Logo Blogo

Tutti gli articoli con tag google

Google investe 100 milioni per fare di YouTube un'Internet Tv

pubblicato da Gabriele Capasso


YouTube, il più celebre portale di video sharing, si sta attrezzando per diventare una “televisione”. Non una di quelle generaliste, sia chiaro, ma Google vuole iniziare a creare una serie di canali tematici attraverso i quali distribuire contenuti prodotti con il supporto economico diretto dall’azienda di Mountain View. Per fare questo Big G mette sul piatto 100 milioni di dollari d’investimento iniziale, una cifra importante, ma che aldilà degli annunci trionfalistici non dà esattamente l’idea di Google pronta a diventare editori di un network televisivo inteso in senso tradizionale.

Lo spirito sarà comunque quello di lavorare con i mezzi di una web tv, nelle intenzioni la migliore fra queste, ma pur sempre una web tv. Stando ai primissimi dettagli l’offerta sarà certamente completa e coprirà 20 canali tematici che includeranno show, talk show, serie e film pensati per il web, e ovviamente destinati almeno inizialmente al mercato americano o comunque anglofono. Google non ha intenzione di svenarsi per acquistare le library delle case di produzione o dei network tradizionali, ma punta a diventare produttore di contenuti che si remunerino con la pubblicità.

La pubblicità dovrà coprire i costi, non ci saranno canoni d’abbonamento o altre forme di pagamento diretto per poter vedere la nuova YouTube Tv e Google promette di lasciare che questa attività resti parallela al servizio di video sharing evitando di tradire lo spirito con il quale il portale è nato e cresciuto in questi anni. La data precisa di partenza del progetto, che prevede un pesante restyling del sito, non è stata fissata, ma il tutto dovrebbe essere pronto entro la fine del 2011.

....
condividi 6 Commenti

Sky contro il Decreto Tv, ma con garbo

pubblicato da Gabriele Capasso


Arriva il commento di Sky Italia al Decreto Legislativo 169, meglio noto come “Decreto Tv” del quale ci siamo già occupati in passato. La pay tv di Murdoch, palesemente danneggiata da diverse novità contenute nel progetto presentato dal Viceministro Paolo Romani, sceglie di non andare al muro contro muro con il Governo. L’esperienza dello scontro con l’esecutivo sulla questione dell’aumento dell’IVA per la pay tv satellitare che è andato in scena a fine 2008 ha evidentemente convinto ad adottare un approccio meno battagliero.

A parlare, soprattutto in merito alla questione del tetto agli spot per le pay tv, è Andrea Scrosati, vicepresidente corporate e market communication di Sky, convocato per un’audizione presso la commissione del Senato che sta valutando il Decreto tanto contestato e che oggi ha incassato anche la parziale bocciatura dell’AgCom, l’Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni.

Con la riduzione del tetto agli spot, dal 18 al 12% nei prossimi tre anni evidentemente ci sarà un effetto sottrattivo sugli introiti, ma al di là di questo si mette un limite alla crescita non solo per Sky Italia, ma per tutti gli altri operatori, italiani e stranieri, che hanno deciso di scommettere in Italia e che puntano su ricavi e pubblicità per crescere. Crescere e svilupparsi vuol dire investire di più per News Corp è stato giusto investire in Italia, ci resterà per molto tempo e continuerà a farlo.

Continua a leggere: Sky contro il Decreto Tv, ma con garbo

Il "Decreto Tv" o il "Decreto Mediaset"? Da Romani spallate a Sky

pubblicato da Gabriele Capasso


Una miniera d’oro, questo Decreto Legislativo 169, meglio noto come “Decreto Tv” o “Decreto Romani” dal nome del suo principale ideatore: il viceministro allo Sviluppo Economico Paolo Romani con delega alle Comunicazioni. Il 27 Gennaio prossimo è previsto l’esame in commissione, ma da quando il testo (una ventina di pagine e circa 40 articoli a fronte di una delega parlamentare da 11 righe scarse) è stato reso pubblico ha scatenato più di una tempesta.

