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Tutti gli articoli con tag facebook

Abbonati contro Minzolini: presa d'assalto la pagina di Facebook del Tg1

pubblicato da Stefano Sgambati

Abbonati contro Minzolini: presa d'assalto la pagina di Facebook del Tg1

La rimozione del caporedattore Massimo De Strobel, Paolo Di Giannantonio, Tiziana Ferrario, e Piero Damosso (in attesa di capire che fine farà esattamente la rivoltosa Maria Luisa Busi) ha scatenato, com’era ovvio, la reazione dei cittadini liberi e indipendenti, dotati di spirito critico e capaci di discernere informazione da censura. E’ molto divertente, per esempio, andare a scoprire che la pagina del Tg1 su Facebook è stata letteralmente presa d’assedio da spettatori inferociti per la decisione, l’ennesima fuori da ogni vergogna, del direttore Minzolini di liberarsi di coloro i quali non si sono dimostrati abbastanza schierati dalla sua parte. Così quella che dovrebbe essere una vetrina per il primo telegiornale italiano è diventata una fucina di proteste, insulti e grandi messaggi di solidarietà ai colleghi epurati: non si contano, com’è naturale, gli inviti a Minzolini a farsi da parte, per un’informazione che finalmente racconti la realtà e non la accomodi per il bene di un governo, qualunque esso sia.

La cosa curiosa è che tale ondata di proteste si accoda ad ogni pubblicazione dell’edizione del telegiornale del giorno in bacheca: gli utenti, dunque, anziché commentare le notizie e quant’altro, si limitano a sommergere quel singolo video di insulti e sdegno (parliamo di una media di 30, 40 commenti ogni volta): una delle pagine più nere del giornalismo italiano, quell’assoluzione data in luogo della prescrizione al caso Mills, è ovviamente in cima alla classifica dell’indignazione. Ma è in generale uno sgomento bipartisan e apolitico quello che si avverte scorrendo tale bacheca: non posso dirlo, ovviamente non ho potuto legger tutti i commenti, ma a una prima occhiata (provate voi stessi) risulta del tutto impossibile riscontrare un solo commento positivo o che provi ad argomentare gli strambi sillogismi del direttore Minzolini. Richiedere 109 euro di canone all’anno produce tanti abbonati svegli.

Flash Mob del Pomodoro contro la Rai: "La vostra censura è l'annozero della democrazia"

pubblicato da Stefano Sgambati

Flash Mob del Pomodoro contro la Rai: "La vostra censura è l'annozero della democrazia"

Su Facebook c’è una pagina ironica, creata dall’Unione degli Studenti di Monza, che si chiama Questo pomodoro avrà più fan di Silvio Berlusconi. In poche settimane ha agguantato la notevole cifra di oltre 500mila iscritti e veleggia indefesso verso lidi anche maggiori. Sabato 27 marzo è andato in scena, nell’indifferenza quasi generale il primo flash mob contro la Rai, organizzato proprio da questi ragazzi, presso le sedi di Roma, a Viale Mazzini, e di Milano, a Corso Sempione. La segnaliamo se non altro perché è sempre interessante constatare che il popolo giovane italiano sia anche in grado di andare oltre i reality show monnezza e prendere in mano la situazione, di tanto in tanto.

Alle 17.30 di ieri una cinquantina di giovani hanno danzato all’unisono, secondo la logica ormai consolidata del flash mob, evento corale atto a portare l’attenzione su qualcosa. L’aggregazione è andata bene anche se è stata meno numerosa del previsto. L’obiettivo dell’incontro era lasciare presso le suddette sedi Rai uno striscione recante la scritta: “La vostra censura è l’annozero della democrazia” per poi lasciare in loco, davanti alle entrate, un nutrito numero di pomodori. Tutto questo per protestare contro la gestione del Tg1 da parte del direttore Minzolini e l’oscuramento dei talk show in periodo elettorale.

Una protesta giovane, pacifica e originale che è piaciuta anche alla Digos, intervenuto sul posto per ragioni di sicurezza, senza dover mai intervenire.

