
Tornano Flavio Insinna e Christiane Filangieri con “Ho sposato uno sbirro 2″. L’appuntamento col poliziesco comedy è da stasera, alle 21:10, su Raiuno, con 24 episodi. Una promozione, visto che la prima stagione era composta da solo cinque prime serate, merito del successo che queste hanno ottenuto.
La serie parte da dove si era concluso l’ultimo episodio: Diego (Insinna) e Stella (la Filangieri) sono diventati genitori di due gemelle, dopo aver superato la crisi che li aveva colti. Non è facile, infatti, essere poliziotti e sposati con un collega. Ed è ancora più difficile stare insieme se l’ex fidanzata di lui, Lorenza (Luisa Corna), torna ad essere più insistente, e se le due suocere, Clarissa (Barbara Bouchet) ed Erminia (Giovanna Ralli) non lasciano tregua a marito e moglie.
Diego si troverà a dover gestire non più solo i reati su cui indaga, ma anche la sua famiglia, tra pannolini e biberon. Stella, dal canto suo, torna a lavoro nonostante il marito avrebbe preferito che rimanesse a casa. Intorno a loro, i casi di tutti i giorni, su cui bisogna lavorare senza distrazioni. Per fortuna, c’è anche Lojacono (Antonio Catania), affiancato dai nuovi agenti Barbara Castello (Serena Rossi), ed Antonio Branca (Francesco Arca).
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Stasera alle 21:30 (e domani alle 21:10) Raiuno manderà in onda la miniserie in due puntate “Il sangue dei vinti”, diretta da Michele Soavi -già regista di “Uno Bianca” e “Nassiriya”-, liberamente tratto dall’omonimo libro di Giampaolo Pansa e con protagonisti Michele Placido, Alessandro Preziosi, Barbara Bobulova e Giovanna Ralli.
E proprio come il libro, anche questo film (presentato al Festival di Roma 2008 fuori concorso, a maggio di quest’anno è arrivato al cinema -qui la recensione di Cineblog-) ha suscitato alla prima visione numerose polemiche, per via del delicato tema trattato, fino ad ottenere la bocciatura dell’Anpi, l’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia.
Tutto questo, nonostante gli sceneggiatori Dardano Sacchetti e Massimo Sebastiani abbiano inserito nel film alcuni elementi non presenti nel libro, come il personaggio di Francesco Dogliani (interpretato da Placido), poliziotto alle prese con un caso di omicidio di una prostituta (la Bobulova, nei panni anche della sorella della donna), che ci porterà dentro la storia della fine della Seconda Guerra Mondiale, della Resistenza e della Liberazione d’Italia.

L’isola di Korè nasconde molti segreti, legati ad apparizioni misteriore, menhir che sangiunano ed apparizioni improvvise. Ma c’è dell’altro: com’è possibile che un soggetto già molto forte e di successo in Francia sia stato rovinato così tanto al punto da diventare in Italia una fiction mal girata (forse Tognazzi ha fatto indigestione di aceto balsamico?), mal recitata e che si regge solo su una suspence fatta di sussurri e musiche da thriller?
“Dolmen”, miniserie da cui è tratta “L’isola dei segreti” (gallery) e trasmessa da Rete 4 nel 2006, in Francia è stato un vero e proprio successo, coi suoi 12 milioni di telespettatori di media. Merito di un mix equilibrato tra dramma, mistery e poliziesco, sapientementi amalgamati e mai nè troppo urlati nè troppo sussurrati.
Cosa è stato fatto da noi? Semplice: s’è preso un buon soggetto e lo si è farcito di credenze scaramantiche, dialoghi flosci e musiche da catalogo, declassadolo da “intrigante” a “surreale”. Tant’è che l’unico mistero degno di nota, ieri sera, è stato: che fine ha fatto la Romina Mondello capace di recitare?
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Va in onda questa sera su Canale5 Al di là del lago, film tv prodotto da Lorraine de Selle du Real e Micol Pallucca per Fidia Film e diretto da Stefano Reali. Un film sull’amore, sull’amicizia, sulla ricerca delle proprie radici i cui protagonisti sono Kaspar Capparoni, Gioia Spaziani, Roberto Farnesi, Anna Safroncik, Giovanna Ralli ed il giovanissimo Brando Pacitto. Al di là del Lago ha rappresentato per il regista un tentativo di conciliare due generi apparentemente antitetici tra di loro, e cioè il dramma avventuroso - o meglio, il giallo - e la commedia. Il film racconta le vicende di un uomo che, lasciato anni prima il borgo natio per fare carriera in una metropoli americana, torna a casa in seguito ad una dolorosa vicenda ed è costretto a relazionarsi con valori che aveva da tempo dimenticato.
Luca (Kaspar Capparoni), veterinario affermatosi in America con studi sulla fertilità equina, torna in Italia a causa della morte del suo miglior amico Valerio (Roberto Farnesi). Nella cittadina natale Luca ritrova un ambiente rurale ed agreste incontaminato che lo rimette in contatto con il suo passato e tutto ciò che si era lasciato alle spalle dopo la morte dei genitori avvenuta a seguito di un incidente d’auto. Accompagnato in questo viaggio da Judy (Anna Safroncik), la sua compagna con cui collabora anche a livello professionale, Luca rivede Barbara (Gioia Spaziani), sua precedente fidanzata, divenuta poi moglie di Valerio.
L’incontro tra i due non è dei migliori. Barbara, infatti, rimprovera a Luca di essere fuggito dalla vita nel piccolo centro per cercare la fama dall’altra parte dell’oceano. Luca, risentito per il modo con cui la donna lo tratta, sfidato nell’orgoglio e, comunque, non convinto dalla stessa che le circostanze della drammatica morte di Valerio siano del tutto chiare, decide di rimanere e cercare di capire cosa realmente sia accaduto all’amico, cercando anche di aiutare Lorenzo (Brando Pacitto), figlio di Barbara e Valerio, a superare il lutto per la perdita del padre.
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Esce oggi su Il Messaggero a firma Giovanni Luca una lunga intervista a Carlo Conti che torna alla guida - come conduttore e come direttore artistico, dopo la disastrosa conduzione Bongiorno-Goggi - di Miss Italia 2008.
Nell’intervista, Conti spazia dagli ascolti alla giuria alla sua serenità per questa nuova avventura: ha il piglio di chi sa il fatto suo e sta per affrontare una realtà che conosce molto bene. E ha le idee chiare in merito a quel che vorrebbe, a cominciare dalla vincitrice:
Spero in una Miss Italia senza polemiche, senza contestazioni. Un concorso di bellezza, prima di tutto.
Una cosa rara, per il concorso di bellezza nostrano più importante: le polemiche non mancano mai. Non mancarono nemmeno l’anno scorso, quando sulla bellissima Silvia Battisti si scatenarono tutte quelle simpatiche e piacevolo voci che parlavano di anoressia.
E’ Conti ad aver scelto, in qualità di direttore artistico, la giuria, di cui parla con soddisfazione.
Lucherini? L’ho scelto perché ha quasi più potere di una corona di miss, per creare una carriera. E perché sa che cosa è la bellezza e il potenziale di una ragazza.
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