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Tutti gli articoli con tag giovanni stella

Libertà

pubblicato da Massy


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La7 - Travaglio contro Stella sul caso Santoro e sulla "libertà"

pubblicato da Malaparte

Marco Travaglio contro Giovanni Stella

Nel consueto corsivo al vetriolo su Il Fatto Quotidiano, Marco Travaglio risponde all’intervista che Giovanni Stella ha rilasciato al Giornale. Finito l’idillio con l’a.d. di La7, che era iniziato quando questi aveva dichiarato, proprio al Fatto, che avrebbe fatto campagna acquisti, lasciando intendere che Santoro sarebbe rientrato proprio in questa campagna.

Il pezzo si intitola Povera stella, e ironizza su quelle che, secondo l’a.d. di Telecom Italia Media, sarebbero le sacrosante motivazioni per aver interrotto la trattativa con Michele Santoro. Ovvero la pretesa di libertà del conduttore.

Soltanto nello Stato semilibero di Bananas un dirigente di successo, braccio destro di un top manager del calibro di Franco Bernabè, può mettere nero su bianco, per giunta sul quotidiano del premier, che la libertà è una pretesa.

Travaglio spiega che in tutto il mondo libero gli editori scelgono i giornalisti, che questi lavorano come meglio credono, in base alle regole fissate dal contratto nazionale. Che prevede, appunto, libertà assoluta. Se poi l’editore non è soddisfatto di loro, li licenzia per giusta causa. E alla fine è il giudice a stabilire se la causa era giusta o no.

E Travaglio chiude così:

Ricapitolando: noi di La7 siamo così liberi che, se qualcuno viene a parlarci di libertà, lo meniamo

In effetti, c’è poco da dire: la posizione e le giustificazioni di Stella non sono molto logiche né condivisibili. Anche perché Santoro aveva offerto a Stella di assumersi ogni responsabilità legale sul suo programma, insieme a Enrico Mentana.

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Stella contro Santoro: " Voleva libertà assoluta. E' facile, coi soldi degli altri"

pubblicato da Malaparte

Giovanni Stella Michele Santoro

Giovanni Stella intervistato da il Giornale mostra un’evidenza: Michele Santoro ha ufficialmente un nuovo nemico. Che è proprio l’a.d. di Telecom Italia Media (La7, La7d e MTV). Non si può leggere altrimenti, la serie di dichiarazioni molto dure che Stella ha inanellato nell’intervista rilasciata a Laura Rio. Dall’intervi

Con Santoro non abbiamo chiuso il contratto solo perché lui pretendeva libertà assoluta, nessun controllo su scaletta, ospiti e filmati

Un rischio che La7 non si poteva permettere di correre, evidentemente. Aveva concesso libertà assoluta a Daniele Luttazzi, tempo fa. E’ finita mailissimo. Quanto all’inizio delle trattative, Stella sostiene che sia stato Santoro ad andare da lui. E che si fosse anche a buon punto:

Eravamo d’accordo su tutto: corrispettivo economico, colaboratori, tipo di prodotto, costo puntate. Ma nessun editore può dare carta bianca perché ha la responsabilità finale di quello che va in onda

Con Santoro silente, non c’è nessuno che possa confermare o smentire. Che tipo di carta bianca aveva chiesto, Santoro? Che tipo di libertà? A Stella interessa poco.

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Santoro e Mentana a La7, questo matrimonio non s'ha da fare! Michele: "Pur stimando Mentana, siamo diversamente liberi"

pubblicato da Michele Biondi

Annozero
Ma non era Enrico Mentana lo sponsor di Michele Santoro a La7? Che cosa ci siamo persi? Proprio due giorni fa l’amministratore delegato di Telecom Italia Media Giovanni Stella aveva diffuso un comunicato in cui diceva chiaramente che la trattativa tra l’emittente e il giornalista si era interrotta, pare, a causa delle richieste dello stesso Santoro non tanto economiche quanto di libertà editoriale (”inconciliabili posizioni riguardo alla gestione operativa dei rapporti fra autore ed editore“). Oggi alle 13:00 la rete aveva diffuso poi il seguente comunicato che chiudeva la faccenda:

    Update: poco fa, direttamente dal suo TgLa7, Enrico Mentana ha affermato che domani mattina risponderà sulle colonne del Corriere della Sera alle accuse di Michele Santoro.

