
Ilaria D’Amico resterà il volto femminile per eccellenza di Sky per almeno altri tre anni.. La conduttrice ha firmato oggi un contratto triennale con la pay tv satellitare, contratto triennale fino al giugno 2014 ed per di più in esclusiva. Non sarà più possibile vederla alla conduzione di altri programmi, compreso Exit su La 7. La D’Amico non nasconde la sua soddisfazione:
Sono sempre stata a Sky. Ora, accettando questa esclusiva, mi sento ancora più Sky. Non riesco ad immaginare oggi un luogo diverso dove condurre il calcio con lo stesso entusiasmo e la stessa passione. Qui ci sono le idee, la migliore tecnologia ed un gruppo dirigente che affronta le sfide per il futuro con la voglia di innovare e sperimentare. Con queste premesse e con queste persone sono certa che riusciremo a sviluppare anche nuovi progetti per gli altri canali Sky.
Sky ha intenzione di impegnarla anche in format che non sono esclusivamente calcistici nel corso di questo triennio, d’altra parte la carriera della conduttrice romana non è mai stata legata al calcio, anche se le trasmissioni di Sky Sport le hanno regalato la definitiva notorietà.
Exit, il programma d’approfondimento de La 7 condotto da Ilaria D’Amico, rende palese la “maretta” all’interno dello sgangherato gruppo di parlamenti riuniti sotto la sigla di “Responsabili”. Dopo aver salvato il governo entrando a far parte della maggioranza parlamentare l’armata variopinta ha incassato la nomina di Saverio Romano a Ministro dell’Agricoltura. La nomina in un dicastero che è atteso da sfide impegnative nei prossimi mesi non è piaciuta ad uno dei più autorevoli fra i Responsabili.
Francesco Pionati, ex inviato parlamentare del Tg1 (di cui si sente pochissimo la mancanza in tv), si lascia gabbare dal più classico dei fuori onda commentando con parole velenose l’assegnazione della poltrona a Romano. Le perplessità di Pionati sono solo in parte coincidenti con quelle del Capo dello Stato Napolitano imbarazzato dal coinvolgimento dell’ex UDC in un’indagine per concorso esterno in associazione mafiosa.
Il leader di Alleanza di Centro per la Libertà, avellinese di nascita, ritiene il neo ministro inadatto a rappresentarlo e si avventura in affermazioni che rischiano di creargli notevoli problemi in prospettiva:
Io non mi faccio rappresentare da Romano, se vado a nord con Romano sul palco non faccio altro che raccogliere ortaggi, è una situazione pericolosa, noi abbiamo l’immagine di persone perbene…i siciliano so siciliani, credo che abbiano una loro forza, anche notevole ma limitata alla Sicilia, come anche Lombardo, come Micciché quando escono fuori dalla Sicilia diventano degli oggetti misteriosi, sono poco spendibili.
Leonardo Facco, autore del libro “Umberto Magno. La vera storia dell’Imperatore della Padania“, è stato escluso della puntata dedicata alla Lega Nord del programma d’informazione Exit condotto da Ilaria D’Amico su La 7. Facco ha lanciato la sua denuncia attraverso il blog della sua casa editrice. Le sequenza degli eventi sembra chiara: dopo aver registrato due interviste negli scorsi mesi e dopo aver ricevuto un invito ufficiale in studio per partecipare al dibattito Facco è stato prima estromesso dalla puntata, poi tagliato completamente dalla scaletta.
