
Abbiamo provato a cercare la Storia, in “Anita Garibaldi”, la fiction di Raiuno. L’abbiamo cercata ma, per ora, l’abbiamo trovata quasi esclusivamente nelle sovrimpressioni di alcune scene. Il resto, purtroppo, sembra essersi dimenticato che questo film-tv avrebbe dovuto celebrare i centocinquant’anni dell’unità d’Italia.
Vuoi per le ambientazioni, vuoi per le musiche, vuoi (soprattutto) per la carica motiva data a protagonisti della storia, più che la vita del grande amore di Garibaldi si è messo in scena una “Terra Ribelle versione rieditata per il Risorgimento”. Un feuileton che di storico ha poco, se non i costumi e il fatto che i protagonisti vadano a cavallo e che stona con la mission che voleva ottenere.
Così, lo sforzo della brava Valeria Solarino di rendere la sua Anita più donna e meno schiava, è vano di fronte ad una sceneggiatura che cerca l’emozione facile: prima la rabbia della ragazza costretta a sposare un uomo che non ama, poi la curiosità del primo incontro con Garibaldi (Giorgio Pasotti), e quindi l’amore con quest’ultimo, seguito dalla fedeltà eterna a lui giurata.
Stasera e domani, alle 21:10, su Raiuno si celebra ancora il 150esimo dell’unità d’Italia, attraverso una fiction che racconta la storia della donna che per anni ha affiancato l’Eroe dei due mondi: “Anita Garibaldi”. Prodotta da Raifiction e da Goodtime, ha il soggetto di Massimo De Rita, Mario Falcone ed Amedeo Minghi (che ne ha anche curato la colonna sonora), che hanno scritto la sceneggiatura con Valentina Ferlan e Patrizia Pistagnesi. Il tutto, con la regia di Claudio Bonivento.
Protagonista, dicevamo, è Ana Maria de Jesus Ribeiro da Silva, meglio nota a tutti come Anita Garibaldi, che nel film tv sarà interpretata da Valeria Solarino, al suo primo lavoro per la tv. Ad affiancarla, nei panni dell’altro protagonista della fiction, ovvero Giuseppe Garibaldi, ci sarà Giorgio Pasotti. I due metteranno in scena, insieme ad un cast nutrito (in cui troviamo anche Tosca D’Aquino, Nini Salerno, Francesca Cavallin e Nicoletta Romanoff ) non solo una storia d’amore, ma anche le difficoltà di una donna ribelle per affermarsi all’interno di una società patriarcale ed, ovviamente, il Risorgimento italiano.
La fiction parte da una giovane Anita, che vive a Laguna, una cittadina del Sud del Brasile, e che per fare fronte alle difficoltà della famiglia dopo la scomparsa del padre deve sposare un uomo, un calzolaio, rude e violento, che la abbandonerà per unirsi alle truppe imperiali. L’incontro con Garibaldi avverrà poco dopo quando l’uomo, insieme ad altri italiani esiliati in Brasile, deciderà di aiutare i ribelli. Anita, da sempre spirito battagliero, s’innamorerà subito di lui, nonostante la differenza d’età (lei ha 18 anni, lui 32), ed appoggerà i suoi ideali.
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Non c’è pace per le suocere più high profile della televisione italiana. L’amore non basta (quasi mai), riediting del flop autunnale Due mamme di troppo, non ha retto neanche a un prime time estivo.
Imbarazzanti gli ascolti di mercoledì scorso: 1.831.000 spettatori (9,31%, 9,67% t.c.), decisamente più inaccettabili di quelli dell’esordio, pari a 2.263.000 spettatori, 12,01% di share.
Di qui, la decisione estrema di Mediaset di trasmettere il seguito su La5, a partire da lunedì 1 agosto in prima serata. Al suo posto su Canale5, mercoledì prossimo, andrà in onda la replica del film tv Milano - Palermo il ritorno, mentre il mercoledì successivo vedrà riproposta una pellicola con Jennifer Aniston, Vizi di famiglia.
L’amore non basta (quasi mai…): le foto della serie