L'Ispettore Coliandro non deve morire: poliziotti "veri" aprono gruppo pro Morelli su Facebook

pubblicato da Stefano Sgambati

L'Ispettore Coliandro non deve morire: poliziotti "veri" aprono gruppo pro Morelli su Facebook

L’Ispettore Coliandro rischia di finire qui, tra puntata soppresse, sceneggiature tagliate, collocamenti di palinsesto fuori di testa e i poliziotti “veri” decidono di intervenire su Facebook per dimostrare appoggio e partecipazione alla loro controparte letteraria. La pagina “Poliziotti per Coliandro-Morelli” è stata aperta proprio da reali tutori dell’ordine, evidentemente appassionati della serie, che sperano di poter continuare a seguire in tv le avventure dell’ispettore, firmate (anche da) Carlo Lucarelli. “Non vogliamo che la serie chiuda”, si legge tra le informazioni del gruppo che, per la verità, conta al momento solo poche decine di iscritti. In bacheca video e immagini delle puntate preferite e tanti commenti.

Venerdì 26 marzo, alle ore 21 su RaiDue, andrà in onda la seconda e ultima puntata della quarta stagione dal titolo “Anomalia 21″. Fatta questa, non si sa che fine farà questo amatissimo prodotto targato Rai che, come volevasi dimostrare, laddove percepisce la qualità, decide di tagliare. Chissà se questo gruppo, varato da alcuni agenti della Polizia di Stato, sortirà qualche effetto…

Grande Fratello 10 - Mauro Marin si sente di nuovo male in videochat. Ma c'è lo zampino de Le Iene...

pubblicato da Stefano Sgambati

Uno scherzo de Le Iene, ecco tutto.
Come già accaduto quando Ilary Blasi fu ripresa svenuta nel centro di Roma, anche questo nuovo malessere di Mauro Marin, Vincitore Totale del Grande Fratello 10 - nuovamente nella stessa videochat Mediaset della settimana scorsa - è frutto di uno scherzo della banda di matti del programma di Italia1: il video lo potete visionare a questo indirizzo, direttamente sul sito di Mediaset.

Il concorrente del Reality di Canale5 era tornato sul “luogo del delitto”, ospite di Valentina Melis nella videochat dove già qualche giorno fa era caduto preda di un malore non meglio specificato (nel video qui sopra). Di nuovo, Mauro è stato colpito da uno strano malessere: addirittura soffiandosi il naso aveva emesso dalla bocca una specie di schiuma bianca. Videochat sospesa e Fanclub su Facebook preso d’assalto da miliardi (198 per la questura) di fan impazziti e pronti a stracciarsi le vesti. A proposito di vesti: la stessa Melis, per scherzo, s’era presentata in studio vestita da infermiera sexy. Non a caso era proprio lei la vittima di tale scherzo orchestrato dalle Iene. A questo indirizzo è possibile visionare lo scherzo per intero.

Sulla bacheca del Fanclub di Marin, dopo i primi allarmi, s’è palesata la stessa conduttrice che ha scritto, testualmente, o quasi (ho tolto qualche fuga di punti esclamativi e sistemato un paio di virgole al posto giusto, per dovere di estetica scrittoria, abbiate pazienza):

“Ragazzi, tranquilli! E’ stato uno scherzo nei miei confronti da parte delle Iene con la complicità di Mauro. Tutto a posto, lui sta benissimo, io pure anche se mi sono spaventata e dopo ci siamo fatti una bella risata. Lo scherzo andrà in onda domani sera alle Iene. Un bacio grande a tutti”.

Tutto è benel quel che finisce bene.
Adesso possiamo cominciare a sperare in un copione un po’ più originale, per piacere?

Io canto 2 - Gerry Scotti lo annuncia: "Già fatti i provini. Andremo in onda nei primi giorni del 2011"

pubblicato da Stefano Sgambati

Io canto 2 - Gerry Scotti lo annuncia: "Già fatti i provini. Andremo in onda nei primi giorni del 2011"Sabato 20 marzo è il giorno della grande finalissima de Io Canto, talent show dedicato ai bambini e condotto con la consueta pulizia da Gerry Scotti. Lo stesso conduttore ha rivelato a Tv, Sorrisi e Canzoni, in edicola domani, il destino del format che è destinato a perdurare in casa Mediaset. Cominciato in sordina, con le accuse di essere un clone di Ti lascio una canzone, la trasmissione si è ritagliata mano a mano uno spazio importante, fino a trovare una vera e propria collocazione nell’immaginario del telespettatore medio con alcuni bambini diventati già autentiche pop star, Cristian Imparato su tutti che può vantare su Facebook un fan club che fa concorrenza a quello di Mauro Marin.