Nessuno degli interventi del giornalista, militante “pentito” della Lega Nord ed ex collaboratore del quotidiano di partito “La Padania” (qui la sua intervista a PolisBlog), è stato mandato in onda e nemmeno la promessa di consentirgli un intervento telefonico in diretta è stata mantenuta. Il sunto della vicenda è fornita dallo stesso Facco:
Della mia intervista nemmeno l’ombra. Oltre alla censura vera e propria, ciò che dà fastidio è anche il comportamento iporcrita della mia interlocutrice in redazione, la quale sicuramente avrà obbedite alle direttive della D’Amico. Mi chiamano, mi intervistano per due volte e io do loro disponibilità. Mi invitano in trasmissione, poi si rimangiano l’invito. Mi dicono che comunque il mio intervento sarà trasmesso e non è stato trasmesso. Mi propongono di intervenire in diretta, ma quando chiamo evitano che io lo faccia dicendo che a minuti sarebbe andata la mia intervista. E come per il sottoscritto, la stessa sorte è toccata a molti altri che si son resi disponibili ad essere intervistati dalla inviata di Exit. La Lega Nord è regime, lo ho dimostrato col mio libro e vado in giro a denunciarlo ogni volta che mi invitano a presentarlo.
Continua a leggere: Exit censura l'autore del libro scomodo sulla Lega Nord

Di La7 non si fa che parlar quasi e soltanto bene, anche in queste pagine, perché il terzo polo ha sempre il suo fascino, i volti radical-chic che la popolano anche e l’antiberlusconismo altrettanto. Peccato che alla lunga lo spauracchio del pensiero unico e del politicamente scorretto a prescindere stiano “inflazionando” la mission della rete, diventata sempre più prevedibile nei suoi contenuti.
Al di là dell’ottimo presidio informativo offerto dal canale, vedere Enrico Mentana che fa a gara di satira prima del tiggì con Geppi Cucciari - e quest’ultima dipendere dal bunga bunga e tutto ciò che ne deriva - sta trasformando una rete televisiva in un carrozzone ideologico altrettanto fortemente ’schierato’.
Stasera torna Exit, ottimo programma di informazione condotto da Ilaria d’Amico. Il tema non è la questione libica (nonostante la D’Amico abbia intervistato nel 2006 Gheddafi per Sky), ma un’inchiesta sui giovani e sulle scorciatoie per trovare lavoro. Fa ridere che il programma riparta da dove lo stesso Contratto sta fallendo, nel percorrere la strada del social entertainment.
Ilaria D’Amico conduce una puntata decisamente interessante di Exit. Una puntata difficile e complessa, dove si parla dell’Aquila e della ricostruzione mai cominciata. Dove si parla della delicatissima questione di Terzigno, con una popolazine in rivolta e scenari da guerriglia urbana: camion di rifiuti incendiati, barricate di spazzatura e, su tutto, almeno due questioni centrali, anche se (quasi) nessuno ne parla: il capitalismo dei disastri e la comunicazione propagandistica.
Antonello Caporale ci prova e parla dell’economia dell’emergenza, ovvero, per tutti coloro che non avessero letto The shock doctrine di Naomi Klein, di quel capitalismo sfrenato che vede in qualsiasi situazione emergenziale (sia essa dovuta a una catastrofe naturale oppure all’intervento umano) una splendida occasione di profitto. Ma il discorso cade un po’ nel vuoto, probabilmente perché non è molto “televisivo”, in quanto a concetti e ritmo.
Ci prova anche Ilaria D’Amico, ad un certo punto, a invitare i politici in studio a evitare le cartoline e a provare a parlare di fatti. Perché sembra essere centrale, ormai, per un programma di informazione e di approfondimento, ribadire ogni volta che, nelle situazioni più disparate che riguardano l’attualità della nostra Italietta, la comunicazione, l’informazione, il messaggio veicolato dalla televisione diventa parte integrante della questione. La modifica, la influenza, a volte la stravolge.
Tuttavia, la sensazione, guardando Exit, è ben precisa.
Continua a leggere: Exit - Ilaria D'Amico e il capitalismo dei disastri

Oggi, 23 giugno 2010, nello studio de “L’Infedele” (e di “Victor Victoria”) è stato presentato davanti ad un folto gruppo di giornalisti e un parterre d’eccezione formato da tutte (o quasi) le star della rete, il Palinsesto autunnale di La7. La grande novità della giornata è stata la conferma ufficiale dell’acquisto di Enrico Mentana in qualità di direttore del Tg La7 e della Testata Giornalistica al posto di Antonello Piroso. A quest’ultimo il vicepresidente Stella avrebbe offerto di mantenere la conduzione di “Omnibus” e probabilmente anche “Niente di Personale” da mandare nella serata domenicale, ma l’ormai ex direttore del Tg non avrebbe ancora dato risposta.
