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Gianni Boncompagni a TvBlog: "La Rai di viale Mazzini? La immagino abbandonata e occupata da extracomunitari"

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Gianni Boncompagni a TvBlog: La Rai di viale Mazzini? La immagino abbandonata occupata da extra comunitari

Capita di parlare, per un progetto che abbiamo in cantiere per TvBlog con un guru della televisione italiana quale è Gianni Boncompagni. L’inventore di “Pronto Raffaella?”, delle “Domeniche In” degli anni ’80, di “Non è la Rai” e dei tanti varietà della televisione italiana: da “Sotto le stelle” fino a “Macao”. Insomma uno che la Tv l’ha fatta e la conosce bene e che, pur avendo lavorato molto anche per la televisione commerciale, nel sangue ha certamente la Rai. La Rai di cui tanto si parla in questi giorni dopo le parole del primo ministro Monti da Fazio e che lo stesso Boncompagni chiama “Mamma Rai”, con cui ha iniziato a lavorare e con la quale ha certamente un rapporto speciale, infatti ci dice subito :

“Prima cosa che ci tengo a dire è che è dal 1961 che ho iniziato a lavorare alla Rai, un’azienda che io amo molto e che per me è veramente una mamma, perché mi ha insegnato tutto. Ho lavorato con grandi professionalità, per fare qualche nome: Emmanuele Milano, Brando Giordani, Paolo De Andreis. Detto questo, parlando della Rai di adesso, vedo in onda certi programmi e mi chiedo se c’è qualcuno che in Rai li guarda prima di mandarli in onda. Nelle mega riunioni al settimo piano di Viale Mazzini mi immagino tutti questi dirigenti che parlano ed il gran capo, disinformato ovviamente, che dice: Per alzare gli ascolti da febbraio facciamo tutti i programmi a colori! E tutti che applaudono…”

Come capita quasi sempre al personaggio, il paradosso prende il sopravvento. Sentite cari lettori di TvBlog, cosa immagina Boncompagni della Rai di adesso e precisamente della sede di viale Mazzini, patria dei dirigenti del servizio pubblico radiotelevisivo :

“Io immagino che la sede Rai di viale Mazzini sia vuota. Un enorme capannone desolatamente vuoto, con qua e là dei fuocherelli accesi perché non c’è riscaldamento e fa freddo. La immagino con tanta polvere ed occupata da alcuni extracomunitari che vi alloggiano, bivaccano, mangiano, dormono, con dei televisori accesi che diffondono le immagini dei programmi che vanno in onda e che nessuno guarda nè prima nè durante la messa in onda. Quindi per esempio non c’è nessuno che vedendo una cosa come “Mettiamoci all’opera” dice: ma che è sta roba? Un programma da arresti domiciliari. Una specie di terra di nessuno, in cui tutto è possibile e niente è possibile.”

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Gioia Marzocchi di Sky Inside: "A Rex e Ris anche gli attori migliori sembrano dei cani. Voglio Zelig"

pubblicato da Lord Lucas

giorgia marzocchi
Gioia Marzocchi è una di quelle il cui nome non dice nulla, ma basta alludere a Sky Inside… e ti si apre un mondo (satellitare). Trattasi del volto storico che, dal 2007 a oggi, conduce il mini talkshow che introduce al palinsesto della pay tv di Murdoch. Nonostante sia uscita un mese fa, è interessante rispolverare un’intervista rilasciata dalla Marzocchi a Panorama, che ne sviscera il personaggio a 360°.

Da una brillante analisi condotta dal giornalista Raffaele Panizza (lo stesso della celebre intervista a Morgan sulla cocaina), risulta che “dal 2007 a oggi le gambe chilometriche di Gioia e il suo sorriso abbacinante da paesana neorealista sono stati on air per una media di 18 ore al giorno. E se è vero, come insegna Hannibal Lecter, che ‘l’uomo desidera ciò che continuamente vede’, intorno alle sue multiple e certificate apparizioni s’è creata un’idolatria. Una vera icona incorrotta, mai vista nelle arene, sulle isole o tra le pagine di gossip, solo elegantissima nel suo studio”.

