
E’ una Melissa Satta tutto sommato sorridente, perlomeno nella prima parte dell’intervista, quella che è apparsa oggi a Domenica Cinque. Fresca di rottura del fidanzamento di 5 anni con il calciatore Christian Vieri, che lo ha lasciata tramite uno scarno comunicato stampa, l’ex velina si è raccontata a Canale 5 davanti a Federica Panicucci.
Se Melissa ha difeso le veline (”Sono ragazze privilegiate perché possono entrare nel mondo dello spettacolo nella maniera più pulita possibile e sono contenta anche che Giorgia Palmas abbia vinto l’Isola“), prima di parlare della storia interrotta dall’ex fidanzato, la Panicucci ha mostrato il suo primo provino in mise sexy e dato uno scoop che forse molti non sapevano: era stata scelta per partecipare al Grande Fratello e chi la provinò fu proprio Fabio Pastrello, autore di GF e anche di Domenica Cinque. (”Avevo 18 anni, stavo finendo scuola e mi hanno tirato in mezzo per fare il provino, ma non ci pensavo proprio…“, ha dichiarato la ragazza. Pastrello ha risposto che l’avrebbero presa volentieri ma “il provino era a giugno, Grande Fratello a novembre, tu hai lavorato subito all’estate e sei diventata già famosa per essere presa“.
La Satta infatti ha ricordato che il suo successo “è nato tutto per caso, ho conosciuto un po’ di persone e ho fatto il primo provino con Teo Mammucari, che vedendomi un po’ “peperina”, mi aveva fatto un contratto a puntata“. La showgirl poi riferendosi all’esperienza che le ha dato la maggior notorietà ha aggiunto: “Poi sono approdata a “Striscia la notizia” per ben tre anni […] Io e Thais eravamo complici ma c’era una sana rivalità, entrambe volevamo farcela e dare il meglio, questo ci ha aiutato”.
Melissa Satta a Domenica Cinque




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Domenica 13 dicembre si è concluso il primo ciclo di trasmissioni di “Domenica Cinque“, il programma contenitore dell’ammiraglia Mediaset condotta da Barbara D’Urso. Abbiamo rivolto alcune domande al capo-autore del programma, Fabio Pastrello quale bilancio di questi primi tre mesi di trasmissione. “Domenica Cinque”, forte dei risultati ottenuti che hanno centrato in pieno l’obiettivo che la rete aveva richiesto, tornerà a gennaio con un nuovo ciclo che durerà fino alla fine di maggio .
Domenica scorsa è terminato il primo ciclo di “Domenica Cinque” di cui è autore. Ci può tracciare un bilancio?
“Innanzitutto ci tengo a dire che sono orgoglioso di fare Domenica Cinque. Il bilancio è più che positivo perché quando a giugno-luglio di quest’anno, quando sono stato contattato da Videonews tramite Barbara D’Urso, sinceramente non avremmo mai sperato in un risultato del genere. L’eredità che prendevamo era molto difficile: il marchio Buona Domenica da Cuccarini-Columbro, Scotti-Carlucci, Costanzo e l’ultima gestione Perego era ben consolidato nel pubblico. Essere riusciti a conquistare un nostro pubblico che sempre più numeroso ci ha seguito ogni domenica ci ripaga senz’altro del lavoro fatto”.
Forse anche il budget non era neppure paragonabile a quello che le trasmissioni citate avevano per la domenica pomeriggio…
“Non è stata solo una questione economica perché ci siamo confrontati con mostri sacri e grandi strutture, mentre noi eravamo piccoli e volenterosi e inoltre, da un paio d’ore di programma siamo arrivati a farne 5. Una scelta coraggiosa, visto che erano anni che sia Mediaset che Rai non proponevano un programma unico che durasse tutto il pomeriggio. Inoltre, io non avevo mai lavorato con l’area News ed entrare in questa testata con il ruolo di capo-autore, dove praticamente non conoscevo nessuno a parte Angela Pedrini (curatrice del programma), c’è voluto parecchio coraggio ad accettare”.
E come è andata?
“Benissimo! A parte Barbara che conoscevo, essendo stato suo autore ai tempi di ‘Grande Fratello’ e ‘La Fattoria’ e che ‘adoooro’! (come direbbe lei), ho trovato Claudio Brachino che è stata una scoperta, oltre che professionale, anche umana. Sono stato accolto da tutta la struttura di Videonews in maniera straordinaria e, in brevissimo tempo, mi sono sentito come a casa. E’ stata una sfida: ci siamo rimboccati le maniche e piano piano oltre a noi sono arrivati altri autori come Totò Coppolino, Simone Gerace, Ivan Roncalli, che si sono aggiunti alla squadra di giornalisti Alessandra Balletto, Paola Cambiaghi, Simona Minarini e Rossella Russo per citarne alcune, e al regista Dario Calleri. Con noi l’azienda e la direzione generale hanno investito su persone giovani ma con un grande entusiasmo. Una cosa ad esempio alla quale teniamo molto è che, oltre all’apporto della struttura tecnica di VideoTime, utilizziamo dei videomaker che realizzano sia in girata delle clip e dei montaggi del programma; dal promo, ai servizi di Serena Garitta a tanti altri. Un bell’investimento guardando al futuro. Tra breve, secondo me, la televisione si farà solo così, avvicinandosi al linguaggio di Internet”.