Inutile dire che buona parte della presentazione (e delle domande dei giornalisti) sono state incentrate sull’arrivo dell’ex direttore del Tg5, ma c’è stato modo anche di raccontare da parte dei dirigenti della rete e del Gruppo Telecom Italia Media l’andamento degli ascolti nell’anno in corso. La rete del gruppo Telecom, come ha spiegato il direttore generale Marco Ghigliani, sostanzialmente tiene negli ascolti mantenendo un 2,81% complessivo rispetto al 2,96% e raggiungendo nel mese in corso una media del 3,2% nonostante i Mondiali di calcio. Un risultato positivo nonostante il leggero calo considerato che le altre reti generaliste hanno pagato con il passaggio al digitale circa 2,5 punti percentuali.
“Dal mese di giugno viene rilevato da Auditel anche l’ascolto di La7d che oggi è stimato nello 0,10% di share, già a livello di altri canali semigeneralisti come RaiSat o RaiExtra e superiore a SkyUno”.
Il motivo della nascita di un canale dedicato ad un pubblico femminile ma non solo è spiegato da Ghigliani:
“Il valore che ha costruito il nostro canale nel tempo e nei suoi programmi è confermato dalle nostre ricerche: parole come qualità dell’offerta, originalità, innovazione, alternatività sono quelle che rappresentano meglio ciò che il pubblico riconosce ne La7 e i suoi programmi. Da questo brand abbiamo pensato di sviluppare nella nuova offerta del digitale terrestre il canale La7d che è partito il 22 marzo e in coerenza con il valore della rete principale si propone ad un target giovane e femminile. La D sta ovviamente per Donna, ma anche per Digitale, Divertente e altro ancora…”.
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Per Raiuno è ancora calcio, con Inter-Rubin Kazan. Senza Bonolis in campo, cambierà il risulato stavolta?
Che seratona, per Raidue! Desperate Housewives 5 e Brothers and sisters 3: fanatici di telefilm, godete.
E se i telefilm di Raidue non vi stimolano, potrete andare sul più classico, con Un caso per due, anche questo in prima tv, su Raitre.
“Batticuore” è il titolo della puntata di stasera de “I Liceali 2″: che poi, gira che ti rigira, possiamo già immaginare come andrà a finire. O no?
La7 merita senza dubbio un applauso per la nuova iniziativa, partita ieri, de LA7.tv. Come già accaduto in casa Rai, ma stavolta con una qualità ancor maggiore, LA7.tv propone - o meglio, ripropone - agli internauti ciò che è andato in onda in tv, semplicemente e senza vincoli di orario. Il nuovo servizio web on demand di La7 infatti, permette a tutti, gratuitamente, di scegliere i propri programmi preferiti dal palinsesto televisivo della Tv di Telecom Italia Media. Un nuovo servizio che mette il telespettatore al centro del palinsesto, liberandolo dai vincoli del telecomando e degli orari.
La7 ha scelto Internet come piattaforma per i propri contenuti in chiaro, direttamente sul pc a tutto schermo e con una qualità audio e video di un DVD. Chiunque abbia una connessione Internet a banda larga può usufruire del servizio e vedere tutte le produzioni della Rete in qualsiasi momento, per una settimana dal giorno della loro messa in onda. Su LA7.tv saranno disponibili i programmi televisivi più importanti, da Otto e mezzo di Lilli Gruber a Exit di Ilaria D’Amico, da Niente di personale di Antonello Piroso a L’Infedele di Gad Lerner, da Victor Victoria di Victoria Cabello a Così stanno le cose di Luisella Costamagna fino a Effetto Domino di Myrta Merlino e molto altro ancora.