La Marzocchi produce feticismo online, visto che Youtube è infestata da video che ne seguono al ralenti persino i fremiti dei polpacci. E lo stesso Gianni Boncompagni, che pare rientrare a pieno nel target degli “anzianotti” di Gioia, ha fatto coming out, dicendo che è la donna più bella d’Italia. Ma la vera gioia è quella dei dirigenti Sky dinanzi all’auditel di Sky Inside: una media giornaliera di 340 mila persone, che le hanno conferito così il titolo di Orsomando del Duemila. Così lei stessa commenta il successo di ascolti:

Gioia Marzocchi
Gioia MarzocchiGioia MarzocchiGioia MarzocchiGioia Marzocchi

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Lasciami cantare!: il primo talent che estromette il pubblico

pubblicato da Lord Lucas

lasciami cantare giuria
La sensazione a caldo, al termine del tormentato debutto di Lasciami cantare? Che la trasmissione abbia espresso un decimo del suo potenziale. Non fosse altro per essere il primo talent che, in quanto castrato a numero zero in onda, estromette totalmente il pubblico, lasciando decidere a due giurie (artistica più tecnica) come neanche dalla De Filippi.

Per il resto, quello che abbiamo visto questa sera è un’impeccabile bomboniera confezionata per il pubblico di RaiUno da Carlo Conti, uno degli ultimi professionisti rimasti che non ti tradisce mai. In una Rai alla mercé di Sgarbi e Facchinetti si sentiva il bisogno di un conduttore-vigile urbano, pronto a riportare l’ordine in un intrattenimento allo sbando.

Non a caso, un format che sulla carta nasce scontato - un talent vip a metà tra Amici e Ballando con le Stelle - viene subito sorretto da una giuria titolatissima, dalle voci decisamente fuori dal coro. Solo un anarchico della parola come Gianni Boncompagni poteva movimentare un po’ la liturgia del talent, sconsacrandone l’eccessivo pedantismo. La sua offesa cult è quella rivolta a Emanuele Propizio: “E’ da arresti domiciliari”. Per non parlare di quando ha detto alla Colò, per giunta vestito da prete in tempi di prelati catodici, che è la più brava della sua parrocchia. Ecco, quando si fa sul serio la sua insensatezza inizia a diventare gratuita.

Decisamente più “collaudata” Rosita, a dimostrazione che c’è una Celentano per tutti i talent. Vederla punzacchiare Jurman, come vocal coach fallimentare della Satta, è l’ennesima riscossa di Raiset. Verrebbe però da chiedersi che ci stanno a fare i vocal coach in questo talent, se non a livello puramente decorativo visto l’imbarazzo di molte performances.

Lasciami cantare: la prima puntata
Lasciami cantare: la prima puntataLasciami cantare: la prima puntataLasciami cantare: la prima puntataLasciami cantare: la prima puntata

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Non è la Rai torna su Mediaset Extra. Ambra sarà delusa, Boncompagni (l'Antonio Ricci che fu) meno

pubblicato da Lord Lucas

ambra antipatica non è la rai mediaset extra

    Si era parlato di una nuova edizione di Non è la Rai, ricordate? A quanto pare non ci sono più novità a tal proposito. E, vista la lentezza neo-percepita del programma, ce ne faremo una ragione.

Non è la Rai, quasi vent’anni dopo, fa un certo effetto. Perché, quando i blog non esistevano e i telemaniaci non erano nativi digitali ma spettatori smaliziati, le sbavature passavano in sordina. Vedi una regia degna di Youtube, effetti di animazione in stile ‘dissolvenza’ Powerpoint, sponsor a manetta e continui cortocircuiti tra diretta e differita. Però il programma aveva una forza senza tempo, che era il segreto del suo grande successo. A sintetizzarla il suo autore storico Peppi Nocera, che oggi lavora al fianco di Simona Ventura all’Isola dei Famosi e a X Factor - è anche passato da Amici - ma nasce firma di indimenticate hit musicali legate al programma come L’ascensore:

“Non è la Rai aveva una particolarità che è difficilissimo creare in televisione. Era un programma di clima”.

