Francesco Totti, il capitano della Roma, non è nuovo alle gaffes e agli scivoloni linguistici. Diciamo che buona parte della sua fortuna mediatica, per quella calcistica sono intervenute ben altre doti, è costruita proprio sull’autoironia, sul saper ridere delle infinite barzellette costruite su di lui mutuando lo schema noto per quelle sui Carabinieri.
Con la complicità e la regia della vecchia volpe Costanzo, tifoso romanista, Totti fece pubblicare anni fa delle raccolte con le storielle più divertenti create su di lui destinando i proventi delle vendite in beneficienza. Un modo se vogliamo ruffiano, ma elegante ed insieme genuino, per trasformare una debolezza in una forza. Rimase negli annali una sua risposta durante una conferenza stampa quando un giornalista gli piazzò un carpe diem in mezzo ad una domanda e Totti replicò serafico: “Mi dispiace, ma non mastico l’inglese“. Un po’ imbarazzante per un diretto discedente dei gladiatori romani.
Il fatto che Totti non mastichi l’inglese, anche a distanza di anni e nonostante le migliaia di “Life is now” profumatamente pagati, ha trovato conferma ieri sera nello Sfide speciale dedicato interamente alla ricostruzione della vittoriosa spedizione degli Azzurri nel Mondiale di Calcio di Germania 2006.
Durante l’ultima parte, dedicata ovviamente alla finale con la Francia, Totti smentisce che il rigore di Zidane sia un vero “cucchiaio“. Secondo il campione del mondo si tratta di una cosa diversa: “‘na specie de loft“, testuale.
La tradizione è da onorare e quest’estate non fa eccezione: siamo letteralmente bombardati dagli spot sulle offerte stagionali delle compagnia telefoniche.
Le tre sorelle della telefonia mobile: Vodafone, Wind e Tim, puntano ancora su personaggi già collaudati. Rispettivamente il duo Gattuso-Totti, Aldo Giovanni e Giacomo e De Sica in versione Conte Max con Elisabetta Canalis e Rodolfo Laganà.
Gli unici veramente efficaci, anche se vagamente ripetitivi, sono quelli Vodafone ambientati su un’ipotetica spiaggia e in uno stabilimento balneare nel quale Totti e Gattuso, ma non solo, si godono il mare pagando per i servizi nella realtà costosissimi con conchiglie, petali di rosa, sassolini. Un esempio è disponibile dopo il salto. Il messaggio passa forte e chiaro: con Vodafone si può avere tutto gratis. Quanto sia vero non sta a noi stabilirlo.
Tim invece sta proponendo due spot che risultano poco divertenti quanto poco efficaci. Nel primo, anche questo disponibile dopo il salto, De Sica viene convinto ad offrire a tutti i vacanzieri la Maxiday, una carta estiva Tim che il protagonista dello spot confonde per il gelato della Motta. Quando scopre di cosa si tratta in realtà è visibilmente dispiaciuto, preoccupato per il costo della stessa e accampa scuse prontamente stoppate da Laganà. Dove sia la trovata e l’espediente comico è un mistero, ma soprattutto che senso ha pubblicizzare un servizio se lo si fa percepire come “non economico”?