Si profila una domenica di botta e risposta a distanza, in televisione, per la precisione su RaiTre. L’ex ministro dell’Economia Giulio Tremonti è stato ospite a In 1/2 Ora, dove, durante l’intervista di Lucia Annunziata ha criticato la manovra di Mario Monti - come raccontano i colleghi di Polisblog - e ha fatto anche una proposta un po’ naif, quella di dare ai “giovani” due schede perché possano esercitare un doppio voto alle elezioni (come se essere giovani fosse di per sé un valore e non semplicemente una condizione anagrafica).
Nel corso della mezz’ora a sua disposizione, Tremonti ha anche paventato l’ipotesi che il governo si possa trovare a dover affrontare una nuova manovra a breve.
Ma fra poche ore sarà il turno di Corrado Passera (ministro per lo Sviluppo), che sarà ospite di Fabio Fazio a Che tempo che fa: è praticamente certo che il Ministro risponderà all’ex collega.
Politica e tv tornano a intrecciarsi: se cominciassero a farlo in maniera costruttiva sarebbe davvero un bel segnale. Ma qui nutriamo ancora parecchi dubbi.

I colleghi di Polisblog stanno seguendo in tempo reale il Decreto anticrisi Tremonti, frutto delle misure drastiche di governo per ottemperare alla difficile congiuntura economica attuale.
Dalle 19.00 è in corso il Consiglio di ministri e in questo momento Giulio Tremonti sta tenendo un lungo intervento, di cui trovate qui tutti i particolari.
Televisivamente parlando è ancora La7 a seguire in tempo reale tutti gli aggiornamenti sul caso, con un’ammirevole staffetta tra TgLa7 e In Onda. Enrico Mentana onora le dichiarazioni rilasciate oggi a un quotidiano: ha saltato le ferie ferragostane per onorare la sua missione giornalistica, così da non risultare ipocrita quando invita i politici a fare lo stesso.
Continua a leggere: Decreto Anticrisi Tremonti: solo La7 e Tg3 in edizione straordinaria

Fino a qualche giorno fa lamentavamo dell’assenza di un presidio informativo sulla crisi economica nelle reti Rai. Della serie, “eppur si muove” (o meglio tardi che mai), qualche sforzo in tal senso si intravede a partire da oggi.
“La crisi globale e la risposta dell’Italia”, questo il tema della trasmissione che il TG1 Economia e Rai Parlamento dedicheranno, a partire dalle 10.45 alle 13.30, oggi alle comunicazioni del Ministro dell’Economia Giulio Tremonti alle Commissioni Affari Costituzionali e Bilancio della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica. In studio con Laura Chimenti e Giovanni Morello ospiti e collegamenti da Berlino, Parigi e la Borsa di Milano.
Tg3 Linea Notte focalizzerà le puntate di oggi e venerdì sulla “crisi economica” con collegamenti ed ospiti. RaiNews seguirà tutta la giornata parlamentare a partire dalle comunicazioni del Ministro dell’Economia, con una diretta che vede la partecipazione in studio di politici, economisti e commentatori.
Il Ministro dell’Economia e delle Finanze Giulio Tremoni ospite a Unomattina, utilizza il salotto e le telecamere del popolare programma mattutino di RaiUno per parlare della storia dell’affitto di un immobile in via Campo Marzio a Roma.
Io prima di fare il ministro dichiaravo al fisco 5 milioni, 10 miliardi di vecchie lire all’anno. Devo dire che do in beneficenza più di quanto prendo come parlamentare. Non ho bisogno avere illeciti favori, di fregare i soldi agli italiani. Non ho casa a Roma non me ne frega niente, non faccio vita di salotti.
Ma il momento migliore dell’intervista è questo scambio di battute.
Gerardo Greco chiede al Ministro se sia difficile o meno scusarsi. E Tremonti risponde:
Senta, per uno come me… Devo dire onestamente, scusarsi è una cosa che… che….
