Gene Gnocchi porta su Raidue in questo inizio di stagione la vera satira e la vera comicità televisiva. In un programma che si è trasformato, scusate il francescismo, come la cacca in risotto. Partito dall’oblio della nullità televisiva di terza serata, oggi Artù si è trasfigurato in un ottimo programma di intrattenimento.
Legatissimo all più stretta attualità, vede questo surreale (ma reale) confronto tra ospiti con professionalità molto diverse in un gioco talk capeggiato dal Giudice Supremo (il simpatico Grillini in questa puntata) che valuta le doti oratorie di ognuno con voti e proclamazione finale. A co-condurre il programma, la Canalis (gallery) che non ti aspetti. Sexy come non mai è apparsa ieri in una mise da sado cow girl su musica dance sfacciata. Un delirio godereccio senza fine. E poi parla, e poi c’è sia con il corpo che con la testa. Brava.
Si balla sui tavoli sulla musica di “American Idiot“dei Green Day che tanto assomiglia alla “Ruota della fortuna” che decide a random (diciamo) l’argomento o il gioco da trattare (momento musicale troppo frequente, forse), gli ospiti che sono anche aspiranti opinionisti in gara hanno il tipico cartellino con nome di “Ok il prezzo è giusto” e continue parodie sfacciate di altre trasmissioni televisive: le domande fondamentali per la vita dell’uomo dell’Italia sul due, le foto significative de “Il senso della vita” e il gioco finale in cabina e cuffie che mette in sfida Gene Gnocchi contro il vincitore della puntata per guadagnarsi il posto fisso da conduttore. Identico a Telemike.
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Questa sera alle 23:40 circa su Raidue prenderà il via con la prima scoppiettante puntata la nuova stagione di Artù il talk-info-game-talent di Raidue condotto da Gene Gnocchi, Elisabetta Canalis e la partecipazione di Gabriella Germani.
Come ampiamente descritto nel post dedicato alla presentazione del programma, Artù si prefigge quest’anno l’obiettivo di trovare e formare nuovi opinionisti da piazzare nei talk show della televisione. Il tutto attraverso un game per arrivare a fregiarsi del titolo di “Opinion King”. Grandi ospiti per la prima puntata: Daniela Santanché, il cantautore Max Gazzè, la scrittrice venuta alla luce coi blog Pulsatilla, la showgirl e vincitrice dell’Isola dei Famosi Lory Del Santo e il canottiere Rossano Galtarossa, fresco medagliato alle Olimpiadi di Pechino.
Per arrivare a vincere il titolo i cinque dovranno sottoporsi ad una serie di prove quali il talk show pomeridiano, la foto-intervista trabocchetto e persino per colui che si qualificherà il migliore, la penalizzazione di essere sostituito con Gennaro Rambone, opinionista napoletano citato dal New York Times. A giudicare i cinque opinionisti, una figura d’eccezione: il presidente onorario dell’Arcigay Franco Grillini.
In occasione della presentazione di Artù, nella quale debutta in Rai come co-conduttrice a fianco di Gene Gnocchi, abbiamo posto alcune domande ad Elisabetta Canalis.
Hai appena festeggiato 30 anni. Qual è dal punto di vista professionale il tuo ricordo migliore o il rimpianto ?
“Ho sempre lavorato, non mi sono fermata mai. Ho fatto programmi che mi hanno soddisfatto, in alcuni sono riuscita di più, in altri magari meno facendo come umanamente comprensibile degli errori. Sono tutte esperienze che poi servono a formarti e a maturarti“.
Ora sei passata da Controcampo ad Artù, dal calcio all’intrattenimento…
“In realtà Controcampo l’ho fatto in tutto per tre anni, poi ho smesso e mi hanno richiamato per altri due anni. Insieme a controcampo ho fatto altri programmi che comunque mi hanno sempre legata all’intrattenimento. Voglio fare i complimenti a questo proposito ad Abatantuono per l’ultima giornata di campionato (scherza ndr). Con Gene abbiamo un grande feeling e lo vedrete in onda“.
Il tuo ruolo in Artù sarà dunque quello della co-conduttrice?
“Sì affiancherò Gene durante la trasmissione e mi occuperò di temi a sfondo sociale. Nella prima puntata il tema sarà una giornata con un anziano.”