Addirittura Pd e Udc, insieme con una conferenza stampa congiunta, hanno rappresentato le loro perplessità di fronte ad un provvedimento che nel recepire una direttiva europea finisce per fare una serie di favori smaccati a Mediaset, il network televisivo del presidente del consiglio. Primo a saltare agli occhi è stato il taglio della pubblicità per le pay tv. Si passa dal 18% al 12%. L’Europa fissava un limite del 20% e dava libertà ai paesi membri di scegliere dove attestare la soglia. In Italia abbiamo deciso di farla scendere fino ad una percentuale che (seppur introdotta a scaglioni nei prossimi anni) penalizza l’unico operatore della pay tv che supera il 12%. Mediaset Premium? No, Sky Italia, ovviamente.

Qualche giorno dopo sono arrivati Google e degli Internet Provider a lamentarsi. Sanzioni durissime, l’equiparazione dei siti internet alla disciplina delle tv che tradotto significa: multe e mille grane ogni qualvolta, ad esempio, un utente di YouTube si metterà a pubblicare un video protetto da copyright. E qual è l’unico network televisivo mondiale che invece di cooperare e stringere accordi strategici con la piattaforma di video sharing in questi anni ha adito le vie legali per chiedere un risarcimento per i suoi “video” caricati online indebitamente? Sky? No, Mediaset, ovviamente.

Continua a leggere: Il "Decreto Tv" o il "Decreto Mediaset"? Da Romani spallate a Sky

Anche Google e i provider contestano il Decreto Tv

pubblicato da Gabriele Capasso


Il Decreto Legislativo sulla Tv, messo a punto dal viceministro Paolo Romani con delega alle Comunicazioni, e che aveva già scatenato polemiche per il taglio alla pubblicità di Sky nelle scorse settimane contiene un’altra norma che ha fatto imbestialire l’opposizione e reagire anche i provider internet italiani e la stessa Google. La Legge Romani, infatti, equipara la disciplina dei siti internet che trasmettono video in maniera non occasionale (YouTube, i principali siti d’informazione e tutte le piattaforme di Video Sharing) a quella delle emittenti televisive tirando in mezzo anche i provider.

Tutto questo non considerando un fatto ovvio: YouTube non esercita un controllo preventivo sui contenuti. Questa equiparazione appare strumentale alla tesi sostenuta da Mediaset quando, nel luglio del 2008, chiese 500 milioni di danni a Google per i video di sua proprietà caricati su YouTube. Una scelta che rappresentò un punto di rottura nel panorama mondiale visto che normalmente i network si limitano a chiederne la cancellazione e cercano di contrastare il fenomeno sottoscrivendo accordi con la piattaforma di video sharing andando a caricare personalmente stralci o intere trasmissioni. La questione è stata analizzata, con grande chiarezza ed efficacia, da Guido Scorza su PuntoInformatico.

Marco Pancini, responsabile per le relazioni istituzionali di Google in Italia, ha commentato:

Siamo un po’ preoccupati. Il decreto dà ai provider su Internet le stesse responsabità delle emittenti televisive, solo che queste si occupano direttamente dei contenuti, mentre YouTube si limita a mettere a disposizione le proprie piattaforme agli utenti.

Continua a leggere: Anche Google e i provider contestano il Decreto Tv

Grande Fratello via da YouTube: Google scrive a tutti i deputati italiani e ricorre in appello

pubblicato da Stefano Sgambati

Grande Fratello via da YouTube: Google scrive a tutti i deputati italiani e ricorre in appello

Abbiamo riportato, settimana scorsa, del ricorso Mediaset contro YouTube, accolto dalla nona sezione del Tribunale di Roma: tutti i video del Grande Fratello via dalla Rete con effetto immediato. Ebbene, nel giorno della nona puntata del reality show per antonomasia, diamo dovere di cronaca anche alla contromossa di Google, società proprietaria del marchio “YouTube”, che ha deciso sia di ricorrere in appello che di scrivere una lettera inviata a tutti i deputati italiani dopo l’ordinanza emessa. In sostanza Google basa la propria “difesa” appellandosi alla legge Europea e Italiana secondo la quale i service provider non hanno la responsabilità di effettuare il controllo del contenuto caricato dagli utenti: YouTube, infatti, non è un editore, come invece motivato dal Tribunale, ma un hosting service provider, regolato dal Dlgs 70/2003 (cosiddetta Direttiva sul commercio elettronico). Si legge ancora in tale missiva:

“YouTube va al di là di quanto previsto dalla legge offrendo ai detentori dei diritti strumenti efficaci per gestire se e come i loro contenuti debbano essere resi disponibili. Si tratta in particolare di un programma chiamato Content Id che oltre 1.000 broadcaster partner di Google, tra cui RAI e Fox Channels Italy, hanno scelto di utilizzare. Mediaset potrebbe semplicemente unirsi a questi altri partner e utilizzare questi strumenti. Oppure, in alternativa, basterebbe che segnalasse a YouTube le URL dei video e YouTube provvederebbe alla loro rimozione”.

Vedremo come andrà a finire. Al momento, comunque, i video del Grande Fratello su YouTube risultano assai più radi di prima ma di certo ancora presenti.

Cavalcade of Cartoon Comedy sulla rete di contenuti Google

pubblicato da Francesca Camerino

Cavalcade of Cartoon Comedy Seth MacFarlane ha centrato di nuovo il bersaglio. Il creatore di Family Guy e American Dad ha recentemente lanciato una nuova serie di corti dal titolo Cavalcade of Cartoon Comedy (ecco il video di presentazione).

Il cartone animato corrosivo e satirico secondo il noto stile di MacFarlane si sviluppa grazie alla rete di contenuti Google e sarà sponsorizzato, tra gli altri, da Burger King. In particolare, i video di intrattenimento saranno mescolati a spot pubblicitari inseriti negli spazi AdSense.

La nuova produzione di MacFarlane é interessante non tanto per il genere di contenuti ma per la l’utilizzo di un nuovo mezzo per svilupparli che potrebbe aprire le porte ad altri progetti e filmmaker. I 50 episodi sono brevissimi (di uno o due minuti). Il video divertente che segue vede Supermario che sfida e sconfigge i nemici per salvare la principessa che però rimane molto delusa da quello che si ritrova di fronte.

[via Cartoon Brew]


....
condividi 4 Commenti

Nastri di Möbius

pubblicato da Massy


....
condividi 4 Commenti

Mediaset cita per danni Google e Youtube e chiede 500 milioni di Euro

pubblicato da Michele Biondi

MediasetMediaset cita per danni YouTube per 500 milioni di Euro. E così, dopo la diffida a Vcast e dopo altre mosse più o meno discutibili, Mediaset, ritenendo di essere stata danneggiata, decide di andare contro il colosso dei video online, seguendo la logica attuata anche dalla Rai (ma senza richieste di multe) che ha cancellato ogni riferimento video la riguardi spostandoli sul proprio canale Rai.tv

Il comunicato uscito oggi dall’azienda di Cologno Monzese non lascia adito a dubbi:

Mediaset ha depositato al tribunale Civile di Roma un atto di citazione contro YouTube e Google per illecita diffusione e sfruttamento commerciale di file audio-video di proprietà delle società del Gruppo.
Alla data del 10 giugno 2008, dalla rilevazione a campione effettuata da Mediaset sono stati infatti individuati sul sito YouTube almeno 4.643 filmati di nostra proprietà, pari a oltre 325 ore di materiale emesso senza possedere i diritti.

Alla luce dei contatti rilevati e vista la quantità dei documenti presenti illecitamente sul sito, è possibile stabilire che le tre reti televisive italiane del Gruppo abbiano perduto ben 315.672 giornate di visione da parte dei telespettatori.

Il risarcimento richiesto da Mediaset è di almeno 500 milioni di euro, per il solo danno emergente. A questo bisognerà aggiungere le perdite subite per la mancata vendita di spazi pubblicitari sui programmi illecitamente diffusi in rete.”

Continua a leggere: Mediaset cita per danni Google e Youtube e chiede 500 milioni di Euro