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Tutti gli articoli con tag gianfranco funari

Claudio Fasulo si racconta in esclusiva a TvBlog fra Miss Italia 2009 ed il mestiere di autore televisivo

pubblicato da Hit

Claudio Fasulo a TvBlog

Prosegue la nostra marcia di avvicinamento all’edizione numero 70 di Miss Italia ed in questa tappa daremo voce ad uno degli autori di questo evento televisivo, perché se è vero che le strategie dell’organizzazione sono in mano a Patrizia Mirigliani e quelle del timone in pista del programma alla conduttrice Milly Carlucci, il lavoro nascosto ma essenziale dei “meccanici” della trasmissione è fondamentale per la buona messa a punto della vettura. Ed è quindi in questa ottica che TvBlog è voluto entrare all’interno dei box di Miss Italia per intervistare uno degli autori storici di questo evento televisivo che anche quest’anno ne curerà la messa a punto, si tratta di Claudio Fasulo che ha accettato di rispondere alle nostre domande in questa esclusiva intervista. Intervista in cui non parleremo però solamente di Miss Italia, ma faremo anche una panoramica sul “mestiere” dell’autore televisivo, grazie all’esperienza maturata dal nostro intervistato fatta di anni di scrittura nelle più importanti produzioni di RaiUno: da “Scommettiamo che?” con Fabrizio Frizzi e Milly Carlucci, fino ai grandi one man show di Celentano, Morandi, Fiorello, Panariello e Zero. Un’occasione dunque per navigare all’interno di questi grandi programmi televisivi e tentare di capire i meccanismi che ne regolano la costruzione.

Nonostante la televisione sia ora il tuo regno, l’inizio è stato in radio

Esatto. Ho fatto la radio per una decina di anni, è stata una maniera di cimentarsi di giorno in giorno con delle piccole strutture di spettacolo. Nel senso che fare la radio dalle 7 della mattina alle 10, che è la classica fascia di intrattenimento mi permetteva di costruire dei discorsi, delle possibili situazioni divertenti con battute di chiusura prima che partisse il brano musicale. Alla fine ti ritrovavi a fare i conti ogni giorno nel tentativo di costruire un piccolo spettacolo. Quindi una palestra davvero inimitabile, un’esperienza quotidiana che alla fine è diventata utile appunto perché in autonomia dovevi costruire un piccolo show. Credo davvero che il 70% dei miei colleghi e forse il 100% dei conduttori ora sulla cresta dell’onda hanno avuto un’esperienza radiofonica.

Si è poi aperta per te la porta della grande televisione, qual è stato il grimaldello?

E’ stata una lunga marcia, fatta da una eccezionale prima occasione che mi ha proposto Fabrizio Frizzi, il quale da un giorno all’altro mi ha chiesto di andare a curiosare, direi quasi annusare, in qualità di suo assistente inizialmente, come si giocava nella serie A della televisione. Sono arrivato quindi a Roma, ho cominciato a seguire Fabrizio da assistente, partendo dalle piccole cose. Poi di anno in anno ho cominciato a lavorare nelle redazioni dei programmi, poi programmista, quindi consulente. Poi arrivò il primo programma firmato come autore, era l’apertura di Disneyland Parigi, condotto da Fabrizio e Milly. Poi la serie di Scommettiamo che? Lavorare con Michele Guardì è veramente fare 4 anni in uno di televisione, perché era bruciare veramente un sacco di tappe con lui. Poi ci fu “Per tutta la vita” e quindi dal 1999 partì la grande avventura degli one man show, da “C’era un ragazzo” con Gianni Morandi fino a Celentano, passando per Fiorello, Panariello, Renato Zero.

A proposto di one man show, qual è il mestiere dell’autore di fronte a questi grandi personaggi dello spettacolo?

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Gregorio Paolini su TvBlog: "Ho riesumato Manuel Franjo e I Ragazzi della 3a C a Tutti Pazzi per la Tele"

pubblicato da Lord Lucas

gregorio paolini e simonetta martoneVi proponiamo la seconda e ultima parte (qui la prima) della piacevolissima chiacchierata con Gregorio Paolini, uno degli addetti ai lavori più imprevedibili della tv. Ci ha svelato in anteprima alcuni ospiti di Tutti Pazzi per la Tele, per poi parlare a ruota libera delle altre sue creature Rai, Tintoria e Pirati (che distingue accuratamente da Lucignolo) E, soprattutto, lui è l’unico in grado di risolvere un enigma cruciale: che fine ha fatto la sua dolce metà, Simonetta Martone? Lo ringraziamo ancora per la sua ironia e semplicità, tipica di chi non le manda a dire. Allo stesso Pistarino, reo di chiamarlo al cellulare per proporgli 90 battute su 100 non riuscite, mentre le rimanenti 10 possono andare.

