Grandi novità in casa Rai per la fiction nei prossimi palinsesti stagione autunno-primavera. Arriverà sugli schermi la tragica storia di Gigi Meroni, talentuoso calciatore del Torino morto nel pieno della sua carriera, all’età di 24 anni (su Raieducational la storia della farfalla granata). I sopralluoghi in queste ore in quel di Como città di origine di Meroni. Ma non è ancora noto il nome del protagonista che di sicuro dovrà essere oltre che un bravo attore anche un bravo calciatore. Del Noce, direttore di Rai Fiction che ha fortemente voluto questa storia in onore di Meroni, annuncia anche un po’ di anticipazioni a proposito delle nuove fiction, su Sorrisi in edicola oggi.
Pierfrancesco Favino interpreterà Luciano Pavarotti in una fiction dedicata; Gabriella Pession abbandona l’eterna vacanza caprese e vestirà i panni del mito Evita Peron, mentre Riccardo Scamarcio potrebbe portare sullo schermo la storia del Mimmo nazionale Domenico Modugno. Un sogno, Del Noce se lo lascia scappare, vorrebbe Rosario Fiorello nei panni di Walter Chiari: il corteggiamento è partito.
Intanto in questi giorni Claudio Bonivento è a Como per l’organizzazione del set e per le interviste a quanti conobbero Gigi Meroni. La fiction scritta da Claudio Bonivento, Roberto Jannone e Grazia Giardello, sarà di una sola puntata; la produzione è della Good Time di Gabriella Bontempo e Massimo Martina mentre la regia è di Claudio Bonivento.

Fabrizio Frizzi è tornato sulla cresta dell’onda. Il suo “I Soliti Ignoti“, game show meno costoso e meno sfarzoso di Affari Tuoi, batte con una certa regolarità Striscia la Notizia (anche se ora è messo a confronto con il Tg satirico guidato da conduttori “più deboli”). Frizzi, volto pulito, un candore ed un’ingenuità che trasmettono simpatia e sembrano impossibili da fingere, affida in un’intervista a Sorrisi e Canzoni delle dichiarazioni che raccontano di un rapporto difficile con l’ex direttore di RaiUno Fabrizio Del Noce. La parziale autocritica di Frizzi, negli anni 90 volto di punta di RaiUno prima di passare sulla terza rete principalmente nel daytime, sta tutta nel non aver saputo gestire certi “rapporti” interni alla Rai.
Credo di non avere avuto colpe per quello che mi è successo. Forse, proprio a volerle cercare, ho sbagliato a non rinnovarmi abbastanza, forte del successo ottenuto. O forse non ho risposto a qualche telefonata di ‘in bocca al lupo’ durante Miss Italia 2002. Il fatto è che, quando faccio un programma, lavoro 20 ore al giorno e certi dettagli mi sfuggono. Poi passo un sacco di tempo a chiedere scusa ma, evidentemente, c’è chi si offende lo stesso.
Se “non c’è rancore” nei confronti di Del Noce, sotto la cui direzione (non va dimenticato) è nato anche I Soliti Ignoti, Frizzi è consapevole di essere un personaggio su cui il direttore Mauro Mazza punta molto. L’aria è cambiata e Fabrizio conta di avere uno spazio di maggior rilievo nei prossimi anni.
Ogni direttore ha il diritto di fare le proprie scelte. E io in quelle di Del Noce non ci rientravo. Sono stato sfortunato. Ma non ho rancore verso nessuno. In fondo, stare lontano dalla tv mi ha aiutato a crescere e, probabilmente, a portarmi dove sono oggi. Quando, lo scorso dicembre, Mauro Mazza mi ha chiamato per propormi la conduzione del Capodanno di Raiuno, ho capito che il vento era cambiato. E ho sentito nei miei confronti una fiducia che mancava da dieci anni.