“Abbiamo già fatto i provini per l’anno prossimo. Stiamo studiando la formula di ‘Io canto 2′ con delle variazioni e delle novità. Andremo in onda nei primi giorni del 2011″.

Buone notizie per gli appassionati.
Meno per Antonella Clerici, conduttrice di quel Ti lascio una canzone di cui abbiamo già detto. Proprio a lei Gerry scotti si rivolge respingendo ogni accusa:

“Io sono in buona fede. Queste cose possono capitare. Tutti i quiz con le quattro risposte sono figli del Milionario. Così tutti i programmi in cui cantano i bambini sono figli dello Zecchino d’Oro. Nel nostro show c’è la bellezza di uno studio allestito ad hoc, un’orchestra di primissima qualità, uno dei più bravi registi (Roberto Cenci) e uno dei presentatori più provati… Gerry Scotti”.

L'Isola dei Cassintegrati: l'unico reality "reale". Un gruppo di disoccupati sardi occupa l'Asinara e fa il boom sul Web: "Facciamo il verso alla Ventura per attirare attenzione"

pubblicato da Stefano Sgambati

L'Isola dei Cassintegrati: l'unico reality "reale". Un gruppo di disoccupati sardi occupa l'Asinara e fa il boom sul Web: "Costretti a fare il verso alla Ventura per farci notare"

Il 24 Febbraio 2010 un gruppo di operai Vinyls (ex Enichem, Porto Torres), in cassintegrazione da 4 mesi, è sbarcato sull’isola dell’Asinara, prendendo possesso delle sale dell’antico carcere. L’isola dei Cassintegrati è un reality “reale”, dove nessuno è famoso, ma tutti sono senza lavoro. Trincerati in un’isola simbolo della più grande Sardegna ormai in crisi profonda, alloggiati in celle non peggiori delle sbarre che governo, regione ed Eni hanno messo loro davanti. Nessuno yacht, billionaire e soubrette su quest’isola, solo la cruda verità di una politica che non dà risposte, e di una società a controllo statale – ENI – che persegue i propri scopi aziendali passando sulle vite di centinaia di famiglie. E, non ultimi, un gruppo di operai coraggiosi che lotta per i propri diritti.

Quanto avete appena letto è il “disclaimer” di un gruppo di Facebook che in pochissimo tempo ha raggiunto circa 20mila iscritti. E’ la provocazione partita da Andrea Azzu, sardo, figlio di uno di tali cassintegrati: Andrea sa come funzionano le cose, sa come va il mondo. Pensa al social network più famoso che ci sia e pensa al reality show più di moda, cioè l’Isola dei naufraghi di Simona Ventura e parte con l’avventura. Funziona. La notizia fa il giro e approda ai media nazionali. Il quotidiano la Repubblica, ad esempio, riporta la storia di Pietro Marongiu, lavoratore del petrolchimico di Porto Torres che dice:

“Siamo entusiasti di tutta questa gente che ci manda messaggi via internet. Peccato che abbiamo soltanto una chiavetta per collegarci e non ci riusciamo sempre, ma mia figlia mi ha mandato un sms proprio poco fa: abbiamo passato quota 9000! Questa è una risposta anche a quegli ectoplasmi dei sindacati nazionali, nessuno si è fatto sentire”.

Un gruppo di dipendenti in esilio. Il meccanismo del reality televisivo come mezzo: l’idea si è dimostrata vincente. Un nuovo adagio recita ultimamente nelle città: “Ci volete sotto i ponti, ci ritroverete sopra i tetti”. Oppure all’Isola dei Cassintegrati, viene da aggiungere adesso, considerando il successo assoluto di tale iniziativa: la bacheca del gruppo è diventata una piazza di movimentazione sociale e politica. Vengono sollevati temi, viene data solidarietà. C’è chi offre aiuta e chi s’offre di promuovere con tutti i mezzi possibili la cosa.

