pay-tv, di alto valore pubblicitario per censo ed età.
Mediaset si lancia nelle produzioni in Alta Definizione con il film tv “Non smettere di sognare“, protagonista Alessandra Mastronardi, l’attrice arrivata al successo televisivo grazie al ruolo di Eva nei Cesaroni. “Non smettere di sognare” andrà in onda a maggio su Canale 5 ed è girato fra Genova e Milano con un’altra sostanziale novità nella produzione: gli interni sono stati allestiti nei nuovi studi di Cinelandia a Cologno Monzese. La scelta di optare per l’HD permette a Mediaset di rilanciare la fiction (gli investimenti in questo settore sono in costante crescita negli ultimi anni), risparmiando sui costi di produzione.
Il film tv in sé non sembra proporre grosse novità, soprattutto per quello che riguarda la trama che rimanda ai classici Flashdance e Chorus Line. Ad occhio e croce si tratta del consueto drammone melenso sulla ragazza sfortunata che trova il riscatto sociale e l’amore seguendo la sua passione. Gli ingredienti ci sono tutti: la protagonista è Stella, una ragazza che abita a Genova insieme ad un patrigno con il vizio dell’alcol, si mantiene lavorando al Porto e come cubista in discoteca.
Il suo sogno è, naturalmente, la danza, ma la morte della madre le impedisce di proseguire gli studi presso una scuola di Milano. La grande chance arriva quando si innamora di un produttore (Roberto Farnesi) che la fa partecipare ad un talent-show televisivo in prime time, una nuova avventura nella quale dovrà vedersela con la cinica, ambiziosa e scorretta Alessia, interpretata da Benedetta Valenzano.
Continua a leggere: Non smettere di sognare con Alessandra Mastronardi in HD

Stefano qualche giorno fa ci ha raccontato della nuova sigla in HD dei Simpson, d’effetto e tridimensionale. Viene visualizzata in questo modo in quanto preannuncia la prossima trasmissione dei Simpson in Alta Definizione.
Navigando in rete ho scovato una scena della nuova sigla della famiglia in giallo. E’ stata costruita dalle immagini originali del video. E’ interessante anche perchè é il solo modo per cogliere i dettagli e le particolarita che alla velocità reale non si coglierebbero. L’autore ha trasformato una scena tratta dalla sigla di testa in una singola immagine. Su Flickr trovate l’immagine nelle dimensioni originali. Ma quanti personaggi!
In un’interessante intervista rilasciata al settimanale Tv Guide, il futurista della televisione Mike Lienhold, ricercatore presso l’Institute for the Future (ma esiste una cosa del genere in Italia?!) racconta quali potrebbero essere alcuni dei cambiamenti piu’ prossimi riguardo alla nostra esperienza da spettatori. E siccome gli americani sono “trrooooppo avanti”, vediamo cosa si sono inventati a questo giro.
Lienhold inizia parlando di come grandi societa’ come Apple e Nokia abbiano sviluppato dispositivi in grado di mostrare video a buona definizione. Anche Nokia ed Ericsson dichiarano che entro il 2015 tutti saremo in grado di guardare la tv in alta definizione sui nostri telefonini. Texas Instruments ha sviluppato un processore per un microproiettore (Pico) che consentira’ di proiettare immagini dal telefonino verso qualsiasi superficie. Le previsioni danno tra il 2015 e il 2020 una completa fusione tra Tv e Internet (che sia la volta buona?!). Tutto quello che sara’ online si potra’ vedere in tv e viceversa. Inoltre si potra’ usare l’iPhone o il proprio smartphone come veri e propri telecomandi per “interagire” con i programmi televisivi (ancora questa interattivita’?!).
Un altro cambiamento che gli studiosi prospettano entro il 2014 e’ quello di una migliore tecnologia 3-D (menomale, perche’ quella impiegata per Chuck lasciava un po’ perplessi). Si preannunciano esperienze video coinvolgenti e tali da poter sperimentare i diversi punti di vista dei protagonisti sullo schermo, vedendo il proprio soggiorno “invaso” dalla scenografia del vostro telefilm preferito. Questa tecnologia raggiungera’ lo status di prototipo nei prossimi 5 anni e sara’ realta’ tra 10 anni.
