
Enrico Mentana annuncia attraverso la sua pagina Facebook la “linea” che il suo telegiornale adotterà da questa sera sul naufragio della Costa Concordia:
Sul caso della nave da crociera è arrivato davvero il momento di scalare molte marce: l’informazione gira su se stessa e invece di aggiungere nuovi elementi cerca solo spunti per “tenere alta” la storia sulle prime pagine. Anche questa presunta svolta sulla donna misteriosa a bordo sembra proprio una “prova tecnica” per passare dalle tragedia al reality infinito, come Cogne e Avetrana. Quindi è il caso di dare, da stasera, il buon esempio.
La decisione è quella di smetterla di cavalcare un caso che, giunto a questo punto, sta cominciando ad occupare ossessivamente tutti gli spazi informativi da Internet alla tv con una lista infinita di trasmissioni televisive che si continuano a “buttare” sulla notizia anche quando alla notizia c’è ormai poco da aggiungere. Matrix, Porta a Porta, Chi l’ha visto? e tutti i telegiornali in attesa che arrivi anche Quarto Grado a metterci il carico. Sul Tg La7, se non ci saranno nuovi particolari, la Costa Concordia tornerà ad essere una notizia da tenere in secondo piano, un’ottima occasione per Mentana per “distinguersi” (anche un po’ ruffiana a voler essere maligni), ma è proprio il caso di dirlo Vivaddio.

Aggiornamento: La messa in onda slitta di una settimana, la prima puntata di The Show Must Go Off andrà in onda sabato prossimo, 21 gennaio 2012.
Come non detto. La partenza di The Show Must Go Off, il programma di Serena Dandini appena sbarcata su La 7 è stato rinviato. La rete diretta da Paolo Ruffini ha scelto di mandare in onda in prima serata uno speciale dedicato al naufragio della Costa Concordia, la nave da crociera che ha urtato la scogliera nei pressi dell’Isola del Giglio e si è rovesciata costringendo all’evacuazione i suoi oltre 4000 passeggeri. Tre sono i morti nel disastro, si teme ancora per il destino dei dispersi.
La 7, ancora una volta, sceglie di dare spazio all’attualità a scapito dell’intrattenimento, la dimostrazione di come la rete sia sensibile alle sollecitazioni della sua testata d’informazione diretta da Enrico Mentana. La notizia arriva da Facebook, sia Diego Bianchi (alias Zoro) sia la pagina ufficiale di The Show Must Go Off hanno annunciato il cambio nel palinsesto. Rimane da capire quando andrà in onda questa prima puntata, erano previste le ospitate di Tiziano Ferro e Andrea Camilleri.

Il 13 gennaio 2012 il Tg5 compie 20 anni. E Terra!, il settimanale del telegiornale diretto oggi da Clemente J. Mimun, ripercorre il ventennale con la presenza in studio del direttore storico (oggi al TgLa7) Enrico Mentana domani 8 gennaio 2012, in seconda serata su Canale 5.
I giovanissimi nostri lettori forse non sanno che la nascita del Tg5 fu vista da tutti i benpensanti di allora come un vero e proprio azzardo contro una corazzata come il Tg1 inespugnabile che all’epoca toccava in periodi invernali anche gli 8 milioni di telespettatori a sera. Preceduto da una campagna pubblicitaria fatta di interviste per la strada chiedendo quali fossero gli argomenti preferiti dalla gente comune in un telegiornale, il Tg5 si distinse da subito dai servizi paludati del tg dell’ammiraglia del servizio pubblico dando pochissimo spazio alla politica e più alla cronaca e all’attualità. Il successo fu immediato, tanto che la prima sera, anche se solo di un soffio, il tg diretto da Mentana superò il Tg1. E la distanza tra i due tg si è notevolmente ridotta nel tempo.