Come se ai fan più maniacali della prima ora non bastassero le collezionate repliche a tarda notte su Italia1, Happy Channel e Videomediaset, ora è Mediaset Extra ad aver bisogno dei rinforzi, cioè di evergreen fortemente fidelizzanti. E, se l’occasione è ghiotta per rivendicare la paternità di certi successi, meglio ancora.

Ambra Angiolini - che tanto sperava di affrancarsi da quel marchio - viene suo malgrado riesposta sul digitale nella vecchia versione lolitesca. Peccato che la sua conduzione “antipatica per contratto” abbia perso la carica dirompente di una volta. Nella prima puntata della terza stagione, trasmessa quest’oggi, Ambra si reputa migliore di una Lorella Cuccarini qualsiasi, a dimostrazione di come allora una conduzione compassata fosse la regola (che oggi sia l’eccezione lo dimostra la nuova, ma vecchissima, Domenica In).

In compenso Gianni Boncompagni non è affatto deluso. Da dichiarazioni odierna rilasciate all’ADNKRONOS sembra, infatti, entusiasta di questa riproposizione, di cui si professa spettatore:

Non è la Rai - foto prima puntata, terza edizione

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Sabrina Impacciatore: "Boncompagni era un esteta, ma la tv è degenerata dopo Non è la Rai"

pubblicato da Lord Lucas

sabrina impacciatoreSabrina Impacciatore manca sulle pagine di TvBlog dal Concerto del Primo Maggio, che l’ha vista prestata alla conduzione radical-chic. In compenso abbiamo appena dovuto annunciare la soppressione della fiction Due mamme di troppo, che si è rivelata un clamoroso flop nonostante il cast stellare da grande cinema italiano. Un cast in cui figurava la stessa Impacciatore, partorita dalla tv commerciale ma poi passata al cinema d’autore nostrano. Per sua stessa ammissione su Vanity Fair, l’Impacciatore non è riuscita a trovare la quadratura del cerchio, dopo il nonsense di Macao e le imitazioni dei reduci del Grande Fratello:

“Sto ancora aspettando la grande occasione: non capisco perché non sia arrivata: che cosa avrò fatto di male in passato perché oggi debba faticare tanto? Nella mia vita mi sono sudata tutto. E ora sono disoccupata perché continuano a offrirmi la parte di amica della protagonista, e basta. Posso permettermi di non lavorare ancora per poco. Ho comprato casa e devo pagare le rate del mutuo”.

L’Impacciatore rivela persino (ma qui apriamo e chiudiamo la parentesi, visto che interesserebbe di più i colleghi di Cineblog) di aver perso la parte di una vita, quando Penelope Cruz le ha soffiato l’ambito ruolo di Italia in Non ti muovere:

“Ero già stata scelta. Mangiavo come il personaggio, mi cucivo da sola i vestiti, non mi lavavo i capelli da due settimane. Poi è arrivata lei, ed è stata la fine di tutto. Ho pianto tutti i giorni per un mese. E’ subentrata la coproduzione con la Spagna e Penélope ‘Puz’, come l’ho ribattezzata, voleva fare a tutti i costi il film. Castellitto come poteva dirle di no? Giuro che se arriva un’altra straniera a soffiarmi la parte della vita… Sarebbe potuta restare a casa sua, no? La legge Bossi Fini per lei non ha funzionato”.

