
Qualcuno dica al Tg1 che su Facebook non si può cliccare su “non mi piace” e che il popolare social network prevede solo la possibilità di esprimere consenso, e non dissenso.
Ma andiamo con ordine: dopo 45 minuti dell’edizione delle 20 di ieri (4 dicembre 2011) del Tg di RaiUno parte un servizio a firma Leonardo Metalli. Si racconta la personalissima “tv” che ha inaugurato Vasco Rossi sul suo Facebook, dove ha presentato in anteprima il suo nuovo video “Stammi vicino”. Il servizio racconta tutto questo. E fino ad un certo punto nessun problema. Ma poi la voice over dice testualmente:
Ma c’è chi può non gradire i suoi pezzi e, guarda caso, a sentire i suoi fan, uno in particolare ha cliccato su “Non mi piace”. Si chiama Ligabue.
Surreale. Ma credibile, evidentemente. Al punto che è intervenuto addirittura l’ufficio stampa del Liga - con l’intento di placare eventuali polemiche - con un comunicato stampa in cui si precisa:
Contrariamente a quanto affermato nel servizio del TG1 (a firma di Leonardo Metalli), andato in onda ieri sera durante l’edizione delle 20.00, si precisa che Ligabue non ha mai cliccato su “non mi piace” (opzione peraltro non possibile su Facebook) riguardo ad un video di Vasco Rossi.
Si sottolinea, inoltre, che non è (e non è mai stato) nello stile di LIGABUE esprimere pareri negativi sul lavoro artistico dei colleghi.
Una buffa nota di colore, certo, un inno alla surrealtà. Ma alla faccia dell’interattività, dell’interazione fra il web e la tv e compagnia bella.
Nel giro di queste ore, Facebook sta lanciando la nuova versione del profilo dei suoi utenti, già conosciuta da molti che hanno potuto sperimentarla in versione beta come “Timeline” (in italiano è diventato il “Diario”). Un modo per pubblicare e rendere noti non solo i propri status, ma anche le proprie passioni e foto come se si sfogliasse un album vero e proprio.
[Segui TvBlog su Facebook e Twitter]
La novità necessita in queste ore dell’appoggio degli utenti del social network più famoso del mondo, che si stanno dividendo tra entusiasti e delusi dalla nuova impostazione del sito. E se il video di presentazione ufficiale della Timeline (che trovate dopo il salto) ha solo presentato le nuove modalità di condivisione delle proprie informazioni, nel web sta circolando ora un video virale che punta a promuovere il Diario in una luce più romantica.
Eric Leist, un social media consultant, ha realizzato un montaggio in cui le nuove funzionalità di Facebook vengono presentate nientemeno che da uno dei personaggi più amati dagli appassionati di telefilm e dalla critica televisiva mondiale, ovvero Don Draper (Jon Hamm) di “Mad Men” (dopo il salto, il video).
Continua a leggere: La nuova Timeline di Facebook presentata da... Don Draper di Mad Men (video)
Siete in astinenza di “The Big Bang Theory”, che tornerà in onda con la quinta stagione sulla Cbs il 22 settembre? Nell’attesa, la Warner Bros. e la Dire Wolf Digital hanno realizzato per Facebook un simpatico gioco online, basato sul fittizio gioco di carte “Mystic Warlords of Ka’a”. Questo il link a cui potete accedere al gioco sul social network, per ora in versione beta.
I più attenti allo show, avranno notato che i protagonisti si dilettano, durante alcune scene nell’appartamento di Leonard e Sheldon, in un gioco di carte collezionabili, dal nome, appunto, “Mystic Warlords of Ka’a”, con un insieme di regole che fanno il verso ai numerosi giochi che gli appassionati conoscono bene (tra tutti, citiamo Magic e Dungeons & Dragons).
In molti si sono chiesti se il gioco esistesse davvero e se la Cbs volesse mettere in vendita il mazzo di carte con cui i protagonisti giocano. Ad occuparsi dello sviluppo del gioco e della realizzazione dei mazzi è stato il dipartimento creativo della rete, non per commercializzarli. Le richieste dei fan hanno però convinto la rete a sviluppare un gioco online, basato sulle regole dei più classici giochi di carte collezionabili.
