Ennesima riunione tumultuosa, come ormai spesso accade, quella di ieri del Consiglio d’amministrazione della Rai (in scadenza il prossimo mese) che doveva decidere fra le altre cose del piano fiction. I consiglieri lo hanno bocciato rinviandolo al direttore generale Lei: le critiche si sarebbero basate soprattutto sulla mancanza nei soggetti di temi sociali e di stretta attualità e sull’assenza di una linea editoriale complessiva. Per il momento quindi i contratti di attivazione delle nuove produzioni resteranno congelati, in attesa di una nuova seduta del Cda prevista per fine mese, dopo che il direttore generale avrà fatto ulteriori approfondimenti.
Spunta in Rai inoltre un’idea, che avevamo lanciato mesi fa, in qualche modo legata alla fiction, quella cioè di spostare su Rai1, nella serata della domenica Che tempo che fa, il programma di successo condotto da Fabio Fazio, ora in onda nei week end di Rai3, cui seguirebbe una fiction della durata di un ora, con un’impostazione del palinsesto più agile e moderna che toglierebbe così la messa in onda di due puntate consecutive per serata delle fiction. Questa idea dovrebbe prendere corpo dal prossimo mese di ottobre, anche se il capostruttura di Rai3 Loris Mazzetti si dice all’oscuro di tutto, anzi dichiara che sarebbe già pronto il piano per la messa in onda del programma di Fazio nella prima serata del lunedì di Rai3 proprio dal prossimo mese di ottobre, dopo alcune puntate speciali nei prossimi mesi. Il dirigente di Rai3 si augura inoltre di riavere in futuro nella propria rete Roberto Saviano e le mutate condizioni politiche potrebbero accelerare questa operazione.
Nella riunione di ieri è stato bloccato anche il rinnovo del contratto allo storico regista Michele Guardì, si parla di 2,4 milioni di euro per quattro anni, effettivamente troppo oneroso in tempi come quelli che stiamo vivendo, senza contare l’esigenza che anche il servizio pubblico dovrebbe sentire e cioè quella di dare spazio e fiducia a nuove realtà che possano inserire aria nuova alla Rai, senza nulla togliere al grande lavoro che ha svolto nel passato un professionista del calibro di Guardì.

Come sta la fiction italiana anche e rispetto a quella d’oltreoceano: perché non riusciamo per esempio a fare grande serialità come gli americani?
Noi veniamo da una impostazione molto vecchia, in Italia è sempre stato difficile pianificare in maniera imprenditoriale vera il meccanismo che porta alla produzione della fiction, va detto però che la situazione negli altri paesi europei non è che sia molto diversa. Si sta iniziando solo adesso a fare qualche cosa pianificando un anno prima i progetti, in modo da svilupparli, mettendo budget e quant’altro. Per quanto riguarda la scelta dei temi, per anni abbiamo pensato a prodotti che potessero andare bene da noi, ma che poi avevano difficoltà ad entrare nel mercato estero. Abbiamo poi in Italia un mercato molto ristretto con praticamente solamente due broadcaster, parlo di Rai1 e Canale5, che trasmettono fiction.
Passando agli Stati Uniti ?
Parlando degli Stati Uniti è tutto più semplice. Loro avendo un bacino di pubblico sterminato hanno la possibilità di ottimizzare al meglio i costi e serie particolari, che qui in Europa sarebbe difficile produrre come per esempio Six Feet Under, là vengono prodotte con anche un buon seguito di pubblico, perché appunto essendo così ampio il bacino si trova sempre una fetta di telespettatori sufficientemente ampia che lo gradisce e che fa guadagnare chi la produce. Se pensa poi che si possono comprare serie americane a 30/40 mila euro a puntata, che sono magari prodotti che costano 2 o 3 milioni di euro a puntata, capisce quanto convenga poi alla fine ad un broadcaster comprare questi tipi di prodotti, a costi che noi come case di produzione non riusciamo a fare per le nostre produzioni
Un mercato quello americano che è diverso dal nostro, quali sono le differenze fra il loro mercato ed il nostro ?