Che sia stata l’etichetta televisiva a penalizzare l’exploit cinematografico dell’Impacciatore? Ricordiamo che anche per l’Impacciatore tutto iniziò a Non è la Rai, in cui pure aveva un ruolo atipico. Lei, però, non è rimasta affatto Delusa (e qui vi suggeriamo di rispolverare l’omonima hit polemica di Vasco Rossi):

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Forfait di Ambra per La Nuova squadra su Raitre: arriva Francesco Pannofino

pubblicato da Marina

Francesco pannofino

Francesco Pannofino, la bella voce italiana di George Clooney ma anche di Denzel Washington, Forrest Gump (Tom Hanks) e Antonio Banderas sostituirà Ambra Angiolini nella fiction La nuova squadra su RaiTre.

Pannofino lo vediamo in questi giorni nello spot Telecom, ma lui ha alle spalle una carriera lunghissima e intensissima fatta non solo di doppiaggio televisivo ma anche di teatro e cinema, tant’é che per il prossimo marzo è attesa l’uscita di “Boris il film”. Ambra invece, giovedì scorso ha fatto sapere che per motivi di salute non potrà far parte del cast di questa 11esima serie de La nuova squadra. L’ex enfant terrible scoperta da Gianni Boncompagni era stata chiamata per sostituire Pietro Taricone e aveva iniziato anche un blocco di riprese. Perciò la vedremo in quel che sarà di fatto un cameo nella seconda puntata.

Il resto delle 10 puntate, due episodi da 50 minuti, saranno girate da Pannofino che interpreterà Guido Lamberti che si aggiungerà alla squadra del Commissariato di Spaccanapoli e sarà un esperto nel traffico internazionale di stupefacenti nonché in tutte quelle che sono le moderne attività illecite delle mafie.

Non è la Rai torna con una nuova edizione? (anteprima TvBlog)

pubblicato da Lord Lucas

boncompagni non e la raiChi si fosse sintonizzato qualche ora fa su Uno Mattina avrà pensato a una boutade. Gianni Boncompagni, storico autore e pigmalione televisivo, è stato “stuzzicato” dal conduttore Pierluigi Diaco sul suo programma cult, Non è la Rai. Alla domanda di una sua ipotetica riproposizione nella tv di oggi Boncompagni ha risposto col suo consueto stile nonsense:

“Torna Non è la Rai? Nella tv a colori?”.

La provocazione lanciata dall’autore si riferiva al fatto che, ormai, quella trasmissione divenuta di culto sembra appartenere alla preistoria televisiva. Eppure, in anteprima assoluta su TvBlog possiamo confermarvi che la creatura di Gianni Boncompagni e Irene Ghergo, altra sua storica “mente”, potrebbe tornare davvero. Non è la Rai, stando a voci accreditate, starebbe per ripartire con una nuova edizione!

Il marchio sarebbe in questo momento oggetto di una contesa tra Mediaset e Sky e dunque si può parlare di una vera trattativa in corso. Non è un caso che la stessa Ghergo fosse ospite di Mediaset Night tra gli invitati ufficiali. Posto che lo stesso Boncompagni è sempre stato riluttante a rifare suoi vecchi programmi, il ritorno di Non è la Rai in chiave moderna potrebbe davvero sconvolgere gli equilibri televisivi e costituire un grande successo.

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La Tv che c'era - Macao

pubblicato da Hit

TvBlog.it - La Tv che c'era
La Tv che c'era - Macao con Alba Parietti
Eternamente ospite, pronta a disquisire di questo e di quello, dal programma d’intrattenimento fino alla trasmissione giornalistica, un destino che la segue di rete in rete. Ma non sempre era cosi, ci fu un tempo in cui Alba Parietti, conduceva, dalla primissima “Piscina” sulla RaiTre di Angelo Guglielmi, alla tormentatissima “Domenica in” dagli studi di Napoli condotta con Toto Cutugno. Ma è di un programma, lanciato e trasmesso nella RaiDue del 1997 di cui stasera vorremmo parlarvi nella nostra rubrica della Tv che c’era.

