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Tutti gli articoli con tag financial times

Il Financial Times stana Romani: "Non ci opporremo a Sky sul Digitale Terrestre"

pubblicato da Gabriele Capasso


La richiesta di Sky, presentata in sede europea, di poter entrare nel digitale terrestre da subito, due anni prima di quanto stabilito dai vecchi obblighi antitrust, con la conseguente alzata di scudi del Governo, Agcom e Antitrust italiana ha suscitato un certo interesse anche fuori dai confini nazionali. Il Financial Times, in un articolo di qualche giorno fa, aveva evidenziato come l’implicita contrarietà delle autorità italiane fosse un’altra dimostrazione dell’imperante conflitto d’interessi nel campo della televisione.

Le parole del principale quotidiano economico britannico hanno scatenato la reazione del viceministro Paolo Romani che ha scritto una lettera piuttosto piccata rispondendo alle allusioni su questo tema:

Non sorprende più di tanto che la richiesta presentata da Sky Italia alla Commissione europea per poter sottoporre una offerta per le frequenze del digitale, offra una ghiotta occasione per scatenare l’ira e il biasimo di quanti nutrono un’innata avversione per l’attuale governo. Sono prevedibili le interpretazioni secondo cui il Governo italiano si muoverebbe a nome di Mediaset per escludere dall’entrata nel mercato della tv digitale un concorrente scomodo. Sfortunatamente ancora una volta la realtà italiana è stata grossolanamente mistificata, mescolando pregiudizio con la propaganda proveniente dalla stampa nazionale (italiana, ndr) che si schiera con l’opposizione, sempre più ansiosa di risollevare la questione del conflitto di interessi.

Secondo Romani è fantasiosa l’interpretazione del quotidiano inglese che aveva ipotizzato un ostruzionismo all’ingresso di Sky sul DTT anche in caso di pronuncia europea favorevole al network di Murdoch, ma soprattutto ha dichiarato:

Con nessun mezzo si impedirà a Sky di entrare nel mercato del digitale terrestre nel 2012, sia nel caso voglia acquistare delle frequenze o società, sia nel caso voglia prendere in gestione dei canali.

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La sexy Diavolita? La prova vivente che il Financial Times aveva ragione

pubblicato da Debora Marighetti

Melita TonioloRicorderete cos’ha scritto il Financial Times poco tempo fa sulla nostra tv “malata”, sull’Italia Paese delle veline, sulle ragazze che raggiungono il successo solamente spogliandosi. Avete presente, no? Chi avesse la memoria corta può “rinfrescarsela” con questo post, nel quale concordavo con le critiche mosse al nostro Paese dall’autorevole quotidiano britannico.

Ora che avete inquadrato l’argomento, possiamo parlare (in ritardo rispetto a “tutti gli altri”) di quello che sembra essere il “personaggione” dell’estate 2007: Melita Toniolo, l’ex inquilina del Grande Fratello 7 che si è fatta notare prima per le sue relazioni sentimental-mediatiche e poi per le sue tette (o viceversa?). Una quarta tutta naturale che, abbinata ad un fisichino minuto e perfetto, le ha fatto guadagnare popolarità già quando si trovava nello status di inquilina e che le è valso un posto di lavoro in prima serata su Italia1, con conseguente interesse mediatico in crescita esponenziale. Tutti la vogliono, tutti ne parlano.

Nei panni della “Sexy Diavolita” - un gioco di parole che è diventato un vero tormentone -, Melita corre con poppe ballonzolanti ad intervistare gente importante per Lucignolo Bellavita, programma tipicamente estivo che fa del gossip trash il proprio cavallo di battaglia.
Presenza scenica “10″, capacità “0″ - pure Elisabetta Canalis riuscirebbe a reggere il confronto -, ma piace. Piace il suo vestitino rosso, piace la sua falcata “fiera” da cronista d’assalto, come l’ha definita qualcuno, piacciono soprattutto “tette e culo”…e infatti lei è lì in prima serata, con migliaia di uomini in attesa di vedere il suo (secondo?) calendario e che, per ora, si accontentano del backstage.

Qualcuno ha ancora il coraggio di dire che il Financial Times non ha ragione?

Le veline: che belle scoperte

pubblicato da Massy

L'Italia piena di aspiranti veline? Ha ragione il Financial Times

pubblicato da Debora Marighetti

canalis spot timNon c’è un tg oggi che non abbia parlato dell’inserto del Financial Times dedicato all’Italia, a quell’Italia piena di donne nude, aspiranti veline o, in alternativa, di casalinghe disperate e disinteressate ad una carriera professionale.
La maggiore aspirazione delle giovani italiane è apparire e, perché no, “spogliarsi” in tv: questo è in breve, secondo l’autore dell’articolo (un giornalista che da tre anni vive a Milano), il ritratto che programmi e spot televisivi danno del nostro Paese. E tra l’accusa di aver dimenticato le battaglie del femminismo e quella di utilizzare le donne come oggetto sessuale, non è mancato un riferimento anche ad Ilaria D’Amico, giornalista sportiva che “ne sa”, ma che non perde occasione per mostrarsi in abiti succinti tra maschi in giacca e cravatta. Ad accompagnare lo speciale del quotidiano, la foto di Elisabetta Canalis dell’ultima pubblicità Tim.

Quasi tutti i tg, nei servizi dedicati all’argomento, hanno criticato pesantemente l’articolo e più in generale gli inglesi che “predicano bene e razzolano male”, visto che sono i primi a dedicare ampio spazio nei giornali a nudità e gossip. E c’è stato anche chi, scrivendo un articolo a riguardo, ha addirittura citato vecchi episodi accaduti in qualche reality-show d’oltremanica (come la masturbazione al maiale della Fattoria versione inglese) per dire che abbiamo dei “buoni maestri”.
Insomma, si è cercato di mettere le mani avanti e di difendere - sbagliando - l’indifendibile, visto che le immagini dei servizi parlavano da sole: sculettamenti a L’eredità, docce di veline seminude, backstage di calendari e chi più ne ha più ne metta.

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