Si è chiusa ieri sera la seconda stagione della fiction “Tutti pazzi per amore” che ha, come vedremo dalle nostre curve dello share minuto per minuto, dominato nettamente la serata. In questo pezzo andremo inoltre a vedere, dopo il salto, la composizione del pubblico diviso per target ricordando anche i risultati auditel di tutti gli episodi andati in onda quest’anno. Nella prima parte del prime time di ieri la curva arancione dell’album di “Italia’s got talent” ha duellato piuttosto bene vicino alla linea del 20% con Raiuno ma dopo il primo nero del talent di Canale 5 ha ceduto il passo a Raiuno lasciando prendere il volo alla curva blu di Rai1 che supera la linea del 20% e arriva nel finale a toccare il 32% di share, con la linea arancione che cala fin sotto la linea del 15%.
Analizzando il pubblico che ha seguito le ultime due puntate di “Tutti pazzi per amore 2″ notiamo come la fiction sia stata seguita in maniera preponderante da un pubblico solitamente lontano dall’ammiraglia Rai, parliamo dei giovani. Nel dettaglio nella fascia 4-14 anni TPPA ottiene il 28,45%, percentuale che sale ulteriormente nella fascia 15-24 anni fino al 30,96%. Numeri che sono ossigeno pure per una rete che è vista solitamente da un pubblico over 65. Ottime percentuale anche nelle fasce 25-44 e 45-64 sopra al 20%. Fra gli over 65 la percentuale di ieri sera è comunque buona arrivando al 18,81%.
La serie è seguita poi in maggioranza da un pubblico femminile nella percentuale del 26,21% a fronte del 16,93% del pubblico maschile. Arrivando poi alle fasce per titolo di studio notiamo una certa uniformità di numeri fra le tre considerate e cioè: il 23,62% fra i laureati, 22,19% fra chi si è fermato alla maturità e un 21,11% nel pubblico che si è fermato alla scuola dell’obbligo. Distinzione più netta invece nel pubblico fra aree geografiche dove notiamo una netta prevalenza di pubblico del centro sud nelle percentuali del 28,23% sud-isole e 25,11% nel centro. Più bassa infatti la percentuale del pubblico del nord italia che risulta essere del 15,81%. Passando..
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Su Facebook c’è una pagina ironica, creata dall’Unione degli Studenti di Monza, che si chiama Questo pomodoro avrà più fan di Silvio Berlusconi. In poche settimane ha agguantato la notevole cifra di oltre 500mila iscritti e veleggia indefesso verso lidi anche maggiori. Sabato 27 marzo è andato in scena, nell’indifferenza quasi generale il primo flash mob contro la Rai, organizzato proprio da questi ragazzi, presso le sedi di Roma, a Viale Mazzini, e di Milano, a Corso Sempione. La segnaliamo se non altro perché è sempre interessante constatare che il popolo giovane italiano sia anche in grado di andare oltre i reality show monnezza e prendere in mano la situazione, di tanto in tanto.
Alle 17.30 di ieri una cinquantina di giovani hanno danzato all’unisono, secondo la logica ormai consolidata del flash mob, evento corale atto a portare l’attenzione su qualcosa. L’aggregazione è andata bene anche se è stata meno numerosa del previsto. L’obiettivo dell’incontro era lasciare presso le suddette sedi Rai uno striscione recante la scritta: “La vostra censura è l’annozero della democrazia” per poi lasciare in loco, davanti alle entrate, un nutrito numero di pomodori. Tutto questo per protestare contro la gestione del Tg1 da parte del direttore Minzolini e l’oscuramento dei talk show in periodo elettorale.
Una protesta giovane, pacifica e originale che è piaciuta anche alla Digos, intervenuto sul posto per ragioni di sicurezza, senza dover mai intervenire.

