Mentre scrivo, su RaiUno va in onda uno speciale di Porta a Porta dedicato ai reality. Titolo, la televisione sta esagerando? Nel mirino i loghi dell’Isola dei Famosi e del Grande Fratello. Superospite, Simona Ventura acconciata in stile prima serata (con abito fucsia riciclato dalla prima puntata?) su RaiDue. Prima di indossare una faccia da lutto, afferma:
“perché non capisco come mai qui vengono vestiti tutti seri, sembra il funerale del caro estinto”.
Con la scusa che i reality esagerano, la regina di RaiDue ritorna ospite nell’ammiraglia che non la vuole, proprio nel giorno in cui Dagospia mormora un suo passaggio a Mediaset. E l’Isola riceve promozione dopo il calo di ascolti della scorsa puntata.
Paolo Romani, viceministro dello Sviluppo Economico, ha ovviamente la sensazione che più al Grande Fratello che all’Isola la competizione sia “brutalizzata” da cattive parole. Continua la posizione di difensiva Rai contro la concorrenza, che a suo tempo fece innervosire la Marcuzzi - in diretta su Canale 5 - per le critiche al Gf già espresse da Vespa? La Melandri trova che i reality siano da servizio pubblico ma manifesta qualche dubbio sulle scelte di cast, specie per questa edizione. Vespa lo ammette, finalmente:
“Siamo consapevoli dell’influenza educativa della tv. Ma noi campiamo anche di pubblicità e abbiamo bisogno di programmi come l’Isola dei Famosi. Se riusciamo a far pagare un canone a tutti magari possiamo fare un canale a parte solo per l’Isola dei Famosi”.
Paolo Bassetti, patron Endemol, difende la sua parrocchia gieffina con tanto di pupillo a seguito in declino, Ferdi Berisa. Entrambi sono in collegamento, che rimarca quasi una distanza tra “il giocare in casa” e in trasferta. In studio, in compenso, c’è un nome una garanzia come Floriana Secondi. Tutto il resto è fuffa trita e ritrita sul reality oppio dei tempi. Salvo un riferimento bomba ad Amici.
Romani dichiara di essere stato disgustato da Amici, nel momento in cui le squadre hanno iniziato ad andare prima l’una contro l’altra e poi contro i professori. Poi, però, fa notare che sono tornati sui loro passi. E la furba Ventura esterna con sincerità:
“Però questo è andato a discapito dell’ascolto”.
Siamo in questo caso vicini a Simona Ventura, massacrata senza pietà da un’azienda perbenista dove il più pulito c’ha la rogna, eppure le consacrazioni toccano solo alle “madonnine” Clerici e Carlucci. Vespa, stasera, si è improvvisato giornalista cattivello incalzando eccessivamente SuperSimo, con la complicità censoria dell’intera rappresentanza politica in studio. Ma è troppo facile scagliarsi contro la regina del trash che porta indotto, per giunta in un clima ipocrita da Arena domenicale.












Ci meritiamo dieci anni di Grande Fratello?
E’ una domanda a cui sto provando a rispondere da ieri sera. Insieme ad un’altra: si può parlare male del Grande Fratello su un sito come TvBlog? Qualche accusa è stata già mossa in tal senso: ma come - dice la vox populi - magnate con la televisione e sputate sul Grande Fratello? Non lo so: l’unica cosa che m’è venuta in mente è che, in fin dei conti, il panettiere non è obbligato a mangiare il pane che impasta. Il panettiere è solo obbligato a fare un buon pane, ecco tutto. Davvero, non c’è altro. Perciò, alla luce di questa riflessione, stamattina mi sono messo in testa di scriverlo.