In occasione delle nuove puntate di “Donna Detective 2″, in onda stasera su Raiuno, TvBlog dopo aver accolto Kaspar Capparoni e Flavio Montrucchio parla con la protagonista principale della fiction giunta alla sua seconda stagione, l’attrice Lucrezia Lante della Rovere. Una intervista in cui l’attrice ha l’occasione per raccontare l’evoluzione del suo personaggio Lisa Milani, rispondere a delle dichiarazioni fatte dal suo collega Kaspar Capparoni a TvBlog confessando anche un interessante desiderio per il suo futuro professionale.
Ti stai rivedendo nelle puntate in onda in queste settimana?
“Mi sono semi rivista con gli altri, quindi con poca attenzione. Mi riproporrò di vedermi con più attenzione questa settimana. Insieme agli altri era abbastanza ovvio che alla fine poi si parlasse più fra noi. Guardandomi da sola posso anche esser più critica. C’è chi si mette davanti alla tv, si studia. Io solitamente vado oltre.”
Questi incontri testimoniano un grande affiatamento con il resto del cast.
“Quando si passa così tanti mesi insieme si crea una sorta di gruppo e di famiglia. Il film poi non è un’opera di uno solo, ma nasce dal gruppo come in un grande puzzle dove ognuno mette un tassello. Finite le riprese poi ognuno vive la sua vita e non c’è mai occasione di vedersi. L’uscita della fiction è stata una bella occasione per trovarsi. L’anno scorso lo facevamo sempre da Cinzia Torrini, che aveva un mega schermo in casa, dove già durante le riprese surriscaldava questa atmosfera familiare mostrandoci il girato in premontaggio.”
Come è cambiata “Donna Detective” con il cambio di regia da Cinzia Th Torrini a Fabrizio Costa?
“Con Cinzia abbiamo visto la nascita del progetto. Da una idea e una scrittura abbiamo visto il copione trasformarsi in personaggi e storie vere e proprie. Questo è molto eccitante, dal trucco al costume con lo studio di come muoversi o parlare. Nella seconda stagione, in cui è subentrato Fabrizio Costa, il progetto era quello di rimanere fedeli alla prima serie. E’ stato più un lavoro di scrittura, anche perché ora abbiamo due puntate a serate quindi con più dinamismo. Una formula che dicono funzioni di più per la quale hanno usato anche più steadycam.”
Come avevi accolto la proposta di partecipare a questo progetto?
“Tutti pazzi per amore 2” ieri sera ha giocato il suo asso nella manica. La seconda stagione della fiction di Raiuno, per quanto rivoluzionaria nell’essere riuscita a portare sulla prima rete Rai una gran numero di giovani interessanti per gli inserzionisti, aveva dato qualche segno di cedimento rispetto alla scorsa stagione.
Gradevoli i brani musicali, belle le coreografie, divertente il clima da commedia che racconta una storia d’amore moderna (quella tra Paolo/Emilio Solfrizzi e Laura/Antonia Liskova) e gli ostacoli a cui può andare incontro, ma qualcosa, in queste puntate, continuava a non convincere.
Sarà forse l’eccessiva dose di isteria che è stata somministrata a quasi tutti i personaggi della serie che, a prescindere da quello che gli capiti, reagiscono sempre in modo eccessivamente urlato e mucciniano, o forse la scelta di slegare maggiormente i momenti musicali dal resto della storia; fatto sta che “Tutti pazzi per amore” sembrava aver preso una direzione sì diversa rispetto al resto della fiction, ma con la marcia sbagliata. A cercare di risollevare le sorti della seconda stagione, però, c’ha pensato la puntata di ieri (il riassunto su Blogapuntate), nella quale è stato svelato il segreto per cui Raoul (Gabriele Rossi) ha deciso di non fidanzarsi con Cristina (Nicole Murgia).