Sabato scorso nel corso del programma di Rai3 “Tv Talk”, il direttore di Raifiction Fabrizio Del Noce, ospite in studio assieme al responsabile della fiction di Mediaset Giancarlo Scheri, nel corso di un dibattito sulla fiction nostrana (QUI il nostro speciale sulla fiction italiana) ha dato le sue spiegazioni sugli ascolti piuttosto bassi di alcune fiction targate Rai in questo inizio di stagione. A suo parere i motivi sarebbero: «Lo spegnimento delle reti durante l’estate» e secondo “Un problema strutturale. L’access prime time di RaiUno ci fa partire molto bassi”. Su questo secondo fattore, è arrivata attraverso le pagine di Facebook la risposta del conduttore dell’access time di Rai1 Fabrizio Frizzi che in questi giorni ha così scritto sul suo profilo :
Ho letto che il mio caro vecchio amico Fabrizio del Noce ha dichiarato che una delle due cause dei risultati non altezza delle sue fiction sarebbero gli scarsi ascolti dell’access prime time… Come dire “andiamo male perchè Soliti Ignoti va male e ci fa un pessimo traino”.
Prima di tutto va premesso che l’andazzo generale delle generaliste è di un ridimensionamento degli ascolti perchè l’effetto satellite e digitale è evidente a chi ha occhi per guardare e studiare i cambiamenti… salvo pochissime eccezioni come Don Matteo, Toh! una fiction, curiosamente non danneggiata dall’access (ma comunque non c’ è più Anno Zero che sugli ascolti non scherzava affatto…). Ai distratti come Del Noce ricordo che l’anno scorso Soliti Ignoti da marzo a dicembre ha tenuto testa e battuto spesso il fortissimo programma concorrente… E che quest’anno la battaglia è impari perchè, dopo il nuovo programma che ci precede, noi partiamo mediamente al 13 mentre Striscia parte al 18… E comunque in 28 minuti portiamo la Rete su di 8/9 punti dando il testimone al programma che segue al 21% quando va male… Una curva meravigliosa se solo qualcuno ci desse un’occhiata, parlo degli addetti ai lavori, naturalmente.
All’esempio di “Don Matteo” , che il conduttore romano cita nella sua dichiarazione, va aggiunto anche quello relativo alla fiction “Cenerentola” in onda proprio in questi giorni sulla prima rete del servizio pubblico radiotelevisivo, sempre preceduta dai Soliti ignoti e che ha ottenuto ottimi risultati di audience, evidenziando quindi come forse il problema non sia l’access, o non solo quello, ma anche la fiction stessa. Per quando riguarda invece le curve, i lettori di TvBlog le conoscono molto bene, visto che le pubblichiamo tutti i giorni e sanno quindi da dove deve partire Frizzi dopo il programma che lo precede, oltre al fatto che la curva delle altre digitali sommate alle pay ormai è una realtà che non si può trascurare.

I vertici Rai devono essere rimasti scottati dalle recenti debacle delle fiction (e di alcuni programmi di intrattenimento) proposte sull’ammiraglia. A parte qualche eccezione, gli ascolti sono piuttosto bassi e anche i prodotti che hanno vinto la serata non hanno fatto il botto come invece ci si sarebbe aspettati. Meglio allora puntare su lavori che possano garantire dei dati d’ascolto soddisfacenti, come ad esempio Il Commissario Montalbano.
Il cda di ieri ha messo infatti in atto alcuni cambiamenti strategici riguardanti il piano di produzione fiction 2011. Sul fronte Montalbano - uno che anche all’ennesima replica riesce a portare a casa la pagnotta - è stato deciso di raddoppiare gli episodi previsti, che passano così da due a quattro, mentre è stato stoppato il progetto L’Olimpiade Nascosta, che avrebbe dovuto essere prodotto dalla Casanova Entertainment di Luca Barbareschi e avrebbe avuto come protagonista Cristiana Capotondi.
