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Tutti gli articoli con tag fedele confalonieri

Sky sul Digitale Terrestre? L'Italia schiera l'ambasciatore per fermare Almunia

pubblicato da Gabriele Capasso


La decisione sul via libera o meno di Sky sul digitale terrestre, affidata al commissario alla concorrenza Joaquin Almunia, continua ad agitare le autorità italiane. Dopo i pareri negativi di Antitrust e AgCom ecco l’ultima, estrema mossa, del Governo che ha chiesto all’ambasciatore presso l’Unione Europea Ferdinando Nelli Feroci un incontro urgente proprio con Almunia per discutere della questione.

Secondo quanto pubblicato da Milano Finanza il nostro ambasciatore, in una lettera indirizzata al commissario, ha chiesto di essere informato sulla procedura di valutazione della richiesta di Sky a poter avere l’accesso al digitale terrestre quasi 2 anni prima prima di quanto previsto dagli impegni presi nel 2003 al momento della fusione Stream-Telepiù.

L’ambasciatore ha sottolineato che la decisione dell’UE avrebbe un impatto fortissimo sul mercato italiano, sconvolgendone gli equilibri attuali che vedono Mediaset operare in regime di sostanziale monopolio sul Digitale Terrestre.

Agcom: "Presto per Sky sul Digitale Terrestre"

pubblicato da Gabriele Capasso


L’Agcom ha inviato un suo parere negativo all’Europa che in queste settimane sta decidendo se rimuovere in anticipo il divieto per Sky di entrare nel digitale terrestre. Secondo l’Autorità garante per le Comunicazioni il limite imposto a Sky nel momento della fusione fra Telepiù e Stream, che di fatto la rendeva monopolista sul satellite, ha ancora senso di permanere esattamente nella formula che prevede la sua esclusione di qualsiasi altra piattaforma trasmissiva fino al termine 2012.

Dello stesso parere è anche l’Antitrust. Spaventa quindi, non solo Mediaset, il fatto che la Sky possa fare il suo ingresso nel DTT partecipando alla prevista gara per l’assegnazione dei nuovi multiplex già nei prossimi mesi. Le due Autorità di garanzia e il presidente di Mediaset Fedele Confalonieri sono concordi: non vi sono state modifiche sostanziali al mercato tali da rimuovere il dorato isolamento di Sky sul satellite.

Si fa notare che “Sky detiene un monopolio al 95% del mercato pay satellitare” ed è vero, ma quest’affermazione sarebbe vera anche se si sostituisse “Sky” con “Mediaset Premium” e “pay satellitare” con “pay sul digitale terrestre“. Le autorità antitrust e per le comunicazioni dovrebbero provare a contrastare i monopoli o a evitare che due monopolisti su scontrino su un campo comune?
Lo deciderà, presto, l’Unione Europea.

Spot di Sky su Mediaset - I vertici del Biscione anticipano la sentenza del Tribunale? "Siamo in concorrenza diretta"

pubblicato da Stefano Sgambati

Sky-Mediaset - I vertici del Biscione anticipano la sentenza del Tribunale? "Siamo in concorrenza diretta"

Breve riassunto delle puntate precedenti in parole semplici: Mediaset non ne vuole sapere di trasmettere gli spot pubblicitari di Sky sulle proprie reti. Il colosso di Murdoch fa ricorso, il Tribunale rigetta, dando ragione al Biscione, a patto che il rifiuto non sia “pregiudiziale”. L’azienda di Berlusconi dimostra, evidentemente, che il rifiuto non è “pregiudiziale” ma frutto di una logica di business ben precisa e per il momento la questione si chiude così.

L’aria di guerra è però tornata a farsi avvertire quando i vertici di Mediaset hanno incontrato i giornalisti, nella serata di ieri, a margine della presentazione agli analisti dei conti 2009.

“La pubblicità a Sky gliela abbiamo data per un sacco di anni, ma oggi siamo in concorrenza diretta. Non possiamo dare pubblicità a chi è in concorrenza con noi. Come facciamo?”.

Lo ha detto l’ad Giuliano Adreani.
Il presidente Mediaset, Fedele Confalonieri, ha rincarato, specificando che la questione “dipende interamente dai giudici”.