Sono passati vent’anni. Toni Capuozzo, allora inviato della testata, e Sandro Provvisionato a capo delle cronache, proveranno a ripercorrere il ventennale del tg dell’ammiraglia Mediaset grazie alla presenza dei tre direttori che l’hanno diretto: Enrico Mentana, Carlo Rossella e Clemente J. Mimun. Un film lungo 20 anni dove si ripercorreranno gli scoop che hanno contraddistinto il Tg5: dal tragico annuncio dell’attentato a Giovanni Falcone all’intervista a Paolo Borsellino prima che fosse ucciso; dall’intervista esclusiva fatta da Mentana al piccolo Farouk Kassam dopo 6 mesi di sequestro, all’invio del pezzo di orecchio di Giuseppe Soffiantini anch’egli rapito dall’Anonima. E poi ancora il crollo in diretta della volta della Basilica di San Francesco ad Assisi nel terremoto avvenuto nel 1997, la cronaca del G8 e le notizie sull’eredità della famiglia Agnelli.
Continua a leggere: Terra! festeggia i 20 anni del Tg5 con Mentana e Mimun

Enrico Vaime ed il giallo del libro “A sinistra della foto” uscito da Aliberti editore e che ora lo stesso Vaime ha chiesto, attraverso il suo avvocato di ritirare perché ne sono stati alterati «la lettera, lo spirito e la stessa stesura» ed i cui contorni vi terremo aggiornati nelle prossime ore, con testimonianze dei diretti interessati. Ma cosa ci sarebbe scritto in questo libro? Si parlerebbe del direttore del Tg La7 Enrico Mentana , della Rai di oggi e de La7, aziende per le quali lo stesso Vaime, fra i più prolifici e prestigiosi autori della televisione italiana, attualmente lavora.
Del direttore del TgLa7, Vaime direbbe: “E’ un cialtrone, è ignorante. Non ha studiato, non c’è un … da fare. Bisogna studiare!” Poi però c’è un giudizio, stavolta positivo sulla confezione del Tg La7 : “Lui fa molto bene il telegiornale, ma solo quello, perché il telegiornale è fatto molto bene, è impaginato bene, buon artigianato. Così si fa il telegiornale. Quando lui esce dal contesto del telegiornale fa dei danni”
Vaime però, come detto, non si fermerebbe a Mentana e ce n’è anche per la Rai, con la quale pure collabora nel programma del sabato notte di Rai1 “Di che talento sei” condotto da Maurizio Costanzo : “In Rai l’unico bravo era Ruffini, per il resto il novanta per cento sono delle teste di…”
E a proposito del duopolio Rai-Mediaset che avrebbe sacrificato quanto di buono c’era nell’azienda pubblica, Vaime ha le idee chiare : “La Rai era già orientata al sacrificio estremo, pullulava di imbecilli, poi è arrivata la politica che l’ha massacrata. La politica prima ha ammazzato la Rai come azienda, le ha tolto l’orgoglio di fare bene le cose, ha messo lì dei politicanti e ha cominciato a magnà. Poi il fatto che è arrivato Berlusconi ha influito poco, poteva arrivare chiunque e le cose sarebbero andate così ugualmente. Se devo essere sincero Berlusconi, contrariamente a quello che può pensare la gente, non ha fatto qualcosa contro la Rai”
Sempre dalle pagine del libro “A sinistra della foto” , c’è ancora tempo per una previsione su quello che sarà de La7, l’emittente per cui Vaime collabora: “La7 è la Rai non ancora invasa, però sta per essere invasa anche lei. Basta aspettare qualche mese e diventa una piccola Rai”
Enrico Mentana non se ne va, è ufficiale. E’ Facebook, ancora una volta, ad accogliere un annuncio così importante del direttore del TgLa7, che in queste ultime ore è stato al centro di una vicenda davvero complessa e fumosa. Prima le proteste per la mancata lettura di un comunicato della Federazione della stampa, poi la presunta denuncia da parte del suo comitato di redazione per comportamento antisindacale, che ha creato i presupposti per la sua dimissione.