Lo devo dire da subito: riporto quest’intervista perché mi ha interessato la tematica di fondo e cioè: i talent show fanno bene o male alla musica? Tuttavia a rispondere è stato Gigi D’Alessio in un’intervista a La Stampa di Torino. Il cantante napoletano asserisce che tali spettacoli televisivi facciano invero molto male soprattutto ai giovani artisti. Lo scrivente è d’accordo ma non può non dire che, a suo modestissimo parere, alla musica italiana faccia assai più male Gigi D’Alessio stesso e il neomelodico in senso più lato, che il peggiore dei talent show. Specificato questo per amore di verità e di dibattito, va detto che il cantante campano ha centrato il punto:
“La mia è stata una gavetta lunga, faticosa. Non come quella di tanti ragazzi oggi che diventano subito famosi. Scanu ha vinto Sanremo senza emozionarsi, come se gli fosse dovuto. Mi faceva impressione guardarlo. Io avrei pianto per venti giorni, ancora oggi, figurarsi alla sua età. Ho fatto Sanremo nel 2000, avevo 33 anni e prima di salire sul palco ero gelato, tremavo mentre cantavo, mentre tutti questi ragazzi erano tranquilli. Non è bene per loro. Rischiano grosso”.
La televisione, lo diciamo spesso, ha una gigantesca responsabilità sociale, civile, artistica e politica. Se la musica italiana sta diventando una specie di colossale immondizia è soprattutto colpa di quella scatoletta che siamo soliti tenere in salotto davanti alle poltrone. D’Alessio non lo nega e spiega:
“Questi ragazzi rischiano di essere triturati dal meccanismo che li ha fatti diventare subito famosi. Perché passato il loro anno, ecco un’altra trasmissione, facce nuove. Le case discografiche non esistono più. Ai talent vanno come al mercato della frutta, scelgono quella di stagione, poi aspettano l’altra. Non voglio che queste occasioni diventino solo una vendita di illusioni. Solo una gavetta seria, accompagnata da persone del mestiere, può dare stabilità. Oggi diventano subito famosi io dieci anni fa esultavo per un passaggio all’alba a Uno Mattina, dalle 4 aspettavo in macchina. E mi ha visto solo mia zia”.
Ricordiamo che Gigi D’Alessio sarà protagonista giovedì 4 e 11 marzo di due serate dal titolo Gigi, questo sono io, in onda nel prime time di Raiuno, in compagnia di ospiti come Claudio Baglioni, Massimo Ranieri, Renato Zero e Lucio Dalla. Si vocifera di Sofia Loren nella prima puntata.
Il Festival di Sanremo 2010 parte sotto l’egida della taccagneria. La Rai, una delle aziende di Stato che vanno peggio, sotto il profilo economico-finanziario, ha deciso di ridurre i rimborsi spesa per i giovani in gara alla kermesse canora: la Fimi, la federazione dell’industria musicale, annuncia proteste. Nello specifico “le etichette non prenderanno parte alle prove della settimana prossima” e “saranno valutate eventuali altre azioni”.
Il taglio previsto da Viale Mazzini è di 30mila euro. Commenta il presidente della Fimi Enzo Mazza:
“Siamo sconcertati, soprattutto perché la Rai aveva confermato che per la prossima edizione si sarebbero applicate le stesse condizioni del 2009: tagliare 30 mila euro, ovvero 3 mila euro per partecipante alla categoria giovani, non sposta le economie della Rai ma mette in difficoltà le aziende che hanno già pianificato le spese per i giovani a Sanremo. Si poteva facilmente tagliare la presenza di un ospite di contorno non musicale senza creare problemi proprio ai giovani emergenti”.
Proseguiamo il nostro monitoraggio periodico nel pomeriggio televisivo, in questo pezzo ci occupiamo di analizzare attraverso le nostre consuete curve dello share minuto per minuto i dati di medi di questa settimana auditel partendo da lunedì 25 gennaio fino a ieri giovedì 28 gennaio 2010. Il grafico che trovate pubblicato subito dopo il continua contiene quindi le curve delle sei reti generaliste più quella del totale satellite relative ai dati dello share target totale individui. L’analisi parte dalle ore 14 quando vediamo nettamente in testa la curva arancione di Canale5 che durante lo spazio soap opera supera in alcuni punti la linea del 25% di share.
Nel pomeriggio di Canale5 si sta pian piano consumando poi un’epoca, l’epoca degli ultimi tronisti rimasti. Dopo un inizio stagione consueto con nuovi seguaci di Costantino e relative ammiratrici, da qualche settimana la loro stella si sta pian piano spegnendo a favore di una nuova formula che sembra attirare molte più simpatie e consensi. Le telecamere di “Uomini e Donne” hanno iniziato infatti a spostare gli obiettivi dai giovani a favore di nuovi protagonisti più maturi. La curva della rete ammiraglia Mediaset rimane al primo posto anche durante la prima parte di “Uomini e Donne” perdendo però progressivamente la leadership nel corso della trasmissione fino a subire il sorpasso di “Festa italiana” attorno alle 15:40 circa.
