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La versione di Giuliano Ferrara: «Possiamo andare a letto tranquilli» (Video)

pubblicato da Malaparte

Giuliano Ferrara apre con la marcia nuziale - invece che con il Requiem - la puntata dell’8 novembre 2011 di Qui Radio Londra. Perché? Perché per Ferrara la notizia è che Berlusconi e Napolitano - due persone ragionevoli - hanno celebrato il loro «matrimonio», sono d’accordo su tutto e insieme salveranno l’Italia. Non risulta che i fatti siano esattamente questi, ma ascoltiamo la versione dell’elefantino.

Si raschia addirittura la voce Ferrara - è in imbarazzo pure lui? - quando racconta ai suoi telespettatori che il «clima di aggressività nei confronti dell’Italia è insostenibile».

Ferrara parla della perfidia dei mercati (con i franchi tiratori franco-tedeschi), si impappina un paio di volte quando parafrasa quello che secondo lui è stato un dialogo franco, schietto e pieno di responsabilità fra il premier e il Presidente della Repubblica. Naturalmente esalta il sistema delle urne e il richiamo al voto subito. Poi racconta che Napolitano è assolutamente d’accordo con Berlusconi: «La ringrazio per la sua disponibilità di offrirmi le dimissioni», avrebbe detto Napolitano a Berlusconi secondo Ferrara. Si gratta la testa, il giornalista. Sì. E’ in imbarazzo pure lui.

Ma poi chiude, senza vergogna:

«Una giornata piena di perfidie e di angosce che finisce in modo rassicurante. Possiamo andare a letto tranquilli».

E questo sarebbe il giornalista che secondo alcuni potrebbe andare in prime time su RaiDue e che Parenzo potrebbe volere nel network di reti locali che trasmette anche Servizio Pubblico. Andiamo bene.

In Qui radio Londra, i fatti di cui ha fame il pubblico lasciano spazio alle opinioni.

Piazzapulita - La prima di Formigli contro Santoro, in studio Giuliano Ferrara

pubblicato da Gabriele Capasso

Il conduttore di Piazzapulita Corrado Formigli
Sarà più nervoso di quando ha esordito qualche settimana fa? Noi immaginiamo di sì. Corrado Formigli, il conduttore di Piazzapulita su La 7, stasera si confronterà per la prima volta direttamente con il suo “maestro” Michele Santoro. Il programma andrà in onda nella stessa collocazione oraria dell’esordio di Servizio Pubblico, la prima trasmissione in multi-piattaforma. Tema della puntata sarà, come ovvio, la crisi finanziaria (e politica) che sta investendo il nostro paese. Titolo, evocando il celeberrimo film di Dario Argento, “Profondo Rosso. L’Italia sta per fallire? E il governo di emergenza nazionale è già una realtà?

In studio fra gli ospiti il banchiere Claudio Costamagna, il coordinatore del PDL Sandro Bondi, Maurizio Landini segretario FIOM, l’esponente del PD Matteo Richetti e i giornalisti Federico Rampini, Massimo Giannini e Giorgio Mulè, ma ci sarà anche Giuliano Ferrara, il direttore de Il Foglio e conduttore di Radio Londra. Scelta casuale quella di invitare Giulianone dopo le voci che lo vorrebbero come erede di Santoro nel prime time del giovedì sera su RaiDue dal prossimo anno?

Chissà, si tratta di una malignità, ma Formigli e Santoro non si sono risparmiati qualche colpo basso a distanza negli ultimi mesi. La curiosità, da osservatori, sarà quella di capire se e come i dati auditel di Piazzapulita caleranno tenendo conto dell’inevitabile sovrapposizione: sarà un’autentica prova del 9 per Formigli.

Anche Parenzo vuole Ferrara? L'elefantino potrebbe anche raggiungere Santoro

pubblicato da Malaparte


Sembra paradossale, ma potrebbe andare a finire che, invece di prenderne il posto, Giuliano Ferrara diventi collega di Michele Santoro. Il che, nei giri di valzer di questi giorni, sarebbe davvero divertente - da un lato - e tragico - dall’altro. Quindi, perfettamente in linea con la realtà italica: un melodramma comico, ma di quella comicità da Bagaglino.

