Mentre NCIS e il suo spin-off da Los Angeles continuano a coprire egregiamente la serata festiva di RaiDue, la fiction di RaiUno “Tutti Pazzi Per Amore” cerca di tener saldo il primo posto degli ascolti dalla nuova minaccia “I delitti del Cuoco” su Canale5. La nuova fiction con Bud Spencer e Enrico Silvestrin (qui l’intervista e gallery) rimane dietro alla concorrenza di Raiuno, cercando nuova fortuna nel prossimo appuntamento del giovedi. Continua nel frattempo su Italia1 tra risse e scambi di coppie l’avventura delle Pupe e Secchioni capitanati dalla coppia Barale-Pupi, mentre andremo anche a dare un occhiata alle curve del pomeriggio di ieri.
Addentriamoci dunque nella nostra analisi grafica delle sfida di ieri sera con le nostre curve dello share minuto per minuto che ci dicono prima di tutto della vittoria nell’access della linea blu di RaiUno che domina nella corsia fra il 20 ed il 25% su quella arancione di Canale5, con l’immancabile picco, stavolta del 26% della linea verde di RaiTre durante l’intervento di Luciana Littizzetto a Che tempo che fa condotto da Fabio Fazio. Passando al prime time vediamo che nella prima parte della serata lo scontro fra Tutti pazzi per amore 2 e i Delitti del cuoco vede prevalere, anche si di poco, la fiction di RaiUno, mentre dopo il nero pubblicitario delle ore 22 e 30 circa c’è la ripresa della curva di Canale5 che raggiunge la curva di RaiUno.
In tutto questo vediamo la curva azzurra di Italia1 che come una zanzara, punge e fugge durante tutta la serata, fino a prevalere su tutti durante il nero pubblicitario di cui sopra. Nel pomeriggio vediamo la curva blu della Formula uno che realizza alla partenza del Gran premio di Spagna il 50% di share per poi chiudere attorno al 33%, di seguito vediamo, durante le partite di calcio di serie A, la curva nera del satellite che tocca il 27% mentre fra le reti free è RaiDue con Quelli che il calcio a dominare superando la linea del 20% e facendo il suo record stagionale. In seconda serata poi…

37 anni, romano, volto storico di MTV e attore cinematografico e televisivo. Impegnato con Bud Spencer nella prima delle sei serate della fiction “I delitti del cuoco” dove vestirà da stasera su Canale5 i panni di un commissario di polizia di stanza all’Isola di Ischia: stiamo parlando di Enrico Silvestrin che oggi è ospite delle colonne di TvBlog. Con lui parleremo della fiction in partenza stasera sull’ammiraglia Mediaset, ma inevitabilmente di musica e di musica in TV in particolare. Ci racconterà del suo periodo su MTV, ma anche del Festivalbar e del suo giudizio sul modo in cui viene proposta oggi la musica in televisione. Nella nostra intervista ci sarà spazio anche per parlare della sua carriera nel mondo del cinema, di alcune rinunce importanti e di un suo progetto per il futuro legato proprio al mondo che ora ci ospita e cioè sul web. Buona lettura
Come ti vedremo in questa nuova fiction?
“Da un lato il ruolo rimane quello di un poliziotto, anche se questa volta sono un commissario. La differenza sostanziale è nei toni del personaggio e del progetto stesso. Fino ad oggi ho sempre interpretato, con l’unica eccezione di Via Zanardi 33, ruoli seri o drammatici. I toni da commedia che ci sono in questa fiction sono il mio elemento principale di novità. Un ruolo divertente che mi sono divertito ad interpretare, che mostra mie corde diverse che mi interessava far scoprire.”
Poterti mostrare in una chiave diversa è stato fondamentale nell’accettare questo ruolo?
“L’importanza di avere la possibilità di differenziare è fondamentale. Non sempre lo si può fare. Questa volta mi è stato proposto un progetto del quale sono molto contento. Mi sembra efficace, mi da la possibilità di farmi vedere in modo diametralmente opposto rispetto al passato.”
Nonostante sia un prodotto nuovo, come in Coliandro e Distretto, ritorni a vestire i panni polizieschi.