Greco ride. Lo spettatore rimane basito e Tremonti chiude:
Se ho fatto degli errori, l’unica scusante è che ho lavorato un sacco
Giulio Tremonti ha presentato un esposto contro Report che, nel corso della puntata del 24 ottobre, aveva analizzato in maniera critica la manovra economica varata dal Governo. Il Ministro ha chiesto all’AgCom di intervenire con una sanzione nei confronti del programma perché ha ritenuto che siano stati lesi i principi di imparzialità e correttezza dell’informazione. L’esposto è stato presentato il 23 novembre.
La Gabanelli ha aperto la puntata di questa sera così:
Perché mi è stato comunicato così in ritardo dell’esposto del ministro Tremonti contro Report e su mia richiesta?
Quanto alla correttezza, la giornalista ha sottolineato che
Tremonti, da noi più volte sollecitato, non ha mai risposto. Il ministro invoca il contraddittorio? Ma chi più di lui era titolato a garantirlo? Tremonti è libero di intraprendere le iniziative che vuole, anche se normalmente chi si sente diffamato si rivolge alla magistratura o chiede l’obbligo di rettifica. Ma il diritto di critica è sacrosanto. E la nostra critica si basa sui fatti. […] stiamo predisponendo la corposissima documentazione sulle fonti, sui curriculum dei personaggi intervistati, sulle richieste di intervista alle quali non abbiamo ricevuto risposta
Secondo la RAI, tuttavia, non ci sarebbe stato alcun ritardo nella notifica della richiesta del provvedimento.
Continua a leggere: Report - Tremonti fa esposto all'Agcom. Gabanelli avvertita tardi?

A Gubbio Giulio Tremonti ha rispolverato la didattica in tv e propone che proprio dagli schermi televisivi si diffonda la conoscenza della lingua inglese. Appena qualche giorno fa Maria Stella Gelmini, proponeva invece un maggior uso della Tv nelle aule scolastiche. Insomma ai politici la televisione piace. Come riporta Asca ha dichiarato Tremonti:
Non possiamo continuare a competere in Europa senza conoscere l’Inglese. Usiamo anche la tv pubblica per far imparare l’inglese, con cartoni in lingua e film con sottotitoli.
L’agenzia poi sottolinea come scherzando tra gli applausi concluda la sua proposta con:
Pensate al tg di Minzolini in inglese. Ecco serve qualcosa del genere.
Continua a leggere: Giulio Tremonti: "Il Tg di Minzolini in inglese" (ma forse scherza)
Questo benedetto switch off non è destinato ad avere vita facile. Responsabilità da più parti, di certo in gioco rientra anche l’imperizia del fruitore medio. Ad ogni modo l’assessore alla Tutela dei consumatori e semplificazione amministrativa della Regione Lazio, Anna Salome Coppotelli, congiuntamente al vicepresidente Esterino Montino, ha inviato una lettera al ministro dell’Economia e delle finanze Giulio Tremonti e, per conoscenza, al viceministro allo Sviluppo economico - Dipartimento comunicazioni, Paolo Romani, per chiedere di esentare i cittadini del Lazio dal pagamento del canone Rai 2010.
Avevamo già parlato dei problemi riscontrati dagli abitanti medesimi in fase di switch off novembrino; adesso la svolta. Spiega Coppotelli in una nota ufficiale:
“Si tratta di un atto di responsabilita’ nei confronti dei consumatori. I cittadini del Lazio sono stati infatti penalizzati dal passaggio al digitale terrestre in varie maniere. Dallo switch over del 16 giugno non hanno piu’ potuto vedere RaiDue se non mettendo mano al portafogli per comprare un decoder o una tv di ultima generazione, pur avendo pagato regolarmente il canone 2009. Ancora oggi, ad una settimana dalla conclusione dello switch off, il segnale arriva con difficoltà e in molte zone non si vedono le tre reti principali della Rai. Senza parlare dei cittadini che hanno dovuto sostenere ulteriori spese per l’installazione del decoder e la manutenzione degli impianti di ricezione e di quelli, residenti in zone non raggiunte dal segnale, che sono stati costretti a comprare il decoder satellitare e la parabola. Per tutte queste ragioni ritengo quindi doveroso un intervento da parte del Governo per esentare, o quanto meno ridurre, il canone Rai 2010 per i cittadini del Lazio”.