Ordiniamo i fatti. Sandro Parenzo è il presidente del gruppo Mediapason (Telelombardia) ed è anche entrato, attraverso la sua casa di produzione Romana, la Videa, nella Zero Studios, la società di Santoro.
Ebbene, Parenzo, a margine della presentazione di Servizio Pubblico, che parte domani sera (la cordata delle tv locali che lo trasmette sarà guidata proprio da Telelombardia) ha dichiarato, come riporta Primadanoi, di aver avuto un contatto con Giuliano Ferrara. E cosa sarebbe successo in questo contatto? Ecco cosa dice Parenzo:

Con Ferrara ci siamo sentiti stamani e mi ha detto ‘Quando avrò finito con Radio Londra, se mi date spazio, vengo ben volentieri anche io.’

Quindi, per prafrasare e aggiungere qualche dettaglio, quel Giuliano Ferrara che ha cercato, con successo, di rilanciare il “pettegolezzo” sul suo programma per RaiDue; che secondo alcuni sarebbe già di sicuro al posto di Santoro il giovedì sera da gennaio; il cui passaggio a RaiDue è stato spiegato e analizzato (al condizionale) come di una specie di tentativo di rimuovere il problema del “buco” di ascolti di Qui Radio Londra, senza però scontentare nessuno e, contemporaneamente, garantendo una specie di occupazione politica di RaiDue; be’, quel Giuliano Ferrara lì avrebbe detto a Parenzo che, finita l’esperienza di Radio Londra su RaiUno, andrebbe volentieri a far compagnia a Santoro sul nuovo progetto web, con un suo programma.

Dove sta la verità? Nel fatto che nel frattempo di Ferrara si parla. E in qualche modo le sue quotazioni continuano a salire. Tutto il resto sarà da valutare con i fatti.

Parenzo ha anche aggiunto:

Il problema dell’informazione televisiva italiana è di professionalità, non ideologico. Che si tratti di Santoro o di Ferrara diamo di nuovo al telespettatore ciò che gli è stato sottratto. Lo feci già tanti anni fa con Gianfranco Funari con numeri impressionanti e i tempi erano molto diversi. E’ un referendum sulla tv così com’è oggi.

Però, nel frattempo, provoco: tutti coloro che hanno donato per Servizio Pubblico, sarebbero contenti di trovarsi, nello stesso network, anche Giuliano Ferrara? E se la cosa dovesse verificarsi, cosa faranno i paladini di Santoro?

Ferrara a RaiDue? Lo vorrebbe Lei, per liberare l'access di RaiUno

pubblicato da Malaparte

Giuliano Ferrara

Cerchiamo di fare un po’ d’ordine in questa faccenda che riguarda l’ipotesi di un Giuliano Ferrara in prime time su Raidue nella maniera più corretta ed equa possibile: la realtà è sempre più complessa della sua rappresentazione, e bisogna districarsi per bene per spiegare tutte le sfaccettature di una situazione.

Dopo il rumor riportato dal Fatto quotidiano e dopo le dichiarazioni in merito di Ferrara (che ha sostenuto di aver approfittato del Fatto per rilanciare un suo pettegolezzo caduto nel vuoto), abbiamo cercato di captare qualche voce di corridoio in più, per capire cosa stia accadendo veramente. E la risposta è: un gran pasticcio, che richiede un abbondante uso di condizionali. Anche perché tutti parlano, ma nessuno ammetterebbe mai di aver parlato. Lo chiameremo Er pasticciaccio brutto di via Teulada e viale Mazzini.

In sostanza, secondo quanto apprende TvBlog, da un lato si sarebbe già al lavoro (squadra e studio che verrebbero approntati) e sarebbe stato richiamato Franco Argenziano da RaiSport (era colui che seguiva i programmi di Santoro con Antonio Marano) per occuparsi del programma, dall’altro ci si continua a muovere in bilico fra il gossip e le mezze verità. Perché? Perché il programma non sarebbe stato - solamente - proposto da Ferrara per occupar RaiDue al posto di Santoro, né - solamente - voluto da Lorenza Lei.

Si tratterebbe, invece, di una sorta di exit strategy caldeggiata dalla direzione generale di Lorenza Lei, ed evidentemente cavalcata da Ferrara: il direttore del Foglio, pur di ammettere che il suo Qui Radio Londra sia palesemente e al di là di ogni incontrovertibile dubbio rifiutato dal pubblico, come gli deve ricordare anche Fabrizio Frizzi e come dimostra il buco negli ascolti che procura fra il Tg1 e i Soliti ignoti, darebbe un braccio.