Da giovedì 18 settembre in seconda serata su Raidue torna Artù, il talk show dissacrante e inusuale condotto quest’anno da Gene Gnocchi ed Elisabetta Canalis con la partecipazione di Gabriella Germani. L’anno scorso lo studio era rappresentato da una grande tavola rotonda dove sedevano ospiti e conduttore, questa edizione invece ci sarà una specie di ruota della fortuna attraverso cui si potranno stabilire gli argomenti di cui gli ospiti dovranno discutere e cimentarsi. (Gallery)
Artù è il primo talk-game-talent-info-show della televisione e si prefigge un compito importante: scoprire e formare i nuovi opinionisti dei talk show in onda su tutte le reti, da Porta a Porta, a La Vita in Diretta, a Matrix ecc. La presentazione ufficiale della nuova edizione di Artù si è tenuta ieri mattina a Milano con la presenza del cast e del direttore di Raidue Antonio Marano che come sempre ha inaugurato la conferenza.
“Artù non è una novità visto che è andato in onda anche lo scorso anno anche se quest’anno si presenta con parecchie innovazioni la cui più importante è l’arrivo a Raidue di Elisabetta Canalis che per me che sono milanista è come avere in squadra Ronaldinho. Inoltre, può contare su uno dei pochi personaggi della televisione che abbia la capacità di sapere entrare in modo leggero ma allo stesso tempo forte in una situazione di talk: Gene Gnocchi. E’ un personaggio su cui noi CI abbiamo sempre creduto. Il programma di quest’anno avrà un nuovo regista, Rinaldo Gaspari, uno che di varietà e talk se ne intende ed è prodotto internamente alla rete realizzato negli studi di Via Mecenate della Rai.“.
Se Raiuno ne ha quattro di Grazie, avvenenti e rampanti, Canale 5 aggiunge a una scuderia di signore del prime time un’ex velina più quotata di altre. Stiamo parlando di Elisabetta Canalis, sindacalista delle Ricci’s angels che il 12 settembre festeggia la bellezza di trent’anni.
Da Mediaset ha sempre avuto tutto: un ruolo di primo piano - mica da valletta muta - a Controcampo, incursioni di punta come volto femminile di Italia 1, da Mai Dire a Ciro il figlio di Target passando per Le Iene. Una conduzione sperimentale con Maddalena Corvaglia di Striscia la Notizia (sono le uniche ex-veline ad aver fatto il grande salto risultando le più amate della categoria). Poi, l’anno scorso, è arrivato il Festivalbar, in tandem con il figo Enrico Silvestrin e il buontempone Giulio Golia.
Ora che le feste calcistiche sono finite e la Blasi non si schioda dalle Iene che ne sarà della Canalis? Di certo non cadrà nel dimenticatoio, visto che ha saputo gestire alla perfezione gli impegni della prossima stagione. Da una parte manterrà i contatti con Italia 1, che la farà recitare in Medici Miei dopo il debutto in Love Bugs 2, dall’altra sbarcherà su Raidue per darsi una rinfrescata di immagine. Non più una gnocca tra tante, ma una primadonna di tutto rispetto al fianco di una personalità brillante della tv di stato:
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Una stagione “a tutta nicchia” per Gene Gnocchi, che smessi i panni del maggiordomo di SuperSimo si dà alle rubriche per pochi eletti. Dopo l’avventura di Artù, non particolarmente impressionante, nella prossima stagione non si accontenterà della seconda serata. La domenica mattina, infatti, si appresta a una nuova sfida culturale, peraltro in contemporanea con l’altra scommessa della musica lirica su RaiTre. Dagli inizi di novembre arriva Il Criticone, in onda da una carrozza dell’ultimo vagone di un vero treno, in viaggio nell’hinterland milanese.
“E’ un programma sperimentale, nato da un’idea mia e del vicedirettore di rete Pasquale D’Alessandro. Più che parlare di libri o dare consigli di lettura in base a un cliché professorale e stucchevole, metteremo in primo piano la gente che scrive, visto che in questo Paese scrivono un po’ tutti. Proveremo a indagare nel sottobosco molto interessante di coloro che pubblicano a loro spese, organizzano circoli culturali o premi improbabili. Ci confronteremo con la gente che sale sul treno e leggeremo anche brani: e questo potrà produrre effetti involontariamente comici”.
Forse il primo programma on the road nella carriera di Gene, più in stile Chiambretti che della sua comicità “comodamente seduta in poltrona”. Ma il volto più irriverente di RaiDue non rinuncia ad Artù, che tornerà il 18 settembre con una primadonna mica da nulla: Elisabetta Canalis. La giovane showgirl Mediaset ha, infatti, lasciato Controcampo e l’intrattenimento del Biscione (ma la vedremo su Italia 1 nella sitcom Medici Miei) per fare un salto di qualità con Gnocchi. E quest’ultimo, per una volta, si mostra serio quando c’è da riabilitarla:
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Elisabetta Canalis starebbe per lasciare Mediaset: come a dire, un’icona che se ne va.