Continua a leggere: Dall'America la Tv e le tecnologie del futuro

Eccoci giunti all’ultimo dei tre appuntamenti di questa micro-guida in tre puntate su come avviene la realizzazione di una puntata-tipo di un telefilm americano. Nei post precedenti abbiamo analizzato due fasi: la pre-produzione e la produzione. Oggi invece ci concentriamo sull’ultimo, affascinante, segmento del processo e cioe’ sulla post-produzione.
Siamo rimasti al fatto che ogni giorno, dal set, decine di bobine di pellicola vengono portati in appositi laboratori (pensate, ce ne sono solo tre in tutta Los Angeles). Il primo processo che la pellicola subisce e’ proprio quello di sviluppo e avviene attraverso complicati macchinari che trascinano la pellicola nelle fondamenta di un edificio dove si trovano vasche piene di diversi liquidi chimici. Tali laboratori lavorano giorno e notte, 24 ore su 24 e 7 giorni su 7. La pellicola sviluppata viene riavvolta in apposite bobine e passata al Telecine.
Tali laboratori infatti non ricevono infatti solo la pellicola, ma anche i file audio quotidiani, in modo tale che possano operare una serie di azioni che serviranno alla post-produzione. Il Telecine e’ la prima di queste. Attraverso sofisticatissimi macchinari e software, la pellicola viene scansita e digitalizzata (in alta definizione): un operatore in un’altra stanza si preoccupa di sincronizzare ogni singolo ciak video con la sua traccia audio. Il risultato (audio e video/sincronizzati) viene quindi riversato su nastri beta HD (i “beta” sono lo standard Sony dell’industria televisiva mondiale). La pellicola sviluppata e i nastri contenenti il video grezzo del girato associato all’audio vengono quindi riconsegnati alla produzione (Smallville, Heroes, Lost ecc.) entro le 24 ore successive: questi materiali tecnicamente si chiamano dailies.
Continua a leggere: Come nasce la puntata di un telefilm: la Post-Production / 3
Ci siamo quasi! Gli Stati Uniti si stanno preparando per quello che e’ un evento televisivo di primaria importanza ovvero il Super Bowl, giunto alla sua XLIII - 43esima edizione (gli americani adorano usare i numeri romani per questo evento). Il Super Bowl altro non e’ che la finale del campionato di football della NFL (National Football League). Quest’anno si terra’ a Tampa, Florida, domenica 1 febbraio 2009 e vedra’ scontrarsi le squadre degli Arizona Cardinals contro i Pittsburgh Steelers.
Ma la potenza del Super Bowl e’ di riuscire a fermare per l’intera giornata la nazione. E’ - di norma - il programma televisivo piu’ visto dell’anno ed esercita sugli Stati Uniti lo stesso effetto che puo’ riscuotere in Italia una finale dei mondiali di calcio (quando e se gioca l’Italia, ovviamente!). Ma non solo. E’ una vera festa nazionale, una celebrazione televisiva della cultura popolare e dal 1984 (inizio’ la Apple con una pubblicita’ del Mac girata da Ridley Scott) ospita comunicati commerciali all’avanguardia, realizzati apposta per l’occasione e per la straordinaria visibilita’ offerta da questa vetrina.
L’incontro, garanzia di successo e introiti economici clamorosi, verra’ trasmesso quest’anno su NBC (che ha bisogno di migliorare i propri ascolti in questa stagione) ma gli accordi contrattuali con la Lega Nazionale Football (NFL) prevedono una rotazione costante sui diversi network, di anno in anno. Una specie di “pax Super Bowliana”: nel 2008 tocco’ a Fox, l’anno prossimo tocchera’ a CBS. Inauguriamo su TvBlog una tre-giorni dedicata a questo evento (ogni giorno nuove informazioni in piu’ e vi assicuro che ce ne sono di novita’!). Cominciamo subito dopo il salto con qualche numero e qualche altra curiosita’ sull’appuntamento piu’ desiderato da tutti i tifosi e che spesso ha avuto anche il merito di lanciare telefilm di grande successo.