Questa sera Report chiude la sua stagione, una stagione di ottime inchieste - suggellata, nel nosto piccolo, da vittorie importanti ai nostri TvBlog Awards 2009 - con una puntata decisamente scomoda - non che le altre fossero più comode - sul petrolio, sulle multinazionali che operano in Nigeria. Una puntata dal titolo La Ricaduta.
Milena Gabanelli e il suo staff si congedano dunque dai telespettatori prendendosi una meritata pausa estiva, ma non rinunciano a altre iniziative. Per esempio, ricordiamo a tutti che la redazione di Report ha organizzato un’asta per sostenere un validissimo gruppo di ragazzi de L’Aquila che hanno voluto fortemente e realizzato un giornale che si occupa di cronaca locale. L’asta si terrà il 14 giugno a Bologna in Piazza delle Due Torri alle ore 19.00.
E per chiudere, come non citare il doppio esposto che il ministro Giulio Tremonti ha inoltrato all’AgCom, contestando l’inchiesta del 5 aprile sulla social card, puntata che trovate, come al solito online: trattasi di Poveri noi del 5 aprile.
Secondo Tremonti, si legge su Repubblica
Certo, la giornalista di Report rivolge delle domande a funzionari o politici. Ma il montaggio, anche in questo caso, impedirebbe all’intervistato di “articolare un ragionamento completo”, con il risultato di “proporre al pubblico della Rai un’unica tesi, quella del conduttore”. Una tesi già pronta, preconfezionata.
Milena Gabanelli, determinata e sicura di aver mostrato semplicemente i fatti, ironizza:
Avrei violato il pluralismo: su questo ha ragione visto che l’unico politico presente nella puntata era lui.
Sembra chiudersi definitivamente lo spiraglio che sembrava portare ad un ripensamento del Governo sul tema del raddoppio dell’Iva per Sky. A sbarrare la porta ad una mediazione, partita per intervento di alcuni esponenti di Alleanza Nazionale, e confermata da dichiarazioni più concilianti nella mattinata di ieri dello stesso Premier Berlusconi è stato il Ministro del Tesoro Giulio Tremonti. Il Ministro ha sottolineato che sarebbe di fatto impossibile ridiscutere il provvedimento, anche in una formula che preveda l’aumento dell’Iva scaglionato su tre anni.
Le ragioni sono di natura economica (parte delle misure anti crisi si finanziano proprio grazie a questo aumento dell’Iva per i clienti di Sky), ma anche di rispetto delle normative europee. Secondo quanto rivelato da Tremonti c’è infatti il rischio di un’imminente apertura di una procedura di infrazione della Comunità Europea proprio sulla questione delle agevolazioni a Sky. Tempo addietro proprio Mediaset aveva segnalato alle autorità comunitarie la presenza di questa disparità nel mercato televisivo italiano, un’agevolazione della quale la tv del Presidente del Consiglio non poteva godere (al contrario di Sky) solo in virtù di una diversa tecnologia di trasmissione, il Digitale terrestre invece che il Satellite o il cavo.
