Finito il Festival, senza più censure né giochi delle parti, Povia rivela ai microfoni di Rai4 tutta la sua omofobia. Nella puntata di questa sera di Sugo, in onda alle 22.55 sul canale Rai del digitale terrestre, l’interprete di Luca era Gay ha dimostrato che la sua non era solo una canzone, ma una scelta di campo ben precisa. Ecco le sue dichiarazioni, nell’intervista a Christian Letruria di questa sera, che vi anticipiamo in anteprima assoluta:
“Non si deve fare ironia anche perché per fare i figli non si viene dietro. Possono dire quello che vogliono ma per fare figli non si viene dietro”.
Povia ha così risposto alle stesse gag di Paolo Bonolis e Luca Laurenti, che hanno ironizzato sulle polemiche con simpatia. In più si è sentito lusingato dall’articolo in suo difesa dello stesso Walter Siti, intellettuale dichiaratamente omosessuale, sulle pagine de La Stampa:
“L’ho letto, bello finalmente parla di dialogo, come diceva Berlinguer, con il quale si può ottenere tutto e ha chiesto a me, o ad altri, di scrivere una canzone per l’anno prossimo su qualcuno che da etero diventa gay. Sono un cantautore, mi candiderei se ci fosse il partito dell’analisi e del ragionamento. Quando c’è un manifestazione seria nella quale credo, come il Family Day, vado e non me ne fregava nulla se c’erano politici separati, predicatori che razzolavano male. Ci sono andato perché ci credevo, perché credo nella sanità. In quel momento ero di destra. Ora sto scrivendo una canzone contro il governo perché per mia figlia tra qualche anno dovrò spendere venti-trentamila euro per la scuola. In quel momento sarò di sinistra. Per me la sessualità è un pensiero, una mentalità, un’opinione e anche una religione. I film porno li vedo con gli amici. Da solo diventerebbe una droga, invece dopo i concerti…”.
Continua a leggere: Povia su Rai4: "Per fare figli non si viene dietro" (anteprima TvBlog)
Sugo, il magazine di Rai4 saltato questa settimana per non scontrarsi con il Festival, prepara gli artigli per la puntata di martedì prossimo alle 23.00. Il principale argomento a tener banco, manco a dirlo, sarà proprio Sanremo. Ci sarà una rilevazione originale fatta dalla redazione sulle canzoni in gara scaricate – illegalmente o quasi – dai principali “peer to peer”: un bilancio tanto sgradito dai discografici (pesantemente danneggiati dai download su internet) quanto curioso per gli interpreti.
Stando a quanto comunicatoci in anteprima sono state prese in considerazione quelle che in gergo tecnico si chiamano le “fonti complete”: files ricavati dalla registrazione televisiva del festival e messi a disposizione da utenti singoli per scaricarle. E Il risultato non farà certo piacere ai numerosi detrattori soprattutto della comunità queer: è proprio Povia, con il suo Luca era gay, il più scaricato (per i curiosi aggiungiamo che la brava corista che lo accompagna è Monia Russo, a sua volta in gara a Sanremo Giovani 2006 con il pezzo Un mondo senza parole).
Alle ore 15 di oggi su “eMule”, il principale software di peer to peer, le “fonti complete” disponibili della canzone di Povia erano 15.741. Seguivano i Gemelli Diversi (a dispetto di chi dice peste e corna su di loro) con 13.439 fonti, Marco Carta (è indicativo che sul legale Dada.it invece sia in cima) con 10.241 fonti e Francesco Renga con 6189 fonti. E i numeri crescono di minuto in minuto. A questo punto viene da domandarsi dove siano i tanto “televotati” Al Bano e Sal Da Vinci… Ah, già, i loro “fan” non saprebbero neanche cos’è Emule e si fanno “sentire” per altre vie…
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Se lo showbiz prende spunti dall’approfondimento giornalistico per elevarsi, la trasmissione impegnata di RaiDue non può proprio perdonare a una sua “scoperta” radical-chic lo sbarco nel reality show targato Berlusca. Dalla trasmissione Sugo, che torna su Rai4 dopo il discreto debutto del 23 dicembre (oltre 150mila contatti), riceviamo e pubblichiamo anticipazioni in esclusiva della seconda puntata, in onda domani (per ogni martedì) intorno alle 23.00 sulla rete Rai del digitale terrestre.