Un’exit strategy per cosa? Ma ovviamente per liberare RaiUno dal flop di Qui Radio Londra. Quindi, RaiDue diventerebbe il volano per l’operazione (facendo passare una bocciatura per una promozione): il programma partirebbe, negli intenti, dalla direzione generale e RaiDue si limiterebbe a trasmetterlo, anche se in realtà si dovrebbe cercare di far credere il contrario (cioè, che volontà di messa in onda venga dal direttore di RaiDue, D’Alessandro).

Esattamente come accadde per il Bontà loro di Costanzo su RaiDue. Con l’aggiunta del fatto che qui ci sarebbe comunque un evidente tentativo di occupazione del secondo canale. Senza toni roboanti e muovendosi sulle uova del condizionale, questo è quel che TvBlog può raccontarvi.

La sensazione è che, se tutti questi condizionali si dovessero trasformare in un indicativo presente, sia in vista un nuovo tonfo clamoroso, come quello di Vittorio Sgarbi su RaiUno. Il che, tutto sommato, potrebbe avere anche conseguenze non negative. E adesso vallo a capire, se l’idea di far Ferrara in prime time su RaiDue sia un favore politico o un modo per liberarsi dell’elefantino senza, apparentemente, scontentar nessuno. Di certo, un flop in quella che fu la collocazione di Santoro sarebbe sufficiente per mettere la parola fine a questa storia.

Caro Carlo Tecce, cari tutti. No, TvBlog non è in orbita Mediaset

pubblicato da Malaparte


    Mi dicono che Carlo Tecce, giornalista del Fatto Quotidiano, scrive sul suo Facebook pubblico a proposito di TvBlog, mettendo in guardia un nostro lettore: «Attento, sono orbita Mediaset». E allora decido di rispondere qui. Se le illazioni - facilmente smentite dall’enorme archivio di TvBlog, che è lì, pubblico, a disposizione di tutti e per il quale ho scritto oltre 5mila pezzi - che provengono da altri blog, concorrenti, lettori vari (c’è chi si lamenta che il blog sia “comunista”, chi dice che è al soldo della Carlucci, chi dice che ci comanda la De Filippi, chi pensa che domini Mediaset. Il che vuol dire che scontentiamo tutti e non apparteniamo a nessuno) si possono tollerare, quando vengono espresse pubblicamente da un giornalista di una testata autorevole richiedono una risposta (l’antefatto dopo il salto). Che mi permette anche di rispondere a tutti.

Caro Carlo Tecce (e, con l’occasione, cari tutti coloro che lo pensano),

no, TvBlog non è «orbita Mediaset». Se non le è piaciuto il nostro articolo bastava dirlo. Non era necessario scrivere che siamo «orbita Mediaset». Con quell’«Attento», poi. Ma attento a che? Al nemico? E quale? Quali siano, poi, le sue fonti per affermare una cosa simile, francamente mi sfugge. Di certo non ci ha contattati per scoprirlo. E di certo non ci legge. L’illazione, volendo dirla tutta, è anche piuttosto offensiva: cosa vuol dire «orbita Mediaset»? Che ci pagano? Lo sa, caro Tecce, che è un’accusa piuttosto pesante?

Visto che pochi minuti prima di scrivere «Attento, sono orbita Mediaset» mostrava di non sapere affatto cosa fosse TvBlog, la illumino personalmente. TvBlog fa parte di un network di 40 blog tematici che, naturalmente, non è «orbita Mediaset» e che a sua volta fa parte di un network più grande che non è «orbita Mediaset». Sì, TvBlog parla anche di programmi Mediaset: esiste da oltre sei anni, è il più seguito blog televisivo (tematico, dunque, ci tengo a ribadirlo) in Italia. Come facilmente intuibile, non può non parlarne. Parla del Grande Fratello e di Domenica 5, esattamente come parla di Ferrara e di Santoro, di Fiorello e di Antonella Clerici.

E non è che, per il solo fatto di non aver steso il tappeto rosso a quel che scrive il Fatto Quotidiano sul caso Ferrara - del resto, la variazione di palinsesto dalla sera al pomeriggio che lei dava per certa non si è ancora verificata -, si diventi automaticamente “il nemico”.