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Tutti contro Minzolini e la Rai dopo "l'assoluzione" di Mills: un appello di quasi 10mila cittadini chiede una reazione esemplare

pubblicato da Stefano Sgambati

Il Tg1 che “assolve” Mills, senza specificare che trattasi di prescrizione del reato, è probabilmente il momento più basso dell’informazione televisiva a livello mondiale di tutti i tempi. Qualcosa che dovrebbe far rotolare teste, giornalisticamente parlando, a destra e a manca, non lasciando in piedi niente e nessuno. Ovviamente siamo in Italia e tutto va bene. Scodinzolini resta al suo posto circondato dagli allori e così chi si è prestato a leggere quel testo disinformativo, falso e disastroso per la salute della verità nel nostro Paese.

Tutto intorno, però, laddove la realtà ha ancora un valore, è un fiorire di proteste. Un gruppo di quasi diecimila cittadini italiani si è riunito in un apposito gruppo su Facebook, sottoscrivendo un appello indirizzato a Lorenzo Del Boca, presidente dell’Odg, e Paolo Garimberti, presidente della Rai, domandando una reazione esemplare della Rai:

“Non si tratta di destra e sinistra, Minzolini ha il diritto di esprimere le proprie opinioni. Ma nell’edizione delle 13 e 30 del Tg1 del 26 febbraio è stata data una notizia falsa”.

L’appello è intitolato alla “dignità dei giornalisti e al il rispetto dei cittadini” e il volto di Enzo Biagi è stato scelto come anima rappresentativa. Viene chiesto ufficialmente, oltre all’intervento dell’Ordine dei giornalisti, anche le scuse e la rettifica da parte del Tg1 e della Rai. Gli organizzatori dell’appello stanno pensando di andare a consegnare le firme a mano martedì.

Viva Enzo Biagi, viva Indro Montanelli, viva i giornalisti liberi, viva la verità.

I Griffin: Sarah Palin critica la Fox e un episodio del cartoon

pubblicato da Francesca Camerino

Sarah Palin e i Griffin Sarah Palin é di nuovo sulle pagine dei giornali. Questa volta per criticare la rete televisiva Fox per aver mandato in onda una puntata del cartone animato de I Griffin dal titolo Extra Large Medium, in cui compare un personaggio affetto dalla sindrome di Down, una ragazza di nome Ellen che dice di essere figlia dell’ex governatore dell’Alaska.

Come ricorderete anche la Palin ha un figlio affetto dalla stessa sindrome di nome Trig, che ora ha 22 mesi. Nella puntata che ha sucitato la forte critica, mandata in onda il 14 febbraio scorso, Chris si infatua di una ragazza con la sindrome di Down. Quando escono insieme, le chiede quale lavoro facciano i suoi genitori. La ragazza risponde “Mio padre è un contabile, mia madre è l’ex governatore dell’Alaska”.

Sarah Palin, che commenta la politica americana su Fox News, ha definito l’episodio “uno spettacolo deludente”. “Per lei é arrivato come “un pugno nello stomaco”, ha scritto su Facebook. Anche Bristol, la figlia maggiore dell’ex governatrice, si è schierata al fianco della madre parlando degli autori del cartone come “persone senza cuore”, ricordando che i figli delle figure pubbliche devono sviluppare una pelle molto spessa per difendersi dagli attacchi anche se indiretti, e le persone con bisogni speciali hanno già una vita abbastanza difficile senza che altri ne complichino ancora di più le esistenze.

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Salviamo la tv dei ragazzi di RaiTre dalla chiusura!

pubblicato da Francesca Camerino

Salviamo il Fantabosco dalla chiusura Contenere i costi sì, ma perchè rinunciare ad una parte di palinsesto tanto amato dal pubblico dei più giovani? Non si possono eliminare programmi tanto seguiti come Melevisione, Trebisonda, o il Gt Ragazzi.

Arriva una segnalazione importante per chi ha dei figli, ma non solo, e io la rigiro con trasporto: vogliono togliere la tv per bambini dai palinsesti di RaiTre, a partire da ottobre 2010. Su Facebook si sono creati parecchi per lamentarsi di questa decisione. Su questo, il più numeroso, il numero degli iscritti è stato raggiunto in soli quattro giorni.