Domenica Cinque, l’unico contenitore monstre rimasto del giorno festivo di Canale 5 condotto da NSDD (Nostra Signora Della Domenica come ormai la chiamano a Cologno) cresce negli ascolti. I detrattori potrebbero dire che sia merito della mancanza del Campionato di Calcio di Serie A o forse per la presenza di alcuni ospiti d’eccezione che vedremo in seguito, ma a parere del sottoscritto quanto si è visto ieri è la dimostrazione di quanto sia importante il lavoro autoriale su un programma rispetto al grande nome. Un programma scritto da poche persone: tra gli altri Fabio Pastrello, Angela Pedrini, la stessa Barbara D’Urso e ovviamente il direttore Brachino.
Ricordiamo la genesi di questo contenitore, per la prima volta gestito da una testata giornalistica, Videonews. La partenza non è stata affatto facile perchè nella puntata d’esordio la redazione a pochi giorni dalla messa in onda ha dovuto necessariamente rivoluzionare una scaletta per omaggiare i soldati uccisi nell’attentato in Afghanistan e nelle domeniche successive cercare di ricreare quel fil-rouge che inevitabilmente si era perso nella puntata del kickoff. I più attenti telespettatori si ricorderanno che la puntata del 20 settembre si chiamò per l’intera durata Prima di Domenica Cinque, tanto che qualcuno pensò ad un’anteprima lunga per “ingannare” l’Auditel o il pubblico a casa e la stessa Barbara, dopo un post dettagliato in liveblogging del nostro Lord Lucas in cui metteva in dubbio che fosse tutto in diretta, rispose dal teleschermo indirettamente che si era cambiata sia d’abito sia d’umore in pochissimo tempo.
La domenica successiva è stato messo in piedi il programma, con un menu ricco di rubriche, di interventi e molto talk giornalistico anche se il risultato non è parso assai soddisfacente non tanto dal punto di vista degli ascolti quanto dei contenuti. Nessuno del resto si poteva, credo, aspettare chissà cosa, essendo un contenitore sperimentale che oltretutto non gode degli stessi budget dei competitor. Un vero peccato il ricordo dei 20 anni di Non è la Rai (peraltro senza la presenza di Ambra Angiolini che non ha accettato di rievocare il programma che l’ha lanciata) che è passato quasi inosservato, relegato sul finire di puntata, e a farne le spese (a causa di una serie di ingredienti messi alla rinfusa) sono stati il momento musicale gestito da Platinette con Paola e Chiara e il Tè delle Cinque.
A margine dell’evento Mediaset Days che si è tenuto a Torino lo scorso weekend, abbiamo intervistato uno degli autori di questa e delle precedenti edizioni di Grande Fratello, Fabio Pastrello. In questa intervista, ricca di curiosità mai svelate finora, ci ha raccontato anche le sue esperienze lavorative passate e ha parlato del fenomeno talent show nel nostro Paese.
Qual è il tuo percorso professionale?
“Ho avuto la fortuna di fare questo mestiere molto presto, iniziando a lavorare in televisione a 19 anni e a 24-25 diventando autore grazie a Daria Bignardi con la quale ho realizzato “Tempi Moderni” per due edizioni. Poi ho lavorato a “Stranamore” e successivamente mi sono trasferito a Roma nel team di Michele Guardì a “Mattina in Famiglia“. Nel 2001-2002 con “Superstar” sono entrato nella grande famiglia Endemol con cui ho partecipato in qualità di autore a quasi tutti i loro reality: “Il Ristorante“, “La Fattoria” (in studio nell’edizione Brasiliana e coordinatore degli autori in Marocco), “Unanimous“, “Grande Fratello” (4 edizioni) e il varietà “Sei un mito“, giusto per citarne alcuni. Sul mio sito www.fabiopastrello.it sono presenti tutte le mie esperienze lavorative in televisione”.
Cosa ricordi dell’esperienza di “Unanimous” con Maria De Filippi?
“Lavorare con tutto il gruppo di Fascino è stata un’alchimia quasi magica. Una coesione di alcuni storici autori di “Grande Fratello” come Andrea Palazzo, io, Luciano Bossi, Giulia La Penna e il gruppo di Maria capitanato da Luca Zanforlin con Sabina Gregoretti e logicamente la stessa De Filippi. Maria è brava quanto come conduttrice tanto come autrice: lei di sè dice di essere un “autore in studio”. Il format a parer mio era forte, il gruppo di lavoro altrettanto, non ha avuto ascolti stratosferici ma non è andato male come si è detto. Forse avrebbe dovuto mantenere la struttura americana, poteva tranquillamente non essere in diretta, registrato una settimana-dieci giorni prima e poi post-prodotto e trasmesso in alternanza ad un telefilm o una fiction e con una durata massima di 90 minuti. Tutto sommato, è stato un bell’esperimento”.