Mentre Canale5 pubblicizza il nuovo quiz del preserale, Jackpot, vale la pena sommermarsi un attimo su ciò che la rete sta proponendo attualmente, 50-50, o Fifty fifty (come lo si voglia chiamare) con Gerry Scotti. Va premesso che, indipendentemente dal tipo di quiz che gli viene affidato, Gerry riesce ad essere simpatico e professionale contemporaneamente, con quella sua faccia da bonaccione unita a un’ottima cultura e a una cordialità e garbo che ne fanno una garanzia di conduzione riuscita. Ad essere “sotto processo” infatti non è certo il conduttore, quanto invece un format scadente e noioso che “nulla potrebbe” anche se ne venissero testate versioni con presentatori ancor più amati e venerati di lui (ma ne esistono davvero?).
La curiosità che si era sviluppata attorno al nuovo quiz era molta, soprattutto perché in parte il meccanismo del gioco (che è già stato ottimamente spiegato dal nostro Kaos) ricorda il più fortunato e godibile Chi vuol essere milionario, uno dei cavalli di battaglia dello stesso Scotti, anche se questa volta a tentare di guadagnarsi il montepremi finale è una coppia anziché il singolo concorrente. Aspettative a parte, fin dalla puntata d’esordio ci si è resi conto che qualcosa stentava a decollare, ma la colpa poteva tranquillamente essere data al mancato rodaggio, trattandosi di un format nuovo di zecca.
Ad oltre tre settimane dall’inizio però le pecche viste nel corso della prima puntata hanno trovato tutte conferma. I minuti iniziali del quiz, fino al momento in cui la coppia in gara ha “formato” il potenziale montepremi che si giocherà nella fase finale, risultano abbastanza veloci e per questo più interessanti, salvo meditazioni eterne di qualche concorrente (l’assenza di un tempo limite è una delle pecche principali di molti quiz italiani). E’ nella seconda, lunghissima, parte che il quiz mostra le lacune più gravi e invoglia più e più volte lo spettatore a cambiare canale.
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Da lunedì 21 aprile 2008, per cinque settimane nel pre serale di Canale 5 vedremo Gerry Scotti alle prese con il quiz “Fifty-Fifty“, di cui lungamente si è parlato in queste pagine (anteprima programma, anteprima meccanismo di gioco) e che ora analizzeremo per voi e insieme a voi, proponendo e accogliendo spunti di possibile perfezionamento.
Meccanismo e regole / 1 - “Fifty-Fifty”, viste le dinamiche di gioco, viene realizzato in uno studio polivalente. Il gioco si divide in 3 parti e una finale. La prima, prevede la partecipazione di 6 concorrenti divisi in 3 coppie. Ogni coppia ha un legame non dichiarato. Il presentatore farà alcune domande con risposta multipla (doppia in questo format) e ognuno dei sei giocatori potrà prenotare la risposta per permettere al compagno di dire quella corretta, supponendo che l’altro la sappia. La posizione sfalsata dei due componenti non permette suggerimenti. Ad ogni risposta esatta, la coppia guadagna 500 euro, ad ogni risposta sbagliata, le due coppie avversarie guadagnano 250 euro ciascuna. Allo scadere del tempo, vengono eliminate le due coppie con meno soldi. La seconda con più soldi può ripresentarsi alla puntata successiva.
Valutazione prima fase di gioco - Con un approccio sonoro molto vicino a “Chi vuol essere milionario?”, si scopre uno studio fresco ma formale, basato sui colori giallo e blu su grafica e cifre viola e bianche. Elemento curioso della prima parte del programma (in un format sempre poco tensivo, in particolar modo nella parte iniziale, giustamente) è quella del non conoscere il legame della coppia fino alla sua promozione alla seconda fase. Se la prenotazione della risposta avviene prima della visualizzazione delle risposte, le alternative vengono comunque mostrate, facilitando molto il lavoro dei concorrenti. Più intrigante sarebbe mostrare solo ciò che si è presentato vocalmente, a costo di lasciare una sola alternativa visibile. Interessante la segnalazione dell’ultimo minuto di gioco, dove i concorrenti vengono così resi consapevoli di dover recuperare o impedire il sorpasso dalle coppie avversarie in pochi secondi.
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Al MipCom di Cannes Endemol Italia fa man bassa di format e stipula un accordo con la Reveille Production, la casa di produzione creatrice tra l’altro di Ugly Betty, The Office e Soliti Ignoti.
In questi giorni, come abbiamo già accennato nel caso dell’accordo Disney-ABC/Fox Channels, si sta svolgendo a Cannes uno dei mercati internazionali più importanti, il Mipcom, in cui tutte le major e le reti televisive si danno appuntamento ogni anno in autunno per vendere e acquistare format, serie, film, telefilm, documentari e tutto quanto viene trasmesso in televisione ad eccezione di eventi sportivi.
Nell’ambito intrattenimento va segnalata una notizia per la verità uscita già qualche giorno fa e ripresa oggi dal Corriere della Sera secondo cui Endemol Italia, partecipata da Mediaset e da John De Mol, avrebbe fatto la parte da leone nell’acquisto e nell’accaparrarsi nuovi prodotti che poi rivenderà al miglior offerente o a chi si dimostrerà interessato, leggi Rai, Mediaset, Telecom Italia Media o Sky.
Nello specifico va segnalato che l’era dei reality per il momento sembra tramontata e ciò su cui si è combattuto a Cannes sono stati i format di quiz e giochi a premi che sempre più interessano il pubblico italiano ed europeo.
Marco Tombolini, direttore intrattenimento di Endemol, annuncia orgoglioso l’acquisto, grazie appunto all’accordo con Reveille, di Amne$ia, il nuovo game show creato da Mark Burnett che andrà in onda a novembre sulla NBC e di cui si parla già molto oltreoceano.
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