Nel chiarire la questione, in apertura del Tg di ieri delle 20, Mentana aveva lasciato aperto uno spiraglio: se la denuncia della redazione fosse stata confermata, lui non avrebbe mai accettato di lavorare con un gruppo con il quale non può più esserci un rapporto sereno e umano; al contrario, se le voci sulla denuncia fossero risultate infondate, lui non avrebbe avuto problemi a ritirare le dimissioni. Insomma, prima di prendere una decisione definitiva, voleva capire come fossero andare realmente le cose.
Dopo le parole pronunciate stamattina al telefono con Maurizio Belpietro, dove si diceva possibilista sul ritiro delle dimissioni, ora abbiamo la conferma definitiva:
Ieri sera alle 22.50 le agenzie hanno diffuso un comunicato con cui l’assemblea dei giornalisti del tgla7 fa sapere di essere “categoricamente contraria alla denuncia nei confronti del direttore Enrico Mentana, annunciata dall’Associazione Stampa Romana, che reputa sbagliata e che non deve essere inoltrata”. Una dissociazione così chiara fa giustizia di ogni ostilità, ed è un segno di considerazione e di affetto che sarebbe folle non raccogliere. Mi sembra doveroso quindi ritirare le dimissioni. Fioccheranno le dietrologie, ma chi se ne frega: anche la maggior parte di voi mi ha consigliato di non lasciare incompiuto il lavoro a la7. Avanti, quindi, senza più ombre.
Come si dice in questi casi: tutto è bene quel che finisce bene.

Enrico Mentana è appena intervenuto in diretta alla Telefonata di Belpietro dopo la notizia di ieri delle dimissioni dal Tg La7. Mentana ha ribadito il motivo delle dimissioni, ossia l’impossibilità di lavorare con chi lo aveva appena denunciato alla Magistratura per ‘comportamento antisindacale’. Dopo il chiarimento della notte però sembrerebbe che tutto stia rientrando come ha dichiarato lui stesso poco fa:
“Dopo un lungo e faticoso parto, è stato emesso un documento in cui la rappresentanza dei miei giornalisti riunita in assemblea ha sconfessato l’operato del sindacato territoriale, cioè l’Associazione della Stampa Romana, dicendo che era un’iniziativa sbagliata e chiedendo di ritirarlo”.
Alla domanda di Belpietro se le dimissioni a questo punto rientrano, il direttore è stato possibilista:
“Voglio guardare in faccia i miei giornalisti e se c’è un patto di fiducia rientrano. Nessuno vuole fare il Don Chisciotte o lo spaccamontagne sulla pelle degli altri. Abbiamo fatto un progetto, lo abbiamo portato avanti e se ci sono le condizioni si andrà avanti. Non mi piace distruggere per il gusto di andare sulle prime pagine”.
Se qualcuno ha pensato ad un Mentana che abbia fatto tutto questo per farsi pubblicità e per risolvere problemi interni, si sbaglia - non credo di aver bisogno di pubblicità, mi pare che le cose vadano abbastanza bene - ricordando che non si sarebbe mai sognato di fare questa azione se non fosse arrivata una denuncia dell’Ass. Stampa Romana d’intesa con il Cdr del Tg La7.
Interessante la motivazione per cui il direttore non ha letto quel famoso comunicato da cui è scaturita la denuncia e di seguito le sue dimissioni:
“Non l’ho letto perchè non faccio il passacarte ma il direttore. […] La7 è di proprietà di Telecom Italia e non ho mai dato in questo anno e mezzo un comunicato del proprietario. Perchè dovevo dare un comunicato non importante della Federazione della Stampa, cioè del sindacato dei giornalisti. E’ più importante il sindacato del mio editore?”

La notizia shock è di pochi minuti fa. Enrico Mentana si è dimesso da direttore del Tg La 7. All’origine della clamorosa ed improvvisa decisione i contrasti con il comitato di redazione che lamenta la mancata lettura di un comunicato sindacale di solidarietà allo sciopero dei poligrafici. Il direttore, ormai ex, ha risposto a muso duro alle prime critiche spiegando che non si sarebbe piegato a questi diktat perché si tratta di “rituali che non hanno senso” e che tolgono tempo prezioso alle notizie..