Altro cambiamento positivo riguarda per la serie di Pupi Avati Matrimonio, che verrà interamente prodotta nell’anno in corso (6 episodi in totale) anziché essere spezzettata in due anni; inoltre, è stata approvata la realizzazione di una nuova serie tv dal titolo K2.

La querelle sul “velinismo” è lontana dell’essere chiusa. Mentre Striscia La Notizia si prepara a proseguire la sua crociata anti-Lerner (i promo del programma insistono sempre sullo stesso concetto, “non siamo gli unici non siamo i peggiori, chi ci critica è ipocrita“) al giornalista sono state recapitate in rapida successione due querele per diffamazione. Prima è giunta quella dell’ex direttore di RaiUno Fabrizio Del Noce, oggi è arrivata anche quella di Antonio Ricci.
Lo annuncia sul suo blog Gad Lerner (sito al momento bloccato per un sovraccarico dei server, evidentemente):
Come Fabrizio Del Noce, anche il sedicente campione della libertà di satira e della controinformazione, Antonio Ricci, nei giorni scorsi ha pensato bene di intentare contro di me un procedimento giudiziario con l’improbabile accusa di diffamazione a mezzo stampa.
Motivo del contendere un post pubblicato il 22 febbraio scorso dal titolo “Il ciarlatano Antonio Ricci” (lo trovate riportato qui) nel quale il conduttore de L’Infedele accusava Ricci di essere l’ovvio “mandante” di un’aggressione mediatica ai danni di Patricia Thomas, giornalista dell’Associated Press, che aveva partecipato al programma di Lerner nei panni dell’accusatrice di quel tipo di televisione italica che offre un’immagine degradante della donna. La guerra sulla questione del velinismo comincia ad essere televisivamente stucchevole, portarla nelle aule di tribunale appare come l’ennesimo tentativo di tirarla per le lunghe. Ci si augura che il semplice fatto di avere più spazio, più tempo (e più audience) per dire la propria non equivalga automaticamente all’avere ragione.

Sarà un’ultima puntata tutta incentrata sull’amore e le sue complicanze, quella di “Un medico in famiglia 7”, in onda stasera alle 21:10 su Raiuno. Si conclude con un matrimonio, nuove consapevolezze e qualche sopresa la fiction di Publispei che, anche quest’anno, è stata una delle serie tv più viste della rete.
Eppure, il meccanismo del “Medico” sembra essersi inceppato, almeno dal punto di vista degli ascolti. Sebbene siano impensabili, così come per tutte le altre serie (fatta eccezione per il fenomeno Montalbano), gli ascolti record delle prime stagioni, le puntate andate in onda questa primavera hanno registrato un calo rispetto al passato.
Una disaffezione del pubblico che, se in parte fisiologica, in parte si può trovare in alcune decisioni del cast storico di lasciare la serie per dedicarsi ad altro. E così, per un Giulio Scarpati ed un Ugo Dighero che, da bravi figliol prodigi, sono tornati sul set dopo qualche anno di assenza, ci sono stati gli abbandoni di Claudia Pandolfi dopo due stagioni, quello di Lunetta Savino e, nell’ultimo anno, di Pietro Sermonti e Lino Banfi.
Il giallo è risolto: l’assasino è il maggiordomo. Ovvero: la banalità della notizia che si conosceva da un mese e che ha generato anche qualche polemica. La notizia è che Mauro Masi lascia definitivamente la Rai. La nomina alla Consap è ufficiale.
Per la “guerra di successione”, avevamo indicato tra le favorite una donna poco in vista ma molto addentro ai meccanismi RAI, legata al Vaticano e a tutto l’ambiente cattolico, con la benevolenza di Gianni Letta: Lorenza Lei.
Ma spuntano, nel frattempo, altri due nomi di cui vale la pena di rendere conto.
Il primo è quello di Antonio Verro, già membro del CdA in quota Pdl. Protagonista di una battaglia contro Antonella Clerici, scatenato a Sanremo contro Luca e Paolo, il consigliere sarebbe forse gradito al premier Silvio Berlusconi.