The Big Bang Theory, il gioco di carte su Facebook
Continua a leggere: The Big Bang Theory, il gioco di carte online su Facebook

La rete di Massimo Liofredi soddisfatta del buon risultato incassato nel primo mese del 2011 continua a guardare avanti, mettendo in palinsesto nuove scommesse. Dal 12 febbraio andrà in onda su Rai2 il nuovo programma “Social King“, un programma dedicato al mondo dei social network ed ai suoi protagonisti. La trasmissione, realizzata dalla struttura Rai Ragazzi diretta da Gianfranco Noferi, rappresenterà il primo game show interattivo realizzato da un’emittente televisiva italiana.
“Social King”, ideato da Andrea Materia e Michele Bertocchi, sarà trasmesso fino al 3 luglio ogni sabato in diretta su Rai2 alle 9.20 e replicato ogni domenica allo stesso orario. La conduzione di questo particolare game, inizialmente prevista per Daniele Battaglia, è stata affidata ad una giovaner coppia composta dal presentatore Livio Beshir e dall’attrice-conduttrice Metis Di Meo, ex concorrente anche di “Ballando con Le Stelle” nell’edizione vinta da Emanuele Filiberto di Savoia. La trasmissione verrà inoltre accompagnata da una programmazione trasversale anche su RaiGulp con “Social King Replay“, un daytime sul backstage in onda tutti i giorni dal lunedì al venerdì alle 20.10.
La struttura del programma prevede il coinvolgimento del pubblico in tempo reale grazie ad una stretta sinergia con le principali piattaforme di social network, in particolare Facebook, YouTube, MySpace, Twitter. Social King intende “portare in tv contenuti e volti del web” creando un forte legame tra la Tv ed Internet. In ogni puntata si sfideranno due squadre in rappresentanza di diversi gruppi di interesse legati al mondo digitale.
Continua a leggere: Social King - I social network protagonisti su Rai2 nel primo game interattivo

Della tendenza dei ragazzi, i teen, a preferire il web alla tv ve ne avevo parlato qualche mese fa a proposito dei gusti dei giovani francesi. Ebbene, secondo l’indagine Abitudini e Stili di vita degli adolescenti condotta dalla SIP (Società Italiana di pediatria) , il trend è confermato anche per i nostri giovani. Lo studio registra il sorpasso del social network Facebook ai danni della più classica Tv:
Per la prima volta si assiste al sorpasso, quello di internet sulla televisione: tra gli adolescenti il web batte il piccolo schermo. Inarrestabile l’ascesa di facebook: il 67% ha un profilo sul social network più famoso al mondo, contro il 50% dello scorso anno. Aumentano i comportamenti a rischio nella rete, come dare il telefonino a uno sconosciuto.
Insomma, la community, l’interattività (anche se condita da comportamenti spesso pericolosi) è preferita all’assistere come mummie a trasmissioni televisive. Preferiscono stare connessi su Fb, dove ci passano più di 3 ore al giorno, il17,2% contro il 15,3% che invece preferisce ancora la vecchia Tv. Quest’ultimo dato fa molto riflettere se paragonato alla percentuale raccolta lo scorso anno pari al 22%.
Continua a leggere: Ai ragazzi italiani non piace la Tv, il web batte il piccolo schermo

“Non ci sono abbastanza aggettivi per descrivere quanto stupido, sbagliato e ridicolmente falso sia”. Con queste parole inizia lo sfogo di Teri Hatcher sul suo profilo Facebook, dopo la notizia uscita ieri secondo cui l’attrice, insieme a Felicity Huffman, avrebbe lasciato “Desperate Housewives” tra un anno.
In particolare, il Daily Mail aveva scritto che la Hatcher sarebbe già al lavoro su una nuova sit-com e per la quale avrebbe deciso di allontanarsi dal set. “I ‘giornali’”, continua l’attrice, “dovrebbero rendere conto per questo tipo di giornalismo irresponsabile e per questa creazione sconsiderata di storie. Ciò che mi irrita di più è che un fan potrebbe considerare per un secondo l’idea che io ‘abbandonerei’ una delle tappe più importanti della mia carriera per cui sono ogni giorno grata”.
Insomma, niente di tutto quello che è stato scritto sarebbe vero. “Non l’ho mai detto o lasciato intendere”. continua l’interprete di Susan, “non hanno fatto sforzi a contattare me, la mia agenzia o il network per verificare la notizia. Sto aspettando una ritrattazione o almeno delle scuse per aver rovinato la domenica di tutti con questa bugia grossa e dolorosa”.