Sta nascendo una curiosa mitologia nell’antiberlusconismo militante: se provi a non prendere il Fatto Quotidiano come Verbo, diventi parte degli “altri”. Ma quali altri? Non è forse questa la stessa retorica di chi parla delle “toghe rosse”? Questo è tifo da stadio, non informazione. Nell’informazione, i guru, i paladini dell’antisistema e quelli che devono aver sempre ragione non mi piacciono. E nemmeno quelli che danno etichette senza verificarle. E l’etichetta «orbita Mediaset» affibiata da un giornalista è francamente inaccettabile (sebbene su Facebook), tanto più che si tratta di un’affermazione non suffragata da fatti.

Dei fatti, su TvBlog, abbiamo un certo rispetto. E rispettiamo anche le opinioni. Alcuni nostri autori amano programmi Mediaset. Alcuni quelli Rai. Alcuni addirittura la detestano, la tv. Alcuni tifano palesemente. Altri no. Ognuno ha le sue simpatie e antipatie. Siamo liberi di dirlo e di scriverne. A me, per dire, piace la tv ben fatta e non quella mal fatta, e poco mi importa se sia in onda su TeleNorba, sulla Rai, su Mediaset o su una web tv da 10 telespettatori: se un programma mi piace, ne parlerò bene. Se non mi piace, ne parlerò male. E spiegherò perché.

Da parte di TvBlog, se Ferrara condurrà davvero un programma in prima serata su RaiDue al posto di Santoro, non ci sarà alcuna difficoltà a riconoscere la fonte originaria dello scoop. D’altro canto, a riprova che lei, caro Tecce, non ci legga - non è mica obbligato - personalmente ho già scritto che, per quel che mi riguarda l’eventualità sarebbe uno schiaffo al servizio pubblico. E lo stesso Ferrara ne ha parlato come di un pettegolezzo e ha detto che ha un po’ approfittato della sua voglia, caro Tecce, di scriverne.

Su TvBlog, quando non abbiamo certezze usiamo condizionali e punti interrogativi. Li chiamiamo “rumors”, non notizie. E’ amore per i fatti: lo stesso che mi impone di smentire chiunque insinui o affermi pubblicamente - come se fosse un fatto - una cosa semplicemente non vera.

Lo faccio col sorriso, s’intende, perché tutto ciò nasce e muore sul web. Ma anche con fermezza, perché TvBlog non è al soldo di nessuno. E lo sanno bene tutti coloro che, nel tempo, hanno provato a imbonirci e indirizzarci.

Mi auguro sinceramente - è una mia opinione personale, una mia speranza - che su Ferrara a RaiDue al posto di Santoro lei si sia sbagliato. E di certo non per dire “l’avevamo detto”.

Cordialmente e a disposizione,

Malaparte

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Ferrara al posto di Santoro? Nel caso sarà colpa del Fatto Quotidiano

pubblicato da Gabriele Capasso


La storia va più o meno così. Lorenza Lei, direttore generale della Rai, chiede a Giuliano Ferrara se ha un’idea per il giovedì sera di RaiDue dopo l’uscita di scena di Santoro e il fallimento del miracolato Paragone. L’elefantino si sa non difetta in autostima e nonostante gli ascolti deludenti di Radio Londra propone una sorta di show (titolo provvisorio “L’Esame”) in cui lui fa la parte del professore e l’ospite dello studente, una chiacchierata su un tema controverso uno di quelli sui quali Ferrara ha, a suo stesso dire, “idee e argomenti quasi sempre sbagliati e molto spesso di minoranza“.

La trasmissione si preannuncia una noia mortale, ad eccezione delle puntate nelle quali l’ospite avrebbe il buon cuore di reagire con violenza alle provocazioni del direttore de Il Foglio. Il discorso non va avanti, la Lei non fa sapere più nulla a Ferrara e Giulianone si accontenta dei suoi 5 minuti che fanno la felicità di Antonio Ricci. Un paio di giorno fa, però, arriva una telefonata al conduttore di Radio Londra, è Carlo Tecce, brillante giornalista de Il Fatto Quotidiano, che gli chiede se è vero che presto “prenderà il posto di Santoro“.