Poi, Fabrizio Del Noce.
Continua a leggere: L'addio di Masi. In pole anche Del Noce e Verro
Quarto ed ultimo appuntamento, domani sera alle 21:10 su Raiuno, con “Il Commissario Montalbano”. Il film dal titolo “L’età del dubbio”, tratto dall’omonimo romanzo di Andrea Camilleri scritto tre anni fa e pubblicato da Sellerio, chiude il ciclo di 4 episodi con protagonista Luca Zingaretti, ancora una volta campione d’ascolti (i tre film andati in onda lo scorso mese hanno superato sempre i 9 milioni di telespettatori).
Sarà una chiusura col botto, dal momento che “L’età del dubbio” si avvarrà di tre interessanti guest star. La prima è Ana Caterina Morariu, interprete di Vanna Digiulio, ragazza occhialuta che Montalbano incontra durante un temporale e che aiuta a recuperare la propria auto in panne. Vanna racconta di essere in attesa della zia, in arrivo a Vigàta con il suo yacht.
La zia, Livia Giovannini (a cui dà il volto Caterina Vertova), racconta di aver fatto tardi per colpa del ritrovamento di un cadavere sfigurato in mare. Montalbano, forte del suo intuito, le fa qualche domanda, sospettando che nel caso c’entri proprio Vanna, che nel frattempo si è dileguata. Montalbano e la sua squadra iniziano ad indagare, con l’aiuto della Capitaneria di Porto e del tenente Laura Belladonna, interpretata da Isabella Ragonese.

Attimi di panico questo pomeriggio durante la conferenza stampa di presentazione dei nuovi film tv dedicati al Commissario Montalbano che andranno in onda a partire da lunedì 14 Marzo per quattro settimane. Un uomo, presentatosi come Vincenzo Terranova, ex dipendente della Rai e collaboratore de Il Giornale di Sicilia ha ottenuto il microfono prima minacciando Fabrizio Del Noce, direttore di Rai Fiction, per rivolgere questa domanda:
Con tutte le brave professioniste dello spettacolo che ci sono in circolazione, perché continuate ad offrire lavoro a questa sedicente attrice (Ndr Belen Rodriguez), visto che il nome della signora è pure comparso nelle intercettazioni?
Naturalmente è calato il gelo, ma il vero spavento è arrivato quando l’uomo ha estratto una pistola (rivelatasi finta) prima di essere allontanato dalla sicurezza. La Rodriguez il cui nome, per la cronaca, non è inserito negli atti di alcun procedimento giudiziario né in intercettazioni di sorta fa parte del cast del primo film tv (”Il campo del vasaio“) che andrà in onda la prossima settimana. La soubrette è rimasta sconvolta dall’accaduto e ha abbandonato la conferenza stampa in lacrime.
Nella querelle fra Fabrizio del Noce e l’inviato di Striscia la notizia, con tempi biblici, è arrivata in appello la condanna anche per Valerio Staffelli.
Il mondo del giornalismo prende posizioni in merito: Staffelli incontra il direttore del TgLa7, Enrico Mentana che, sul tema, ha un’opinione ben precisa, molto simile a quanto già espresso in merito alla vicenda che aveva portato alla sospensione di Vittorio Feltri da parte dell’Ordine dei Giornalisti. In merito alla vicenda Staffelli-Del Noce, Mentana dichiara, sorprendentemente:
Quando le cose dell’informazione finiscono in mano ai giudici, c’è sempre il rischio di una frittata. Per questo penso che le cose dell’informazione non dovrebbero mai finire in pasto alle aule di giustizia.
E ancora.

Ha destato scalpore tra i telespettatori di Striscia la notizia la sentenza emanata venerdì che ha condannato il tapiroforo Valerio Staffelli e dimezzato la pena all’ex direttore Fabrizio Del Noce. Sono state tante le mail ricevute dalla redazione del tg satirico che, come annunciato in un promo in onda, stasera tornerà a parlare dell’argomento. Come ricorderete, in primo grado Del Noce era stato condannato a 800 euro di multa responsabile del reato di lesioni mentre a Staffelli non era stata comminata alcuna sanzione, assolvendolo dall’accusa di violenza privata.