Il proseguio del pomeriggio è praticamente un’assolo in testa della curva blu di RaiUno che sia nel finale di “Festa italiana” che durante tutta la “Vita in diretta” rimane al primo posto attorno alla linea del 25%. La curva di arancione di Canale5 in questo frangente viaggia all’incira sulla linea del 20%, salvo però poi risalire fino al 24% nella fascia post 18 di “Pomeriggio 5”.Il preserale rimane saldamente in mano a Carlo Conti e alla sua “Eredità” con la relativa curva blu fin quasi al 30%, con quella rivale arancione attorno al 24%. Nella sfida fra i telegiornali delle ore 20 è sempre in testa il Tg1 fra il 26 ed il 30% con il Tg5 fra il 22 ed il 27%.
Dopo il continua il grafico con le curve dello share minuto per minuto.
Torna la mattina griffata Michele Guardì. La prima fascia di RaiDue ospiterà nuovamente “I fatti vostri”, il cui debutto era previsto in un primo momento lunedì e spostato poi al giorno successivo per dare spazio ai funerali di stato delle vittime di Kabul. Alla conduzione, come noto, Giancarlo Magalli, Adriana Volpe, Marcello Cirilli e Paolo Fox. “I fatti vostri” andrà onda dal lunedì al venerdì dalle 11 alle 13. Queste che seguono sono le parole dello stesso storico regista e autore in occasione della conferenza stampa ufficiale:
“Non ci sentiamo reduci. Torneremo con il vaso cinese, il camioncino, il comitato, la piazza del paese e i giochi. La nostra attenzione, come sempre, sarà rivolta all’attualità: seguiremo l’evoluzione del Paese come abbiamo sempre fatto e parleremo di temi scomodi. Ricordo, 20 anni fa, quando cominciammo a parlare di omosessualità. Tuttora il nostro obiettivo è rispettare le famiglie e trasmettere un clima di affetto e solidarietà. Ringrazio il direttore di Raidue Massimo Liofredi per averci consentito prima di fare e poi di decidere dandoci carta bianca e consentendoci di saltare tutti i passaggi burocratici. Speriamo di creare nella rete un rapporto di affetto e di amicizia con i telespettatori e quindi di creare con loro un rapporto familiare”.
Altre volte ci è capitato di parlare di precarietà legata al mondo televisivo. Sembra sempre che quello catodico sia uno scivolo necessario, inevitabile, verso il benessere; la realtà è che dietro i lustrini si nasconde - sempre - del lavoro duro, contratti, sveglie al mattino presto, fatica, riconoscimenti e soprusi. Stavolta trattiamo il caso dei 104 giovani precari ai quali Mtv non ha rinnovato i contratti a tempo determinato in scadenza: questi chiedono - tra le altre cose - più sicurezza e rispetto nei confronti degli ex dipendenti, cominciando dall’attivazione immediata degli ammortizzatori sociali. Giusto ieri sera, al Global Beach del Lido di Venezia, che da anni “ospita” i lavoratori precari del settore arte, cultura e spettacolo, questi ragazzi si sono fatti sentire esponendo le proprie ragioni e spiegando le motivazioni:
“Mtv, piuttosto che fare un accordo con il sindacato a condizioni accettabili, preferisce dare singolarmente ai lavoratori a tempo determinato, che ha lasciato e sta lasciando a casa, il denaro equivalente alla cassa integrazione, fino al giugno 2010, chiedendo in cambio una conciliazione che sani tutto il passato”.
In pratica l’azienda è accusata di proporre ai precari una sorta di “ricatto”, vale a dire: noi ti attiviamo gli ammortizzatori sociali in deroga, se tu rinunci ai diritti professionali acquisiti. Troppo facile.
“Il rifiuto aziendale è gravissimo, poiché è motivato dalla irragionevole richiesta che i lavoratori, non confermati o da confermare, sottoscrivano una transazione che si pretenderebbe ‘tombale’, a fronte di garanzie occupazionali nulle o esilissime”.