“L’ambito dell’investigazione ormai lo trovi ovunque in televisione, anche se stai parlando di tutt’altro. E’ un elemento a cui raramente gli sceneggiatori o editor rinunciano. Io sono convinto che in questa serie se si prendesse in blocco la parte investigativa e la si levasse, la fiction potrebbe sopravvivere tranquillamente con i rapporti interni dei personaggi. Viceversa, se dovessimo levare tutta la parte dei sentimenti lasciando solo la parte investigativa questa fiction non avrebbe più senso.”
Parliamo di un prodotto innovativo?
Bud Spencer, fresco vincitore del David di Donatello alla carriera assieme al suo compagno di mille avventure cinematografiche Terence Hill, è uno di quei personaggi immortali della cinematografia e della televisione italiana. Ogni volta che una rete televisiva programma un suo film realizza sempre, immancabilmente, ascolti molto alti. E’ quindi praticamente impossibile dire che Bud manca dalla televisione, ma da domani sera su Canale5 avremo l’occasione di rivederlo dopo oltre 10 anni in un prodotto nuovo, il titolo della serie è “I delitti del cuoco” diretta da Alessandro Capone ed andrà in onda per sei serate, la domenica ed il giovedi sulla rete ammiraglia Mediaset.
La storia è ambientata nella splendida isola di Ischia e le riprese sono durate 22 settimane. Le vicende dei protagonisti ruotano attorno a Bud, alias Carlo Banci , ex-poliziotto in pensione, ora chef del ristorante “Polipo allegro” che risolve i gialli che si propongono puntata dopo puntata aiutando il commissario di polizia locale Francesco, quest’ultimo interpretato da Enrico Silvestrin , domani protagonista di una intervista qui su Tvblog.
Sul fatto di tornare sul set dopo così tanti anni Bud Spencer dice:
“Io in realtà non sono mai uscito. In 42 anni di carriera il pubblico non mi ha mai abbandonato. Il mio successo e’ dovuto solo e unicamente al pubblico: me l’ha dato e puo’ togliermelo quando vuole. Ho quasi 81 anni ma il cervello è ancora giovane”.
Sulla possibilità poi di tornare con il suo compagno di tanti film di successo Terence Hill:
“L’intenzione c’é stata in passato, ma siamo vecchi, anche se lui è di 10 anni più giovane. Non saremmo credibili. Sarei patetico io, in particolare. Abbiamo fatto 16 film, ma non siamo una fabbrica. Continuano a chiederci se torneremo insieme, ma accadrà solo se ci sarà un progetto valido ”

Ospite delle colonne del nostro TvBlog è oggi Camila Raznovich a cui abbiamo chiesto di commentare i dati scaturiti dalla nostra recente analisi auditel relativa al suo programma “Tatami” che sta conducendo in queste domeniche sera su RaiTre (Stasera alle 23:40 fra gli ospiti Lorella Cuccarini e Luca Tommasini). Ma con Camila abbiamo anche parlato dei suoi esordi televisivi su MTV Europe prima e MTV Italia poi e di programmi come “Loveline” in cui si discutevano tematiche inerenti al sesso e “Drugline” che aveva la medesima impostazione di “Love” ma incentrato sui problemi relativi alle sostanze stupefacenti. A questo proposito le abbiamo anche chiesto un parere sul caso di questi giorni di Morgan, di cui ci ha confessato i suoi esordi proprio partiti dai programmi da lei condotti su MTV nel anni ‘90, in una intervista a tutto campo ad un personaggio del mondo della televisione davvero interessante. Buona lettura.
Nasci televisivamente ad MTV, come ci sei arrivata?
E’ nato tutto casualmente, io ero diciannovenne, ero partita per fare un giro per l’Asia, poi quando son tornata mi ero decisa a far parte del mondo dello spettacolo. Un amico della mia famiglia mi ha detto che MTV stava cercando nuovi volti, parliamo del 1995. Io non sapevo neanche cosa fosse MTV. Feci allora con una telecamerina domestica, un video di 4 minuti in cui mi presentavo in una specie di provino autoprodotto. Lo mandai a MTV e dopo un paio di settimane mi chiamarono e mi dissero che mi volevano conoscere. Da lì ho fatto il provino finale in cui eravamo in 5 persone presso gli studi dell’allora Telepiù a Cologno Monzese. Dopo una settimana mi chiamarono e mi dissero che il lavoro era mio.