Come si lavora con Antonella Clerici?

La Clerici è molto intelligente come professionalità. Se riesce a imparare il copione e stracciarlo è meglio, lei lo sa che non bisogna recitare mai. Se prendi un personaggio come il povero Funari, gli hanno scritto un copione e non era più Funari (si riferisce ad Apocalypse show ndr).

Svelaci qualche piccolo segreto. A Tutti Pazzi per la Tele ripescherete qualche meteora per la gioia di noi spettatori?

Certo, ci saranno personaggi che tornano. Per esempio quando vedi la sigla di Fantastico la Cuccarini girava intorno a un ballerino capellone, Manuel Franjo. Era sparito, noi l’abbiamo recuperato e lo vedrete in studio a ballare con lei. Ora ha un negozio di scarpe a Manhattan. Poi faremo venire anche i ragazzi di padre Tobia, uno sceneggiato per ragazzi. E li metteremo a confronto con I Ragazzi della 3a C. Così assisterete a una sfida tra anni ‘60 e anni ‘80.

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Insieme sul Due: con Milo Infante Marika Morelli (e la Leofreddi dietro le quinte)

pubblicato da Lord Lucas

insieme sul due guardi infante

Insieme sul Due, in onda da lunedì 8 settembre su RaiDue, vuole essere molto di più che un surrogato di Piazza Grande. Le due ore di trasmissione, dalle 11 alle 13, dal lunedì al venerdì, vedranno alla conduzione Milo Infante, definito da Michele Guardì “un presentatore europeo nonché nuovo grande personaggio della televisione”. Anche se rimpiange l’Italia sul Due dice di voler dare tutto se stesso in questa nuova sfida.

Il presentatore sarà coadiuvato da una redazione di cinque giornaliste: Paola Cambiaghi, Ingrid Muccitelli, Marika Morelli (tutte provenienti dalla scuderia La7, quest’ultima lanciata da Costanzo a Tutte le Mattine e poi passata a Verissimo) e le sorelle Laura e Silvia Squizzato. Stando a Diva e Donna, invece, Monica Leofreddi sarebbe stata arruolata come autrice, compensando così la sua disoccupazione da conduttrice. A mostrarsi fiducioso verso una delle tante novità del daytime di RaiDue è lo stesso Antonio Marano, direttore di rete:

“Questo prodotto è un po’ come un sogno chiuso in un cassetto che si realizza. Insieme sul Due è una trasmissione che nasce con lo scopo di parlare con la gente, e non per la gente: al pubblico televisivo della mattina, quello delle mamme, delle casalinghe e dei pensionati, un target spesso dimenticato, che però rappresenta la ‘pancia’ del paese, ed a loro noi vogliamo comunicare. Come aveva già fatto Gianfranco Funari con Abboccaperta”.

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LETTERA APERTISSIMA A FUNARI, DOVE SEI?

pubblicato da Italo Moscati

Gianfranco FunariScrivo sull’onda delle emozioni. Lo confesso. L’emozione per la morte di Gianfranco Funari è sincera; ma è sobria, spero onesta, spero equilibrata, spero profonda. Però sento che rischia di essere soverchiata dalla, anzi dalle emozioni. Dei funerali.
Li ho visti passare nelle tv. Questi funerali saturi di vacue preci.
Uno dopo l’altro. Giornalisti per i quali una morte di una star (della tv, del cinema, della cultura, della cronaca nera) è uguale a tutte le altre, mette in moto il vocabolario delle ovvietà.

