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Tutti gli articoli con tag gomorra

Ascolti Tv Venerdì 14 ottobre 2011: Sangue caldo chiude con 4,347 mln (17.34%), I Migliori Anni a 3,884 (16.44%). Colorado 2,932 (12.67%), Quarto Grado 10.25%, NCIS LA 2,189 (7.68%), Viva Zapatero (8.68%) e Gomorra (5.53%)

pubblicato da Michele Biondi

Sangue caldo

    Vista l’impossibilità di mantenere online un archivio di dati Auditel, dopo tre giorni dalla pubblicazione i dati vengono cancellati.

Stasera su RaiTre Gomorra tratto dal libro di Saviano

pubblicato da Michele Biondi

Gomorra
Questa sera, alle 21:10 RaiTre propone uno straordinario film, “Gomorra” diretto da Matteo Garrone. Una pellicola tratta dal best seller scritto da Roberto Saviano che quando uscì nelle sale divenne un vero e proprio caso cinematografico. Candidato alla Palma d’Oro a Cannes insieme a “Il Divo” di Paolo Sorrentino, si portò a casa il prestigioso Gran Premio della Giuria e ottenne anche un gran successo al botteghino superando l’incasso di 10 milioni di euro.

Gomorra” è stato il film che ha fatto conoscere al grande pubblico lo scrittore Roberto Saviano, protagonista successivamente di speciali di successo con Fabio Fazio e soprattutto di “Vieniviaconme“, l’evento in 4 serate record assoluto con oltre 9 milioni di telespettatori. Il film di Garrone si ispira proprio al libro-scandalo di Saviano che ha venduto più di un milione di copie denunciando il cosiddetto Sistema Camorra. Un sistema di potere, soldi e sangue quello che, apparentemente fuori dalla nostra realtà, contraddistingue i valori con i quali gli abitanti delle province di Caserta, Aversa e Casal di Principe devono scontrarsi quotidianamente.

Il film è una sorta di viaggio nel mondo affaristico e criminale della camorra sempre alla ricerca di “merci fresche” da vendere (orologi, videogiochi, griffe ma anche scorie chimiche, rifiuti tossici, scheletri umani). Tra i protagonisti della storia troviamo il tredicenne Totò che sogna di affiancare i grandi, coloro che si muovono in macchina e motorino contando soldi, e anche morti. E poi ancora Marco e Ciro che per sentirsi invincibili sparano a sangue freddo o ancora Don Ciro, il sottomarino, che paga le famiglie dei detenuti affiliati al suo clan e si ritrova, suo malgrado, vittima del proprio potere. E poi Roberto, neo-laureato con molta voglia di lavorare al quale viene offerto di dedicarsi ai rifiuti tossici, un impiego molto redditizio e Pasquale, il sarto.

Il cast è formato da Toni Servillo, Gianfelice Imparato, Maria Nazionale, Salvatore Cantalupo, Gigio Morra con l’aggiunta di Ciro Petrone e Salvatore Ruocco. “Gomorra” è un film di denuncia come lo è stato il libro di Saviano da cui è tratto. Un appuntamento da non perdere per gli amanti del cinema d’autore, in prima serata su RaiTre.

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Gomorra sarà una serie tv solo nel 2013, Paolo Sorrentino dirige il progetto

pubblicato da Gabriele Capasso


Circa 10 mesi fa vi avevamo riferito delle indiscrezioni che raccontavano dell’imminente partenza di un progetto per trasformare in una serie tv da 12 episodi il romanzo di Roberto Saviano Gomorra. Il progetto deve aver avuto un qualche rallentamento e un cambio in corsa (o semplicemente le prime notizie era state diffuse troppo frettolosamente), ma stavolta ci dovremmo essere. L’Ansa ha dato notizia del coinvolgimento di Paolo Sorrentino con il ruolo di direttore artistico e regista del “primo dei sei film tv“.