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Vi ricordate Due mamme di troppo, ovvero il primo brand seriale incentrato sulla figura narrante della suocera? Dimenticatelo. Da questa sera “tabula rasa”: la versione rieditata, con tanto di smielato titolo L’amore non basta (quasi mai…) vedrà fortemente ridimensionato l’apporto delle due professioniste del cast, Lunetta Savino e Angela Finocchiaro, reduci da svariati successi cinematografici e televisivi.
A dichiararlo su Di Più Tv Ugo Tucci, uno dei produttori, che ha raccontato i retroscena di una fiction ‘rinata’:
“Nella puntata unica che aveva riscosso successo nel 2009, conquistando cinque milioni e mezzo di telespettatori, Pasotti e la Impacciatore erano effettivamente i veri protagonisti, dunque abbiamo deciso di ritornare a quel tipo di traccia. Così, riscritta la sceneggiatura, abbiamo convocato sul set regista, tecnici e attori per le nuove riprese. Sono stati tutti molto professionali, anche perché nei contratti degli attori queste cose sono previste se la produzione non è soddisfatta. E poi loro ci mettono la faccia, quindi è anche loro interesse che le puntate vadano bene”.
Il solo inconveniente è stato aspettare che gli attori fossero di nuovo disponibili: le nuove riprese integrative sono, infatti, iniziate “solo” a marzo. E come si saranno sentite le due bravissime consuocere, praticamente messe in un angolo nella nuova trama nonostante il valore aggiunto della loro presenza nel cast?

Quale modo migliore di festeggiare l’Unità d’Italia se non quello di girare una fiction sulla famiglia Garibaldi (o parte di essa)? Ieri è stato annunciato infatti che le avventure di Anita Garibaldi diventeranno una fiction Rai, per la regia di Claudio Bonivento, dal titolo Anita. Ad interpretare la moglie del celebre Giuseppe sarà Valeria Solarino (gallery), apprezzata attrice che fino ad ora abbiamo visto solamente al cinema in pellicole come Che sarà di noi, La febbre (con Fabio Volo), Viola di mare e Manuale d’amore 2 e 3. Giuseppe Garibaldi sarà invece Giorgio Pasotti.
La fiction, coprodotta da Goodtime e Publispei per Rai Fiction, racconterà i dieci anni della storia d’amore tra Anita e l’Eroe dei Due Mondi. L’arco temporale dell’avventura umana, storica e sentimentale di Anita accanto a Giuseppe Garibaldi si svolgerà, in una ricostruzione storicamente molto fedele, dal 1839 al 1849, dal loro incontro in Brasile al trasferimento a Montevideo, in Uruguay, fino al rientro del 1848 in Italia, dove l’anno successivo Anita morirà a Ravenna.
Le riprese della miniserie in due puntate inzieranno a fine aprile e la fiction andrà in onda in autunno su Rai1, in modo da rientrare nell’anno del 150° anniversario dell’Unità d’Italia. Una curiosità: la Solarino ha in comune con Anita Garibaldi il fatto di essere nata in Sudamerica, sebbene la moglie di Garibaldi sia di origine Brasiliana, mentre Valeria sia nata in Venezuela, da padre siciliano e madre torinese.
Valeria Solarino protagonista della fiction su Anita Garibaldi




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Tornano su Canale 5, dopo l’episodio pilota andato in onda a gennaio dell’anno scorso (e che fu visto da 5.524.000 telespettatori, 22,41% di share), Lunetta Savino ed Angela Finocchiaro con “Due mamme di troppo”. L’appuntamento è per stasera, alle 21:10.
Prodotta da Rti, Rainieri Made e Fuscagni Comunicazione, le sei puntate delle serie riprendono la storia raccontata nel film-tv di un anno fa, in cui due consuocere totalmente diverse imparavano a convivere ed a sopportarsi per amore dei figli. La storia, quindi, riparte da dove l’avevamo lasciata.
Ora, Lellè (la Savino) e Gabry (la Finocchiaro) vivono a Villa Terrani, trasformata in un relais, insieme all’anziana signora Terrani (Angela Goodwin). Questo nonostante Giorgio (Paolo Bessegato), ex marito di Gabry e figlio della signora Terrani, voglia impossessarsi della villa, spinto dall’amante Allegra (Eleonora Sergio), tanto odiata dalla madre di Giorgio che questa deciderà di fare testamento alle due consuocere. Il problema è che non ricorda più dove lo ha messo…
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Sabato 17 aprile 2010, in prima serata, su Canale 5 nuovo appuntamento con “Lo Show dei Record”, condotto da Paola Perego. Numerosi i protagonisti del programma che affronteranno in studio nuove prove per stabilire incredibili primati; a Marco Frigatti, Giudice Ufficiale del Guinness World Records, spetterà il compito di convalidare l’effettivo superamento di ogni nuovo record. Umberto Pelizzari, il grande campione italiano di apnea, affiancherà Paola Perego nel commento delle spettacolari esibizioni; E, tra una performance e l’altra, continueranno le ironiche incursioni di Digei Angelo. Ospiti della serata saranno l’attore Giorgio Pasotti e il ginnasta Igor Cassina.
In questa puntata assisteremo, tra le altre, alle seguenti esibizioni:
Lo Show dei Record - Khagendra e Brenden Adams