Continua a leggere: Desperate Housewives, Teri Hatcher nega l'uscita dalla serie

Forse non avrà il successo che ha Farmville, ma se siete appassionati di polizieschi ed in particolare di “Csi” non potete non provare a giocare, su Facebook, a “Csi: Crime City”, esperimento voluto dalla Ubisoft in collaborazione con la Cbs. Trattasi di un social game, ovveero di un videogioco in cui è possibile interagire in alcuni punti con gli altri amici che usano l’applicazione.
Nei panni dei protagonisti della serie, quindi, si può partecipare alla soluzione di alcuni casi, cercando prove, analizzandole in laboratorio (e sfruttando gli strumenti dei proprio avversari) e guadagnando punti bonus e denaro per arricchire la propria valigetta di strumenti utili alle indagini. E se amate i personaggi della serie originale, non potrete non sorridere nel vedere le versioni computerizzate di Catherine, Langston e del resto del team.
Un esperimento, dicevamo, che potrebbe dare il via ad una serie di collaborazioni tra case produttrici di videogiochi per pc e studi televisivi, ideando nuove applicazioni dedicate alle serie americane di successo. D’altra parte, non è anche questo marketing? E mentre il crime più famoso della Cbs cerca di conquistare anche Facebook, la showrunner dello show Carol Mendelsohn (al lavoro anche sugli spin-off) ha proposto alla rete un nuovo poliziesco.
La tv italiana è spaccata come il nostro Paese, tra il il “Ti lascio una reclame” e il “Ti faccio pensare“. C’è la parte più cospicua che vive beatamente ignara, grazie alle rassicurazioni del pensiero unico mascherato da servizio pubblico e ai sogni di gloria della tv commerciale. In questa stessa macrosfera è intrappolato, a disagio, Piero Chiambretti, che non fa né gli ascolti né i numeri uno che vorrebbe.
E poi c’è un microcosmo più nascosto ai più, che approfondisce e discute e argomenta e ha bisogno di spunti di riflessione forti, ma soprattutto schiera ospiti e voci pericolosamente vere. Ecco, dunque, l’importanza di chiamarsi La7. Daria Bignardi aveva perso la carta d’identità, su RaiDue, e ora la ritrova nel vero terzo polo delle libertà, dell’intellighenzia liberale più che del libero pensiero, di un illuminismo quasi sorprendente.
Non a caso, il traino del Daria reloaded è il reietto Aldo Busi ospite di Otto e mezzo, che ha avuto a sua volta come traino il Tg di Enrico Mentana. Chiunque lavori in quest’isola felice dell’intelligenza miracolata ha la patente per farlo (o, nella maggior parte dei casi, una rubrica nobilitante su Vanity Fair).
Aldo Busi su La7 può dire:
Le Invasioni Barbariche - la prima puntata di venerdì 1 ottobre 2010




Continua a leggere: Le Invasioni Barbariche e L'importanza di chiamarsi La7: Daria Bignardi reloaded
Il popolo del web ha eletto la sua nuova regina del nulla, il feticcio dell’effimero, l’emblema di una generalista che ha bisogno di riciclati baluardi trash per sopravvivere. A voler pensare male, in un’edizione partita col botto tra casi umani e sviluppi da reality, Anna Tatangelo è una delle artefici della rinascita di X Factor. E il suo “apparente” successo si misura nella inquietante ricezione del personaggio televisivo che sta diventando.
Quella che finora era per gli italiani una precoce stella del pop - cresciuta troppo in fretta - sta mercanteggiando quel briciolo di credibilità musicale rimastole con una disperata ricerca di visibilità. La ribattezzata Lady Tata - quando si dice una macchietta autorizzata - ha accettato di fare la giudice di un talent show perchè non si vive di solo Sanremo (pur per molti Big della musica che vanno avanti solo di quello).
Guarda caso il suo prossimo album è di imminente pubblicazione, perché nessuno fa il talent scout per nulla. E, quanto alla sua controversa storia con Gigi d’Alessio, la Tatangelo ha cambiato tattica: dal farsene sopraffare, restandosene a casa tra mille polemiche, è passata al “cavalchiamola a testa alta”. Perché ha capito che è questo che il (suo) pubblico vuole e si aspetta, che solo così una popstar già “stagionata” come lei può restare a galla, in un mercato sommerso dalla talent mania.
Eppure, la Big Anna del web (da non confondere con la Maxi, che è rigorosamente la Oxa) ci sta mostrando due anime diverse, finora, a X Factor. Quella dei provini, che ha conquistato il pubblico per schiettezza e rusticità popolare, e quella della prima serata, algida e compassata. La Tatangelo è combattuta, tra il preservare di sè l’immagine di una “ragazza bene”, con un forte senso della disciplina e rigorosamente impostata (come i suoi lanci a Video Italia di qualche anno fa) e il lasciarsi andare come una scafata ‘ragazza di periferia’.
