Esordio sul nucleare per la prima puntata di Qui Radio Londra.
Giuliano Ferrara apre così, con un commento da uomo della strada:
Buonasera, io ho paura. Mi vergogno un po’ di dirlo. Non dovrei dirlo. Ma ho paura. Tutti hanno paura. Ma non tutti hanno paura nello stesso modo. Guardate qui.
Nel corso dei 5 minuti di approfondimento, in cui il giornalista affronta la paura per il nucleare che segue il violento terremoto che ha sconvolto il Giappone - una paura sacrosanta, e non solo per i recenti accadimenti.
Dopo il martellante - e per nulla neutrale - spot che mostrava i due scacchisti a fronteggiarsi sul tema, le ragioni dei nuclearisti appaiono seriamente compromesse (soprattutto alla luce di quanto accadrà a breve. Per esempio, il Referendum cui saranno chiamati a pronunciarsi i cittadini sardi il prossimo 15 maggio rispondendo al quesito “Sei contrario all’installazione in Sardegna di centrali nucleari e di siti per lo stoccaggio di scorie radioattive da esse residuate o preesistenti?”).
E così, la strategia comunicativa che si delinea - nemmeno troppo all’orizzonte - è quella del sostenere che, sì, è lecito aver paura ma che non ci si deve far travolgere dall’onda emotiva. Ferrara è perfetto per questa linea. Chiude col motto inglese: “Better safe than sorry”. Lo traduce un po’ a modo suo - dopo il salto, la trascrizione integrale della puntata - ma intanto il gioco si è compiuto: bisogna mantenere la calma per discutere sul nucleare, guardate come sono composti i giapponesi. Appare chiaro a cosa servirà, questo Qui radio Londra.
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La prima puntata di Qui radio Londra ha avuto come tema il nucleare. Ecco il video e la trascrizione del discorso di Ferrara
Sta per andare in onda (da domani, 14 marzo) la prima puntata di Qui Radio Londra, lo spazio che Giuliano Ferrara, da oggi, occuperà su RaiUno, dopo il Tg1 delle 20. Per il lancio della striscia, il giornalista sarà ospite del Tg, (come lo scorso 12 febbraio, quando intervenne in studio con un lungo panegirico del premier).
Fra poco dunque scopriremo cosa farà Ferrara in quello che fu lo spazio di Enzo Biagi. Del giornalista scomparso, dice di aver visto solo un paio di puntate.
Tremila euro a puntata, 15 mila euro a settimana. Contratto di due anni, opzione per il terzo: queste le condizioni contrattuali.
20:25: Ecco Ferrara che annuncia quel che farà nel suo spazio, Qui Radio Londra. In sostanza, dietro ai toni concilianti - e a un’ammissione di “essere un po’ schierato, ma come Santoro, Floris, Dandini…”, il giornalista lascia intendere fin da subito che, tanto per cominciare, attaccherà i magistrati, visto che dedica loro l’incipit del suo intervento su RaiUno. Poi, con una battuta, afferma che non farà sconti a nessuno, che dirà la verità e le cose che vanno raccontate. Il che appare, se non altro, quantomeno pretenzioso.
Continua a leggere: Qui Radio Londra - Giuliano Ferrara su RaiUno per presentare il nuovo programma

Giuliano Ferrara lunedì prossimo inizierà Qui Radio Londra, il programma che lo vedrà protagonista ogni giorno (dal lunedì al venerdì) per 5 minuti dopo il Tg1 delle 20, nella collocazione che fu di Enzo Biagi. Il giornalista e direttore de Il Foglio ha rilasciato un’intervista apparsa stamattina su Repubblica, dove racconta del programma e conferma il suo compenso:
Tremila euro a puntata, 15 mila euro a settimana. Contratto di due anni, opzione per il terzo
Nell’intervista Ferrara parla dei contenuti di Qui Radio Londra e “rassicura” chi teme che questo spazio possa essere usato in difesa di Berlusconi:
Il Cavaliere mi darà mille occasioni per parlare male di lui. Sull’inchiesta di Milano però ho le idee chiare: è un processo stregonesco, messo in piedi da pedinatori, giornalisti e magistrati. Un boomerang per gli oppositori del premier. L’alternativa ai leader si costruisce con la politica
Dal 14 marzo su RaiUno va in onda per cinque giorni a settimana, subito dopo il Tg1 e senza pubblicità Qui Radio Londra, striscia quotidiana di cinque minuti, condotta da Giuliano Ferrara. Il contratto, annuncia Il Fatto quotidiano di oggi (pag.5) è cospicuo: 1,5milioni di euro per tre anni, ossia circa 3000 euro a puntata.