Via i programmi per bambini da RaiTre. La decisione di togliere i programmi per bambini da ottobre 2010 è stata presa inaspettamente dal Consiglio di amministrazione della tv pubblica italiana.
La ragione ufficiale? L’ottimizzazione dei costi e la necessità, in tempi di crisi, di risparmiare un po’.
Ma, in realtà, c’è tanto da ottimizzare (e da risparmiare) nella tv pubblica che si parte dai più piccoli proprio perché si pensa che siano un “soggetto debole”, specie se protetto - nella televisione pubblica - dall’aggressività degli spot.
Nel frattempo con il canone paghiamo cachet favolosi a Paris Hilton (500.000 € per miss Italia) e finanziamo le Isole degli imbecilli…

Iscriviamoci un po’ tutti per sostenere la causa. E poi, inviate una lettera di Protesta alla Rai e pubblicatela qui.

Vittorio Sgarbi squalificato da Domenica Cinque. E Facebook porta avanti la sua campagna anti-D'Urso

pubblicato da Lord Lucas

urso sgarbiLe mille facce di Barbara D’Urso
Le mille facce di Barbara D'UrsoLe mille facce di Barbara D'UrsoLe mille facce di Barbara D'UrsoLe mille facce di Barbara D'Urso Vittorio Sgarbi ha interpretato lo stato d’animo di tanti telespettatori, colpendo alla radice il sempre più esasperato egocentrismo di Barbara D’Urso. La sua conduzione, sempre più stucchevole e fintamente populista, è stata messa in discussione dall’opinionista sul trespolo nell’ultima Domenica Cinque, con una sfuriata che gli è costata - stando quanto pubblicato da Il Giornale - una sospensione per due domeniche da parte della direzione di Canale 5.

Peccato che l’intera rete la pensi come Sgarbi, visto che è nata una vera e propria campagna virtuale anti-D’Urso. Su Facebook ha quasi 4000 iscritti il gruppo “Per chi odia la faccia che si mette Barbara D’Urso quando ascolta le tragedie”, che ha generato da una sua costola l’altrettanto gruppo di dissenso, “Mi dissocio da quello che dici”, altra frase fatta della conduttrice messa alla berlina, e il fanclub-parodia dello sguardo contrito. Ormai gli utenti si divertono a collezionare le espressioni più “cult” della retorica d’ursiana, sino a dar vita a gallery esilaranti come la nostra, che mescolano le più volubili espressioni facciali della - non a caso - attrice.

Il che è bislacco, come dice sempre Barbara, visto che sino a un anno fa il suo indice di gradimento era alle stelle e noi stessi blogger la riempivamo di elogi. Non sarà che la Domenica (Cinque) le ha proprio dato alla testa? O la maledizione di Paola Perego, la più odiata sino all’anno scorso proprio in quanto trash-regina domenicale, si è compiuta?

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La tv che gli italiani vorrebbero non è la tv che gli italiani domandano. Dov'è il trucco?

pubblicato da Stefano Sgambati

La tv che gli italiani vorrebbero non è la tv che gli italiani domandanoOgni volta che qualche associazione no profit tira fuori un sondaggio relativo a quello che i telespettatori vorrebbero e non vorrebbero dall’offerta televisiva, puntualmente viene fuori un campione che sembra appartenere a un altro pianeta, se non ad un altro Sistema Solare. I reality show per esempio. I reality show sono come la Juventus. O Berlusconi. Nessuno li può soffrire, però tutti li guardano (o li tifano, o li votano). Delle due l’una: o gli intervistati si divertono a mischiare le carte in tavola, oppure le rivelazioni dell’auditel sono gonfiate ad uso e consumo degli inserzionisti. L’ultima è dell’associazione Comunicazione Perbene (qui il gruppo su Facebook) che asserisce come l’attuale tv non piaccia alla maggior parte dei telespettatori. Il sito di Comunicazione Perbene ha chiesto ai suoi utenti di inviare una mail contenente le proposte per la televisione del 2010. Sono arrivate 1470 partecipazioni dal 20 dicembre al 4 gennaio e i risultati emersi sono stati, come al solito, del tutto opposti alla realtà dei fatti.