“La rottura delle trattative è dovuta alla richiesta continua e perentoria effettuata dal dott. Michele Santoro di riservarsi il diritto, una volta individuato il tema della trasmissione, di modificare, anche in senso profondo, l’eventuale ‘premessa’, gli ospiti in studio, la scaletta, i filmati da trasmettere e quanto altro fosse necessario per gestire in totale autonomia il programma da Lui condotto, senza alcun ragionevole preavviso (erano stati concessi solo alcuni minuti). Questa richiesta, che viola le regole interne - già ampiamente rappresentate al dott. Santoro - che presiedono i rapporti con tutti i volti della rete, pone ingiustificati rischi legali di natura penale e civile (solo questi in parte manlevabili) in capo all’Editore che non si è ritenuto di correre”.

La decisione di interrompere le trattative due giorni fa non era piaciuta ad Enrico Mentana e Gad Lerner che, congiuntamente, avevano espresso il loro rammarico chiedendo all’azienda di riaprire le trattative con l’ex conduttore di Annozero. Oggi, incredibile ma vero, è proprio Mentana il destinatario dell’ultima critica di Santoro. Secondo Santoro, la colpa del direttore del Tg La7 sarebbe stata quella di aver detto che il conduttore “chiedeva assoluta libertà, ma qualsiasi giornalista non può dire o scrivere quel che gli pare. Esistono obblighi di legge“, cosa assolutamente vera, specie in un’azienda privata come è La7. La cosa ancora più sorprendente è che Mentana si era pure offerto attraverso il suo tg a “includere il programma del dott. Santoro nella testata giornalistica, al fine di alleviare i rischi dell’Editore”, offerta rifiutata dallo stesso Michelechi.

Ebbene, l’ex tribuno di Rai 2 non solo ha cambiato idea nei confronti di Mentana che ha ‘osato’ criticarlo ma addirittura dalle colonne del Fatto Quotidiano lo ha etichettato come uno che “non si è mai incatenato per la libertà di informazione. Anche quando aveva promesso di farlo“. Certo, ha poi ammesso di nutrire per lui “un’enorme stima professionale” ma da queste dichiarazioni al veleno sembra che l’idillio tra i due si sia rotto inesorabilmente.

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La7 pensa al nuovo direttore: Ruffini, Ambanelli, Saba, Mieli o Freccero?

pubblicato da Michele Biondi

La7
Al di là di come andrà l’affaire Michele Santoro, La7 ha deciso di fare il grande salto in autunno. A cominciare dalla direzione. Lillo Tombolini, attuale direttore programmi lascerà a breve e per il suo posto, come scrive oggi Alessandra Menzani sul quotidiano “Libero”, sono in lizza cinque dirigenti di grande importanza.

Graze all’apporto importante di Enrico Mentana che ha acceso la rete portando il suo TgLa7 a toccare anche il 13% con una media che ormai si è stabilizzata al 10-11%, Giovanni Stella amministratore delegato di Telecom Italia Media starebbe pensando al sostituto di Tombolini con un manager proveniente da realtà consolidate Rai, Mediaset e da case di produzioni leader.

Sarebbero cinque al momento i papabili ad occupare la poltrona del direttore di La7: il primo, di cui si è vociferato tanto nei giorni scorsi, è Paolo Ruffini attuare direttore di Rai 3 con le valigie in mano (pare che il suo posto verrà preso da Maria Pia Ammirati) entrambi di area centrosinistra.

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Michele Santoro: salta il passaggio a La7?

pubblicato da Michele Biondi

Michele Santoro
Salta il passaggio di Michele Santoro a La7? Stando a quanto scrive oggi sul quotidiano “La Stampa” il giornalista Paolo Festuccia, l’ipotesi è probabile tanto che i rapporti si con l’emittente del gruppo Telecom si sarebbero di colpo raffreddati. Il motivo? Le dichiarazioni del giornalista circa le pressioni che il Governo farebbe all’emittente per non far fare campagna acquisti dalla tv pubblica.

Diciamo subito che la trattativa non si è definitivamente interrotta anche se si è pesantemente complicata. L’Ad di La7 Giovanni Stella, detto ‘er canaro’, non avrebbe gradito le parole di Santoro, ma quel che è peggio, è che neppure al presidente Telecom Franco Bernabè sarebbero piaciute le dichiarazioni dell’ex conduttore di Annozero e fresco conduttore di Tutti in piedi su una multipiattaforma che potrebbe precludere ad un nuovo Telesogno.

