Partirà il 14 Luglio prossimo il nuovo programma d’approfondimento di Rete 4. Si chiamerà la Versione di Banfi, parafrasi del titolo del romanzo dello scrittore canadese Mordecai Richler La Versione di Barney, e dovrebbe rispondere all’esigenza più volte indicata sia dal direttore Feyles che da Pier Silvio Berlusconi di inserire nei palinsesti Mediaset una talk show politico sul modello di Ballarò.
Il conduttore della trasmissione sarà Alessandro Banfi, condirettore di Videonews e storico curatore di Matrix insieme ad Alessio Vinci. Senza voler fare recensioni preventive c’è una bella differenza fra Giovanni Floris, giornalista che Pier Silvio avrebbe voluto portare in Mediaset, e Banfi, almeno dal punto di vista dell’orientamento politico.
La Versione di Banfi andrà in onda al giovedì, non è ancora noto se si tratterà soltanto di un esperimento estivo di tre settimane oppure se diventerà un appuntamento fisso della prima serata di Rete 4. Per Banfi si tratta di un esordio davanti alle telecamere dopo tanti anni nella veste di autore anche delle prime edizioni di Mattino Cinque e Pomeriggio Cinque, oltre che in qualità di vicedirettore agli albori del Tg5 sotto la direzione di Enrico Mentana.

Pier Silvio Berlusconi è “deluso” dalla conclusione dell’accordo fra Giovanni Floris e la Rai. Il vicepresidente di Mediaset rivela a Repubblica che il giornalista e conduttore di Ballarò era nel suo mirino. Obiettivo? Portarlo a Cologno Monzese per dargli la conduzione di un programma d’informazione in prima serata, programma che “manca” nei palinsesti Mediaset, probabilmente proprio quello che il direttore di Retequattro, Giuseppe Feyles, immagina per la sua rete.
Mi ero mosso, ne avevo già parlato in azienda, avevo previsto la cosa, il come e il quando. Avrei portato Giovanni Floris a Mediaset. A noi manca un programma di approfondimento in prima serata. Un programma come Ballarò. E’ perfetto. E’ un esempio di grande correttezza. Usa toni pacati e ospita sempre le diverse posizioni in campo. Eravamo tutti d’accordo.
Pier Silvio è sicuro che nemmeno Silvio avrebbe avuto nulla da ridire, nonostante i rapporti fra Floris e il nostro premier non sia stati sempre sereni e pacati:
Il mio interesse per Floris non era una mossa contro mio padre. Nessun riposizionamento. Non ho parlato con mio padre di questa idea. Ma lui sa come lavoriamo in azienda e quali sono i criteri delle nostre decisioni, gli interessi dell’azienda vengono discussi e decisi in azienda, non fuori. Non mi sarei stupito se avesse dato il suo via libera. Perché lui ha sempre approvato le decisioni che puntano a valorizzare e acquisire le risorse del mercato.
Discorso diverso se si parla di Michele Santoro, per lui non c’è spazio in Mediaset:
Santoro ormai è un politico. E vado al di là delle motivazioni ideologiche. Il mio approccio è quello di un dirigente che fa la televisione commerciale. Con Santoro siamo su un altro piano. Siamo sul piano della politica.

Rai: è stata finalmente raggiunta l’intesa per il rinnovo dei contratti di Fabio Fazio e Giovanni Floris.
L’annuncio arriva dal procuratore dei due conduttori, Beppe Caschetto. Ora manca solo l’ultimo step, come ricorda lo stesso Caschetto:
L’efficacia dei contratti è sottoposta ora all’approvazione degli organi competenti: il cda per Fazio, la direzione generale per Floris.
A giudicare dall’annuncio, tuttavia, si può ipotizzare che quel che rimane da fare sia semplicemente una formalità. Certo, con la Rai di questi tempi non si può mai sapere. Ma è evidente che Caschetto non si sarebbe sbilanciato se l’accordo non preluda a una strada tutta in discesa per i due acchiappa-ascolti di RaiTre.