La scelta è curiosa visto che proprio nell’anno in cui usciva nelle sale l’adattamento cinematografico di Gomorra diretto da Matteo Garrone, vincitore poi del gran premio speciale della giuria a Cannes, Sorrentino trionfava sempre al festival francese con Il Divo e la critica individuava fra le due pellicole una sorta di “sfida” per quale fosse il miglior film italiano dell’anno. L’inizio delle riprese è previsto per il prossimo anno, quindi difficilmente vedremo i risultati in tv prima del 2013. Fra l’altro non è ancora scontato che la produzione Cattleya - Fandango vada in onda su Sky, anche se una trattativa in tal senso è stata avviata.

La scelta è stata quella di “unire le forze” fra due delle più importanti realtà produttive italiane come spiegato da Domenico Procacci:

Paolo Sorrentino è già al lavoro e possiamo annunciare che dirigerà il primo dei sei film indipendenti ma collegati tra loro che andranno a comporre questa serie televisiva. La Fandango aveva acquistato con i diritti di trasposizione cinematografica del romanzo di Saviano ed anche quelli di trasposizione televisiva. Cattleya, che viene dal successo televisivo di Romanzo Criminale serie tv, stava lavorando ad un progetto con molti punti in contatto con il nostro e così abbiamo riunito le forze, dando ancora più energia. La speranza è che ognuno dei sei film abbia un regista diverso.

L’impostazione sarà spiccatamente cinematografica, con “film” e non “episodi”, ma ci sarà ancora da attendere prima di poterli vedere e di poter esprimere un giudizio sul prodotto finito.

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Gomorra diventa una serie tv, 12 puntate tra un anno su Sky Cinema

pubblicato da Paolino

GomorraTravolto dal successo (e dalle polemiche) di “Vieni via con me”, per Roberto Saviano arriva la bella notizia che il suo libro best seller (più di due milioni vendute in Italia e dieci nel mondo) “Gomorra” diventerà una serie tv, che andrà in onda su Sky Cinema tra un anno.

Il percorso sembra lo stesso di “Romanzo Criminale”, prima uscito sottoforma di libro, grazie a Giancarlo di Cataldo, poi al cinema come film (per la regia di Michele Placido) ed infine in tv, proprio su Sky Cinema, dove ieri ha debuttato la seconda stagione -con 350 mila telespettatori davanti allo schermo-.

12 puntate in tutto, la cui scrittura è ora al vaglio di Fandango, la società di Domenico Procacci che ha acquistato i diritti del libro per farlo diventare film. Nulla si sa ancora sulle storie che verranno trattate, ma sicuramente il maggiore respiro narrativo che una serialità ha rispetto ad una pellicola favorirà lo sviluppo di un maggior numero di storie rispetto a quelle che abbiamo visto al cinema.

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Emilio Fede: delirio contro Roberto Saviano

pubblicato da Gabriele Capasso


Nuovo exploit non richiesto del direttore del Tg4 Emilio Fede. Principale obiettivo della confusa invettiva di Fede è Sabina Guzzanti, autrice del film Draquila, che ha spinto il ministro Bondi a disertare il Festival del Cinema di Cannes. Nei 2 minuti dell’edizione di ieri del Tg4 riservati al balbettante punto di vista di Fede finisce inspiegabilmente anche Roberto Saviano, scrittore ed autore di Gomorra.

Secondo il direttore “ci sono due polemiche“, una sarebbe quella legata al film della Guzzanti e l’altra a Saviano. Il concetto di “attualità” non è ben presente a Fede visto che il confronto fra Silvio Berlusconi (di questo stiamo parlando), che aveva accusato Saviano di “fare pubblicità alla Mafia”, e l’autore di Gomorra risale ad un mese fa.

Queste le parole di Fede:

In questi giorni anche per quanto riguarda Roberto Saviano, che ormai sempre lui, la camorra… Per carità, ma non è lui che ha scoperto la camorra, non è lui il solo che l’ha denunciata, ci sono registi autorevoli, ci sono magistrati che l’hanno combattuta e sono morti, lui è superprotetto, e giustamente dev’essere sempre protetto però, come dire, non se ne può più di sentire che lui è l’eroe, qualcuno gli ha offerto pure la cittadinanza onoraria, di che cosa non si capisce. Certo ha scritto dei libri contro la camorra, ma lo ha fatto tanta altra gente, senza fare clamore, senza andare sulle prime pagine, senza rompere… scusate, volevo dire senza disturbare la riflessione della gente che ha capito bene. Un paese come il nostro è contro la malavita organizzata.