IL RAGAZZO PIÙ BASSO E IL RAGAZZO PIÙ ALTO DEL MONDO - Torna il piccolo nepalese Khagendra, il ragazzo più basso del mondo, accompagnato da Brenden Adams, il ragazzo statunitense di 14 anni che vanta il primato di adolescente più alto di tutti i tempi. Non era mai accaduto nella storia dell’umanità infatti che, alla sua età, qualcuno misurasse l’incredibile altezza di 225,1 cm.
SFIDA TRA GIGANTI - A sfidarsi per un record mondiale di forza estrema ci saranno due terribili giganti: il lituano Zydrunas Savickas, 192 cm per 170 Kg 6 volte campione nel torneo di forza organizzato da Arnold Schwarzenegger, e il polacco Mariusz Pudzianowski, 185 cm per 130 Kg, lo strongman che ha vinto più volte il titolo di “uomo più forte del mondo”.
BUNGEE JUMPING PER LA TERZA ETA’!- Il tedesco Helmut Wirz ha 85 anni e detiene il Guinness World Record come bungee jumper più anziano del mondo. Nel set esterno confermerà il suo incredibile primato compiendo un salto nel vuoto attaccato ad una corda elastica da un’altezza di 50 metri.
FLAMENCO DA RECORD - Dalla Spagna arriva Josè Manuel Fernandez Pintado, un fenomenale ballerino di flamenco di soli 8 anni! Dopo aver ballato e vinto già in moltissime competizioni, il piccolo gitano cercherà di entrare nel Guinness Wolrd Records.

“In un festoso locale di Trastevere annunciai alla stampa il mio ritiro dal ring. Da quel momento vedevo allontanarsi un mondo che mi aveva fatto in fretta, senza incertezze. Si allontanava come quando si segue un oggetto al margine della ferrovia e in breve non si può più nemmeno immaginarlo, tanto breve è stata l’apparizione. Tutto era passato in un soffio. I combattimenti con Jack “il toro” e Humez il minatore. I miei liquidatori… Molti avevano trovato scuse per le mie sconfitte incolpando persone a me vicine, ma io no. Mai. Bisogna essere onesti con se stessi”.
Chissà se l’ex Grande Fratello Luca Argentero si renderà conto dell’importanza del ruolo che gli è stato affidato, ovvero quello del pugile italiano Tiberio Mitri, per una miniserie televisiva in due puntate dal titolo Un pugno e un bacio, diretta da Angelo Longoni e prodotta da Cristaldi Film. Per la parte erano già stati provato Raoul Bova e Giorgio Pasotti: alla fine l’ha spuntata l’attore Argentero, che da quando è uscito dalla Casa è diventato un vero e proprio personaggio di culto del cinema italiano, ora prestato al piccolo schermo.
Mitri è stato un grande pugile: tra le sue imprese più prestigiose (nel 1948 vinse il titolo italiano dei pesi medi e nel 1949 conquistò quello europeo) ci fu lo storico incontro valido per il mondiale contro il grande Jake La Motta, anche lui interpretato (però sul grande schermo) in un’altra celeberrima pellicola di Martin Scorsese con Robert De Niro, Toro scatenato. In quell’occasione Mitri perse ma sulla lunghezza di 15 riprese e molto onorevolmente. Inquietante la sua morte: travolto da un treno a Roma.