Rita Dalla Chiesa è la Signora della mattina di Canale5, che ogni giorno alle ore 11 puntualmente apre con garbo e eleganza il tribunale di Forum. Dopo avervi presentato ieri il nostro reportage dietro le quinte di Forum ed in attesa nei prossimi giorni di sentire l’ideatore della trasmissione Italo Felici e i due angeli custodi di Rita: Fabrizio Bracconieri e Marco Senise, diamo la parola alla conduttrice della trasmissione di Canale5, che proprio nel backstage ha risposto alle nostre domande sul suo grande amore professionale: Forum, sulla gioia per il successo di Fabrizio Frizzi ed ha colto l’occasione per togliersi alcuni sassolini dalla scarpa per una questione di alcuni anni fa. Buona lettura.
Se ti dico “Vediamoci sul Due” cosa ti ricorda?
Mi stupisci con gli effetti speciali! Lavoravo per il settimanale “Gioia” e mi occupavo di moda in quel momento. Una sera a cena con Pio De Berti Gambini, allora direttore di RaiDue, mi chiese se volevo occuparmi di una rubrica che stavano per mettere in onda che voleva trattare proprio di moda, libri, musica, tutti argomenti di cui già mi occupavo proprio con il mio lavoro nel settimanale della Rusconi. Io però non ero molto convinta di accettare perché ritenevo il mondo della televisione totalmente distante da me, invece lui poi mi convinse.
Com’era Vediamoci sul Due?
Era uno dei primi talk show al femminile. L’unica cosa è che quando mi fecero il provino, mi dissero “ma perché non la fai tutta tu la trasmissione?”. Mi ricordo che qualcuno, forse che non aveva ben accettato il fatto che avessero affidato la conduzione ad una giornalista esterna alla Rai, come primo ospite mi mise un indiano, ma proprio un indiano con le penne. Io gli dissi buongiorno e quello non mi rispondeva. All’epoca stavo con Fabrizio (Frizzi, ndr), erano i primi tempi della nostra storia d’amore e lui da dietro la telecamera mi faceva segno: parla, parla, fregatene se questo non risponde, tu vai avanti . Alla fine devo quindi a Fabrizio che io mi sia sbloccata del tutto, anche grazie a questo episodio dell’indiano che non parlava e che raccontato ora è divertente. Vediamoci sul due l’ho fatto per due anni, poi feci proprio con Fabrizio “Pane e marmellata”. Questa coppia cominciava ad incuriosire il pubblico, a parte le malelingue per la cosa della differenza d’età fra noi due. A me non fregava nulla di questi pettegolezzi, ero innamorata pazza di Fabrizio e lui lo era di me e siamo andati avanti per la nostra strada.
Un’amore nato dietro le telecamere ma sbocciato davanti alle telecamere proprio con quel programma per ragazzi nel pomeriggio di RaiDue, unica trasmissione condotta insieme, come mai poi non ne avete più fatte assieme in televisione?
Su Pane e marmellata per la verità abbiamo rischiato di litigare di brutto, perché ovviamente le coppie quando fanno poi lo stesso lavoro alla fine se lo portano dentro e a casa con tante discussioni e quindi lì abbiamo deciso di non fare mai più programmi insieme.
Dopo Pane e marmellata sei passata alla Fininvest, ci racconti come è avvenuto quel passaggio?

Si fanno sempre più frenetiche le voci di una sostituzione, ormai imminente, di Massimo Liofredi attuale direttore di RaiDue. Come avevamo anticipato settimana scorsa la poltrona del dirigente, nominato nell’agosto del 2009, è sempre più in bilico, ma ci sono novità rispetto al suo sostituto. Le prime voci parlavano del vicedirettore di RaiUno Gianvito Lomaglio, già in lizza con Liofredi per la direzione della seconda rete durante il toto nomine estivo, ma ora pare farsi strada sempre di più l’ipotesi di un nome nuovo.
Sarebbe una donna, espressione della Lega Nord che, dopo l’exploit alle recenti elezioni regionali punta a “riprendersi” RaiDue. Questo l’identikit sommario, anche se c’è ancora incertezza attorno al nome, noi ci limitiamo a registrare questa nuova ipotesi.
