
Anche ieri Colorado su Italia 1 ha confermato il proprio successo di pubblico registrando un ascolto superiore ai 3 milioni di telespettatori e oltre il 14% di share. Proseguiamo la carrellata di comici del varietà condotto da Nicola Savino e Rossella Brescia e oggi, in due post differenti, ve ne presenteremo altri due. In questo articolo, l’intervista a Gigi & Ross (celebri per le loro parodie delle Iene, di Tiziano Ferro e degli Zero Assoluto) al secolo Luigi Esposito e Rosario Morra.
Siete famosissimi sin dai tempi di Zelig e della Gialappa’s. Per voi non c’è bisogno di presentazioni.
“Ma anche voi lo siete! Ogni giorno sono su TvBlog, lo leggo sempre, ho anche la vostra app sull’Iphone. E spesso seguo il liveblogging di X Factor perchè a me e mia moglie piace questo programma.”.
Ecco, così ci mettete in imbarazzo… Parliamo di voi, non vi vediamo sui canali nazionali dai tempi della Gialappa’s…
“Abbiamo iniziato a Zelig Off, poi siamo arrivati a Zelig e successivamente siamo approdati alla corte della Gialappa’s. Siamo stati due anni con loro presentando le parodie di Tiziano Ferro, degli Zero Assoluto, Notre Dame e parallelamente abbiamo portato avanti il progetto di Made in Sud. Questo è un programma già alla quarta edizione che conduciamo su Comedy Central in cui presentiamo una squadra di comici napoletani e non, principalmente del sud. Un modo per dare un’alternativa al grosso della comicità che come noto risiede al nord e in particolar modo a Milano”.
Da quanto vi conoscete voi due?
“Da oltre 10 anni. Tutto è partito per caso, frequentavamo l’Accademia del Teatro Bellini a Napoli ed eravamo attori seri. Immaginate noi a fare Shakespeare…! (ride ndr). Anche allora avevamo quell’ironia che non ci manca adesso e abbiamo costituito un quartetto con il quale abbiamo vinto il Premio Massimo Troisi. Poi, sciolto il quartetto, io e Ross, abbiamo lavorato in una radio locale; poi con Pippo Pelo siamo andati a Radio Kiss Kiss e da lì tutti i Laboratori tramite i quali siamo arrivati a Zelig. Le nostre Iene sono nate proprio in radio e poi proposte in tv su Rai 3 a Tintoria“.
E come siete arrivati a Colorado?
“E’ capitato che alcuni di quei comici, per esempio quello che fa l’Incazzatore Personalizzato o Mariano Bruno siano stati chiamati qui e hanno chiamato anche noi, avendoci visto a Mai Dire. Per fortuna è andata bene, anche se sono meccanismi diversi quelli di Zelig, Mai Dire e Colorado.”

Non hanno commentato Sanremo. Non commentano i Mondiali su RadioRai (pareva che alla fine sarebbero approdati su Radio Deejay, dove però hanno uno spazio dalle 13 alle 14 con Mai DeeJay Gol e invece a commentare sono su RTL 102.5). E ora l’ennesima puntata della saga Gialappa’s Band vs. RAI.
Già, perché in radio, su Radio2, resisteva ancora Marco Santin, con il suo Grazie per averci scelto. Solo che - ingenuità? buona fede? polemica volontaria? provocazione? - Santin, l’altro ieri, in chiusura di trasmissione ha detto:
E’ mezzogiorno e mezza, fra poco raggiungo i miei compari su Radio Deejay e più tardi commenteremo la partita su Rtl 102.5
Difficile pensare, conoscendo le vecchie volpi gialappiche, che possa trattarsi davvero di ingenuità o buona fede. Tant’è, il direttore di Radio2, Flavio Mucciante, ha deciso che da ieri il programma non sarebbe più andato in onda. E così, siamo agli avvocati, ovviamente. Santin non parla. Mucciante sì.
Continua a leggere: La RAI cancella Santin - Continua la saga Gialappa's

>Anche Adolf Hitler, nel bunker berlinese dal quale assiste all’inesorabile avanzata dall’Armata Rossa, perde le staffe per la cancellazione di Rai Dire Sanremo dai palinsesti di RadioDue. Il programma della Gialappa’s Band, che da 9 anni commentavano con feroce sarcasmo il Festival di Sanremo, è stato eliminato dal nuovo direttore Flavio Mucciante, convinto che si possa fare a meno dell’apporto di Marco, Carlo e Giorgio.
In realtà, nella tristezza che la prima serata del Festival ha ingenerato in molti telespettatori, è stato proprio l’irriverente commento della Gialappa’s a mancare di più. Non osiamo nemmeno immaginare come avrebbero raccontato la conduzione di Antonella Clerici e buona parte delle canzoni in gara, sappiamo solo che sarebbe stato molto molto divertente, a tratti liberatorio. Ad ogni modo il video con lo sfogo di Hitler di fronte ai suoi generali impegnati in una disperata difesa di Berlino, tratto dal film La Caduta, già oggetto di decine di parodie dalle tematiche più disparate, è stato sfruttato anche per “commentare” la scomparsa di Rai Dire Sanremo.
Che dire? Siamo d’accordo con (questo) Hitler.
Continua a leggere: Rai dire Sanremo cancellato: si arrabbia anche Hitler