E da lì nacque la tua avventura a MTV Europe
Esattamente, io con Enrico Silvestrin rappresentavo l’Italia, poi c’erano due tedeschi, due francesi, due spagnoli etc. Successivamente i dirigenti decisero di aprire delle sedi per ogni nazione europea e quindi arrivò anche MTV Italia.A questo punto i vee jay che fino a quel punto erano su MTV Europe si sono spalmati in tutte le varie sedi delle loro nazioni di appartenenza.
Dopo moltissimi programmi musicali ed un periodo fuori da MTV, nel 2001 ci ritorni per condurre “Loveline” un format un po’ diverso rispetto al mondo tutto musicale di MTV, come è nato quel programma?
Loveline è un format brasiliano di MTV Brasile. La loro versione era molto più “colorata” rispetto alla nostra, la conduceva ricordo un trans e il registro era decisamente più hot. Antonio Campo Dall’Orto, allora direttore di rete, voleva portare in Italia questo format. In realtà io Antonio lo avevo conosciuto anni prima quando arrivò alla direzione della rete. Allora io avevo 23 anni, trovò me ed Enrico Silvestrin e l’impatto che ebbi con lui non fu buono, infatti ci litigai e me ne andai su due piedi. Poi nel 2001 mi richiamò per condurre questo programma, perché, avendomi sentita una sera parlare a cena con alcuni miei amici su questioni riguardanti il sesso, gli era piaciuto il mio modo assolutamente naturale e spontaneo di discorrere su queste tematiche e così mi offrì la conduzione di “Loveline”. Antonio richiamandomi ha dimostrato di essere un uomo di grande intelligenza e maturità e di quella litigata di anni prima poi ci abbiamo spesso riso sopra .
Nel 2001 MTV nel frattempo era cambiata, non era più solamente la TV di video musicali a rotazione, ma cercava di proporre anche qualcosa di diverso, grazie appunto anche alla direzione di Dall’Orto
Certamente, io poi ero anche più grande e stavano avvenendo anche nella mia vita privata una serie di cose che mi stavano facendo crescere e che hanno inciso anche nel mio percorso professionale. Loveline ha fatto parte di una televisione, che direi è quasi uscita dal logo MTV, entrando dentro alla più vasta televisione detta di intrattenimento. Un tentativo secondo me molto intelligente da parte del direttore di rete.
Un programma come Loveline lo vedresti ora in onda, magari anche in un canale diverso da MTV?
E’ ormai diventata una tradizione per Canale 5 quella di aprire la stagione autunnale con la nuova serie di “Distretto di polizia”. Sarà così anche quest’anno, dal momento che a settembre partirà la nona stagione del poliziesco prodotto da Taodue.
Le riprese sono iniziare lo scorso gennaio, e già da qualche mese circolano alcuni rumors su ciò che attende il Decimo Tuscolano nei 26 nuovi episodi. Confermata la presenza di Simone Corrente, il cui personaggio di Luca Benvenuto diventerà commissario effettivo, mentre non rivedremo più Alessandro Berti (Enrico Silvestrin), la cui partenza per l’America alla fine dell’ottava stagione ha segnato la sua definitiva uscita di scena, così come Raffaele Marchetti (Max Giusti) se ne andrà dopo qualche episodio.
In arrivo, invece, alcuni nuovi personaggi. Nella squadra del X Tuscolano arriveranno infatti due poliziotti, ovvero Lorenzo Monti (Stefano Pesce, il tenente Testi in “Ris”), e Gabriele Mancini (Flavio Parenti), di cui seguiremo l’immancabile difficile inserimento nelle dinamiche di gruppo, mentre Alessandro Mario sarà il magistrato Michele Stasi e come Pm avremo Davide Castelli, interpretato da Tullio Solenghi. Altri dettagli spoiler, dopo il salto.