A intervenire in un’intervista sarà Corrado Formigli, l’inviato di Anno Zero che portò in studio Daniela Martani protagonista della cordata anti-Alitalia e che ora si dissocia dai suoi esordi militanti:
“Secondo me la Martani aveva pianificato tutto. Ma né io né Santoro sapevamo nulla dei suoi provini (la ragazza non si è presentata spontaneamente ma è stata cercata direttamente dalla produzione ndr). Ci abbiamo creduto fino in fondo. Quando vedo la Martani al Grande Fratello vestita da cubista assieme al nerd piemontese, al maggiordomo dei Savoia e alla lesbica acchiappona capisco che quello è il suo mondo”.
A Sugo ci sarà anche Maruska Piredda, l’altra hostess dell’Alitalia battuta sul tempo da Daniela Martani per entrare nella casa, che però fa un appello a Simona Ventura:

Dopo aver presentato con grande entusiasmo Sugo, il nuovo magazine mediatico di Gregorio Paolini, vi proponiamo il menu della prima puntata, in onda questa sera alle 23.10 su Rai 4, canale del digitale terrestre. Alla conduzione un’inedita Carolina Di Domenico, vee-jay di Mtv che torna per la prima volta sulle scene televisive dopo la sua gravidanza. Abbandonato il trucco acqua e sapone da brava ragazza “indosserà” un’immagine molto alternativa. La vedremo lanciare servizi in un set molto inusuale e in tipico Paolini style in quanto a originalità: il bagno di una stazione di servizio.
Sessanta minuti di gusto e disgusto, così recita il sottotitolo del marchio, indagheranno i culti e i tormenti della generazione web 2.0, grazie al lavoro di una redazione di giovani autori, inviati e filmmaker. In questa prima puntata tantissime sorprese. Tra le intervistate, due bellissime e cliccatissime su TvBlog come Belen Rodriguez, già scoperta da Paolini prima dell’Isola dei Famosi in Tintoria e Pirati, che ammetterà di essere single, e Andrea Lehotska, la modella ex Uno due tre… stalla! “salvata da un hacker”.
E ancora: il rocker senza freni, Pino Scotto, opinionista di culto su YouTube, I cartoon di Mondo Cayman, il cinegiornale delle Isole Cayman animato da Joshua Held in esclusiva, la rubrica Vox Populi: nell’informazione, di chi non bisogna fidarsi? E poi, i militanti di Casa Pound: dopo gli scontri di Piazza Navona e l’invasione di Via Teulada hanno continuato la guerra su YouTube… Non mancate a un appuntamento destinato a diventare cult in rete!
Rai4 non è solo cult e extended version, ma anche autoproduzione. Il 23 dicembre alle 23.15 debutta Sugo, sessanta minuti di gusto e disgusto, la nuova sfida del canale Rai visibile sul digitale terrestre e diretto da Carlo Freccero (già direttore di RaiSat su Sky). Sugo è un magazine sui consumi mediatici, i culti e le manie della generazione web, ideato da una firma di garanzia come Gregorio Paolini. Quest’ultimo, reduce da una consulenza creativa per Tutti Pazzi per la Tele, ha sempre dimostrato di saper intercettare umori e gusti del momento. In questo caso sarà coadiuvato da una conduttrice decisamente adatta allo scopo (come tutti i volti dei suoi programmi del resto): l’ex veejay Carolina Di Domenico.
Nella prima puntata di Sugo vedremo un servizio sui rischi per la privacy connessi all’uso di Internet e un reportage sul fenomeno dei Subs, ovvero i sottotitoli messi a supporto online di chi vuole vedere le serie Usa in tempo reale. Già questo dimostra come il programma ammicchi a bloggers e facebook-addicted, diventando un appuntamento televisivo da non perdere.
Intanto la sfida digitale di Rai4 non cenna ad arrestarsi. Il canale, infatti, sta riscontrando un successo enorme in Sardegna, unica regione dove è avvenuto il mitico switch-off con addio all’analogico e avvio dell’era interamente digitale. Questo ha fatto sì che Rai 4 goda della stessa visibilità delle altre reti generaliste, rappresentando in compenso un’isola felice al riparo dal dio Auditel e dalle pressioni pubblicitarie. Stando a quanto pubblicato sul Corriere Rai4, misurandosi senza (ancora) ansia di prestazione con gli altri canali nella gara Auditel, registra un’audience media del 2.9% ma con punte prossime al 5% con sorpasso, dunque, di La7 e pressing a Rete4.