La reazione del Cdr è stata quella di annunciare una denuncia, formalmente ineccepibile, per comportamento antisindacale, ma certo non si aspettavano che Mentana rispondesse rassegnando le dimissioni dall’incarico. Negli ultimi minuti si diffondono voci di “panico” in redazione con il possibile immediato ritiro della denuncia (in realtà non ancora presentata) per far desistere Mentana dalle sue intenzioni.
D’altra parte il Tg La 7 (giornalisticamente un buon prodotto, sia chiaro, anche prima dell’avvento di Mentana) era e resta un telegiornale marginale, con ascolti ridicoli al netto della presenza dell’ex direttore del Tg5 che fa la differenza e induce una buona fetta di pubblico a sintonizzarsi su La 7 esclusivamente per ascoltarlo dare le notizie. Il ritorno nell’anonimato dell’intera testata per un semplice comunicato non letto in diretta sembra follia. A questo punto sorgono interrogativi sulle dimissioni.
Continua a leggere: Le dimissioni di Mentana: una mossa per andare al Tg1?

Enrico Mentana, soprattutto da quando è alla direzione del Tg La7, ha imposto il suo personalissimo stile di conduzione del telegiornale. Alcune liturgie che imponevano la semplice lettura dei titoli ad introduzione dei servizi filmati sono completamente ribaltate da Mentana ogni volta che propone le notizie nell’edizione delle 20 del suo Tg. L’ennesima conferma arriva dalla decisione di non dare lettura dei comunicati che gli arrivano, non importa da chi.
Ha scatenato proteste la sua decisione di non dare conto di una comunicazione con la quale la Federazione della Stampa esprimeva solidarietà con la protesta dei poligrafici. Per l’Associazione stampa romana e per lo stesso Cdr del Tg La 7 si è trattato di un comportamento antisindacale, ma Mentana precisa all’Ansa che la mancata lettura del comunicato è una sua decisione alla quale bisognerà abituarsi:
Sono rituali, che se mai hanno avuto un senso, certo non lo hanno ora. Faccio il giornalista e do notizie per i telespettatori, non leggo comunicati di altri. Così come durante il tg non ho mai letto comunicati di Telecom, ovvero del mio editore, non vedo perché dovrei leggere quelli dei sindacati. La Federazione della Stampa non può comportarsi come quelle aziende che pretendono la pubblicazione dei loro comunicati.
Amen.
Bersaglio Mobile - Scacco al re di Gomorra




Non c’è molto da dire, sull’esempio di televisione che ha dato ieri La7 insieme al direttore del suo Tg, Enrico Mentana e al suo programma aperiodico, Bersaglio Mobile.
Perché è una televisione necessaria, quella che approfondisce. Anzi, qualcosa da dire c’è: bisogna dire che anni e anni di attacco al servizio pubblico (quello senza le maiuscole, quello che dovrebbe proporre la Rai - Radiotelevisione Italiana) hanno reso la Rai incapace di fare quella televisione lì sulle sue reti generaliste. Di questo “smantellamento” in atto abbiamo già parlato più e più volte, negli anni e vale la pena ricordarlo ma non dilungarsi, perché purtroppo è sotto gli occhi di tutti.
Torniamo a Bersaglio Mobile: Scacco al Re di Gomorra è stato, pur con evidente penuria di mezzi, un ottimo momento informativo e di approfondimento, con voci e testimonianze che si sono susseguite rendendo lo speciale decisamente interessante.