Nonostante i rumor che l’avrebbero voluta addirittura dietro la scrivania di Striscia la Notizia, dopo il suo addio a Controcampo, l’ex velina sarebbe pronta per il salto in Rai, su RaiDue per la precisione (via Il Giornale).
Il secondo canale RAI, come notano i nostri lettori nei commenti, sta diventando una sorta di ufficio di collocamento per ex veline (la Canalis si aggiungerebbe a Corvaglia, Palmas e Lanfranchi)
La Canalis dovrebbe avere un ruolo forte accanto a Gene Gnocchi nella seconda serata di Artù: il bel programma rimasto sotto la media di rete nella passata stagione potrebbe beneficiare di un volto - e di un corpo - molto amato dagli spettatori della generalista, e per Elisabetta si tratterebbe di un importante banco di prova che la lancerebbe, in futuro, verso la conduzione di qualcosa che non sia il Festivalbar, verso ruoli diversi da quelli dell’ospite di lusso e della sit-com made in Canale5.
Dopo il salto, il congedo con tanto di commozione a Controcampo, ripreso proprio da Striscia e la sua gallery di immagini.
Chi dice che i comici devono stare scomodi a tutti i costi? A Gene Gnocchi piace fare satira comodamente seduto in poltrona, al cospetto di una tavola rotonda. Lui recita i panni di Artù ma il vero Cavaliere si intravede appena sullo sfondo, con la fin troppo abusata posa in bandana.
Senza mettere in mezzo un candidato premier per la par condicio, si sa, non è la stessa cosa, soprattutto se il tuo repertorio migliore ci campa da una vita. Di satira politica con gli attributi manco a parlarne, visto che basta e avanza Anno Zero. E allora non rimangono che le chiacchiere da condominio, di cui il nostro è sempre stato un maestro elevando la vecchietta del pianerottolo a musa ispiratrice.
Giovedì Gnocchi: la pietanza non cambia. Basta ripescare i buoni propositi della vigilia di un debutto tv per poi appurare la loro totale incongruità con gli obiettivi raggiunti. In occasione della conferenza stampa di Artù, Gene Gnocchi era stato irremovibile su un punto:
“I tuttologi hanno fatto il loro tempo. Inviteremo personaggi coerenti all’argomento trattato, che siederanno attorno a una tavola rotonda”.
Continua a leggere: Bye Bye Artù e la tavola rotonda (con i soliti vips)
Chiediamo venia per l’attesa, ma qualche giorno fa ci ha scritto un lettore sottoponendoci una richiesta molto interessante:
Gentile redazione di TvBlog, vi leggo regolarmente ormai da moltissimo tempo, e volevo da voi un aiuto su uno strano “caso”.
Nonostante la mia giovane età (23 anni) ricordo molto bene un telefilm trasmesso da Italia 1, Vicini di casa, datato presumibilmente 91/92. A volte penso di averlo sognato, visto che in rete è impossibile trovare qualcosa su questo telefilm, se non questa (praticamente inutile) paginetta su IMDB http://www.imdb.com/title/tt0475486/.
Nessuna sigla su YouTube, nessuna voce su Wikipedia, nessun episodio sui programmi di file sharing. Da mesi sto pensando di creare un piccolo blog dedicato a questa serie, mi piacerebbe però poter segnalare la cosa tramite Tvblog, vista la sua popolarità presso gli addetti ai lavori, chissà che un vostro post non possa avere qualche effetto (anche una spiegazione di qualcuno che ai tempi ha lavorato alla serie, magari).
Grazie per l’attenzione. Davide
Caro Davide, l’amarcord è servita. I Vicini di casa è una sitcom andata in onda dal 10 gennaio 1991, prima il giovedì e poi la domenica, alle 20.30 su Italia 1. Il soggetto e la sceneggiatura vedevano, tra gli altri, nomi destinati a spopolare come Gino e Michele, la Gialappa’s Band e Walter Fontana. Tra gli interpreti, come dimenticare la mitica coppia Teo Teocoli-Gene Gnocchi e poi ancora Silvio Orlando e Gabriella Golia. Si è trattato di uno degli esempi più riusciti di situation comedy all’italiana, una commedia non di intreccio ma di situazione, tutta giocata sulla comicità intelligente e paradossale di autori e interpreti.