Per Liofredi sono sul terreno due possibilità: il passaggio a RaiSport come responsabile dell’acquisizione dei diritti tv degli eventi sportivi, lo stesso percorso che fece Antonio Marano nel 2004, oppure quello a Rai Fiction al posto di Fabrizio Del Noce, autentico veterano della dirigenza Rai. Si attendono novità fra pochissimi giorni.

Ancora una manciata di puntate ed “Affari tuoi” si congederà dai suoi telespettatori, dopo aver portato a casa una media nel mese di febbraio di oltre 6 milioni di audience con uno share del 23%. Con Affari tuoi si congeda dal pubblico dell’access time anche il suo conduttore Max Giusti oggi ospite oggi di TvBlog. Con lui parleremo del passato, del presente e del futuro del game di RaiUno ma anche del suo nuovo impegno professionale dal prossimo 25 marzo sulla prima rete Rai con il varietà “Stasera è la tua sera”. Buona lettura.
Vai in onda 7 giorni su 7 quindi ogni mattina sei giudicato dai famigerati numerini dell’auditel, ti chiedo quindi come ti poni di fronte a queste cose?
Sono molto interessanti, ma secondo me più che a noi che confezioniamo lo spettacolo si rivolgono agli strateghi del marketing. Anche perché alla fine ogni smorfia, ogni battuta, se pensiamo ai numerini auditel, va a finire che la facciamo non per quello che ci sembra giusto artisticamente ma perché poi andiamo a vedere come è andata la curva. Sono cose che giustamente servono, ma per quello che mi riguarda voglio e cerco di difendermi da questa cosa. La cosa che più conta per me è la questione artistica, non voglio assolutamente fingere per alzare di qualche punto lo share.
Quindi niente ansia per questo giudizio inappellabile di tutte le mattine?
Io sono pagato bene, ma non abbastanza per stare li tutti i giorni a guardare le curve se salgono oppure scendono, sarebbe davvero una vita d’inferno. Però credo sia giusto mostrarle, anche perché poi in realtà tvblog mostrando le curve, smaschera quella che è l’ipocrisa della televisione e cioè che al giorno d’oggi, almeno per le reti più importanti, è fatta dagli investitori pubblicitari. Quindi noi possiamo aver fatto tutta la gavetta del mondo, gli spettacoli più belli, ma se siamo controprogrammati o se una cosa funziona meno bene in quel dato momento ecco che siamo fregati. Noi siamo lì, a cavallo di quelle curve e siamo la scusante di un intrattenimento che serve a vendere.
Con Affari tuoi, pur andando in onda contro una corazzata chiamata Striscia la notizia, fai ottimi ascolti, spesso e volentieri ancora più alti di quello che poi segue sulla tua stessa rete. Sei soddisfatto di come vanno le cose?

Adriano Celentano ha scritto un nuovo programma per la RAI - di cui sarebbe pronto anche il titolo - ma non ha ancora avuto risposte.
Così, Claudia Mori, ospite ieri a Che tempo che fa.
Oltre a parlare di sé e della sua fiction (come produttrice) C’era una volta la città dei matti, la Mori ha inevitabilmente parlato anche del marito, col quale divide la vita da 48 anni. E, a proposito di progetti futuri del molleggiato, ha detto:
Lui ha scritto il programma e c’e’ il titolo ma i nuovi non hanno risposto
I “nuovi” sarebbero la nuova dirigenza di RaiUno. Perché pare che quella vecchia avesse chiesto un nuovo progetto a Celentano.