La fumata nera del Cda Rai di oggi prefigura battaglia su quattro nomi di RaiTre: Milena Gabanelli, Fabio Fazio, Giovanni Floris e Serena Dandini.
Se prima, dopo la notizia della diserzione della riunione da parte dei consiglieri di maggioranza, si poteva avere qualche punto interrogativo in merito, le dichiarazioni serali di Antonio Verro chiariscono quale sia il problema. Secondo il consigliere in quota PdL, infatti, la questione è proprio RaiTre, che Verro definisce
un’enclave separata dal resto dell’offerta aziendale.
E spingendosi oltre, Verro scrive in una nota:
”Ritengo necessario uscire dalla logica di appartenenza, dell’inamovibilità e dell’immutabilità e cominciare a pensare a nuovi modelli editoriali per l’attualità politica, magari puntando anche su altri temi come l’economia e la politica internazionale.
Il consigliere avrebbe chiesto il rinvio del Cda per
dare il tempo all’azienda di valutare alternative e cercare nuove soluzioni.
Il quadro, a leggere - nemmeno troppo - fra le righe delle dichiarazioni di Verro sembra chiarirsi, e il cielo di RaiTre e dei suoi uomini e donne di punta - che erano dati per certi fino a pochi giorni fa - si rannuvola abbondantemente. E come prevedere schiarite, coi tempi che corrono? L’Usigrai è sul piede di guerra.
Continua a leggere: RaiTre - A rischio Floris, Fazio, Gabanelli e Dandini

La cancellazione di Annozero, causata dalla risoluzione consensuale (con buonuscita) del contratto di Michele Santoro, è l’unica novità significativa dei palinsesti autunnali della Rai rispetto ai programmi (e ai conduttori) che erano a “rischio” con La 7 pronta alla finestra per acquisire i fuoriclasse del giornalismo e dei talkshow della tv di stato.
Non ci saranno cambiamenti su RaiTre, i programmi di punta sono tutti confermati e con identica collocazione. Stiamo parlando di Report di Milena Gabanelli, Ballarò di Giovanni Floris, Parla con me di Serena Dandini e Che Tempo che fa di Fabio Fazio. Proprio il talk prodotto da Endemol era quello che avrebbe dovuto subire, per volontà del direttore di RaiTre Paolo Ruffini, una modifica con il terzo giorno di messa in onda, dal sabato al lunedì.
Il direttore generale e il Cda esamineranno ed approveranno un piano che prevede la conferma anche della collocazione nel weekend per Che tempo che fa con le due serate del sabato e della domenica e la possibilità di un leggero taglio dei tempi per favorire la seconda tranche della prima serata di RaiTre.

Le conferma dei talk show e dei programmi d’approfondimento Rai per la prossima stagione televisiva è veramente cosa fatta? Se potesse decidere direttamente il nuovo direttore generale Lorenza Lei la risposta sarebbe sì, ma le sue proposte devono ancora passare al vaglio del Cda. Dopo la riunione di ieri la Rai ha fatto sapere attraverso una nota che la decisione ufficiale sarà presa soltanto lunedì prossimo:
Il Consiglio di Amministrazione della Rai ha ascoltato oggi (ndr ieri), come concordato precedentemente con il Direttore Generale, i Direttori di Rai1, Rai2 e Rai3 che hanno illustrato le loro proposte relative ai palinsesti autunnali 2011. La presentazione della proposta definitiva sui palinsesti da parte della Direzione Generale e della Vicedirezione Generale per il Coordinamento dell’Offerta Radiotelevisiva, che dovrà tenere anche conto delle analisi e degli approfondimenti emersi nel corso dell’odierno dibattito consiliare, è prevista per il prossimo 6 giugno. Nella seduta dell’8 giugno è fissata la “presa d’atto” dei palinsesti autunnali 2011 da parte del Consiglio di Amministrazione
Mentre si attende ancora di capire il destino di Serena Dandini e del suo Parla con me Milena Gabanelli, Fabio Fazio, Michele Santoro, Giovanni Floris e Bruno Vespa potranno quindi dirsi sicuri di tornare in onda anche a settembre soltanto dopo la giornata di lunedì 6 giugno. C’è comunque l’aria che “l’analisi e gli approfondimenti emersi nel corso del dibattito” di ieri siano soltanto una pura formalità. Il clima, anche politico, e l’impronta decisamente più soft (fino ad ora) della gestione Lei rispetto a quella Masi suggeriscono ottimismo.