Il pubblico di La7, poi, a giudicare dai commenti che si accavallavano accanto allo streaming online, è di quelli che non ha idoli e guru e che prova a utilizzare il pensiero critico. Perché in effetti, quello del sottoscritto, di pensiero critico, si chiedeva perché Saviano. O meglio, il perché ce l’avevo e ce l’ho ben chiaro: di Saviano riconosco i meriti divulgativi, pur non condividendo determinate prese di posizione dello scrittore su una serie di tematiche che nulla hanno a che vedere con la camorra. Né con la tv, quindi se ne parlerà, eventualmente, in altre sedi. Ma ecco che uno dei commenti che si susseguivano durante la messa in onda mi ha tolto le parole di bocca: perché era un po’ surreale, quel collegamento da New York, quando ci sono tanti, tantissimi giornalisti anticamorra e antimafia in Italia, che lavorano nel sommerso, cui non è stata mai data una scorta, che non hanno grandi nomi e che fanno informazione capillare.

Continua a leggere: Bersaglio Mobile - La tv necessaria e il buon pubblico

Bravo, Enrico Mentana. Non solo perché riesce a ottenere in esclusiva l’intervista con Valter Lavitola (perché il Lavitola abbia scelto di sottoporsi a questo lunghissimo interrogatorio televisivo, resterà probabilmente un mistero: semplice desiderio di raccontare la propria versione rimanendo al sicuro, dove non c’è l’estradizione? Difficile. Desiderio di mostrarsi fedele a qualche potente con il rigido mantenimento della propria versione? Possibile. Vanità, voglia di farsi vedere più furbo dei furbi? Anche. Qualche messaggio fra le righe da mandare a chi è in Italia? Altrettanto possibile). Sì, ovvio, è un fatto eccezionale, l’intervista via satellite di un latitante. Ma il successo di Bersaglio Mobile (ecco il resoconto della prima puntata, Il Caso Lavitola risiede nel fatto che Mentana porta a casa dei telespettatori di La7 un giornalismo a cui ci eravamo disabituati.
Complici i quattro colleghi ospiti (su tutti, personalmente trovo ottimo e in grande spolvero Carlo Bonini, che con la sua ricostruzione dei fatti inchioda il Lavitola meglio di qualunque altra domanda incalzante. E’ lui a fare la domanda migliore a Lavitola - Che mestiere fa? - e a ripetergliela dopo aver ricostruito l’improbabile scenario di un imprenditore ex massone filantropo e un po’ immanicato), Enrico Mentana ha ricordato a tutti cosa voglia dire approfondire e, soprattutto, fare delle domande.
Poco importa che il Lavitola risponda come crede: i cinque giornalisti in studio fanno domande. Vere. Non concordate. E siccome sono domande vere, quando l’intervistato si attorciglia su posizioni inverosimili, Bonini, Mentana e colleghi possono permettersi di chiedere di non prenderci per scemi.
Sono domande non assoggettate alla logica dello share o al dibattito urlato cui siamo troppo abituati (e infatti Mentana richiama Marco Lillo, che ad un certo punto incalza un po’ troppo Lavitola: i due si parlano addosso e non si capisce nulla da casa. E non è quello che Mentana vuole). Domande le cui risposte o non risposte hanno un significato ben preciso, proprio perché ci sono quelle domande che vengono poste. Domande che si riferiscono a fatti. Poi, è chiaro: ognuno che abbia seguito la storia avrebbe avuto le sue, di domande.
Ma quel che è stato fatto questa sera è un’operazione estremamente importante perché con Bersaglio mobile, Enrico Mentana ha riconsegnato ai telespettatori il genere intervista, una parola che la televisione italiana contemporanea ha modificato nel suo senso più profondo, trasformandola in qualcos’altro, mistificandola, falsificandola.

Bersaglio Mobile parte col botto: Valter Lavitola sarà ospite del nuovo programma di Enrico Mentana.
Un colpo giornalistico di quelli veramente importanti, per il direttore del TgLa7 che esordirà domani sera in diretta con la sua nuova trasmissione di approfondimento. Chi è Valter Lavitola? Ne trovate un ritratto su Polisblog ma, brevemente, è il faccendiere (così è stato definito dalla stampa) indagato insieme a Gianpaolo Tarantini e alla consorte a proposito del presunto ricatto a Silvio Berlusconi. Giacché nei suoi confronti è stato emessa un’ordinanza d’arresto e giacché il Lavitola si trova da allora all’estero, lo si può definire latitante.