Venerdì invece la Corte d’Appello di Roma ha completamente ribaltato la sentenza, di fatto dando ragione all’ex direttore di RaiUno e condannando il tapiroforo. Incredibilmente, da 800 euro di multa del Primo Grado di giudizio l’attuale direttore di RaiFiction è passato a 400 e a Staffelli sono piombati sulla testa (o per meglio dire sul naso) 20 giorni di reclusione, convertiti in una pena pecuniaria pari a 760 euro.
In sostanza, secondo i giudici di Roma avrebbe riconosciuto in Staffelli un atteggiamento persecutorio quando come si evince dalle immagini in quel frangente, ossia prima che Del Noce gli tirasse la microfonata sul naso, stava chiedendo la restituzione dello stesso. Probabilmente Valerio è stato insistente come è solito fare ma ciò che lascia allibiti è il ribaltamento della sentenza di primo grado di un fatto datato 2003 (e poi ci domandiamo se la Giustizia in Italia funzioni!). Tale sentenza crea anche un precedente, fermo restando che dovrà esprimersi la Cassazione (se tutto va bene nel 2015?).
Chiediamo quindi a voi lettori come la pensiate su questa faccenda. E’ un semplice sondaggio senza alcun fine, vogliamo solo conoscere il vostro parere sulla vicenda.

Il Commissario Montalbano è sempre un successo, che sia in prima tv o che vada in replica. Si è pensato quindi di farne una sorta di prequel, raccontandone le gesta da giovane (e forse coi capelli), come rivela il sito Cinemotore. Ad essere stato scelto per interpretare il giovane Montalbano è Michele Riondino, attore pugliese di 31 anni, una delle nuove leve più apprezzate del nostro cinema, già visto in diverse stagioni di Distretto di polizia e prossimamente con Riccardo Scamarcio nella fiction Il segreto dell’acqua.
La serie tv del giovane Montalbano si comporrà di 6 puntate che andranno in onda su RaiUno. La regia è di Gianluca Maria Tavarelli (lo stesso di Borsellino e dell’atteso Le cose che restano, in anteprima al Festival di Roma). La mini-serie racconterà le prime indagini del commissario, naturalmente sempre tratte dalla penna di Andrea Camilleri.
La notizia della scelta di Michele Riondino è stata confermata anche da Fabrizio Del Noce, direttore di Rai Fiction, durante la conferenza stampa di presentazione della nuova fiction di Raiuno Terra ribelle. Dopo le 6 puntate, verranno prodotti 4 nuovi episodi del Montalbano “ufficiale”, quello interpretato da Luca Zingaretti.
A Lamberto Sposini si può dire tutto, che è diventato un presenzialista dei più onnipresenti e altezzosi, oltre che un giornalista in caduta libera di immagine. Ma, nonostante tutto, la sua conduzione de La Vita in diretta, pur annoiata e un po’ snob, si è sempre distinta per impeccabilità e professionalità. L’imminente terza stagione, dopo due anni di grande successo ai danni della concorrenza, si apre con una svolta: la co-conduzione con Mara Venier. Se persino il pubblico è rimasto scettico di fronte a questo ribaltone, Sposini per primo ammette su Vanity Fair che all’inizio non l’ha presa bene:
“A dire il vero, appena la Rai mi ha comunicato la scelta di affiancarmi una conduttrice donna, sono rimasto perplesso. La vita in diretta è sempre andata bene. Solo, ho vinto, e con largo margine, la concorrenza. Poi, mi hanno spiegato che è un arricchimento per dare più peso al programma. Ne ho preso atto e dividiamo la poltrona: io mi occuperò più della parte politica e sociale, delle emergenze e della nera. Mara più di quella leggera: la cronaca rosa, lo spettacolo. Per qualche tempo, abbiamo abitato nello stesso palazzo, a Campo dei Fiori. Mara era al piano di sopra, io di sotto. Buongiorno e buonasera. Mai un caffè insieme, una cena, una festa. Uscì però sui giornali una foto di me sotto il portone con sua figlia, Elisabetta Ferracini. La stavo salutando, titolarono Saranno Sposini. Fu il primo fascicolo che l’allora neogarante della privacy si ritrovò sulla scrivania”.