Tutto era iniziato il 16 settembre dello scorso anno, quando Sky Italia aveva denunciato una presunta violazione dell’articolo 82 del norme europee sulla concorrenza. A febbraio la bocciatura del Tribunale di cui abbiamo già detto. Nei prossimi mesi se ne capirà qualcosa di più: l’interesse per tale “battaglia” dev’essere comunque alto perché potrebbe sancire un nuovo modus operandi della concorrenza in Italia. Se da un lato la sfida si sta giocando sui contenuti, con i vari “scippi” da parte di Sky di artisti, cantanti, attori, presentatori e comici, messi sotto contratto a tempo di record tra l’entusiasmo generale delle parti, una larga fetta di credibilità si disegnerà proprio tra le aule del Tribunale. Vedere prossimamente gli spot di Sky sy Canale5, per esempio, potrebbe sancire, chi lo sa, una nuova soglia di belligeranza o una tregua comandata in odore di partnership…

Pippo Baudo si racconta a TvBlog dal passato al futuro: “Ripetermi? No grazie, ho tante idee per nuovi programmi" (Seconda parte)

pubblicato da Hit

Pippo Baudo si racconta a TvBlog dal passato al futuro: “Ripetermi? No grazie, ho tante idee per nuovi programmi, se bussano alla mia porta mi troveranno” (Seconda parte)

50 anni di carriera non sono davvero pochi, se poi parliamo di un numero uno come Pippo Baudo diventa difficile toccarne tutte le tappe. Noi di TvBlog abbiamo l’onore oltre che il piacere di poterlo fare direttamente con lui stesso. Ieri nella prima parte di questa nostra intervista ci siamo soffermati sul passato, oggi parleremo invece maggiormente dell’attualità. Tratteremo dei suoi impegni odierni e futuri, di come vede oggi il mondo della televisione, dei suoi progetti che sono annotati nell’ agenda pronti ad essere trasformati in realtà. Insomma un colloquio a tutto campo fra programmi clonati, Domenica in, Sanremo e tanto altro. Buona lettura

Dopo le dimissioni da Mediaset rimase parecchio tempo fermo, fino al ritorno in Rai con Serata d’onore

Davvero un grande ritorno, facemmo oltre 13 milioni di telespettatori e presentammo al grande pubblico un personaggio assolutamente nuovo come Lorenzo Jovanotti. Un rientro in Rai migliore davvero non lo potevo ipotizzare.

Come mai non è voluto mai diventare direttore di rete, anche quando per esempio Letizia Moratti le offrì RaiUno?

Non posso fare il direttore di me stesso.

E se dovesse decidere di lasciare il video lo farebbe?

Oggi è difficilissimo fare il direttore…

Parlando di direttori, il suo rapporto con l’ex capo di RaiUno Fabrizio Del Noce è stato piuttosto turbolento, effettivamente come sono andate le cose fra di voi?

Con Fabrizio ho avuto alti e bassi ma con una correttezza di fondo sempre esemplare. Le critiche che Fabrizio mi faceva erano sempre pubbliche e mai dietro le quinte, io altrettanto nei suoi confronti.Abbiamo avuto un rapporto se vogliamo vivace però molto corretto, infatti ora siamo amicissimi. Mi risulta per esempio che ha da poco presentato il nuovo piano della fiction 2010 che è stato approvato all’unanimità dal CDA della Rai, quindi gli faccio i miei complimenti ed il mio in bocca al lupo.

Con l’attuale direttore Mauro Mazza come va?

Bene, ci stiamo studiando, ci stiamo conoscendo. E’ ancora passato poco tempo, anche lui sta studiando per fare il direttore di RaiUno.

Ha avuto come partner quest’anno a Domenica in Valeria Marini, come è andata fra di voi?

La Marini è stata simpaticamente ospite per un certo periodo e adesso sta facendo “I Raccomandati”. Se un personaggio può funzionare io lo accolgo con entuasiasmo però non è che debba essere per forza eterno. Il pubblico della domenica ha bisogno di un rinnovamento continuo altrimenti si annoia.