Lorenza Lei, neo direttore generale della Rai, conferma per l’anno prossimo Fabio Fazio alla guida di “Che tempo che fa”, ma anche Michele Santoro, Milena Gabanelli e Giovanni Floris. Qualche problema di ordine burocratico con Serena Dandini, il cui “Parla con me” non dovrebbe però essere a rischio. Questo è quanto sarà proposto domani al Cda Rai nella presentazione della bozza dei palinsesti autunnali della tv pubblica.
Fabio Fazio, che domenica scorsa ha salutato il pubblico di “Che tempo che fa” senza confermare un suo ritorno sulla terza rete Rai, dovrebbe non solo rimanere al timone del talk show del fine settimana, ma potrebbe anche occupare una nuova giornata, quella del lunedì sera. L’intento sarebbe quello di fare da traino ai film della prima serata della rete.
La conferma del ritorno del programma di Fazio nella presentazione dei palinsesti è arrivata anche dal direttore di Raitre, Paolo Ruffini, che ha sottolineato l’importanza del programma per la sua rete e l’intenzione di non rinunciarvi:
Continua a leggere: Rai, Lorenza Lei conferma Fazio, Santoro, Gabanelli e Floris

Torna su RaiTre, da questa sera ogni lunedì alle 23.10, Sfide, il programma monografico sui grandi personaggi che hanno fatto la storia dello sport. La prima puntata della dodicesima edizione vedrà l’eccezionale apertura del conduttore di Ballarò, Giovanni Floris (come la staffetta aziendale comanda).
Il tema della puntata è il ritratto di un uomo che ha fatto grande il calcio e il nostro Paese ed ha brillato non solo per capacità ed impegno, ma anche per compostezza e riserbo: Enzo Bearzot.
Il 21 dicembre 2010, data della sua scomparsa, tutto il calcio italiano si è fermato per un ultimo saluto all’allenatore dal volto umano, che ha regalato agli italiani le più indimenticabili istantanee di felicità: l’urlo di Tardelli, l’estasi di Paolo Rossi, l’emozione di Sandro Pertini, i suoi giocatori che lo portano in trionfo sulle spalle, un’intera Nazione in festa.
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Mauro Masi bacchetta i direttori di Tg2 e Tg3 e li richiama al rispetto della par condicio.
I richiami del d.g. Rai - che non conferma e non smentisce la sua partecipazione alla prima de Il mio canto libero, che pure potrebbe slittare ancora - arrivano a Bianca Berlinguer (Tg3) e Mario De Scalzi (Tg2), ma non per questioni che riguardano direttamente i tg, ma per programmi che afferiscono alla loro sfera di controllo.
La Berlinguer si prende un doppio richiamo. Il primo per la puntata di Potere che Lucia Annunziata ha dedicato alla magistratura. Ospiti in studio: i magistrati di Milano Pierluigi Davigo e Armando Spataro, insieme all’ex ministro della Giustizia della Lega, Roberto Castelli. Il secondo per l’ultima puntata di Ballarò, in cui erano ospiti, fra gli altri, il Ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini e il vicesegretario del Pd Enrico Letta. Si parlava di scuola.
Sconcerto dei due conduttori: la Annunziata dice che “La lettera contiene, senza ulteriori specificazioni, un richiamo ai dettami generali previsti dalla par condicio. Vorrei però far notare che in quella puntata non ci sono stati sbilanciamenti, visto che i due giudici sono figure istituzionali e quindi al di fuori della par condicio”.
Floris, dal canto suo, ribatte a Masi: “La puntata è stata corretta ed equilibrata: l’hanno vista in tanti e chi non l’ha vista può farlo su Internet. Tra l’altro non sono stato nemmeno sentito dall’azienda: non credo che un richiamo possa essere varato senza sentire la parte in causa”.
A De Scalzi, invece, bacchettata singola, ovviamente per Annozero. E anche qui, non si capisce bene il perché.
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I talk show e i programmi d’approfondimento sono “salvi”, o almeno lo sono per il momento. Le modifiche proposte dalla maggioranza in commissione di Vigilanza Rai sono state bloccate dal presidente Sergio Zavoli che ha dichiarato inammissibili gli emendamenti bavaglio. Si trattava di una mossa tesa a ripetere la situazione già vissuta lo scorso anno in occasione delle Regionali. In quel caso fu il parlamentare Marco Beltrandi, Radicale eletto con il PD, a dare l’assist alla maggioranza per imporre le rigidissime regole delle Tribune Politiche a tutti i programmi d’informazione, stavolta l’iniziativa era targata PDL e Lega che si erano esposti con appositi emendamenti.
La decisione di Zavoli, che ha scelto di prendere una posizione di rottura esercitando le sue prerogative di presidente della commissione, frena la possibilità che la Rai venisse ancora una volta costretta a chiudere le sue trasmissioni d’informazione in ossequio ad un’interpretazione oltremodo rigida della Par Condicio alla quale nessuna delle tv private viene sottoposta dall’AgCom.
Il tentativo di imbavagliare i Floris, i Santoro (e persino i Vespa) sarà definitivamente abortito dopo la mossa di Zavoli oppure partiranno nuovi assalti all’informazione Rai?