Conduttori televisivi che hanno fino all’ultimo temuto la concorrenza della bocca più aperta, e sguaiata delle tv, e che si incipriano i pochi o molti capelli che hanno con le ceneri di Gianfranco (sarà cremato?). Dirigenti delle tv che in qualche caso lo hanno aiutato agli inizi e poi lo hanno abbandonato, e che (salvo i più veri e riservati dirigenti specie della Rai) adesso piangono lacrime di coriandoli sulla bara mediatica.Esperti e mediologi che ieri lo stigmatizzavano, lo affettavano, ne facevano salciccia e mortadella, e che oggi con l’occhio gravido di sperma commozionale danno prova di erezioni d’elogio che lasciano, anche in questo caso, a bocca aperta. Testimoni di geova della ipocrisia e soprattutto della incompetenza sempre mediatica, che alzano cachinni al cielo: come faremo senza il profeta dell’apocalisse show (che tutti bocciarono?), che sarà di noi?

Ma i più patetici- critici, opinionisti, presenzialisti a getto continuo che come il Gastone di Petrolini conservano il Tone ma non si attaccano alla cannella del gas- sono tutti coloro che la mettono in politica. Presentano in punta di lingua Funari (non lo dicono apertamente) come Grillo convertito alla rissa verbale e alle denunce; come lo scopritore e lanciatore della politica dal basso, dell’uso democratico del megafono misurabile a pollici, prima e meglio di Travaglio, Guzzanti Lei, Di Pietro e altri urlatori di piazza e di cortile; come sindacalista del pubblico brado, come populista a gettoni, le mani gesticolanti e la voce roca, le idee prese al volo, cotte e decotte nella improvvisazione nel pellegrinaggio ramingo nelle tv private o privatissime, dopo le censure e le cancellazioni delle Emittenti di tutte le Maestà che oggi, nell’ora della sua morte, amen, lo osannano, lo incensano, si inginocchiano.

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Ciao Gianfrà e Supervarietà, RaiUno e Italia1

pubblicato da Malaparte

Gianfranco Funari RaiUno e Italia1 omaggiano Gianfranco Funari.

Questa sera in prima serata, la redazione di Studio Aperto dedicherà su Italia1 uno speciale dedicato a Gianfranco Funari, dal titolo tutto romano Ciao Gianfrà.
Saranno presenti in studio Vittorio Sgarbi e Carlo Freccero, e ci saranno testimonianze di personaggi che hanno lavorato a vario titolo con Funari: da Maurizio Costanzo a Giuliano Ferrara, da Vittorio Feltri a Emilio Fede.

Anche RaiUno omaggia Funari, con Supervarietà alle 20:35: verrà proposto un montage di apparizioni televisive del conduttore.

Ciao Gianfranco

pubblicato da Hit

Ciao Gianfranco
Testimoniare se stesso per testimoniare la gente, il credo integrale di una vita professionale spesa sempre nell’onestà verso il suo pubblico, un pubblico che lo ha amato per il suo essere vero ed unico, un’originalità spesa anche contro il suo stesso interesse lavorativo, ma che lo ha fatto rimanere sempre coerente con le sue idee. Se n’è andato oggi sotto il grigiore di un’estate afosa milanese Gianfranco Funari, il conduttore più eretico della televisione italiana, ha scelto un addio silenzioso a dispetto del suo carattere fumantino ma allo stesso tempo dolce, come spesso avevamo potuto vedere quando in video rivolgeva le sue parole all’amata moglie Morena. Romano ma milanese d’adozione, Funari scopre la popolarità televisiva nazionale grazie all’allora capostruttura di RaiDue Giovanni Minoli, che dopo averlo notato su Telemontecarlo lo chiama alla seconda rete di stato per condurre il programma “Aboccaperta” dallo stesso Funari ideato e suo grande successo.

La trasmissione va in onda su RaiDue prima in seconda serata poi in prime time al venerdi sera. Un programma che metteva la gente comune a discutere dei più svariati argomenti, le chiacchere da bar messe dentro il tubo catodico, un’idea semplice ma vincente che porta Funari in vetta al gradimento del pubblico. Seguono poi le trasmissioni del day time come “Mezzogiorno è” sempre su RaiDue e la versione Mediaset su Italia 1 che si chiamava “Mezzogiorno italiano”. Diverse declinazioni del medesimo concetto: dare spazio alla gente. Personaggio geniale schietto e sincero, per queste sue qualità ha spesso dovuto pagare un prezzo altissimo che lo ha costretto a rimanere in panchina per molti anni, dovendosi accontentare di tribune regionali su emittenti locali, che gli hanno comunque permesso di continuare il rapporto con il suo pubblico.