Parliamo ora del futuro, rifarà ancora Domenica in il prossimo anno?

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Pippo Baudo racconta a TvBlog 50 anni di carriera partendo da una foto in bianco e nero (Prima parte)

pubblicato da Hit


Nel bar di via Teulada a Roma, fra tavolini con caffè fumanti, tramezzini e brioches campeggia una enorme fotografia in bianco e nero. Non è una foto qualunque, essa ritrare la Rai. No, non è la foto del cavallo di viale Mazzini, ma è la foto di chi la Rai l’ha fatta, anzi l’ha creata, costruita dal nulla e fatta crescere. Quella foto la vedete qui sopra. Da destra verso sinistra ci sono gli indimenticati Enzo Tortora, Corrado, Mike Bongiorno e da ultimo Pippo Baudo. Baudo è l’unico rimasto di questo fantastico gruppo. Un gruppo che attraverso il proprio lavoro ha contribuito in maniera determinante alla crescita e alla storia della Rai Radio Televisione Italiana, sicuramente più di tutti i dirigenti e consiglieri di amministrazione messi assieme che si sono avvicendati in tutti questi anni. TvBlog ha oggi l’onore di avere ospite sulle sue colonne Pippo Baudo, che ha accettato, in occasione dei suoi 50 anni di carriera, di fare una carrellata sulla sua vita professionale. Una carrellata per forza di cose non completa, che abbiamo deciso di dividere in due parti. In quella di oggi partiremo proprio da quella foto per arrivare poi domani a parlare della TV di oggi e di domani, perché il grande Pippo ha in serbo ancora tante idee per nuovi programmi. Buona lettura.

Partiamo dall’inizio anzi per meglio dire dalla svolta della sua carriera e cioè dalla famosa foto con Mike Bongiorno, Corrado ed Enzo Tortora, le sue impressioni di quel giorno a Studio Uno

Quella è stata la mia promozione sul campo. Mi invitò Guido Sacerdote che era il produttore del programma di Mina che era molto contenta di avermi in studio. Io a dire la verità non credevo di essere al livello di loro tre, quindi mi parve di toccare il cielo con un dito.

Come l’accolsero gli altri tre?

Non è che l’accoglienza fu festosissima. Un po’ di concorrenza ovviamente c’era, poi loro facevano molto muro, un muro professionale quasi inespugnabile. Però poi durante le prove abbiamo familiarizzato, abbiamo scherzato e venne vuori un bel numero in onda.

Durante quei momenti con chi aveva avuto più feeling?

Sicuramente con Enzo, con Tortora, perché ci capivamo, scherzavamo, poi il destino in futuro ci ha portato a fare anche delle cose insieme (”Italia parla” su Rete4, ndr). Poi c’era la bonomia di Corrado, mentre Mike, soprattutto all’inizio, stava sempre un po’ sulle sue, poi però anche lui in quel caso fu molto carino.

Di quella foto lei è l’ultimo rimasto, sente sulle sue spalle questa responsabilità, la responsabilità di portare avanti “la vecchia guardia?

No a dire il vero non sento questa responsabilità, anzi sento l’onore di essere l’ultimo e anche la fortuna di esserlo, ma è soltanto un motivo anagrafico. Mi adopererò perché questa resistenza continui… (ride)

Parlando di Corrado lei lo ha sostituito in due occasioni, la prima fu dopo la “Canzonissima” che Corrado presentò assieme a Raffaella Carrà nei primi anni ‘70, come andò in quel caso?

Canzonissima avrei dovuta farla prima. L’allora direzione della Rai avendomi apprezzato a “Settevoci” e al Festival di Sanremo del 1968 voleva affidarmela. Poi mi hanno chiamato all’ultimo momento e mi dissero che volevano lanciare la coppia Corrado-Carrà. Per questo motivo sono restato fermo per un po’ di anni, quindi mi fecero fare “La freccia d’oro” dove lanciai Loretta Goggi e proprio con lei feci poi Canzonissima nel 1972.

E poi sostituì Corrado anche nel 1979 a Domenica In, come la prese quella volta il grande presentatore romano?