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Gabriel Garko Vs Berlusconi: in Italia vince l'estetica della Mafia

pubblicato da Marina

Gabriel Garko star de L'onore e il rispetto 2 Gabriel Garko è felice del boom di ascolti de l’Onore e il Rispetto 2 e dedica il successo al regista Samperi. Ma dice che lui l’altra sera in tv non si è visto la sua puntata ma Porta a Porta con Vespa e Berlusconi. Io penso che un po’ di zapping lo abbia fatto anche se non lo vuole ammettere. Comunque, la domanda da porsi secondo me è un altra, al di la del peso e probabile débâcle politica decretata dai dati Auditel dell’altra sera: perché il pubblico ha scelto di non vedere la trasmissione che Bruno Vespa ha dedicato alla ricostruzione post terremoto de L’Aquila con in studio la presenza del Premier Sivio Berlusconi e ha preferito seguire la fiction L’onore e il rispetto 2 su Canale5 in prima serata?

Garko risponde così al Corriere della Sera:

Oddio, ancora non mi rendo conto, questa cosa mi è cadu­ta addosso così all’improvviso, aiuto. Ovvio però che sono con­tentissimo, vuol dire che la fiction era fatta bene. Perché il pubblico ha scelto me? La gente di questi tempi ha voglia di distrarsi.

Vero, in parte è vero che la gente ha voglia di divertirsi e che la fiction sia un buon prodotto. Ma la fiction in questione tratta un argomento grave per il nostro Paese: la mafia ci ha portato via pezzi di Stato e di Democrazia come Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Faccio un passo indietro: tempo fa vi parlavo dell’iniziativa di tre pubblici ministeri, dunque magistrati, impegnati in procure calde come Palermo o Torre Annunziata che riferendosi alle fiction tv le accusavano di rendere bella e seducente la mafia. Puntavano il dito contro Il capo dei capi, che fu una delle fiction più seguite della stagione, considerato agiografico rispetto al personaggio del capomafia trattato. E forse, la riflessione richiesta dai tre magistrati, ha effettivamente necessità di essere affrontata.

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L'accusa dei magistrati Ingroia, Scarpinato e Marino: "Le fiction tv fanno la mafia bella"

pubblicato da Marina

Et voilà, la polemica servita su un piatto d’argento: secondo i PM Roberto Scarpinato, Antonio Ingroia (alla Procura di Palermo) e Raffaele Marino (alla Procura di Torre Annunziata), magistrati che per mestiere conoscono la mafia vera, le fiction tv strizzano un po’ troppo l’occhio alla cupola tanto da renderla bella, affascinante e desiderabile.

L’accusa partirà dalle pagine della rivista i duellanti che ha dedicato uno speciale all’argomento in edicola dal 2 settembre. Lo speciale è il risultato degli atti di un convegno tenuto lo scorso giugno a Palermo e sta iniziando ad accendere con discussioni e pareri questa coda d’estate, limbo d’attesa alla nuova stagione televisiva fatta di distretti di polizia, carabinieri, squadre, malavitosi, mafiosi e camorristi, senza dimenticare ‘ndrangheta e sacra corona.

Leggo sul sito de I duellanti:

Uno dei problemi maggiori riscontrati da Antonio Ingroia è l’errore compiuto dagli stessi sceneggiatori, che tendono a rendere le “figure del male” accattivanti e affascinanti. E fa l’esempio della fiction Il Capo dei Capi (su Riina), che veicola «una certa idea dell’immutabilità e dell’eternità della mafia stessa, difficile da vincere in una terra incline al fatalismo come la Sicilia». Tuttavia lo stesso Ingroia è costretto a riconoscere che comunque una parte di cinema si sia impegnato a restituire « la complessità e la ferocia dei comportamenti mafiosi senza cedere a indulgenze celebrative o facili ammiccamenti». Il merito va riconosciuto a due film recenti, Gomorra e Il Divo che - secondo il pm - sono riusciti a cogliere questo intento. «Basta volerlo, assumersi qualche rischio e qualche responsabilità».