Il Governo Prodi era già stato informato dall’Europa che aveva indicato due alternative: portare tutte le aliquote per il settore televisivo al 10% o eliminare l’agevolazione di cui usufruiva Sky. Paradossalmente le dichiarazioni del Ministro Tremonti chiudono il cerchio ed insieme dimostrano la ragione nel quale il “conflitto d’interessi” del Premier non possa essere bollato come una “fesseria”. C’è infatti qualcuno in Italia che sarà sobbalzato dalla sedia a sentir parlare di “obblighi legati alle indicazioni comunitarie“, è Francesco Di Stefano, il proprietario di Europa 7 che da anni, nonostante le decisioni della corte di giustizia europea rimane privo di concessione televisiva in favore di una delle 3 reti di Mediaset, Rete 4.

Della manovra fiscale del Ministro Tremonti - approvata in minuti 10 - potrete leggere ampiamente su Polisblog.it. Noi ci occupiamo di una delle misure di questa manovra, la pornotax, che ritorna dopo il tentativo del 2006 e ovviamente riguarda anche la trasmissione dei programmi tv a luci rosse.
La tassa aggiuntiva sull’industria del porno, (un’addizionale del 25% sui redditi che derivano dall’industria pornografica e un aumento degli acconti dovuti al Fisco, che salgono fino al 120%) non era mai stata applicata: questa sembra la volta buona. Un giro di vite commentato da vari personaggi che con la pornografia hanno avuto a che fare a vario titolo (via Corriere.it).
Tinto Brass la butta sul culturale:
Non vogliono che la gente si diverta, cosa c’è di più ottimista di un bel sedere, dico io? Ma no, ci mortificano, ci vogliono tristi, la carne è colpevole. Recuperano l’idea di Platone per cui nell’uomo c’è una parte nobile, dalla vita in su, e una ignobile, dalla vita in giù.
Eva Henger, che nel frattempo si è prima riciclata a Paperissima e poi mostrata in un calendario bollente, è molto lucida:
è una tassa ipocrita, il porno non si potrebbe nemmeno produrre.
Già. Il porno in Italia non si potrebbe nemmeno produrre, pensate un po’. Eppure, lo si tassa, meravigliosa contraddizione nostrana.
Ovviamente, dice la sua anche Rocco Siffredi, che la tv tradizionale ricorda per lo spot della Patatina Amica Chips, oltreché per i fuori-onda dell’intervista con Lucilla Agosti (dopo il salto, lo spot uncensored).
Continua a leggere: La pornotax e le pay tv: si lamenta anche Mediaset
La nuova edizione di Anno Zero, l’approfondimento giornalistico firmato da Michele Santoro e dalla sua consolidata “squadra”, è partita con il clamore suscitato dal “caso Granbassi“. La schermitrice, due volte bronzo alle Olimpiadi di Pechino, è stata chiamata dal conduttore (non senza un pizzico di malizia) a sostituire Beatrice Borromeo e l’effetto mediatico del suo “arruolamento”, in contrasto secondo l’Arma dei Carabinieri con gli impegni nei confronti delle forze armate, si è fatto sentire.
Gli ascolti dicono che la formula è assolutamente vincente, lo share medio è ben oltre la media di rete (fra il 17% e il 19% finora), l’interesse suscitato dalla trasmissione rimane immutato negli anni. Quello che il pubblico pare gradire non appare però altrettanto apprezzato dal mondo politico, sia a destra che a sinistra. La puntata di giovedì scorso, tema la crisi finanziaria, ha visto per la prima volta non comparire nemmeno un esponente in rappresentanza né del governo né dell’opposizione (parlamentare ed extra-parlamentare).
Giulio Tremonti, Ministro dell’Economia in carica, e Pier Luigi Bersani, suo omologo “ombra” del PD, hanno entrambi disertato la trasmissione e ad animare il dibattito che accompagna il consueto reportage settimanale (invero più “povero” del solito nell’occasione) si sono ritrovati esperti e giornalisti economici. Ufficialmente non si tratta di un boicottaggio, almeno non apertamente dichiarato, ma il segnale ha allarmato Santoro che ha più volte sarcasticamente fatto riferimento alla difficoltà di vedere accettati gli inviti indirizzati ai politici durante la serata.