Questa sostituizione per la verità Corrado non l’accettò molto piacevolmente. Aveva avuto una specie di battibecco con l’allora presidente della Rai Paolo Grassi, persona intellettuale e raffinata sovrintendente del teatro alla Scala e fondatore con Giorgio Strehler del Piccolo teatro di Milano. A Grassi l’aria casereccia di Domenica in e di Corrado non piacevano molto. Lo disse in una pubblica intervista e questa cosa decretò la fine del rapporto di Corrado con la Rai. In quel momento mi fu quindi affidata “Domenica in”, allora decisi di rivoluzionarla togliendogli il telefilm e ne feci un grande rotocalco della domenica con libri, cinema e teatro. Ebbe un grande successo, ma ebbe anche delle grandi critiche, soprattutto dalle case editrici che dicevano che ero il più grande editore italiano, perché determinavo i bilanci delle case editrici in base ai libri che decidevo di promovuore nel programma. Tanto che dovetti fare un specie di manuale Cencelli con il quale assegnare i posti ai vari libri da promuovere in base alla dimensione delle varie case editrici.

Quindi da conduttore di varietà puro si trovò anche a fare il giornalista, non ci furono delle critiche all’interno della Rai soprattutto dai giornalisti?

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Annozero - Santoro manda l'intercettazione Berlusconi - Dell'Utri - Confalonieri sulla bomba di Mangano (Video)

pubblicato da Gabriele Capasso


Clamorosa scelta di Annozero. In onda, sul finire della puntata, è stata mandata in onda l’intercettazione (con le voci dal vero, niente ricostruzioni) di Silvio Berlusconi e Marcello Dell’Utri, con un’incursione di Fedele Confalonieri, che parlano dopo una bomba piazzata il 28 novembre 1986 davanti alla residenza milanese dell’allora imprenditore di Fininvest. La telefonata è un’autentica “bomba” anch’essa. Il premier, il suo braccio destro e l’attuale presidente di Mediaset parlano fra loro con assoluta naturalezza del presunto autore dell’attentato, quel Vittorio Mangano, famoso stalliere mafioso, che aveva lavorato per Berlusconi presso Villa San Martino fra il ‘74 e il ‘76.

Questa intercettazione non era mai stata mandata in onda in televisione. Fino ad oggi era stato possibile ascoltarla, e solo parzialmente, all’interno di un documentario francese dal titolo “Sua maestà Silvio Berlusconi“. Su Youtube è reperibile un estratto che aveva ottenuto oltre 200mila visualizzazioni, nulla in confronto ai milioni di telespettatori sintonizzati su RaiDue.

Proprio nell’ultima puntata dedicata agli scandali del Premier Santoro sferra il colpo più pesante, smentendo anche gli scettici (me compreso) che ritenevano inutili puntate a ripetizione di Annozero dedicate agli stessi temi e realizzate senza portare nulla di nuovo.

Ora quali saranno le conseguenze?

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Canone Rai e Concessioni televisive: perché Mediaset ama la legge

pubblicato da Gabriele Capasso


Spesso si dice che la “Rai è favorita su Mediaset perché può contare sugli introiti del Canone“. L’affermazione, se volessimo anche banale, non trova però d’accordo il Presidente di Mediaset Fedele Confalonieri che in una recente intervista concessa a La Stampa difende l’odiatissimo Canone sia dalle proposte populiste di eliminarlo, sia dagli inviti demagogici (a turno di destra e sinistra) per boicottarlo, con parole inequivocabili: “La proposta di non pagare il canone Rai è una sciocchezza. Mediaset non vuole boicottare il canone. Berlusconi sbaglia. Si sta dando delle martellate.“.

Addirittura Confalonieri, uomo indipendente ma dipendente per definizione, parla di errore autolesionistico di Berlusconi. Per caso è impazzito? Ovviamente no, come è ovvio che non sarà certo Silvio Berlusconi a sferrare un attacco alla tassa sul possesso “di apparati atti o adattabili alla ricezione delle trasmissioni radiotelevisive indipendentemente dalla qualità o dalla quantità del relativo utilizzo“. La ragione è semplice da individuare, quanto poco pubblicizzata. Vero: la Rai ha il canone, ma proprio per questo è sottoposta ad un tetto sulla raccolta pubblicitaria che permette a Mediaset di raccogliere il doppio (2.165 milioni di euro contro 1.092) dagli inserzionisti della tv di stato nel 2008.