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Giggino e Totore: il cartoon sulla camorra ispirato dalla lettura di Gomorra di Roberto Saviano

pubblicato da Francesca Camerino

Giggino e Totore

C’è chi ha tratto ispirazione dall’opera di Roberto Saviano per dar vita ad un cartone animato. Una maniera per capire e conoscere meglio il fenomeno Camorra. Si tratta de Le avventure di Giggino & Totore (gallery), un prodotto d’animazione realizzato da Raffaele Marra e Marco Manna che va in onda su EcoTv, canale 906 della piattaforma Sky, il giovedì alle 23.00 (debutta oggi), e in replica il venerdì alle 19.00.

Il cartoon tratta delle azioni quotidiane di due camorristi, dei loro crimini come le richieste di pizzo, lo smaltimento di rifiuti tossici, gli affari di droga e le spedizioni punitive, rappresentandole grazie alle animazioni e all’aiuto di sottofondo musicale neomelodico veramente azzeccato. Si tratta di una realtà tragica che nel corso degli eventi diventerà surreale.

La serie animata, con brevi episodi di due-tre minuti ciascuno, é fatta di sketch di Giggino e Totore, che nascono grazie alle interviste di Roberto Saviano, autore di Gomorra. I due protagonisti sono i gregari di un organizzazione criminale attiva a Napoli con a capo un uomo senza scrupoli, don Vittorio. I due camorristi sono degli stupidi e non ci pensano due volte a distruggere il proprio territorio per avere ricchezza e potere. Vi segnalo il quarto episodio, tragico e divertente allo stesso tempo, dal titolo Le cave preziose.


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Su Current Vanguard ricorda Don Peppe Diana eroe dimenticato nelle terre di Gomorra

pubblicato da Gabriele Capasso



Appuntamento stasera alle 23 su Current (Canale 130 di Sky) con Vanguard, il programma di inchieste giornalistiche prodotte e realizzate da videomaker della community della tv fondata da Al Gore. Il reportage di Raffaele Lupoli e Vito Foderà è un tributo alla memoria di Don Peppino Diana, il parroco di Casal di Principe ucciso da due sicari del Clan Schiavone il 19 Marzo 1994. Per lanciare questo reportage Current realizzò nelle scorse settimane la campagna di affissioni che venne rifiutata dall’Atac.

Troppo forte l’immagine di una Bibbia crivellata dai proiettili e la didascalia “Cosa succede quando la camorra entra in Chiesa?“, secondo il presidente dell’Azienda dei Traporti romana, anche se di indubbia l’efficacia iconografica nel presentare la storia di Don Peppe Diana. Il parroco della città campana, che diventerà tristemente celebre dopo la denuncia di Roberto Saviano e del suo Gomorra (vi ricordiamo anche lo Speciale Che Tempo che Fa dedicato allo scrittore), entrò nel mirino dei Casalesi dopo la distribuzione ai fedeli di un suo scritto che denunciava il sistema criminale camorrista nel ‘91: “Per amore del mio popolo non tacerò“.

Vanguard, una delle punte di diamante di Current, è in onda con un doppio appuntamento settimanale al martedì, con le inchieste di respiro internazionale, al mercoledì con quelle di casa nostra. La puntata di domani vedrà in studio insieme al conduttore Vito Foderà, anche coautore del reportage, Renato Natale, del comitato don Peppe Diana, ex sindaco di Casal di Principe all’epoca dell’omicidio.

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Da stasera (ore 19) su Cult la serie Tv più amata da Barack Obama: "The Wire". Grazie (anche) a Tvblog...

pubblicato da Stefano Sgambati

The Wire, da stasera su Cult

Sentite questa bella storia. Su TvBlog, esattamente il 22 agosto 2008, uno dei più attenti esperti italiani di televisione e serie televisive, l’amico Marcus Daly, pubblicava un eccellente articolo incentrato su “The Wire”, la stupenda serie tv griffata HBO, garanzia di qualità, in cui presentava, appunto, grazie a uno straordinario excursus critico, i temi principali di questa produzione inedita in Italia ma di grande successo all’estero, al punto da essere stata indicata addirittura dal presidente americano in carica Barack Obama come la sua preferita in assoluto tra tutte le serie Tv possibili.