Un copione già visto, quello che si profila all’orizzonte per i programmi di informazione , da Annozero a Ballarò a Porta a porta. Tornano le elezioni - questa volta, le amministrative - e torna il rischio-bavaglio. L’anno scorso il blocco delle trasmissioni di approfondimento giunse dopo la proposta del radicale Beltrandi (in quota Pd, ma la proposta fu votata da tutti i componenti di centrodestra della Commissione di Vigilanza) di estendere a quei programmi le rigide norme sulla par condicio che regolano le tribune elettorali.
Quest’anno il tentativo giunge da PdL e Lega. Attualmente, infatti, è in discussione in Commissione un emendamento alla bozza del regolamento sulla par condicio in campagna elettorale che prevede… l’applicazione dei principi della disciplina delle tribune politiche ai programmi di informazione. Ovvero, la stessa identica situazione dello scorso anno. Identica per forma e sostanza. Con la differenza che quest’anno Beltrandi ha fatto sapere che voterà contro.
Cosa dovrebbe succedere, dunque? Semplice. O i programmi come Annozero si adattano e ospitano al loro interno tutti i rappresentati delle forze politiche che partecipano alla tornata elettorale - una cosa assolutamente impossibile, come è evidente a chiunque dotato di buonsenso, a maggior ragione quest’anno, visto che si tratta di elezioni amministrative - oppure si rassegnano alla chiusura anticipata. Lo scorso anno, questo portò a un mese di silenzio di quel tipo di televisione, ed ebbe la deriva del fenomeno Rai per una notte, che anche TvBlog trasmise in streaming. Arrivano già le prime reazioni. Anche perché in merito si era già espresso il Tar.
Continua a leggere: RAI - Tornano le elezioni, torna il bavaglio

Il Festival di Sanremo 2011 trova, al suo esordio, un nemico in casa, che beneficerà di recentissimi fatti di cronaca. Stiamo parlando, ovviamente, di Ballarò. Il talk show condotto da Giovanni Floris, in onda questa sera alle 21:10 su RaiTre, avrebbe comunque trattato, per l’ennesima volta, la questione-Berlusconi. Ma oggi avrà un traino di quelli da far tremare i server e gli indici d’ascolto: Giudizio immediato, con prima udienza fissata per il 6 aprile, per Silvio Berlusconi, accusato di concussione e prostituzione minorile nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Milano.
Così la presentazione ufficiale della puntata in onda questa sera, che si intitola Donne in piazza (titolo e presentazione scritti, ovviamente, prima dei fatti di oggi):
Berlusconi pensa di fare causa allo Stato, Frattini preannuncia ricorso alla corte europea contro i giudici di Milano, un milione di donne scendono in piazza contro il premier. In questo clima Napolitano avverte: “se continua così finisce la legislatura”.
L’apertura satirica del programma è affidata, come di consueto a Maurizio Crozza. Ospiti in studio:
la presidente del PD Rosy Bindi, il presidente dei deputati del PdL Fabrizio Cicchitto, il vicepresidente di FLI Italo Bocchino, Anna Maria Bernini del PdL, il politologo statunitense Edward Luttwak, il direttore dell’Espresso Bruno Manfellotto, il direttore del Tempo Mario Sechi, il presidente della Ipsos Nando Pagnoncelli.
Se la controprogrammazione Mediaset faceva paura per le prossime serate, questa sera Ballarò può costituire una seria minaccia all’esordio della squadra-Morandi. Basteranno le canzoni, le bellezze Canalis-Rodriguez, le bordate - sicuramente edulcorate - di Luca e Paolo e il Gianni Morandi più nazionalpopolare che mai? Oppure le faccende che riguardano il premier sono diventate più nazionalpopolari del Festivàl?