Di dire: ragazzi, non ce li meritiamo proprio dieci anni di questa Schifezza Assoluta. Di dire: signore e signori, siamo migliori di così, possiamo essere più decenti di una gara di scorregge in prime time, pur senza perdere di vista il sacrosanto diritto al disimpegno. Di dire: chissenefrega se c’è un travestito nella casa, o se non c’è, o forse sì, o forse no, lo sapremo nella prossima puntata. Di dire: non se ne può più di cameriere provinciali con un padre suicida ostentato in luogo della propria personalità. Di dire: t’hanno fatto fuori a Miss Italia due anni fa, ma perché devi tornare a romperci le scatole? Trovati un lavoro onesto o assalta un furgone portavalori, al limite. Di dire: sì, dovrebbe essere illegale permettere a Ferdi Berisa di pubblicare un libro con la sua storia. Di dire: accipicchia, stiamo ancora con la dicotomia verginello Vs. sciupafemmine? Di dire: ma non bastava YouPorn per vedere delle maggiorate desnude in atteggiamenti ambigui? Di dire: non ce lo voglio un rappresentante d’abbigliamento che assomiglia ad Arisa nel mio salotto, il lunedì sera. Di dire: veramente voialtri vi sentite alleggeriti dai problemi nel constatare che al mondo esiste un tizio che si chiama GEORGE e veste solo di seta? Di dire: che tipo di risposta dovrebbe essere l’ennesimo omosessuale dichiarato in televisione? Non ci bastava Cecchi Paone? Di domandare: possibile che fosse destino, un fantastiliardo di anni fa, che l’evoluzione della specie si arrestasse a Taricone?
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A poche ora dal rogito della decima casa del Grande Fratello, parliamo dell’ultimo vincitore, quel Ferdi Berisa che commosse la solita Italia con la solita storia di solitudine e tristezza. Il montenegrino arrivato sul barcone, il clandestino che sovverte il destino e si prende la propria rivincita. Carne perfetta per il tritatutto mediatico: quello che la realtà respinge, il reality accoglie. Funziona così da che mondo è mondo. Sta per arrivare in libreria l’ultima fatica di questo personaggio, un volume che quasi certamente mutuerà il titolo dalla sua frase-simbolo, cioè “Viviamo per qualcosa di più grande” e che, come spiega lui stesso in un’intervista a Mediaset.it, “Parla di me, di Grande Fratello, dell’amore con Francesca, del mio passato e della mia storia”.
Così il neo-scrittore ce l’ha fatta: dalle smorfie e i rutti in prime time al velluto della letteratura: miracoli, autentici miracoli della teoria e tecnica televisiva. Quanto ai nuovi concorrenti che questa sera faranno il loro ingresso nell’abitazione più insolita del Paese, Ferdi assicura: “Ragazzi, divertitevi di bestia e non pensate troppo. Non serve proprio a niente. A poche ore dall’ingresso ero nervosissimo. Pensavo: cazzarola manca poco, cosa devo fare, cosa devo dire, come mi sentirò?”. Figuriamoci oggi, alla vigilia di un’edizione che durerà addirittura cinque mesi, metà di una gestazione che porterà alla luce l’ennesimo feto televisivo: “Saranno i più belli della vostra vita se restate voi stessi - commenta ancora l’ex trionfatore - . Se fingete, il pubblico da casa se ne accorgerà”. Parole sante, considerato che, generalmente, la cosa più autentica di quella casa è il divano.
Ancora sul suo libro, scritto a quattro mani con Sabelli Fioretti e quasi certamente propedeutico a un film - o a una fiction - come rivelato su queste pagine dal “boss” della Colorado Maurizio Totti: “Compratelo perché è pieno i segreti che non ho mai svelato a nessuno, perché è interessante e perché… altrimenti vanno male le vendite!”. Chi l’avrebbe m ai detto? Ferdi manager di se stesso: il Grande Fratello è veramente la terra fertile delle opportunità.
Incontriamo Maurizio Totti, presidente del Gruppo Iven, holding di cui fa parte la Colorado Film, produttrice insieme alla 3Zero2 e Rti della nuova edizione di Colorado, in onda su Italia 1 dal 18 settembre alle 21:10. Il Gruppo è specializzato nella produzione cinematografica e nella fiction, nell’editoria con la Colorado Noir, possiede un’agenzia di management con oltre 150 artisti tra i più affermati (Moviement Talent Agency), una etichetta musicale (San Isidro) e la Colorado Mobile, per la produzione e fornitura di contenuti multimediali.