Già, proprio Telesogno che alcuni ricorderanno doveva essere il cosiddetto terzo polo che avrebbe avuto tra i fondatori anni fa Maurizio Costanzo e lo stesso Michele Santoro e che poi si è arenato. Ma cosa è successo tra il giornalista e La7 visto che sembrava tutto fatto ed Enrico Mentana direttore del TgLa7 e sponsor della venuta santoriana all’emittente Telecom si era spinto nel suo telegiornale annunciandone l’imminente arrivo?

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Palinsesto Autunno La7: arriva Enrico Mentana, si attende risposta da Piroso. Tornano Daria Bignardi, Gad Lerner e Ilaria D'Amico. Inoltre Leverage con la Canalis e Moana

pubblicato da Michele Biondi

Presentazione Palinsesti Autunno 2010 La7
Oggi, 23 giugno 2010, nello studio de “L’Infedele” (e di “Victor Victoria”) è stato presentato davanti ad un folto gruppo di giornalisti e un parterre d’eccezione formato da tutte (o quasi) le star della rete, il Palinsesto autunnale di La7. La grande novità della giornata è stata la conferma ufficiale dell’acquisto di Enrico Mentana in qualità di direttore del Tg La7 e della Testata Giornalistica al posto di Antonello Piroso. A quest’ultimo il vicepresidente Stella avrebbe offerto di mantenere la conduzione di “Omnibus” e probabilmente anche “Niente di Personale” da mandare nella serata domenicale, ma l’ormai ex direttore del Tg non avrebbe ancora dato risposta.

Inutile dire che buona parte della presentazione (e delle domande dei giornalisti) sono state incentrate sull’arrivo dell’ex direttore del Tg5, ma c’è stato modo anche di raccontare da parte dei dirigenti della rete e del Gruppo Telecom Italia Media l’andamento degli ascolti nell’anno in corso. La rete del gruppo Telecom, come ha spiegato il direttore generale Marco Ghigliani, sostanzialmente tiene negli ascolti mantenendo un 2,81% complessivo rispetto al 2,96% e raggiungendo nel mese in corso una media del 3,2% nonostante i Mondiali di calcio. Un risultato positivo nonostante il leggero calo considerato che le altre reti generaliste hanno pagato con il passaggio al digitale circa 2,5 punti percentuali.

“Dal mese di giugno viene rilevato da Auditel anche l’ascolto di La7d che oggi è stimato nello 0,10% di share, già a livello di altri canali semigeneralisti come RaiSat o RaiExtra e superiore a SkyUno”.

Il motivo della nascita di un canale dedicato ad un pubblico femminile ma non solo è spiegato da Ghigliani:

“Il valore che ha costruito il nostro canale nel tempo e nei suoi programmi è confermato dalle nostre ricerche: parole come qualità dell’offerta, originalità, innovazione, alternatività sono quelle che rappresentano meglio ciò che il pubblico riconosce ne La7 e i suoi programmi. Da questo brand abbiamo pensato di sviluppare nella nuova offerta del digitale terrestre il canale La7d che è partito il 22 marzo e in coerenza con il valore della rete principale si propone ad un target giovane e femminile. La D sta ovviamente per Donna, ma anche per Digitale, Divertente e altro ancora…”.

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Enrico Mentana a La7: "Spero di restare 10 anni, costo poco e daremo le notizie"

pubblicato da Gabriele Capasso


Enrico Mentana sarà il nuovo direttore del Tg La7, anche se per la firma sul contratto dovrà attendere ancora qualche giorno (”mancano solo dei dettagli burocratici“), la sua presenza da protagonista alla presentazione dei palinsesti della rete toglie qualsiasi dubbio sull’ingaggio. Dal 1 luglio Mentana sarà già al lavoro in redazione per confezionare il telegiornale che dalla prossima stagione lo vedrà impegnato personalmente nella conduzione, lui che è un volto straordinariamente spendibile nel mondo dell’informazione.

Si conclude un corteggiamento partito 10 anni fa, quando la nuova La 7 (quella del terzo polo, della Telecom di Colaninno) aveva già messo sotto contratto Fabio Fazio. Quel progetto, come noto, naufragò, ora una nuova occasione che Mentana non si è lasciato sfuggire dopo un anno e mezzo nel quale (aldilà di qualche presenza come ospite a Ballarò ed Annozero) il suo curriculum si è arricchito solo dell’esperienza sulla web tv del Corriere della Sera.