Lo scorso anno la grande occasione con il ritorno in televisione su RaiUno con “Apocalypse show”, un programma costruito su se stesso che ora appare quasi come il suo testamento catodico. Il programma non ebbe un grosso successo, ma ci ha permesso comunque di vedere ancora una volta l’anima vera del personaggio Funari, un anticonformista, un uomo libero che ha messo sempre davanti a tutto le proprie idee, giuste o sbagliate che fossero. Un uomo la cui onestà professionale non credo si possa discutere. Nel video che Vi propongo subito dopo il salto, tratto proprio dall’ultimo programma andato in onda un anno fa, vediamo anche attraverso l’espediente di una intervista a se stesso, il lato più umano di questo grande personaggio che oggi ci ha lasciato. Segue un secondo video con un commento sulla scomparsa di Funari del critico televisivo del Corriere della sera Aldo Grasso rilasciato a Sky Tg24.

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E' morto Gianfranco Funari

pubblicato da Debora Marighetti

Gianfranco FunariGianfranco Funari si è spento questa mattina nell’ospedale San Raffaele di Milano, dove era ricoverato da mesi per gravi problemi cardiaci e polmonari.

E’ morto a 76 anni dopo una lunga carriera televisiva come conduttore e opinionista, dopo un esordio come cabarettista. Wikipedia ci aiuta a ricostruire la sua carriera: come conduttore debutta sul piccolo schermo a Telemontecarlo nel 1980, con il programma Torti in faccia, con una formula innovativa che propone contenziosi verbali fra categorie di semplici cittadini, formula che ripropone con successo nella seconda serata del venerdì di Rai Due, chiamato da Giovanni Minoli a condurre Aboccaperta (1984).

Nel 1987 inizia a condurre su Rai Due la trasmissione Mezzogiorno è, che andrà avanti per tre stagioni nella fascia meridiana, fino a quando, a causa dell’invito fatto a La Malfa e non gradito dai vertici dell’azienda, viene allontanato; riprenderà ad arringare il pubblico mettendo i politici alla gogna, sulla stessa falsariga e secondo il suo stile ormai delineato, con Mezzogiorno italiano su Italia 1 (1991). Dal 1988 al 1990 è il testimonial di uno spot pubblicitario della carne in gelatina Manzotin. Dal 1992 al 1995 Funari ha girato un altro spot pubblicitario per il quotidiano L’Indipendente. Nel periodo di Mani Pulite, la critica politica dei programmi di Funari si fa molto più serrata, attaccando ancora di più i partiti coinvolti negli scandali. Successivamente intervista, su questi temi, Bettino Craxi, condannato in contumacia, ad Hammamet.

Di recente è stato protagonista di Apocalypse Show, programma che ne celebrava il ritorno in Rai ma che non ha avuto il successo sperato.

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APPUNTI SULLA POST TELEVISIONE (19) - ELOGIO DEI RIFIUTI E DEI FLOP

pubblicato da Italo Moscati

Simona VenturaCari miei, non stiamo messi bene. E’ tempo di bilanci e scopriamo che se Dio è morto noi telespettatori non ci sentiamo meglio. Siamo morti di stanchezza. Dopo l’Apocalisse a metà flop per uno tra Diego Cugia e Gianfranco Funari; dopo lo scassamento di balle western di “Wild West” della mai silente Alba Parietti; dopo il fuori di testa di “Colpo di genio” a cura della spremiata ditta Del Noce (che aveva cominciato meglio) e Simona Ventura (i sogni di mattatrice spesso son desideri come nella canzone di un celebre film di Disney); dopo… eccetera eccetera, ci troviamo a fine stagione di “garanzia” così si chiama (”garanzia” di che?) a leccarci le ferite sulle mani vuote.
“Garanzia” di qualità? Come siamo ridotti, mamma mia. La consolazione qualcuno la trova in qualche stagionato documentario storico (da mascella slogata a furia di sbadigli) o in qualche speranza ancora lontana: san Bob Benigni salvaci tu con il Dante sciacquato in acque toscanacce, mentre Carmelo Bene dal cielo o da dove si trova si affaccia perplesso ai merli della Torre degli Asinelli di Bologna tra i quali recitò indimenticato i versi del Gran Poeta, oggi tappabuchi nazionale. Si guarda al futuro perchè il passato è mesto e il presente è lesto a rovinar serate e a crear equivoci di stagione con qualche film recuperato dai magazzini della critica lodante e qualche tentativo di sit comedy che più sit, seduta, non si potrebbe, dai colpi di genio si richia di prendere insolazioni con i “Colpi di sole“. Comunque, auguri ai debutti sperimentali o speri…colati, insomma molto poco mentali in senso giusto.
Mi pare che non ci siamo. Non tanto per colpa degli autori, quanto di chi comanda, dei produttori e dei dirigenti. La sorte delgi autori sta, come dimostrano le grandi storie dello spettacolo e della cultura del Novecento, in braccio a chi produce e dirige; gli autori solo in pochi casi sono in grado di scuotere il servaggio, solo pochissimi strappano con talento e astuzia spazi creativi, ampliandoli. Chi gira vuoto spesso sono i megacapi che procedono, quando va bene, per aggiustamenti progressivi o regressivi (l’Apocalisse). Di Antonio Serra ce n’è uno e pochi altri, i restanti se non son nessuno sono amici di Nessuno con la maiuscola (i megacapi che parlano fitto fitto sui giornali per dirci quando sono bravi e come sono malcompresi).
Che si fa? Ricette non ne ho. Leggo però nel libro “Fare storia con la televisione“, a cura di Aldo Grasso, edizioni Vita e Pensiero, un capitolo a firma di John Ellis, professore di Media Arts a Londra. Balsamo per le mie ferite. Balsamo per le mie attese legate, come si sa, a “Viziati 2- La Tv ha un grande futuro alle spalle” ,senza punto interrogativo, che andrà in onda dal 10 luglio alle 23.30 su Rai3.