Nell’ipotesi fantascientifica che il Canone saltasse salterebbe con lui anche il tetto che tiene elevate le distanze fra i due teorici concorrenti principali del mercato televisivo italiano, non a caso in passato definiti attori di un Duopolio. Certo la Rai rischierebbe di arrivare direttamente al fallimento, ma prima potrebbe competere per la pubblicità “alla pari”, facendo valere i suoi ascolti che non sono certamente la metà di quelli di Mediaset. Basta guardare i dati, sempre nel 2008, quando lo share totale era del 42,2% per la Rai contro il 39,4% per Mediaset.

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Trattativa Mediaset - Prisa? Confalonieri possibilista

pubblicato da Gabriele Capasso


Appena qualche giorno fa due quotidiani spagnoli aveva lanciato l’ipotesi che Mediaset si fosse fatta avanti per rilevare tutto o in parte il comparto televisivo del Gruppo Prisa, il gruppo spagnolo che controlla Cuatro e la pay tv satellitare Digital+ e che arranca da anni per via di risultati economici tutt’altro che brillanti. Non appena pubblicati gli articoli di Madrid Expansion ed El Economista era immediatamente seguito il comunicato stampa di Mediaset: “Si tratta solo di indiscrezioni giornalistiche prive di fondamento“.

Che fosse una smentita di rito lo si poteva intuire, ma un’ulteriore conferma in questa direzione arriva direttamente dal Presidente di Mediaset Fedele Confalonieri: “Vediamo. Si parla con tutti“. Queste poche parole fanno il paio con un altro commento, quello sull’ipotesi di un ingresso sul mercato obbligazionario da parte del gruppo, uno dei modi utili per reperire capitali per un eventuale acquisizione.

Confalonieri commenta anche le conseguenze della sentenza Lodo Mondadori che in primo grado quantifica in 750 milioni di euro il risarcimento dovuto alla Cir di De Benedetti ed anche parlando di questo argomento c’è un riferimento a possibili ed eventuali acquisizioni che nel caso spagnolo sarebbero strategiche e fermerebbero un eventuale ingresso di Rupert Murdoch e della sua Sky in un altro paese europeo.

Non ci condiziona, ma non è una cosa indifferente, la sentenza non ha effetti sul nostro bilancio e sulle acquisizioni non ci condiziona. Ma se il tuo azionista di riferimento ha una spada di Damocle di questo tipo, se volesse fare un aumento di capitale ci pensa due volte.

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Pomeriggio Cinque speciale Mike Bongiorno: l'ultimo saluto dell'azienda Mediaset. La Palombelli: "Volevo vederlo su Sky"

pubblicato da Lord Lucas

urso berlusconi
La Dalla Chiesa è stata la prima ad annunciare la morte di Bongiorno su Mediaset. Alle 16.37 arriva lo speciale Pomeriggio Cinque condotto da Barbara D’Urso, che supplisce a ogni servizio giornalistico (al di là dell’autorevolezza di VideoNews latita la redazione di Tg5). In studio, oltre agli opinionisti consueti, le storiche vallette Antonella Elia - particolarmente provata - e Susanna Messaggio).

mike bongiorno figlio leonardo E’ previsto anche un collegamento con il premier Silvio Berlusconi, oltre a quello con il direttore di Sorrisi Alfonso Signorini (che ne approfitta per una marketta dello speciale Sorrisi e Canzoni Tv in edicola domani). Da lui apprendiamo, in ogni caso, che Mike ha avuto ben 84 copertine dedicate sul più importante settimanale televisivo italiano. E che l’ultima foto ufficiale di Mike risale a qualche giorno fa, per l’ultimo spot pubblicitario con Fiorello e - per la prima volta - il figlio Leonardo. Che si trattasse di un passaggio di consegna?