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Che Artù fosse terminato, probabilmente non ve ne eravate nemmeno accorti (io no di certo). Non tanto perché il programma non fosse discretamente godibile - anche se della comicità cui Gene Gnocchi ci ha abituati, non c’era poi molto -, quanto perché schiacciato da una programmazione sfavorevole, il giovedì notte dopo un AnnoZero che il più delle volte non terminava in orario.
In ogni caso, stasera in quella stessa collocazione (partenza dichiarata, le 23.15), Artù tornerà in video con una nuova serie di dieci puntate, nelle quali Gnocchi sarà affiancato dalla brasiliana Nara Natividade, dalla domenicana Maristhelle Garcia, dall’olandese Flo Bouma e dalla finlandese Jatta Kakkonen. Si inizierà subito con un “tema caldo”, trattato ovviamente con la giusta dose di ironia: una campagna a favore dei deputati, che in caso di fine anticipata della legislatura non potranno assicurarsi la pensione prevista dalla legge.
Il programma interverrà “a favore” dei 382 neoeletti (266 alla Camera e 116 al Senato) che rischiano di non percepire l’indennizzo che lo Stato italiano elargisce a chi abbia occupato almeno per due anni e mezzo uno scranno in una delle due aule del Parlamento. Com’è possibile allungare la legislatura in modo che gli onorevoli membri possano avere il giusto vitalizio? In studio, il deputato Franco Grillini (Socialisti), l’eurodeputato Carlo Fatuzzo, leader dei Partito dei Pensionati, la cantante Wilma De Angelis e il futuro ibernato Vitto Claut, che ha deciso di vivere in eterno per scoprire quanto durerà Mastella.
Un anno a metà tra il nuovo che arretra e il vecchio che avanza. Così si potrebbe definire il 2007 tv: una stagione di transizione. Tramontata l’era dei reality in tutte le salse, si è ritornati a puntare su un’offerta variegata, sperimentando su più fronti senza più l’ossessione dell’avanguardia (divenuta a sua volta merce usurata). E’ tornata la fiducia negli inossidabili brand, quelli che Massimo Donelli definisce la Nutella della tv commerciale, mentre il telefilm ha fatto un passo indietro come identità di rete e si è a sua volta spalmato su più fronti, in base a strategie di compatibilità editoriale.
Con il Dr. House la serialità americana diventa macchina da ascolti, business da sfruttare sul mercato delle inserzioni pubblicitarie. Scatta la rincorsa alla pubblicazione dei dvd, alla campagna di lancio delle figurine, ai servizi di messaggistica per saperne di più sul medico più scorbutico della tv. House non è più solo un personaggio telefilmico, ma un marchio eccezionale in termini di qualità-prezzo. E Canale 5 è riuscita ad incantare il suo pubblico, confermando ascolti da record persino all’ennesima replica promossa come un evento.
A quanto pare il trattamento fa la differenza e Italia 1 pare aver imparato la lezione. Bruciandosi tutta l’argenteria quando il suo pubblico era ancora al mare, vivendo sugli allori di promo sensazionalistici trasmessi durante l’estate, la rete di Tiraboschi ha finito per esaurire tutte le cartucce, facendo venire al proprio pubblico un’overdose da telefilm. Tra l’effetto Ugly Betty annullato da Mediaset Premium, il fenomeno Heroes bruciato contro i posticipi e una Mamma Per Amica anticipato troppo in fretta, il canale giovane Mediaset si è visto sfumare una prima serata dopo l’altra, fino al colpo di grazia del trasferimento di Dr. House.
Continua a leggere: Cosa resterà di questo 2007 catodico. Forse solo Frizzi
A margine della conferenza stampa di presentazione dell’Isola dei Famosi 5, ne abbiamo approfittato per rivolgere in esclusiva alcune domande alla conduttrice Simona Ventura riguardo al programma.
Quali sono le tue aspettative in termini di ascolti per questa edizione de L’Isola dei Famosi?
“Non ho mai guardato agli ascolti, perchè altrimenti,come ho detto in conferenza stampa, avrei fatto altre scelte. Mi interessa, al di là dello share, far vivere il reality show e cercare di far cambiare idea all’opinione pubblica che ha una brutta idea dei reality. Siccome hanno un enorme successo, creano a loro volta questa rabbia: sono un enorme pozzo in cui tutti pucciano o vanno ad abbeverarsi per uscire sui giornali.”