Le segreterie nazionali SLC FISTEL e UILCOM chiedono una presa di posizione da parte di TI Media, azionista di maggioranza di Mtv “perché consenta ai lavoratori rimasti disoccupati di poter usufruire dei sostegni sociali previsti dalla legge senza porre condizioni capestro”. La richiesta verte sulla chiarezza del futuro occupazionale dei lavoratori a tempo determinato che dovranno rimanere in Mtv e sulla certezza che già dai primi di settembre si possa ridiscutere un progetto basato su un piano di risanamento e sviluppo.
[foto: affaritaliani]
Se ne parla poco di questi signori qui. Il che è strano visto che sono i primi faccioni che scorgiamo, prima dei nostri programmi preferiti; in più il loro ruolo, quello dell’annunciatore, è forse quello che, tradizionalmente, ha definito più di ogni altro la cifra “stilistica” della televisione italiana. Da domenica 5 luglio due nuovi volti giovani introdurranno al grande pubblico i programmi di RaiDue. I nomi li ha svelati il quotidiano Libero.
La prima è una ragazza, Natasha Cicognani, 27 anni, romagnola di Cesena e perito aziendale, nonché corrispondente in lingue estere. Già volto noto di alcune fiction di successo come “Tutta la verità” di Cinzia Th Torrini e “Il commissario De Luca” con Alessandro Preziosi, di spot televisivi e di un film, “Sexual Radar” di Luca Martera.
Il secondo si chiama Livio Beshir, trentaduenne di Paliano, provincia di Frosinone. Di madre italiana e padre newyorchese di origini egiziane, il giovane è il primo annunciatore della televisione pubblica di colore. Anche lui ha fatto qualche esperienza in televisione tra spot e fiction (“Sottocasa” su Raiuno e “Non smettere di sognare” su Canale 5). Livio è una specie di genio degli studi, tra borse di studio all’Università La Sorbonne di Parigi a una laurea in Scienze della comunicazione con 110 e lode. Dice lui stesso di questa nuova imminente esperienza:
“La Rai è l’unica azienda che ha fatto vedere che un ragazzo di colore e con caratteristiche diverse può fare qualsiasi cosa, valorizzandolo per quello che è, senza preconcetti. Più del cinema, perché io nasco come attore e tutti i ruoli che mi hanno proposto sono sempre stati, ahimé, quelli dell’extracomunitario”.
Se saprà giocare bene le proprie carte, Canale Italia potrebbe farsi sentire al tavolo da gioco che conta. Una campagna acquisti fatta di nomi già noti al grande pubblico generalista, come Jo Squillo, Memo Remigi, Ambra Orfei, Ciccio Graziani, Vittorio Sgarbi, Susanna Messaggio, Paolo Brosio. L’obiettivo è diventare un network capace di raggranellare fino al 3% di share. Affari Italiani ha intervistato in esclusiva Carlo Vittorio Giovannelli, direttore generale di Italia Pubblicità che raccoglie le inserzioni per conto di Canale Italia:
“Puntiamo al 3%, che è quello di La7. Per raggiungerlo, abbiamo confezionato un palinsensto in grado di piacere a tutto il pubblico: la mattina ci rivolgiamo alle donne, il pomeriggio ai giovani, la sera alle famiglie. Il nostro slogan è ‘Tre target per una sola rete’. I nuovi programmi inizieranno il 13 settembre”.
Qualche specifica sui nuovi programmi al varo:
“Susanna Messaggio condurrà ‘Dieci in salute’, ogni venerdì dalle 19.00 alle 20.00. Per ogni puntata sono previste due repliche: il giovedì dalle 23.30 alle 00.30 e il sabato dalle 14.00 alle 15.00. ‘Tesori d’Italia’ con Vittorio Sgarbi, andrà in onda ogni martedì, dalle 19.00 alle 20.00 (in replica, il sabato, dalle 12.00 alle 13.00). ‘Regioni d’Italia’, condotto da Marco Bellavia, parlerà del nostro territorio. Sono previste due puntate per ogni regione: il venerdì, dalle 18.30 alle 19.00 e una più lunga il sabato, dalle 23.30 alle 00.30. Infine, ‘Help’ si occuperà di volontariato, di persone che sono uscite da un momento di crisi, di chi dedica il suo tempo ad aiutare gli altri. Alla conduzione, Paolo Brosio e Mario Furlan. ‘Help’ andrà in onda il mercoledì dalle 19.00 alle 20.00 e sarà replicato due volte.”