A quanto pare la qualità paga solo in seconda serata. Lo hanno provato sulla loro pelle quelli di Grazie al cielo sei qui, nuovo instant-show del tutto sperimentale, tratto dal format australiano di successo Thank God You’re Here. Dopo due puntate nel prime time della domenica lo show è stato spostato in seconda serata e andrà in onda da questa sera, ogni sabato, dalle 23.30 all’1.00.
Potrebbe sembrare una retrocessione in piena regola, persino per una rete al riparo dall’Auditel come La7, ma c’è dell’altro. I buoni ascolti riportati dalla versione Gold di Grazie al Cielo, ovvero un montaggio di soli sketch andato in onda in seconda serata, fanno sperare che sia questa la collocazione più appropriata per il prodotto (peccato che le altre seconde serate siano già tutte occupate dalla Cabello o da V-ictory).
Gli attori chiamati a bluffare nella puntata di stasera, come sempre condotta da Leonardo Manera, sono Claudia Gerini - che ormai spopola sul grande schermo - il comico Francesco Paolantoni, la conturbante attrice Jane Alexander, il volto cinematografico Fabio Troiano e l’ospite istrionico che non ti aspetti, ovvero il giornalista Luca Telese. In giuria ritroveremo un’autoironica Lina Wertmüller, l’intrigante Rita Rusic e il fascinoso Ricky Tognazzi.
Quanto ai grandi nomi che vedremo nelle prossime puntate, ve ne comunichiamo alcuni in anteprima assoluta: Ambra Angiolini, Nicoletta Romanoff, Gianmarco Tognazzi, Enrico Silvestrin, Elena Di Cioccio, Roberta Lanfranchi e Francesco Pannofino. E’ proprio vero che, nelle tv generaliste, c’è chi ha i denti e non ha il pane e viceversa…
Pietro Valsecchi, è risaputo, ama produrre serie d’ispirazione dalla attualità più stretta. Non si è fatto mancare, dunque, dopo i casi di “Distretto” e le analisi dei “Ris” -ormai allo sbando- anche una serie sui casi di malasanità che hanno riempito pagine di giornali negli ultimi tempi: “Crimini Bianchi” (gallery, 12 puntate, Canale5), di cui segnaliamo una partenza niente male -non possiamo dire lo stesso degli ascolti-.
Sorvoliamo sulla sigla -e sul motivo per cui ci dobbiamo sorbire uno pseudo brano da hit made in Usa che più che il ritmo mette ansia- per passare alla storia vera e propria: si entra subito nel vivo, la molla che fa scattare il racconto -la morte del collega del protagonista, cameo di Enrico Silvestrin- ci porta immediatamente alla conoscenza dei tre protagonisti senza perdersi in descrizioni minuziose, ma lasciando a noi la possibilità di conoscerli puntata dopo puntata.
Daniele Pecci e Christiane Filangeri reggono bene il loro ruolo (anche se a lei consiglieremo meno sguardi da soap e di osare di più), ma fa soprattutto piacere rivedere Ricky Memphis per cui è stato disegnato un personaggio -quello dell’avvocato Claudio, migliore amico del chirurgo interpretato da Pecci- realista, non piatto e che ci fa dimenticare il mitico Mauro Belli, se escludiamo la cadenza romanesca che talvolta eccede.

Partirà domani sera su Canale5 una nuova serie tv tutta italiana, Crimini bianchi, realizzata da Taodue per RTI, prodotta da Pietro Valsecchi con la regia di Alberto Ferrari. I protagonisti della serie sono gli agguerriti e motivati componenti di un’associazione no profit che ha lo scopo di aiutare tutti coloro (pazienti, parenti, medici) che hanno subito un danno o un’ingiustizia a causa del mal funzionamento del sistema sanitario e che spesso non sanno a chi rivolgersi per far valere i propri diritti o semplicemente per avere delle spiegazioni.