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Ricordate la fiction in sei puntate del 2006 “E poi c’è Filippo”, trasmessa da Canale 5? La casa di produzione Reveille, che ha collaborato a realizzare alcuni tra gli show più famosi al mondo come “The Office”, “Ugly Betty” e “The Tudors” ha acquistato da Mediaset i diritti per realizzarne un legal drama per l’America.
Il progetto, di cui ancora non si sa nulla su sceneggiatori, cast e rete di messa in onda, ha però già un titolo: “About my brother”, e riprenderà quasi in toto la trama raccontata nella storia che da noi ha avuto come protagonisti Giorgio Pasotti e Neri Marcorè. Il primo, lo ricordiamo, era Stefano, avvocato all’apparenza presuntuoso che torna in Italia da New York per la morte della madre e scopre di dover fare da tutore per il fratello autistico Filippo (Marcorè) se vuole ricevere l’eredità.
Grazie alla buona memoria ed all’intuito di Filippo, i due fratelli formavano una coppia capace di risolvere i casi dello studio legale dello zio, imparando così a conoscersi l’un l’altro. “About my brother unisce in modo scorrevole i temi del legal drama con le dinamiche di una famiglia morderna. Siamo eccitati all’idea di adattare questo format per un nuovo pubblico in America”, ha detto Carolyn Bernstein, vice presidente della Reveille.
Fare una serie medica, in Italia: ardua impresa! Non tanto perchè da noi manca un certo tipo di sensibilità o di capacità nel destreggiare le telecamere tra le corsie. Il motivo è un altro, sempre quell’America che in questi anni ha sfornato dei medical drama che ti si imprimono nella mente e nel cuore così tanto che poi il confronto con le serie nostrane sembra inevitabile. Facciamo uno sforzo, e cerchiamo di vedere pregi e difetti de “La scelta di Laura” (Canale 5) a prescindere dai suoi predecessori d’oltreoceano.
La storia (riadattamento della miniserie francese “L’hôpital”) mischia sapientemente tre filoni: il principale è, appunto, quello medico, che racconta casi più o meno clinici di un ospedale pubblico romano. A questo, si legano le vicende personali dei dottori protagonisti, in primis le due specializzande Laura (Giulia Michelini) e Rebecca (Camilla Filippi). Se non bastasse, già nelle prime due puntate s’intravede una linea gialla che coinvolge i medici “senior” Fabio (Giorgio Pasotti), Vittorio (Dino Abbrescia) e Massimo (Pietro De Silva).
L’azione? Poca. La serietà? Tanta, forse troppa (un grazie ad Abbrescia che riesce egregiamente a smorzare la tensione tra uno sguardo cupo e l’altro). Il sentimento? Eccessivo: la soap indossa il camice e rischia di provocare una overdose di cuore e batticuore nei telespettatori. Abbiamo capito che in tutti gli ospedali televisivi non può mancare un po’ di sana tensione sessuale, ma a forza di esagerare si rischia di mandare in rianimazione il ritmo e l’originalità della trama.

Da domani sera, Canale 5 manderà in onda una prima tv targata Taodue, dal titolo “La scelta di Laura” (troverete i riassunti su Blogapuntate). Un medical tutto italiano che strizza l’occhiolino alle serie dello stesso genere americane, in primis “E.R.” e “Grey’s anatomy”, di cui avevamo già parlato.
Non ci soffermeremo quindi sulla trama della fiction, che vede tra i protagonisti Giorgio Pasotti, Giulia Michelini (ormai in esclusiva con la Taodue), Camilla Filippi, Ivan Franek e Dino Abbrescia, quanto piuttosto sulla sua collocazione estiva.
Era dai tempi di “E poi c’è Filippo”, prontamente segnalato dai nostri lettori (anche se non possiamo non citare “Sei forte maestro” con Emilio Solfrizzi e Gaia De Laurentis), che la rete ammiraglia Mediaset non proponeva una fiction italiana in prima tv d’estate. Dai banchi di scuola, ormai promossi in autunno grazie ai “Liceali”, si passa alle corsie d’ospedale, evidentemente più “di moda” nel mondo seriale. Ma una domanda -direbbe qualcuno-sorge spontanea: trasmettere “La scelta di Laura” d’estate va interpretato come un atto coraggioso della rete di sperimentare o come un modo per liberarsi di un prodotto che non ha abbastanza convinto i vertici per l’autunno?

Dopo i successi di R.I.S e Squadra Antimafia torna Giulia Michelini e veste i panni di una giovane specializzanda in medicina nella fiction “La scelta di Laura” in onda su Canale5 per sei puntate da mercoledì 17 giugno.
TaoDue, così, sceglie il bel viso di Giulia, la sua esperienza e la sua carica interpretativa per rituffarsi nel medical division dopo la batosta di Crimini Bianchi. Con lei Giorgio Pasotti reduce dal successo di David Copperfield su RaiUno, Camilla Filippi e Ivan Franek.
La storia si svolge tra le corsie di un ospedale di medie dimensioni, divisione pronto soccorso e vede Laura (Giulia Michelini) fresca laureata in medicina alle prese con la dura realtà del lavoro che ha scelto. Con lei c’è anche Rebecca (Camilla Filippi) raccomandata, viziata e poco incline al sacrificio. Le due avranno anche, come fiction impone, le loro storie d’amore, rispettivamente: Laura con Fabio (Giorgio Pasotti) e Rebecca con Jonas (Ivan Franek).
All’inizio il titolo della serie doveva essere “Chirurgia d’urgenza” ma poi si è optato per “La scelta di Laura” che forse potrebbe attirare maggiormente il telespettatore e addolcisce l’impatto sempre duro che si ha verso gli ospedali. Curiosa anche la scelta di programmarla in estate: si spera di attutire l’impatto di un possibile flop? O dopo Dr.House le storie dei medici nostrani sembrano banali e magari il medical division come genere ha anche stancato?