In occasione di questa intervista Totti ci annuncia in anteprima la produzione di una sitcom che andrà prossimamente in onda su Italia 1 dal titolo provvisorio All star tratta da un format olandese con un cast d’eccezione e un progetto editoriale con Ferdi Berisa, vincitore del Grande Fratello 10 che diventerà un film o una fiction.
Innanzitutto, così come abbiamo fatto lo scorso anno con Piero Crispino che produce il programma insieme a lei, facciamo un piccolo escursus della sua carriera professionale…
“Sono romagnolo, nato in un paese in provincia di Ravenna, trasferito poi a Massalombarda. Ho fatto il disc-jockey a Madonna di Campiglio, poi mi sono messo in proprio acquisendo una discoteca con dei soci a 24 anni e rivenduta quattro anni dopo. In un’agenzia di spettacoli è avvenuta la svolta della mia vita: ho avuto la fortuna di incontrare Diego Abatantuono in un periodo in cui stava conoscendo dopo il massimo del successo, un momento di minor popolarità; siamo diventati amici abbiamo fatto una tournee insieme per un mese, diventando al termine di questa soci. Dopo circa un anno abbiamo conosciuto Gabriele Salvatores, direttore e fondatore del Teatro dell’Elfo, dove tra gli spettacoli veniva realizzato uno spettacolo dal titolo Comedians scritto da Salvatores stesso con Gino e Michele, e con Claudio Bisio, Paolo Rossi, Gigio Alberti, Antonio Catania, Silvio Orlando. Non avendo loro un progetto manageriale, ho pensato di investire su di loro, li ho fatti entrare tutti in squadra, tranne Gino e Michele e abbiamo creato prima l’agenzia di management e poi quella di produzione. E’ così stato realizzato il primo film di Salvatores, Kamikazen, tratto da Comedians, poi una serie di film diretti da Gabriele e da Diego, fino all’assegnazione dell’Oscar a Mediterraneo, prodotto da Gianni Minervini e Penta Film di cui ho curato la parte creativa, che ci ha dato la spinta morale e materiale per crescere e realizzare tutti i prodotti cinematografici successivi e dedicarci alla produzione televisiva da cui è nato tra le tante idee, il varietà comico Colorado.”
Appunto, Colorado. Tra pochi giorni parte su Italia 1 la nuova attesa edizione con Nicola Savino e la conferma di Rossella Brescia. Qualche altra anticipazione?
“Un nuovo capo progetto, Cesare Vodani; Digei Angelo, sodale amico di Savino da sempre, i Fichi D’India e alcuni giovani comici che abbiamo castato al Teatro Litta in queste due settimane. Colorado è una storia che nasce 8-9 anni fa quando, stando nel mio ufficio e mentre Zelig diventava sempre più da grande pubblico, pensai che ci potesse essere uno spazio ulteriore per lanciare giovani comici. A quell’epoca gli spazi non erano molti: c’era Zelig, il gruppo della Dandini a Roma e qualche artista che lanciava Costanzo. Ne parlai con Claudio Bisio, mio assistito da oltre una ventina d’anni, che non ebbe nulla da eccepire nonostante appunto lavorasse già per Zelig, così affittammo inizialmente un locale a Milano, La Salumeria della Musica per far esibire questi nuovi artisti. Man mano che il locale prese piede e queste serate, presentate da Diego Abatantuono che faceva un po’ la chioccia dei giovani comici, divennero sempre più popolari, invitai alcune persone di Mediaset alle quali proposi il progetto di un varietà per Italia 1. Ci mettemmo a ragionare sulla struttura e iniziammo allora dalla terza serata fino ad arrivare ad oggi. Oggi Colorado è un prodotto perfettamente inserito nel palinsesto della rete di Luca Tiraboschi e trasmesso in prima serata; non tenta di emulare Zelig, può tranquillamente convivere con il varietà di Canale 5 al quale più di una volta abbiamo fornito nostri comici”.