Annota il Foglio (Cicero pro domo sua):
Il compenso di Ferrara è inferiore al minimo garantito di Bruno Vespa, in linea con lo stipendio di un responsabile di rete, ma è un enormità rispetto a Travaglio e Vauro che lavorano per Annozero senza contratto da sei mesi.
Il contratto prevede che l’accordo sebbene si concluda nel marzo 2013 sia opzionabile fino al 2014. Dunque, nonostante i palinsesti siano stati già presentati ecco che si definisce ulteriormente il volto dell’ammiraglia Rai con gli alfieri di Masi: Vittorio Sgarbi (slitta però la sua trasmissione al 1° aprile) e Bruno Vespa che oltre ai suoi spazi condurrà con Pippo Baudo le dirette per i 150 anni dell’Unità d’Italia.
Chiosa il Fatto:
La nuova Rai sarà un bottino per Mauro Masi da spendere con il Cavaliere per decidere la sua prossima destinazione, una poltrona nei Cda di enti pubblici come Eni, Enel,Terna e Finmeccanica che saranno rinnovati a aprile.

Mauro Masi, dg della Rai, ha offerto a Giuliano Ferrara uno spazio per una trasmissione su RaiUno dopo il Tg1. Avete letto bene. Il direttore de Il Foglio, sparito dalla scena dopo il flop della sua lista anti abortista, è tornato improvvisamente alla ribalta nelle ultime settimane. L’intervista fiume al Tg1, l’iniziata al Teatro Dal Verme contro “i moralisti”, una scelta di campo precisa: difendere Silvio Berlusconi dallo scandalo Ruby.
Puntuale arriva il “premio”, la scelta di provare a stravolgere il palinsesto per inserire un programma che, i più distratti non lo ricorderanno, venne bocciato ai tempi di Enzo Biagi. “Il Fatto”, la trasmissione di Biagi, era considerato un problema per gli ascolti, si diceva che fosse impossibile competere con Striscia La Notizia e venne deciso di affidare l’access prime time ai pacchi o ai game show.
Tutte fesserie, naturalmente. Il problema, all’epoca, era Biagi, colpito dall’Editto Bulgaro di Berlusconi che riteneva “criminoso” il suo programma. Ora, alla bisogna, si rispolvera il format per dare uno spazio in prima serata a Ferrara. Impossibile non notare la correlazione fra la violenta discesa in campo di Giulianone al fianco di Silvio e l’interesse della Rai. D’altra parte anche Vittorio Sgarbi, fiero assertore della totale innocenza del premier, avrà un suo programma in prima serata, Il Bene e Il Male. Un paio d’ore con il sindaco di Salemi impegnato a spiegarci la differenza fra le due cose, ammesso ci sia. Il futuro prime time di RaiUno potrebbe essere costruito così: Tg1 di Minzolini, Giuliano Ferrara, I soliti ignoti, Vittorio Sgarbi e Porta a Porta, in rapida sequenza. Fossimo in Frizzi non staremmo troppo tranquilli, rischia di essere sostituito dal meglio dei video messaggi del premier.

Michele Santoro starebbe per lasciare la RAI, almeno come volto in video.
Aggiornamento delle 21:18: come ci segnalano anche nei commenti, durante la punta in corso di Annozero, Michele Santoro dichiara di non sapere nulla a proposito del suo futuro, e conferma che nel corso del mese di luglio la RAI manderà in onda alcune docu realizzate dalla sua squadra. A seguire, si scoprirà cosa sarà di lui.
E’ stata una fine giornata di rumors intensi, quella di oggi, almeno per quanto riguarda il fronte RAI: del resto, è del tutto ovvio che con l’avvicendarsi delle fazioni politiche al governo, la RAI, da sempre terreno di conquista di qualsivoglia colore, sia in odor di smottamenti.
E Dagospia non si ferma a indiscrezioni su Giuliano Ferrara, addirittura in predicato per il dopo Tg1: toccherebbe, infine, a Michele Santoro pagare in qualche modo la propria presenza scomoda. Ma non senza una buonuscita.