Tecce, tocca inquadrarlo, è lo stesso autore dell’articolo che sosteneva fosse ormai soltanto da formalizzare lo spostamento di Radio Londra all’orario del pranzo, previsione non avveratasi. Ferrara, da satanasso qual è, capisce di poter sfruttare l’occasione per ottenere due scopi: ridicolizzare Tecce e far parlare del suo programma in prime time, così decide di assecondarlo. Risultato? Il giorno dopo esce un articolo sul Fatto ricolmo della solita indignazione monocorde e stagnante che dà conto con un bel titolo della “notizia” che lo spazio televisivo dell’impavido Santoro finirà nelle mani dell’orrido Ferrara. Su Il Foglio il direttore racconta tutta la vicenda in un articolo dal titoloPiccola cronaca di un pettegolezzo televisivo…nella speranza che si ingrossi“.

Improvvisamente la non-notizia fa il giro delle sette chiese, anche il nostro Malaparte decide di pontificare da par suo parlando di schiaffi e schiaffoni a tutti. In realtà nemmeno la Lei è così matta da mandare in onda un programma che farebbe ascolti da monoscopio nel prime time di RaiDue, ma se un tentativo sarà fatto si potrà ringraziare almeno un po’ gli sdegnati di professione de Il Fatto Quotidiano e il prode Tecce con la loro voglia di scoop.

Qui Radio Londra è un disastro, Ferrara spostato a pranzo?

pubblicato da Gabriele Capasso


Un’autentica fuga. I telespettatori del Tg1 di Minzolini, non parliamo propriamente di un pubblico di pericolosi sovversivi comunisti, fugge da RaiUno non appena finita l’edizione del telegiornale delle 20. L’obiettivo sembra proprio quello di evitare i cinque minuti del quotidiano monologo di Giuliano Ferrara. Stando a quanto rivelato da Il Fatto Quotidiano la rete prova (finalmente) a metterci una pezza spostando l’Elefantino e la sua scrivania rotante in coda all’edizione delle 13.30, lì dove con Beautiful Canale 5 già domina gli ascolti e c’è veramente poco da fare.

Insomma, Ferrara avrà diritto di far danni, ma almeno lontano dalla fascia oraria più pregiata. D’altra parte i dati parlano chiaro, basta guardare ieri sera come esempio, le cose vanno sempre così. Il Tg1 delle 20 vince sul Tg5 con 5.438.000 e il 22,65% (3 punti di share sopra al Tg di Mimun), si spengono le luci, parte Qui Radio Londra ed il crollo è netto: 4.332.000 telespettatori, share 16,54%.

Il fatto che il programma duri appena 5 minuti rende ancora più evidente il fastidio dei telespettatori che, subito dopo, tornano su RaiUno per seguire i Soliti ignoti di Fabrizio Frizzi che torna sui valori assoluti del Tg1 con 5.367.000 telespettatori e uno share 19,71%. Riuscire a far cambiare canale ad un milione di persone (sono tante, provate a metterle in fila) pur parlando soltanto 5 minuti è un record invidiabile. Si potrebbe semplicemente chiudere il programma, ma è evidente che Ferrara vada in onda grazie ad un logica che non ha nulla a che vedere con gli ascolti e il gradimento del pubblico, così l’unica soluzione praticabile diventa quella di spostarlo all’ora di pranzo. Un po’ come quando invece di pulire il pavimento si nasconde lo sporco sotto al tappeto del soggiorno: prima o poi verrà fuori e il cattivo odore resta ugualmente.

Giuliano Ferrara deride Ilda Boccassini (Video)

pubblicato da Malaparte

Giuliano Ferrara, nel suo Qui Radio Londra si prodiga in uno scontato esercizio dialettico e retorico a proposito della sentenza Meredith (non ultimo programma televisivo che ne parla, ovviamente), che non è nient’altro che quel che ha fatto oggi Angelino Alfano: utilizzare quel che accaduto fra il primo grado e l’appello (ovvero il secondo grado di giudizio) per attaccare la giustizia italiana.

Dimenticando di parlare della clamorosa pressione mediatica che si è abbattuta sul processo (e sui 6 giudici popolari e 2 togati), dell’incredibile campagna di delegittimazione delle indagini e dell’altrettanto inedita campagna assolutoria. Raccontando il processo a modo suo e dimenticandosi, per esempio, dell’esistenza di un terzo grado di giudizio, la Cassazione. Ma va be’: ormai ci siamo abituati, a un racconto della verità neolinguistico (nel senso orwelliano del termine).

