
Torna Veronica Pivetti (in tv già con “Per un pugno di libri”) nei panni della professoressa di Lettere Camilla Baudino, protagonista di “Provaci ancora Prof 4″, la fiction in onda da stasera alle 21:30 su Raiuno (e in onda eccezionalmente anche domani alle 21:10). I sei episodi, prodotti da Endemol e Raifiction, sono scritti da Dido Castelli, che ha anche ideato la serie e firmato il soggetto con Margherita Oggero (autrice dei libri da cui è tratta la serie), mentre le sceneggiature sono state scritte, oltre che da Castelli, da Anna Samueli, Cecilia Calvi, Giovanna Gra, Valentina Capecci e Francesca Panzarella. La regia è di Tiziana Aristarco.
Avevamo lasciato Camilla in partenza per Barcellona insieme al marito Renzo (Enzo Decaro) ed alla figlia Livietta (Ludovica Gargari). Due anni dopo, Camilla deve affrontare la realtà di un matrimonio finito, che la riporta a Roma, alla quotidianità della vita che aveva abbandonato, ma anche alle sorprese che i casi i cui si ritroverà coinvolta le regaleranno.
Così, riprende ad insegnare nel liceo di sempre, affiancata da nuovi insegnanti, come Anna (Sarah Maestri), goffa insegnante di scienze, e Sanfilippo (Franco Oppini), insegnante alla vecchia maniera che sarà oggetto di numerose prese in giro. Presente ancora una volta, invece, il Preside Mazzeo (Claudio Bigagli), anche lui di nuovo single.

E’ difficile, per una fiction dall’impegno sociale, fare il suo lavoro. Perchè si tratta si mantenere una certa coerenza con la realtà che si vuole raccontare affidando un messaggio ad una storia che sia anche romanzata. “La vita che corre”, in onda su Raiuno, ci prova, risultando in gran parte all’altezza delle situazione.
Innanzitutto, l’intento del film-tv era quello di raccontare una storia che catturasse anche l’attenzione dei più giovani, un target difficile da raggiungere per la prima rete nazionale. Sicuramente, “La vita che corre” tiene conto di questa difficoltà, presentandosi con un ritmo sostenuto e dei dialoghi abbastanza realistici.
Ma questa produzione vuole ancora sottolineare un fenomeno tristemente noto, quello delle stragi del sabato sera. Si trattava di trasporre un argomento dai servizi di cronaca dei telegiornali alla fiction in prime time, senza risultare pedanti e moralisti. Il collante che ha permesso quest’operazione è stato l’utilizzo di una trama gialla che, seguendo le indagini della polizia stradale (-il cui ispettore Bruni, interpretato da Massimo Wertmuller, paradossalmente si fa anche carico dei momenti più leggeri della fiction), pone l’attenzione del pubblico su un tema delicato affiancandolo ad una storia il cui stampo, però, è classico e senza particolari guizzi creativi.
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Ha una grande valenza sociale, la fiction in onda stasera e domani alle 21:10 su Raiuno, “La vita che corre”. Si tratta del discusso film-tv sulle stragi del sabato sera, una piaga tristemente nota e di cui ci rendono conto i telegiornali nei weekend. Fabrizio Costa, alla regia, ha voluto raccontare la storia di ciò che succede a dei ragazzi al centro di uno dei vari incidenti di cui sono diventate protagoniste le strade italiane negli anni.
Ecco perchè la fiction prodotta da RaiFiction e Dap Italy, non perderà tempo nel raccontare la vita dei protagonisti prima del fatto che li cambierà per sempre, ma mostrerà quasi immediatamente come, da un terribile incidente stradale, le esistenze di molti siano destinare a subire dei cambiamenti. Protagonisti sono tre ragazze, Valentina (Valentina Imperatori), Anna (Lorena Cacciatore) e Claudia (Desiree Noferini) che in un sabato sera qualunque passato in discoteca per festeggiare un nuovo lavoro, conoscono i fratelli Luca (Flavio Parenti) ed Andrea (Alessandro Sanguigni), il primo medico in ascesa, il secondo ribelle e fuori controllo.
