Francesco Salvi è un personaggio davvero bizzarro, ma al contempo da non sottovalutare. Nella sua carriera televisiva si è cimentato nei ruoli più diversi, da comico del Drive In nei panni dello storico camionista (al primo anno prendeva 600 mila lire a puntata, ma per le serate 10-20 milioni per quindici minuti di apparizione) a nuova recluta di Un Medico in Famiglia (nelle ultime serie ha interpretato un surreale impresario funebre ammogliato con Cettina). Ma come dimenticarlo nelle vesti di inviato de La Fattoria 3, con una delle performances più nevrasteniche della categoria (e una Barbara D’Urso più esasperata che mai)?
In attesa di tornare sul piccolo schermo con Bakhita - nei panni di Don Antonio - conferma di aver pagato anche lui l‘allarme cachet del gran finale di Un Medico in Famiglia. Del suo personaggio, infatti, non dovrebbe esserci più traccia, come rivelato da lui stesso a Vanity Fair:
“Io non sono mai stato spinto da qualcuno… Anzi…. Adesso devono girare la nuova serie del Medico in famiglia e il mio Torello probabilmente non ci sarà. Hanno deciso che torneranno sia Giulio Scarpati che Pietro Sermonti. Puntano sul serio e tendono a ridurre il lato comico della serie. Quando ci hanno provato l’anno scorso, con Kabir Bedi e la sua famiglia, gli ascolti sono precipitati. Anche Lino Banfi non è soddisfatto, ma per lui contano molto i soldi”.
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Chi entra e chi esce. Un Medico in Famiglia 6 sarà peggio di un reality show perché a Casa Martini non c’è più spazio per tutti (partecipate al nostro provocatorio game votando chi volete eliminare). Stiamo parlando della stagione dei grandi ritorni, di quelli che si riaffacciano con la coda tra le gambe più per batter cassa che per reale gratitudine. Parlano tutti di un finale in bellezza, ma sembra tutto un grosso business. Prendete il povero Nonno Libero, che si è preso sulle spalle onori e oneri del marchio soprattutto nelle fasi più critiche: da quest’anno è costretto da farsi da parte per questioni di budget.
In pratica le sceneggiature le sta scrivendo un commercialista, spinto da un problema di fondo: Lino Banfi deve parcellizzare la sua presenza per mantenere una famiglia che si è riallargata. Il figliuol prodigo Giulio Scarpati, superato il trauma dell’idenficazione con Lele Martini e di diversi flop seriali, torna solo “alle sue condizioni”, ciò che si metta la parola fine. Gli stessi Ugo Dighero e Pietro Sermonti avranno pretese economiche “diverse” da quelle degli indiani, gettati via come scarpe vecchie. E poi ci sono i martiri che hanno resistito dall’inizio alla fine senza battere ciglio.
A rimetterci in questo resa dei conti dovrà essere il pubblico, costretto a veder sacrificato questo nonno titanico e devoto al parentame. Visto che siamo davvero giunti alla frutta, l’attore pugliese avrebbe chiesto di morire dopo tre puntate, così da levare alla produzione ogni impaccio. Ma poi c’è stato l’ennesimo ripensamento:
Il bravo Giulio Scarpati, che qualche tempo fa abbiamo definito “l’uomo con la faccia da fiction”, torna sugli schermi di RaiUno, ancora una volta nei panni di un personaggio religioso, per una miniserie in due puntate dal titolo Don Zeno - L’uomo di Nomadelfia, che andrà in onda questa sera e domani sera in prima serata. L’attore interpreterà il ruolo del protagonista, di Don Zeno Saltini, fondatore della comunità cristiana Nomadelfia (dal greco: “Dove la fraternità è legge”), che da oltre 60 anni si occupa di bambini abbandonati.
La vita avventurosa di un uomo che ha lottato contro il potere di allora per i suoi ideali. Zeno Saltini era nato in un paese agricolo dell’Emilia nel 1900. Il nonno, in contraddizione con i tempi, aveva trasformato il suo vasto podere in una comunità dove non si faceva differenza fra padroni e dipendenti. Veniva da questo insegnamento la vocazione di Zeno per la vita religiosa e per la difesa dei più deboli, soprattutto dei bambini. Dopo la terribile esperienza della Grande Guerra (aveva diciotto anni) Zeno prese i voti e si dedicò alla fondazione di una piccola comunità cristiana, con l’entusiasmo e l’allegria di chi ama la vita ed è pronto a battersi per le sue idee.