Siamo abituati anche alla retorica che ovviamente va a parare sulla politica: si paragona la giustizia per Amanda Knox e Raffaele Sollecito (si noti anche che Ferrara non parla mai della vittima, Meredith. Per lei non vale, dunque, la richiesta di giustizia?) alla giustizia per i politici. Si citano le intercettazioni (contro le quali si batte quello che Ferrara definisce il partito degli uomini liberi. Sostenute, invece, dal partito dei ficcanaso: ancora la neolingua che si ripete all’infinito per screditare, a mezzo tv, un’importante strumento di indagine e per riscrivere la realtà secondo un pensiero che si vorrebbe unico). E anche a questo siamo abituati, ormai. Come siamo abituati al fatto che tutto ciò si ripeta liturgicamente - su altri argomenti, naturalmente, ma secondo gli stessi dettami del rito del pensiero unico - su RaiUno, rete ammiraglia del servizio pubblico, senza contraddittorio.

Quello a cui non siamo abituati - e a cui, forse, dovremo abituarci - è la violenza finale. Ferrara cita Ilda Boccassini che ha fatto notare l’uso improprio delle intercettazioni ad opera dei giornali. E poi, come potete vedere (e sentire) dal video, ha fatto partire, come commento, una risata registrata. Una risata che, a sentirla e risentirla, ha proprio lo stesso suono di una manganellata mediatica.

Bernardini-Ferrara. La discussione si sposta sul Foglio

pubblicato da Debora Marighetti

Massimo Bernardini
Ci perdonerete per non averne dato conto ieri, giorno di pubblicazione su Il Foglio, ma Baila! e Barbara d’Urso avevano monopolizzato l’attenzione mediatica e non solo. Sabato scorso abbiamo parlato della scenata di Giuliano Ferrara a TvTalk (e già venerdì ne avevamo anticipato la “sbroccata”). Una lite in piena regola con il conduttore Massimo Bernardini che, nonostante non abbia perso la calma, si è sentito augurare:

Spero che la intercettino mentre ride con qualche puttana!

Nonostante gli ascolti non abbiano premiato particolarmente il bassissimo momento televisivo - contrariamente a quanto succede di solito -, la querelle è continuata sulle pagine de Il Foglio, il quotidiano di Ferrara. Bernardini, forse dopo aver rimuginato un’intera nottata sull’accaduto, ha deciso di scrivere una lettera al quotidiano, alla quale il direttore ha poi risposto ribadendo le proprie posizioni.

Bernardini, incredibilmente (almeno per la sottoscritta), pare essersi sentito in dovere di dare una spiegazione sul perché ha deciso di paragonare le ipotetiche scuse di Silvio Berlusconi agli italiani a quelle di Dominique Strauss-Kahn. E inizia così, quasi con sudditanza, la sua lettera a Ferrara:

Caro direttore, un vaffanculo da quello che ritengo il più brillante giornalista in circolazione, quello che ospita nello stesso giorno un documentatissimo Saccà e un tagliente Debenedetti sulla Rai […] e che soprattutto mi ha insegnato in questi anni a dubitare sempre di presunti puri e giustizialisti, me lo tengo stretto.

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Giuliano Ferrara sbrocca a Tv Talk. A Bernardini: «Spero che la intercettino mentre ride con qualche puttana!» (Video)

pubblicato da Malaparte



Giuliano Ferrara perde le staffe a Tv Talk.

Ecco l’anticipazione di TvBlog sulla puntata di domani, 24 settembre, del talk show, che già è finito un po’ ovunque online per Santoro ma che riserverà ai suoi spettatori affezionati (e non) un siparietto decisamente sui generis rispetto al solito.

Ecco quel che ci raccontano e che vi riportiamo: in collegamento con Tv Talk, Giuliano Ferrara perde le staffe e lancia i suoi strali contro il conduttore Massimo Bernardini. Quale sarebbe la “colpa” di Bernardini, secondo Ferrara? L’aver messo a confronto le scuse in diretta tv di Dominique Strauss Kahn con le scuse che lo stesso Ferrara, nella prima puntata di Qui Radio Londra lunedì scorso, ha suggerito a Berlusconi (sì, proprio la puntata in cui Ferrara aveva definito Berlusconi un eroe popolare).