Mentana spera di restare “almeno 10 anni” con una ricetta che, in un paese normale, sarebbe fin troppo scontata per un Tg: “dare le notizie“. Chi vuole leggerci un riferimento ad Augusto Minzolini e al suo Tg1 si senta libero di farlo, anche se “Chicco” una cosa del genere non la direbbe mai, non apertamente. La 7 quanto pagherà per avere Mentana in video? Poco, altro che contratto milionario: “Da luglio a dicembre 2010 costerò 160 mila euro, i conti su quanto prenderò al mese fateli voi“. Ultimo tema rilevante: che ne sarà di Antonello Piroso, secondo i ben informati corteggiato da Mediaset?

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Tivusat - Rai e Mediaset restano per ora su Sky

pubblicato da Michele Biondi

TivusatPer il momento i canali in chiaro di Rai e Mediaset resteranno anche sulla piattaforma di Sky nonostante l’avvio di Tivusat (di cui vi abbiamo parlato in questo post). A spiegarlo è stato il vicedirettore generale della tv pubblica Giancarlo Leone al quale hanno fatto eco le parole di Marco Giordani, amministratore delegato Rti. Tanto rumore per nulla dunque?

Innanzitutto, cosa si vedrà su Tivusat? I tre canali Rai, i tre Mediaset + La 7, Rai 4, Boing, Iris, Rai Gulp, Rai News 24, Rai Sport Più, Rai Storia, Mediashopping, Class News, Sat 2000, K2-Kids, Euronews, France 24 e BBC Worlds. Alle domande dei giornalisti Leone ha risposto che “La presenza di Raiuno, Raidue e Raitre su Sky non è un tema all’ordine del giorno e quindi non si pone“, ribadendo che non esistono relazioni tra l’avvio della prima piattaforma satellitare italiana completamente gratuita e il rinnovo del pacchetto dei canali tematici con il Gruppo di Rupert Murdoch. I canali generalisti Rai continueranno dunque a vedersi tramite i canali di Sky, anche alla scadenza del contratto con la piattaforma satellitare se questo non fosse rinnovato entro il 31 luglio. Tivusat, presentata oggi a Roma a cui partecipano Rai, Mediaset e Telecom Italia Media, prenderà il via in tale data, giorno in cui scadrà il contratto che lega RaiSat a Sky, di cui si sta effettuando in questi giorni un negoziato sul rinnovo.

Qualora il rinnovo non andasse in porto, spiega Leone, la Rai deciderà cosa fare dei canali di RaiSat che a quel punto potrebbero approdare al digitale terrestre sul multiplex gestito da Viale Mazzini.

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La7 autunno 2009 - decurtato Crozza (solo due prime serate), arrivano la Costamagna al pomeriggio, Universication sul web e lo show Cuork. Nel 2010 debutta in chiaro Non Pensarci

pubblicato da Lord Lucas

cabello crozza d'amico

L’autunno 2009 di La7, presentato questa mattina alla Triennale di Milano, è all’insegna di poche novità e tante conferme, visto che la squadra più radical-chic della tv è dura a cambiare schieramento. Oltre ai programmi già noti, il palinsesto verrà arricchito da due nuovi spazi ascrivibili al genere “tv di servizio”: un programma di economia in seconda serata, curato da Myrta Merlino, e un’ambiziosa fascia pomeridiana in diretta condotta da Luisella Costamagna (le servirà la “gavetta” con Costanzo a Buon Pomeriggio), dedicata alla cronaca e all’attualità. Dopo La Vita in Diretta e Pomeriggio Cinque avremo una terza scelta più autenticamente giornalistica, un po’ come accade al mattino con l’immancabile appuntamento di Omnibus.

Per l’informazione, oltre alle consuete edizioni del TgLA7, si confermano anche i reportage di Reality, e il successivo arricchimento di Omnibus Life. L’area news, diretta da Antonello Piroso, accenderà l’attenzione come sempre sui più importanti fatti di cronaca con dirette e speciali del TG.

In prime time tornano la nuova stagione de L’Infedele di Gad Lerner al lunedì, il rinnovato presidio al venerdì sera di Antonello Piroso con Niente di Personale (è ormai l’erede in quanto a identità e ascolti delle Invasioni barbariche), Exit con Ilaria D’Amico al mercoledì. Inoltre, ritroveremo Lilli Gruber al timone di Otto e Mezzo, mentre tra i nuovi arrivi si è parlato di Luca Barbareschi senza ulteriori dettagli sul suo ruolo effettivo (in realtà starebbe per lasciare la politica e questo dimostra la sua improvvisa nostalgia per la tv).