Nella nuova edizione però non ci sarà Beppe Braida che in alcune dichiarazioni ha ammesso di essere rimasto male del suo allontanamento dal programma…
“Stavo parlando con lui giusto un’ora fa. Quando abbiamo trovato Savino e abbiamo pensato di farlo entrare in squadra, io ho parlato con il suo agente e gli ho detto che avrei riferito a Beppe. Sono arrivate le vacanze e non se ne è fatto più nulla poi, con l’approssimarsi dell’inizio della stagione, ho pensato di chiamarlo innanzitutto per ribadirgli la mia stima e annunciargli un progetto sul quale ho lavorato questo weekend e per chiarire il motivo del cambio di conduzione. Colorado è la trasmissione ed è il nome della mia società da 25 anni: è il programma che deve stare al centro non il conduttore. In passato abbiamo avuto Abatantuono e poi l’abbiamo tolto, proprio perchè pensiamo che sia giusto ogni tanto avere un turn-over di conduttori affinchè questo non diventi il programma di un tal presentatore in particolare ma un prodotto corale. Questa volta abbiamo pensato di toccare la parte maschile del programma, non è escluso che magari in futuro non si possa intervenire altrove”.

Il Grande Fratello 1o monstre da cinque mesi - prima vagheggiati, poi annunciati come gossip, o come rumor, o come idea folle, infine confermati - è già alle porte, anche se non sembra.
Traghettato da Alessia Marcuzzi, alla sua quinta conduzione, il Grande Fratello 10 imperverserà da ottobre 2009 a febbraio 2010, facendo da ponte fra una stagione e l’altra e così ha già aperto le porte, ieri e oggi a Roma, ai primi provini, che hanno già registrato un boom di accessi, come comunica, con una punta d’orgoglio, l’ufficio stampa: 1200 provinati per la prima giornata, con aspiranti concorrenti provenienti da tutta Italia che hanno avuto anche il piacere di ricevere preziosi consigli da Ferdi, vincitore del Grande Fratello 9, che si vorrebbe già pronto per un libro, o forse per un film, o forse per chissà cos’altro.
Si replicherà, con i casting, a Milano il 10 e 11 luglio, dalle 8:30, presso Atahotel Executive, in Viale Don Luigi Sturzo, 45. A Roma si sono presentati molti giovani, universitari, disoccupati, commessi, barman, estetiste, ristoratori, elettricisti, idraulici, operatori di call center, operai, singoli e coppie e un 82enne. Cinque mesi di reclusione sono tanti, ma evidentemente il sogno di sfondare nel mondo dello spettacolo permette di superare anche questo ostacolo.
Continua a leggere: Un Grande (e lungo) Fratello 10, e i casting-boom
Il Grande Fratello 9, memorabile per il botto d’ascolti e la rivalutazione postuma del marchio, sta trasformando i suoi superstiti nei peggiori fenomeni da circo degli ultimi anni. Invadono le piazze con il loro protagonismo da mentecatti, spremono fino allo stremo i tormentoni che li rendono ancora riconoscibili e, siccome non c’è fine al peggio, mettono in piazza pure i loro sentimenti. E’ accaduto a Federica Rosatelli e Nicola Molinari, che hanno inscenato una vera e propria rottura in occasione dell’ultimo Mediaset Day con Barbara D’Urso.
I due erano già dati in crisi, per colpa di un rumor che vedeva lei rifrequentare il suo ex. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato un intervento di dubbio gusto di Nicola, che si è inaspettatamente preso la scena come neanche un figurante di Forum, per mettere in piazza nel vero senso del termine i suoi problemi di coppia.
Riesumando persino l’episodio del bicchiere in chiave “positiva” e chiamando la vittima del terribile lancio, Gianluca Zito, ha dichiarato alla folla intera che l’ex-coinquilino è stato il primo a vederci giusto, dando alla fidanzata della fallita nella vita, ma soprattutto con gli uomini. Ha poi aggiunto, manco a dirlo, che “Federica è una falsa”, minacciando di raccontare dei retroscena privati su di lei che il pubblico non può sapere.