Così, Ferrara sbotta e parte all’attacco a volume elevato, mentre fuma l’ennesima sigaretta:

Imparate a rispettare il presidente del consiglio, invece di metterlo nella categoria degli stupratori! Il paragone è insultante per chiunque abbia una visione morale della vita pubblica, è insultante per Berlusconi e accattivante per Strauss Kahn. Non dovete sostituire i vostri pregiudizi alla morale comune

E continua, nell’imbarazzo generale dello studio:

Vergognatevi di aver paragonato Berlusconi e Strauss Kahn, moralisti dei miei stivali! Dovete vergognarvi!

A questo punto Bernardini abbozza un sorriso e prova pacatamente a riportarlo sul terreno dell’analisi televisiva, che è lo specifico di Tv Talk, ma Ferrara è furente e continua:

E non rida, spero che la intercettino mentre ride con qualche puttana!

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AgCom - "Obiettiva sovraesposizione" di Berlusconi nei tg. Richiami a Ferrara e Annunziata

pubblicato da Malaparte

Silvio Berlusconi AgCom

C’è troppo Silvio Berlusconi nei Tg. E’ la conclusione dell’Autorità garante per le comunicazioni. Dopo aver esaminato i dati del monitoraggio sul pluralismo politico, l’AgCom ha riscontrato un’obiettiva sovraesposizione del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

L’ente di controllo ha anche

riscontrato che nel tempo di parola (criterio prevalente di verifica) si nota ancora un qualche squilibrio, nonostante nell’ultima settimana siano stati sensibilmente riequilibrati sbilanciamenti precedenti.

Sul tempo di notizia, invece, l’AgCom chiede ai media di prestare

maggiore attenzione alla rappresentazione equilibrata di tutti i punti di vista, specialmente fra le opinioni delle forze politiche di maggioranza e quelle di opposizione. Nel tempo di notizia vi è un’obiettiva sovraesposizione del Presidente del Consiglio, il quale, oltre tutto, è direttamente parte nelle elezioni amministrative in quanto capolista a Milano.

Infine, due richiami alla Rai. Uno per Qui Radio Londra del 19 aprile (Ferrara chiese l’intervento di Napolitano contro alcuni magistrati accusati di eversione). L’altro per Potere del 18 aprile, condotto da Lucia Annunziata.

Santoro attacca Giuliano Ferrara sul Caso De Magistris

pubblicato da Gabriele Capasso


Michele Santoro attacca Giuliano Ferrara nell’anteprima di Annozero. Il monologo del conduttore è centrato tutto contro la puntata di Qui Radio Londra nella quale Ferrara aveva attaccato direttamente Santoro chiedendogli di “chiedere scusa” per aver dato conto delle inchieste, all’epoca dirette proprio dall’allora PM De Magistris, chiuse con un’archiviazione dopo la rimozione del magistrato ora parlamentare europeo dell’Idv.

Santoro è durissimo e si chiede come faccia Ferrara a chiedergli una cosa del genere:

è come se, dopo la condanna di Previti per corruzione, io avessi chiesto a Giuliano Ferrara e a Silvio Berlusconi di scusarsi.

Come di consueto il conduttore di Annozero è subdolo nel modo in cui muove le sue obiezioni che appaiono più “messaggi in codice” che autentiche arringhe. Santoro fa riferimento sia al fatto che Giuliano Ferrara possa dire quello che vuole senza alcun contraddittorio, proprio quel contraddittorio che ad Annozero viene costantemente richiesto, sia alla scelta del direttore generale Masi definita sarcasticamente “molto saggia” di riportare “pari pari” una vecchia trasmissione di Mediaset sulla Rai “risparmiando un sacco di soldi“. Velenosa la conclusione sul fatto che Ferrara “farebbe boom“, “un boom che si sente fino a Napoli“.

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Ferrara dal Nucleare all'assoluzione di Ruby (e di Silvio)

pubblicato da Gabriele Capasso


Seconda puntata di Qui Radio Londra per Giuliano Ferrara sul tema Ruby. Lo aspettavano tutti al varco ieri e lui, vecchio volpone, ha deviato sul nucleare. Il subdolo fine era quello di puntare la sua fiche sulla prospettiva che le proporzioni dell’incidente nella centrale di Fukushima siano in qualche modo contenute e non assumano i contorni di una “nuova Chernobyl”. Per Ferrara solo in caso contrario “dovremmo pensarci bene“, noi italiani, a ributtarci nell’avventura dell’atomo. Il tutto non escludendo in nessun caso la possibilità e facendo finta che l’attualità non stia raccontando di un governo che non ha intenzione di fare nemmeno un passo indietro, contaminazione o fusione del nocciolo che sia.