Le ragazze fanno amicizia con i due giovani, fino al momento di tornare a casa. Mentre le tre salgono in auto, i due salgono sulla loro moto. Nel tragitto, però, le loro vite cambieranno per sempre, scontrandosi con il camion guidato da Giuseppe (Enrico Ianniello), che sta tornando a casa dopo il turno di lavoro. L’impatto è violentissimo: Andrea muore sul colpo, Claudia è in coma, Valentina viene ferita al volto, Giuseppe deve subire l’amputazione della gamba. Solo Luca ed Anna ne escono illesi, ma per loro ci saranno altri traumi da affrontare.

E’ un esperimento, quello che propone stasera Raiuno con Lorella Cuccarini. “Ora ci vorrebbe un amico” vuole infatti unire la tradizione dei people show, con storie ed emozioni di persone comuni, all’innovazione dei mezzi di comunicazione più recenti.
In particolare, i protagonisti di questo programma saranno alle prese con flashmob (gli incontri di grandi gruppi di persone in piazze e centri commerciali per esibirsi in coreografie imparate tramite passaparola), lip dub (un video musicale in cui i protagonisti cantano in playback brani musicali e girato in piano sequenza) e l’instant movie.
Sette le storie raccontate stasera, con ospiti Al Bano ed Enzo Decaro. Da un format olandese, “Ora ci vorrebbe un amico” potrebbe diventare un programma della prossima stagione se gli ascolti saranno buoni.
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Dopo il successo dello scorso autunno, Massimo Ranieri torna in tv con un’altra opera teatrale di Eduardo De Filippo, ovvero “Napoli Milionaria!”, in onda stasera alle 21:10 su Raiuno. Cercando di bissare gli ascolti di “Filumena Marturano” (5,7 milioni di telespettatori, 20,43% di share), Raiuno continua l’esperimento di portare in prima serata sulla rete ammiraglia Rai delle opere teatrali. A garantire l’alta qualità del progetto, ancora una volta è Ranieri, che cura la regia teatrale dell’opera, mentre quella televisiva è di Franza Di Rosa.
Scritta nel 1945, la storia di “Napoli Milionaria” ha come protagonista Gennaro Jovine (Ranieri) che, durante la guerra vive insieme alla famiglia, composta dalla moglie Amalia (Barbara De Rossi) e dai figli. Gli Jovine, per tirare avanti, si danno alla borsa nera, ovvero al commercio illegale di prodotti di prima necessità, fin quando durante un sopralluogo della polizia Gennaro deve fingersi morto per non fare scoprire gli affari di famiglia.
Portato in carcere, il resto della famiglia continua a trovare dei modi per sopravvivere. Amalia, in particolare, stringe una particolare amicizia con Errico Settebellizze (Enzo Decaro), mentre la figlia Maria Rosaria (Ester Botta) resta incinta di un soldato americano ed il figlio Amedeo (Fabrizio Nevola) inizia a rubare auto.
Una vita che diventa fiction, ma che supera ogni sceneggiatura nelle emozioni: è questo il messaggio che Sofia Loren, commossa, ha voluto dare in conferenza stampa qualche giorno fa presentando “La mia casa è piena di specchi”, film in due puntate in onda stasera (21:30) e domani (21:10) su Raiuno.
Una storia tratta dall’omonimo libro (edito da Gremese) della sorella minore dell’attrice, Maria Scicolone, che compare anche tra gli sceneggiatori della serie, insieme a Patrizia Carrano (”Butta la luna”), Piero De Bernardi (scomparso lo scorso 8 gennaio), Andrea Saraceni (”Mio figlio”) e Alessandro Zambrini. Il tutto, per la regia -voluta dalla stessa Loren- di Vittorio Sindoni.