A proposito di questo, si diceva che quest’anno L’Isola non sarebbe stata spalmata su tutte le reti, altre trasmissioni non avrebbero parlato di questo reality. Invece, è iniziata la stagione e subito L’Italia sul Due si è buttata a capofitto…
“Per quanto riguarda L’Italia sul Due sono contenta che ne parli, visto che è un programma della nostra rete, così come sono pazza de La Vita in Diretta e sono strafelice che tratti dell’Isola; ci dà una grossa mano in termini di popolarità e sugli argomenti.
Per me poi Vespa a Porta a Porta può parlarne anche tutte le sere, non mi da’ alcun fastidio. Ho solo una piccola obiezione, nei confronti di Massimo Giletti. E’ opportuno che ci concordiamo prima sugli orari e sulle cose da dire perchè ad esempio un anno fa mentre io parlavo dell’Isola, lui stava parlando magari negativamente dello stesso argomento e pure Buona Domenica lo faceva. Ora, Buona Domenica è un programma della concorrenza e quindi fa quello che vuole, ma almeno tra noi della Rai concordiamoci sulle cose da dire e da fare.”
Simona Ventura fa la parodia a Lucignolo e Studio Aperto, Studio Aperto si vendica ricordando i recenti flop della conduttrice e la scarsa qualità dei suoi programmi, e tutti se la prendono col tg di Italia1. Giustamente, per carità. Non è certo compito di un tg quello di dare giudizi soggettivi su un personaggio o su una trasmissione.
Però. Però per quanto Studio Aperto sia accusabile, non si può dire certo che abbia torto. Non vedevo Quelli che il calcio da parecchio tempo e mi sono “cadute le braccia” di fronte alla pochezza della prima ora di trasmissione. La mancanza di una spalla forte come Gene Gnocchi si capta a chilometri di distanza e le pecche di intervistatrice della Ventura, spesso sdrammatizzate proprio dal comico, sono di un’evidenza a dir poco imbarazzante.
E la comicità, dov’è finita? Perfino Max Giusti, stimato professionista della risata, nell’interpretare Cristiano Malgioglio non faceva altro che leggere il gobbo, mal supportato dalla stessa Ventura. Per non parlare delle battute del finto Lucignolo, così elementari e sciocche da lasciare a bocca aperta.
Il punto più basso in assoluto però lo si è toccato con l’astrologo, vecchia conoscenza del programma, che nel dare le “previsioni” per la nuova edizione de L’Isola dei Famosi è riuscito a dire delle vere genialate, come “Mai come quest’anno i concorrenti hanno delle forti confusioni interne” e “Sull’Isola c’è una fortissima componente femminile” (ed altro che fortunatamente ho rimosso). E per dire queste cose ha pure il coraggio di farsi pagare, o meglio, la Rai ha il coraggio di pagarlo.
Simona, vengo io a farti da astrologa. Gratis.
Domenica 9 settembre alle 13:45 torna uno dei più popolari programmi della domenica pomeriggio, profondamente rinnovato. Si tratta di Quelli che il calcio e… condotto ancora una volta da Simona Ventura, orfana di Gene Gnocchi con la collaborazione di Lucia Ocone, Max Giusti e Riccardo Rossi oltre a parecchi ospiti.
Ieri mattina a Milano si è tenuta la conferenza stampa di presentazione del settimo anno di Quelli che il Calcio e.., che quest’anno si presenta decisamente rinnovato, più scritto, grazie ad una foltissima schiera di autori.
E’ raro infatti vedere per un programma della domenica pomeriggio una lista tale: si va dalla stessa Simona Ventura a Furio Andreotti, Paolo Beldì (storico regista dalla prima puntata), Massimiliano Bruno, Riccardo Cassini, Michele De Pirro, Fabio Di Iorio, Ennio Meloni, Max Novaresi, Alessio Tagliento e Cesare Vodani.
La nuova edizione del programma verrà mandata in onda dai nuovi studi di Via Mecenate che vanno a sostituire gli storici della Fiera di Milano: studi all’avanguardia con regie digitali audio e video e con un impianto scenico molto raffinato ideato da Cappellini e Licheri.
Le novità di questa stagione sono tante, alcune sulla carta di sicuro successo. In calce all’articolo, una gallery della presentazione di ieri. Il primo a prendere la parola per raccontare le novità è il direttore di Raidue, Antonio Marano.
Continua a leggere: Quelli che il calcio e.. Allegria, sorprese e divertimento