E’ singolare come i coccodrilli dell’entertainment abbiano preso il sopravvento sui telegiornali, forse come è giusto che sia per un personaggio televisivo passato alla storia per la sua “allegria”. Anche se in questo caso non stiamo parlando di un conduttore come tanti.

Mike Bongiorno a Mediaset
Mike Bongiorno a MediasetMike Bongiorno a MediasetMike Bongiorno a MediasetMike Bongiorno a Mediaset

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RaiFiction, licenziato Agostino Saccà. Potrà però andare in pensione

pubblicato da Marina

Agostino Saccà licenziato dal Tribunale del Lavoro Nulla di fatto per Agostino Saccà ex direttore di Rai Fiction: il ricorso che ha presentato al Tribunale del lavoro per rigettare il licenziamento, avendolo ritenuto un provvedimento non legittimo, non è stato approvato. Insomma Saccà è licenziato e anzi, considerata l’età, invitato alla pensione. Fanno sapere i suoi legali Nicola Petracca e Federico Tedeschini, che il Tribunale del lavoro:

ha affermato l’efficacia reale del preavviso e perciò il diritto di Saccà a ricevere l’indennità sostitutiva dello stesso a far data dal compimento del sessantacinquesimo anno di età. Alla luce di questa pronuncia Saccà, con decorrenza 7 febbraio 2009, ha diritto a ricevere la retribuzione per l’intera durata del preavviso, nonchè al versamento dei relativi oneri contributivi.

La vicenda di Agostino Saccà balza alle cronache nel 2007 quando la Procura di Napoli a latere di una indagine più complessa, entra in possesso di una serie di intercettazioni relative ad alcune telefonate intercorse tra Silvio Berlusconi e, appunto, l’allora direttore di Rai Fiction. Succo delle conversazioni la segnalazione di diverse attrici e la richiesta di una loro partecipazione alle varie fiction prodotte in Rai. Insomma, raccomandazioni. Ma il giro telefonico mette in luce un aspetto inquietante: in pratica le attrici sarebbero una sorta di merce di scambio usata per “coccolare” parlamentari e senatori che così parteciperebbero a diverso titolo all’operazione libertaggio, messa in piedi dall’opposizione, allora guidata da Berlusconi per far cadere l’ex-Governo Prodi.

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Checco Zalone "Cade dalle nubi": Piersilvio Berlusconi lo invita ai suoi 40 anni e Valsecchi gli offre un film (ma lui ignora chi sia)

pubblicato da Lord Lucas

checco zalone Un ritratto inedito e molto autentico di Checco Zalone ci viene proposto questa settimana da Vanity Fair. Il giornalista Andrea Scarpa ha intervistato uno dei più gettonati neo-fenomeni di Zelig, raccontandolo come ragazzo qualunque alle prese con un successo inaspettato (ma comunque meritato). Educato e un po’ schivo, nonostante il suo repertorio ammicchi alla camerata triviale, laureato in Giurisprudenza, per poi diventare un comico affermato. Quando si dice la sindrome del Dr. Jekyll e Mr. Hyde, che separa Luca Medici, questo il suo nome all’anagrafe, dal mattatore che tiene banco su Canale 5. E che ha intrattenuto persino il gotha dei piani alti Mediaset in occasione dei 40 anni del suo vice presidente, Piersilvio Berlusconi:

“Ho conosciuto un ragazzo timido, simpatico, piacevole. Un mio fan. Alcuni dirigenti Mediaset mi hanno invitato e io ho accettato. Gratis. Per pubbliche relazioni. Avevo solo due minuti per far ridere… La notte prima non ho dormito. Ho fatto la canzone più volgare che ho in repertorio. O’ bocchignu rigatu. E’ una certezza: ridono tutti, sempre. Anche nella sala riunioni di Piersilvio. C’erano quelli che contano. Fedele Confalonieri, Emilio Fede, Paolo Salem. Tutti in giacca e cravatta, e io lì a cantare una storia di sesso orale. Lui si è complimentato. Dopo me ne sono andato”.