Da questa sera, su Cult, canale 131 di Sky, dal lunedì al venerdì alle ore 19, “The Wire” conoscerà il battesimo italiano dell’intera serie: l’artefice di questo approdo inaspettato è proprio, udite udite, il nostro Marcus Daly. Queste le sue stesse parole:

“Una piccola vittoria per Tvblog: la decisione di Cult di acquistare e mandare in onda la serie The Wire è avvenuta anche grazie alla lettura della mia recensione apparsa sul sito. Non solo, Cult ha deciso di affidarsi a me per una consulenza per il lancio della serie. Sono molto grato agli amici di Cult per avermi dato questa possibilità e per la correttezza e l’entusiasmo che dimostrano nella cura dei prodotti che mandano in onda.
E’ successo anche con I Soprano: dopo la segnalazione da me scritta per Tvblog sul finale mutilato della serie, Cult ha subito provveduto a ripristinarlo nella sua integrità. Spero che questa collaborazione possa continuare anche per nuovi prodotti, in un filo diretto tra la rete e gli appassionati lettori e telespettatori di Tvblog”.

Ma di che tratta “The Wire”? Per un’analisi più approfondita, voglio ancora una volta ricordare l’articolo “incriminato” su Tvblog, che varrebbe la pena leggere comunque, anche per capire cosa possa esserci, di fatto, dietro la scelta di un canale di acquistare o meno un prodotto televisivo, tuttavia per una comprensione più immediata e veloce, ho chiesto a Marcus Daly stesso di comporci una piccola panoramica in proposito:

“The Wire” è il racconto passo passo dell’indagine di un’unità speciale della polizia che si avvale di intercettazioni, appostamenti e informatori per indagare sulle organizzazioni criminali dedite al narcotraffico di Baltimora. Il titolo allude proprio alle cimici utilizzate per le intercettazioni (che sono al centro della serie). Giorni fa un pungente articolo de “Il Foglio” invitava i nostri politici a guardare questa serie, per capire il ruolo cruciale che le intercettazioni svolgono nella conoscenza delle dinamiche criminali. La serie è molto originale nella sua struttura: ognuna delle cinque stagioni affronta un aspetto diverso del fenomeno del narcotraffico. Nell’ordine: lo spaccio di strada, il porto attraverso cui arriva la droga, il riciclo del denaro sporco, le disfunzioni del sistema scolastico, la mancata denuncia dei media. E’ una serie fantastica e molto istruttiva”.

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Saviano Uno di Noi - A Matrix

pubblicato da Malaparte

Roberto Saviano

Roberto Saviano sarà ospite di Enrico Mentana nella puntata di questa sera di Matrix.

Nel presentare il programma, Mentana si è scusato perché, ha preannunciato, la distanza fra lui e il suo ospite non sarà quella consueta che si presuppone dovrebbe esserci fra un giornalista e un intervistato. E va bene così, e la posizione di Mentana, che dovrebbe essere condivisa da tutti coloro che hanno a cuore la libertà di parola e di espressione nel nostro Paese, è chiara e condivisibile fin dal titolo dato a questo speciale: Saviano, Uno di noi.

Le dichiarazioni di Saviano hanno fatto scalpore: il giovane scrittore, autore del celebre - e celeberrimo - Gomorra ha ammesso di volere una vita normale, come tutti e, per questo, di volersene andare dall’Italia, dove non riesce a trovare sicurezza e tranquillità da quella camorra che lo ha condannato a morte per aver osato fare i nomi.

E Saviano, Uno di Noi, lasciatemelo dire anche qui, da un blog che parla di argomenti futili troppo spesso ritenuti di chissà quale importanza - certo, argomenti futili con indotti milionari - e che, per una volta, può permettersi di trattare qualche concetto un po’ più alto, in difesa di una persona che merita stima e rispetto. In difesa della libertà di stampa e parola.