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Apocalypse Show - Atto Finale (e le parole di Travaglio)

pubblicato da Malaparte

Apocalypse Show - Gianfranco Funari Si è chiuso - va detto: finalmente! - uno dei flop più clamorosi della storia della RAI. Parliamo, ovviamente, di Apocalypse Show, poi divenuto Vietato Funari (con giochino di parole da brividi).

Va detto anche che il sottoscritto ha difeso entusiasticamente il prodotto, nonostante la debacle iniziale. L’ho difeso prima dell’accanimento terapeutico della rete che lo ha portato mestamente all’ennesima, ridicola sconfitta annunciata - non ci vuole certo il Fantashare per stabilirlo - contro La Corrida. E, soprattutto, l’ho difeso prima del cambio in corsa. Ora, nel merito, ci giunge da Mascal la segnalazione di un pezzo di Marco Travaglio apparso sul numero 21 di Anna. Ringraziamo per la segnalazione (vi ricordiamo che potete sempre scriverci alla nostra mail dedicata ai suggerimenti) e vi riportiamo il brano, ampiamente condivisibile a parere del sottoscritto.

In esso si pone, fra le righe - ma nemmeno troppo - la questione delle responsabilità: chi è veramente colpevole di un flop televisivo?

Cugia nel suo genere è un genio. Come Funari nel suo. Il guaio è che i loro generi fanno a pugni.
Il pubblico di Cugia non è quello di Funari, e nessuno dei due pubblici coincide con quello familiar-conformista del sabato sera di Rai Uno, allattato per anni a quizzettini e ballettini scemi. Parlare a quel pubblico del tracollo ambientale, della camorra, dell’invecchiamento delle classi dirigenti e della questione morale è come pronunciare la parola cultura a Buona Domenica.

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La battuta del giorno: Alba Parietti riesuma Grimilde

pubblicato da Lord Lucas

parietti ospite vietato funariE’ accaduto quello che temevamo. Alba Parietti ha disseppelito il cadavere Grimilde, nel bel mezzo di un altro relitto catodico come Vietato Funari.

Funari: Che farai nella prossima stagione?

Parietti: Vorrei fare un programma ma non lo posso dire perchè non riguarda questa rete. In realtà è un programma che ha avuto grande successo e proprio per questo non vogliono farmelo fare.

Ora, che qualcuno le dica una volta per tutte che Grimilde non è stato un grande successo, che è andato in onda dalle 21.30 a 00.30, esperimento scellerato in qualsiasi periodo di garanzia di Italia1 e adottato unicamente una domenica di giugno come folle controprogrammazione dei Mondiali. E’ stato uno di quegli eventi eccezionali che, appunto, non devono più ripetersi vista l’impensabilità di intervistare Wanna Marchi e figlia con i suggerimenti via auricolare di Flavia Vento (e gli ascolti erano ovviamente pompati dal manipolo di ospiti reclutato per l’occasione oltre che dal calibrato sbrodolamento nella durata) .
Grimilde rimarrà nella trash-memoria di ognuno di noi, soprattutto per il bacio saffico di Alba e Luxuria, ma di certo Luca Tiraboschi lo ha già relegato tra i suoi peggiori incubi. E, si spera, archiviato per sempre.