Ora per il Checco Zalone nazionale è tempo di promozione sul grande schermo. E’ stato scelto, infatti, come protagonista del film Cado dalle nubi, prodotto da Taodue e distribuito da Medusa a novembre 2009. Come riporta Cineblog, sarà la storia di un cantante di provincia (il film è girato nella Puglia di Zalone, anche grazie alla Apulia Film Commission), e fra i nomi degli altri componenti del cast spiccano Tullio Solenghi, Maria Amelia Monti, Francesca Chillemi e Dino Abbrescia. Il nostro comico è così “ingenuo” e lontano dai giri che contano da non sapere neanche chi fosse il produttore Pietro Valsecchi, quando quest’ultimo lo ha chiamato:

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Berlusconi si espone per Mentana: "Mai avuto un contrasto con lui in 18 anni". Venerdì il Premier sarà proprio a Matrix

pubblicato da Stefano Sgambati

MentanaOspite di “28 minuti”, trasmissione di Radio2 curata da Barbara Palombelli, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha parlato per la prima volta chiaramente di Enrico Mentana e del suo licenziamento da Mediaset. Il Premier non si era mai sbilanciato più di tanto anche perché, ad onor del vero, erano sempre mancate le domande dirette: adesso, in piena campagna elettorale, Berlusconi ha lanciato un messaggio all’ex conduttore di “Matrix” che forse apre uno spiraglio sulla conclusione della vicenda, dopo i travagli legali recenti che si erano momentaneamente chiusi con il reintegro del giornalista, per decisione del giudice.

“Faccio tanti auguri a Mentana che possa ritornare a fare al più presto il giornalista televisivo, mestiere in cui è molto bravo. Con lui non ho mai avuto un contrasto, c’è sempre stata stima reciproca. Quindi il mio appuntamento con la trasmissione della rete resta confermato”.

Giusto pochi giorni fa, intervistato da Lilli Gruber a “Otto e mezzo”, Enrico Mentana aveva detto che anche con Fedele Confalonieri la situazione era stata chiarita dopo gli strali iniziali: non vorremmo dirlo, insomma, ma qualcosa sta delineandosi all’orizzonte e questo qualcosa potrebbe prevedere effettivamente un clamoroso ritorno di “Mitraglia” alla conduzione di qualcosa di importante presso il Biscione. Certo, di mezzo c’è sempre la vicenda giudiziaria ancora in corso: ma quella può considerarsi un atto dovuto. Alla domanda della Palombelli se Mentana gli mancasse, Berlusconi ha risposto:

“Devo dire che non ho molto tempo per guardare la tv e quindi da questo punto di vista non mi manca”.

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Enrico Mentana reintegrato a Matrix, Mediaset fa appello

pubblicato da Lord Lucas

enrico mentana Enrico Mentana può tornare a Matrix “di diritto”. Secondo quanto diramato da un’agenzia Ansa appena uscita, il tribunale del lavoro di Roma ha disposto il reintegro del giornalista nel programma Matrix come realizzatore del programma e come conduttore. Accogliendo un ricorso presentato dall’avv.Domenico D’Amati, il giudice Guido Rosa ha condannato Rti al pagamento dei danni.

Nel ricorso si lamentava che Mentana fosse stato dimissionato e licenziato illegittimamente, in seguito alla decisione aziendale di mantenere invariata la programmazione di Canale 5 nella sera in cui morì Eluana Englaro. In quell’occasione lui aveva dato le dimissioni come direttore editoriale, ma l’azienda ne aveva approfittato per silurarlo del tutto, affidando la conduzione del suo programma di approfondimento ad Alessio VInci.

Mediaset ha subito annunciato di fare appello contro la sentenza, rendendo noto il suo disappunto con un comunicato stampa:

“Mediaset prende atto della sentenza, a nostro avviso sorprendente, emessa dal Tribunale di Roma nella causa intentata da Enrico Mentana contro il nostro Gruppo. Attendiamo di conoscere nel dettaglio le motivazioni della stessa, non ancora depositate dai magistrati, ma fin d’ora rendiamo noto che appelleremo questa decisione in tutte le sedi competenti”.

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Tutto passato?

pubblicato da Massy


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Daje de punta

pubblicato da Massy