In aggiunta l’Archivio cult, una carrellata storica delle puntate più belle di tutti i programmi Tv, a disposizione on line a partire dalla seconda settimana di programmazione. La7, attraverso questo passaggio, oltre a fornitore di contenuti, si fa strumento di servizio per i propri telespettatori, rispondendo alle mutate abitudini del consumo tv: da una parte sempre più frammentato, dall’altra sempre più rappresentato da generazioni di “nativi digitali”, abituati a consumi non lineari di prodotti video.

Su RaiUno Medicina Generale 2: continuano le avventure “mediche” di Nicole Grimaudo, per la regia di Luca Ribuoli.
Su RaiDue X Factor 3: la finalissima del talent show di RaiDue. La spunterà davvero Marco Mengoni, ovvero la risposta canora a Solange?
Su RaiTre Un caso per due: poliziesco alla tedesca.
Su Canale5 Occhio a quei due: commedia con Ezio Greggio ed Enzo Iacchetti.
Su Italia1 C.S.I. Miami: a seguire The Mentalist, infine Californication. Ce n’è proprio per tutti.
Su Rete4 Il Patriota: kolossal di Roland Emmerich con Mel Gibson.
Su La7 Exit - uscita di sicurezza: approfondimento.

Il Milan scende in campo contro l’Olimpique Marsiglia: e Raiuno ringrazia già a priori.
Semifinale per X Factor 3, su Raidue: stasera i concorrenti in gara proporranno i loro inediti. E chissà se tra questi ci sarà un nuovo “Non ti scordar mai di me”… Ospiti: Gigi D’Alessio, Elio e le Storie Tese, i Finley e Claudia Gerini.
Raitre si affida ancora a La Nuova Squadra ed ai “Falchi” che però, ahimè, volano basso negli ascolti.
Ultima puntata per Chi ha incastrato Peter Pan?, in cerca stasera del record d’ascolti, con ospiti del calibro di Laura Pausini, Luca Cordero di Montezemolo e Luca e Paolo.
E’ finita l’era patriarcale in televisione? Quest’oggi, lunedì 23 novembre, il quotidiano la Repubblica ha deciso di rimarcare, secondo statistiche precise, lo storico momento, cioè quello attuale, in cui l’apparato femminile in tv sembra aver superato quello maschile (fatta eccezione per RaiUno). Insomma, volendola fare breve, i volti femminili sono maggiormente premiati dai numeri d’ascolto sulle tv generaliste. La ricerca, perciò, è interessante proprio da questo punto di vista mica tanto da poco: non si sta parlando delle scelte dei direttori di rete, che semmai decidono di piazzare una donna in luogo di un uomo a presentare questa o quella trasmissione, ma proprio delle preferenze degli spettatori. Laddove c’è una donna lì si alza un punto auditel. Perché? Questo non lo dice l’articolo di Repubblica, dal quale però possiamo ancora prendere qualche spunto, soprattutto dal punto di vista dei dati numerici.
Sono 178 le ore di conduzione settimanale affidate alle donne, 155 agli uomini. Quindi l’articolo, firmato da Leandro Palestini, si sofferma sui nomi di queste miracolate delle pari opportunità: Lucia Annunziata (In 1/2 ora), Daria Bignardi (L’era glaciale), Milly Carlucci (Ballando con le stelle), Antonella Clerici (da La prova del cuoco a Sanremo) Serena Dandini (Parla con me), Ilaria D’Amico (Exit), Maria De Filippi (Amici, Uomini e donne, C’è posta per te), Barbara D’Urso (Domenica Cinque e Pomeriggio Cinque), Milena Gabanelli (Report), Alessia Marcuzzi (Grande Fratello), Monica Setta (Il fatto del giorno e La donna è mobile nel 2010), Federica Sciarelli (Chi l’ha visto?), Victoria Cabello (Victor Victoria), Simona Ventura (da Quelli che il calcio all’Isola dei famosi). Costoro stanno facendo dell’industria televisiva italiano il colossale business che conosciamo.