A partire dal 26 giugno 2009 a Torino e poi a seguire in altre località della penisola tra cui Jesolo, Riccione, Roma e Milano arriva nelle piazze il Grande Fratello City, un nuovo progetto presentato oggi a Milano con la presenza della dirigenza di Endemol Italia e Yam, il produttore Lorenzo Vitali e tre protagonisti del Grande Fratello 9, Ferdi Berisa, Francesca Fioretti e Cristina Del Basso. A presentare gli eventi saranno Serena Garitta e Mauro Pulpito.
Dopo un breve saluto di Serena, la vincitrice del Grande Fratello 4, e dell’altro co-conduttore Pulpito, viene presentato il progetto, realizzato per la prima volta al mondo, prodotto da Lorenzo Vitali Entertainment su licenza Yam112003 per Endemol Italia. Ed è proprio Leonardo Pasquinelli, vicepresidente della casa di produzione, a prendere per primo la parola:
“Grande Fratello ha riconfermato la propria forza in questa nona edizione appena terminata, con medie di ascolti record che ha reso il nostro reality il programma leader dell’intera stagione. Ecco perchè ha deciso di andare sul territorio per incontrare il proprio pubblico, un pubblico che negli anni è cambiato diventando più familiare; nei primi anni il GF era un evento, oggi fa parte del nostro vissuto ed è radicato nei gusti del pubblico come lo sono il Festival di Sanremo, o il Festivalbar”.
Prima di proseguire, ricordiamo che sono iniziate le selezioni per la decima edizione di Grande Fratello, e a Roma il 2-3 luglio prenderanno il via i celebri Open Cast, di cui parleremo in un post apposito nel quale elencheremo anche le altre località dove effettuare il provino.
Continua a leggere: Il Grande Fratello va nelle piazze: nasce GF City
In occasione della messa in onda oggi pomeriggio su Canale 5 del talk sul Grande Fratello condotto da Barbara D’Urso a Torino e registrato durante i Mediaset Days per lo switch over in Piemonte, pubblichiamo l’ultima intervista rimasta ai concorrenti della nona edizione, quella al vincitore Ferdi Berisa che si è aggiudicato il montepremi finale di 300.000 euro.
Sei il vincitore del Grande Fratello 9. Te lo saresti mai aspettato quando facesti il provino quasi per sfida con te stesso passando avanti nelle code e dimostrando, come tu stesso hai dichiarato parecchia faccia tosta?
“No, sinceramente non me lo sarei mai aspettato anche perchè fino all’ultimo ho pensato che fosse Marcello il vincitore sicuro del GF”.
Cosa credi che il pubblico abbia visto in te?
“Forse ha colpito un po’ la mia storia passata e probabilmente anche la mia storia con Francesca che è stata senz’altro bella da seguire tra alti e bassi, tra rifiuti iniziali e io che non mi perdevo d’animo fino al coronamento finale. Poi a dire il vero io sono una persona tranquilla, pacata, soprattutto sincera come lo sono stato nella casa e credo che il pubblico italiano l’abbia capito”.
Sei uscito dalla casa ormai da oltre un mese. Come sono stati questi primi giorni da vincitore al di fuori del Grande Fratello?
“Decisamente incasinati. Viaggio da una trasmissione all’altra, da Milano a Roma, da una discoteca ad un’altra. Ovviamente non rinnego nulla anzi sono felicissimo, sono cose che puoi fare solo una volta nella vita, un’esperienza davvero unica”.
Il vincitore morale del Grande Fratello 9, arrivato secondo dopo Ferdi, è senz’altro Marcello Torre Calabria o, come definito dalla Gialappa’s Band, Carismio. Il simpaticissimo fornaio bergamasco ha risposto alle nostre domande realizzate qualche giorno dopo l’uscita dalla casa, tra considerazioni sui suoi coinquilini e dettagli sulla propria vita privata.