Anche sul fronte dell’intrattenimento LA7 non cambia di troppo le carte in tavola. Per ora appare “decurtato” l’ingaggio di Maurizio Crozza, che condurrà soltanto due appuntamenti a dicembre in prima serata in attesa di una nuova trasmissione (per ora in forse) da realizzare entro la primavera 2010. Dopo l’iniziale scusante della tv che si deteriora, è emerso ai margini della conferenza stampa, alla presenza del vicepresidente e dell’amministratore delegato di Telecom Italia Media, Giovanni Stella e Mauro Nanni, insieme col direttore di La7, Lillo Tombolini, che anche sul ridimensionamento di Crozza avrebbe influito la variabile del budget, il che ha prodotto un improvvisato show del comico.

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La7 palinsesto d'autunno: non c'è Chiambretti ma la Bignardi sì. E forse arrivano Gnocchi e Guzzanti

pubblicato da Michele Biondi

Lillo Tombolini, direttore La7 e Giovanni Stella, Vicepresidente Esecutivo Telecom Italia Media
Ieri si è tenuta in una sala conferenze del prestigioso hotel Principe di Savoia di Milano la presentazione dei palinsesti autunnali de La 7, l’emittente che fa capo al gruppo di Telecom Italia Media e che, contrariamente a quanto si era letto e scritto nei giorni scorsi, si presenta con un palinsesto, compatibilmente con i propri budget, agguerrito e ricco atto a generare soprattutto redditività.

Giovanni Stella, vicepresidente esecutivo di Telecom Italia Media ci tiene a sottolineare che non bisogna decretare il de profundis della rete e che si sta lavorando per portare i conti economici a livelli accettabili rivedendo costi ma investendo sul prodotto e sulle idee. “Lillo Tombolini e gli altri responsabili stanno facendo un buon lavoro e questo lavoro” - afferma il massimo dirigente di Telecom Italia Media - “Sarà più evidente quando nel 2009 il tasso di innovazione sarà più profondo. Dobbiamo come sapete rispettare dei contratti in essere pertanto alcuni prodotti che noi giudichiamo ancora ad alto budget in autunno ci saranno ancora; stiamo lavorando per mantenerli anche da gennaio in avanti rivisitando i costi“.

Lillo Tombolini, prima assistente di Antonio Campo Dall’Orto e ora promosso a direttore programmi, inizia parafrasando un modo di dire che era consono di Gianfranco Funari: “Jela fa“, riferendosi alla televisione che tutti davano ormai per spacciata dopo la dipartita di nomi importanti e la richiesta della proprietà di ridurre i costi visto il buco di bilancio cospicuo a cui era arrivata. Non c’è Piero Chiambretti, sempre più vicino a passare a Mediaset su Canale 5 e Italia 1, ma per tutto l’inverno almeno ci sarà ancora Daria Bignardi con Le Invasioni Barbariche e qualche chicca di palinsesto che, come le altre reti ammiraglie, inizierà alle 21:10 (ridotto quindi lo spazio di 8 1/2 per il quale si sta cercando un forte sostituto di Giuliano Ferrara). “La 7 è al terzo posto come unica televisione insieme alle due spagnole che nonostante la contrazione del mercato della generalista è aumentata rispetto allo scorso anno” - cita il direttore - “E a questo si aggiunge anche il buon risultato dell’ultimo semestre e il record di ascolti di giugno (3,3%) mai raggiunto da questa emittente. In autunno proprio per questo il bacino pubblicitario sarà portato al livello delle altre tv generaliste, compatibilmente con quanto ci consente la legge.”

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La7 in sciopero contro i tagli della nuova Amministrazione

pubblicato da Debora Marighetti

Antonello PirosoE’ bufera a La7 e ce n’eravamo accorti già da un po’ (nonostante qualche tentativo di rassicurazione che non convince fino in fondo). L’atmosfera di smobilitazione non pare placarsi e a farne le spese ora è anche la redazione giornalistica. Nei piani della nuova Amministrazione della rete ci sono svariati tagli e proprio per questo oggi - ne parliamo in ritardo, ma meglio tardi che mai - i giornalisti hanno avviato una protesta:

contro il blocco del turn over, il taglio dei contratti a termine e la chiusura delle sedi di Londra e Gerusalemme decisa dall’amministratore delegato Giovanni Stella e confermata oggi oggi al cdr dal direttore Piroso