Andava in onda in seconda serata, dalla domenica al giovedì. Racchiuso in una voliera di bambù, con il pubblico appollaiato come una schiera di volatili, si svolgeva “Macao” . Un territorio di pura nullità, nel senso buono del termine, la cui comicità di facce allora per lo più sconosciute come quelle di Paola Cortellesi, Biagio Izzo, Sabrina Impacciatore, Fabio Canino, Enrico Brignano, Valentina Pace, Gigliola Aragozzini, Lucia Ocone, era il semplice pretesto per intrattenere il pubblico televisivo, la cui personalità spiccata e spiccante di Alba era il vero collante, chiamata a condurre solo pochi giorni prima del debutto.

In cabina di regia, oltre che in fase di creazione con Irene Ghergo, c’era Gianni Boncompagni, reduce negli anni precedenti dal successo di un altro territorio di leggerezza e svago come era “Non è la Rai” su Italia1. Gianni, preso in ostaggio dall’allora direttore di RaiDue Carlo Freccero, la cui idea di televisione, stabiliava e strabilia, mette in piedi questa trasmissione che da quel poco che voleva essere, poco rimane, ma con una nutrita schiera di telespettatori (oltre 3 milioni ogni sera) che la rendono un successo inaspettatto ed insapettabile, tanto che l’anno dopo ce ne sarà una seconda edizione, dal percorso più travagliato.

Dopo il salto l’epilogo della storia di “Macao” con alcuni video e una analisi fatta da Carmelo Bene, ospite di una puntata del programma.

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La Tv che c’era – Discoring

pubblicato da Hit

TvBlog.it - La Tv che c'era

La Tv che c’era – Discoring

Abbiamo parlato nella nostra rubrica tempo fa di “Piccolo Slam” , programma musicale che ha fatto da apripista al genere “musica e giovani in TV” su RaiUno sulla fine degli anni ‘70. Un altro programma di quel periodo, nato il 20 febbraio del 1977 sulla prima rete del servizio pubblico radiotelevisivo era “Discoring” , appuntamento di quaranta minuti di musica leggera all’interno della neonata Domenica in condotta da Corrado. Discoring era stato inventato da Gianni Boncompagni e condotto da lui stesso con Roberta Manfredi. Il programma strizzava l’occhio a “Top of the pops” in onda da più di un decennio sulla BBC, quest’ultimo ora riproposto nel sabato pomeriggio di RaiDue. Nello studio Boncompagni era seduto davanti ad una console, metteva dischi di successi dell’epoca a ripetizione, con inevitabile classifica di vendita, introducendo poi i vari cantanti di moda nel periodo che presentavano le loro canzoni, davanti ad un pubblico di soli giovani.

Un esempio è il video che pubblichiamo dopo il continua dove vediamo una giovanissima ed esordiente Anna Oxa (16 anni) proveniente dal Sanremo del ’78 che canta il bellissimo pezzo di Ivano Fossati “Un’emozione da poco” con un look punk. Negli anni il programma ha subìto restyling e cambi di conduttori. Fra gli altri citiamo Claudio Cecchetto, che grazie a questa esperienza fu scelto da Gianni Ravera nel 1980 per condurre il Festival di Sanremo, la celebre edizione con Roberto Benigni e Olimpia Carlisi (quella del famoso bacio in diretta fra Roberto ed Olimpia). Negli anni successivi si alternarono come conduttori Awana Gana e Jocelyn proveniente da Telemontecarlo dove conduceva il celebre programma “Un peu d’amour… d’amitie… et beaucoup de musique” quest’ultimo primo vero talk musicale della televisione in lingua italiana ideato dallo stesso Jocelyn.

Fra le altre conduzioni citiamo anche quella del trio composto da Emanuela Falcetti, Anna Pettinelli e Isabel Russinova. La prima ora giornalista impegnata attualmente nel programma “Italia istruzioni per l’uso” su Radiouno e Rainews 24. La seconda lavora a RDS di cui è responsabile anche della programmazione, lavora inoltre come opinionista in alcuni programmi di Mediaset. La terza condusse nel 1983 il Festival di Sanremo con Andrea Giordana, celebre un suo pianto in diretta sul palco dell’Ariston, attualmente si occupa di teatro. Citiamo anche fra gli altri conduttori l’attuale campione d’ascolti del preserale e cioè Carlo Conti. Discoring è un programma che con alterne fortune andò in onda sulla prima rete fino al 1989.