Prima dovette scontrarsi coi latifondisti, poi fu perseguitato dai fascisti (subì anche un processo dal Tribunale Speciale). Durante la seconda guerra mondiale, quando metà dell’Italia era occupata dagli alleati occidentali e metà dai nazisti, traversò con grandi rischi la linea del fuoco, fra morti e macerie, per raggiungere il Sud ormai libero, e da lì risalire con i liberatori verso il Nord, cioè verso il suo piccolo paese. Dopo la guerra fondò nel vecchio campo di concentramento di Fossoli una comunità unica al mondo, e che in tutto il mondo diventerà famosa: Nomadelfia. Ebbe tutti contro: la gente avida di ricchezza, il Governo e anche gran parte della gerarchia ecclesiastica, al punto da essere costretto ad abbandonare la tonaca.
La famiglia è sempre la famiglia. Chissà se è questo uno dei motivi che hanno spinto Giulio Scarpati e Pietro Sermonti ad accettare la proposta di ritornare nella prossima stagione di “Un medico in famiglia”, le cui riprese inizieranno in primavera (nella foto il cast della prima serie).
La notizia, che troverete in anteprima domani su “Sorrisi e Canzoni”, farà contenti numerosi fan che, come il sottoscritto, con l’andare avanti delle vicende della famiglia Martini e di chi bazzicava dalle loro parti, si erano un po’ disaffezionati a questa serie che via via perdeva i suoi protagonisti che ne avevano decretato il successo.
Sarà curioso, perciò, rivedere Lele -partito anni fa per l’Australia- sedersi dopo una lunga assenza (se escludiamo il breve ritorno alla fine della quarta serie) accanto a Nonno Libero- Lino Banfi, senza però l’amata compagnia delle prime due stagioni Alice. La sua interprete Claudia Pandolfi (che troveremo presto ne “I Liceali”) ha infatti categoricamente escluso ogni possibilità di partecipazione alle riprese.

Solitamente evito di parlare delle fiction nostrane, a meno che non si tratti di qualche scheda di presentazione. Questo perché, dopo qualche “scottatura”, è nata in me una sorta di ostilità verso questo tipo di prodotti che me ne fa stare ben lontana.
Non posso esimermi però dal parlare di un promo che ho avuto modo di vedere un paio di giorni fa su Canale5. Si trattava della fiction di prossima messa in onda Io ti assolvo e mostrava Gabriel Garko nelle vesti di prete.
Un prete. Ho sorriso, nonostante si tratti sicuramente di qualche storia romanzata alla Uccelli di rovo. Sì perché Gabriel Garko come prete ha la stessa credibilità che potrebbero avere Martufello come politico e Santi Licheri come doppiatore.
Garko bello lo è senz’altro, affascinante pure. Sono disposta pure a dire che sia un bravo attore, ma “prete” no, per questo ruolo non è proprio adatto.
Non perché i preti non possano essere 1,90, bellissimi, col fisico palestrato e gli occhioni verdi, anzi. Ma semplicemente perché prima di prendere i voti solitamente non lasciano in giro calendari e immagini di sè avvinghiati ad Eva Grimaldi o con gli attributi a penzoloni in qualche film di Tinto Brass. Il che, per carità, mi va benissimo - anzi, consiglio a Garko di fare qualche altro film in deshabillèe, per la gioia di tutte le donne e mia soprattutto -, ma fa venire meno la credibilità per ruoli come, appunto, quello del prete. Se mai il buon Gabriel fosse stato adatto per quel ruolo, cosa che dubito visto quel viso da bello e dannato che si ritrova (la gallery parla da sola).
Non era meglio ricorrere al solito Giulio Scarpati per il ruolo di protagonista? E’ pur sempre una garanzia…
Come è vero che certe mode ci mettono davvero poco ad attraversare l’oceano e ad insediarsi in pianta stabile nel nostro paese. Da pochi mesi impazzano nei palinsesti i tornei di Poker. Su Italia 1 ogni lunedì c’è Pokermania con il commento dell’onnipresente Ciccio Valenti e di Luca Pagano, Italia 7 Gold ha il suo Facce da Poker con Marco Melai e Chris Recalcati e Sky manda in onda tutti i giorni un qualche torneo pokeristico.