Vi proponiamo la seconda e ultima parte (qui la prima) della piacevolissima chiacchierata con Gregorio Paolini, uno degli addetti ai lavori più imprevedibili della tv. Ci ha svelato in anteprima alcuni ospiti di Tutti Pazzi per la Tele, per poi parlare a ruota libera delle altre sue creature Rai, Tintoria e Pirati (che distingue accuratamente da Lucignolo) E, soprattutto, lui è l’unico in grado di risolvere un enigma cruciale: che fine ha fatto la sua dolce metà, Simonetta Martone? Lo ringraziamo ancora per la sua ironia e semplicità, tipica di chi non le manda a dire. Allo stesso Pistarino, reo di chiamarlo al cellulare per proporgli 90 battute su 100 non riuscite, mentre le rimanenti 10 possono andare.
Come si lavora con Antonella Clerici?
La Clerici è molto intelligente come professionalità. Se riesce a imparare il copione e stracciarlo è meglio, lei lo sa che non bisogna recitare mai. Se prendi un personaggio come il povero Funari, gli hanno scritto un copione e non era più Funari (si riferisce ad Apocalypse show ndr).
Svelaci qualche piccolo segreto. A Tutti Pazzi per la Tele ripescherete qualche meteora per la gioia di noi spettatori?
Certo, ci saranno personaggi che tornano. Per esempio quando vedi la sigla di Fantastico la Cuccarini girava intorno a un ballerino capellone, Manuel Franjo. Era sparito, noi l’abbiamo recuperato e lo vedrete in studio a ballare con lei. Ora ha un negozio di scarpe a Manhattan. Poi faremo venire anche i ragazzi di padre Tobia, uno sceneggiato per ragazzi. E li metteremo a confronto con I Ragazzi della 3a C. Così assisterete a una sfida tra anni ‘60 e anni ‘80.
Gregorio Paolini è la nuova variabile impazzita di RaiUno. Ma guai a dargli del giovane rivoluzionario. Il tempo è passato anche per i figli di Target ed era l’ora che il suo “papà” si misurasse con una platea più ampia e tradizionale. L’occasione fa l’uomo ladro: Tutti Pazzi per la Tele è il nuovo show che lo vedrà impegnato come creativo, da domani sera per cinque martedì sull’ammiraglia Rai.
Endemol lo ha chiamato per una consulenza, che vedrà il nostro optare per una scelta stilistica meno paludata, ma comunque in linea con un pubblico familiare. Un gentile compromesso, che lo ha visto contattare i ragazzi della terza C per una gran reunion sulla tv di stato, ma anche il famoso partner di Lorella Cuccarini a Fantastico. Anche lui è uno di quelli che si emoziona di più con un bel momento di repertorio che con un programma della tv attuale. Guai, insomma, a fargli piacere Pomeriggio Cinque…
Non lavori a RaiUno dai tempi delle classifiche di Su e Giù, nel 1999. Ma era il tuo solito rotocalco da seconda serata… Ora ti troviamo addirittura in prime time?
Uno non può continuare a fare Sky e Italia 1 e basta. E allora chi deve fare Raiuno? Gli ottantenni? Passati i cinquanta anche uno come me potrà misurarsi con il grande pubblico generalista! In fondo non hanno molti più anni di me, forse posso riuscire a entrare nella loro lunghezza d’onda..
Che te ne pare del nuovo pubblico generalista, allora?
Innanzitutto, uno che ha fatto il 68′ è andato in pensione quest’anno. Quelli che hanno 60 anni adesso ne avevano prima 20. La vecchia zia è una vecchia zia diversa da quarant’anni fa. Probabilmente ha una memoria diversa, è nata con la televisione, non l’ha scoperta per strada. Da una parte vuole rassicurazioni, dall’altra non vuole che si sia predicatori e noiosi ma risvegliare curiosità. La cosa fantastica è che c’è un pubblico di trentenni che conosce programmi che non può aver visto. I redattori che lavorano con me non erano ancora nati, ma mi dicono di averli recuperati su Youtube. Il mondo è stato rimasticato. Se vai in edicola c’è il dvd di Heidi, dei Promessi Sposi, di film Musicarelli, del telefilm di Arsenio Lupin. Non possono essere tutti ottantenni, non hanno il dvd.