La squadra è composta da Luca Leoni (interpretato dal bravo Daniele Pecci), un giovane e promettente cardiochirurgo che è impossibilitato ad operare dopo un incidente d’auto nel quale ha perso la vita il collega Stefano (Enrico Silvestrin); Claudio Bruni (Ricky Memphis), avvocato e migliore amico di Luca, che svolge la parte legale, ma soprattutto cerca di evitare che l’associazione sia soggetta a delle denunce tenendo a freno le intemperanze e i colpi di testa di Luca; Francesca Corona (Christiane Filangieri), la fidanzata di Stefano che lavora come ginecologa al pronto soccorso
Vi fanno parte inoltre Enrico Castelli (Antonio Manzini), anestesista e single impenitente. Entrare nell’associazione ha significato per lui ritrovare nuovi stimoli visto che l’ambiente ospedaliero lo aveva demotivato; e Chiara Rinaldi (Micaela Ramazzotti), specializzanda in cardiochirurgia bella, idealista, piena di entusiasmo e con spirito d’iniziativa. Stravede per Luca che è stato suo professore. Ha un approccio molto scientifico e analitico. Si ritrova spesso a discutere con Enrico che è caratterialmente il suo opposto.
Continua a leggere: Da domani Crimini bianchi: la malasanità finisce sotto processo

E’ ormai una tradizione per Canale5 far cominciare la stagione autunnale con uno dei suoi capisaldi seriali, ovvero “Distretto di Polizia”, che torna con l’ottava stagione (gallery) da domani sera alle 21:10, per poi dare appuntamento domenica 7 e di nuovo giovedì, sempre in prima serata, per un totale di 26 episodi e 13 serate.
Questo “Distretto 8″ parte con tutte le buone intenzioni del caso, ovvero intrattenere con ritmo, pathos ed affezione che la serie s’è guadagnata negli anni grazie anche alla fusione nel cast di personaggi più “polizieschi” ed altri più da “commedia” (di cui dopo il salto potete trovare delle descrizioni provenienti dalle schede di produzione, con alcuni spoiler).
La novità principale, in realtà è una non-novità, ma un esperimento che vede al centro Simone Corrente: dopo anni di “tirocinio” da co-protagonista, infatti, ora sarà il suo Luca Benvenuto -poliziotto gay sulla cui vita sentimentale, però, è stata messa una grossa “x”: paura dei bigotti?- a dirigere gli agenti del X Tuscolano ed i colpi di scena che lo affollano, fin dalla prima puntata, dove un protagonista uscirà tragicamente di scena.
Segnaliamo in leggero ritardo un’intervista a Enrico Silvestrin pubblicata in due parti su Soundsblog (la prima risale a lunedì, la seconda a ieri). Il noto veejay è uno che non le manda a dire… ma da qualche anno a questa parte ha l’abitudine - decidete voi se buona o cattiva - di voltare pagina. Portato alla ribalta da Mtv e diventato un’icona del deejay televisivo post-moderno, ha provato a sdoganarsi da quest’etichetta conducendo altri programmi musicali in Rai (da ricordare lo storico Taratata) o prendendo parte a show radical-chic (Cocktail D’amore, Stracult).
Poi conosciamo tutti la sua carriera da attore, che lo vede piuttosto azzeccato e richiesto nei polizieschi (prima ne l’Ispettore Coliandro coi Manetti Bros, ora nel Distretto targato Valsecchi). Tra l’altro, la buona Wikipedia insegna che il ruolo di protagonista de L’Ultimo Bacio sarebbe andato a lui se solo non fosse stato impegnato nella serie Via Zanardi 33 (sitcom flop che però ha portato fortuna a tanti attori emergenti, da Germano alla Liskova).
Silvestrin, insomma, è uno che ne sa sicuramente di musica, ma non ha mai saputo rinunciare alle lusinghe commerciali.
Non a caso, vederlo alla conduzione di Festivalbar ha fatto pensare alla sua ennesima svendita a scopo di lucro. Una volta lasciata Mtv nel 2005, dopo tira e molla infiniti e conduzioni-evento di SuperSonic come special guest star, pensavamo che Silvestrin avesse smesso i panni del vj gesticolante e dal look tirato a lucido. E invece è tornato sul luogo del delitto, in un contesto in cui di divulgazione musicale se ne poteva fare ben poca e l’unico rischio era di ripiombare nel cliché.