Dopo il salto alcuni video per ricordare la trasmissione “Discoring”:

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Giancarlo Magalli a TvBlog: Dalla luce negli occhi di Simona Ventura al desiderio di “microfonare” Fabrizio Del Noce [Prima parte]

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Tvblog intervista Giancarlo Magalli

E’ oggi ospite sulle colonne del nostro TvBlog uno dei personaggi televisivi fra i più pungenti, ironici, simpatici ed intelligenti della televisione italiana: Giancarlo Magalli, che lunedì scorso ci ha aperto le porte del suo camerino subito dopo la puntata in diretta de I Fatti Vostri. Come nostra abitudine abbiamo fatto con lui una conversazione a tutto tondo, partendo dall’inizio della sua carriera, fino ad arrivare ai giorni nostri, il tutto condito da suoi aneddoti personali che hanno impreziosito la nostra esclusiva intervista. Oggi vi proponiamo la prima parte di questo nostro colloquio in cui ci concentreremo sulla partenza della sua carriera, in attesa della seconda parte che pubblicheremo domani, in cui parleremo della TV di oggi e dei suoi progetti per il futuro. Buona lettura.

Partiamo da una domanda sulla sede che ci ospita, quale è il tuo rapporto con internet, ti piace per esempio leggere i blog?

Ci sono alcuni blog che dicono delle stupidaggini epiche però è la somma che fa il totale come diceva Totò, quindi è la media dei commenti che ti da un’indicazione. Poi ovviamente c’è quello che odia il dato personaggio, quello che odia la data rete e quelli li devi saper valutare anche alla luce della loro parzialità. Comunque nel complesso quando nel post sugli ascolti ci sono 1000 commenti, poi dalla media di quei 1000 commenti un’indicazione utile esce fuori. Poi c’è gente che fa anche proposte di palinsesti ed analisi auditel davvero molto interessanti che è molto difficile non tenere conto.

Facciamo come nostro costume un viaggio indietro nel tempo: Magalli nasce come autore televisivo, parliamo dell’inizio della tua carriera

Nasco alla radio con Gianni Boncompagni in programmi come Bandiera Gialla, Radio Ombra degli anni ’60. Poi arrivato “Alto gradimento” che sarebbe stata la cosa più divertente da fare e alla cui partecipazione ho iniziato, mi chiamarano a fare il servizio militare ed il programma me lo son giocato. Quando sono tornato dal militare ho fatto per un periodo l’organizzantore di produzione, ho lavorato con questa mansione per i gloriosi “Giochi senza frontiere” degli inizi, quando andavano in diretta il giovedì sera sulla Rete Due. Poi sono andato a fare l’animatore, il primo animatore nel primo villaggio turistico italiano. E facendo l’animatore ho conosciuto anche alcuni attori giovanissimi, fra questi c’era Pippo Franco di cui sono diventato amico e suo autore per 13 anni.

Dal sodalizio con Pippo Franco si sono poi riaperte le porte della radio

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Sarabanda - il ritorno con Teo Mammucari e Belen Rodriguez in liveblogging su TvBlog

pubblicato da Lord Lucas

sarabanda

Ci prepariamo a seguire e commentare in tempo reale il controverso ritorno di Sarabanda, per la prima volta su Canale 5 con una new edition al preserale. Il gioco musicale cult dell’access di Italia 1 viene promosso all’ammiraglia in salsa show, con le carognate di Teo Mammucari e le performances da acclamata showgirl (e gran gnocca) di Belen Rodriguez.