Continua a leggere: Adriano Celentano ha scritto un programma per la RAI. E aspetta risposte

Don Matteo 7, l’abbiamo detto e lo ripetiamo, è stato un grandissimo successo, nonostante si sia scontrato per settimane con programmi del calibro di Annozero e Dr. House (quest’ultimo, per vari motivi, è stato il vero sconfitto del giovedì sera). E con gli episodi di eri sera, che hanno navigato con uno share di oltre il 30% - ben analizzato dal nostro Hit -, si è conclusa la stagione di garanzia autunnale di Rai Fiction in prima serata. Non poteva quindi quest’oggi non intervenire in proposito il direttore di Rai Fiction, Fabrizio Del Noce, che ha espresso
grande soddisfazione per una programmazione che accanto agli eccellenti risultati raggiunti da serie consolidate come il “Medico in Famiglia” e “Don Matteo” ha registrato anche il successo delle miniserie come “Una Sera d’Ottobre”, “Tutta la Verità” e “Pinocchio”
Del Noce sottolinea come la fiction sia il macro genere più seguito dai telespettatori e come, rispetto agli anni immediatamente precedenti (2007 e 2008) si registri un sensibile aumento non solo dello share e del numero di spettatori, ma anche del numero delle fiction trasmesse. In dettaglio, nel 2007 45 eventi con il 22,27 % di share, nel 2008 39 eventi con il 22,16% di share, nel 2009 56 eventi con ben il 25,92% di share.
Insomma, se in casa Mediaset - sulla rete ammiraglia, in particolare - a farla da padrona nei mesi di garanzia sono stati senza dubbio il varietà e l’intrattenimento (Chi ha incastrato Peter Pan? e C’è posta per te su tutti), dall’altra parte è stata la fiction a portare a casa risultati a volte inaspettati. L’unico genere che da parecchi anni non funziona in tv, continua ad essere quello delle pellicole cinematografiche. Lo spettatore evidentemente preferisce le “produzioni proprie” e i numeri lo dimostrano.
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Soli pochi mesi fa avevamo incontrato Giancarlo Magalli e in una pausa dal suo attuale impegno giornaliero su RaiDue con “I Fatti Vostri” ci aveva fatto capire di avere le idee ben chiare riguardo all’ex Direttore di RaiUno Fabrizio Del Noce, ora seduto sulla traballante poltrona di RaiFiction, colpevole di avergli chiuso le porte della rete ammiraglia:
“(..) Del Noce era da picchiare. Quello che lui ha fatto a Valerio Staffelli lo dovevo fare io a lui. (..) E’ arrivato a RaiUno ed ha cacciato tutti quelli che avevano fatto la storia di RaiUno. Lui come è arrivato ha cancellato dai palinsesti me, la Carrà, Frizzi, Baudo per fare spazio a suoi amici. (..) Mi piazzai nella sua anticamera quindi mi dovette ricevere e mi disse “Sai , non ci sono spazi” ed io gli dissi “Va bene volevo che avessi il coraggio di dirmelo in faccia”. (..) Del Noce ha fatto una televisione molto discutibile piena di raccomandate e di raccomandati che ancora popolano la rete, però speriamo che ora Mazza migliori questa situazione.” [Qui l’Intervista completa]
Ora per lui è in arrivo un nuovo impegno che ha il sapore anche di rivincita. Giancarlo Magalli tornerà infatti su Raiuno alla conduzione di una serata evento dedicata alla 3° edizione del Premio del Lavoro, nella passata edizione trasmessa su Raidue dalla coppia Milo Infante e Monica Leofreddi. La serata che verrà registrata a Milano il 10 Dicembre e proposta poi il 28 Dicembre in seconda serata sulla prima rete Rai non è sicuramente “I Raccomandati” per i quali Magalli ci aveva confessato il proprio interesse ma è comunque un primo passo nella rete che per tanto gli è stata ingiustamente negata.
Sul palco il conduttore non sarà solo ma formerà una coppia inedita con a fianco una conduttrice che su Raiuno è arrivata da poco. Chi? Dopo il salto il nome.