Perché, ci si domandava?
Continua a leggere: La televisione è donna. Perché gli uomini non "tirano" più sul piccolo schermo?
Una creatura mitologica, Ilaria D’amico. Bella, in carriera, col pancione e a tutto spiano su due network nazionali, La7 e Sky, con medesimo riscontro. Qualcuno potrebbe storcere la bocca, certo: in fondo la presentatrice sta lì ad occuparsi di due argomenti prettamente maschili, di quelli che guai a chi li va a toccare, cioè il calcio e la politica. Ilaria, però, resiste, con la sua cartellina in mano, a fare quello che le donne, di solito, non fanno: parlare di pallone con la gravidanza in bella vista. Addirittura quelli di Sky l’hanno messa pure a fare la pubblicità del rugby. Storia curiosa, raccontata, in parte, in un’intervista al Corriere della Sera:
“Non è banale sentire la gioia per la tua gravidanza in un ambiente prevalentemente maschile, specchio di un Paese in cui non si ha più paura a diventare madri. Non so se è così dappertutto. Questa è la mia esperienza. Mi ritengo fortunata, ma io non sono tipo da sgabello. Ho bisogno di gesticolare, di stare in movimento. Quando sarà il momento verrò sostituita da uno dei molti colleghi validi che lavorano a Sky. Preferenze? Non spetta a me dirlo. Ce ne sono almeno una decina adatti al ruolo. Una donna? Perché no?”.
Tutto, insomma, pur di continuare a lavorare fino a quando possibile. Chissà che nella testa di Ilaria non vi sia prepotente la storia professionale e umana di Antonella Clerici, collega bionda e gravida, la quale proprio per i medesimi motivi, fu costretta a scegliere tra famiglia e professione, pagandone ancora oggi le conseguenze:
“Ho pensato di fermarmi del tutto. Ma mi chiedevano di continuare e a me stava bene. La maternità non è invalidante. Il fisico ti manda segnali stupendi e in diretta senti solo l’adrenalina. Maternità è sperimentazione: ti tira fuori energie nuove. Mi piace l’idea di passare un messaggio di normalità e tenerezza”.

Raiuno cerca di incastrare Peter Pan. Come? Chiamando il Commissario Montalbano.
Tributo a Michael Jackson, Mariah Carey, ed Amadues quarto giurato della puntata di stasera di X Factor. Speriamo solo che ad esprimere le sue opinioni non ci metta una vita come quando dava le risposte giuste nei quiz.
Roberto Saviano, ospite dello speciale di Che tempo che fa, ci racconterà storie di bellezza ed inferno. A dimostrazione che il tempo, ahimè, non è sempre sereno.
Pare che un bambino ospite di Chi ha incastrato Peter Pan? abbia chiesto ad Alex Del Piero, ospite di stasera, perchè guadagni più di suo padre che lavora il triplo. Sì, Alex, perchè?