Andiamo con ordine, comunque, e cerchiamo di ricapitolare gli eventi più recenti.
Santoro fu semplicemente cancellato dalla RAI in seguito all’ormai celeberrimo - e da più parti negato, come se si potesse negare l’evidenza - editto bulgaro berlusconiano. Poi si è riproposto, in periodo di governo Prodi, con il bell’Annozero, programma lentamente divenuto scomodo sia a destra sia a sinistra e difeso di fatto da un solo esponente dell’attuale panorama politico, Antonio Di Pietro.
Continua a leggere: Michele Santoro fuori dalla RAI per un pugno di docufiction?
Le elezioni non sono andate come forse si aspettava ma Giuliano Ferrara non si scompone e, dimenticato 8 1/2 che come da lui dichiarato non condurrà più, starebbe per fare il grande salto a Raiuno dove condurrebbe lo spazio informativo subito dopo il Tg1.
Sono giorni frenetici quelli di Viale Mazzini: c’è da presentare in pompa magna nella cornice invernale e inconsueta di St. Moritz i palinsesti per la prossima stagione autunnale e il nuovo piano editoriale ideato dall’uscente direttore Cappon sta lasciando sul campo morti e feriti, pur portando parecchie novità. L’ultimo rumor che arriva oggi è di quelli clamorosi: dopo essere stato l’anchor-man di Canale 5 con Radio Londra, poi su Italia 1 con la celebre Istruttoria e negli ultimi anni a La7 dove ha rilanciato lo spazio di 8 1/2 subito dopo il Tg, l’Elefantino così come si firma sul suo quotidiano Il Foglio, avrebbe deciso di passare a Raiuno.
La notizia è uno scoop di Dagospia: sembra che sia quasi certa anche se le firme sui contratti non paiono ancora apposte. Dunque, dopo parecchi anni in cui era stato abbandonato, dopo annunci di vario tipo che rammentavano il ritorno dell’informazione nell’access prime time, questa volta sembra quella buona. Ferrara andrebbe ad occupare lo spazio che fu prima di tutto di Enzo Biagi, Pierluigi Battista, Oscar Giannino per un massimo di cinque minuti al giorno.
Sembrava una separazione momentanea a causa delle elezioni politiche, quella tra Giuliano Ferrara, direttore de Il Foglio e volto di La7, e il programma di approfondimento Otto e mezzo. Non è così: il giornalista ha annunciato ieri ai vertici della rete la sua decisione di non tornare a condurre il programma che l’aveva visto prima al fianco di Gad Lerner e poi Luca Sofri, Barbara Palombelli e, negli ultimi anni, di Ritanna Armeni (attualmente alla guida della trasmissione con Lanfranco Pace). Una scelta che deve aver stupito parecchio la direzione di La7, oltre che molti degli spettatori abituali di Otto e mezzo.
Come ricorderete, la scelta (obbligata) di Ferrara risale al periodo pre-elettorale, da quando cioè il giornalista era sceso in campo con la sua lista “Aborto? No grazie”. Inizialmente Ritanna Armeni aveva preso le redini della trasmissione in solitaria, ma era poi stata affiancata dal giornalista Lanfranco Pace. Questo aveva fatto presupporre un “ritardo” nel rientro di Ferrara, probabilmente rinviato a dopo la pausa estiva, ma non di certo un suo abbandono totale del programma.
E ora? La questione è complessa. Sul Corriere si ipotizza una possibile futura conduzione di Lucia Annunziata, attualmente al timone di In 1/2 ora su RaiTre, ma qualcuno fa addirittura il nome di Daria Bignardi (ipotesi che sinceramente pare campata in aria, ma chissà). Lo scenario più probabile francamente pare quello di una pausa del programma, in vista di un ripensamento di Ferrara o di uno stop definitivo. In ogni caso, un vero peccato che un approfondimento serio e interessante come quello di Otto e mezzo venga a mancare.
Giuliano Ferrara, direttore de Il Foglio, si butta in politica. Il giornalista, già ministro nel primo Governo Berlusconi, ha deciso di tradurre in un’esperienza elettorale con la candidatura nel Lazio ed in Lombardia di una “sua” lista, la campagna anti-abortista che sta animando da qualche mese. Si tratta solo dell’ultimo atto di un’escalation iniziata con la propaganda astensionista contro il Referendum sulla abolizione della Legge sulla Fecondazione Assistita, un’abolizione che secondo Ferrara avrebbe spalancato “le porte all’eugenetica“.