Perché, si chiede Affari Italiani, le aziende dovrebbero voler investire su Canale Italia? La risposta di Giovannelli:
“Offriamo delle condizioni molto vantaggiose: 250 spot di 30 secondi per 37.500 euro lordi, quando il valore di mercato è di 150mila euro. Tengo a sottolineare che consideriamo questa offerta un ‘regalo d’ingresso’ verso chi dimostra di credere in noi fin dall’inizio. L’offerta è valida solo fino al 17 luglio 2009.”
Altre offerte, altre possibilità di innovazione televisiva.
Il mondo del tubo catodico sta cambiando: speriamo che, stavolta, sia un’evoluzione e non il contrario.
Sapevate che è stata la prima tv videomusicale d’Europa? Sapevate che ha “sdoganato” la musica nera, mandando in onda, come primo video in assoluto, “All Night Long” di Lionel Richie, anticipando di molto tempo Mtv? Sapevate che venne prima, molto prima, della tv musicale di Richard Branson in Inghilterra? Sapevate che fece conoscere agli italiani il video di “Rock the Casbah” dei Clash? Sapevate che, come televisione, diede, per prima, l’appoggio a Nelson Mandela con una maratona di 18 ore sui temi dell’apartheid e dei diritti civili? Sapevate che i grandi discografici stranieri si rivolsero a loro per sapere se il disco sul Live Aid era da pubblicare? Sapete che la major telefonarono agli studi per sapere se un signore come Bruce Springsteen fosse o meno da lanciare in Italia? Sapevate che il “Live in Rome” dei Nirvana, fu interamente realizzato da questa incredibile realtà televisiva?
Ricorre in questi giorni il venticinquennale di Videomusic, come già detto, la prima videotelevisione d’Italia e d’Europa. Oggi, laddove la rete venne fondata, cioè in Lucchesia, Toscana, sorge invece un gigantesco resort chiamato “Music Hotel”, fondato da quella stessa Marialina Marcucci che a metà degli anni Ottanta, insieme al padre noto imprenditore, mise su l’azienda della grande M verde, dando il “la” a un impero che conobbe, negli anni, somme fortune, cali organici e collassi irrecuperabili. Commenta lei stessa, interpellata da La Stampa:
“Rifuggo dalle nostalgia, ma so che ci sono fanzine e anche un sito costruito sul ricordo. Videomusic ha svolto un ruolo, ha fatto scoprire il pubblico giovanile, ha dato dignità alla musica. Fummo i primi a dare speranza ai neri: Mtv era nata per i giovani, ma forse per l’America benpensante il black non andava agli inserzionisti e solo dopo molto tempo ospitò artisti neri. Lionel Richie fu così riconoscente con noi che, quando anni dopo le reti si combattevano a colpi di esclusive, e Richie imbroccò un altro hit, decise di darlo a noi, proprio perché eravamo stati i primi a ospitare un nero”.
La Marcucci è un’imprenditrice rampante, figlia di cotanto padre, classe 1954, ex vicepresidente della Regione Toscana, editore dell’Unità e attualmente presidente della Fondazione Europea Robert Kennedy, una onlus no profit. Al di là di ogni intuito, la rivoluzione dietro l’epopea VideoMusic fu quella di consegnare dignità, potere ed eccellenza a una categoria che al tempo non contava nulla, commercialmente, e che oggi invece, nel bene e nel male, detta le leggi della moda e della tendenza e fa aguzzare le antenne a chi si occupa di piazzare prodotti sul mercato: i giovani.

Succede questa cosa qui, alla gente, c’è poco da fare: chiamatela, se volete, rivincita della vita, o come vi pare, certo è che esiste un modo, tutto umano, forse bestiale, più ancestrale, per il quale le persone in bilico sul baratro, pure quando non c’è più alcuna speranza gravitazionale, si affidano alle braccia, disperatamente, le fanno ruotare per cercare di ritrovare un equilibrio ormai andato. Si chiama sopravvivenza, si chiama istinto. A sentire l’ultima ricerca di mercato dell’Eurisko, si chiama televisione.
Non è un caso se la risposta più massiccia degli italiani al disagio sociale che stanno vivendo in questi mesi - la crisi economica e compagnia bella - sia piazzarsi davanti al tubo catodico, telecomando alla mano e testa da un’altra parte. I dati emersi parlano di una crescita netta di tutta l’offerta televisiva, da quella generalista alle pay tv, con particolare riferimento all’intrattenimento, ai cartoon e alle news.