E infatti Mentana intervisterà in diretta Valter Lavitola che sarà in collegamento da Panama: un’esclusiva a dir poco eccezionale: di Lavitola parlano tutti in continuazione e lui stesso Lavitola, che non si presenta in Italia per ovvie ragioni, ha fatto sapere che avrebbe presto presentato un memoriale. Un memoriale che, evidentemente, farà la sua comparsa in Tv.
Bersaglio Mobile è il nuovo programma di Enrico Mentana, che sarà in compagnia di noti giornalisti italiani: così recita il comunicato stampa, che coglie un po’ tutti di sorpresa. Evidentemente l’idea di Mentana di fare, prima o poi, un suo approfondimento di prima serata su La7 ha subito un’accelerazione improvvisa vista la disponibilità di Lavitola a concedersi per un’intervista. Stando a quanto apprendiamo dal network, il programma dovrebbe essere fatto, in generale, di esclusive. Non ci è ancora dato sapere se l’appuntamento avrà una cadenza fissa o se si tratti di un programma che vivrà di speciali. Se questo è l’inizio, aspettiamoci di tutto: se seguite le cronache nostrane, saprete bene quanto sia caldo l’argomento e coglierete facilmente la portata di quest’intervista.
L’intervista esclusiva di Mentana a Lavitola andrà in onda domani sera, 28 settembre 2011, alle ore 21:10 su La7.

Intervista in esclusiva per Tv Talk, il programma di Massimo Bernardini che parte domani su RaiTre nella nuova fascia oraria delle 14.40, con Michele Santoro. Il conduttore, fuoriuscito (con buonuscita) dalla tv pubblica, e alle prese con l’organizzazione del suo nuovo progetto I Comizi d’amore, insiste su un leitmotiv già sentito nei suoi tanti monologhi di apertura ad Annozero:
Io sono uno della Rai in libera uscita. Per cui quando la Rai mi vuole io sono della Rai. Ho detto che sono più della Rai di tante persone che sono rimaste nella Rai. Quindi io mi sento un giornalista della Rai anche adesso che sono fuori dalla Rai.
Come noto Santoro avrebbe potuto trasferirsi a La7, ma il rapporto con la dirigenza della rete tv si è rotto aprendo un fronte anche con Enrico Mentana. In quest’intervista l’ex conduttore di Annozero non è per nulla tenero con la rete di TI Media e nemmeno con RaiTre che rischia di perdere ascolti, ma riserva un complimento al direttore del Tg La 7:
Io dubito che La7 possa diventare la nuova Rai3. Rai3 nasceva in condizioni completamente diverse dal punto di vista politico, dal punto di vista economico e sociale. C’è il rischio che La7 erediti una parte del pubblico di RaiTre, cioè che Rai3, in una crisi di identità, regali un pubblico a La7 che sarebbe un pubblico tradizionale di Rai3. Soprattutto grazie al fatto che La7 ha un grande professionista che si chiama Enrico Mentana, che ha illuminato di modernità una televisione che in generale non è che presenti tantissimi aspetti innovativi.
Continua a leggere: Santoro attacca La 7 (e RaiTre): "Mi sento ancora della Rai"
La 7 propone stasera il film di Roberto Faenza “Silvio Forever“: “L’Autobiografia non autorizzata di Silvio Berlusconi“. Il documentario, passato nelle sale appena qualche mese fa, sarà mandato in onda preceduto e seguito da uno speciale firmato dal direttore del Tg La7 Enrico Mentana, uno dei testimoni diretti dell’ascesa del nostro presidente del consiglio prima come imprenditore nel campo della televisione e poi in quello politico.