Rimpiangeremo Enrico Papi? Italia 1 griderà vendetta? Il flop dei preserali dei giugni passati, come L’Imbroglione e Jackpot, faranno di Sarabanda l’ennesima vittima sacrificale? O per una volta la sperimentazione estiva, che mescola il linguaggio del game con quello del varietà, darà i suoi frutti? Staremo a vedere: buona (tele)visione a tutti!

sarabanda

18.49 Si inizia con “Quasi Sarabanda”, il solito mezzuccio a favore di Auditel. E Belen balla in uno studio circolare, attorniata da ragazzi che canticchiano la sigla in pieno stile Macao. Un esordio più alla Boncompagni o alla Beato tra le donne per via della fotografia spumeggiante? Teo esordisce ringraziando Gerry Scotti per la massiccia promozione, invocando l’ex compagno di scherzi Claudio Amendola e mostrandosi grato verso Ezio Greggio per averlo sostituito a Veline. Poi saluta Enrico Papi, ricordando che il successo di Sarabanda è dovuto a lui. Qualcun altro? Ah sì, ce n’è anche per i convenevoli al regista Cenci, che ormai è diventato l’asso pigliatutto della generalista.

Sarabanda - le foto della prima puntata
Sarabanda - le foto della prima puntataSarabanda - le foto della prima puntataSarabanda - le foto della prima puntataSarabanda - le foto della prima puntata

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Aquarius: le ragazze sottovetro di Gxt dal 7 gennaio

pubblicato da Lord Lucas

acquariusGiovanni Benincasa, la mente del programma di scherzi telefonici Libero, ne ha combinata un’altra delle sue. Dopo aver messo sottovetro Flavia Vento, che continua a non passare inosservata in tv, dal 7 gennaio ripeterà l’operazione con ben 150 ragazze. Su Gxt (canali 146 e 147 di Sky) sbarca Aquarius, un nuovo show quotidiano che vedrà un plotone di aspiranti starlette sgambettare per trenta minuti, dalle 15.00 alle 15.30, sotto riflettori da discoteca. La loro vetrina sarà, appunto, una sorta di acquario che richiama subito alla mente i tempi di Non è la Rai, programma di culto degli anni Novanta giocato su giovani lolite a caccia di notorietà.

Benincasa ha dichiarato a Leggo che, però, c’è una differenza sostanziale rispetto al programma di Gianni Boncompagni:

“Qui le ragazze non parlano. Qui ballano e si fanno guardare. L’idea è proprio quella di un acquario, i cui pesci siano ragazze, bello da vedere, perfetto come elemento d’arreso, ipnotico. Spesso stiamo imbambolati davanti alla tv. Meglio che tra le orecchie passino note, piuttosto che parole inascoltate. Non faccio parlarle perché non ho più nulla da dire. La speranza è poi di farne una versione estiva con le ragazze in costume”.

Sulle note di tremila hit dagli anni Sessanta a oggi, le ragazze scenderanno in pista in una sorta di gara di ballo da discoteca. Oltre a ballare con loro i telespettatori da casa potranno interagire con il programma inviando mms: i più fortunati saranno invitati in studio per un lento con la ragazza preferita.

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Stop Five - Momenti Tv dal 19 al 25 settembre 2008

pubblicato da Lord Lucas

stop 5 logoPer una volta a TvBlog non ci sono parole: a parlare sono le immagini! Torna al venerdì l’appuntamento con la Stop 5 (con un numero all’insegna di tette e pacchi). Un modo per archiviare la settimana catodica appena trascorsa, godendoci assieme i 5 momenti televisivi da rimuovere. Siete invitati a collaborare alla buona riuscita di questa rubrica, segnalandoci perle mancate delle settimane precedenti o chicche di quelle a venire. La vostra foto segnaletica verrà ripresa con il nick e la didascalia di chi l’ha proposta.