Continua a leggere: Super Bowl: l'evento televisivo piu' importante dell'anno
Dopo aver parlato della televisione via cavo negli Stati Uniti, ci occupiamo oggi di un’altra forma di distribuzione del contenuto televisivo ovvero il satelllite. La storia della tecnologia satellitare negli States si puo’ far rislaire al 1976, poco dopo la nascita della tv via cavo. Nel 1979 5.000 case erano dotate di impianto di ricezione satellitare che all’epoca aveva un costo di circa 10.000$. Nel 1985 il prezzo scendeva a 5.000$ e il numero di clienti era di circa 500.000. Nel 1990 il prezzo di un impianto arrivava a 2.000$ e i clienti erano pari a 3 milioni. In ogni caso l’installazione richiedeva l’intervento di un tecnico qualificato. Con l’introduzione di parabole piu’ piccole e leggere e un utilizzo diverso delle frequenze e di equipaggiamento tecnico piu’ consumer-friendly si e’ finalmente verificato un lancio commerciale piu’ deciso della tv via satellite tra il 1994 e il 1995 con i primi tre operatori: Primestar, DIRECTV e USSB. Nel 1996 debutta Dish Network della EchoStar.
Dieci anno dopo il mercato di fatto e’ nelle mani di un duopolio costituito da DIRECTV (con circa 14 milioni di clienti) e DISH Network (11 milioni). Entrambi i gruppi sono controllati da due cosiddette “public company”, anche se in DIRECTV la proprieta’ e’ di News Corp di Rupert Murdoch. In entrambe le offerte si possono contare centinaia di canali, inclusi molti canali tematici che non sono presenti via cavo. Negli anni recenti entrambe le compagnie hanno realizzato accordi di distribuzione con praticamente tutti i canali via cavo per includerli nella loro offerta. In pratica gli operatori via satellite competono non solo tra di loro ma anche con la tecnologia “cavo”, dal momento che grazie all’innovazione tecnologica questi due diversi modi di distribuzione sono ora finalmente equiparabili, con indubbio vantaggio del consumatore che puo’ scegliere in base anche a prezzi piu’ concorrenziali.
La tecnologia che sta dietro alla distribuzione via satellite e’ piu’ semplice ed economica rispetto a quella dl cavo. Innanzitutto e’ piu’ giovane ed e’ digitale e prevede per la parte broadcasting molte meno infrastrutture da controllare e manutenere (si tratta principalmente di monitorare i centri di uplink che inviano il segnale al satellite). La FCC ha assegnato al satellite una serie di frequenze denominate “Ku” da impiegare per le trasmissioni digitali via satellite (DBS). EchoStar utilizza nove Ku-band satelliti che consentono di coprire i 48 stati continentali piu’ l’Alaska, Hawaii e Puerto Rico. I piu’ nuovi satelliti lanciati in orbita adoperano le frequenza “Ka”, gia’ pronte per una futura espansione della banda. DIRECTV opera con sette satelliti “Ku”-band e sta programmando il lancio di 4 satelliti “Ka”-band per aumentare la propria offerta. I canali vengono inviati dalla Terra al satellite mediante diversi centri di uplink sparsi sul territorio americano ed e’ sufficiente una parabola da 20 pollici per ricevere l’offerta. Gli operatori di tv via satellite sono in grado di distribuire una completa offerta nazionale e in alcuni casi viene meno la questione della “localizzazione” in quanto la distribuzione, ad esempio, dei canali generalisti viene aggregata per macro-aree che vanno ben al di la’ del confine dei singoli stati. Viene mantenuta, almeno nelle aree piu’ grandi, la localizzazione dei grandi canali generalisti tramite le affiliate. A Los Angeles via satellite vedro’ quindi Fox su Fox11 (esattamente come via etere, nella sua affiliata che trasmette news su Los Angeles) mentre se mi trovassi a San Francisco vedrei Fox sull’affliliata locale (esattamente come via etere, nella sua affiliata che trasmette news su San Francisco). Questa differenziazione e’ materialmente possibile impostando nel decoder lo zipcode (CAP) locale per selezionare opportunamente la giusta affiliata. Ovviamente l’uplink viene fatto solo delle affiliate maggiori, per le aree urbane maggiori.