Funari riceve il Tapiro D'Oro e accusa Cugia

pubblicato da Gabriele Capasso

Gianfranco Funari riceve il Tapiro D'oroNella puntata, attualmente in corso, di Striscia La Notizia l’inviato Valerio Staffelli ha consegnato il Tapiro D’Oro a Gianfranco Funari dopo il fallimento (ormai più che conclamato) del suo Apocalypse Show.

La sua reazione è stata amara più che rabbiosa, la rassegnazione regna sovrana nel solitamente combattivo giornalista romano, che comunque non si assume di fatto la responsabilità del flop lanciando accuse durissime all’ex-autore Diego Cugia. Nelle sue parole c’è il totale svilimento del lavoro anche passato di Cugia, in particolare quello fatto per Rockpolitik e per Celentano. Una scelta non certo coraggiosissima per Funari, difficile pensare che un personaggio come lui abbia delegato così tanto del suo show in prima serata ad un autore, per quanto importante e quotato. Difficile sapere quanto ci sia di vero.
Queste sono state le sue parole:

Ci sono stati attriti ideologici con Cugia. Lui voleva che io ‘eseguissi’ il programma. La prima puntata l’ho fatta senza dire una mia frase. Nella seconda ho fatto solo un pezzettino di 5 minuti: ero solo un ospite. Alla terza ho mandato tutto per aria. Cugia mi risultava un grandissimo autore, poi mi è risultato…una cosa diversa. Per esempio aveva firmato lo spettacolo di Celentano ma non erano suoi i monologhi. Celentano se li faceva da solo. Se tu allo spettacolo di Celentano gli levi i monologhi, buonanotte ai suonatori! Ormai non c’è più niente da fare, quando uno spettacolo è rifiutato alla seconda puntata non lo raddrizzi più. Il sabato la gente si vuol divertire e con me la gente non lo può fare: mi guarda e si può incazzare…Mai ho passato nella mia vita un momento più brutto di questo. La responsabilità è mia: ho accettato un autore sbagliato, in un momento sbagliato, in un giorno sbagliato.

I riti voodoo della televisione

pubblicato da Malaparte



Giampiero Solari, con buona pace delle recenti scelte di RaiUno, Ballandi & C., non basta a resuscitare il cadavere di Apocalypse Show renamed, che non si scolla da quel 12% (sfiora il 13%, a dire il vero, ma non vorremo metterci a valutar queste quisquilie, vero?). Questo significa che i riti voodoo non sempre funzionano e che un programma del genere non si risolleva con un cambio della guardia autoriale che alla fine cambia ben poco. Abbandonato anche da Fabio De Luigi e Ester Ortega, i quali, come si legge in una nota diramata dall’ufficio stampa della RAI (saggiamente)
in considerazione del nuovo percorso intrapreso dalla trasmissione e in pieno accordo con Raiuno e la Ballandi Entertainment, hanno deciso di concludere la loro esperienza all’interno dello show

Funari continua a racimolare risultati scadenti e deludenti. Come deludente sarà apparsa ai pochi spettatori attenti l’ospitata di Gigi D’Alessio, che a molti sarà parsa come una sorta di par condicio dopo il duro attacco, sebbene quasi “senza nomi” di Federico Salvatore della prima puntata. Adesso aspettiamo tutti, detrattori e difensori, che il programma subisca la sua unica, plausibile sorte.
In linea con il flop di RaiDue (l’ennesimo, questo) Votantonio, che lascia spazio a Voyager - Ai confini della conoscenza dopo appena una, deludentissima, puntata.
Haiti non sarà dietro l’angolo, ma forse toccherebbe che qualcuno ci facesse un giro per imparare, almeno, i veri riti voodoo.