Eri dato da tutti il probabile vincitore del Grande Fratello arrivando ad un passo. Ci speravi?
“Ho sperato nella vittoria fino all’ultimo. Quando Alessia ha detto Ferdi, al momento sono sincero sono rimasto un po’ sorpreso e forse deluso, però dopo pochi secondi ho realizzato e sono stato contento che avesse vinto lui”.
Come mai il pubblico lo ha preferito a te? Ha influito la lite con Gianluca?
“Non credo, da quanto ho potuto vedere nella casa e fuori in alcune registrazioni del programma, penso abbia vinto per la sua storia. Per quanto ha fatto in casa, benchè io sia suo amico e lo rimproveravo visto che non collaborava mai (e queste cose gliele ho sempre dette pur non avendolo mai nominato), forse avrebbe meritato qualcun altro”.
Quindi anche tu come Gianluca pensi che la sua storia abbia contribuito alla vittoria finale?
“Non lo dico in tono negativo, non sto dicendo che lui abbia voluto mostrare la sua storia per vincere. Sto solo dicendo che gli italiani che lo hanno votato, hanno visto in lui il ragazzo che non ha avuto una vita facile, che ha ritrovato la mamma e la sorella dopo anni grazie al GF e hanno voluto premiarlo. Tra le altre cose io la sua storia non la conoscevo, ne sono venuto a conoscenza solo il giorno prima della finale quando lui mi ha raccontato tutto quello che aveva passato, quello che suo padre gli aveva fatto fare e sono rimasto molto toccato nel cuore, tanto che dentro di me avevo pensato che in fin dei conti sarebbe stato giusto che vincesse lui il programma. Come rivalsa della vita vissuta”.
C’è questo fatto, in Italia. C’è che appena uno acquisisce un minimo di notorietà - non uso, volontariamente, la parola fama -, allora, automaticamente non solo si sente in diritto di pontificare su qualsivoglia argomento dello scibile umano, ma viene anche chiamato a farlo, da più parti. E’ un po’ quel che è successo con Paolo Giordano, autore de La solitudine dei numeri primi: a leggere in giro, pare che abbia un’opinione su tutto. Sarebbe così bello, invece, leggere, almeno una volta, qualcuno che ammettesse la propria ignoranza in merito a questo o quell’argomento. Qualcuno che dicesse: non ho un’opinione in merito.
Invece, non succede mai. E così, ecco che un vincitore qualsiasi del Grande Fratello può permettersi - stiamo parlando di Ferdi Berisa, ovviamente - di dire la propria, richiestissima, interessantissima e soprattutto autorevole opinione a proposito dell’omosessualità. Se ne occupano con dovizia e in maniera impeccabile i colleghi di Queerblog in questo pezzo.
Dio ha creato l’uomo e la donna […] I Gay sono uno sbaglio della natura
Questo, ha dichiarato Ferdi a Gay.it. Francamente, io non so dire se la natura commetta o meno sbagli. A naso, però, mi verrebbe da pensare che tutto quello che esiste in natura sia naturale, per ovvie questioni semantiche, ma mi rendo conto che la faccenda meriterebbe un’analisi logica e filosofica un po’ più approfondita. Che pure giungerebbe alle stesse banali conclusioni che ho appena tratto. Non avendo il tempo né lo spazio di affrontare chissà quale disamina, e non essendo TvBlog la sede ideale per un simile approfondimento, mi limiterò dunque a sostenere, con fermezza, che se la natura non sbaglia, sbaglia invece, costantemente, la televisione. A creare altri personaggi pronti a dare la loro opinione, come se non avessimo abbastanza opinionisti in giro.
Ad un passo dalla finale, Alberto Scrivano forse il più accreditato tra i presenti ancora in casa ad arrivare all’ultima puntata, è stato eliminato dalla casa del Grande Fratello. Ecco cosa ci ha risposto qualche giorno dopo l’uscita dalla Porta Rossa di Cinecittà.