Tutti Pazzi per la Tele ha già contagiato il sottoscritto, che non mancherà per nulla al mondo alla festa più pazza della tv. La tele che è nel titolo suona di retro, ma al gusto asfittico per l’amarcord si preferiranno i toni del divertimento e di una memoria allegramente condivisa. Una vera anomalia della programmazione di RaiUno (”un programma tanto scritto e pensato”), che potrebbe far rientrare in target il telemaniaco popolo della rete. In occasione della presentazione, tenutasi ieri a Viale Mazzini, sono emersi interessanti particolari sullo show, con un occhio di riguardo alle differenze con la versione francese.
Les enfant de la télé, infatti, presenta una collocazione impensabile per la tv italiana, in termini di costi e di rendita: dieci speciali spalmati una volta al mese. In più - aggiunge l’autore Gregorio Paolini chiamato per una consulenza dalla Endemol - in Francia parlano troppo, con quell’aria da salotto che spesso lascia spazio a frivole sciocchezze. Nell’adattamento nostrano, invece, prevarranno i toni da commedia, che caratterizzano la tradizione del nostro varietà. Tradizione e innovazione, dunque, per uno show tutto giocato sull’effetto sorpresa, sull’autoironia degli ospiti (solo nella prima puntata Paolo Bonolis, Lorella Cuccarini, Amanda Lear, Veronica Pivetti, Luca Giurato, Iva Zanicchi e l’internazionale Pamela Anderson, mentre Mal sarà una ciliegina sulla torta) e sulla loro capacità di scendere dal piedistallo per diventare telespettatori comuni.
Al centro dello studio, circondato dal pubblico, ci sarà un tavolo pronto ad accoglierli e a spiazzarli. Gli otto invitati si divideranno poi in due squadre, partecipando a un gioco per saggiare le proprie conoscenze televisive. Attraverso immagini evocative, che spazieranno dallo spettacolo alla fiction, dallo sport ai programmi per bambini, dovranno stabilire “che anno era” e “chi era”.



Continua a leggere: Tutti Pazzi per la Tele: siamo tutti invitati alla festa della televisione
Direttamente da Roma dove il nostro Lord Lucas ha partecipato alla conferenza stampa di presentazione (a questo proposito vi invitiamo a leggere il resoconto e l’intervista a Gregorio Paolini che lunedì pubblicherà su TvBlog) anticipiamo cosa tratterà il nuovo varietà Tutti Pazzi per la Tele, prodotto in collaborazione con Endemol Italia.
Tratto da un format francese, riadattato per l’occasione, ripercorrerà la storia della tv giocando con i protagonisti dell’epoca in cinque puntate in onda da martedì 16 settembre su Raiuno. Il programma, come annnuncia Antonella Clerici, non sarà in diretta per avere più tempo per tirare fuori il meglio dai personaggi ed evitare i tempi morti.
Nella prima puntata grandi ospiti: innanzitutto Paolo Bonolis, che partecipa anche per amicizia nei confronti di Antonella; poi Lorella Cuccarini che riproporrà anche brani tratti da Fantastico, Luca Giurato, Veronica Pivetti, Iva Zanicchi, Ugo Pagliai, Lando Fiorini, Mal e la star di Baywatch Pamela Anderson. La Clerici per l’occasione si esibirà nella sigla Zum Zum Zum, rifacimento della celebre colonna sonora di Canzonissima ‘68 e interpreterà sketch del passato. Con lei a condurre il programma, Carlo Pistarino.

Se Ciro era il figlio di Target, Pirati è il gemello di Quinto Potere Mag. Vederne la prima puntata è stato per il sottoscritto un salto nel passato. Come ho già avuto modo di dichiarare, le mie avventure da tvblogger sono iniziate da un sito non ufficiale dedicato a 5uinto Potere, l’unico reality show impegnato della televisione italiana in onda nel 2004 su Fox Life. A curarlo era, appunto, la premiata ditta Paolini-Martone: ideatore lui, conduttrice lei, una coppia inossidabile nel lavoro come nella vita privata.