Dopo 9 anni salta Rai Dire Sanremo, la “diretta” radiofonica del Festival commentata dalla Gialappa’s Band su RadioDue. La decisione, un po’ un fulmine a ciel sereno, priva l’evento televisivo dell’anno di un altro essenziale contorno dopo la confermata sparizione del Dopofestival che venne decisa nella trionfale edizione condotta da Paolo Bonolis lo scorso anno. La Gialappa’s, capace di raccontare e spesso di costruire attraverso la radio momenti memorabili nelle edizioni precedenti, pagano il restyling condotto dal direttore di RadioDue Flavio Mucciante.
Mucciante ha imposto un’autentica rivoluzione ai palinsesti con una lunga serie di nuove produzioni (e conseguenti inspiegabili tagli di programmi come Condor di Luca Sofri e Matteo Bordone), ora la sua longa manus si abbatte anche sul trio composto da Marco Santin, Carlo Taranto e Giorgio Gherarducci.
Difficile rimanerne contenti della sostituzione di Rai Dire Sanremo con una “speciale programmazione” del programma Moby Dick condotto da Silvia Boschero e John Vignola, con Carlo Pastore e Brenda Lodigiani (voci di “Traffic”) inviati dietro le quinte. Speriamo solo che non si tenti di scimmiottare il formato della Gialappa’s e si provi a fare qualcosa di diverso, anche se inevitabilmente meno divertente. C’è di che essere scontenti a priori e soprattutto preoccupati: mancano pochi mesi ai Mondiali di Calcio, dobbiamo scordarci anche Rai Dire Gol?
Parte da domani, 24 Febbraio, su Italia alle 22.10 una nuova edizione dello show condotto dal Mago Forrest e dalla Gialappa’s Band, stavolta si tratta di Mai Dire Grande Fratello Show, riedizione del più recente Mai Dire Martedì. Per 9 settimane le voci fuori campo più famose della tv italiana raddoppieranno il loro impegno su Italia 1 affiancando questo format alla versione classica di Mai Dire Grande Fratello del lunedì.
La maggiore novità di questa stagione è la presenza di Lola Ponce, (qui la sua gallery fotografica, qui quella del suo calendario 2009) la cantante argentina trionfatrice al Festival di Sanremo 2008, affiancherà il Mago Forrest nella conduzione del programma. Il cast sarà come sempre ricchissimo, con molte conferme rispetto all’ultimo Mai Dire e qualche novità. Gigi e Ross, dopo il successo ottenuto con le parodie di Tiziano Ferro, gli Zero Assoluto e Gigi D’Alessio, prenderanno di mira altri personaggi, tra cui l’attore Alessandro Bergonzoni. Natalino Balasso ritornerà a lavorare con la Gialappa’s, stavolta interpreterà i personaggi che “vivono” all’interno delle opere d’arte di importanti pittori, come Caravaggio, Giotto e Goya.
Altro ritorno sarà offerto dalla coppia formata da Corrado Nuzzo e Maria Di Biase, con una mini fiction ispirata a Salvate il Soldato Ryan. Attesissime le nuove puntate di Sensualità a Corte, ideate da Marcello Cesena per Mai Dire sempre in attesa del film annunciato nei mesi scorsi.
Continua a leggere: Dal 24 Febbraio parte il nuovo Mai Dire Grande Fratello Show con Lola Ponce
Raramente è capitato, nel corso degli ultimi Festival di Sanremo, che i conduttori sul palco si ricordassero di chi segue la kermesse in radio e non in tv. Tra tutte le varie dirette che si possono seguire da una stazione all’altra, è diventata ormai un cult quella che la Gialappa’s Band -da martedì in onda su Italia 1 con “Mai dire grande fratello show”- propone ogni anno su Radiodue con “Rai dire Sanremo”.
Come anche per i grandi eventi calcistici (leggasi europei e mondiali), il trio formato da Marco Santin, Giorgio Gherarducci e Carlo Taranto dissacrano la pomposità di un palco così inquietante per chi lo calca con una noncuranza disarmante, ma irresistibile per chi non regge tre ore di Festival puramente “televisivo”.
La formula del programma è in realtà una non-formula: così come sarà capitato a molti di noi in questi giorni davanti alla tv con amici e parenti, i tre ragazzacci di Mediaset -prestati alla Rai quasi senza rendersi conto dell’enorme favore che viene fatto all’azienda concorrente- possono passare dal commento vero e proprio del Festival ad una chiacchierata sulla giornata sanremese appena trascorsa, puntando con qualche battuta, a volte anche pesante, i cantanti in gara e le loro esibizioni, spesso e volentieri “coperte” dalle voci di conduttori ed ospiti (quest’anno tale sorte è toccata a Marco Carta e Sal Da Vinci, ma mai un brano è passato integralmente senza essere graffiato dai gialappi).