“La mia casa è piena di specchi” racconta, dicevamo, la vita di Sofia Loren, la quale interpreta Romilda Villani, sua madre, sempre presente lungo la carriera della figlia. Vedremo, così, le prime audizioni ed il debutto di un’attrice diventata famosa in tutto il mondo, anche grazie all’Oscar vinto nel 1962 con “La Ciociara”, film che in occasione dei suoi cinquant’anni sarà trasmesso da Raiuno domani sera alle 23:25.
Questa sera e domani sera in prima serata su RaiUno va in onda Una madre (gallery), film in due puntate che racconta la vicenda di una prostituta che decide di uscire dal giro per dare una nuova vita a sua figlia di appena tre anni. Protagonista della vicenda è Maria (Violante Placido), giovane prostituta, ragazza madre di Greta (Teresa Dossena prima, Clara Dossena poi), una bambina di quattro anni. Maria è una madre meravigliosa, attenta, capace di scindere le sue due vite, quella diurna e quella notturna, con un’apparenza di normalità.
Una normalità che si spezza quando, dopo l’assassinio del suo protettore, minacciata, per sfuggire all’organizzazione che gestisce il traffico della prostituzione e procurarsi i soldi per la fuga con la figlia, commette sconsideratamente un ingenuo tentativo di rapina e per questo finisce in prigione. Come conseguenza Greta viene affidata prima ad un istituto, poi ad una famiglia che passati tre anni sta per adottarla, essendo considerata Maria una “madre indegna”. Maria non accetta l’ulteriore condanna. Ama sua figlia e non la vuole perdere.
Il tormentato percorso di fuga e di crescita insieme di Maria e della sua bambina, che attraverso questa lotta per la sopravvivenza cercheranno di ritrovarsi, le porterà all’ultimo, decisivo appuntamento in cui si deciderà il destino di entrambe, fino all’ultimo sul filo della suspance e della tensione. Oltre alla già citata Violante Placido, sono presenti nella miniserie Enzo Decaro nei panni del Commissario Martone; Stefano Dionisi nel ruolo di Zardi, il protettore; Enrico Lo Verso che impersona Rocco un ex-pugile amico di Maria; e Giacomo Rizzo che è Nic, uno del giro di Zardi. Serena Grandi dà volto a Salvatrice, l’ex-prostituta che è riuscita a cambiare vita ed ha aperto un ristorante.
Continua a leggere: Una madre: Violante Placido su RaiUno in una storia toccante
Provaci ancora Prof è diventato ormai un marchio di successo dell’ammiraglia Rai. La terza edizione in partenza questa sera riserva al pubblico grandi novità. Dopo il successo delle serie precedenti la Prof torna e raddoppia. Dalle quattro puntate iniziali da 100 minuti della prima serie, saranno ben otto gli episodi di Provaci ancora Prof 3, con collocazione spostata dalla domenica al giovedì per scontrarsi con Distretto di Polizia 8.
Molto “forti” le dichiarazioni rilasciate da Veronica Pivetti, volto di pregio delle serie, che per presentare la fiction ha sparato a zero sulla riforma Gelmini e la proposta del 5 in condotta. L’attrice, consacrata dal film Viaggio di Nozze con Carlo Verdone e dal Festival di Sanremo, ha trovato la grande popolarità proprio con questo ruolo. Eppure lei per prima si è mostrata consapevole di un rischio incorso dalla trama, ovvero quello di sembrare fuori dalla realtà. Perciò ha accolto di buon grado un input ad aggiornarsi, trattando casi scolastici più forti che ammicchino all’attualità.
Tra nuovi personaggi e intrecci appassionanti, anche in questa stagione, la componente ‘rosa shocking’ resta il grande ingrediente. Pur senza perdere di vista la linea gialla è previsto che tutti, dai più grandi ai più piccoli, facciano i conti con i sentimenti - non sempre corrisposti - e con la gelosia. Da un lato la Prof. Camilla Baudino (Veronica Pivetti) si trova a fronteggiare i sospetti del marito Renzo (Enzo Decaro) nei confronti del Commissario Gaetano Berardi (Paolo Conticini). Dall’altro, continuando a vivere un’intima amicizia con il Commissario, Camilla stavolta trova di fronte a sé un’antagonista: Roberta (Milena Mancini), fidanzata di Gaetano.