Il documentario, è bene anticiparlo per chi non l’avesse ancora vista, non è la solita invettiva contro il buon Silvio, ma piuttosto un vivido affresco di quello che è stato ed è il personaggio “storico” Berlusconi. Lo conferma anche Sergio Rizzo, insieme a Gian Antonio Stella sceneggiatore del film:
Abbiamo voluto innanzitutto raccontare un personaggio, di una persona che è al centro della vita italiana dal ’93 e che è una delle persone più famose al mondo, che su tutti i giornali e le televisioni del mondo. La politica è sicuramente centrale nella vita di Berlusconi, ma non è l’unico aspetto. Noi abbiamo anche voluto dare un punto di vista sul perché da 16 anni in Italia c’è un dibattito su una persona che, più di chiunque altro, è riuscito a toccare determinate corde di questo paese. Abbiamo realizzato una fotografia, una fotografia scattata dallo stesso protagonista.
Sarà con tutta probabilità compito di Mentana quello di aggiungere un po’ di pepe, si spera senza l’abuso dei suoi monologhi e con l’ausilio di tre ospiti eccellenti: Eugenio Scalfari, Giuliano Ferrara e Paolo Mieli. Certo fa sorridere ripensare a come la Rai si era affrettata a censurare il trailer del film ora che La 7 sfrutta Silvio Forever per creare una vera serata evento.

Uno degli scenari più verosimilmente auspicabili potrebbe diventare realtà. La7 sta valutando di mandare in onda in ottobre uno speciale firmato dal direttore del suo Tg Enrico Mentana e dal giornalista e scrittore Roberto Saviano.
Ad anticiparlo il direttore di rete uscente Lillo Tombolini, presto sostituito da Paolo Ruffini, durante la presentazione della decima edizione dell’Infedele di Gad Lerner (che sarà stato oscurato, povero, da cotanta notizia).
“Se ne sta parlando” è stata l’ammissione di Tombolini, che lascerà gestire l’operazione proprio a Ruffini, il vero artefice del successo di Vieni via con me, nonché della trasformazione di La7 nella nuova RaiTre.
Continua a leggere: Mentana e Saviano: insieme a ottobre su La7?
Maurizio Costanzo è ospite, questa sera, a In Onda - che bissa l’ospite monografico, dopo la puntata di ieri con don Andrea Gallo. La puntata, come aveva anticipato Luca Telese, è registrata: Luisella Costamagna, che con costanzo ha lavorato al Costanzo Show, a Tutte le mattine e a Buon Pomeriggio, non sapeva ancora che sarebbe stata rottamata per Nicola Porro.
Enrico Mentana è fuori campo, a quanto pare col figlio (L’ho portato a vedere da vicino Maurizio Costanzo, dirà il direttore del TgLa7). Telese si alza dalla sua postazione e porta Mentana, in maniche di camicia, nel bel mezzo del programma. Gli chiede di dare una definizione di Costanzo. Mentana risponde:
Costanzo è la televisione.
Poi, viene mandato in onda il celeberrimo frammento di Acquario con Rino Gaetano.
Si può ancora fare quella televisione? E se no, perché?
Costanzo ha le sue idee. Si potrebbe, forse - Da Da Da lo dimostra - ma non si fa più. Perché?
La televisione racconta il paese in cui viviamo
E in che Paese viviamo, chiede la Costamagna a Costanzo? Lui - vecchio lupo della televisione - evita di rispondere interpretando i segni che vengono fatti fuoricampo: C’è la tassativa, devi mandarla. Al rientro, Costanzo dice che forse in Italia mancano proprio i personaggi. E ricorda, appunto, da Acquario, vari ospiti: Rino Gaetano, Susanna Agnelli, Cicciolina (era il 1978). In particolare, Cicciolina venne fatta entrare in diretta mentre parlava il Presidente della Commissione Parlamentare di Vigilanza, l’onorevole Bubbico.
Bisognerebbe ricordare anche Carmelo Bene, più volte ospite del giornalista e conduttore.