Continua a leggere: Giancarlo Magalli tornerà su RaiUno con il Premio per il lavoro 2009

Domani sera, mercoledì 11 novembre, andrà in onda su RaiTre (dalle 21:10 alle 23:30) uno speciale Che tempo che fa, dedicato a Roberto Saviano, dal titolo Dall’inferno alla bellezza. Titolo che richiama quello del terzo libro di Saviano, La bellezza e l’inferno (Collana: Strade blu, Milano, Arnoldo Mondadori Editore, 2009).
E’ significativo notare che nel comunicato stampa che annuncia lo speciale si dica chiaramente di e con Roberto Saviano, a testimoniare il fatto che il giovane e coraggioso scrittore, simbolo di un’Italia che resiste - uno scrittore che, lo ricordiamo, ive sotto scorta da 3 anni e 28 giorni a oggi, una misura precauzionale in seguito alle minacce ricevute dal clan dei Casalesi - è parte integrante a livello autoriale di questa puntata che si preannuncia straordinaria, e che domani sera seguiremo insieme ai lettori di TvBlog. Ecco cosa dichiara Saviano in merito:
Il titolo della serata vuole dire una cosa semplice, vuole ricordare che da un lato esistono la libertà e la bellezza necessarie per chi scrive e per chi vive, dall’altro esiste il loro contrario, la loro negazione: l’inferno che sembra continuamente prevalere. E’ possibile che ancora oggi, l’Uomo, nella sua accezione più ampia, debba passare necessariamente attraverso l’inferno per raggiungere la bellezza?



Continua a leggere: Roberto Saviano - Speciale Che tempo che fa

Chi si aspettava qualche scossone a RaiUno dopo l’uscita di scena di Fabrizio Del Noce, sarà accontentato. Ecco infatti la prima notizia bomba dell’era Mazza: Eleonora Daniele, una delle famosissime Del Noce’s angels, sarà costretta a lasciare il posto a Mara Venier al timone della prossima edizione di Ciak si canta!, in partenza il prossimo 19 febbraio. A darne notizia è il settimanale Diva e donna, diretto da Silvana Giacobini. Come abbia preso la notizia la Daniele, non si sa, ma siamo convinti che qualche dichiarazione-sfogo sui vari settimanali non mancherà.
Volendo “analizzare” più a fondo la notizia, non si può non sottolineare come una delle signore nostra tv stia (finalmente) per riappropriarsi di una prima serata in Rai che forse da tempo le sarebbe spettata. Dopo il “fattaccio” accaduto parecchi anni orsono a Domenica In, Mara Venier non era più riuscita a trovare una collocazione da vera padrona di casa, se si esclude la fallimentare esperienza dell’ultima edizione de La fattoria (su Canale5), dove comunque rivestiva esclusivamente il ruolo da inviata.
Dopo un’edizione che ha totalizzato ottimi ascolti, Ciak si canta tornerà, come diceva, il 19 febbraio con una formula invariata. In giuria siederanno ancora una volta Michele Cucuzza, Lamberto Sposini, Massimo Giletti - che ritrova Mara Venier come collega per la prima volta dopo la Domenica In dell’epurazione - e, novità questa, Pupo.
Dal sito della S.A.C.T. ricaviamo il Piano Fiction Rai (provvisorio) (dei cui aggiornamenti abbiamo detto, che mostra nel dettaglio le serie al momento finanziate ma anche - dato che crediamo molto interessante per i nostri lettori - cifre, produzioni, stato dell’arte, tecnica di produzione, linea produttiva responsabile, tempi medi, costi, stanziamenti previsti per il 2010 e il 2011, cifre stanziate in passato e via dicendo.
Le principali preoccupazioni degli sceneggiatori - che sono, un po’ anche le nostre, diciamocelo - riguardano prevalentemente la diminuzione dei soggetti produttivi cui vengono affidate serie: è questa, non tanto i tagli annunciati, la vera piaga del settore.