Chiusura di due sedi quindi, oltre che tagli di personale. Ma il comunicato continua:

In assenza del piano industriale ed editoriale di Telecomitaliamedia (annunciato solo per metà agosto) e senza fornire alcun conto economico, i nuovi vertici della tv di Telecom procedono al disinvestimento sull’ informazione, da sempre elemento distintivo dell’ offerta di La7, per pagare i debiti milionari riversati sull’azienda dalla politica degli appalti esterni della rete

La protesta pare non fare una piega: l’informazione, la professionalità, sono colpite per “colpe” altrui e chi ne andrà di mezzo, oltre alla redazione di La7, sarà il pubblico. La risposta dei vertici invece non convince affatto:

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La 7 non smobilita (tranne Chiambretti). Almeno fino a dicembre

pubblicato da Lord Lucas

chiambretti marketteA dispetto degli allarmi lanciati nei giorni scorsi, La7 “resisterà” almeno sino a fine 2008. In particolar modo la stagione autunnale non dovrebbe risentire dell’aria di disarmo annunciata, dato che i contratti in essere preservano i suoi dipendenti e molte trasmissioni almeno sino a fine dicembre. L’unico nome che resta a serio rischio è quello di Piero Chiambretti, che ha detto addio a Markette perché troppo costoso per la rete (e perché lui stesso non l’avrebbe condotto con budget più ristretto).

Così, mentre il Pierino Nazionale si concede un ultimo incontro con il neo-direttore Giovanni Stella, tutti gli altri restano regolarmente ai loro posti. Daria Bignardi, regina dei fantomatici “fighetti” della rete, continuerà Le Invasioni barbariche almeno fino a dicembre (ma il suo contratto copre anche il 2009). Maurizio Crozza è già in palinsesto con Crozza live, nonostante debba ancora sciogliere le ultime riserve. Ilaria D’Amico è confermata col talk Exit, come anche Antonello Piroso al timone di Niente di Personale, e Gad Lerner tornerà con l’approfondimento settimanale L’infedele. Marco Paolini, reduce da monologhi di successo, continuerà a curare nuovi eventi.

E’ ancora un’incognita la sorte di Otto e Mezzo che, orfano di Giuliano Ferrara, sarebbe stato addirittura proposto alla Bignardi già sotto contratto. Insomma, se di svolta si deve parlare non resta che aspettare l’inizio del nuovo anno, tra le promesse di una linea editoriale più nazionalpopolare e la necessità di risparmiare. A pesare sulla bilancia, infatti, sono quegli 88 milioni di passivo accumulati dal “generoso” Antonio Campo Dall’Orto (di cui 60 però sono investimenti sulle nuove tecnologie digitali). Per correre ai ripari si parla di un incremento di pubblicità e telepromozioni, ma per ora aver soltanto rinunciato alle Markette è già un buon modo per rientrare in pari.

Via | Messaggero

Fighetti e profitti

pubblicato da Massy

fighetti

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La7 - I tagli continuano. Via Bignardi e Crozza?

pubblicato da Malaparte

Daria Bignardi Prosegue la svendita di La7. Dopo Piero Chiambretti che chiude Markette ed è pronto a offerte trasversali da RAI e Mediaset, secondo Dagospia toccherebbe presto anche a Daria Bignardi e a Maurizio Crozza: La7 sarebbe orfana, dunque, anche de Le invasioni barbariche e di Crozza Italia (live o meno).

Non sbagliavamo, dunque, quando parlavamo di clima di smobilitazione (in tempi meno sospetti di questi).

Le responsabilità di questi tagli clamorosi sarebbero tutte della nuova dirigenza, nella persona di Giovanni Stella, che descrive così la rete:

Trasmette programmi da fighetti. […] Ha regalato un sacco di soldi (ai produttori dei programmi) […]


Non solo. La rete avrebbe così tanti debiti da mettere in fuga chiunque. Da qui, le ragioni dei pesantissimi tagli di fine stagione.

Ammesso e non concesso che questi benedetti programmi siano da fighetti, la domanda nasce spontanea: senza i grandi nomi che hanno fatto, nel bene e nel male, l’immagine di La7, cosa ne sarà del canale? Cosa andrà in onda? E ancora. Il dubbio che queste manovre siano propedeutiche a una svalutazione a sua volta propedeutica a qualche clamorosa acquisizione è veramente così illegittimo?