Bocciatissimi, appunto, i reality show: per il 65% dei partecipanti questi sarebbero proprio da cancellare dai palinsesti. Poco graditi anche i giochi a premi che sono soliti regalare alte cifre in denaro (57%). La gente sembra non poterne più delle telerisse (il 71%, numero enorme, si dice insofferente), salvo poi andare a premiare proprio quelle trasmissioni che fanno della violenza verbale, dove non fisica, il punto di forza. Misteri dell’incoerenza catodica. In generale, i telespettatori sembrano bocciare quei programmi che “propongono come modelli vincenti la mediocrità e l’ignoranza (49%), nei quali per vincere basta il non saper fare nulla (38%) e in generale dove si ha l’esaltazione e la celebrazione di chi è prepotente verso chi non la pensa allo stesso modo (35%)”. Esattamente quelle trasmissioni, cioè, che vincono con puntualità plebiscitiaria la gara dell’auditel…

Passiamo ora a quello che la gente vorrebbe dalla televisione futura.

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Chuck 3: il primo poster ufficiale. E la Nbc lancia un gioco sui social network

pubblicato da Paolino

Chuck 3Prima bistrattato dalla Nbc, ora considerato dai suoi dirigenti il salvatore di una rete che se la sta passando brutta: è questa la strana metamorfosi di “Chuck”, la comedy spy che fino alla scorsa stagione era data per spacciata e che invece ora si prepara a tornare in tv non solo in anticipo -il 10 gennaio anzichè a marzo-, ma anche con più episodi del previsto: da 13 a 19.

Per celebrare l’avvicinarsi della season premiere (da due ore), la Nbc ha diffuso il primo poster promozionale della serie, che vede ancora una volta Zachary Levi protagonsita. Nell’immagine, che vedete a lato, l’attore compare in primo piano affiancato da Yvonne Strahovski, ancora una volta coprotagonsita nei panni di Sarah, agente spesso in aiuto del malcapitato nerd custode di innumerevoli segreti federali.

Oltre a quest’immagine, però, la Nbc ha annunciato la partenza di un gioco online che ricorda molto ciò che è stato fatto quest’estate per “Glee” con “Biggest Gleek”. Di nuovo, protagonisti saranno i social network come Facebook, Myspace e Twitter.

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Chi ha visto... Chi l'ha visto? Nasce su Facebook un gruppo di protesta nei confronti del nuovo corso del programma

pubblicato da Stefano Sgambati

Chi ha visto... Chi l'ha visto?Un gruppo su Facebook per “ritrovare” Chi l’ha visto?. Secondo i quasi 500 iscritti, la storica trasmissione di RaiTre ha perduto la strada maestra, prediligendo, anch’essa come altre, la soluzione più facile della corsa all’ascolto maggiore. Tuonano forte gli appassionati del programma, amareggiati e disillusi, sperando che così facendo si possa in qualche modo contribuire a tornare alla vecchia, amatissima, dimenticata funzione pubblica.

“Chi l’ha visto” si è smarrito, ha perso la strada e non ricorda più perchè è nato. Ha dimenticato quali sono i suoi obiettivi, la sua utilità nei confronti di coloro che hanno bisogno di aiuto, sia di quelli scomparsi, sia dei loro familiari che soffrono. Ha lasciato le persone che da anni l’hanno sempre curato con grande umanità e professionalità, persone di cui sentiamo la mancanza, con i loro volti, le loro voci e il loro modo di raccontarci ogni storia. “Chi l’ha visto” è un vecchio amico, tenace e coraggioso. Ma ora si è perso. Aiutiamoci a ritrovarlo”.

Così recita il disclaimer del gruppo. In bacheca è possibile già trovare una ridda di polemiche, precisazioni, desideri, accuse e consigli. Non piace la conduzione di Federica Sciarelli e non sono poche le “vedove” di Donatella Raffai (rimasta alla guida fino al 1991), In una parola “Chi l’ha visto?”, non avrebbe più alcuna funzione di “trasmissione di servizio”, a meno che non si intenda per “servizio” quello necessario a piazzarsi bene nella classifica dei programmi più visti della serata. Le accuse più feroci, conduzione a parte, sono rivolte agli sms, al pubblico in studio, alla “scelta delle tematiche fuori da ogni logica”. Una delle parole più abusate è “salotto”: ecco, non si vuole che anche questa storica confezione televisiva diventi il solito salottino catodico a cui già siamo troppo abituati.