Sposini commenta anche il suo strano percorso, che l’ha visto passare dalla conduzione seria di un telegiornale alla televisione a tutto tondo. Negli ultimi anni, infatti, lo abbiamo ‘beccato’ ovunque, dalla giuria di Ballando con le stelle e Ciak, si canta al parterre di opinionisti fissi dell’Arena di Giletti:
Continua a leggere: Lamberto Sposini: "Mara a La Vita in Diretta mi ha lasciato perplesso"

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Il 7 febbraio 2004 su Rai1 in diretta dall’Auditorium del Foro Italico in Roma partiva un nuovo programma televisivo prodotto in collaborazione con Endemol Italia, si trattava di “Sogni” e segnava il rientro nell’ammiraglia Rai di Raffella Carrà dopo varie discussioni con l’allora direttore di rete Fabrizio Del Noce, anche presente quella sera in prima fila. Il meccanismo del programma consisteva nel presentare, puntata dopo puntata, i desideri della gente comune realizzati poi dalla redazione del programma.
Desideri o sogni appunto, che in qualche modo ricalcavano alcuni momenti che già facevano parte di una precedente produzione, sempre condotta da Raffaella, parliamo di “Carramba che sorpresa” in onda sempre sull’ammiraglia Rai negli anni precedenti e poi riproposta nella stagione autunnale 2008-09 abbinata alla Lotteria Italia. Il programma è stato anche al centro di una vivace polemica fra la sua conduttrice, Raffaella Carrà, la Rai e l’Endemol, per aver affidato il medesimo format, con titolo diverso ad un’altra presentatrice.
Parliamo del “Treno dei desideri” condotto da Antonella Clerici, anch’esso abbinato alla lotteria Italia nell’edizione 2007. Secondo la Carrà, uno scippo bello e buono quello subito dalla show girl emiliana da parte della Clerici, che per altro ha dovuto poi a sua volta subirne uno identico ad opera di Caterina Balivo e del suo “I Sogni son desideri” in una specie di girandola televisiva, che per il momento sembra si sia fermata.
Dopo il continua la video sigla del programma scritta da Antonello Venditti:

Torniamo a viaggiare nelle fiction che vedremo dall’autunno prossimo su Rai1, con la riapertura ufficiale dei palinsesti dopo la pausa estiva.Oltre a “Il Bandito e il Campione” con Beppe Fiorello anche ne “Le Ragazze dello Swing” la Rai ripercorrerà una storia di personaggi realmente esistiti.
L’indimenticato Trio Lescano, al successo negli anni Trenta e Quaranta con pezzi come “Maramao perchè sei morto” e “Tulipan” sarà nella prossima stagione al centro delle 2 puntate da 100minuti in cui verrà raccontata la storia delle tre ragazze passate dal successo al dramma a causa delle loro origini ebree e arrestate durante un concerto con l’accusa di spionaggio. Una fiction dai diversi sapori, tra cui quello del thriller politico, che tra i suoi protagonisti avrà anche il Dottor Freiss di “Tutti Pazzi per Amore” Giuseppe Battiston, l’ex Emmanuelle Silvia Kristel, Sergio Assisi e con i volti delle tre sorelle affidati a Andrea Osvart (Alexandra), Lotte Verbeek (Judith) ed Elise Schaap (Ketty).
Dopo il salto la trama della fiction con una galleria di foto dal set de “Le Ragazze dello Swing”:
Continua a leggere: Rai Fiction 2010: Le Ragazze dello Swing