La tua eliminazione ha infranto parecchi cuori femminili che ti ammiravano in casa, specialmente nei primi tempi, seminudo… Pensavi di uscire in quella occasione o ti vedevi come finalista?
“Non ho mai pensato a dove sarei arrivato sinceramente. Pensavo a stare in casa e vivermi quel momento che per me non è stato facile. Non avevo un fine ben preciso, se non la sfida con me stesso“.
Non ti eri dato degli obiettivi?
“Pensavo di non durare oltre un mese e mezzo, non tanto per il pubblico quanto per me. Non avrei pensato che potessi resistere chiuso in quella casa per oltre un mese“.
Quindi confermi di non aver approntato strategie per arrivare quasi in finale?
“Assolutamente. Non sono mai stato uno stratega che avesse una mente tale da poter ideare stratagemmi che mi potessero consentire di arrivare fino alla fine. E poi se vogliamo, da fuori si parla di strategia ma quando sei dentro la casa non credo che ci sia nessuno che riesca a realizzarla veramente. “
E’ arrivato quarto nella finalissima del Grande Fratello 9: Gianluca Zito, qualche giorno dopo la sua uscita dalla casa, è stato da noi intervistato. Ci ha raccontato qualcosa di più della lite con Ferdi e svelato qualche retroscena del suo attacco a Francesca.
Sei arrivato quarto classificato al Grande Fratello. Soddisfatto? O ti aspettavi di più?
“Sono contento di essere arrivato in finale. Mi aspettavo di più a dire la verità ma dopo quel gesto non potevo che arrivare quarto“.
Ti riferisci alla forte litigata con Ferdi e allo spintone avvenuto pochi giorni prima della finale. Pensi di aver contribuito alla sua vittoria?
“Non era in pole position per vincere. Prima della spinta mi vedevo vincitore, dopo la mia uscita ho pensato potesse vincere Marcello“.
Ogni settimana trovavi qualcuno da smascherare. Il tuo gioco era quello di insinuare dubbi sugli altri affinchè tu in prima persona non venissi smascherato?
“Non è stato questo il mio gioco. In casa vivevo 24 ore con le persone e quindi potevo percepire molto di loro. Ad esempio riuscivo a capire da come si muovevano, a come si comportavano, a che gioco stessero giocando. Ed è per questo che poi svelavo i loro altarini. Tutti giocavano lì dentro.”

Se non vibri per qualcuno a riflettori accesi non sei nessuno. Finora, in tv, accadeva soltanto nei reality, dove il Grande Fratello insegna che se fai coppia con un coinquilino vedrai impennare il tuo cachet in discoteca. E’ il caso di Marco Mazzanti, che con il suo ridicolo triangolo amoroso è diventato il Barbie al maschile d’Italia, mentre Alberto Scrivano ostenta “la Vanessa (Ravizza)” come fosse un trofeo. Sta accadendo con la miracolata Francesca Fioretti e il vincitore Ferdi Berisa, due che nella vita reale non si sarebbero filati di striscio, mentre ora fanno a gara di confessioni ufficiali sulla loro vita sessuale e sentimentale.
Anche Amici è stato contagiato dalla mania dei fidanzati acchiappa-popolarità, da cui trarre poi vantaggi per l’inizio di una “carriera artistica”. Ben due coppie nata nell’edizione appena conclusa continuano a tener banco sui media, legalizzando il gossip sul proprio conto pur di far parlare di sè. Stiamo parlando di Martina Stavolo e Luca Napolitano, cantanti alle prese con la promozione dei rispettivi ep, Vai e Due cose importanti, che stanno condividendo il loro début discografico con i rispettivi partner, nonché ballerini dell’ottava edizione: Adriano Bettinelli e Alice Bellagamba.
Martina, che in quanto a logiche televisive è sempre stata a una spanna sopra i suoi colleghi, ha “ceduto” alla perversa operazione di marketing di invitare nel suo primo videoclip Adriano. Nello specifico per mostrare agli spettatori, più che ai fruitori di musica, che “Bisogna fare l’amore”, titolo del suo nuovo tormentone. I due si prestano a “interpretare”, da degni fidanzatini catodici, i loro momenti più intimi aprendo una nuova frontiera: quella del reality videoclip, dove il gossip conta più della canzone.