Continua a leggere: Enrico Silvestrin su Soundsblog: "A Festivalbar niente musica che piace a me"
Come ben sapete, si è conclusa ieri con la vittoria dei Negramaro l’edizione 2007 del Festivalbar. Ottimo risultato in termini d’ascolto per la finalissima e una generale ripresa di una manifestazione qualitativamente migliore dell’anno scorso, ma non ancora ai livelli delle edizioni storiche. Tra le papere di Elisabetta Canalis e qualche gaffes di troppo di Enrico Silvestrin (come “non è proprio un adone” rivolto al cantante dei Simply Red o “conoscete il significato delle canzoni che cantate?” ai Tokio Hotel).
La giornata di ieri ha visto, nel pomeriggio, anche la presenza della sottoscritta nel backstage della manifestazione. Esperienza molto interessante che mi ha dato modo di scambiare quattro chiacchiere con conduttori e cantanti e che mi ha permesso di capire nel dettaglio il complesso meccanismo di realizzazione di una trasmissione che si preparava ad una frenetica diretta tv.
Per tutti coloro che volessero togliersi qualche curiosità, ho preparato per voi una gallery del backstage. Prima che me lo chiediate: no, i Tokio Hotel non sono riuscita ad incontrarli.
Continua a leggere: Festivalbar 2007: reportage dal backstage
Sta terminando mentre scrivo la prima puntata del Festivalbar 2007. O meglio, la prima parte della puntatona da Milano, visto che venerdì scorso, come sembre accade per questa manifestazione, sono state registrate entrambe le puntate della capitale meneghina.
La grande incognita di quest’edizione, dopo il fallimentare esperimento a tre dell’anno scorso, era la conduzione. Dopo un valzer di nomi durato parecchi mesi, Salvetti Jr. e compagni hanno fatto ricadere la propria scelta ancora una volta su una azzardata terna di conduttori, quella formata da Enrico Silvestrin, Elisabetta Canalis e la Iena Giulio Golia. Se il primo nome circolava già da qualche settimana prima della scelta, gli altri due sono stati una sorpresa per tutti.
Le mie impressioni: ottimo Silvestrin, assolutamente a proprio agio sul grande palco dell’evento canoro, sciolto sia nella presentazione dei gruppi che nel faccia a faccia post-esibizione. Una scelta azzeccatissima.
Simpatico Golia nell’interazione col pubblico, a tratti “esagerato”, ma tutto sommato gradevole dopo l’impressione di imbarazzo iniziale.
Spontanea la Canalis, le cui non-doti di conduzione non sono certo una novità. Tante papere, ma compensate da una scollatura e una minigonna ipnotiche, e da un sorriso tutt’altro che “costruito”, piacevole non solo per gli ometti davanti alla tv.
Insomma, quando si parla di Festivalbar si può sempre migliorare, ma trovo che rispetto all’anno scorso sia stato fatto un grosso passo avanti, almeno per quanto riguarda la scelta del conduttore principale, Enrico Silvestrin, che supera a pieni voti la prova. Il resto è più che altro un “contorno”.
Una nota a margine: gli occhi del bellissimo Jared Leto, attore e cantante dei 30 seconds to Mars, valevano tutta la trasmissione. Ho contenuto a stento la teenager che è in me.
Si rinnova come ogni anno l’appuntamento con la kermesse dell’estate, il Festivalbar giunto quest’anno alla 44esima edizione. La manifestazione musicale ideata da Vittorio Salvetti, curata dal figlio Andrea, quest’anno sarà condotta da Enrico Silvestrin, Elisabetta Canalis e Giulio Golia.
Tocca ad Andrea Salvetti, il patron, aprire le danze in conferenza stampa e subito annuncia la grande novità di quest’anno ovvero la concentrazione in sole sei serate della kermesse che gli altri anni ne prevedeva nove. La motivazione che viene data è quella di condensare in meno serate tutto il parterre musicale più importante per proporre i maggiori artisti in prime time ed evitare ripetizioni che erano frequenti negli anni passati.