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Dopo averci proposto, nelle settimane appena trascorse, una fiction di ambientazione storica lontanissima dai nostri giorni come “Guerra e Pace”, RaiUno torna prepotentemente sull’attualità, mandando in onda, stasera e domani in prima serata, “La terza verità. Le voci che uccidono”.
Il tema, quello dello sfruttamento dei fatti e delle persone coinvolte da parte del cosiddetto “circo mediatico”, negli anni è diventato sempre più delicato, e non poteva non passare inosservato in televisione: la trama di questa fiction, infatti, per quanto sia inventata ricorda molto da vicino certe vicende degli ultimi anni ed ha un alto tasso di probabilità che una storia del genere possa realmente accadere.
Le vicende di personaggi più o meno noti che si ritrovano a doversi difendere dall’accusa di un reato che non hanno mai commesso, la cui presunta colpevolezza viene amplificata dai mezzi di comunicazione, infatti, ne conosciamo molte: dal caso che ha coinvolto Enzo Tortora (accusato di essere un camorrista), ad Azouz Marzouk, sospettato principale subito dopo la strage di Erba. In questi ed altri casi, i media hanno avuto un ruolo da protagonista, e così sarà nella fiction. Ma di cosa parla “La terza verità”?
Il protagonista è un brillante neurochirurgo pediatrico, Sergio Giansanti (Enzo Decaro), che oltre ad avere un ‘ottima reputazione come medico è anche stimato nella città in cui vive, Perugia, assieme alla moglie Claudia (Anna Kanakis) ed alle due figlie. L’idillio viene interrotto quando fa la sua comparsa nella tranquilla città uno spietato serial killer, soprannominato “Bracciodiferro”, che , dopo aver ucciso le sue vittime, ne sventra il corpo con una precisione chirurgica.
Continua a leggere: La terza verità: l'accanimento dei media in una fiction
Torna alla sua collocazione “canonica” la fiction di Raiuno, dopo il posizionamento straordinario della settimana appena passata per via di Miss Italia al mercoledì ed al giovedì.
Mentre Canale5 vuole attirare un pubblico alla ricerca di qualcosa di leggero (stasera con “Caterina e le sue figlie 2″ e da domenica prossima con “Un ciclone in famiglia 3″), la rete ammiraglia Rai propone miniserie più impegnate.
E’ il caso di “Era mio fratello”, in onda stasera e domani in prima serata, con protagonisti Paolo Briguglia e Stefano Dionisi.
La storia è quella di due fratelli, figli di un capo clan della ‘Ndrangheta, che riescono a salvarsi dalla strage in cui perdono la vita i genitori. Da quel momento i due intraprenderanno strade diverse: Sante (Dionisi), scappa verso l’abitazione del boss Giuseppe Palmisano (Adriano Chiaramida), che lo accoglie in casa ed alleva assieme al figlio Michele (Maurizio Aiello), crescendo nell’ambiente malavitoso, fino a diventare un capo cosca.
Luca (Briguglia), invece, viene adottato da Vincenzo (Enzo De Caro), un comandante dei GIS ( il Gruppo Intervento Speciale dei carabinieri).
Vent’anni dopo, Vincenzo si troverà a lavorare sotto copertura come infiltrato proprio nel clan dei Palmisano, con lo scopo di arrestare il fratello di Luca, nel frattempo sposatosi e con un figlio.
Tallonato dal colonnello Paolo Cento (Massimo Ghini), Vincenzo scoprirà presto la verità, e una volta detta al figlio, quest’ultimo non potrà non essere coinvolto nelle vicende del fratello latitante.
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