Parte stasera su RaiTre la nuova edizione di Ballarò, il talk show di Giovanni Floris. Dopo la richiesta, rigettata, di una puntata speciale in piena estate per parlare della crisi interna alla maggioranza di governo il giornalista ha l’occasione di parlare sostanzialmente dello stesso tema, nonostante le notevoli evoluzioni della situazione. Per la serie “quando la notizia aspetta l’informazione“.
Il titolo della puntata sarà “C’è una maggioranza efficiente, in grado di governare? Esiste un’alternativa?“. In studio ospiti il leader di SEL Nichi Vendola, il deputato finiano Fabio Granata, il vicepresidente della Camera Lupi e Pierferdinando Casini. Insieme ai politici il direttore del “Sole 24 ore” Gianni Riotta e il condirettore del “Giornale” Alessandro Sallusti.
Polemico il direttore di RaiTre Paolo Ruffini, che torna ancora sul tema della bocciatura delle puntate speciali estive e dell’inizio anticipato richiesto per Ballarò:
Avremmo voluto partire prima. Ma non è stato possibile. Ora andremo avanti senza censure, autocensure e falsi pudori. Raitre aveva chiesto che Ballarò partisse in anticipo, il 7 settembre. Ma l’azienda ha preferito mantenere immutata la programmazione. Quel giorno Fini era ospite di Mentana al TgLa7. Noi invece siamo andati in onda con una replica del Circo.

Dopo aver parlato dei palinsesti autunnali di Rai1 e di Rai2 è ora la volta di scoprire la programmazione di Rai3 per la prossima stagione televisiva. Ieri sera presso la tensostruttura realizzata al Castello Sforzesco di Milano, due dei personaggi che hanno riscosso gli applausi più fragorosi sono stati proprio due esponenti di Rai3: Milena Gabanelli e Giovanni Floris, che hanno confermato la ripartenza delle loro fortunate trasmissioni: “Report” in onda la domenica sera dopo il riconfermatissimo “Che tempo che fa” di Fabio Fazio, la prima puntata con un inchiesta sulla Rai e “Ballarò” dalla metà di settembre sempre di martedì alle 21:10. Ma la programmazione di Rai3 in prima serata conterrà anche un nuovo programma, condotto da Pippo Baudo, oltre che la tanto discussa trasmissione di Fabio Fazio, pure lui presente ieri sera, con Roberto Saviano dal 27 ottobre in onda per 4 mercoledì (di seguito?) dal titolo “Vieni via con me” .
Le prime serate della terza rete, con il ritorno alla direzione di Paolo Ruffini, ieri sera presente in prima fila con gli atri due direttori di rete Mazza e Liofredi, si compone anche degli storici marchi di rete come “Chi l’ha visto” di Federica Scairelli il lunedì e “Presa diretta” di Riccardo Iacona la domenica a settembre prima della partenza di “Report”. Segnaliamo poi anche il ritorno di Carlo Lucarelli con un nuovo format televisivo fra informazione ed attualità, dove saranno indagate alcune importanti vicende italiane, che sono state al centro del dibattito collettivo e che in seguito son finite dimenticate. Nelle prime serate del venerdì, oltre ad un nuovo ciclo de “La grande storia” è previsto il debutto di un nuovo programma “Hotel Patria”, che eredita per certi versi l’ esperienza di “Mi manda Rai3”, centrando l’attenzione sui problemi quotidiani dei cittadini, sulle ingiustizie e sui torti subiti.
Il sabato sera sarà teatro poi di una nuova proposta scientifica dal titolo “Ritorno al futuro”: un programma che si propone di raccontare come la scienza sia un elemento che concorre a raccontare la nostra storia. Al timone di questa nuova proposta sarà Alex Zanardi, un personaggio noto del mondo dello sport che ha saputo usare la scienza e la tecnica nel corso della sua vita, per superare i momenti difficili che ha dovuto subire. E’ previsto poi il ritorno di “Nati liberi” con Licia Colò, un programma che racconterà lo spettacolo della natura grazie anche alle immagini suggestive del National Geographic.
Continua a leggere: Presentazione Palinsesto Rai3: Autunno 2010