Non è una novità, non lo sarà mai, per carità: scorgiamo sempre un puntino di luce in fondo al tunnel, o almeno è così che tendiamo a credere, e pazienza se quel puntino di luce, la metà delle volte, non è l’uscita ma i fari di un tir che ci stanno puntando. Nel Medioevo, un’epoca buia per antonomasia, la gente come non mai riusciva a compensare la brutalità, la durezza del quotidiano con una fantasia e una vitalità che permettono oggi pochi paragoni: c’era la caccia, c’era lo sport, c’erano i banchetti interminabili, c’erano i grandi abiti, c’erano le feste religiose, c’era l’alcol, naturalmente, i giochi, il sesso, gli scacchi e i dadi. La gente è questo che fa, quando fuori tutto è buio: prende e accende un fiammifero, anche se è l’ultimo della scatola.
Non saprei dire se il tutto è più consolatorio o disperante. Immaginarsi, oggi, tutti questi tizi in poltrona, non particolarmente di buonumore, che osservano ciecamente quanto lo schermo propone: può portare da qualche parte? Suggeriva il poeta De André che la gente dà buoni consigli quando non può più dare il cattivo esempio. La televisione cosa farà? Giacché il compito relativo al dare il cattivo esempio mi sembra esaurito da un pezzo, adesso come agirà la televisione? Dove potranno mai portare i “buoni consigli” della televisione? Avranno la funzione di quelle braccia rotanti che l’uomo in bilico sul baratro agita per recuperare l’equilibrio? Serviranno a ritrovare il baricentro? Mi permetto di dubitare: soprattutto se queste grandi percentuali, questi impressionanti dati relativi al numero di telespettatori attivi si concentrano intorno ai soliti noti, cioè i reality show, i grandi fratelli, le fattorie, le marie de filippi. Niente di male: la gente se lo merita, perché il periodo è bruttissimo. E’ solo che torniamo a bomba: a quel puntino di luce all’orizzonte che non si sa se è l’uscita o i fari di un minacciosissimo tir contromano.

Nel numero in edicola domani, “Tv Sorrisi e Canzoni” propone un intervista a Simona Ventura nella quale Nostra Signora della Televisione ci fa sapere che, a suo modo di vedere, sarà il concorrente di X Factor Jury a raccogliere l’eredità morale lasciata da Giusy Ferreri.
Forse merito (o colpa) della -Y- in comune contenuta nel nome di battesimo, forse un’esteriorità gioviale e giovanile che sembra andare per la maggiore nelle classifiche musicali di gradimento attuali, certo è che la Ventura non ha mai nascosto, durante le dirette del talent show di RaiDue, la propria evidente preferenza per il giovane cantante di Brescia. Certamente meno dotato tecnicamente di Daniele Magro, l’altro cavallo di razza di Simona, Jury sembra poter vantare un carisma e una spontaneità maggiori. Proprio in un recente sondaggio effettuato dal sito Web di Sorrisi e Canzoni, i lettori avevano indicato lo stesso Jury come potenziale vincitore della gara. A domanda precisa, su chi sia il predestinato di questa edizione, la Ventura non ha mostrato dubbi:
“Jury. Non ci ho dormito… Ai provini non l’avevo preso. Mi sono svegliata ripensandoci. Mi sono detta ‘Non ho fatto la scelta giusta’. L’ho richiamato e poi fatto debuttare”.
Quanto alle furibonde liti con i colleghi di giudizio Mara Maionchi e Morgan, la Ventura fa buon viso a cattivo gioco:
“Me la prendo, ma cerco anche di evitare le provocazioni e le discussioni inutili. Non voglio l’attenzione su di noi. La luce del riflettore deve stare sui ragazzi”.
L’impressione, a dirla tutta, è che la Ventura spinga molto sui propri meriti di talent scout: l’aver lanciato Giusy Ferreri è certamente un punto a favore per la conduttrice, al di là dei gusti personali che potrebbero spingere certuni, il sottoscritto per esempio, a una maledizione sempiterna per aver fatto conoscere al mondo la cantante di “Novembre”; in ogni caso, Simona tira fuori la cosa ogni due per tre e se in un primo momento sembrava calcare moltissimo l’onda di Daniele, adesso, dopo qualche ballottaggio di troppo, le sue attenzioni sembrano essersi spostate definitivamente su Jury.