Qualcuno, addirittura, parla di “censura”. Si discute anche di uno storico autore del programma, Giuseppe Murgia, che l’anno scorso ha preferito mollare la barca, insieme ad altri dodici giornalisti. Scrive uno dei responsabili del gruppo:

“Alle mie e ad altre proteste via mail ho ricevuto risposte dalla produzione, dalla vicedirezione e dalla redazione. Si sostiene che i professionisti sopra citati se ne sono andati per motivi economici: cosa assolutamente improbabile, visto che adesso sono tutti disoccupati. Continueremo in modo del tutto autonomo e senza essere manovrati da nessuno a impegnarci affinché si ritrovi lo spirito originario, quello di occuparsi di persone in difficoltà e non di casi di stretta attualità già affrontati da altre numerose trasmissioni”.

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Facebook: Ciccio Benzina a quota 130 mila fan, i "veri" concorrenti al palo

pubblicato da Gabriele Capasso


Facebook è un fenomeno considerato universale. Da tempo i giornali hanno cominciato a monitorare, anche con una certa faciloneria, tutto ciò che spunta sul più popolare dei social network (ci siamo pure noi di Tvblog). Tanto per fare un esempio polemiche infinite si sono scatenate dopo la “scoperta” di gruppi, magari con poche decine di adesioni, che vogliono attestare la stima ed ammirazione per personaggi legati alla criminalità organizzata. Facebook, aldilà dei giudizi, è diventato in qualche modo sonda ideale per misurare i gusti, le passioni, le mode di cui sono vittime gli italiani.

Senza alcuna pretesa di scientificità, che tanto non pare essere preoccupazione di nessuno, abbiamo provato a verificare un po’ qual è la penetrazione del Grande Fratello 10 su Facebook con risultati assolutamente sorprendenti. Cicco Benzina, l’autotrasportatore sovrappeso “che ama toccare le tette della morosa” provinato e mandato in onda per una manciata di secondi da Mai Dire Grande Fratello in un video ormai celeberrimo, è il “proprietario” della fanpage con più adesioni in assoluto: 131.057 in continua ed esponenziale crescita.

Non sta a noi dire se questo sia dimostrazione di quanto poco piaccia, o interessi, il Grande Fratello 10 e i suoi “veri” concorrenti, ma se fossimo nei panni degli autori che tanti mesi hanno lavorato sul cast saremmo molto delusi dallo scoprire che al momento Camila Sant’Ana ha appena 328 fans, Alberto Baiocco 3339, Carmela Gualtieri 409, Carmen Andolina 1342, Daniela Caneo 238, Davide Vallicelli 170, Massimo Scattarella 9780, Gabriele Belli 261, Maicol Berti 4563, Veronica Ciardi 618, Mauro Marin 1264, George Leonard 1677 o Tullio Tomasino 697. Anche il Grande Fratello 10, proprio la trasmissione in sé, può contare su una serie di fanpage, ma quella più frequentata si ferma a quota 2397 mentre quella dedicata a “L’Ondra o L’ondhon” (una delle bestialità più divertenti pronunciate da un provinato) è capace di raccogliere 105 mila fans.

Ciccio Benzina

Le classifiche di Cinema.it: i film tratti da cartoon televisivi

pubblicato da Francesca Camerino

Cowboy Bepop the movie nella classifica di Cinema.it Il blog di Cinema.it riparte alla grande con una serie di post dedicata a classifiche che colleghino i lungometraggi ad altri settori dell’intrattenimento, Ora è online una classifica di film nati dai successi delle serie animate televisive.

A capo della lista campeggia I Simpson - Il film ma ce ne sono altri anche made in Japan che hanno segnato l’animazione in campo internazionale. A cominciare da Il Castello di Cagliostro con un meraviglioso Lupin III o al più recente Cowboy Bebop: The movie con Spike Spiegel, il noto cacciatore di taglie. E ancora il lungometraggio molto amato dalle ragazzine dedicato alle Winx, le fatine televisive.

Cliccate sui titoli dei lungometraggi ed esplorate l’archivio ricchissimo di schede di film, di star e scorrete le gallerie fotografiche di Cinema.it. E poi, se vi stuzzica l’argomento, dite la vostra anche nella Community di Tvblog visitando il gruppo Le serie animate. Basta autenticarsi su Facebook.

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