TvBlog consiglia il ritorno di Stracult

pubblicato da Lord Lucas

stracult

Dopo un periodo di pausa dal video torna a grande richiesta Stracult, da questa sera tutti i giovedì alle 23.40 (un debutto prae-ferragostano non proprio invidiabile). Il pregevole magazine cinematografico di Marco Giusti, che non ha mai celato il suo culto per western e b-movies, si riaffaccia nella prima estate “giustamente” orfana del flop Matinée.

La prima novità di quest’edizione in cinque puntate riguarda la conduzione. Non più attori o professionisti del piccolo schermo (tra gli altri Paolo Ruffini e Gaia Bermani Amaral), ma cinque ragazze appena uscite dal Centro Sperimentale di Cinematografia. Saranno loro a movimentare il programma, lanciare i servizi e intervistare i nuovi protagonisti del grande schermo.

Tra gli argomenti che vedremo affrontati, i nuovi film girati a Napoli - come Gomorra di Matteo Garrone - e il nuovo cinema politico capitanato da Il divo di Paolo Sorrentino. Nel corso della puntata odierna, inoltre, Lamberto Bava parlerà della prima di Diabolik, film diretto dal padre Mario Bava. Infine, vedremo il ritratto di Isabella Ragonese, nel cast di Tutta la vita davanti di Paolo Virzì. Se contate di restare a casa, è un appuntamento da non perdere prima della ripresa della maratona olimpica!

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TvBlog Consiglia: Palcoscenico - Gomorra

pubblicato da Malaparte

Palcoscenico
E’ un impegno preciso nei confronti di un gruppo nutrito di lettori, il consiglio di oggi. Palcoscenico, su RaiDue, alle 23:45 propone la messa in onda della riduzione teatrale di Gomorra di Roberto Saviano, già ospite, ieri sera, di un’ottima puntata di Annozero.

L’orario di messa in onda è di quelli da insonni, ma fortunatamente esistono i videoregistratori. Sul sito ufficiale del programma, si può vedere un estratto dello spettacolo.

Il romanzo di Saviano, che è diventato anche un film diretto da Matteo Garrone, in concorso a Cannes, protagonista lo straordinario e mai troppo elogiato Toni Servillo, - uscirà nelle sale dal 16 di maggio - è stato proposto a teatro dal regista Mario Gelardi e l’attore Ivan Castiglione, che hanno lavorato alla riduzione teatrale insieme allo stesso Saviano.

La paura di quelli come Saviano è quella di non essere creduti, di non essere ascoltati. Giusto dunque che il servizio pubblico ci provi - anche se alle 23:45 - a farlo ascoltare, a far credere a questa storia di camorra e di vita vera. Che, ahimé, non è un romanzo.

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Gomorra in Tv, il 25 aprile

pubblicato da Malaparte

Roberto Saviano La riduzione teatrale di Gomorra, il libro-denuncia best seller di Roberto Saviano, un Viaggio nell’impero economico e nel sogno di dominio della camorra, arriva, clamorosamente e fortunatamente in televisione.

L’opera, da un’idea di Ivan Castiglione e Mario Gelardi, che cura la regia, inaugurerà il cartellone di Palcoscenico, il 25 aprile su RaiDue, in seconda serata. La riduzione televisiva dello spettacolo è stata girata proprio durante la messa in scena a Napoli, nel Ridotto del Teatro Mercadante. Si apre con il discorso pronunciato da Saviano, prima che il libro diventasse oggetto di culto, da un palco nella piazza di Casale di Principe. Lo scrittore sfidò i camorristi casalesi con un ardito quanto encomiabile

Non valete niente e ve ne dovete andare.


E’ Ivan Castiglione a pronunciare queste parole nello spettacolo: l’attore interpreta Saviano in un monologo che introduce al racconto.

Un grande atto di accusa contro la camorra, che il servizio pubblico, per una volta, non si lascia scappare. Sarà solo una seconda serata, è vero, ma torneremo qui a consigliarvela perché abbia, anche grazie a TvBlog, la massima visibilità possibile.

La ripresa è stata realizzata dal Centro di Produzione Rai di Napoli con la regia televisiva di Marisa Vesuviano.

[Sito ufficiale di Palcoscenico - Gomorra a Palcoscenico]