Nell’ultimo Lunedì di Aprile 2009 il Grande Fratello archivia ufficialmente la propria nona edizione celebrandone i protagonisti con un Galà riepilogativo, che in termini di Audience negli anni non ha mai pagato granchè. Contrapposto al reality c’è l’ennesima routine questa volta però di tema letterario. Sono infatti le avventure di Giorgio Pasotti-David Copperfield liberamente tratte dal romanzo di Dickens ad occupare con la propria seconda parte conclusiva, il prime time di Raiuno.
Serata che parte con il testa a testa fra Tg1 e Tg5 vinto dal primo che dona alla curva blu uno share praticamente costante attorno al 30%. Di contro il Tg5 raggiunge a stento all’inizio il 25% per chiudere con una fiammata finale fino al 30%. Fra le altre reti prevale la curva rossa di “Squadra speciale cobra” con la linea rossa oltre il 10%, seguono le altre curve con buon ultima quella verde della soap di RaiTre “Agrodolce” direi molto agro e ben poco dolce (5%). Nell’access time consueta impennata delle curve delle reti ammiraglie con una leggera prevalenza per quella arancione di Striscia che chiude al 36% di share.
Prime time vinto dallo sceneggiato televisivo “David Copperfield” che in questa “cover” fa viaggiare la curva blu di Raiuno fra il 25 ed il 30%. Le chiacchere del Grande Fratello 9 Story fanno viaggiare la curva arancione attorno al 20% in prime time e punte del 35% in seconda serata. Bene ancora una volta “Mai dire GF” fin oltre il 30% attorno alla mezzanotte e mezza. Risultato che si capovolge nel prime time nella fascia commerciale con vittoria della curva arancione di Canale5 sulla linea del 25%, mentre la curva blu di RaiUno viaggia di poco sotto attorno al 20%, con punta del 25 sul finale della fiction interpretata da Giorgio Pasotti. Seconda serata ed access dominati da Canale5 con la curva araancione che tocca e supera in entrambi i casi il 35% di share.
Va in onda questa sera e domani sera in prima serata su RaiUno David Copperfield, una miniserie diretta da Ambrogio Lo Giudice liberamente tratta dal romanzo di Charles Dickens. Con Giorgio Pasotti, Maya Sansa e Gianmarco Tognazzi. Una produzione Rai Fiction prodotta e realizzata da Rizzoli Audiovisivi e GMT Productions. David Copperfield è uno dei primi romanzi di Charles Dickens (1812-1870), che all’epoca della pubblicazione aveva 38 anni. Come quasi tutti i lavori di Dickens il romanzo è stato pubblicato a puntate mensili su un giornale di proprietà dello scrittore riscuotendo un successo enorme.
Molti elementi del romanzo si ispirano ad eventi legati alla vita dell’autore e per questo è stato da molti considerato l’autobiografia del grande scrittore ottocentesco. L’opera inoltre viene considerata una industrial novel, perché riflette lo spaccato sociale della Rivoluzione Industriale, quando era molto diffuso lo sfruttamento delle donne e dei bambini nelle fabbriche. Non è la storia di un mago americano (come qualcuno crede), bensì quella di un giovane che, orfano di padre, dovrà vivere un’infanzia infelice, conoscere il dolore della perdita degli affetti più cari, attraversare mille difficoltà prima di trovare l’amore e la serenità.
Dotato di una genuina vena comica, Dickens è capace di fare appello anche al sentimentalismo, ma è unica la sua capacità di ritrarre tipi umani pittoreschi, molti dei quali divenuti proverbiali. Tutti personaggi che - quasi maschere d’una nuova commedia dell’arte - formano una galleria umana indimenticabile ed estremamente contemporanea, come il crudele patrigno Murdstone e la sua degna sorella, l’amorevole governante Peggotty, il compagno Steerforth, la spigolosa zia, il raccapricciante Uriah Heep e il tragicomico Mr Micawber, vero gioiello della letteratura caricaturale.
Festival di Sanremo: terza puntata all’appello condotta da Paolo Bonolis con la partecipazione di Luca Laurenti, l’attrice Gabriella Pession e il modello Thyago Alves. Giovanni Allevi apre questa serata sulle note del celebre tema composto da Ennio Morricone per il film “Il Pianista sull’Oceano” di Peppino Tornatore, per poi eseguire ‘Pianokarate’, una delle sue composizioni più virtuosistiche e sperimentali:
“E’ il brano più antisanremese che si possa immaginare, dove esprimo tutta la mia rabbia e la mia libertà di artista. Quanto alle canzoni in gara al Festival ho bisogno di piu’ tempo perche’ ho un approccio analitico alla musica. Ma ci sono delle cose che mi hanno già colpito. Per esempio l’arrangiamento della canzone di Marco Carta”.