L’obiettivo di quel programma, che seguiva la vita da redazione di un gruppo di aspiranti producer, era quello di monitorare il dietro le quinte della confezione di un rotocalco. Dei ragazzi di belle speranze, già esperti di videomaking o con tanta voglia di imparare, venivano ripresi dal lunedì al venerdì, per due ore di diretta, nel vivo del loro stage televisivo. I telespettatori potevano, inoltre, vedere scampoli di backstage nella striscia di highlights quotidiana e, dulcis in fundo, il prodotto bello e finito: Quinto Potere Mag.
Pirati nasce come un tentativo di riscatto di quel desolante flop. Potendo disporre (si spera) di più budget e della visibilità di una rete generalista, il papà di Target ha deciso che non si butta via niente e che quel tipo di format poteva essere opportunamente riciclato. Così nasce un prodotto formalista sulla carta, come dev’essere la televisione nel credo estetico paoliniano, ma becero nella sostanza. Con la scusa di nobilitare il genere, i Pirati sono stati reclutati nei peggiori bassifondi della tv, riesumati dal portfolio proibito di Lele Mora, ripescati dall’oblio del post-reality. Dei sopravvissuti, insomma, che anziché rileggere acriticamente il gossip non vedono l’ora di ritornarne protagonisti.
Da questa sera, alle 23:30 su RaiDue, va in onda Pirati, nuovo programma di Gregorio Paolini condotto in un non-studio da Marco Cocci e con una serie di inviati composta da volti vecchi e nuovi della gioventù televisiva. Trattasi di: Selvaggia Lucarelli, Belen Rodriguez (qui la sua gallery di immagini), Lisa Fusco, Francesca Chiarantano, Barbara Foria, Maria Pina Tinno, Cinzia Molena, Andrea Golino, Francesca Guicciardini, Serena Garitta, Elisa Sciuto, Antonio Barea de Luna.
Il format prevede il racconto, da parte degli infiltrati speciali di cui sopra, dei personaggi dell’Italia del costume e spettacolo. Un po’ celebrazione, un po’ ironia, e il commento della voce della coscienza dei pirati, la doppiatrice Emanuela Rossi.
Il servizio della più nota blogger televisiva, Selvaggia Lucarelli, va in onda questa sera. Ecco cosa dice la diretta interessata in un’intervista rilasciata a Libero a proposito del personaggio che ha seguito a New York:
Si chiama Paolo Zampolli, una sorta di Forrest Gump, un uomo che non sembra avere nessuna qualità e poi invece è riuscito a diventare importantissimo. E pensa che la sua è una famiglia di giocattolai, partita con il “Dolce forno” e oggi è diventato una persona importantissima: è socio di Donald Trump e ha una agenzie di modelle.
Al di là della smisurata passione del sottoscritto per Selvaggia (questo il suo celebre blog) e per la Rodriguez (questo il suo celebre personale), nonché per il lavoro di Paolini, da vedere, come tutte le novità.
Che Selvaggia Lucarelli fosse una pirata all’arrembaggio del piccolo schermo non è una novità. Ora, dopo una carriera tanto sudata (?!?), è stata prescelta da un professionista d’eccezione della tv italiana per un nuovo e ambizioso progetto.
Gregorio Paolini, l’inventore di Target e Verissimo che ormai si accontentava di una Tintoria qualsiasi, ha un nuovo asso nella manica: Pirati. Un rotocalco che ammicca al trash raccontando il fatuo in modo intelligente (mai obiettivo fu più arduo e abusato insieme). Pirati sarà un pozzo senza fondo, che vedrà vip, personaggini della stampa rosa, reduci dai reality e tronisti nel mirino di una missione piratesca, affidata a sua volta a giovani intelligenti e cattivi di varia estrazione professionale (tra cui Selvaggia).
Il conduttore vero e proprio è una vecchia conoscenza del mondo dello spettacolo italiano. Stiamo parlando di Marco Cocci, leader della rock band Mulfunk, consacrato attore dalla generazione cinematografica dei Virzì e dei Muccino e poi conduttore per caso di Mtv Brand New. A sua volta, insomma, un reduce, che ritroviamo volentieri da giovedì 17 aprile, in seconda serata alle 23.20, su Raidue.
Continua a leggere: Pirati all'arrembaggio su Raidue. Selvaggia Lucarelli e Marco Cocci su tutti