La Pay Tv satellitare rilancia (è proprio il caso di dirlo) da Lunedì prossimo con un’edizione molto particolare de La Notte del Poker in versione “Celebrity“. Nove puntate che andranno in onda tutti i giorni (dal Lunedì al Venerdì alle 22.30, Sabato e Domenica alle 23.30) con il racconto di un anomalo torneo Texas Hold’em.
Il Commento è affidato a Maurizio Caressa (fratello del più celebre Fabio) con l’ausilio delle interviste a “bordo tavolo” di Stefano De Grandis. Gli sfidanti sono nomi piuttosto noti al grande pubblico:Katia Ricciarelli, Rosita Celentano, Pupo, Marco Baldini, Manuela Moreno, Fabio Caressa, Giulio Scarpati, Gianni Cavina, Alessandro Haber, Paolo Brosio e Lillo di Lillo&Greg. Insieme a loro la cantante-conduttrice emergente Andrea Delugo, ex-letteronza (anche se non ama pubblicizzare la cosa né sul suo frequentatissimo MySpace né sul sito del suo duo canoro Cinema2) a cui è dedicata la nostra Gallery.
Le “celebrità” arruolate sono di assoluto prim’ordine e fra loro, insieme a personaggi noti per la passione e il vizio del gioco d’azzardo, si nascondono alcuni incalliti giocatori di Poker assolutamente insospettabili come la Moreno, Rosita Celentano e Giulio Scarpati.
L’appuntamento per gli appassionati e per i curiosi è dunque Lunedì alle 22.30 su Sky Sport 2.
Dopo il salto la Galleria di Andrea Delogu…
Continua a leggere: La Notte del Poker Celebrity Edition su Sky
Canale5 naviga sempre più in cattive acque. Dopo la retrocessione alla domenica pomeriggio di Io e Mamma e i disperati tentativi di risollevare 1 contro cento, è la volta di Giulio Scarpati. A poco è servita la fiducia nella professionalità del personaggio che, da qualche tempo, pare scontare la fuga da Un Medico in Famiglia con ascolti mai soddisfacenti (salvo il caso isolato di Cuore).
Il debutto de Il suo uomo della carità si è rivelato un flop assoluto e, come giustamente ha scritto il nostro Share, è stato surclassato da Raiuno persino con una replica de Il Veterinario, fiction neanche troppo brillante di Gigi Proietti. Ora, l’ammiraglia ha deciso da subito di correre ai ripari (a dispetto dell’originario appello di Massimo Donelli che aveva tanto insistito sulla tutela dei propri prodotti) sostituendo la seconda e ultima puntata della miniserie con il film Deep Impact.
Il prete di Scarpati, dunque, trova asilo su Rete4, rete di retrocessione per eccellenza degli scarti di Canale5 (ricordiamo, tra gli altri, Sacco e Vanzetti con Sergio Rubini ed Ennio Fantastichini e Camici bianchi con Enrico Mutti).
Visti gli infausti presagi, sempre più ostili al seguito della fiction su Canale5, si prevede una brutta piega per la povera Maria Montessori di Paola Cortellesi.
Stasera e domani alle 21.10 su Canale5 andrà in onda una fiction dal titolo L’uomo della carità - Don Luigi Di Liegro, la storia del sacerdote fondatore della Caritas, sempre in prima linea sul fronte dell’emarginazione sociale e dell’integrazione razziale, scomparso 10 anni fa.
Il film tv è stato presentato nell’autunno scorso alla Festa del Cinema di Roma ed è stato scritto da Fabrizio Bettelli, per la regia di Alessandro Di Robilant.
Ad interpretare la figura del prete c’è Giulio Scarpati, che con questa partecipazione entra di diritto a far parte della categoria “facce da fiction”. Nato come attore teatrale, approdato successivamente al cinema, dove ha recitato in numerosi film impegnati conquistando però solo un pubblico “di nicchia”, sbarca in tv ed arriva subito al cuore della gente.
Si ritaglia prima il suo angolino con alcuni film tv, ma è grazie al suo ruolo del dottor Gabriele - Lele Martini in Un medico in famiglia che macina consensi (meritati) a non finire. I suoi successi televisivi continuano con la fiction in 6 puntate Cuore, tratta dall’omonimo libro, che gli fa anche vincere il Telegatto, i film tv Resurrezione e A luci spente, la mini-serie Una famiglia in giallo e ora L’uomo della carità.