Stop 5 19-25 settembre

Stop 5 insieme sul due5° POSTO->Le morning news di Guardì

E PRIMA ERA L’ITALIA SUL DUE A PARLARE DEI FAMOSI
E ADESSO SIAMO IN DUE A PARLARE DEI FAMOSI

(da Insieme sul Due di venerdì 19 settembre, RaiDue)

Stop 5 carramba4° POSTO->Gianni Boncompagni

LA NEO-REGINA DEI TRAVESTIMENTI
(da Carràmba che Fortuna di mercoledì 24 settembre, RaiUno)

Stop 5 volami nel cuore3° POSTO->Sofia Loren ed Ernestino

A’ CREATURA A PORTATA DI TETTA
(da Volami nel cuore di sabato 20 settembre, RaiUno)

Stop 5 i migliori anni2° POSTO->Donatella Rettore

SCAPEZZOLAMENTI D’ANNATA
(da I migliori anni di venerdì 19 settembre, RaiUno)

Dopo il salto, la prima posizione “stoppata” della settimana si becca un bel viola, notoriamente scansato dal mondo dello spettacolo!

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Carràmba che Fortuna! E Raffaella se ne merita tanta

pubblicato da Lord Lucas

carrambaRaffaella Carrà ha una fifa da paura e non la nasconde. Carràmba che fortuna torna sul piccolo schermo dopo che lo si credeva caduto in prescrizione (nel 2000 andò in onda l’ultima versione abbinata alla Lotteria Italia). E anche alla rete questo ritorno provoca strane sensazioni, visto che il marchio appartiene a una tv ancora orfana di trashcronache e live blogging. L’auspicio è di comunicare questa rispolverata con entusiasmo, sperando che non si tratti di un grosso abbaglio.

La conduttrice, lo ripetiamo, è molto scettica e sul palco potrebbe peccare di scarsa convinzione. Non avrebbe voluto ricondurre Carràmba e lo ha fatto solo per lusinghe aziendali:

“C’è la teoria di Pippo Baudo e c’è la mia. Secondo Pippo la tv non bisognerebbe mai mollarla. Secondo me, invece, ogni tanto è meglio allontanarsene. Quando mi telefonò il direttore di Raiuno Del Noce, spiegando che aveva bisogno di un programma consolidato, io ho pensato: se me lo chiede Del Noce, che ha vinto sei stagioni di fila, devo fidarmi per forza. E ho risposto di sì. Manco da due anni e mezzo: non sono più allenata. Sto morendo di paura, le ultime notti le ho passate tutte in bianco. Detesto quelli che ad apertura di show dicono “sono tanto emozionato!”, ma sarà così, e allora i primi minuti, i più terrificanti, li esorcizzerò cantando una canzone”.

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Carramba che ritardo (ma con mire da record)

pubblicato da Lord Lucas

raffaella carrÃ?  carramba che fortunaI grandi ritorni di Raffaella Carrà mettono sempre un po’ d’ansia. Dopo i passi falsi di Sogni e Amore la conduttrice non può più fallire e confida in un grande show da boom di ascolti. Carramba che fortuna, di ritorno mercoledì 17 settembre su Raiuno, del passato erediterà solo il marchio. Eppure l’intero staff organizzativo sarebbe in consapevole ritardo, con un cast che ancora brancola nel buio e ambizioni più che impegnative. Il contratto è stato firmato solo a luglio e ora alla Raffa nazionale non restano che quarantacinque giorni per mettere su uno spettacolo ricco di appeal e glamour.

Chi si era rassegnato a un classico ritorno alle origini, tutto lacrimoni e sorprese familiari, dovrà ricredersi: i ricongiungimenti verranno usati con parsimonia e solo chi racconterà storie di un certo spessore umano potrà essere ammesso in video. A passarle al vaglio, ancora una volta, sarà Walter Santillo, storico inviato della trasmissione già subentrato a Giorgio Comaschi.

Il varietà, insomma, si preannuncia un grande woman show incentrato sulle doti eclettiche della Carrà, pronta a dividersi tra grandi cantanti italiani ed esponenti dello spettacolo nostrano o del jet set internazionale (con una mobilitazione di cachet non da poco). In continuità con il passato resta la certezza dell’abito bianco con cui aprire la prima puntata, senza che si sappiano ancora le credenziali dello stilista di turno.

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