Flop - Le (mie) risposte alle domande

pubblicato da Malaparte



Le domande poste da Angelo Ferrari - volutamente provocatorie - hanno suscitato un buon interesse nei nostri lettori e, come promesso, richiederebbero anche una mia risposta. Ovviamente personale e come tale opinabile.
Tuttavia, prima di procedere a rispondere cercando di fare un discorso un minimo coerente, occorre fare una premessa: i flop di RaiUno, effettivi e recenti, sono due. Colpo di Genio e Apocalypse Show. Le ragioni dei flop sono, secondo il sottoscritto, differenti e meriterebbero un’analisi a parte. Certo è che ci si trova di fronte a un’apparente applicazione di due pesi e due misure molto diversi: il primo, chiuso. Il secondo, confermato e rivoluzionato (come sapete, si chiama ora Vietato Funari). Voglio sperare e immaginare - anche perché non trovo altra logica, e non vorrei pensare, dietrologicamente, che ci sia altro sotto - che questo dipenda da ragioni contrattuali che permettono alla direzione un comportamento con Endemol-Ventura e un altro con Ballandi-Funari. Pronto a essere smentito, ovviamente. Com’è ovvio che non giustifico in alcun modo l’esistenza di dette ragioni contrattuali. Detto ciò, procediamo.
E’ assolutamente ovvio che una sequenza di flop fa sì che le responsabilità ricadano sulla dirigenza (è il caso della ormai perenne crisi d’ascolti di RaiDue, per esempio). Qui ci troviamo in una situazione intermedia, e le responsabilità sono da ricercarsi sia a livelli dirigenziali sia a livelli creativo/produttivi (nell’immagine, Fabrizio Del Noce. Che, in merito, ha rilasciato un’intervista a Repubblica). Questa è una mia convinzione, mi pare supportata da fatti: l’Auditel è l’unico elemento a disposizione per misurare il gradimento del pubblico, e al suo giudizio ci si deve attenere. Il pubblico boccia, quindi il programma non piace. Quindi ci sono scelte sbagliate, autoriali, editoriale, di collocazione, ecc. Inutile individuare capri espiatori: piuttosto si dovrebbe fare un sano e costruttivo esame di coscienza.

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Angelo Ferrari e le domande (sul flop Funari e altro)

pubblicato da Malaparte

Angelo Ferrari In seguito al flop-Apocalypse Show, e prima che venisse diramato l’annuncio della sostituzione di Cugia con Solari, Angelo Ferrari, noto autore televisivo, poneva una serie di domande che mi piace riproporvi nella spranza di generare un dibattito costruttivo. Cercherò di dare le mie risposte a queste domande in un post futuro. Intanto, se vi va, cimentatevi anche voi.

1-Vista la sequela di flop che sta collezionando Raiuno… sarà ancora una vola colpa degli autori o qualcuno comincerà a sospettare che anche la direzione di rete ha le sue responsabilità?
2-Flop per flop, quanti Colpi DI Genio ci stanno nel budget di Apocaliypse Show?
3-Davvero qualcuno sperava che una iniezione di anziani (Bongiorno, Monicelli, Bennato) avrebbe risollevato gli ascolti di un programma dove l’assunto è che tra un po’ tutti moriremo?
4-Quali sarebbero le idee e i contenuti tanto particolari di questo programma? E le novità?

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Funari cambia - Via Cugia, dentro Solari

pubblicato da Malaparte

Gianfranco Funari e l'acqua Diego Cugia non è più l’autore di Funari. Apocalypse Show ora si chiama Vietato Funari. Al posto di Cugia, Giampiero Solari, altra firma storica delle produzioni Ballandi. L’operazione è di quelle da golpe - un po’ come avvenne con l’avvicendamento che portò la De Filippi sul trono di Uno, due, tre Stalla! al posto della Ercolani - e da far tremare i polsi persino a un irriducibile funariano come il sottoscritto.

C’è bisogno di spiegar perché? Bene. Proviamoci. Dunque, Funari ritorna in RAI dopo un confino durato un’eternità, roba che in confronto Biagi è stato veramente a farsi una vacanza. Poi finalmente gli danno il suo show di prima serata, insieme a Cugia. L’obiettivo è quello di fare qualcosa di diverso - nei limiti del varietà-Ballandi-style -. E qualcosa di diverso ci sarebbe anche, come testimonia la prima diretta-blog della prima puntata. Con alcuni aggiustamenti da fare, chiaro.

Invece, ecco la debacle nella seconda puntata: 12%, roba che a RaiUno in prima serata abbassa di parecchio una media di rete pur molto alta, in questo periodo. Ma nonostante tutto, Del Noce e Giancarlo Leone lasciano piena fiducia a Funari. E poi il fattacio.

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