Il direttore de Il Foglio è bravo, più bravo di tanti suoi detrattori che oggi si affannavano nel definirlo “deludente“, “in tono minore” all’esordio. Eppure non è così complicato capire che tipo di logica vile vuole utilizzare l’elefantino per legittimare a prescindere le tesi dei nuclearisti, come se in questo paese non si sia mai votato un referendum per abolirlo.

Ad ogni modo Ferrara stasera torna nel vivo e va a colpire lì dove Mauro Masi si augurava colpisse. D’altra parte è stato ripescato in Rai con un contratto lungo (e blindato) dopo la manifestazione del Teatro Dal Verme di Milano contro i nuovi “puritani” ed in difesa del vizietto del premier di frequentare una torma di ragazze giovani (forse troppo) e disponibili. Il conduttore prende spunto da un video, che trovate dopo il continua, sulla contestazione a Ruby Rubacuori inscenata a Maglie in occasione di una delle sue tante insensate ed inverosimili ospitate in discoteca.

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Loris Mazzetti su Giuliano Ferrara: paradossale un contratto di due anni

pubblicato da Malaparte


Senza peli sulla lingua, Loris Mazzetti, capostruttura della RAI ed ex braccio destro di Enzo Biagi, nell’intervista rilasciata al settimanale Oggi (in edicola da domani, 16 marzo), dice quello che pensa su Giuliano Ferrara e sul suo ritorno televisivo con Qui Radio Londra:

Non sono in grado di dire ora se è giusto o sbagliato perché il guadagno dovrebbe essere commisurato agli ascolti e alla raccolta pubblicitaria del programma, in onda dal 14 marzo. Ferrara manca dalla tv da qualche anno e, se non vado errato, l’ultima stagione su La7, a Otto e mezzo, fu un mezzo disastro. Quindi è paradossale avergli fatto un contratto di due anni. Mi auguro non sia a scatola chiusa perché si parla di 200 puntate.

E se la trasmissione sarà un flop che cosa accadrà? La Rai, cioè il contribuente, sarà costretta a pagare lo stesso. Mi auguro che il suo contratto abbia una clausola che preveda la risoluzione automatica, in caso di ascolti non in linea con la media di Rete. E, nel caso di successo, qualche soldo in più per lui. Sono convinto che in questo momento ci sia comunque uno che brinda: Antonio Ricci con Striscia la notizia.

Ma come è andato il trend di spettatori, nella prima puntata di Qui radio Londra?

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Qui Radio Londra - Giuliano Ferrara esordisce sul nucleare

pubblicato da Malaparte

Giuliano Ferrara Qui Radio Londra

Esordio sul nucleare per la prima puntata di Qui Radio Londra.

Giuliano Ferrara apre così, con un commento da uomo della strada:

Buonasera, io ho paura. Mi vergogno un po’ di dirlo. Non dovrei dirlo. Ma ho paura. Tutti hanno paura. Ma non tutti hanno paura nello stesso modo. Guardate qui.

Nel corso dei 5 minuti di approfondimento, in cui il giornalista affronta la paura per il nucleare che segue il violento terremoto che ha sconvolto il Giappone - una paura sacrosanta, e non solo per i recenti accadimenti.

Dopo il martellante - e per nulla neutrale - spot che mostrava i due scacchisti a fronteggiarsi sul tema, le ragioni dei nuclearisti appaiono seriamente compromesse (soprattutto alla luce di quanto accadrà a breve. Per esempio, il Referendum cui saranno chiamati a pronunciarsi i cittadini sardi il prossimo 15 maggio rispondendo al quesito “Sei contrario all’installazione in Sardegna di centrali nucleari e di siti per lo stoccaggio di scorie radioattive da esse residuate o preesistenti?”).

E così, la strategia comunicativa che si delinea - nemmeno troppo all’orizzonte - è quella del sostenere che, sì, è lecito aver paura ma che non ci si deve far travolgere dall’onda emotiva. Ferrara è perfetto per questa linea. Chiude col motto inglese: “Better safe than sorry”. Lo traduce un po’ a modo suo - dopo il salto, la trascrizione integrale della puntata - ma intanto il gioco si è compiuto: bisogna mantenere la calma per discutere sul nucleare, guardate come sono composti i giapponesi. Appare chiaro a cosa servirà, questo Qui radio Londra.

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