Si tratta di un atto simbolico e di testimonianza, l’ennesimo dopo il recente “digiuno” natalizio messo in atto per sostenere la necessità di una Moratoria sull’Aborto, anche tenendo conto che la sua lista “Pro-life” non troverà posto in nessuno degli schieramenti principali impegnati nelle elezioni del 13 e 14 Aprile prossimi e non ha concretamente alcuna possibilità di portarlo in Senato. La decisione costa comunque una rinuncia a Ferrara.
La normativa sulla Par Condicio, infatti, non gli consente di continuare a condurre Otto e mezzo, la sua striscia d’approfondimento quotidiana su La 7. Così da un paio di giorni il barbuto Ferrara ha lasciato a Ritanna Armeni, giornalista di Liberazione ed ex portavoce di Fausto Bertinotti che lo affianca anche in questa edizione, il gravoso compito di gestire “in solitaria” la trasmissione. Otto e mezzo perde, ovviamente, gran parte del suo fascino senza la verve del suo principale animatore. La consolazione sta nella consapevolezza che l’assenza di Ferrara non potrà protarsi a lungo.
Ancora Luttazzi al centro delle polemiche, questa volta è Repubblica ad alimentare un nuovo caso. Il sito del quotidiano riporta nella “colonnina morbosa”, non citando la fonte indicata genericamente come “i blog”, la notizia di un presunto “plagio” del comico riguardante proprio la famosa battuta che ha causato la chiusura di Decameron. La “scoperta” è attribuibile a 7yearwinter, successivamente citato da Luca Sofri, e non aveva alcun intento denigratorio alla fonte.
Luttazzi non avrebbe copiato un collega qualsiasi, ma nientepopodimenoche Bill Hicks, americano con molti “similitudini” biografiche con il nostro comico. Tanto per citarne alcune Hicks, scomparso nel ‘94, incise alcuni dischi, era noto per il suo stile corrosivo e spesso “sopra le righe”, era chiaramente influenzato da Woody Allen e venne censurato dopo alcune performance al David Letterman Show.
L’accusa è platealmente pretestuosa anche senza tirare in ballo la legittimità, per ogni comico, di poter “trarre ispirazione” da altri colleghi, soprattutto quando appartengono ad altre culture, epoche o paesi. Luttazzi ha già replicato sul suo blog a Repubblica. Ci potremmo avviare nell’infinito dibattito su dove sia il confine fra “plagio” e “citazione”, ma se proprio vogliamo parlare di qualcosa che Luttazzi ha indubbiamente copiato possiamo fare riferimento ad un’altra battuta su Ferrara, quella sul “giulianone”.
Continua a leggere: Luttazzi e il plagio della battuta incriminata

Cari dirigenti di La7, Caro Antonio Campo Dall’Orto.
Si discute in rete se questa, la vostra, sia censura o no. Francamente mi importa poco. Mi importano i fatti.
Il fatto è che lo show di Daniele Luttazzi è stato cancellato - o sospeso? -. Il fatto è che ieri sera Crozza ha detto - ovviamente per voler di La7 - che il girato di Decameron non verrà cancellato, ma che Luttazzi, sul suo blog, dice che la cosa sta accadendo proprio ora. Accadrà?
Il fatto è che non ci sono commenti ufficiali - eccezion fatta per la noticina sul vostro sito e per le prime dichiarazioni in difesa della scelta operata - né da parte di Giuliano Ferrara anche se Giuliano Ferrara, con una lettera, chiarisce che sì, era satira (!). Antonio Campo Dall’Orto non dice più nulla. Né lo fanno altri.
Il fatto è che su La7 non si trova più alcuna traccia video dell’operato di Luttazzi fin qui trasmesso. Cosa, ci concederete, abbastanza sospetta: non bastava eliminare quella famigerata battuta? Sul sito di La7 Decameron non è mai esistito, non fosse, appunto, per questa nota ufficiale che conferma la sospensione a causa dell’ormai famigerata battuta su Ferrara - che Luttazzi riprende sul suo blog e che, come ricorda il nostro Notuno, era stranota al pubblico di Daniele. Possibile che non fosse nota a voi? -.