Questa sera si esibiranno tutti i giovani, accompagnati dai propri mentori, e i sei eliminati tra cui ne verranno ripescati due dal televoto. Iva Zanicchi, Afterhours, Tricarico, Nicky Nicolai e Stefano di Battista, Al Bano, Sal Da Vinci: chi volete salvare? Buon Festival a tutti!

21.05 Con la magia della Leggenda del Pianista sull’Oceano di Tornatore, film capolavoro tratto dal monologo Novecento di Baricco, si apre il Sanremo di Bonolis dove la musica la fa davvero da padrona. Alla tastiera, in apertura, un magistrale Giovanni Allevi. Arriva il conduttore e dà il benvenuto per questa terza puntata, ancora all’insegna dell’eccellenza. Bonolis mette le mani avanti: questa sera sarà un happening all’insegna di qualche imperfezione. In soldoni non c’è stato molto tempo per provare. Ma l’entusiasmo e il calore sono ancora lampanti, come pure la solita retorica un po’ forzatella (per quanto impeccabile) del conduttore.

21.13 E’ doveroso l’omaggio ad inizio puntata all’attore Oreste Lionello, che proprio oggi è venuto a mancare.

21.16 Aprono Filippo Perbellini e Riccardo Cocciante. Suo modello in tutto e per tutto, dalla chioma alle corde vocali. Una canzone che non decolla mai, stantia e ripetitiva e troppo esasperatamente cocciantiana nello stile. Voto: 6. Bonolis intanto celebra la storia dell’artista veterano all’insegna di amarcord ed evergreen a cappella: bella liturgia. Ecco il trucchetto di Bonolis: con l’alibi del supporto il mentore si prende la scena e diventa superospite. Morale della favola: questa sera si chiude a notte fonda e i veri protagonisti sono i miti non in gara. Cocciante si esibisce in un brano-chicca del suo repertorio, molto intenso ma un po’ “fuori traccia”: Quando finisce un amore. Quando nasce ce l’ha già raccontato Anna Oxa. Riappare il figlioccio ad applaudire come un figurante qualsiasi. Bonolis ci ha fregato anche stavolta.

21.30 E’ arrivata all’Ariston la signora Leonida. Chi ha pettinato Gabriella Pession venga licenziato subito!!! Più spigliata che incantevole, va detto. Fa un po’ la Veronica Pivetti dell’annata di Raimondo.

21.35 Pino Daniele, con un pizzetto da camionista, accompagna l’elegante Silvia Aprile. Se non avesse quella voce la farebbe sfigurare in quanto a “presenza”. La solita tiritera sulla forza delle donne: la canzone è troppo banale e non fa onore all’artista. 6.5, giusto per la fiducia sul suo X Factor. Bonolis liquida l’Aprile perché sta per avere un orgasmo al pensiero di avere il suo idolo accanto. Lui canta Quando quando e io dico… tu dimmi quando quando avrai le palle per metterti in gioco… in gara? Ovviamente che sia un grande artista non si discute. Lui parla della città di Napoli, che gli sta sicuramente più a cuore della sua pupilla. Per lui Napule è: non è ingiusto che a lui tocchi il bis perché il conduttore ha un debole?

21.51 Un sempre più intenso Luca Laurenti ci delizia con l’interpretazione di My Way. Sta affrontando le canzoni più difficili di questo Festival e non prende mai una stecca: dategli un Premio, così gli passa la voglia di fare la bavosa. Simpatica gag. Bonolis: “Lei questa musica come la sente?”. Laurenti: “Con la cuffia”.