Continua a leggere: Anna Tatangelo, un X Factor dalle mille facce (che spodestano la d'Urso?)


Manca poco alla fine di “Lost”. Celebrato ormai in tutti i modi, ci mancava solo il ricordo di questi sei anni da parte del cast della serie, che è stato proiettato durante la presentazione del palinsesto autunnale della Abc. Nel video, che vedete dopo il salto, gran parte dei protagonisti racconta la sua esperienza sul set e non solo.
“Non si può parlare di tv nel ventunesimo secolo senza parlare di Lost”, ha detto Daniel Dae Kim, mentre Matthew Fox si considerato “grato per aver partecipato a quest’esperienza”. E se per Terry O’ Quinn la fine sarà un po’ come quando “finisci un libro che non vorresti che finisse ma quandi lo chiudi pensi sia stato bellissimo”, è Josh Holloway a sdrammatizzare la situazione raccontando di quando il cast “andò in un bar a celebrare la fine delle riprese del pilot. Fu lì che mi resi conto che sarebbe stato il posto dove avrei speso tutti i miei soldi e dove sarei rimasto”.
L’attesa, da parte dei fan, è alle stelle. In molti si sono già organizzati per le sei del mattino del 24 maggio, grazie a Fox ed all’Iptv di Telecom Italia che trasmetteranno “The End” in diretta con l’America, ma molti appassionati in queste ore stanno esprimendo il loro affetto verso la serie su internet, ed in particolare su Facebook. Basta scrivere sul motore di ricerca del social network “Lost finale” per trovare numerose pagine di eventi dedicati all’ultima puntata. Ma in queste ore, in Italia, a spopolare è un curioso gruppo, “Sei Lost dipendente”.
Mail bombing contro La Pupa e il Secchione: troppo svilente per la donna. Almeno secondo le blogger e i blogger che hanno aderito al circuito ComunicazionediGenere e che hanno lanciato su Internet un appello, appoggiandosi al sito e a Facebook, soprattutto per contestare la costola “hot” del programma. Sulla pagina del più importante social network del mondo si legge l’invito ad intasare la redazione di Mediaset di proteste. L’azienda del Biscione ha cominciato a replicare così: “Per queste comunicazioni deve rivolgersi direttamente a Italia1 utilizzando la form che trova in questa pagina del sito della rete http://www.tv.mediaset.it/italia1/form/form_2.shtml. Grazie per l’attenzione”.
I responsabili del sito e della pagina denunciano che, in questo modo, il semplice form presente all’indirizzo indicato non basta per sostenere l’enorme mole di traffico, andando spesso e volentieri in tilt, impedendo la civile protesta.
Tra gli scambi della pagina di Facebook ve ne sono di molti interessanti. Qualcuno asserisce che il metodo migliore e più democratico per non dare seguito e credito a prodotti di questo tipo sia non guardarli; altri - con i quali sono personalmente più d’accordo - ritengono che questa è una vita buona solo per il privato. Commenta, ad esempio, l’utente Francesca Sanzo:
“Se bastasse non vedere tutto quello che in maniera sottile e pervasiva entra nella cultura popolare, allora saremmo un Paese migliore. Purtroppo se nel piccolo e privato hai ragione, pensando a come certi concetti vengono naturalizzati, essendo la televisione un mezzo assai potente, se non si fa emergere anche un pensiero alternativo e una riflessione sullo svilimento delle persone che porta avanti un programma del genere, allora questo genere di comunicazione si normalizza e con il tempo nessuno si accorgerà più di quanto un modello relazionale basato sull’umiliazione e gli stereotipi, come quello proposto da questa trasmissione, fa
e te lo dice una che non guarda la televisione da 4 anni e se lo fa è proprio per cercare di capire quale rotta stia prendendo il Paese”.
Dopo il salto il testo integrale della mail di protesta, com’è stata concepita dai “tipi” di ComunicazionediGenere.