Ma come sappiamo, Del Noce ha annunciato che si tratta di un piano provvisorio, quindi, in qualche modo, occorre aspettare per sapere. Nel frattempo, è bene tenere gli occhi aperti e imparare a documentarsi e a leggere persino un piano finanziario, per capire chi produrrà in futuro, chi no.
Partiamo dalla cronaca: ieri in Senato, nella sala Nassirya di Palazzo Madama è stato presentato il progetto di Emilia Costantini giornalista del Corriere della Sera che prevede tre incontri, al Teatro Eliseo a Roma, dedicati a cinema, teatro e fiction. La stessa Costantini è stata moderatrice e hanno preso parte al dibattito anche gli “addetti ai lavori” come Fabrizio Del Noce direttore Rai Fiction, Massimo Monaci direttore dell’Eliseo, Franco Scaglia di Rai Cinema, Andrea Purgatori di Cento Autori, Piero Maccarinelli di Artisti Riuniti, Lino Banfi, Carlo Bixio produttore Publispei, Matilde e Luca Bernabei di Lux Vide, Giorgio Grignaffini vice direttore Mediaset Fiction, Francesco Gesualdi presidente della Fondazione Rossellini.
Gli incontri ideati dalla Costantini, si terranno il 26 ottobre su Crimine e Giustizia; il 30 novembre su Famiglia e Sanità-Malasanità; il 21 dicembre, su Grandi biografie e romanzi storici. L’occasione è stata presa al balzo e molti dei senatori presenti hanno espresso le loro opinioni in merito a come dovrebbe essere la fiction in Italia. Secondo Filippo Berselli, presidente della Commissione giustizia si dovrebbero:
Recuperare i valori della sicurezza, del sacrificio e del senso dello Stato, specialmente quella del servizio pubblico.
Secondo Antonio Tomassini presidente della Commissione igiene e sanità che parteciperà alla serata dedicata alla malasanità:
Fino a cinquant’anni fa, molto era affidato a fantasia e immaginazione. Oggi invece a farla da padrone è la vita di tutti i giorni. Nelle fiction che riguardano questo settore spesso il verosimile prevale sulla verità e il fenomenale sull’ordinario, e si finisce per porre l’accento su ciò che non va, perché fa scalpore, lasciando nell’ombra le tante cose straordinarie che ogni giorno fanno i medici. Insomma, ci vorrebbe maggiore equilibrio.
Continua a leggere: Il Senato italiano vorrebbe fiction più reali

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Si fa un gran parlare, in questo periodo, del trionfo della fiction sul varietà, lasciandosi trascinare dalle mode fenomenologiche sui dati Auditel. Per certi versi è indubbio che si possa parlare di una maggior stabilità garantita dalla serialità made in Italy, rispetto a un intrattenimento sempre più povero di vera attrattiva. Eppure il giornalista Massimo Scaglioni, su Oggi, rileva che la fiction funziona proprio “grazie” a un vuoto incolmabile lasciato dall’intrattenimento:
“L’assenza autunnale dell’Isola dei Famosi ha lasciato orfana una fetta di pubblico. Con le avventure dei suoi naufraghi l’Isola è il romanzo popolare per eccellenza. E ora la fiction si sta godendo la sua eredità”.
Per ora è bastato cancellare Salemme e la Clerici perché RaiUno tornasse a vincere al lunedì e al martedì sera contro Mediaset, reduce da uno stato di grazia con L’onore e il rispetto.
Altra perla di diamante del palinsesto di Canale 5 era Intelligence. Peccato che la costosissima fiction, partita con 7.000 e il 27% di share anche grazie al traino della prima puntata di Striscia, sia precipitata ieri a 4.600 spettatori e il 18%. Cosa ha causato un tracollo così clamoroso? Una ben fatta miniserie tv in due puntate, Tutta la verità, che ha letteralmente incollato su RaiUno domenica sera e poi ieri gran parte dei telespettatori (oltre 7 milioni sono stati a seguire il gran finale).