Anche Alice non è da meno: oltre a seguire ripetutamente Luca nelle apparizioni tv, finendo per oscurare le sue “interviste musicali”, è stata a sua volta interpellata nel video di Forse Forse, singolo di lancio del suo ep. Qui Alice, però, prima si sbaciucchia con il suo Luca e poi è stretta in modo equivoco ad un ballerino in sala prove, mentre il cantante la spia voyeuristicamente dietro a uno specchio sospettando di un tradimento in corso. Se a questo aggiungiamo che anche Gigi D’Alessio ha scritto a Luca una canzone che parla della sua storia con Alice, viene spontaneo rispondere alla domanda ‘chi fermerà la musica’… incolpando la tv.
Domani, martedì 28 aprile, appuntamento alle ore 22.10 su Italia1 con la Gialappa’s Band e l’ultima puntata di Mai Dire Grande Fratello Show. Giorgio Gherarducci, Marco Santin, Carlo Taranto, le “voci fuori campo” più sfacciate del piccolo schermo, non mancheranno di punzecchiare come di consueto il mago-conduttore, Forest, senza risparmiare il resto della “banda”, a cominciare dalla cantante e attrice argentina Lola Ponce. Ospite della puntata i due ex concorrenti del GF9 Ferdi Berisa e Cristina Del Basso e la cantante sanremese Malika Aiane.
Non sarà però questo l’ultimo appuntamento stagionale con la Gialappa’s, perché domenica 3 maggio il terzetto e l’immancabile Mago Forest approderanno in prima serata su Canale 5 con lo speciale Mai Dire Grande Fratello. In questa occasione il trio cercherà di dare del filo da torcere a tutti - così almeno pare - i concorrenti del Grande Fratello 9, che saranno ospiti in studio e che verranno intervistati dal conduttore del programma. Verranno inoltre mostrati i filmati più esilaranti e divertenti di questa edizione, commentati in studio con i diretti protagonisti.
Tornando all’appuntamento di domani invece, Virginia Raffaele sarà alle prese con la parodia della cantante e ospite Malika Ayane, e regalerà una sua divertente e “particolare” versione di Come foglie; Natalino Balasso interpreterà i personaggi che “vivono” all’interno delle opere d’arte di importanti pittori; la coppia Corrado Nuzzo e Maria Di Biase sarà invece alle prese con “Salvate il soldato Jimmy”, una personale rivisitazione dei film di guerra. Maria sarà anche un’agente immobiliare.
Continua a leggere: Ultima puntata di Mai Dire Grande Fratello Show prima dello speciale su Canale5

C’è stato il 25 aprile, ci sarà il 1° maggio. Due giornate che dovrebbero significare qualcosa per l’Italia, e che, come sempre accade, si riducono a eventi - anche televisivi, ci mancherebbe altro. Il 1° maggio, poi, ci sarà Vasco, pensate un po’ - svuotati dei loro significati più profondi.
Forse è una prerogativa della televisione, quella di svuotare gli eventi dei loro significati più profondi e ridurre tutto a un appiattimento bidimensionale condito da belle parole. O forse è una prerogativa della televisione italiana, così poco avvezza, da un po’ di tempo a questa parte, a riuscire a raccontare storie emozionanti.
Ci pensavo, guardando le immagini di questo 25 aprile ma anche ragionando, più banalmente, da un punto di vista più pop, ripensando ai reality che si sono conclusi, e ai loro omologhi esteri. Pensate a Susan Boyle, per esempio. Pensate a com’è costruita, in maniera perfetta, la narrazione di Britain’s got Talent - che racconta quasi cinematograficamente la favola di Susan: la derisione, fatta di piani d’ascolto, lo stupore, il successo. Se lo riguardate, il video, è emozionante, dico sul serio.
Continua a leggere: Editoriale - Dai reality al 25 aprile, la piatta bidimensionalità televisiva