L’obiettivo e soprattutto la speranza di Salvetti è quella di non trasmettere una serata uguale all’altra. Nella tappa di Catania il 29 giugno è prevista anche Avril Lavigne come confermato da un dirigente della casa discografica BMG.
La prima tappa, il cosiddetto Galà, andrà in onda per la prima volta da Milano in Piazza Duomo; in passato era già stata nel capoluogo meneghino due volte ma all’Arena Civica. E’ la prima volta che viene realizzata nella piazza più importante di Milano e tra quelle più famose d’Italia.
Nella tappa di Milano ci saranno Dolores O’Riordan, i Tokyo Hotel e Macy Gray tra gli artisti internazionali presenti oltre al meglio della discografia italiana con qualche defezione come Tiziano Ferro o Vasco Rossi (che però potrebbe esserci alla finale).
Alcuni nomi? Zucchero, Elisa, Biagio Antonacci, Irene Grandi, Pino Daniele, Nek, Max Pezzali, Francesco Renga, Tiromancino, Zero Assoluto, Simone Cristicchi, Le Vibrazioni, Fabrizio Moro, Finley, Negramaro, Daniele Silvestri e tanti altri.
Viene annunciata la prima novità: è allo studio la messa in onda di alcune seconde serate che saranno mandate in onda probabilmente la domenica e verranno trasmesse subito dopo la conclusione delle tre tappe di Catania a fare da ponte fino alla finalissima all’Arena di Verona il 7 settembre in diretta su Italia 1. Per quanto riguarda le anteprime torna dopo due anni a condurle Filippo Nardi che, a detta del patron, è quello che secondo un sondaggio è risultato più gradito in questo ruolo di intervistatore a pochi minuti dall’entrata sul palco e subito dopo l’esibizioni dei cantanti.
Festivalbar andrà anche su Internet su Myspace e Yahoo, a dimostrazione della volontà di Salvetti di essere sempre a contatto coi giovani e con le nuove tecnologie.
Continua a leggere: Festivalbar 2007. Tutte le novità in anteprima
L’indiscrezione arriva da Cinemotore, ma pare essere fondata: i presentatori dell’edizione 2007 del Festivalbar saranno (forse) Elisabetta Canalis, la Iena Giulio Golia ed Enrico Silvestrin.
Dopo la defezione di Vanessa Incontrata e le tante ipotesi che vedevano come più accreditata alla conduzione Ambra Angiolini (a fianco proprio di Silvestrin), è arrivata oggi questa notizia.
Che dire? Il trio, se fosse confermato, sarebbe sicuramente migliore di quello dell’anno scorso.
La Canalis è molto amata dal pubblico maschile e pur non essendo “un genio della conduzione” sarebbe in grado di far presa sul pubblico; Silvestrin è ormai un veterano dell’ambiente musicale, oltre ad essere un buon presentatore e Golia è simpatico e potrebbe dare quel tocco in più alla manifestazione, magari con interviste dietro le quinte.
Voi che ne pensate?
Ieri sera è stata trasmessa l’ultima puntata della sesta serie di Distretto di Polizia, una fiction di cui mi sono sempre dichiarato estimatore.
Avrete però notato che dall’inizio di questa serie non ho scritto neanche una parola a riguardo. Come mai?
Il motivo è presto detto: questa serie non mi è piaciuta affatto. Si è trattato di una stagione che, malgrado le grandi aspettative, si è rivelata assolutamente incolore e, a tratti, anche noiosa e scontata.
Il (de)merito principale è stato a causa della sceneggiatura, troppo incentrata sulla figura di Roberto Ardenzi (Giorgio Tirabassi), in questa serie commissario neo-titolare, e sulla vicenda a puntate che, diversamente dalle altre serie, è risultata troppo preponderante rispetto al resto.
Inoltre già dai primi episodi si sapeva già tutto del cattivo di turno, senza indugiare come nelle altre serie nell’alone di mistero che da sempre era prerogativa delle azioni del “nemico” del commissariato.
Continua a leggere: È terminata la serie Distretto di Polizia 6