Continua a leggere: La Pupa e il Secchione svilisce la donna: mail bombing di proteste a Mediaset

Il mitico cartoon di Matt Groening, I Simpson, stimola molte iniziative divertenti - forse perchè ha come protagonista uno dei più burloni personaggi animati che siano mai esistiti, Homer- Una fra queste é quella ideata da Fox per festeggiare il ventesimo compleanno della serie animata “in giallo”. Si tratta di un’ applicazione per il desktop e di un vero e proprio videogame gratuito che vede Homer e compagni come protagonisti. Per trastullarvi con la famiglia di Springfield, come prima cosa dovete installare Adobe Air, poi andare sulla home del sito ufficiale The Simpson Unleashed e cliccare su “Install Now” per avviare l’installazione della app per Windows e Mac Os. Non é altro che uno screenmate, grazie al quale Homer, in automatico, vi terrà compagnia mentre siete davanti al computer.
Una volta installata l’applicazione consentite l’accesso al vostro account Facebook (con Facebook Connect). A quel punto potrete iniziare ad invitare i vostri amici a utilizzare l’applicazione e sfidarvi a colpi di gavettoni, bombe, uranio radioattivo, e lattine di Birra Duff esplosiva e altri strumenti di distruzione di massa. Diventerete il “Prince o’ Pranks” (principe delle burle) come il buon Homer. Guardate il video-promo qui.

Come non innamorarsi di Bert e Ernie, i due simpaticoni protagonisti del mitico show “Sesame Street”? Le loro scenette comiche, i veri capolavori del programma lanciato nel 1969, sono indimenticabili. E’ proprio dai due buffi pupazzi che nasce la serie animata “Le Avventure di Bert e Ernie” (Bert and Ernie’s Great Adventures) co-prodotta da Sesame Workshop, NDR, Channel Five e Misseri Studio. Questa volta, però, Bert e Ernie non sono di peluche ma in plastilina. Trasmessa su Raitre fino a poco tempo fa, ora é anche tra le serie televisive prescolari candidate al Cartoons on the Bay 2010.
I personaggi sono animati interamente con la tecnica dello stop-motion, grazie a Misseri Studio che ha sede a Firenze. Sono creati in maniera differente ma la natura delle due star dei Muppets e di Sesame Street, é la stessa: Bert, giallo, spilungone e brontolone, Ernie, arancione, paffuto, e allegro usano sempre l’immaginazione, anche se questa volta se ne servono per viaggiare e vivere avventure entusiasmanti.
L’episodio “Agenti Segreti” ha ottenuto il Gold Award per la categoria animazione per bambini all’ultimo World Media Festival, ed è stato selezionato ad Annecy 2009. Forse la serie meriterebbe anche un Pulcinella Award. Noi ce lo auguriamo. Intanto, su youtube ho scovato un servizio sulla preparazione della serie che é anche su Facebook. Fatevi un bel salto!
![]()
La rimozione del caporedattore Massimo De Strobel, Paolo Di Giannantonio, Tiziana Ferrario, e Piero Damosso (in attesa di capire che fine farà esattamente la rivoltosa Maria Luisa Busi) ha scatenato, com’era ovvio, la reazione dei cittadini liberi e indipendenti, dotati di spirito critico e capaci di discernere informazione da censura. E’ molto divertente, per esempio, andare a scoprire che la pagina del Tg1 su Facebook è stata letteralmente presa d’assedio da spettatori inferociti per la decisione, l’ennesima fuori da ogni vergogna, del direttore Minzolini di liberarsi di coloro i quali non si sono dimostrati abbastanza schierati dalla sua parte. Così quella che dovrebbe essere una vetrina per il primo telegiornale italiano è diventata una fucina di proteste, insulti e grandi messaggi di solidarietà ai colleghi epurati: non si contano, com’è naturale, gli inviti a Minzolini a farsi da parte, per un’informazione che finalmente racconti la realtà e non la accomodi per il bene di un governo, qualunque esso sia.
La cosa curiosa è che tale ondata di proteste si accoda ad ogni pubblicazione dell’edizione del telegiornale del giorno in bacheca: gli utenti, dunque, anziché commentare le notizie e quant’altro, si limitano a sommergere quel singolo video di insulti e sdegno (parliamo di una media di 30, 40 commenti ogni volta): una delle pagine più nere del giornalismo italiano, quell’assoluzione data in luogo della prescrizione al caso Mills, è ovviamente in cima alla classifica dell’indignazione. Ma è in generale uno sgomento bipartisan e apolitico quello che si avverte scorrendo tale bacheca: non posso dirlo, ovviamente non ho potuto legger tutti i commenti, ma a una prima occhiata (provate voi stessi) risulta del tutto impossibile riscontrare un solo commento positivo o che provi ad argomentare gli strambi sillogismi del direttore Minzolini. Richiedere 109 euro di canone all’anno produce tanti abbonati svegli.