Torna a partire da questa sera alle ore 21.00 l’appuntamento in prima serata su All Music con Stelle e Padelle. Per sei settimane i due conduttori Flavia Cercato e Pier Cortese compiono le loro “incursioni culinarie” nella cucina di una star della musica, che si racconta dal vivo attraverso la sua passione per i fornelli. Ad inaugurare la prima edizione sarà il cantante Tricarico, che aprirà la porta della propria casa al pubblico di All Music e rivelerà curiosità e aspetti inediti che lo riguardano, compreso il suo amore per la buona cucina. Per l’occasione avrà il piacere di preparare per i suoi ospiti i suoi originalissimi “spaghetti alla Tricarico”.
Stelle e Padelle è un programma ideato da Alex Braga e scritto da Simona Coppini. La regia è di Paolo Severini. Nella scorsa edizione, andata in onda esattamente un anno fa per 10 puntate, si sono alternati in cucina tra gli altri i Righeira, Federico Zampagliene, gli Zero Assoluto, Irene Grandi, Morgan, i Velvet, Franco Califano, Simone Cristicchi e i Flaminio Maphia.
La tv italiana sta al genere “ristrutturazione case” come un vegetariano in macelleria. Basti pensare all’ultimo ritrovato di una rete satellitare che ormai dedica tantissimo spazio a questo genere. Si tratta di “Mamma mia… Che rivoluzione!“, in onda quotidianamente su Discovery Real Time, canale 118 di Sky (dal lunedì al giovedì e il sabato alle 18, il venerdì alle 21, la domenica alle 19).
La presentatrice satellitare tutto fare, Flavia Cercato, ristruttura in 48 ore una camera di una casa con un budget inferiore al mille e 500 euro. La particolarità sta nel fatto che la stanza è di una coppia sposata mandata in vacanza e che le decisioni relative alla ristrutturazione (e la messa in opera) sono realizzate dalle relative suocere. Le scelte, se contese, vengono risolte con il “Quiz in cucina“, dove vince la possibilità decisionale la suocera che conosce con più precisione un’informazione sugli sposini. Per il resto, lezioni di fai da te e consigli d’arredo. Concentriamoci però sui risultati.
Dopo le 48 ore a loro disposizione, tutto ha il sapore arrangiato di chi ha dovuto spendere poco e fare il meglio possibile non riuscendoci. Il problema non è la trasmissione in sé o la professionalità di chi si occupa di ammodernare le camere, ma i programmi d’importazione sullo stesso canale di Discovery e su Sky Vivo, quelli come il più famoso “Extreme Makeover: Home Edition“, che svergognano senza pietà le versioni italiane.
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L’ennesima prodezza sperimentale targata Raidue è partita nel peggiore dei modi. Non si può parlare di novità, visto che ad aprire le danze lo scorso anno fu una coppia anomala e originale come Max Giusti e Sabrina Nobile. Eppure il pacchetto Matinée-Soirée, che porta il marchio di Marco Giusti, nasceva con un pizzico di ambizione: risollevare una tv comatosa in periodo vacanziero.
Per ora, più che un rialzo, si è avuto un clamoroso ribasso, visto che il 2.86% di share in fascia preserale fa rimpiangere persino Wild West.
Il quadro clinico della tv che si ascolta, insomma, resta preoccupante perché c’è qualcosa che ha rivoltato i piani: l’avvento catodico di Viva Radiodue. Se un programma radiofonico come quello di Fiorello, che da solo canta imita e conduce, va in onda nella stessa settimana in prime time su Raisat Extra, non si vede perché si debba guardare Matinée e Soirée, pur con tutta la buona volontà tv-addicted di questo mondo.
E, soprattutto, non si comprende l’utilità del bis serale, in concomitanza con due quiz che si mantengono saldi in access prime time continuando a dividersi la fetta di ascolti (e lasciando dunque a Raidue le briciole).
Questi due cambiamenti di fondo fanno sì che non soltanto la proposta televisiva di Marano vada contro una solida offerta di intrattenimento, ma che non si regga il confronto con modelli decisamente più abili nella gestione della formula.
Perché Matinèe e Soirèe sono cazzeggio allo stato brado e si reggono su un’organizzazione talmente dissestata da far diventare allergici alla parola improvvisazione. Il rischio che diventi un alibi per scrollarsi di dosso da ogni responsabilità autoriale, infatti, è dietro l’angolo e non basta uno stacchetto forzato o un videoclip d’annata per stemperare l’ansia di resistere fino alla fine. La mancanza di contenuti, infatti, fa trapelare un senso di scetticismo generale, che tramuta un esperimento di diretta estivo in uno squallido surrogato del gioco aperitivo. Ma parliamo nello specifico dei conduttori, sottratti al giro dei soliti noti e scelti dall’entourage radical-snob diviso tra radio e spettacolo.
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