La rete, quella sì, rende giustizia, per ora, e le varie puntate di Decameron trasmesse si trovano - ancora per quanto? - a pezzi su YouTube. Anche se se ne trovano sempre meno.
Ma, amici di La7, Antonio Campo Dall’Orto, qui su TvBlog vi abbiamo sempre messi su un piedistallo, difesi come paladini della tv che vorremmo e della libertà esaltando le vostre scelte e il vostro operato. Dove siete, ora? Cosa avete da dire in risposta a tutti coloro che, allibiti, vi scrivono? Volete veramente farci credere che la battuta su Ferrara non la conoscevate, che è stata quella la causa scatenante? Parlate, saremmo felici di ascoltarvi.
Per ora, dopo il salto, l’ennesimo stralcio di Decameron che proponiamo, fieri di farlo, ancora una volta sostenendo il potere della rete contro quello della tv. Questa volta, con rammarico, anche contro La7.
Continua a leggere: Decameron, Luttazzi, la rete e la censura. Lettera aperta
Sono state due le reazioni di Daniele Luttazzi dopo la cancellazione del suo Decameron decretata da La 7, entrambe sono state affidate al suo blog personale. La prima è una geniale citazione di Shining, il film di Stanley Kubrick tratto dall’omonimo libro di Stephen King: un lungo post che riporta solo la frase “Il Mattino ha l’oro in bocca“, la stessa che la moglie di Jack Torrance trova ripetuta ossessivamente nel manoscritto del marito, uno dei primi segnali della follia che porterà il personaggio interpretato da Jack Nicholson a sfogare la sua violenza omicida.
La seconda è il racconto di quanto accaduto nella serata di sabato negli studi di La 7:
Stasera è successo un fatto gravissimo: per motivi legali ( nessuna comunicazione ufficiale della sospensione del programma ) io e Franza Di Rosa abbiamo completato al montaggio la puntata n.6 che doveva andare in onda. Verso le 20, dei funzionari di La7 sono entrati in sala montaggio per impedire fisicamente che proseguissimo. Hanno occupato la stanza, hanno intimato al tecnico di sospendere ( senza averne titolo ), uno di loro si è seduto al mio posto alla consolle e non se ne andava, sfidandoci. Ho telefonato all’avvocato: stavano commettendo un reato ( violenza privata ) e potevo chiamare la polizia. A quel punto sono usciti. Poi, quando ho finito e me ne sono andato, uno di loro è entrato per CANCELLARE TUTTO IL GIRATO di Decameron, passato e futuro. Spero non l’abbiano fatto.
Quanto racconta Luttazzi getta un’ulteriore ombra sinistra sulla sospensione del programma avvenuta in seguito alla battuta che aveva fra i protagonisti Giuliano Ferrara. A La 7 l’aria è sempre più tesa mentre latitano i commenti del Direttore del Foglio e di Antonio Campo Dall’Orto sulla vicenda. Il Comitato di Redazione del Tg della rete ha chiesto un chiarimento alla direzione dopo la decisione di oscurare la notizia su Luttazzi nell’edizione notturna del Venerdì.
La 7 ha deciso di sospedere, con effetto immediato ed a partire dalla puntata di stasera (la sesta delle dieci previste) il Decameron di Daniele Luttazzi. La decisione, inaspettata e maldestra, arriva ufficialmente solo nella serata di oggi con una motivazione a dir poco singolare: una battuta, forte ma volutamente provocatoria e surreale, che aveva come protagonista Giuliano Ferrara. (Qui il video)
La rete non deve essere stata particolarmente vigile visto che la battuta in oggetto ha di fatto aperto la puntata di Sabato 1 Dicembre, regolarmente andata in replica Giovedì senza che nessuno avesse da ridire. Questo è un estratto della nota rilasciata da La 7:
Daniele Luttazzi ha gravemente insultato e offeso Giuliano Ferrara, che con la stessa La 7 collabora da anni come co-conduttore di Otto e mezzo. Le espressioni usate sono palesemente in contrasto con la satira e si configurano come una provocazione alla dignita’ e all’onore personale di un nostro collaboratore. La 7 si riserva anche di considerare la questione sotto il profilo legale per i possibili danni di immagine, trattandosi di una emittente fondata sul binomio inscindibile di liberta’ e responsabilita’ verso le persone cosi’ come verso il pubblico.
Continua a leggere: Decameron di Luttazzi sospeso da La 7 dopo una battuta su Ferrara