Continua a leggere: Cosa Vedrai? Prime time dell'11 novembre 2009
Il contratto di solidarietà non piace ai giornalisti del Tg di La7. Non a torto, certamente: tale soluzione, diffusissima nell’ambiente giornalistico perennemente in crisi, tra i più precari e peggio regolamentati del sistema solare (ecco qualcosa che il sindacato avrebbe fatto meglio a DIRE, durante la necessaria manifestazione pro libertà di stampa dello scorso 3 ottobre, anziché tacere colpevolmente) prevede una retribuzione ridotta per evitare licenziamenti in un’azienda che dimostra di averne bisogno. Per questo motivo dalle ore 18 di ieri fino alle 7 di sabato 10 ottobre, le redazioni di La7 sono in astensione audio-video: in una parola, in sciopero. Si legge nel comunicato di redazione:
“Mentre i giornalisti sono costretti alla riduzione di orario e stipendio prevista dal contratto di solidarietà sottoscritto al Ministero del Lavoro per evitare il licenziamento illegittimo e immotivato di 25 colleghi, Telecom Italia Media - la società editrice - continua ad acquistare quotidianamente servizi e prodotti giornalistici all’esterno. Con i soldi risparmiati tagliando lo stipendio ai suoi giornalisti, e grazie ai fondi pubblici degli ammortizzatori sociali e dell’ente previdenziale, La7 acquista sul mercato i servizi per il telegiornale e i programmi di approfondimento. Ieri l’ultimo clamoroso episodio: il settimanale Exit prodotto da Magnolia e dedicato alla sentenza sul lodo Alfano e alla frana di Messina, è andato in onda in diretta senza alcun apporto dei giornalisti di La7 e utilizzando addirittura le immagini della testata giornalistica, che al contario non ha programmato alcuno speciale. Si tratta delle prove inoppugnabili che a La7 non ci sono giornalisti in esubero: anzi la riduzione di orario e d’organico ha provocato finora la chiusura della redazione economica, la sospensione del programma “A voi Milano”, il ricorso a lavoro di decine di giornalisti contrattualizzati in modo anomalo e ripetute violazioni del dettato del contratto di solidarietà”.
Quanto chiedono i giornalisti, naturalmente, all’azienda, è di chiarire al più presto tale situazione e di definire con certezza quale sia il futuro dell’emittente “che ha garantito in questi anni il pluralismo dell’informazione televisiva e la libertà di espressione prevista dall’articolo 21 della costituzione”.
Continua a leggere: La7: giornalisti del Tg in sciopero contro i contratti di solidarietà
La si ama e la si odia: è come le diete, Ilaria D’Amico. Vuoi avere a che fare con lei solo quando è strettamente necessario: dopo le partite, per esempio, se quello è l’unico sistema per sentire le voci dagli spogliatoi; oppure la ami, e allora bene ti viene, perché è bella, anzi di più e questo, fatalmente, viene prima, molto prima, almeno in Italia è così, dell’effettiva bravura o meno.
Intervistata da La Stampa, la conduttrice di Sky Calcio Show ed Exit (La7), ha fatto un bilancio della stagione televisiva che ha forse più fatto parlare di lei. La consacrazione su Sky, in un anno di importanza strategica epocale per la piattaforma di Murdoch (moltissimi degli spot mandati in onda per promuovere nuove iniziative, artisti e canali avevano il volto di Ilaria come testimonial) e il discreto successo del suo talk show su La7, impreziosito dall’ospitata rumorosissima di Beppe Grillo.
Partiamo proprio dal guru genovese:
“Un’occasione persa. Beppe ha reiterato la politica del vaffanculo. Mi aveva promesso di accettare il contraddittorio. Credo desiderasse davvero andare oltre il monologo, ma è rimasto vittima del suo personaggio. Non potevo non chiedere scusa all’azienda. Mi ha accusata di ‘zerbinismo’? Mi conosce e mi stima. Ci sono cose che si dicono e cose che si pensano. Nel blog ha voluto compiacere il suo popolo. Quando ci rivedremo, lo ammetterà. Se non sarà così, io avrò sopravvalutato lui e viceversa”.
Modelli a cui ispirarsi:
“Fabio Fazio e Lucia Annunziata. Fazio è bravissimo ad ascoltare, l’Annunziata sa andare oltre l’ostacolo. E poi Giovanni Minoli: Mixer ha fatto scuola”.
Calcio. Inevitabilmente: la signora della domenica è tale mica per caso. Mourinho:
“Non lo venero, ma senza lui staremmo tutti peggio. Il suo pregio e difetto è l’egocentrismo. Lo spinge a rischiare, ma anche a essere poco lucido. Aveva messo in preventivo le critiche personali, che lo esaltano: non quelle tecniche dei 54 milioni di allenatori italiani. Si è tranquillizzato solo dopo aver vinto”.